Il 29 novembre 2017 il Dott. Ugo Ricci consegnava la perizia sulla borsa di paglia e gli stracci sequestrati a casa di Salvatore Vinci in data 30 luglio 1984 come da incarico del 6 giugno 2017.
Il risultato dell’accertamento è che sulla borsa di paglia (corpo di reato 50993) non sono state rinvenute tracce di natura biologica, tali da consentire di ricavare profili genetici. Su uno dei due stracci di stoffa contenuti all’interno della stessa borsa è stata evidenziata una traccia biologica, di natura ignota, dalla quale è stato possibile ricavare il relativo profilo genetico, appartenente a un soggetto maschile sconosciuto. Tale profilo genetico, utilizzabile per confronti, è stato comparato con profili genetici acquisiti nel corso dello stesso procedimento, con esito negativo.
I corpi di reato vengono restituiti in data 1 dicembre 2017.
Questo l’incarico: 29 novembre 2017 Perizia di Ugo Ricci sui reperti borsa di paglia e stracci sequestrati a casa di Salvatore Vinci
Questa la trascrizione:
PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE
CONSULENZA TECNICA IN MATERIA DI GENETICA FORENSE
Procedimento penale N° 7265-2017 RGNR
Dott. Luca Turco Proc. Aggiunto
Consulente Dott. Ugo Ricci Specialista in Genetica Medica
Dottore di ricerca in Scienze Forensi
Albo dei Consulenti Tribunale di Firenze n° 6941
Sommario
1 INCARICO………..3
2 ACQUISIZIONE E DESCRIZIONE DEI REPERTI………..3
3 ACCERTAMENTI TECNICI…..4
4.1 DIAGNOSI DI NATURA…..4
4.1.1 Esame con benzidina……..5
4.1.2 Esame con amilasi………5
4.1.3 Esame con fosfatasi………6
5 DIAGNOSI INDIVIDUALE………..6
5.1 Estrazione del DNA……….6
5.2 Quantificazione del DNA……..7
5.3 Determinazione dei profili genetici…..9
6 VALUTAZIONI………..14
7 CONCLUSIONI…..16
8 DISTINTA DEI REPERTI ………16
9 MATERIALI E METODI….17
9.1-test per la ricerca di sostanza ematica …..17
9.1.1-diagnosi generica per sostanza ematica sui reperti in giudiziale sequestro……17
9.1.2 Ricerca generica di sostanza ematica- test al Lumino……………18
9.1.3 Test OBTI Hexagon …….18
9.2 Diagnosi generica di saliva – metodo all’amilasi…………..19
9.3 Metodo alla fosfatasi alcalina ……….19
9.4 Diagnosi individuale – esame del DNA….20
9.4.1 Estrazione del DNA…….20
9.4.2. Scelta dei marcatori e amplificazione genica…..20
9.4.3 Elettroforesi capillare e interpretazione dei risultati…..21
10 PRODOTTI UTILIZZATI……22
11 ALLEGATI ……….23
12 DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA…….24
13 DOCUMENTAZIONE ANALITICA…..45
Il laboratorio in cui sono state eseguite le analisi è accreditato ISO17025 (Lab. N° 1268) per la prova “Analisi di polimorfismi genetici per l’identificazione individuale umana, test di paternità e parentela – DNA typing for human identification, paternity and kinship testing
- INCARICO
In data 05-06-2017 il Pubblico Ministero Dott. Luca Turco, in riferimento al procedimento n° 7265-2017 mod 21 su delega della polizia giudiziaria, in relazione alle indagini di cui al procedimento in oggetto, richiedeva di effettuare indagini su una serie di oggetti, coordinandomi con il Reparto di Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Parma. Eventuali riscontri positivi avrebbero dovuto essere comparati con i profili genetici già acquisiti nel corso di precedenti accertamenti effettuati dallo scrivente e con quelli presenti in Banca Dati.
Forma l’oggetto della presente relazione l’esame di alcuni reperti consegnati in data 22-06-2017 dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri Sezione Anticrimine di Firenze, su delega dello stesso Magistrato.
Le operazioni sono state effettuate presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Careggi”, SOD Diagnostica Genetica a Firenze.
Riferisco su quanto emerso dagli accertamenti tecnici di laboratorio.
- ACQUISIZIONE E DESCRIZIONE DEI REPERTI
Il giorno 23-06-2017 alle ore 11.45 mi venivano consegnati dal Lgt. Luca Lanfranchi e Aps Flavio Salzeri del ROS di Firenze i seguenti reperti:
- Plico trasparente sigillato con codice identificativo 006758, pervenuto dal RIS di Parma (vedi ril.1 e 2). All’interno è presente una busta di plastica con stampa “DAF Firenze Spa” sulla quale è stato scritto con pennarello rosso il codice 638/04 (vedi ril. 3 e 4). All’interno di questa busta di rinviene un confezionamento in carta da pacchi, parzialmente frammentato, recante un’etichetta di carta con intestazione della Legione Carabinieri Firenze e relativa al deposito del corpo di reato. Quest’ultimo è stato contraddistinto dal codice 50993 come si evince da scritture sull’etichetta e sulla carta da pacchi (vedi ril. 5, 6 e 7). Al di sotto della carta si rinviene una borsa in paglia di forma circolare, del diametro di cm. 43, con fodera a righe colorate /vedi ril. 8, 9 e 10).
- Sul fondo della borsa di paglia si rinvengono due stracci in stoffa, piegati, di colore giallo a fiori (vedi ril. 10, 11 e 17). I due stracci sono stati contrassegnati quali reperto 1 e reperto 2 ed esaminati separatamente. Risultano pressoché uguali, di forma rettangolare, delle dimensioni di circa cm.
- ACCERTAMENTI TECNICI
Tutti i reperti di cui sopra sono stati esaminati dapprima a luce naturale, per evidenziare eventuali aree che presentassero macchie evidenti. All’esito praticamente negativo è seguito l’esame di tutte le superfici con apparecchiatura CrimeScope, in grado di evidenziare tracce latenti che possono essere di origine biologica. Una più precisa descrizione dei metodi usati è inclusa nella sezione Materiali e Metodi.
L’esame degli stracci ha consentito di evidenziare alcune aree di luminescenza, in varie sedi, ciascuna contrassegnata e successivamente repertata mediante asportazione di frammenti di circa 2cm di diametro. Esattamente:
- reperto 1: sono state effettuati dodici campionamenti, contrassegnati dai codici da 648-1 a 648-12 (vedi ril. da 11 a 14). Sono state anche evidenziate delle tracce visibili di colore bruno, che sono state fotografate nel dettaglio (vedi ril. 15 e 16).
- reperto 2: sono state effettuati sette campionamenti, contrassegnati dai codici da 648-13 a 648-19 (vedi ril. da 17 a 20).
Tutti i reperti, borsa e stracci, sono stati successivamente trattati con reattivo al luminol, in grado di evidenziare eventuali tracce di sostanza ematica, le quali appaiono luminescenti quando l’oggetto è osservato al buio dopo il trattamento. Questo esame è risultato negativo sugli stracci, mentre ha evidenziato una luminescenza in corrispondenza della fodera della borsa di paglia, nella parte superiore, in corrispondenza del bordo (vedi ril. 21). Questo campionamento è stato contrassegnato dal codice 648-20
4.1 DIAGNOSI DI NATURA
Tutti i campionamenti sono stati avviati alle analisi generiche, volte all’identificazione della natura del materiale biologico eventualmente presente sui prelievi. Sono stati effettuati accertamenti per la ricerca di tracce di liquido seminale, saliva, sostanza ematica, mediante l’impiego dei seguenti saggi:
4.1.1 Esame con benzidina
Tutti i campionamenti sono stati saggiati con il reattivo alla benzidina, test orientativo per la ricerca di sostanza ematica. Nella tabella i risultati ottenuti, espressi su scala +++ / NEG:
Tabella
All’esito positivo dell’esame sul campionamento 648-20 è stato effettuato il test Hexagone OBTI, confermativo per la presenza di sostanza ematica. L’esito dell’accertamento è stato tuttavia negativo.
4.1.2 Esame con amilasi
Tutti i campionamenti sono stati saggiati con test amilasi, test orientativo per la ricerca di saliva e tracce di essudati. Nella tabella i risultati ottenuti, espressi su scala +++ / NEG:
Tabella
4.1.3 Esame con fosfatasi
Tutti i campionamenti sono stati saggiati con test alla fosfatasi, test orientativo per la ricerca di tracce di liquido seminale. Nella tabella i risultati ottenuti, espressi su scala +++ / NEG:
Tabella
- DIAGNOSI INDIVIDUALE
Il protocollo analitico utilizzato per l’esecuzione degli accertamenti genetici segue le raccomandazioni suggerite dalla International Society of Forensic Genetics (ISFG) [1], dai Genetisti Forensi Italiani [2, 3] e dall’ENFSI [4]. La descrizione delle singole attività è meglio descritta nel capitolo “Materiali e metodi”.
5.1 Estrazione del DNA
Ciascuno dei campionamenti prima indicati è stato sottoposto a estrazione del DNA mediante metodica automatizzata.
1 www.isfg.org
2 Pascali VL, Novelli G, Pignatti P, Raccomandazione sulle indagini biologiche di paternità e le indagini d’identificazione criminale. Analysis n° 3, 2000.
3 Tagliabracci A, Domenici R, Pascali VL, Pesaresi M, Indagini genetico-forensi di paternità e identificazione personale. Linee Guida metodologico-Accertative Criteriologico-Valutative. Piccin Editore 2007.
4 ENSFI-ENFSI document on DNA-database management 2011
5.2 Quantificazione del DNA
Il materiale genetico estratto è stato quantificato con metodica Real-Time PCR utilizzando un sistema analitico (Quantifiler® Trio DNA Quantification Kit – Thermo Fisher Scientific) in grado di determinare le quantità relative di DNA maschile e di DNA totale. La tabella seguente riporta i risultati ottenuti:
Tabelle
5.3 Determinazione dei profili genetici
Gli esami quantitativi hanno evidenziato che praticamente tutti i campionamenti dagli stracci, estratti in un volume finale di 40 μl, non risultavano contenere DNA umano. Quantitativi corrispondenti a 0.001 – 0.002 ng/μl non permettono di ottenere risultati dalle analisi per la caratterizzazione del profilo genetico. Fanno eccezione i campionamenti 648- 3 e 648-11 nei quali sono state evidenziate tracce di DNA umano utilizzabili, anche se con un approccio particolare. Si tratta infatti di campioni in condizioni di basso numero di copie:
5.3.1 Low-Template DNA o Low Copy Number
Con queste due denominazioni sostanzialmente uguale si indicano le tracce biologiche che contengono un numero limitato di cellule e quindi di genomi. E’ una situazione che può anche essere dovuta a una degradazione del materiale genomico che, di fatto, produce una riduzione delle quantità disponibili per le analisi. I criteri indicati dalla letteratura scientifica per individuare una situazione con low template DNA (LT-DNA) sono essenzialmente due:
- dal punto di vista quantitativo è la presenza di quantità di DNA genomico totale amplificabile al di sotto di 100 pg, rilevate mediante esame in real time;
- dal punto di vista dei risultati della tipizzazione l’osservazione nei tracciati elettroforetici di fenomeni stocastici dovuti all’incapacità dei sistemi di amplificazione enzimatica di riprodurre in maniera affidabile il reale contenuto genetico del campione.
I fenomeni che si osservano nelle analisi di questi campioni sono dovuti:
- alla mancata amplificazione di forme alleliche invece presenti nel campione (drop- out);
- all’introduzione di forme alleliche artefattuali formate in vitro nel processo di analisi (drop-in) quali per esempio le stutter band, non dovute a contaminazione;
- aumento dello sbilanciamento tra alleli;
Tabella
Rappresentazione degli effetti di amplicazione di un campione normale (sinistra) e di uno in condizione di LT-DNA (destra)
L’analisi di campioni LT-DNA richiede un approccio analitico diverso da quello ordinario, sia per le procedure di laboratorio che per le interpretazioni analitiche, dovendo ricorrere molto spesso a software di analisi dedicati.
Per la parte analitica è stato utilizzato l’approccio suggerito da Caragine et al. [5] per lo studio di campioni con basso numero di copie. Sinteticamente tale approccio prevede l’amplificazione ripetuta di ciascun estratto per almeno due volte, la descrizione dei profili ottenuti e la determinazione di un cosiddetto profilo consenso che descrive il probabile
5 Validation of testing and interpretation protocols for low template DNA samples using AmpFISTR Identifiler. Caragine T, Mikulasovich R, Tamariz J, Bajda E, Sebestyen J, Baum H, Prinz M. Croat Med J. 2009 Jun;50(3):250-67.
profilo genetico del donatore. Poiché è noto che una forma allelica estranea al DNA originale del campione ha una probabilità dello 0,3% di essere osservata in due amplificazioni successive, vengono descritti gli alleli osservati almeno in due amplificazioni successive. Inoltre, poiché vi è comunque la possibilità di non osservare uno dei due alleli di un eterozigote, gli assetti genetici omozigoti vengono accompagnati da una lettera Z a indicare l’altra eventuale forma allelica non osservata.
Per la determinazione del profilo genetico dei reperti sono stati usati due sistemi basati sull’analisi di marcatori autosomici, costituiti da microsatelliti (o short tandem repeats o STR, anche conosciuti come simple sequence repeats o SSR) sequenze ripetute di DNA non codificante costituiti da unità di ripetizione molto corte (3-5 bp) disposte secondo una ripetizione in tandem. Essi presentano un alto livello di polimorfismo, nel senso che hanno variazioni di lunghezza negli individui, permettendo quindi di caratterizzarli e differenziarli in maniera inequivocabile.
Tabella
Esempio di una zona polimorfica del DNA con la sequenza gata ripetuta undici volte
Il sistema usato per i reperti 648-3 e 648-11 è denominato AmpFLSTR® GlobalFiler® PCR Amplification Kit (Thermo Fischer Scientific) e in grado di amplificare contemporaneamente ventuno marcatori del DNA, più il marcatore amelogenina per la determinazione del genere e due marcatori del cromosoma Y. Esso contiene tutti i marcatori suggeriti nell’European Standard Set (ESS), di cui al progetto di risoluzione del Consiglio d’Europa del 30 novembre 2009 sullo scambio dei risultati delle analisi del DNA (2009/C 296/01).
Le tabelle seguenti riportano i profili genetici ottenuti dai reperti:
Tabelle
Profilo genetico generato dalla campionatura 648-3
Profilo genetico generato dalla campionatura 648-11
- VALUTAZIONI
Gli accertamenti si sono indirizzati preliminarmente, dopo la documentazione fotografica, agli esami di natura, volti a determinare l’eventuale origine biologica dei materiali. Sono stati effettuati numerosi campionamenti sugli stracci e uno sulla fodera della borsa di paglia. Nessuno dei test effettuati ha dato esito positivo per la presenza di tracce di saliva, sangue o liquido seminale. Va ricordato tuttavia che si tratta di un reperto molto vecchio, conservato senza particolari cura riguardo alle condizioni ambientali, per cui è possibile vi siano risultati falsamente negativi nei test colorimetrici.
Per questo motivo tutti i campionamenti sono stati estratti e sottoposti a dosaggio del DNA con metodica real time in grado di identificare anche quantitativi molto ridotti di materiale biologico. All’esito dell’esame solo due campionamenti prelevati dallo straccio presentavano quantità sufficienti di DNA per l’analisi. Questa è stata effettuata tenendo conto delle esigue quantità, quindi mediante la riamplificazione dell’estratto e la determinazione di un profilo consenso.
Soltanto la campionatura 648-11 ha fornito un risultato che rientra nei criteri di accettabilità del laboratorio (numero di marcatori tipizzati > 7), mentre la campionatura 648-3 ha fornito risultati non utili per confronti.
Il materiale biologico presente sulla campionatura 648-11 è riconducibile a un individuo maschile e può essere utilizzata per confronti. A questo proposito essa è stata messa a confronto con tutti i profili genetici determinati fino a oggi nell’ambito del medesimo procedimento penale e in particolare:
reperto 78_A e 442 – tracce biologiche attribuite a Jean Michel Kraveichvili;
reperto 414-F: tracce biologiche all’interno dei pantaloni di Kraveichvili Jean Michel
reperto 80 – tracce di saliva sulle buste inviate ai PM Vigna, Canessa e Fleury;
reperto 623-5 – tracce biologiche rinvenute all’interno di un paio di guanti in lattice
Alla pagina seguente è riportata una tabella riassuntiva dei profili genetici ottenuti, dalla quale si evince l’incompatibilità genetica della traccia 648-11 con quelle sopra indicate. L’incompatibilità è stata osservata a più marcatori del DNA, determinando pertanto un giudizio perentorio di esclusione, tale da sfuggire anche a considerazioni di ordine biostatistico.
Tabella
- CONCLUSIONI
Sulla base delle indagini di laboratorio effettuate e alle valutazioni biostatistiche di cui sopra, posso così rispondere ai quesiti posti dalla S.V. Ill.ma:
“Sulla borsa di paglia in sequestro di cui al corpo di reato 50993 non sono state rinvenute tracce di natura biologica, tali da consentire di ricavare profili genetici.
Su uno dei due stracci di stoffa contenuti all’interno della stessa borsa è stata evidenziata una traccia biologica, di natura ignota, dalla quale è stato possibile ricavare il relativo profilo genetico, appartenente a un soggetto maschile sconosciuto.
Tale profilo genetico, utilizzabile per confronti, è stato comparato con profili genetici acquisiti nel corso dello stesso procedimento, con esito negativo.
Unitamente alla presente relazione si trasmette anche il relativo rapporto di prova”.
Firenze, 29 novembre 2017
Il consulente
Dott. Ugo Ricci
- DISTINTA DEI REPERTI
La borsa esaminata nella presente consulenza sarà restituita all’ufficio di polizia giudiziaria presso la Procura della Repubblica. Il materiale genetico estratto è stato utilizzato in parte per le analisi; la parte residua sarà conservata a -20°C in laboratorio.
Firenze, 29 novembre 2017
Il consulente
Dott. Ugo Ricci
- MATERIALI E METODI
9.1 – test per la ricerca di sostanza ematica
Sono stati utilizzati sia saggi orientativi che confermativi per la ricerca di tracce di sostanza ematica. In particolare:
9.1.1 – diagnosi generica per sostanza ematica sui reperti in giudiziale sequestro
La reazione di orientamento per la diagnosi generica di sangue si basa sulla proprietà che hanno alcune sostanze incolori allo stato ridotto (leucobasi), di assumere un determinato colore, per ossidazione, in presenza di un perossido e di una perossidasi. In particolare è stato utilizzato il metodo di Adler per determinare la presenza di emoglobina (sensibilità del metodo 1:500.000). In parallelo sono stati utilizzati un campione di sangue umano di controllo ed un campione di controllo negativo, ovvero di natura non ematica.
Formula chimica
5 μl dell’estratto ricavato dai frammenti campionati sui reperti sono stati adsorbiti su carta da filtro e lasciati brevemente asciugare. Quindi è stata aggiunta una goccia di reattivo benzidina modificata in soluzione acetica e la carta da filtro è stata brevemente lasciata asciugare, verificando l’assenza di colorazioni aspecifiche. Infine è stata addizionata una goccia di acqua ossigenata al 3%, la quale produce immediatamente un’intensa colorazione azzurra, in presenza di emoglobina.
9.1.2 Ricerca generica di sostanza ematica – test al Luminol
Gli oggetti sui quali si ritiene possano essere presenti tracce di sostanza ematica, vengono spruzzati con un reagente a base di Luminol [6]. In presenza di emoglobina la traccia in esame darà luogo ad una intensa luminescenza se osservata al buio. La metodica è molto sensibile e offre il vantaggio di consentire anche analisi successive poiché il Luminol e le componenti che formano la miscela di reazione non interferiscono con l’estrazione e tipizzazione del DNA.
Falsi positivi possono verificarsi per la presenza di ossidanti chimici o sostanze quali il rame ed i suoi composti, il nichel, lo iodio, la formalina o perossidasi vegetali (banane, anguria, agrumi ecc.). Falsi negativi si possono ottenere in presenza di sostanze
Formula chimica
fortemente riducenti, come l’acido ascorbico o qualora l’indumento sia stato sottoposto a trattamento di sterilizzazione.
9.1.3 Test OBTI Hexagon
Una aliquota del campione in esame é stata trattata con soluzione fisiologica, incubata per circa dieci minuti a temperatura ambiente, con agitazione al vortex. Dopo centrifugazione é stata effettuata una centrifugazione a 14.000 rpm per 5′ e prelevata una parte del liquido costituente la fase superiore. Esso é stato quindi testato con il kit Hexagon OBTI (Human, Germany), test immunocromatografico per la determinazione della presenza di tracce di sostanza ematica umana nelle feci. Il kit é stato validato per uso forense da Hochmeister et (J Forensic Sci May 597-602;1999) ed é particolarmente sensibile, perché in grado di evidenziare tracce di emoglobina umana fino alla diluizione di 1:100000. Esso é inoltre specifico per i primati.
[6] Lytle LT, Hedgecock DG, Chemioluminescence in the visualization of forensic bloodstains. J Forensic Sci 1978;23:550
La presenza di emoglobina umana é valutata mediante la comparsa di una banda colorata sulla striscietta “Test”, unitamente alla comparsa di una banda di controllo.
9.2 Diagnosi generica di saliva – metodo all’amilasi
Una corretta metodologia nell’esame di reperti che si suppone possano contenere tracce di saliva o di natura epiteliale, richiede un preliminare saggio qualitativo alla ricerca di sostanze specifiche in grado di provare l’eventuale presenza di cellule epiteliali sul reperto (Cortivo et. al. 1979). Una parte di ciascun campionamento è stato frammentato e collocato in provette sterili, unitamente ad un’aliquota di acqua bidistillata. Sono anche stati allestiti controlli positivi e negativi. Dopo incubazione per due ore a temperatura ambiente, una piccola aliquota del surnatante è stata quindi utilizzata per l’esame di natura, utilizzando il kit Amilasi (Sclavo Diagnostics). Esso si basa su un substrato cromogenico, il 2-cloro-4-nitrofenolo legato al maltotrioso. La reazione diretta della a-amilasi con il substrato comporta la formazione del 2-cloro-4-nitrofenolo. Il kit risponde agli isoenzimi dell’amilasi sierica, pancreatica, urinaria e salivare. Il principio del metodo si basa sul fatto che l’a-amilasi (a-1, 4 glucano, 4-glucanoidrolasi) catalizza l’idrolisi di un substrato sintetico, il 2-cloro-4-nitrofenil-a-D-maltotrioside (CNPG3), per formare il 2-cloro-4- nitrofenolo (CNP), il 2-cloro-4-nitrofenil-a-D-maltoside (CNPG2), maltotrioso (G3) ed il glucosio.
CNPG3 Amilasi →CNP+ CNPG2 + G3 + glucosio
Dopo un’incubazione di 2 ore a 37°C, la formazione del 2-cloro-4-nitrofenolo (CNP) determina un viraggio del colore al giallo, che viene valutato visivamente.
9.3 Metodo alla fosfatasi alcalina
Il principale test orientativo per la presenza di liquido seminale consiste nella rilevazione della fosfatasi acida prostatica (PAP) o dell’antigene prostatico specifico (PSA), enzimi prostatici presente in grandi quantità nel liquido seminale; in quantità 50- 100 volte inferiore è presente anche nel sangue, nella saliva, nelle urine e nelle secrezioni vaginali. Questo test impiega usualmente a-naftil fosfato e diazo blu come agente colorimetrico. A pH 5.2 la fosfatasi acida catalizza l’idrolisi dell’ a-naftil fosfato liberando a-naftolo che reagisce con il sale cromogeno; la positività è data dal viraggio al color porpora
9.4 Diagnosi individuale – esame del DNA
Il metodo interno utilizzato per la caratterizzazione individuale è descritto nella procedura POS1416 75-66 della SOD diagnostica genetica dell’AOU Careggi. Di seguito sono riportati alcuni degli elementi qualificanti del metodo applicato.
9.4.1 Estrazione del DNA
Per l’estrazione del DNA è stata utilizzata la stazione robotizzata BioRobot EZ1 Advanced (QIAGEN, Germany) in associazione con Investigator Card ed EZ1® DNA Investigator Kit (QIAGEN, Germany). Il DNA ottenuto è stato quantificato mediante metodica Real-Time usando il kit Quantifiler Trio (Life Technologies) in associazione a uno strumento QuantStudio 6-Flex (Thermo Fisher Scientific).
9.4.2. Scelta dei marcatori e amplificazione genica
L’analisi dei reperti è stata effettuata utilizzando il sistema AmpF STR® GlobalFiler® PCR Amplification Kit (Thermo Fischer Scientific) e PowerPlex® Fusion 6C System (Promega, USA) secondo le indicazioni contenute nello User Manual.
Tabella
AmpFESTR® GlobalFiler® PCR Amplification Kit
9.4.3 Elettroforesi capillare e interpretazione dei risultati
La migrazionea elettroforetica è stata effettuata su sequenziatore automatico 3500 Genetic Analyzer (Thermo Fischer Scientific) e l’analisi dei dati mediante il software GeneMapper v.ID-X. La soglia analitica è stata impostata a 200 RFU per i campioni biologici e i reperti in condizioni quantitative superiori a 100 pg/PCR. In condizioni di campioni ridotti, inferiori a 100 pg/PCR, la soglia analitica è impostata a 50 RFU, ma l’analisi viene ripetuta almeno due volte, con la determinazione di un profilo consenso nel quale le forme alleliche devo essere osservate almeno in due repliche delle analisi.
La soglia stocastica utilizzata è settata a 200 RFU.
I risultati sono stati interpretati inizialmente per confronto con miscele di alleli noti e controlli positivi, in modo da individuare l’esatto aplotipo individuale, assegnando numeri che corrispondono al numero delle sequenze ripetute per ogni allele, in accordo con le direttive dettate dall’ISFG (International Society of Forensic Genetics), organismo europeo che detta le linee guida per le indagini di genetica forense 7“.
- PRODOTTI UTILIZZATI
Tabella
7 http://www.isfg.org/Publications
11.ALLEGATI
VERBALE DI NOMINA E CONFERIMENTO DELL’INCARICO PER CONSULENZA TECNICA
12.DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
Ril. N° 1 – Il plico sigillato, prima dell’apertura
Fotografia
Ril. N° 2 – Il plico dalla parte opposta
Fotografia
Ril. N° 3 – Insieme della busta di plastica con il reperto, da un lato e…..
Fotografia
Ril. N° 4 – … dalla parte opposta.
Fotografia
Ril. N° 5 – Insieme del confezionamento di carta da pacchi, da un lato e…
Fotografia
Ril. N° 6 – dalla parte opposta.
Fotografia
Ril. N° 7 – Particolare dell’etichetta presente sul reperto.
Fotografia
Ril. N° 8 – Particolare della borsa di paglia, vista da un lato e…
Fotografia
Ril. N° 9- dalla parte opposta.
Fotografia
Ril. N° 10 – Particolare dell’interno della busta di paglia, con i due stracci ancora visibili sul fondo.
Fotografia
Ril. No 11 – Insieme dello straccio contraddistinto come reperto 1.
Fotografia
Ril. N° 12 – Insieme dello straccio contraddistinto come reperto 1 con indicate le sedi dei campionamenti
Fotografia
Ril. N° 13 – Metà superiore dello straccio contraddistinto come reperto 1, con indicate le sedi dei campionamenti
Fotografia
Ril. N° 14 – Metà inferiore dello straccio contraddistinto come reperto 1, con indicate le sedi dei campionamenti
Fotografia
Ril. N° 15 – Particolare della sede del campionamento 11.
Fotografia
Ril. N° 16 – Particolare della sede del campionamento 12.
Fotografia
Ril. N° 17-Insieme dello straccio contraddistinto come reperto 2
Fotografia
Ril. N° 18 – Insieme dello straccio contraddistinto come reperto 2 con indicate le sedi dei campionamenti
Fotografia
Ril. No 19 – Metà superiore dello straccio contraddistinto come reperto 2, con indicate le sedi dei campionamenti
Fotografia
Ril. N° 20 – Metà inferiore dello straccio contraddistinto come reperto 2, con indicate le sedi dei campionamenti
Fotografia
13.DOCUMENTAZIONE ANALITICA
Tabelle
