Il 2 novembre 2017 il Maggiore Paride Minervini, a seguito dell’incarico peritale del 13 Luglio 2016.

La perizia evidenzia che la pistola HS Modello 107 Military ha delle differenze (con i reperti) di posizionamento del percussore ma non della forma del percussore (rettangolare).

Dato però, inoltre come evidenziato anche dai RIS di Roma le HS sono state fabbricate con vari modelli di percussori. Per tale motivo si consiglia di: 

  • Acquisire la denuncia delle armi in possesso del Sig. Vigilanti e la relativa denuncia di smarrimento, al fine di identificarne il modello e la sua tracciabilità per risalire all’anno di fabbricazione;
  • Effettuare test di sparo, ai fini della comparazione balistica con le pistole HS presenti presso la raccolta tecnica del Museo delle armi di Terni (Esercito Italiano); 
  • Comparare i test ottenuti con i reperti in sequestro, dopo che sono state effettuate le analisi biologiche e di DNA; 

Al fine di poter rispondere al suindicato quesito, si consiglia di effettuare una comparazione tra i proiettili in sequestro, i test effettuati con la pistola HS del TSN di Prato e i test inerenti la pistola rinvenuta e repertata, solo dopo che sono state effettuate le analisi biologiche e di DNA.

Questa la perizia: 2 novembre 2017 Perizia balistica Paride Minervini sulla pistola del High Standard calibro 22

questa la trascrizione:

PROCURA della REPUBBLICA 

c/o TRIBUNALE di FIRENZE 

RELAZIONE BALISTICA PRELIMINARE 

PROCEDIMENTO: n.7372/14 R.G.N.R. mod.21 

PROCURATORE: Dott. Luca Turco 

CONSULENTE BALISTICO: Magg. Paride Minervini 

DATA INCARICO: 28 giugno 2017 

Siena li 2. XII 2017 

QUESITI 

OPERAZIONI PERITALI 

Le operazioni peritali hanno avuto inizio il giorno del conferimento dell’incarico, presso la Procura di Firenze, con l’esame della documentazione in atti e il ritiro degli stessi. 

Le analisi successive sono proseguite presso il proprio laboratorio sito in Sovicille (SI) Via Po 30. 

Sono state svolte: 

  • Consegna dei reperti balistici inerenti bossoli, proiettili e munizioni in sequestro al Raggruppamento Speciale Carabinieri Sezione Anticrimine di Firenze – il 18 luglio 2017. Al fine di 
  • provvedere ad analisi non balistiche – biologiche – DNA – ; Con autorizzazione del 26 settembre 2017, si è provveduto ad effettuare prove di tiro ed estrazione test balistici di sparo, presso il TSN di Prato con pistola semiautomatica marca HS cal.22lr; Digitalizzazione delle Consulenze e delle perizie balistiche in atti;
  • Studio dei materiali balistici ricavati dai test di sparo e analisi della documentazione agli atti. 

Nella presente relazione si riportano i risultati dei suddetti accertamenti e delle analisi microscopiche. 

I REPERTI 

Per effettuare le necessarie operazioni di laboratorio si è proceduto ad analizzare la documentazione a fascicolo e le prove sperimentali, oltre che nell’insieme anche nelle loro parti. 

Analisi della pistola HS: 

Fotografie

La pistola analizzata e presente presso il Tiro a Segno di Prato, è una High Standard- Supermatic Citation – Modello 107 Military – di nazionalità USA – matricola 2141115- cal. 22lr. Tale arma ha un caricatore con capacità da 10 colpi ed ha la possibilità di montare due tipi di canne di varie dimensioni. 

Fotografie

Particolare dello smontaggio della canna; 

Particolare dei dati identificativi dell’arma; 

Particolare dell’espulsore a cuneo; 

Particolare del percussore posizionato ad ore 11 e dell’estrattore a ore 9; 

Fotografie

Particolari delle posizioni pistole Beretta ’48 e ’71; 

Le linee rosse e la freccia indicano le posizioni degli organi di percussione, estrazione ed espulsione; 

Particolare del percussore e dell’estrattore sul bossolo test effettuato sulla pistola HS del TSN di Prato; 

Fotografie

Particolare di una delle 6 rigature presenti sul proiettile TEST; 

PROVE DI FUNZIONALITA’ TEST DI SPARO 

Le prove di funzionalità d’arma e i Test di sparo, sono stati effettuati come di seguito: 

  • TEST 1: Sono state sparate n. 3 cartucce cal.22lr modello rn-pb e sono stati recuperati n. 3 bossoli e n.3 proiettili, al fine di identificare una probabile classe d’arma o comparazione per tipologia. 
  • TEST 2: Sono state sparate n. 3 cartucce cal.22lr (modello rn-pb-cu) e sono stati recuperati n. 3 bossoli e n.3 proiettili, al fine di identificare una probabile classe d’arma o comparazione per tipologia. 

Arma utilizzata HS presente presso il Tiro a Segno di Prato. 

LA BALISTICA FORENSE 

Aspetti metodologici 

Gli esami di natura balistica, siano che essi siano volti ad identificare e classificare un’arma da fuoco, sia che diretti ad accertare se manufatti balistici quali bossoli, proiettili e/o frammenti di essi siano stati esplosi da una o più armi ovvero da un’arma sequestrata e posta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, vengono svolti applicando i principi metodologici indicati negli elementi fondamentali dell’investigazione scientifica che, storicamente, sono stati fissati dal padre del Metodo analitico descrittivo Alphonse Bertillon. Tale metodo, prevede un’attenta osservazione delle caratteristiche generali e particolari e si estrinseca in diverse fasi lavorative, distinte in due tempi di esecuzione, ma interconnesse in funzione dei risultati: ispezione e confronto. Le risultanze di questi momenti lavorativi dovranno portare quindi ad un giudizio che, trattandosi di identità relativa, potrà essere di identità/non identità (positivo/negativo) ovvero di probabilità/compatibilità (a seconda delle corrispondenze nelle caratteristiche rilevate) o di non utilizzabilità (quando non sussistono caratteristiche, sia generali che particolari, per effettuare la comparazione). 

Tale metodo tradizionale si è nel tempo evoluto grazie anche all’apporto della ricerca scientifica e della letteratura in materia. In particolare, con l’incremento tecnologico degli ultimi anni (sia nella fabbricazione di armi e munizioni che nelle apparecchiature di supporto e controllo quali i computer, i cronografi, ecc.), tale metodo è stato implementato facendo ricorso alle indagini ed alle tecniche sperimentali sviluppate presso il Firearms Toolmarks Unit del Federal Boreau Investigation e presso il settore preposto dell’ATF (Alchol, Tobacco and Firearms) degli Stati Uniti d’America nonché alla fattiva collaborazione con i Gruppi di lavoro organizzati a livello europeo tra gli esperti del settore riuniti sotto l’egida dell’ENFSI (European Network Forensic Science International). 

Come noto, le indagini balistiche investono tutta la problematica relativa alla balistica interna (processo fisico-meccanico interno all’arma) ed alla balistica esterna (moto del proiettile dall’arma al bersaglio). Quest’ultima comprende a sua volta la cosiddetta balistica terminale (impatto del proiettile sul bersaglio) materia che vede il naturale coinvolgimento della medicina legale per gli aspetti legati alla lesività su bersaglio di natura biologica. Appare, quindi, evidente che il tecnico balistico debba avere una buona conoscenza di quelle nozioni di balistica e di quelle attrezzature tecniche di supporto alle attività balistico-sperimentali che permettano allo stesso di poter rispondere ai quesiti posti. 

Quando viene inviato un reperto per le analisi tecnico strumentali questo, solitamente, viene inoltrato chiuso all’interno di un plico. Il predetto plico viene fotografato sotto diverse angolature in modo che siano visibili tutte le scritte e diciture solitamente riportate (numero reperto, procedimento penale, autorità giudiziaria interessata, organo di polizia giudiziaria operante, descrizione del contenuto, ecc). Il plico viene, quindi, aperto e si elencheranno e visioneranno (catena di custodia) i reperti da sottoporre ad analisi: armi da fuoco, cartucce, bossoli, proiettili e frammenti di essi. 

Come già accennato, anche gli accertamenti di natura balistica rientrano nel concetto di identità relativa per il quale due termini di paragone (due bossoli, due proiettili) pur essendo espressione di individualità distinte, in senso assoluto, sono confrontabili per la realtà che esprimono. E’ quindi evidente che un bossolo o un proiettile rinvenuti in sede di sopralluogo sono valutabili con un bossolo o un proiettile ottenuti con un’arma in sequestro al fine di giungere ad un giudizio finale. 

Vista, comunque, la vastità degli argomenti da trattare, per una più comprensibile lettura, è opportuno procedere in questa breve esposizione metodologica seguendo una suddivisione per “step” riguardanti le armi da fuoco ed il relativo munizionamento, i bossoli, i proiettili ed i frammenti di essi. 

Accertamenti su armi da fuoco e relativo 

munizionamento 

Gli accertamenti che portano all’identificazione ed alla classificazione di un’arma da fuoco prevedono l’individuazione della casa produttrice/arsenale militare, del modello della stessa (punzonature solitamente impresse su alcune parti dell’arma), del calibro (riportato solitamente sull’arma ed espresso in millimetri ovvero in pollici) e del numero di iscrizione al Catalogo Nazionale delle Armi Comuni da sparo (per quelle armi che lo sono). Per identificare un’arma si procede anche all’individuazione di alcuni simboli, o punzoni, incisi sulla stessa che permettono di risalire sia all’anno in cui la stessa è stata collaudata sia al tipo speciale di prova cui è stata sottoposta. Il Banco Nazionale di Prova per le armi da fuoco portatili e per le munizioni commerciali di Gardone Val Trompia, ente pubblico munito di personalità giuridica, provvede a questo tipo di prova e all’apposizione dei marchi relativi all’avvenuto collaudo. Si procede, quindi, alla ricerca sull’arma del numero di matricola (qualora non sia stato obliterato). 

Le informazioni ricavate da questa ispezione generale devono essere documentate fotograficamente. L’arma in analisi verrà, quindi, classificata giuridicamente (in base al funzionamento, alla destinazione ed alla regolarità). 

L’ispezione proseguirà quindi nel dettaglio. E’ la fase in cui si procede allo smontaggio dell’arma ed alla verifica dei suoi congegni e meccanismi prima dei cosiddetti tiri sperimentali. 

Quest’attività prevede anche la verifica di quelle parti meccaniche dell’arma (percussore, estrattore, espulsore, ecc) e della canna (eventuale presenza di alterazioni della stessa e verifica delle rigature) che sono le parti fisiche dell’arma che solitamente lasciano il proprio segno sui manufatti balistici (le cartucce ed i loro componenti, bossoli, proiettili e parti di esse) con i quali vengono a contatto. 

L’arma repertata viene quindi utilizzata nei cosiddetti tiri sperimentali. Tale momento lavorativo prevede la verifica dell’effettivo funzionamento dell’arma in esame ed il recupero di bossoli e/o proiettili da utilizzare per eventuali comparazioni con bossoli e/o proiettili e frammenti di essi repertati in fase di sopralluogo a seguito di eventi criminosi. Viene, inoltre, misurata la potenzialità di munizioni dello stesso calibro dell’arma (di diverso tipo e con palle del tipo Full Metal Jacket, Hollow Point, etc) mediante l’uso del cronografo balistico (strumento che permette la misurazione della velocità dei proiettili per valori compresi tra 50 e 2000 m/sec). 

Dell’arma esaminata viene predisposta una scheda tecnica informativa che tiene conto delle specifiche tecniche dell’arma estrapolate dai manuali d’istruzione forniti dalle Case costruttrici ovvero da raccolte di specifiche tecniche sulle armi corte e lunghe. 

L’identificazione e classificazione delle munizioni per armi prevede: la misurazione e la composizione degli elementi significativi della cartuccia (proiettile, bossolo, fondello e capsula d’innesco), l’identificazione dell’industria /arsenale militare produttrice attraverso le stampigliature presenti sul fondello delle stesse (R. Cosi “Guida per l’identificazione delle cartucce” Editoriale Olimpia, I. V. Hogg “The Cartridge Guide” Stackpole books). 

Integrated Ballistics Identification System 

(IBIS) 

Presso le Sezioni di Indagini Balistiche delle Forze di Polizia, è operativo il sistema I.B.I.S. (Integrated Ballistics Identification System) l’unico sistema integrato totalmente automatizzato in grado di archiviare, ricercare e confrontare immagini di impronte su bossoli e proiettili. 

Il sistema ha, come scopo principale quello di fornire uno strumento idoneo alla gestione automatica di tutte le informazioni tecniche ed investigative relative ai manufatti balistici repertati in occasione di fatti delittuosi, nonché ai bossoli ed ai proiettili ottenuti sperimentalmente con armi in sequestro; detto sistema attualmente è collegato in rete geografica, con tutte le Forze di Polizia, consentendo in tal modo una interconnessione con le altre sedi al fine di scambiare inserimenti e richieste di confronto. 

Il principio su cui si basa il sistema è quello di acquisire ad alta risoluzione (tramite un microscopio ed un processore controllato da computer) le immagini dei proiettili e dei bossoli esplosi, di sottoporle tramite specifici algoritmi di calcolo ad un processo di estrazione di un codice di segnatura univoco in grado di “identificare” i segni caratteristici lasciati sui reperti da parte delle armi che li hanno esplosi e di memorizzare immagini e codici di segnatura in una base dati. 

Quindi i dati identificativi di ogni “nuovo” reperto potranno essere sottoposti ad un processo di correlazione con quelli dei reperti già presenti, al fine dell’eventuale identificazione dell’arma che ha esploso il reperto e/o quella di altri reperti esplosi con la stessa arma. Detto processo di correlazione, basato su un modello matematico proprio del 

sistema I.B.I.S., che opera per similitudine, produce una lista ordinata di candidati, per probabilità decrescente, che viene sottoposta all’esperto balistico. Lo stesso, impiegando le funzionalità di analisi video-grafica propria del sistema I.B.I.S., potrà confermare o meno la presenza di uno o più “match”. 

Esami su bossoli e proiettili 

Sotto le sollecitazioni dello sparo, sia il bossolo (spinto sul piano di culatta dell’arma e sulla parete della camera di cartuccia) che il proiettile (che attraversa la rigatura delle canne di cui sono provviste le pistole e i fucili) tendono a “copiare” in forma complementare o negativa le particolarità fisse, in rilievo o in depressione, della zona dell’arma interessata al momento dello sparo. Anche le sollecitazioni dinamiche, ad esempio l’espulsione del bossolo sparato, imprimono segni caratteristici. Gli effetti e le impronte relative variano da tipo a tipo di arma. Solitamente in accertamenti di questa natura viene richiesto di individuare se più bossoli ovvero proiettili, repertati in fase di sopralluogo siano stai sparati da una o più armi e nel caso sia stata repertata un’arma, se questa sia stata o meno, utilizzata. 

Mediante l’uso di un microscopio vengono analizzati preliminarmente i bossoli in reperto, al fine di ricercare le impronte prodotte dalle parti fisiche di un’arma. La morfologia delle impronte prodotte dall’estrattore, dall’espulsore e dal percussore individueranno, unitamente al calibro, la classe d’arma mentre le caratteristiche peculiari delle suddette impronte (microsegni dovuti al lavoro di fresature o limature delle parti dell’arma, a fenomeni di ossidazione ovvero all’intervento umano) individueranno le caratteristiche di singolarità d’arma. In questa fase possono anche essere rilevate altre impronte prodotte da altre parti meccaniche dell’arma che vengono, per così dire, impresse “a freddo” (si pensi ad una cartuccia introdotta nella relativa camera e non esplosa) come ad esempio quelle c.d. di “spallamento” (impronta prodotta dalla nervatura di alimentazione). 

Si rappresenta che l’individuazione delle caratteristiche di classe d’arma conseguenza di un attento esame sulla morfologia delle impronte e sulla disposizione spaziale delle stesse (si usa convenzionalmente la disposizione del quadrante dell’orologio fissando i punti in senso orario) permette, nella maggior parte dei casi, di risalire ad una “rosa” abbastanza ristretta di armi (marca e modello). 

Accertata la classe d’arma dei bossoli a confronto si procede attraverso il microscopio comparatore all’approfondimento delle singole impronte al fine di verificare la singolarità d’arma e se i due bossoli provengano o meno da una stessa arma (fase comparativa). 

Le impronte che interessano il proiettile sono costituite da un insieme di solchi ad andamento sinistrorso o destrorso, prodotti dai pieni di canna. A secondo della marca, modello e calibro dell’arma, un proiettile può essere interessato da un certo numero di solchi di rigatura le cui larghezze variano con il numero degli stessi. La misurazione dei predetti solchi1 avviene mediante l’utilizzo di un microscopio stereoscopico su cui viene applicato un micrometro digitale. 

Con l’esame delle caratteristiche di classe d’arma presenti su un proiettile di un determinato calibro (numero, verso e larghezza dei solchi) è possibile accertare la compatibilità di quel proiettile con l’arma ovvero con un certo numero di armi (una rosa di due o tre armi) dalla quale esso proviene, o anche di escluderla. 

Si procede, quindi, a ricercare le caratteristiche peculiari delle predette impronte. 

Anche in questo caso le predette peculiarità (microsegni e microstrie prodotti dalla conformazione delle rigature della canna ‘U.S. Department of Justice FBI “General Rifling Characteristics File” Firearms – Toolmarks Unit FBI laboratory C.T. Balistico Paride Minervini 335 7012720 dovuti al processo di lavorazione della stessa durante la fase di fabbricazione dell’arma) individueranno le caratteristiche di singolarità d’arma. 

L’individuazione delle predette particolarità permettono nella fase comparativa vera e propria di stabilire se due proiettili in esame (due proiettili repertati ovvero un proiettile repertato ed uno recuperato – mediante l’uso delle cosiddette casse di recupero a pani di gelatina o a cuscini in lana ignifuga – dopo i tiri sperimentali con l’eventuale arma in sequestro) siano stati esplosi da un’unica arma ovvero dall’arma eventualmente in sequestro. 

Comparando tra loro proiettili o bossoli, si potrà ottenere un giudizio finale (conclusioni) che, trattandosi di identità relativa, potrà essere: di positività (le caratteristiche di classe d’arma e di singolarità d’arma sono univocamente individuate e corrispondenti), di compatibilità (corrispondenti caratteristiche di classe ma, insufficienti caratteristiche individuali, dovute a ridotte o non evidenti tracce di identità) infine di negatività (le caratteristiche di classe d’arma coincidono ma non quelle di singolarità). Ci possono essere poi dei casi in cui non è possibile condurre l’esame sui proiettili e bossoli in reperto per diversi motivi esogeni (alterazioni della superficie dei reperti, reperti danneggiati, ecc). In tali casi si dichiara l’inutilizzabilità dei reperti per fini comparativi. 

Tutte le fasi lavorative vengono documentate opportunamente a livello fotografico. 

Comparazione balistica 

Il microscopio comparatore consente di stabilire l’identità o la non identità tra le impronte esistenti sul bossolo o sul proiettile in reperto e su quelli provenienti da tiri sperimentali. 

Il microscopio comparatore Leitz, in uso a questo laboratorio, è costituito da due piatti portaoggetti, mobili ed orientabili, che vengono osservati mediante due obiettivi situati verticalmente. A mezzo di un sistema di prismi, le immagini dei due corpi, raccolte dagli obiettivi in simultanea comparazione, possono essere portate a combaciare lungo una sottile e netta linea di divisione e studiate e fotografate attraverso un unico oculare. La ripresa fotografica digitale avviene alle stesse condizioni di illuminazione, con gli stessi ingrandimenti e dallo stesso punto di vista, il che permette di presentare un’immagine immediatamente convincente sia per il Consulente, sia per il Magistrato. 

Comparare si estrinseca mettendo in un confronto diretto i due elementi. La prima cosa è sapere conoscere le procedure che consentano di discriminare tra le tracce di classe ovvero quelle micro e macro tracce presenti su ogni elemento e su altri milioni di elementi simili a quello, in quanto “figli” di un unico progetto – e le peculiarità che sono le sole tracce che consentono, nella balistica forense, di poter affermare la identità o la non identità. Tali peculiarità si formano grazie a tutta una serie di eventi che non sono legati, se non per eventi eccezionali, al progetto originario, mentre anche nelle tracce di classe si formeranno le peculiarità. E’ anche importante e fondamentale seguire le procedure per il posizionamento dei reperti o dei test in un contesto spaziale ben definito, in modo da ottenere un quadro topografico degli elementi sempre sovrapponibile tra loro. 

E’ opportuno descrivere, sinteticamente, come si formano le impronte di classe e la differenza tra di esse, perché possono esistere differenze metriche nelle impronte pur sussistendo l’identità. 

Un’arma è il risultato di una serie di progettazioni, essa può essere definita una macchina che trasforma l’energia meccanica di percussione in energia termo – chimica. 

Le enormi pressioni e temperature, che si sviluppano all’interno della camera di scoppio, agiscono in modo indiscriminato su tutte le pareti del bossolo che viene spinto e “gonfiato” sia sulle stesse pareti della camera che sulla culatta. Da questo tormento fisico, il bossolo subisce delle modificazioni riportando in “copia” speculare stampate a compressione, elementi di classe ed elementi peculiari. 

Ritornando al tipo di impronte esse, quindi, si possono racchiudere in due grandi classifiche: 

  • IMPRONTE DI CLASSE: sono le impronte lasciate dagli organi dell’arma, organi di progettazione, ed hanno quasi sempre una disposizione spaziale ben definita oltre a quella morfologica e generalmente metrica. Per cui è possibile affermare, in assenza di anomalie, che tutte le armi di una certa marca ma di quel modello, siano esse 10 oppure un milione, lasceranno sul bossolo esploso identici segni, ubicati sempre nella stessa posizione spaziale, per come già detto, chiamati segni di repere. Normalmente le impronte di classe sono prodotte dall’estrattore, espulsore, percussore, culatta, pieni di rigatura, vuoti di rigatura, numero dei solchi conduttori, verso dei solchi etc. 
  • IMPRONTE PECULIARI (Singolarità di arma o contrassegni): Queste impronte possono essere localizzate su ogni parte del reperto e sono presenti anche nelle impronte di classe. Sono causate da moltissimi fattori quali:
    • Segni di lavorazione sull’arma (limature, tornio, etc. segni che si differenziano anche per il consumo dell’utensile usato);
    • Residui di lavorazione (trucioli); 
    • Ossidazioni; 
    • Sostituzione di pezzi o segni di arnesi; 
    • Pulizia con oggetti duri che causano micro peculiarità; 
    • Usura diversificata; 
    • Etc, etc. 

Mediante l’archivio General Rifling Characteristics File della Firearms Toolmarks Unit FBI Laboratory, aggiornato all’anno 2010, in possesso del laboratorio dello scrivente, conoscendo scrivente, conoscendo le caratteristiche (andamento e il numero di rigature) e le misure medie dei pieni e dei vuoti di canna, è possibile individuare un elenco di possibili marche e modelli di armi che hanno sparato il proiettile in analisi. 

CONSIDERAZIONI 

Da un’attenta analisi della documentazione a fascicolo, delle prove balistiche e delle analisi microscopiche, è possibile affermare che:

  1. I bossoli, ottenuti dalle prove sperimentali con pistola HS presente presso il TSN di Prato, presentano una impronta di percussione rettangolare, con il relativo percussore in ottimo stato di conservazione. Inoltre lo stesso, nel modello analizzato, risulta dissassato alle ore 11 con riferimento al metodo dell’orologio. Mentre l’estrattore risulta posizionato a ore 3 e l’espulsore, con forma a piano inclinato partendo da ore 4 a ore 
  2. I proiettili ottenuti presentano 6 righe ad andamento destrorso; 
  3. Da una attenta analisi dei test balistici effettuati presso il TSN di Prato su Pistola HS Modello 107 military è possibile affermare che ci sono delle differenze (con i reperti) di posizionamento del percussore ma non della forma del percussore (rettangolare), inoltre, come evidenziato anche dai RIS di Roma, le HS sono state fabbricate con vari modelli di percussori. Per tale motivo si consiglia di: 
    • Acquisire la denuncia delle armi in possesso del Sig. Vigilanti e la relativa denuncia di smarrimento, al fine di identificarne il modello e la sua tracciabilità per risalire all’anno di fabbricazione; 
    • Effettuare test di sparo, ai fini della comparazione balistica con le pistole HS presenti presso la raccolta 

…OMISSIS… 

…OMISSIS… 

…OMISSIS… 

…OMISSIS… 

RISPOSTE AI QUESITI 

…OMISSIS… 

3 esamini il Consulente la pistola marca “HS” in possesso del Tiro a Segno Nazionale di Prato effettuando prove di tiro con munizioni simili ai reperti in sequestro al fine di confrontarle con questi ultimi nonché la perizia Salza. Per tale compito si avvarrà della collaborazione del Presidente del predetto Tiro a Segno.” 

Da una attenta analisi dei test balistici effettuati presso il TSN di Prato su Pistola HS Modello 107 Military è possibile affermare che ci sono delle differenze (con i reperti) di posizionamento del percussore ma non della forma del percussore (rettangolare), inoltre come evidenziato anche dai RIS di Roma le HS sono state fabbricate con vari modelli di percussori. Per tale motivo si consiglia di: 

  • Acquisire la denuncia delle armi in possesso del Sig. Vigilanti e la relativa denuncia di smarrimento, al fine di identificarne il modello e la sua tracciabilità per risalire all’anno di fabbricazione;
  • Effettuare test di sparo, ai fini della comparazione balistica con le pistole HS presenti presso la raccolta tecnica del Museo delle armi di Terni (Esercito Italiano); 
  • Comparare i test ottenuti con i reperti in sequestro, dopo che sono state effettuate le analisi biologiche e di DNA; 

esamini i reperti già in possesso nonché i seguenti atti relativi all’esame dei reperti balistici eseguiti nel corso degli anni: primo omicidio, perizia Zuntini; secondo e terzo omicidio, perizia Castiglione Spampinato secondo e terzo omicidio, perizia Castiglione Zuntini Spampinato quarto omicidio, perizia Castiglione Spampinato quinto omicidio, perizia Castiglione Spampinato e riepilogo dal primo a quinto degli stessi periti; sesto omicidio, perizia Iadevito; settimo omicidio, perizia ladevito; ottavo omicidio, perizia Salza Benedetti; tutti gli omicidi e comparazioni tra pistole di varie marche, perizia Salza; 

e dica il Consulente quanto possa incidere sull’esito della comparazione dei predetti reperti, il confronto delle microstriature presenti sugli stessi e se tali tracce possano definirsi impronte caratteristiche alla stregua di quelle già considerate per la comparazione: 

Al fine di poter rispondere al suindicato quesito, si consiglia di effettuare una comparazione tra i proiettili in sequestro, i test effettuati con la pistola HS del TSN di Prato e i test inerenti la pistola rinvenuta e repertata, solo dopo che sono state effettuate le analisi biologiche e di DNA; 

2 novembre 2017 Perizia balistica Paride Minervini sulla pistola del High Standard calibro 22
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