Il 3 Febbraio 2017 rilascia testimonianza Grazia Vannucchi.

Questo il verbale: 3 Febbraio 2017 Testimonianza di Grazia Vannucchi

Questo la trascrizione:

PROCURA DELLA REPUBBLICA 

PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE 

VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI – art. 362 c.p.p. – 

Proc. pen. n.- 7372/2014 RGNR Mod. 44 

In Firenze – presso la Procura della Repubblica di Firenze, viale Guidoni, 61, piano VII, il 3 febbraio 2017 alle ore 12,00 dinanzi al Pubblico Ministero dr. Paolo Canessa, con la presenza del T. Col. Giuseppe COLIZZI e del Lgt. LANFRANCHI Luca e Aps SALZERI Flavio appartenenti al ROS – Sezione Anticrimine di Firenze, è comparsa, previa citazione: 

VANNUCCHI Grazia, nata a Prato il 30 marzo 1959 residente in Vicchio di Mugello (Firenze), Frazione Villore,21 

A.D.R.: Confermo interamente le dichiarazioni rese ai Carabinieri del Ros di Firenze in data 19 novembre 2015 riportate nel verbale in pari data del quale ricordo il contenuto. 

A.D.R.: Non ricordo esattamente perché all’epoca ebbi l’impressione che il Fiesoli non ci disse il vero motivo per cui non ci dovevamo avvicinare alla casa del Caccamo o meglio a quella dello Gnesi che abitava accanto. Dato il clima che vigeva prima al Forteto mi guardai bene dal chiedere spiegazioni al Rodolfo Fiesoli. 

Per la verità io passavo di lì con i miei figlioli piccoli perché tra la stalla del Forteto e la casa dello Gnesi c’era una scorciatoia per la quale da casa nostra si arrivava alla stalla. Ad un certo punto la scorciatoia confinava con il prato dell’abitazione Gnesi – Caccamo. Non mi sembra che quella casa fosse tenuta in modo particolarmente curato ma la precauzione dettami dal Fiesoli che il fango della strada potesse sporcare la proprietà dello Gnesi fosse non vera o comunque esagerata. 

A.D.R.: II DR. Caccamo l’ho visto sempre da lontano ma non ricordo assolutamente la sua fisionomia e né mal ci ho parlato. Mi ricordo invece una cosa che mi ha colpito perché la ragazzina che abitava in quella casa appariva molto schiva ed indossava un cappello che le celava anche il viso. Comunque nessuno di loro ci dava confidenza allorquando passavamo da quella zona. 

A.D.R.: Non ho ricordanza di aver visto mai la moglie del Caccamo né sapevo all’epoca se avesse moglie. 

A.D.R.: Sapevo che quella persona che ho poi saputo chiamarsi Caccamo faceva il dentista, non sapevo da dove provenisse né se stesse stabilmente in quella casa. I particolari li ho saputi dopo. 

A.D.R.: Non ho mai visto quella persona dentro il Forteto ma però mio marito, Fiesoli Alessio, mi ha detto di averlo visto al negozio del Forteto.

A.D.R.: Io sono nata a Prato ed il primo lavoro che ho avuto è stato al Forteto. Per l’esattezza quando ho smesso di frequentare la quarta superiore di ragioneria e sono andata a abitare al Forteto avevo 17 anni e era nel 1977. All’inizio io e mio marito andavamo a lavorare al Forteto senza abitarci poi, il 15.12.1977 ci siamo sposati e siamo andati ad abitare in una delle case del Forteto. In una casina denominata l’Abetina. La località era Bovecchio di Barberino del Mugello e si trova nei pressi dell’uscita autostradale di Barberino del Mugello. Nel 1981 il Forteto si è trasferito a Riconi che è una località a cavallo dei Comuni di Vicchio e di Dicomano dove è la sede attuale. L’azienda è divisa in due parti: la prima dove c’è la sede legale della Cooperativa è in Vicchio Fraz. Rossolo. L’altra parte dove ci sono le abitazioni, che hanno vari nomi, è nel territorio del comune di Dicomano. 

Io ho conosciuto Il Fiesoli Rodolfo perché frequentavo la Parrocchia vicino casa (Le Fonti) mentre il Fiesoli frequentava una parrocchia vicina. Il Fiesoli aveva, all’epoca il doppio dei miei anni, cioè 36 anni) ed io ne avevo 16/17. Ci siamo conosciuti durante una riunione di alcune parrocchie pratesi. Quando l’ho conosciuto non c’era ancora la fattoria di Bovecchio; lui all’epoca era un rappresentante della Paulin, una ditta di vernici. Nel luglio o agosto 1977 abbiamo costituito una cooperativa tra vari frequentanti la parrocchia fra i quali c’era il Fiesoli Rodolfo e mio marito Alessio, 

Per costituire la prima cooperativa di Bovecchio ci autofinanziammo. Forse abbiamo anche avuto un aiuto da parte della Regione. Per quanto riguarda invece quella di Vicchio si trattò di un investimento molto forte, oltre 1 miliardo che ci finanzio Cassa Rurale e Contadina di Roma. Saremo stati una settantina di soci (poi divenuti un centinaio). 

Nel 1981 ci siamo spostati a Riconi. 

II PM da atto che spontaneamente la Sig.ra VANNUCCHI a questo punto dice: ” all’epoca c’erano già dei ragazzini”. 

A.D.R. Dico ciò ma non avevo un motivo specifico per dirlo ma volevo essere più precisa per indicare il numero degli adulti e dei ragazzini ed essere più precisa per indicare il numero del soci. 

A.D.R.: Fin dall’inizio ci siamo impegnati nelle produzioni agricole, avevamo anche degli animali e avevamo messo “a cultura” i terreni. 

Lei mi chiede se all’epoca, cioè intorno al 1979, al Forteto fossero venuti giovani per così dire” in prova” per vedere se poi entravano nella comunità. Episodi simili sono sicuramente avvenuti, ricordo, in proposito, i nomi di Vivoli Marco e Pandolfini Giovanni.

Mi viene a questo punto mostrata una foto nella quale sono riprodotti 4 giovani con capelli lunghi e con la barba ma dopo averla osservata bene non ho ricordo di persone conosciute che viene allegata al verbale contrassegnata con una “A”. 

Ricordo che anche nei nostri gruppi sono transitati dei giovani che poi non si sono “fermati” nella comunità 

A.D.R.: Il nome di BISCOTTI Giovanni non mi dice niente. Neppure dopo che Lei mi ha detto che era di San Godenzo anche se originario di Firenze. 

A questo punto mi viene mostrato un album fotografico dove nella didascalia nr. 6 è riprodotta l’effige di Biscotti Giovanni; anche in questa foto, che è la stessa raffigurata nel gruppo dei 4, l’ultimo a destra, non mi dice ugualmente niente. (fascicolo contrassegnato con la lettera B) 

Mi viene mostrata una foto attuale del Biscotti (lettera C) ma anche in questo caso non mi dice alcunché. 

fa persente 

Prendo atto che il Lgt. CC LANFRANCHI asserisse che all’epoca, secondo quando dichiarato dal Biscotti, egli era andato a chiedere del caglio per le loro fabbricazione di formaggi. 

Della cosa non so riferire niente ma so che all’epoca, come adesso, del formaggio si occupava della produzione del formaggio tale SARTI Sauro che è intimo da sempre del Fiesoli Rodolfo avendo dormito da sempre nel suo letto matrimoniale. 

Voglio precisare che all’epoca noi donne al Forteto avevamo pochissimi contatti con l’esterno e quindi non potevamo sapere chi venisse a parlare con il Fiesoli Rodolfo. 

A pensarci bene una conoscenza simile potrebbe averla avuta Livio ZOLI, anche lui originario di Firenze, che era Sindaco di San Godenzo e che faceva parte della locale Comunità Montana. 

Vi chiedo a questo punto se questa comunità di cui faceva parte il Biscotti avesse un nome. 

Si dà atto che l’Aps CC SALZERI, presente, riferisce di ricordare che il Biscotti avesse parlato del fatto che la loro comunità si chiamava “zappatori senza padrone”. 

La sig.ra Vannucchi riferisce di ricordarsi all’epoca di una comunità dal nome “zappa la terra senza padrone”. 

A.D.R.: Un nome simile a “zappatori senza padrone” è circolato nell’ambito del Forteto. Mi impegno a ricordare meglio tale circostanza e in caso positivo ve lo riferirò. 

A pensarci mi viene in mente il nome di Edoardo MARTINELLI che per un periodo abbastanza breve, nel periodo di Bovecchio, all’epoca ricordo parlava proprio anche di altre comunità da fondare cosa che ha fatto in seguito fondando una comunità per conto suo. E’ solo una mia idea, non so assolutamente dire niente circa sue conoscenze con questo tale Biscotti. 

Come sapete ho deposto come teste nel corso delle indagini a carico del Fiesoli Rodolfo ed altri nel processo che ha riguardato proprio il Forteto. Se ce ne dovesse essere bisogno vi confermo che tutto ciò che ho dichiarato in questa sede risponde al vero. 

A.D.R.: I fatti che ho raccontato circa l’omosessualità del Fiesoli e dei rapporti con i ragazzi ed i ragazzini sono tutti veri e debbo aggiungere che molti degli stessi ragazzi hanno confermato i fatti nel corso del processo. 

A.D.R.: In merito ai rapporti del Fiesoli con i ragazzi anche giovani, non mi vengono in mente particolari specifici ma devo dire subito che io sono stata per i motivi già riferiti nel processo, tenuta in disparte e non era certo al corrente di ciò che facesse tutto il giorno il Fiesoli. Posso però dire che ho ricordi del Fiesoli che usciva in macchina da solo con qualche ragazzino. 

Ricordo specificamente che usciva con un ragazzo (Simone Swick) che soffre della cosiddetta “x fragile” che è una patologia simile all’autismo e con il quale, per quanto ne so io, è difficile conversare. Dal 2016 è uscito dalla comunità e, con i suoi genitori, sta a Vicchio. Insisto con il dire che il Fiesoli poteva uscire ed entrare notte e giorno con chi voleva e lo, come detto, non so dire ulteriori cose più precise. 

Ho comunque a casa copia di un documento del processo di primo grado celebrato a a carico del Fiesoli che ho estratto in copia da un faldone nel quale c’è l’elenco di tutti i ragazzi e persone con disabilità che sono stati al Forteto fino al 1998-1999. Posso metterne copia a disposizione io qualora utile. 

Lei mi chiede se per caso ho mai pensato ad un coinvolgimento a qualcuno del Forteto con i fatti del cd. “mostro di Firenze”. Ho letto che sul libro “Setta di Stato” di Francesco Pini e Duccio Tronci che l’hanno scritto dopo il processo di primo grado, gli autori fanno un ragionamento sul punto. Io come ho detto mi occupavo solo delle attività agricola e del caseificio non so proprio cosa avvenisse nella villa dove dimorava il Fiesoli o chi riceveva. 

Lei mi chiede se sono a conoscenza o meno di frequentazioni del Fiesoli con San Casciano o con i luoghi del ” cd. mostro”: io le dico che per i motivi che ho detto niente posso aggiungere in proposito. 

Lei mi fa presente, invitandomi espressamente a non riferire a chicchessia, per motivi attinenti alle indagini in corso, che un teste ha riferito di aver visto il Fiesoli a San Casciano in concomitanza dell’epoca dell’omicidio avvenuto nel 1985 e che è importante verificare tale circostanza. Niente so in merito a tale fatto. 

Lei mi chiede se abbia mai sentito parlare di rapporti fra il Forteto e gli Hare krishna di San Casciano e lo le posso dire soltanto che la figlia di Livio Zoli di cui ho parlo prima era una Hare Krishna ma non so di dove e che so aver parlato con Rodolfo Fiesoli perché aveva dei problemi ma non so dire altro. 

La ragazza l’ho vista venire direttamente al Forteto. Aveva i capelli tutti rasati. 

A.D.R.: Mai ho sentito parlare di prostitute che venissero al Forteto. 

Prendo atto che vengo invitata a mantenere il segreto in merito ai fatti sui quali sono stata sentita. 

3 Febbraio 2017 Testimonianza di Grazia Vannucchi

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