Il 6 Novembre 2017 il Procuratore Luca Turco sottopone Giampiero Vigilanti ad un’interrogatorio alla presenza del suo legale Avv. Diego Capano.

Questo il verbale: 06.11.2017 interrogatorio di VIGILANTI Giampiero

Questa la trascrizione del verbale:

PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE

n. 7265/17 reg. not. reato

VERBALE DI INTERROGATORIO DI PERSONA SOTTOPOSTA AD INDAGINI

verbale in forma riassuntiva con contestuale registrazione

Il giorno 6 novembre 2017 alle ore 16.10 presso gli uffici della Procura della Repubblica avanti al Pubblico Ministero Dott. Luca Turco, alla presenza, inoltre, del consulente per la registrazione Sig. Antone Blaiki, nonché, per fini investigativi del rnar. Liberato lIardi e dell’ispettore Giannini della Sezione Polizia Giudiziaria Carabinieri e del rnar. Paolo Cappelletti e Lanfranchi del Ros CC Firenze, è comparsa la persona sottoindicata, che invitata a dichiarare le proprie generalità e quanto altro valga ad identificarlo, ed avvertita delle conseguenze alle quali si espone chi si rifiuta di darle o le dà false ai sensi dell’art. 66 cpp, risponde:

Vigilanti Giampiero nato a Vicchio il 22/11/30 residente a Prato via Anile 10

Invitato ad esercitare la facoltà di nominare un difensore di fiducia, dichiara: confermo la nomina dell’avv. Diego Capano del Foro di Prato

Si dà atto che é presente il difensore.

Invitato ai sensi dell’art. 161 c.p.p. a dichiarare od eleggere domicilio per le successive notificazioni ed avvertito che deve comunicare ogni mutamento del domicilio dichiarato od eletto e che in caso di mancanza, di insufficienza o di idoneità della dichiarazione o della elezione le successive notificazioni verranno eseguite nel luogo in cui é stato notificato il primo atto ovvero al difensore, nel caso di impossibilità dichiara: eleggo il domicilio presso lo studio dell’avv. Diego Capano in Prato via Sinintendi 29.

Si dà atto che la verbalizzazione dell’interrogatorio avviene in forma riassuntiva, con contestuale registrazione.

Il Pm contesta all’indagato i reati di cui agli artt. 575, 110 cp commessi:
1. in Signa il 21 agosto 1968
in danno di Barbara LOCCI e Antonio LO BIANCO
2. in Borgo San Lorenzo il 14-15 settembre 1974
in danno di Stefania PETTINI e Pasquale GENTILCORE
3. in Scandicci il 6-7 giugno 1981
in danno di Carmela DE NUCCIO e Giovanni FOGGI
4. in Calenzano il 23-24 ottobre 1981
in danno di Susanna CAMBI e Stefano BALDI
5. in Montespertoli il 19-20 giugno 1982
in danno di Antonella MIGLIORINI e Paolo MAINARDI
6. in Scandicci il 10 settembre 1983
in danno di Wilhem HORST MEYER e Jeans Uwe RUSCH
7. in Vicchio il 29-30 luglio 1984
in danno di Pia Gilda RONTINI e Claudio STEFANACCI
8. in San Casciano Val di Pesa 1’8settembre 1985
in danno di Jeanine Nadine MAURIOT e Jean KRAVEICHVILJ

in particolare rappresentandogli i seguenti elementi indiziari a suo carico:
1) un’auto dello stesso tipo di quella da lei posseduta è stata vista da testimoni sul luogo dell’omicidio avvenuto il 22.10.1981 in danno di Baldi e Cambi e sul luogo dell’omicidio avvenuto il 29.07.1984 in danno di Stefanacci e Rontini ed in tempo compatibile con la partecipazione a tali omicidi; lei stesso, nel corso delle dichiarazioni rese il 6/11/15 ed il 7/12/15, ha dichiarato di essere stato presente sui luoghi la notte degli omicidi.
2) durante il pomeriggio che ha preceduto la notte in cui sono stati uccisi Stefanacci e Rontini una persona con le sue caratteristiche fisiche, che aveva al dito della mano un anello molto particolare, un anello come quello che lei al tempo possedeva (come ha dichiarato il 12.06.2014 “un anello grosso d’argento un po’ volgarotto alla militare con il simbolo della legione con la scritta B. E. P. che sta per Battallion Etranger Paracadutist. Lo portavo in genere all’anulare della mano sinistra”) ha controllato ripetutamente Rontini Pia (ragazza su cui lei afferma di avere informazioni di carattere personale);
3) al momento dei fatti lei aveva il possesso di una pistola americana calibro 22, che ha dichiarato esserle stata rubata nell’ottobre 2013 (dichiarazioni da lei rese il 12.06.2014); gli omicidi sono stati commessi con una pistola calibro 22); lei ha dichiarato di aver acquistato la pistola al tiro a segno di Prato negli anni 1982/1983 (dichiarazioni da lei rese il 12/6/14); questa pistola, in precedenza è stata in possesso di Caccamo Francesco, persona da lei indicata come coinvolta nell’omicidio di Stefanacci e Rontini;
4) lei conosceva Pacciani Pietro e Giancarlo Lotti ed ha dichiarato (dichiarazioni rese il 7/12/15) di averli visti insieme nella zona ove è avvenuto l’omicidio di Stefanacci e Rontini, alcuni giorni prima del fatto, perché andavano a fare un sopralluogo; ha dichiarato di averli rivisti ancora dopo l’omicidio nella stessa zona.
5) lei ha reso dichiarazioni secondo cui Francesco Caccamo è coinvolto nei reati contestati, mostrando così di avere conoscenza diretta dei fatti;

I fatti finora esposti evidenziano come lei abbia avuto un ruolo in relazione a questi omicidi.
Le rappresento, altresì, che le indagini espletate in ordine a quanto da Lei affermato in ordine alla conoscenza da parte sua di Winnie Kristensen, madre di Rontini Pia, in ordine allo stato di gravidanza di quest’ultima ed in ordine ai rapporti tra Rontini Pia e Caccamo Francesco, hanno avuto esito negativo, Le rappresento, altresì, che lei ha recentemente reso interviste alla stampa dichiarando di aver avuto contatti con Francesco Narducci, persona di cui mai Lei ha parlato allorquando ha reso dichiarazioni all’A.G.
Le ricordando che il codice penale punisce con l’art. 368 cp colui che accusa di un reato una persona pur sapendola innocente.
Il Pm avvisa l’indagato, ai sensi dell’art. 64 comma terzo cpp, che:
a) le sue dichiarazioni potranno essere sempre utilizzate nei suoi confronti;
b) ha facoltà di non rispondere ad alcuna domanda, ma comunque il procedimento seguirà il suo corso.~
c) se renderà dichiarazioni su fatti che concernono la responsabilità di altri, assumerà in ordine a tali fatti, l’ufficio di testimone, salve le incompatibilità previste dall’art. 197 e le garanzie di cui all’art. 197 bis cpp.

Il P.M. invita l’indagato ad esporre quanto ritiene utile a sua difesa.

L’indagato dichiara: Non intendo rispondere.
Chiuso alle ore 16.15

Questo il file audio registrato:

Questa la trascrizione del file audio:

TRASCRIZIONE DELL’INTERROGATORIO

PM Dott. L. Turco: allora Vigilanti, noi l’abbiamo già generalizzata, il difensore è l’avvocato Capano, in Prato, via Simintendi, 29 l’elezione di domicilio. Allora Vigilanti, noi ci siamo visti l’altra volta

VIGILANTI G.: sì

PM Dott. L. Turco: e io le ho contestato quali sono i reati per cui si procede e le ho riassunto anche quali sono gli elementi indiziari a suo carico. Ha bisogno che glieli ripeta o su questi lei non ha dubbio?

VIGILANTI G.: io non è che me li ricordo, sarà bene ripetere? Non so

Avv. Capano: Vigilanti, se non se li ricorda, li facciamo ripetere

PM Dott. L. Turco: allora, i reati che le vengono contestati li conosce. Discutiamo degli omicidi attribuiti al cosiddetto “mostro di Firenze”. A suo carico vi sono una serie di indizi che la riguardano e l’altra volta io le ho fatto l’elenco e glielo ripeto, se lei vuole. Allora, prima di tutto un’auto dello stesso tipo di quella da lei posseduta è stata vista da testimoni sul luogo dell’omicidio…

VIGILANTI G.: a parte uguale è difficile perché non ce n’è

PM Dott. L. Turco: aspetti un attimo, mi faccia fare l’elenco

VIGILANTI G.: sì, sì, sì

PM Dott. L. Turco: e poi mi risponde, se intende rispondere. Un’auto dello stesso tipo, non uguale, dello stesso tipo di quella da lei posseduta è stata vista da alcuni testimoni sul luogo dell’omicidio in danno di Baldi e Cambi e sul luogo dell’omicidio in danno di Stefanacci e di Rontini e in tempo compatibile con la partecipazione a questi omicidi. Lei stesso ha dichiarato al Pubblico Ministero, Dottor Canessa, di esser stato presente sui luoghi la notte degli omicidi. Secondo fatto: durante il pomeriggio che ha preceduto la notte in cui sono stati uccisi Stefanacci e Rontini, una persona che le assomigliava per caratteristiche fisiche e che aveva al dito della mano un anello molto particolare come quello che lei a quel tempo possedeva, ha controllato ripetutamente Rontini Pia. Tre: al momento dei fatti lei aveva il possesso di una pistola calibro 22 che lei dice di esserle stata rubata

VIGILANTI G.: sì, quell’americana

PM Dott. L. Turco: lei ha dichiarato di aver acquistato questa pistola al tiro a segno e questa pistola è stata in possesso di Caccamo Francesco, persona da lei indicata come coinvolta nell’omicidio Stefanacci e Rontini. Ancora: lei conosceva Pacciani Pietro e Lotti Giancarlo e ha dichiarato di averli visti insieme nella zona dov’è avvenuto l’omicidio Stefanacci e Rontini. Lei ha reso infine dichiarazioni secondo cui Caccamo Francesco è stato coinvolto nei reati contestati, mostrando così di aver conoscenza diretta di quei fatti. Allora, questi sono gli elementi che le avevo rappresentato la scorsa volta, ora le aggiungo due cose, così lei ha il quadro complessivo della situazione. Io l’ho chiamata perché noi stiamo per chiudere questa indagine e quindi vorrei capire qual è la sua posizione definitiva, perchè lei l’altra volta non ha inteso rispondere, com’è suo diritto, ma poi ha reso dichiarazioni amplissime alla stampa, rilasciando più interviste

VIGILANTI G.: sono loro che se le inventano, sì, loro le scrivono

PM Dott. L. Turco: aspetti un attimo

Avv. Capano: senta che le dice il dottore

PM Dott. L. Turco: aspetti un attimo. Allora, io le dico che le indagini espletate in ordine a quanto lei ha affermato circa la conoscenza da parte sua della madre di Rontini Pia, lei ha detto di conoscere la moglie del Rontini, che è la madre di Rontini Pia

VIGILANTI G.: non è mica un reato

PM Dott. L. Turco: sì, il problema è che le indagini che abbiamo fatto dimostrano che questa persona lei non l’ha mai conosciuta. Lei ha riferito in ordine ai rapporti tra Rontini Pia e Caccamo Francesco e anche qui le indagini che sono state fatte non hanno portato nessun elemento su questa conoscenza. Lei ha riferito in ordine allo stato di gravidanza della Rontini Pia e anche su questo le indagini hanno avuto esito negativo. Quindi tutto ciò che lei ha detto su Caccamo, non è stato riscontrato in alcun modo

VIGILANTI G.: oh, menomale

PM Dott. L. Turco: ancora: lei ha reso dichiarazioni recentemente alla stampa, dichiarando di aver avuto contatti con Narducci Francesco. Ha reso un’intervista, dicendo di conoscere questa persona, di averla incontrata, di essere stato con lui e così via. Lei prima di questa intervista, nelle dichiarazioni che aveva reso al Dottor Canessa, non aveva mai parlato di Narducci Francesco. Ora io le ricordo che il codice penale prevede il reato di calunnia. Se una persona accusa un’altra persona di un reato, sapendola innocente, risponde del reato di calunnia. Questo è il complesso di elementi a suo carico. Lei oggi intende rispondere oppure intende avvalersi della facoltà di non rispondere?

VIGILANTI G.: no, no, no

PM Dott. L. Turco: non intende rispondere

VIGILANTI G.: non intendo rispondere. Poi gli avevo detto una cosa sola, a parte ora, che Caccamo era il dottore mio

Avv. Capano: però se dice non intende rispondere. Lei vuole rispondere? Sennò

VIGILANTI G.: ah, basta, no

PM Dott. L. Turco: va bene, chiudiamo

F I N E DELLA TRASCRIZIONE

6 Novembre 2017 Interrogatorio e incriminazione di Giampiero Vigilanti

Un pensiero su “6 Novembre 2017 Interrogatorio e incriminazione di Giampiero Vigilanti

  • 3 Novembre 2025 alle 11:23
    Permalink

    Credo che il Vigilanti fosse a conoscenza di molte verità sul caso… bisognava insistere molto soprattutto sulla figura del medico.

    Rispondi

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