Il 31 Luglio 2016 rilascia testimonianza Francesco Caccamo. La testimonianza è rilasciata al Procuratore Luca Turco, e sono presenti  per motivi d’indagine il Coll. Domenico Strada e del Luogotenente Luca Lanfranchi entrambi del ROS Carabinieri.

Vengono nominati i difensori di fiducia, l’avv. Gabriele Terranova e l’avv. Lusia Benedetti per l’incriminazione del Caccamo.

La testimonianza viene registrata e Sbobinata da Antoine Blaiki.

Questo il Verbale della testimonianza: Interrogatorio di Francesco Caccamo 31.07.2017

Questa la trascrizione:

PROCURA DELLA REPUBBLICA 

PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE 

N° 7265/17 reg. not. reato 

VERBALE DI INTERROGATORIO DI PERSONA SOTTOPOSTA AD INDAGINI 

verbale in forma riassuntiva con contestuale registrazione 

Il giorno 31 luglio 2017 alle ore 18.10 presso gli uffici della Procura della Repubblica avanti al Pubblico Ministero Dott. Luca Turco, alla presenza, inoltre, del consulente per la registrazione Sig. Antone Blaiki, nonché, per fini investigativi del mar. Liberato Ilardi della Sezione Polizia Giudiziaria Carabinieri e del mar. Paolo Cappelletti del Ros CC Firenze, è comparsa la persona sottoindicata, che invitata a dichiarare le proprie generalità e quanto altro valga ad identificarlo, ed avvertita delle conseguenze alle quali si espone chi si rifiuta di darle o le dà false ai sensi dell’art. 66 cpp, risponde: 

Caccamo Francesco nato il 9/5/31 in Tunisia residente a Firenze via di Scandicci 112; 

Invitato ad esercitare la facoltà di nominare un difensore di fiducia, dichiara: nomino difensori di fiducia l’avv. Gabriele Terranova e l’avv. Lusia Benedetti. 

Si dà atto che sono presenti i difensori. 

Invitato ai sensi dell’art. 161 c.p.p. a dichiarare ed eleggere domicilio per le successive notificazioni ed avvertito che deve comunicare ogni mutamento del domicilio dichiarato od eletto e che in caso di mancanza, di insufficienza o di idoneità della dichiarazione o della elezione le successive notificazioni verranno eseguite nel luogo in cui é stato notificato il primo atto ovvero al difensore, nel caso di impossibilità dichiara: eleggo domicilio presso lo studio dell’avv. Luisa Benedetti con studio in Firenze via Ricasoli 32; 

Si dà atto che la verbalizzazione dell’interrogatorio avviene in forma riassuntiva, con contestuale registrazione. 

Il Pm contesta all’indagato i reati di cui agli artt. 575, 110 cp commessi:

  1. in Signa il 21 agosto 1968 in danno di Barbara LOCCI e Antonio LO BIANCO 
  2. in Borgo San Lorenzo il 14-15 settembre 1974 in danno di Stefania PETTINI e Pasquale GENTILCORE
  3. in Scandicci il 6-7 giugno 1981 in danno di Carmela DE NUCCIO e Giovanni FOGGI
  4. in Calenzano il 23-24 ottobre 1981 in danno di Susanna CAMBI e Stefano BALDI
  5. in Montespertoli il 19-20 giugno 1982 in danno di Antonella MIGLIORINI e Paolo MAINARDI
  6. in Scandicci il 10 settembre 1983 in danno di Wilhem HORST MEYER e Jeans Uwe RUSCH
  7. in Vicchio il 29-30 luglio 1984 in danno di Pia Gilda RONTINI e Claudio STEFANACCI
  8. in San Casciano Val di Pesa 1’8settembre 1985 in danno di Jeanine Nadine MAURIOT e Jean KRAVEICHVILJ 

in particolare rappresentandogli come Vigilanti Giampiero lo ha indicato come coinvolto nell’omicidio avvenuto il 22.10.1981 in danno di Baldi e Cambi e nell’omicidio avvenuto il 29.07.1984 in danno di Stefanacci e Rontini. Vigilanti ha dichiarato che lei ha avuto una relazione con Rontini Pia, a seguito della quale la ragazza avrebbe abortito. L’intervento di interruzione della gravidanza sarebbe avvenuto per una “pretesa” di sua moglie, ENGRAND Marie Madaleine, rispetto alla quale lei avrebbe avuto un rapporto di sudditanza psicologica. Lei abitava vicino al luogo dove è avvenuto l’omicidio di Rontini e Stefanacci; il giorno dopo l’omicidio Vigilanti sarebbe venuto a trovarla. Vigilanti ha dichiarato che l’omicidio del 22/10/81 è avvenuto nella zona dove lei abitava. 

Lei è stato in possesso di una pistola americana calibro 22 (gli omicidi sono stati commessi con una pistola calibro 22); pistola poi detenuta proprio da Vigilanti Giampiero. 

I fatti finora esposti evidenziano come lei abbia avuto un ruolo in relazione a questi omicidi. 

Il Pm avvisa l’indagato, ai sensi dell’art. 64 comma terzo cpp, che:

a) le sue dichiarazioni potranno essere sempre utilizzate nei suoi confronti;

b) ha facoltà di non rispondere ad alcuna domanda, ma comunque il procedimento seguirà il suo corso.; 

c) se renderà dichiarazioni su fatti che concernono la responsabilità di altri, assumerà in ordine a tali fatti, l’ufficio di testimone, salve le incompatibilità previste dall’art. 197 e le garanzie di cui all’art. 197 bis cpp. 

Il P.M. invita l’indagato ad esporre quanto ritiene utile a sua difesa. L’indagato dichiara: 

Nego ogni addebito. Vigilanti ha raccontato il falso. 

In relazione alla pistola calibro 22, dichiaro, che a seguito dell’entrata in vigore di una legge che limitava la detenzione di armi sopra un certo numero, portai tale pistola al Tiro a Segno di Prato; da allora non ho saputo più niente di tale pistola. Ho appreso soltanto qualche tempo fa da Voi investigatori che tale pistola, successivamente, è stata nella disponibilità di Vigilanti Gianpiero. Non ho mai conosciuto Rontini Pia, né i suoi genitori; non ho mai avuto alcun contatto con la famiglia Rontini. Nego di aver avuto una relazione con Rontini Pia; nego di averla fatta abortire. 

Neppure mia moglie ha mai conosciuto la famiglia Rontini; mia moglie, invece, conosceva di vista Stefanacci. 

Con Vigilanti Giampiero ho avuto esclusivamente un rapporto professionale: allorquando esercitavo la professione di medico curante egli e i suoi figli, che erano, al tempo bambini, sono stati miei pazienti; da allora non l’ho mai più visto, né ho sentito parlare di lui. 

Non ho mai esercitato la professione medica, né quella di dentista a Vicchio e comunque nel Mugello.

Ricordo che subito dopo l’omicidio di Vicchio mi recai alla locale Stazione dei Carabinieri mostrando loro la pistola calibro 22 Walther che, al tempo, possedevo; il militare mi disse che la pistola che ricercavano era di altra marca. 

Il Pubblico Ministero dispone, ai sensi dell’art. 329 cpp, la segretazione del presente atto, la cui conoscenza da parte di terzi può ostacolare le indagini; avvisa l’indagato, il difensore e tutte le persone presenti che vi è obbligo di mantenere il segreto sul presente atto. 

Chiuso alle ore 19.45

Questo l’audio:

Questa la trascrizione dell’audio: Interrogatorio di Francesco Caccamo 31.07.2017 trascrizione audio

Trascrizione dell’interrogatorio reso da :

CACCAMO FRANCESCO ed effettuata il giorno 31.07.2017

Presso gli uffici della Procura della Repubblica in Firenze, avanti al Pubblico Ministero dottor Luca Turco.

Procedimento Penale N. 7265/2017 R.G. NR.

Trascrizione dell’interrogatorio reso da CACCAMO Francesco il giorno 31.07.2017

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VERBALE

PROSECUZIONE DELLE OPERAZIONI PERITALI E DI DEPOSITO

Il consulente Blaiki Antone consegna l’elaborato scritto unitamente ad un CD-Rom contenente la registrazione della deposizione resa da CACCAMO Francesco.

La perizia di trascrizione si compone di numero sessantasette ( 67 ) pagine.

Si allega un CD-Rom contenente l’elaborato & l’audio.

In fede

– Il Consulente –

(Antone Blaiki)

Legenda:

<< >> fra detti simboli viene scritto ciò che viene dettato a verbale

[ ] “” “” “” “” “” ciò di cui viene data lettura

–?– parola non compresa ( ?) parola di dubbia comprensione

(n.s.c.) varie parole non comprensibili

TRASCRIZIONE DELL’INTERROGATORIO RESO DA:

CACCAMO FRANCESCO

IL GIORNO 31.07.2017, EFFETTUATA Presso gli uffici della Procura della Repubblica in Firenze, avanti al Pubblico Ministero DOTTOR LUCA TURCO.

alla presenza per FINI INVESTICATIVI del MAR. LIBERATO ILARDI DELLA SEZIONE POLIZIA GIUDIZIARIA/CARABINIERI e del MAR. PAOLO CAPPELLETTI del ROS carabinieri di Firenze.

E CON LA PRESENZA DEL DIFENSORE DI FIDUCIA AVVOCATO GABRIELE TERRANOVA E del avvocato LUISA BENEDETTI.

I N I Z I O

TRASCRIZIONE DELL’INTERROGATORIO

PM Dott. L. Turco: ore 18.10. Allora lei è Caccamo Francesco, nato il 9 maggio ‘31 in Tunisia

F. CACCAMO: esatto

PM Dott. L. Turco: residente in Firenze via di Scandicci, 112

F. CACCAMO: esatto

PM Dott. L. Turco: lei nomina difensore di fiducia?

F. CACCAMO: sì

PM Dott. L. Turco: chi nomina?

F. CACCAMO: l’avvocato

Avv. G. Terranova: Gabriele Terranova

PM Dott. L. Turco: Gabriele Terranova

Avv. G. Terranova: e Luisa Benedetti

PM Dott. L. Turco: Luisa Benedetti, perfetto. L’avvocato Luisa Benedetti di dov’è? Del Foro di?

Avv. L. Benedetti: del Foro di Firenze

PM Dott. L. Turco: Firenze?

Avv. L. Benedetti: sì

PM Dott. L. Turco: e gli atti del procedimento li vuol ricevere presso la sua abitazione o presso i difensori?

F. CACCAMO: ma io penso per meglio

Avv. G. Terranova: meglio presso la sua abitazione

Avv. L. Benedetti: presso la sua abitazione

Avv. G. Terranova: se non ha problemi di privacy per chi glieli consegna, va bene l’abitazione tanto sono quasi tutti doppi; se poi preferisce per ragioni di privacy, va bene che li faccia recapitare presso…

F. CACCAMO: come volete, per me lo studio… Dopo poi… però a casa bisogna esserci sempre, capito? Allora da voi allo studio vi arriva…

Avv. G. Terranova: va bene, va bene

F. CACCAMO: meglio così, eh. Vi arriva direttamente, c’è sempre qualcuno da voi?

Avv. G. Terranova: sì, sì, sì

PM Dott. L. Turco: presso lo studio dell’avvocato?

F. CACCAMO: Terranova o…

PM Dott. L. Turco: ma siete insieme in studio?

Avv. G. Terranova: no

Avv. L. Benedetti: no

PM Dott. L. Turco: eh, appunto, allora

Avv. G. Terranova: io ho lo studio a Prato

PM Dott. L. Turco: eh, appunto, e quindi in quale studio elegge domicilio? E’ questo però…

Avv. L. Benedetti: decida, decida lei, tanto è uguale

F. CACCAMO: è uguale, appunto. Chi è che di voi due come studio è più accogliente per queste cose?

PM Dott. L. Turco: facciamo a Firenze allora?

Avv. G. Terranova: facciamo a Firenze, dalla collega, visto che io sono… visto che io ho lo studio a Prato

PM Dott. L. Turco: in Firenze?

Avv. L. Benedetti: via Ricasoli, 32

PM Dott. L. Turco: allora, Caccamo, mi ascolti, lei ha ricevuto un invito a comparire dove c’è indicato il reato che le viene attribuito. Sostanzialmente si tratta di otto duplici omicidi riferibili al cosiddetto mostro di Firenze, così semplifichiamo l’elenco dei fatti. Allora io le rappresento che a suo carico vi sono una serie di elementi che ora le sintetizzo. Vigilanti Giampiero la indica come coinvolto nell’omicidio avvenuto il 29 luglio ‘84 in danno di Rontini e di Stefanacci e nell’omicidio avvenuto a Calenzano il 22 ottobre ’81, in danno di Baldi e Cambi. Vigilanti, in particolare, dichiara che lei ha avuto una relazione con Rontini Pia, a seguito della quale la ragazza ha abortito. L’intervento di interruzione della gravidanza è avvenuto per una pretesa di sua moglie rispetto alla quale lei, secondo il Vigilanti, ha un rapporto di sudditanza psicologica. Lei abitava di fronte, vicinissimo al luogo in cui è avvenuto l’omicidio di Rontini e di Stefanacci. Il giorno dopo l’omicidio il Vigilanti sarebbe venuto a trovarlo. Il Vigilanti racconta questo, questo fatto. Lo stesso Vigilanti dichiara che la sua abitazione di allora era vicina alla zona dove è avvenuto l’omicidio di Calenzano il 22 ottobre 1981 in danno di Baldi e di Cambi

F. CACCAMO: sarebbe?

PM Dott. L. Turco: Calenzano

F. CACCAMO: quella di Calenzano, come ha detto?

PM Dott. L. Turco: 1981 come data

F. CACCAMO: sì, ma vicina?

Avv. G. Terranova: vicina all’abitazione del Vigilanti

PM Dott. L. Turco: vicina all’abitazione del Caccamo di allora

F. CACCAMO: di allora

PM Dott. L. Turco: di Prato-Calenzano. Caccamo stava a Prato in zona peraltro molto vicina al luogo dell’omicidio. Poi c’è il problema della pistola calibro 22. Lei sa che gli omicidi sono stati commessi, l’ha letto probabilmente sul giornale o comunque glielo dico io, che gli omicidi sono stati commessi con una pistola calibro 22. Lei è stato in possesso di una pistola americana, una High Standard, mi sembra, calibro 22 che successivamente è venuta nella disponibilità del Vigilanti e il Vigilanti poi ha denunciato il furto di questa pistola. Quindi la pistola che lei aveva passa da lei a Vigilanti, questa pistola viene denunciata come rubata da Vigilanti. Ecco, in relazione a queste dichiarazioni, da questi fatti che io le ho sintetizzato in qualche modo risulta che lei ha avuto un ruolo in relazione a queste storie, a questi omicidi. Detto questo, io la avviso che lei ha facoltà di non rispondere; se rende dichiarazioni, queste potranno sempre essere utilizzate nei suoi confronti, se rende dichiarazioni che concernono la responsabilità di altri, lei potrà assumere la veste di testimone. Lei che cosa intende fare? Intende rispondere?

F. CACCAMO: non lo so

Avv. G. Terranova: allora, se il dottore ce lo concede e se le fa piacere, ci possiamo trattenere un minuto a parlare

Avv. L. Benedetti: possiamo parlare due minuti?

Avv. G. Terranova: visto che non ci aspettavamo delle cose così specifiche, pensavamo fosse una cosa più generica

Avv. L. Benedetti: sì, molto… sì, diversa

Avv. G. Terranova: se le fa piacere, chiediamo cinque minuti e ci consultiamo

PM Dott. L. Turco: sì, però mi dovete… c’è la moglie ho visto, no, mi pare?

Avv. L. Benedetti: sì

Avv. G. Terranova: sì, la moglie sta di là, noi non la incontriamo

PM Dott. L. Turco: ecco, facciamo così, va bene?

Avv. G. Terranova: non c’è problema, ci mancherebbe

PM Dott. L. Turco: grazie… Sì, sì, allora, mi dica, vuole rispondere?

F. CACCAMO: di tutti questi fatti non ce n’è una… una virgola di vera

Avv. G. Terranova: intanto dica che… intende rispondere?

F. CACCAMO: ma sulla storia della pistola posso parlare? Posso o no?

PM Dott. L. Turco: prego

F. CACCAMO: questa storia di pistola io avevo, a un momento dato a Prato, ero iscritto al tiro a segno, avevo diverse pistole da tiro a segno tra cui questa pistola. Un giorno andai in ferie in Francia, al ritorno era uscita fuori la legge… perché allora tu potevi avere quante pistole volevi o altre armi, evidentemente, purché le dichiarassi. Tornato dalla Francia, c’era fuori la legge che non si poteva possedere più di due pistole. Allora mi recai al commissariato di pubblica sicurezza di Prato con la denuncia delle varie armi. Dice pistola qui, qua, qua, dottore lei… Che faccio io con queste pistole? “Vada al tiro a segno e le consegni al tiro a segno nazionale”. Così feci, andai al tiro a segno di Prato dove c’era a dirigere… non a dirigere, più che altro era colui che si occupava di aprire le casseforti per dare le pistole da provare, le munizioni, era un certo maresciallo in pensione dei carabinieri, credo che si chiamasse Bove Giocondo. Dico: “guarda, Giocondo, qui siamo in questa situazione, io te le do a te, le metti lì in deposito, se ti riesce venderle tanto meglio”, perché me le aveva vendute lui anche queste, un monte di queste pistole appartenevano a dei tiratori che si esercitavano allora. Quindi gliele lasciai e così. Io poi mi spostai da Prato e non ebbi più nemmeno tempo di esercitarmi, di andare così, sicché al tiro a segno non ci andai quasi più, non ne sentii parlare più di nulla, niente di niente, se non che mi arrivava puntualmente la bolletta da pagare sull’associazione nazionale tiro a segni che arrivava sempre in ritardo e pagavo sempre la mora. Questo ricordo benissimo

PM Dott. L. Turco: e di questa pistola?

F. CACCAMO: no, poi ho sentito dire che era successo qualcosa al tiro a segno di Prato, non so che, però delle mie pistole non ne sentii parlare più, né mi diedero, né vendute, né… capito? Sicché non presi nemmeno il ricavato nemmeno della vendita

PM Dott. L. Turco: quindi lei la dette al tiro a segno con l’incarico di venderla, sostanzialmente, questa pistola

F. CACCAMO: se non le avessero vendute, potevano tenerle

PM Dott. L. Turco: tenersele

F. CACCAMO: … in dono al tiro a segno, perché il tiro a segno…

PM Dott. L. Turco: perfetto e lei ha saputo che questa pistola poi era arrivata al Vigilanti?

F. CACCAMO: no, è questo il guaio, me l’ha detto il Procuratore

PM Dott. L. Turco: sì, ma lei il Vigilanti da quanti anni lo conosce?

F. CACCAMO: il Vigilanti ero io il suo medico prima di tutto a Prato, ero un medico generico

PM Dott. L. Turco: ma lo collochi temporalmente, da quanti anni lo conosceva?

F. CACCAMO: il tempo è un po’ difficile, son passati tanti anni, io avevo fatto un promemoria di tempi, me l’ero fatto fare anche dalla mia moglie perché io dei tempi non ricordo niente

Avv. G. Terranova: comunque cerchi di dire quali sono i rapporti che ha avuto, così poi i tempi ci arriviamo magari per induzione

F. CACCAMO: no, erano, sì, erano gli anni ‘70 così allora… ‘70 perché poi credo che nell’80… ‘80 o ‘82 mi specializzai in odontostomatologia sicché cessai la medicina e allora da allora non ebbi più nessun rapporto con questo Vigilanti. Avendomi risvegliato il ricordo solo per questa persona qui, mi aveva chiamato anche una volta a casa sua perché i bambini stavano male, erano dei bambini piccini, avevano la febbre e questa febbre non passava, mi impegnai e furono molto soddisfatti…

PM Dott. L. Turco: va bene, questo nel periodo in cui ha detto lei

F. CACCAMO: in quel periodo lì

PM Dott. L. Turco: ma il Vigilanti frequentava il tiro a segno, per quanto ne sa lei?

F. CACCAMO: ma io non l’ho mai incontrato, perché io ho frequentato pochissimo il tiro a segno. Lo frequentai, non so se gliel’ho spiegato, perché mi ero iscritto al poligono di tiro a segno per avere il porto d’armi per la caccia

PM Dott. L. Turco: ma l’ha frequentato insieme al Vigilanti nello stesso periodo?

F. CACCAMO: no, mai, mai

PM Dott. L. Turco: l’ha mai incontrato il Vigilanti al tiro a segno?

F. CACCAMO: né frequentati insieme a lui, né mai incontrato, nemmeno incontrato, là c’era… in genere c’erano imbianchini, allora erano dei tiratori sportivi che… ma lui mai, mai, mai, mai, mai, mai, mai, mai e poi io da quando… questo Vigilanti quando eravamo… era ancora il mio paziente, una volta mi venne in ambulatorio perché chiedeva medicinali per i bambini: “dottore, lei sta costruendo una casa dalle mie parti”. “Abita a Vicchio?” “Sì, sì, abito, sono di là. Ah, eh, verrò a vedergliela, verrò a vedergliela”. Guardi, dico, così… sicché quando si costruì, feci… perché tutto è iniziato in un campeggio. C’era un campeggio… un campeggio…

PM Dott. L. Turco: no, no, ma vada avanti sulla storia. Quando la costruì, il Vigilanti venne a casa sua?

F. CACCAMO: il Vigilanti dopo… una volta, credo, venne a vedere, era in costruzione. Poi un’altra volta, se ben ricordo, venne un pomeriggio con la moglie e i bambini e io cortesemente… perché quando andavo laggiù era per lavorare io, si zappettava, si levava l’erba…

PM Dott. L. Turco: ma quando lei abitava già in quella casa…

F. CACCAMO: non ho abitato mai là io, ho quasi abitato due mesi soltanto laggiù, ma ci andavo il sabato e la domenica o nei periodi festivi quando ero libero perché lavoravo molto poi a Firenze

PM Dott. L. Turco: ecco, e di questo rapporto facciamo una carrellata generale e poi ritorniamo…

F. CACCAMO: il rapporto è rimasto…

PM Dott. L. Turco: aspetti, aspetti un attimo. Di questo rapporto con la famiglia Rontini e, in particolare, con la Pia Rontini?

F. CACCAMO: assolutamente, non conoscevo per niente

PM Dott. L. Turco: intanto conosceva la famiglia Rontini?

F. CACCAMO: non conoscevo nemmeno che esistessero prima che succedesse, che tutti i giornali ne parlassero. Io a Vicchio andavo al panificio a prendere il pane e non conoscevo nessuno. Non sono di Vicchio, come hanno detto erroneamente i giornali, non ho nulla a che fare. Io sono nato in Tunisia, ho studiato e abitavo a Prato, poi a Firenze. Il Mugello… il Mugello l’ho conosciuto andando a quel campeggio, ma prima non conoscevo e tutt’ora non è che conosca bene il Mugello

PM Dott. L. Turco: non conosceva nessuno dei Rontini? Né il padre, né la madre, né la figlia?

F. CACCAMO: assolutamente niente, nulla, non avevamo nessun rapporto perché era gente di… di Vicchio e basta. Io non conoscevo gente di lì. Conosceva invece, ho saputo dopo, il figliolo della signora che aveva un negozio di elettrodomestici a Prato e uno a Vicchio più mia moglie che io questo giovanotto era venuto a casa a riparare un televisore, lo portò via, lo riparò. Poi quando scoppiò questa faccenda, lei mi disse: “guarda, quel poverino che io ho visto lì, guarda, è successo anche a lui, andiamo come tutti a fargli”…

PM Dott. L. Turco: era lo Stefanacci questo sostanzialmente?

F. CACCAMO: come!?

PM Dott. L. Turco: sta parlando di Stefanacci, di una delle vittime?

F. CACCAMO: lo Stefanacci, sì!

PM Dott. L. Turco: della vittima

F. CACCAMO: della vittima e s’andò come tutti a… c’era tutto un… tante persone praticamente a rendere onore a questo e basta

PM Dott. L. Turco: ma lei ha esercitato la professione a Vicchio, oppure no?

F. CACCAMO: mai! Io a Vicchio sono andato soltanto nel weekend e nei periodi festivi a zappare, ad arare, a tagliare viti e non avevo mai niente… mai tempo di fare checchessia. Ogni tanto addirittura si guastava la pompa del pozzo e correvo a Pontassieve a chiamare lo specialista perché mi desse l’acqua. Tutto lì. Praticamente questa casa era sempre stata un gran peso più che, diciamo, una delizia e quanto prima me ne sono disfatto poi e sono venuto via, ma la famiglia Rontini assolutamente

PM Dott. L. Turco: perché, vede, il Vigilanti descrive lei come una persona che aveva tra i suoi clienti la Pia Rontini

F. CACCAMO: assolutamente

PM Dott. L. Turco: racconta che lei ha avuto una relazione con questa ragazza

F. CACCAMO: relazione?! Io relazione!?

PM Dott. L. Turco: sì, lei

F. CACCAMO: è matto! O è matto o bugiardo o sogna, non lo so io, non è possibile. Ora non sono mica una persona che fa queste cose, sono un medico, mia moglie… io…

Avv. G. Terranova: lei può dire, comunque, dove ha avuto… dove ha avuto in vita sua gli ambulatori così chiariamo se magari…

Avv. L. Benedetti: sì, sì, più chiaro

F. CACCAMO: io amo mia moglie, eh! E’ qui accanto a me, è una compagna di vita… poi Rontini?! Questo Rontini assolutamente niente

Avv. G. Terranova: vuol dire dove… dove esercitava la professione? Mi scusi, dottore, se…

F. CACCAMO: dove esercitavo io la professione?

Avv. G. Terranova: sì, dove aveva l’ambulatorio

F. CACCAMO: ho avuto un ambulatorio in viale Monte Grappa. Ho avuto… ho lavorato anche alla misericordia di Prato

PM Dott. L. Turco: quindi tutti a Prato?

F. CACCAMO: quando facevo medicina generale e i primi anni di odontoiatria

PM Dott. L. Turco: e poi?

F. CACCAMO: poi mi son trasferito a Firenze, in via Lunga, dove avevo l’ambulatorio principale e che rimase poi quello fino alla fine e facevo l’odontoiatra

PM Dott. L. Turco: senta, ma come odontoiatra lei non ha mai, come dire, in senso generico, svolto attività a Vicchio?

F. CACCAMO: assolutamente!

PM Dott. L. Turco: per qualche amico, capito, cose di questo genere?

F. CACCAMO: no, no

PM Dott. L. Turco: anche in modo molto precario, ecco

F. CACCAMO: assolutamente, assolutamente

PM Dott. L. Turco: non le è mai capitato?

F. CACCAMO: quando arrivavo a Vicchio… quando arrivavo a Vicchio, alla casa di Vicchio, ero stanco morto e non… anelavo soltanto a respirare un po’ d’aria e a darmi un po’ da fare e basta. Poi si ripartiva la domenica sera…

PM Dott. L. Turco: senta, ma sua moglie conosceva i Rontini?

F. CACCAMO: no, non credo. Io, che io sappia, mai sentito nominare Rontini. Conosceva quel ragazzo che era venuto… anzi eravamo… probabilmente l’avrò accompagnata io all’ambulatorio… al negozio, a casa e poi lui era venuto a… a prelevare questo televisore, non me lo ricordo più questo periodo. Comunque neanche lei aveva a che fare con la famiglia Rontini, mai, mai… non credo, non credo, non ce l’aveva… E’ lì, glielo può chiedere… Assolutamente no, questa è una menzogna pura e semplice e basta. Mi ritengo anche offeso. Non rientra nella mia indole, nel mio carattere, nella mia… Io sono un massone, anche se nella vita pubblica qui non corrisponde, ho appartenuto, come avete potuto constatare, a due massonerie, quella francese e quella italiana, soprattutto quella francese. In fondo quando quella italiana, Grande Oriente d’Italia, ci fu la faccenda della P2, eccetera, mi allontanai e in Francia dove ho potuto veramente esercitare delle belle funzioni in senso umanitario…

PM Dott. L. Turco: e questo che cosa significa?

F. CACCAMO: vuol dire che il massone ha cara la vita e la fama di tutti. Non è una persona che è assassina, che uccide, che si… si comporti come una serpe tra i sassi

PM Dott. L. Turco: ecco però, senta…

F. CACCAMO: questo lei, certo, può credermi o non credermi

PM Dott. L. Turco: no, no, ascolti me, però, io vorrei che lei si rendesse conto di una cosa

F. CACCAMO: certo

PM Dott. L. Turco: a prescindere dalla storia degli omicidi, il fatto che a lei venga attribuito dal Vigilanti questo rapporto, questa relazione con questa ragazza, ecco, dico, potrebbe essere un fatto totalmente sganciato da tutto il resto

F. CACCAMO: è tutto inventato, di tutto…

PM Dott. L. Turco: ecco, quindi, su questo…

F. CACCAMO: assolutamente inventato, non c’è nemmeno un rapporto, nemmeno un qualcosa che possa avvicinarmi a un fatto del genere. Non vedo perché… è gente che io non conoscevo completamente… assolutamente!

PM Dott. L. Turco: la ragazza lavorava in un bar, giusto?

F. CACCAMO: dove lavorava?!

PM Dott. L. Turco: nel bar del paese. Di dove? Di Borgo?

F. CACCAMO: non lo so io

PM Dott. L. Turco: di Vicchio, lavorava al bar di Vicchio

F. CACCAMO: io non andavo al bar di Vicchio, andavo a Vicchio a comprare la spesa assieme a mia moglie la maggior parte…

PM Dott. L. Turco: quindi lei non l’aveva inquadrata questa ragazza

F. CACCAMO: non so nemmeno chi è

PM Dott. L. Turco: neppure inquadrata?

F. CACCAMO: ma nemmeno che fisico avesse. Nemmeno adesso riesco a vedere una conformazione, una personalità, una persona, assolutamente, non c’entra proprio assolutamente niente! Questo per me è una mostruosità

PM Dott. L. Turco: questo discorso con questa storia dell’aborto?

F. CACCAMO: quale aborto!?

PM Dott. L. Turco: di questa ragazza

F. CACCAMO: se non conosco nemmeno lei, vuole che parli d’aborto anche!? No, assolutamente, aborto?!

PM Dott. L. Turco: poco tempo prima dell’omicidio sarebbe accaduto

F. CACCAMO: no, assolutamente no. Ma se non la conoscevo nemmeno!

PM Dott. L. Turco: e lei si sarebbe attivato…

F. CACCAMO: io?!?

PM Dott. L. Turco: sì

F. CACCAMO: per niente! Assolutamente no! Completamente fuori… è un’invenzione! Qui casco dalle nuvole, mi creda o non mi creda, si metta al posto mio e vedrà che effetto gli fa un affare del genere… Incredibile!

PM Dott. L. Turco: senta, il Vigilanti dice che lei conosceva il Rontini padre e avete parlato ripetutamente, dopo l’omicidio, di quello che era accaduto

F. CACCAMO: col padre addirittura!?

PM Dott. L. Turco: sì, col padre

F. CACCAMO: ma se non conoscevo nemmeno la figlia!

PM Dott. L. Turco: e il Rontini le aveva raccontato, secondo il Vigilanti, dei suoi sospetti, delle idee che si era fatto su questa storia

F. CACCAMO: come faccio a dirle checchessia, la storia non sussiste, il fatto non c’è. Non conoscevo nemmeno la figlia, come vuole che…

PM Dott. L. Turco: senta, neppure il Rontini padre aveva mai visto?

F. CACCAMO: no, no

PM Dott. L. Turco: sapeva chi era?

F. CACCAMO: lo hanno detto tutti i giornali dopo

PM Dott. L. Turco: no dopo, io intendo dire prima

F. CACCAMO: assolutamente, io non sapevo nemmeno che esisteva

PM Dott. L. Turco: cioè frequentando lei la zona…

F. CACCAMO: ma non sapevo nemmeno che esistesse perché, come le ripeto, io a Vicchio andavo a fare la spesa, quel poco che c’entravo, qualche certificato al comune, ma per il resto io la vita di questa gente… parlano di farmacia, di code, sono andato a comprare dei medicinali

PM Dott. L. Turco: perché il Vigilanti dice di aver parlato lui stesso col Rontini, col Rontini padre, anche della gelosia che la moglie aveva, sua moglie aveva

F. CACCAMO: mia moglie!? Ma se non esisteva la faccenda come poteva avere… poteva essere gelosa!?

PM Dott. L. Turco: ma il Vigilanti la conosceva sua moglie?

F. CACCAMO: conosceva chi?

PM Dott. L. Turco: sua moglie

F. CACCAMO: me?!

PM Dott. L. Turco: no, il Vigilanti conosceva sua moglie?

F. CACCAMO: lui dice di sì, mia moglie non lo ricorda nemmeno quella volta che venne

PM Dott. L. Turco: ma lei, ci dica lei che cosa ne pensa

F. CACCAMO: non credo, lo conosceva sicuramente, ma lei lo avrà dimenticato, quella volta che venne a farci visita, ma poi non l’ha mai più visto, non credo

PM Dott. L. Turco: ma lui parla di una persona che conosce bene, non di una persona che ha visto una volta

F. CACCAMO: no, assolutamente

PM Dott. L. Turco: ne descrive il carattere

F. CACCAMO: no, no, no, assolutamente

PM Dott. L. Turco: la conoscenza di questo tipo, non la conoscenza

F. CACCAMO: assolutamente costruito con… de tout guess, come dicono i francesi. Sono un francofono io. Non credo… mia moglie è lì, può chiedere quello che vuole, ma non credo che lei possa asserire una cosa del genere perché assolutamente no, assolutamente no, è inventato e addirittura pretestuoso. Mettetela come volete, io non c’entro niente in questa storiaccia, proprio no

PM Dott. L. Turco: questo aborto…

F. CACCAMO: aborto?!

PM Dott. L. Turco: … il Vigilanti dice che l’ha saputo direttamente da lei

F. CACCAMO: da me?!

PM Dott. L. Turco: gliel’ha raccontato

F. CACCAMO: non eravamo in questi rapporti. Tutti i nostri rapporti, massimo, sono stati a livello ambulatoriale, salute sua, dei figli, certificati, ecco, l’ultima volta che l’ho visto lavorava alla misericordia e venne vestito con una tenuta di quelle che… dei trasporti funebri

PM Dott. L. Turco: senta lei dice che quindi l’ultima volta che l’ha visto a quanto tempo fa… di quanto tempo fa stiamo parlando?

F. CACCAMO: diciamo nell’80… gli anni ‘80 saranno stati…

PM Dott. L. Turco: gli anni ‘80. Allora, senta, mi spieghi una cosa, sono passati più di trent’anni e lei dice: “il Vigilanti ha detto il falso”

F. CACCAMO: certo

PM Dott. L. Turco: “mi accusa ingiustamente”

F. CACCAMO: certo

PM Dott. L. Turco: si sa spiegare il motivo per cui, a distanza di trent’anni che lei non lo vede, questo si tira fuori questa storia? Perché potrebbe averla con lei? Che storia avete avuto in passato?

F. CACCAMO: non lo so, però, anche… c’è il fatto che ogni volta che succedono dei fatti di malaffari di questo genere viene sempre individuato un medico o un massone direttamente. Ora io ne avevo parlato, stavo per accennare a questo discorso non so con chi, che ho scritto un libricino della mia vita in Tunisia allora dei ricordi, eccetera, c’è un fatto, se ha pazienza di ascoltarlo

PM Dott. L. Turco: vada avanti

F. CACCAMO: si tratta di mio nonno e mio nonno è vissuto… aveva novantasette anni quando è morto, quindi mi raccontava fatti della sua gioventù, del suo arrivo in Tunisia… a un momento dato i primi tempi lavorava con il Travaux Publics, i lavori pubblici francesi, e vivevano sotto la tenda e stavano costruendo una strada che… dalle parti di Coulbaux che avrebbe poi alimentato una stazione turistica di… termale e c’era dell’acqua, un fiumiciattolo di acqua calda che sgorgava spontaneo e scendeva giù a valle. Scendeva a valle, se non che tutti questi operai che lavoravano, lavavano i loro panni con quest’acqua calda e con sapone. L’acqua saponata scese giù a valle dove c’erano dei beduini accampati. Questi beduini sospettarono come se i cristiani volessero avvelenarli, ha capito? Sicché ci fu una specie di rivoluzione, però il giorno prima che succedesse questo, era successo un… una specie di temporale che succede spesso in Africa così e c’era un bambino arabo piccinino, raccontava lui, vestito con una kashabia, una specie di… di… di… camiciola così, con la pioggia tutti si chiudevano dentro la tenda e lo mandavan via. Lui, anima buona, dice: “vieni, vieni”, gli diede un po’ di pane, c’aveva del latte, lo bagnò nel latte, gli diede da mangiare a questo bambino e lo fece coricare su un sacco di iuta accanto a lui, al caldo. L’indomani mattina, quando si svegliò, il bambino non c’era più, era già andato via. Venendo poi ai giorni seguenti, quando ci fu quella rivoluzione, la specie di rivolta, tutto il campo dei lavoratori venne invaso dai beduini, dai beduini, arrivano, tra cui il capo… colui che li metteva in prima fila era quel bambino piccolo, arrivò giù e puntò il dito a mio nonno. Due energumeni lo presero, uno per un braccio e uno per un altro come se lui fosse stato lui il colpevole di questa… di questa nefandezza, dell’acqua, diciamo, sporca, del tentativo di… tentativo di avvelenamento

PM Dott. L. Turco: sì

F. CACCAMO: lui diede uno strattone e riuscì a scappare. Ora, si è sempre chiesto lui, e me lo chiedo anch’io, perché questo beduino, questo bambino anziché, diciamo, essere riconoscente lo additò quale capo colpevole. Perché? Perché era stato buono con lui… è come il sentimento di una mamma, cioè la mamma permissiva ti permette di sbagliare anche qualche volta… Sarà… io la interpreto così, bisognerebbe sentire uno psicologo per esempio. La stessa cosa probabilmente avviene in Vigilanti

PM Dott. L. Turco: lei in che modo si è adoperato per il Vigilanti?

F. CACCAMO: mi sono adoperato per i bambini

PM Dott. L. Turco: era la sua professione

F. CACCAMO: era la mia professione, ma io ci misi abbastanza, diciamo, impegno e cura e un po’ di affetto anche per quei bambini così ridotti… veramente stavano male, me lo ricordo ancora. Probabilmente lui ha associato la mia persona a quello della mamma permissiva, che ti permette qualsiasi… Io la penso così…

PM Dott. L. Turco: senta Caccamo, ma lei che cosa conosce della vita del Vigilanti?

F. CACCAMO: della vita di Vigilanti quello che hanno detto i giornali, che in quel periodo venne fuori, rimasi sorpreso anche, che avevano visitato questa casa di… di questo legionario

PM Dott. L. Turco: no, aspetti un attimo, aspetti, io la mia domanda gliela preciso meglio

F. CACCAMO sì

PM Dott. L. Turco: lei che cosa sa della vita del Vigilanti, direttamente dal Vigilanti? Non quello che ha letto sui giornali, quello che ha appreso dai racconti del Vigilanti stesso o di persone a lui vicine

F. CACCAMO: ecco, di lui niente. So che era entrato alla legione, era legionario e basta

PM Dott. L. Turco: non gli ha raccontato niente?

F. CACCAMO: no, assolutamente. Chi mi ha raccontato qualcosa era il pastore che lo conosceva là in campagna da lui, che era un bambino, un ragazzo molto irrequieto e che… così, perché una volta…

PM Dott. L. Turco: ma che attività ha svolto? Che lavoro ha fatto?

F. CACCAMO: alla legione, no?

PM Dott. L. Turco: e dopo la legione, quando ritorna in Italia?

F. CACCAMO: questo non saprei dirlo, a Prato c’erano tanti lavori, probabilmente avrà lavorato in un tessitore..

PM Dott. L. Turco: ma lo sa, oppure no?

F. CACCAMO: no, no, non lo so, non lo so. So quella della… della… misericordia alla fine che me lo disse lui, anzi credo si… o io o lui… si parlò della melanzana perché il carro funebre era color melanzana

PM Dott. L. Turco: senta, dell’impegno politico ne sa niente del Vigilanti?

F. CACCAMO: assolutamente no, assolutamente niente, non abbiamo mai parlato… non siamo arrivati mai a questo punto della conoscenza, capito? Più che altro roba generica di bambini e di… di ricette… e di… basta

PM Dott. L. Turco: quindi non avete mai avuto un rapporto di conoscenza generale?

F. CACCAMO: la conoscenza è quella che le ho descritto

PM Dott. L. Turco: no, no, quella che mi ha descritto è un rapporto di medico e paziente

F. CACCAMO: di paziente e di conoscente

PM Dott. L. Turco: di conoscente, ma anche una… di conoscenza intendo dire che uno conosce un po’ di più una persona, apprende qualche fatto della sua vita

F. CACCAMO: no, no

PM Dott. L. Turco: qualche idea

F. CACCAMO: assolutamente no, no

PM Dott. L. Turco: non siete mai arrivati su questi piani?

F. CACCAMO: assolutamente

PM Dott. L. Turco: perché lui dà una versione diversa

F. CACCAMO: la dia pure ma… assolutamente no. Prima di tutto sto vedendo che è falsa la questione della mia moglie gelosa, che mi schiaffeggia di fronte, che mi domina, un affare del genere. Lo disse allora il Procuratore… assolutamente no, assolutamente no, non siamo mai arrivati a questo punto qui, ma mai e non mi aspettavo nemmeno di ottenere un ringraziamento simile

PM Dott. L. Turco: a parte la, come dire, la metafora che ha raccontato di suo nonno, non ha da indicare un qualche fatto sulla base del quale il Vigilanti possa avere un risentimento, vendetta, una voglia di vendetta nei suoi confronti?

F. CACCAMO: vendetta è troppo

PM Dott. L. Turco: vendetta è forte

F. CACCAMO: sì, no, no, ho capito quel che vuol dire. No, vendetta assolutamente no, perché io gli ho fatto del bene e basta

PM Dott. L. Turco: ho capito

F. CACCAMO: probabilmente l’avrò forse un po’ spedito via quella volta che venne a trovarmi che oltre da fare si aspettava forse un’accoglienza…

PM Dott. L. Turco: sì, però, vede, qui stiamo parlando di una persona che trent’anni dopo racconta tutta una serie di fatti che la riguardano…

F. CACCAMO: no

PM Dott. L. Turco: … inventandoseli sostanzialmente

F. CACCAMO: assolutamente

PM Dott. L. Turco: ecco, lei è in grado di attribuire a questa persona un movente, come dire, ecco, perché lo fa?

F. CACCAMO: assolutamente no

PM Dott. L. Turco: non sa rispondere?

F. CACCAMO: assolutamente no. Infatti le dico che questo che le ho detto qui e basta lo sto creando io ora questo… su suo suggerimento, ma per il resto mai avuto a… gliel’ho detto, non l’ho più visto dopo, né visto e né sentito nemmeno e tutto fino ad oggi. Casco dalle nuvole, mi creda o non mi creda, ma è una cosa impossibile, se non fosse per la serietà e la gravità della… della… della faccenda non crederei di fronte a un vol d’une ville… Dottor Turco, è così

PM Dott. L. Turco: senta, è possibile che noi decidiamo di fare un confronto con questa persona. Lei sarebbe disponibile?

F. CACCAMO: non mi farebbe piacere a vederla

PM Dott. L. Turco: non le farebbe piacere. Perché?

F. CACCAMO: non mi farebbe piacere, ma non avrei nessun problema

PM Dott. L. Turco: ma perché non le farebbe piacere?

F. CACCAMO: perché una persona che ti accusa di tale mostruosità come fai tu a guardarlo in faccia! Non mi… non… forse lei ce la farebbe, è abituato a vedere tanta gente, io no

PM Dott. L. Turco: senta

F. CACCAMO: non mi piacerebbe vederlo, no. Una persona che mi… anziché ringraziarmi, mi affossa, mi trascina nel suo fango assolutamente non mi piace. Poi se vuole…

PM Dott. L. Turco: io cerco di semplificare, possiamo dire che lei e il Vigilanti non avete avuto, salvo il rapporto paziente medico, non avete avuto alcun altro punto in comune?

F. CACCAMO: assolutamente niente, tranne quella visita alla… alla casa che…

PM Dott. L. Turco: ma è una visita così, occasionale?

F. CACCAMO: no, volle conoscere questa casa che facevo

PM Dott. L. Turco: sì, ma una volta

F. CACCAMO: una volta forse… una volta in costruzione forse… forse due…

PM Dott. L. Turco: forse

F. CACCAMO: ma poi assolutamente… assolutamente niente, né visto, né sentito. Questo è quello che mi sorprende a me, come mai quest’uomo abbia inventato… insomma questo è… lo giudicherà lei… Io, per conto mio, è una mostruosità che non avrei mai immaginato di dover vivere nella mia vita, poi alla mia età, dopo una vita laboriosa e dedicata all’umanesimo in mille modi

PM Dott. L. Turco: senta, lei è in grado di indicare che ambienti frequentasse il Vigilanti?

F. CACCAMO: e chi lo vedeva! Mai visto, mai sentito… Ma io lo vedevo in ambulatorio, quella volta che mi portò a casa sua. Tranne quegli ambienti non saprei proprio assolutamente… So che mi diceva… si parlò anche allora che aveva una macchina… Lancia rossa… col coso lì… che andava… lui… quando mi… mi parlò della casa diceva che lui sapeva e che andava tutti… tutti… tutte le settimane a trovare la mamma da quelle parti lì e quindi…

PM Dott. L. Turco: senta, ma lei l’ha vista questa macchina del Vigilanti?

F. CACCAMO: no, io l’ho vista in televisione

PM Dott. L. Turco: perché in televisione?

F. CACCAMO: in televisione hanno fatto vedere all’epoca…

PM Dott. L. Turco: all’epoca?

F. CACCAMO: … della… della… del mostro, diciamo, hanno fatto vedere una macchina così, che sfrecciava dice per le… per Galceti, Galceti

PM Dott. L. Turco: senta, ma la famiglia del Vigilanti, i figli li conosceva? Li ha visti anche da adulti?

F. CACCAMO: no

PM Dott. L. Turco: quando…

F. CACCAMO: non li ho più visti, eran dei bambini. Eran dei bambini, li vedo ancora questi due bambini a letto con la febbre, l’unica visione che io abbia e la moglie un po’ in disparte, un po’, diciamo, preoccupata, diciamo così… Non voglio si dica insomma… emettere dei pareri…

PM Dott. L. Turco: preoccupata per i figli

F. CACCAMO: per i bambini probabilmente

PM Dott. L. Turco: ma quanti anni avevano al tempo i figli del Vigilanti?

Avv. G. Terranova: uno è del ‘62

PM Dott. L. Turco: ’62, quindi una ventina d’anni negli primi anni ‘80, giusto?

Avv. G. Terranova: sì, sì

PM Dott. L. Turco: se lo ricorda? Corrisponde questo? Uno dei figli del Vigilanti è del 1962. Le risulta? Lei sta parlando di…

F. CACCAMO: erano dei bambini, erano a letto, mi ricordo…

PM Dott. L. Turco: eh, ma aspetti un attimo

Avv. G. Terranova: bambini di che età? Cerchi di…

F. CACCAMO: età?! Io li vedo piccoli…

PM Dott. L. Turco: perché lei ha esercitato fino a quando?

F. CACCAMO: io li vedo piccoli

PM Dott. L. Turco: fino a quando ha esercitato a Prato?

F. CACCAMO: sono date che dovrei… io credo che mi sarò specializzato entro gli anni ’80, quindi giù di lì… sotto gli ‘80

PM Dott. L. Turco: appunto, però questo è del ’62, quindi stiamo parlando di una persona che nell’80 ha diciotto anni, nel 1980

F. CACCAMO: piccolini sì, può darsi così

PM Dott. L. Turco: diciotto non è che…

F. CACCAMO: non me li ricordo io, li ricordo come bambini a letto…

Avv. G. Terranova: ma lei in che anno si è stabilito a Prato? Scusi, se posso…

F. CACCAMO: in che anno si è stabilito a Prato?

Avv. G. Terranova: quand’è che lei è venuto a stare a Prato?

F. CACCAMO: chiedetelo a mia moglie perché lei le date le sa meglio…

Avv. G. Terranova: si è stabilito a Prato quando ha lasciato la Tunisia?

F. CACCAMO: aspetti eh, quando io lasciai la Tunisia venni a Firenze, non a Prato. A Firenze incominciai a lavorare nella zona di Varlungo un po’… poi avevo qualche paziente, poi un medico di Prato andava via, il dottor Boncompagni

PM Dott. L. Turco: e lei si trasferì a Prato

F. CACCAMO: mi son trasferito a Prato. Quindi sarà fine anni ‘60

Avv. G. Terranova: giusto per avere un’idea, sua figlia quanti anni aveva? Sua figlia quanti anni aveva, visto che stamattina mi ha detto…

F. CACCAMO: quando la portai via, aveva un anno e qualcosa

Avv. G. Terranova: quindi quando lei è andato a Prato?

F. CACCAMO: ’60, ’62, ’63, probabilmente questi anni qui

Avv. G. Terranova: sua figlia è del 61, giusto?

F. CACCAMO: ‘60

Avv. G. Terranova: del ‘60

PM Dott. L. Turco: quindi lei è andato a Prato nei primi anni ‘60 e ha esercitato come medico fino ai primi anni ‘80, giusto?

F. CACCAMO: sì, anni 80, se i ricordi sono apposto

PM Dott. L. Turco: lei si ricorda un’auto del Vigilanti, però l’ha vista solo alla televisione, ma al di là della televisione aveva capito…

F. CACCAMO: un po’ era ferma davanti a casa quando andai a fare questa visita e feci il… diciamo, il ravvicinamento fra bandoni

PM Dott. L. Turco: sì

F. CACCAMO: questo è difficile che io ora possa ricordare veramente, però, questi sono degli sketch che posso…

PM Dott. L. Turco: si ricorda di un’altra auto?

F. CACCAMO: no

PM Dott. L. Turco: no

F. CACCAMO: è già molto che ricordi questo

PM Dott. L. Turco: è già molto che ricorda. Si ricorda di una moto? Di una vespa? Di una motocicletta…

F. CACCAMO: no, assolutamente

PM Dott. L. Turco: … in possesso del Vigilanti?

F. CACCAMO: no, no assolutamente

PM Dott. L. Turco: non ha saputo mai niente di cose di questo genere?

F. CACCAMO: no, perché praticamente l’ho visto in piedi davanti alla scrivania come io e lei oppure in piedi a casa

PM Dott. L. Turco: senta, lei che auto aveva a Prato?

F. CACCAMO: io!?

PM Dott. L. Turco: quando era a Prato, sì

F. CACCAMO: ne ho cambiate tante, ne consumavo una all’anno io

PM Dott. L. Turco: erano intestate a lei queste auto?

F. CACCAMO: tutte

PM Dott. L. Turco: tutte

F. CACCAMO: tutte, tutte, tutte a me. Ho avuto la seicento, ho avuto l’ottocento… una delle migliori, l’ottocentocinquanta, c’ho lavorato parecchio con quella

PM Dott. L. Turco: poi? Ma se lo ricorda ora così un elenco di macchine?

F. CACCAMO: allora andiamo un po’, vediamo. Prima la cinquecento, poi l’ottocentocinquanta, poi una seicento… Ora viene il bello… poi… credo dei modello Fiat… una… una Mercedes una volta, azzurra, durò poco quella. Poi… delle Fiat… sono macchine da lavoro la maggior parte

PM Dott. L. Turco: senta, le è mai capitato…

F. CACCAMO: poi un coso, aspetti, un Land Rover

PM Dott. L. Turco: le è mai capitato di ospitare, per così dire, sulla sua auto il Vigilanti?

F. CACCAMO: no, assolutamente no

PM Dott. L. Turco: e di essere ospitato da lui?

F. CACCAMO: assolutamente no, non ho nessun ricordo al merito, proprio no

PM Dott. L. Turco: senta, e moto le ha mai avute lei?

F. CACCAMO: di?

PM Dott. L. Turco: motociclette? Vespa? Ciclomotori?

F. CACCAMO: ho avuto due Vespe, ma quando ancora non ero nemmeno laureato

PM Dott. L. Turco: quindi prima delle macchine

F. CACCAMO: prima addirittura… diedi via la seconda Vespa quando comprai la prima Cinquecento. La prima Cinquecento a rate da quattrocentocinquanta lire l’una…

PM Dott. L. Turco: senta, nel periodo in cui lei inizia a costruire la casa a Le Balze, no?

F. CACCAMO: sì

PM Dott. L. Turco: ecco che macchina aveva, se lo ricorda?

F. CACCAMO: forse era il periodo dell’ottocentocin… della Land Rover credo… forse… forse perché io andavo… appunto andavo in ferie, attaccavo la roulotte e andavamo quasi sempre in Francia. Si andavamo perché mia moglie è francese

PM Dott. L. Turco: senta, la casa de Le Balze in quanto tempo…

F. CACCAMO: la!?

PM Dott. L. Turco: l’abitazione, la casa di Dicomano de Le Balze quanto tempo l’avete tenuta? Quanto tempo ci siete andati?

F. CACCAMO: ma da quando si è costruita finché si è venduta. Avevo un promemoria anche perché mia moglie… sapendo che io… dov’è andato a finire?

Avv. G. Terranova: non si ricorda quando l’ha venduta?

F. CACCAMO: no, non mi ricordo io. Avevo un promemoria qui. Poi ora… chiedetelo a lei, è qui… Non è questo… chiaramente i massoni… Ecco, oh, bravo, hai visto?… Allora… ho lasciato anche gli occhiali dai Carabinieri di Tirrenia… Allora, specializzazione nel ‘76

Avv. G. Terranova: quindi smesso medicina generale

F. CACCAMO: medicina generale nel ‘76

Avv. G. Terranova: nel ‘76

F. CACCAMO: vede, prima degli anni ’80, venduto appartamento di Prato nell’82… venuti ad abitare a Firenze in viale Morgagni nell’83… venduto casa di Vicchio, quello voleva sapere?

PM Dott. L. Turco: sì

F. CACCAMO: ‘98

PM Dott. L. Turco: ’98, ma…

F. CACCAMO: costruita nel 1976

PM Dott. L. Turco: ecco, ascolti me, ma la casa di Vicchio l’avete continuata a utilizzare in tutto il periodo, cioè fino al ‘98, oppure a un certo punto non la utilizzavate più?

F. CACCAMO: no, a momento dato, quando acquistai l’appartamento di Firenze, in viale Morgagni, non era pronta ancora e avevo venduto Prato già e trasportammo per un periodo i mobili a Vicchio

PM Dott. L. Turco: sì

F. CACCAMO: e ci abbiamo vissuto forse due o tre mesi lì

PM Dott. L. Turco: due o tre mesi

F. CACCAMO: e lì mi accorsi che era impossibile fare abitazione, diciamo, a Vicchio e lavorare a Firenze perché una mattina si era gelato e la macchina stava andando…

PM Dott. L. Turco: ecco, però vorrei capire questo: poi, a un certo punto, venite ad abitare a Firenze

F. CACCAMO: sì

PM Dott. L. Turco: la casa di Vicchio continuate a utilizzarla il fine settimana?

F. CACCAMO: non credo che si fosse… glielo chieda a mia moglie questo

PM Dott. L. Turco: perché il ‘98 è molto avanti, no?

F. CACCAMO: credo si fosse già venduta

PM Dott. L. Turco: no, lei…

F. CACCAMO: aspetti, casa di Vicchio venduta il ’98, traslocato in via di Scandicci nel ‘98… il… l’8 marzo ’98, sicché non si è adoperata più, s’è venduta

PM Dott. L. Turco: no, ma la mia domanda è diversa. Io voglio sapere: questa casa come l’ha utilizzata dal ‘76 al ‘98? Quando c’andavate?

F. CACCAMO: c’andavamo quando ero libero, sarebbe a dire il sabato sera, si trascorreva tutta la domenica mattina, lavoravo, si metteva tutto apposto e la domenica sera si tornava

PM Dott. L. Turco: e questo per tutto questo periodo?

F. CACCAMO: per tanti anni

PM Dott. L. Turco: per tanti anni?

F. CACCAMO: per tantissimi anni questo lavoro. Evidentemente non avevamo tempo di socializzare nemmeno con i nostri vicini, che da quanto mi ha detto il Dottor Canessa ci prendevano per delle persone strane, delle persone… Certo che noi si arrivava laggiù, trovavo una volta l’acqua che non funzionava, appena arrivato c’erano delle cartelle da pagare nella cassetta delle lettere, corri a Vicchio a pagare subito, per me è stata un po’… m’ha fatto muovere, abbiamo trascorso del tempo senza accorgercene, però c’ha impegnato parecchio e senza risultato, probabilmente c’ha dato un po’ di salute

PM Dott. L. Turco: e in tutto questo periodo non siete mai entrati in rapporti di conoscenza con gente del luogo quindi?

F. CACCAMO: con chi?

PM Dott. L. Turco: con gente del luogo

F. CACCAMO: poco. Coi vicini, vicini proprio contigui

PM Dott. L. Turco: e chi erano i vicini contigui?

F. CACCAMO: i vicini c’era un certo Colombini, poi Gnesi, eran prima due cognati, eravamo in tre che ci si era diviso il terreno…

PM Dott. L. Turco: ho capito

F. CACCAMO: che… che… ecco e poi più in là c’era uno veramente del luogo, non ricordo, Buccelli… Buccelli, un contadino

PM Dott. L. Turco: senta, torniamo a Vigilanti e poi chiudiamo. Vorrei capire questo. Lei ha detto l’ultima volta che l’ho visto è sostanzialmente quando ho smesso di fare il medico, no?

F. CACCAMO: esatto

PM Dott. L. Turco: da allora in poi ha avuto notizie di Vigilanti?

F. CACCAMO: gliel’ho detto, né visto, né sentito

PM Dott. L. Turco: né visto, né sentito

Avv. G. Terranova: cioè dal 1976 perché lei in questo appunto c’ha scritto che ha smesso di fare il medico generico nel ‘76

F. CACCAMO: quando io ho smesso di fare il gabinetto… di esercitare il medico generico, ho smesso per tutti, non l’ho più visto

PM Dott. L. Turco: la casa quando l’ha costruita? Nel ‘70?

Avv. L. Benedetti: 5

PM Dott. L. Turco: ‘75?

Avv. G. Terranova: ’75-‘76

PM Dott. L. Turco: ‘75, ‘76?

Avv. L. Benedetti: qui c’è scritto ‘75

F. CACCAMO: ’75, sarà durato non so quanto tempo

PM Dott. L. Turco: sì, va bene, sarà durato quel che sarà durato, quindi il Vigilanti sarà passato… perché lei dice una volta…

F. CACCAMO: ma probabilmente era curioso

PM Dott. L. Turco: … passò che la casa era in costruzione

F. CACCAMO: ma ha destato la curiosità questa casa, sembrava avessi fatto un palazzo

PM Dott. L. Turco: sì, in questo periodo però?

F. CACCAMO: certamente sì

PM Dott. L. Turco: nel ‘76?

F. CACCAMO: certamente

PM Dott. L. Turco: e da allora non l’ha mai visto, né più sentito? Né ha mai sentito parlare di lui?

F. CACCAMO: soprattutto!

PM Dott. L. Turco: soprattutto

F. CACCAMO: né visto, né sentito, né sentito parlare di lui, perché poi tagliai completamente con Prato. Subentrò nel mio studio un altro medico, ha capito? Sicché tutti i miei pazienti passarono direttamente… Io una volta smesso di fare il medico non l’ho più fatto. Tutti quelli che erano pazienti di medicina non li ho più visti, non solo il Vigilanti, ma tantissimi altri. Io avevo una clientela, così parlando modestamente, facevo bene il mio lavoro e ero molto apprezzato, me lo hanno reso… tranne il Vigilanti, tutta Prato…

PM Dott. L. Turco: senta, lei ha mai ricoperto incarichi pubblici?

F. CACCAMO: in che senso?

PM Dott. L. Turco: cariche politiche? Nulla?

F. CACCAMO: no, no

PM Dott. L. Turco: si è mai impegnato politicamente?

F. CACCAMO: appunto, no, io le mie politiche… Veda, Dottor Turco, la mia è una vecchissima famiglia, antichissima famiglia, io ho il gran rispetto per le tradizioni di generazioni in generazioni, si è tramandato in noi un modus vivendi di una certa… di un certo livello e di una certa categoria con il rispetto, potrei dire, come fanno i giapponesi il rispetto degli antenati io ce l’ho… modestamente ce li ho. Sono degli antenati illustri e certamente… non so che mondo è… se c’è un altro mondo, se non c’è… In questo momento loro mi vedono, io li ho sempre onorati

PM Dott. L. Turco: ecco, però mi deve spiegare meglio cosa significa questo discorso perché sennò… Gli antenati illustri che cosa facevano? Ci dica questo

F. CACCAMO: gli antenati illustri hanno dato circa due terzi del territorio all’Italia

PM Dott. L. Turco: due terzi del territorio tunisino?

F. CACCAMO: sì, sì… no tunisino, italiano. Ma io sono italiano, eh! Bene, io mi chiamo Caccamo… Caccamo è la prima baronia creata da Roger de Routville… Roger de Routville diede la confignon al cugino… Destè se… di cui noi siamo originari

PM Dott. L. Turco: originari, ho capito

F. CACCAMO: e quindi noi…

PM Dott. L. Turco: senta

F. CACCAMO: no, non è che… non è una questione di nobiltà o altro

PM Dott. L. Turco: sì, sì, ho capito

F. CACCAMO: è storia!

PM Dott. L. Turco: è storia

F. CACCAMO: è quella storia del medioevo che in Italia io ritengo non viene abbastanza conosciuta

PM Dott. L. Turco: e quindi lei che cosa ha fatto?

F. CACCAMO: che cosa ho fatto? Faccio quello che ha fatto mio padre, che ha fatto mio nonno, cioè comportandomi bene nella vita…

PM Dott. L. Turco: non ha mai assunto incarichi di nessun tipo?

F. CACCAMO: no, incarichi di questo… ecco perché le dicevo a noi… dobbiamo… da quanto tacitamente è stato tramandato dobbiamo accettare il tipo di governo e di politica in cui… del paese in cui viviamo e rispettarlo in tutti i sensi

PM Dott. L. Turco: senta

F. CACCAMO: non posso fare la monarchia io che non esiste!

PM Dott. L. Turco: e Vigilanti ci sa dire che tipo di…

F. CACCAMO: come faccio a dirlo?! Non ho mai avuto…

PM Dott. L. Turco: se ha avuto occasione di parlarci

F. CACCAMO: ho avuto… è la prima volta con lei che ho un colloquio, diciamo così…

PM Dott. L. Turco: con Vigilanti non avete mai parlato di…

F. CACCAMO: assolutamente

PM Dott. L. Turco: … di quale era il suo orientamento? In fin dei conti lei sapeva di questa scelta che lui aveva fatto della legione straniera…

F. CACCAMO: no, anche perché io le mie idee, ha capito, anche parlando di cose concrete, per esempio le attuali maggioranze in Italia. Abbiamo una maggioranza del 20-30% con il premio di maggioranza arriva a 50 e impone le sue idee all’altro 49%, ma una vera maggioranza, almeno per i fatti molto, diciamo importanti che riguardano la vita del paese almeno 75%

PM Dott. L. Turco: senta, ma questi discorsi li ha mai fatti con Vigilanti lei?

F. CACCAMO: col Vigilanti!?

PM Dott. L. Turco: sì

F. CACCAMO: no, li sto facendo con lei!

PM Dott. L. Turco: ecco, con Vigilanti…

F. CACCAMO: perché lei è all’altezza di capire

PM Dott. L. Turco: con lui non ne avete mai discusso?

F. CACCAMO: assolutamente! Ma non ne abbiamo mai…

PM Dott. L. Turco: ha domandato del perché della scelta di andare nella legione straniera?

F. CACCAMO: assolutamente no

PM Dott. L. Turco: gliel’ha mai domandato?

F. CACCAMO: la legione straniera da noi era una cosa comune

PM Dott. L. Turco: no, ma io domando se lei sa perché il Vigilanti c’è andato

F. CACCAMO: no, no, no, tanti ragazzi che… un po’ sventati andavano tutti alla legione straniera, non era soltanto in Italia. Poi particolarmente subito dopo la guerra quanti italiani sono andati alla legione straniera, tedeschi anche

PM Dott. L. Turco: no, ma io però insisto. Il Vigilanti perché c’è andato? Gliel’ha domandato?

F. CACCAMO: e che ne so io perché c’è andato!

PM Dott. L. Turco: non gliel’ha mai domandato?

F. CACCAMO: probabilmente… perché glielo dovevo chiedere? Perché…

PM Dott. L. Turco: no, anche solo per curiosità. Dico, lei era il suo medico

F. CACCAMO: no, no, no, non abbiamo mai parlato di legione straniera con lui

PM Dott. L. Turco: non avete mai parlato?

F. CACCAMO: con lui abbiamo parlato di ricette, di malattie, di cose. Me lo disse una volta che era andato, che era stato alla legione straniera, nelle colonie francesi

PM Dott. L. Turco: quindi non avete mai parlato di queste cose?

F. CACCAMO: mai approfondito la cosa, la questione perché anche per me la legione straniera non era un fatto raro, una curiosità. In Tunisia c’era…

PM Dott. L. Turco: ma lei aveva un rapporto tale con Vigilanti di poter chiedergli: “mi racconti com’è andata questa storia?” Oppure era solo un rapporto formale tra medico e paziente?

F. CACCAMO: formale… come faccio io a chiedere a una persona delle cose intime se non abbiamo un rapporto… non si può

PM Dott. L. Turco: no, perché Vigilanti dice che questo rapporto ce l’avete

F. CACCAMO: non è vero… ma non è vero! Non è vero! Due mondi diversi, scusi…

PM Dott. L. Turco: sì, sì

F. CACCAMO: … se devo… insomma… avevo portato un esempio di quella che era la mia vita nell’umanesimo, come faceva Vigilanti a seguirmi in un ambiente simile dove veramente ti dovevi esporre. Francamente durante la mia attività a Nizza ho avuto della gioia e il piacere di ospitare in loggia un omonimo celebre… Lo conosce De Montgolfier? Eric de Montgolfier era tutto per Nizza, comunque noi abbiamo… ci ha spiegato il funzionamento della giustizia e di un rappresentante…

Avv. G. Terranova: era un Procuratore della Repubblica, giusto?

F. CACCAMO: eh?!

Avv. G. Terranova: era un Procuratore della Repubblica?

F. CACCAMO: Procuratore della Repubblica!

Avv. G. Terranova: sennò non si capisce

F. CACCAMO: Ministre de Cordelier, ministre de Cordelier.. lui è… lei dice questa storia di massoneria… lui è un cattolico fervente, credente, tutte le mattine va a messa, quindi non ha trovato strano di avvicinarsi a una sorgente diversa che la pensa… che poi è la stessa cosa… c’è quella da giù e quella da su

PM Dott. L. Turco: senta, lei sta raccontando queste cose per farmi capire quant’era diverso…

F. CACCAMO: la differenza

PM Dott. L. Turco: … lei rispetto…

F. CACCAMO: … il divario culturale tra l’uno e l’altro…

PM Dott. L. Turco: ho capito

F. CACCAMO: e che non potevamo avere nulla in comune

PM Dott. L. Turco: ho capito

F. CACCAMO: non potevamo avere dei discorsi tranne che di malattie dei bambini, come va il tempo, come va, così, colà, lavoro va bene. Tutto lì. L’ha capito anche… quando si è un po’… posti in questa visita laggiù… non è andata oltre che buongiorno e buonasera e basta

PM Dott. L. Turco: senta, dell’omicidio Rontini e Stefanacci lei che ricordi ha? Perché lei era…

F. CACCAMO: siamo rimasti con tanta paura

PM Dott. L. Turco: si ricorda qualcosa oppure no?

F. CACCAMO: non so se… prima di tutto non ricordo che giorno è successo, se eravamo già lì un sabato, se abbiamo visto dopo, abbiamo saputo dopo, comunque la cosa impressionò tantissimo tutti quanti

PM Dott. L. Turco: perché il Vigilanti dice che il giorno dopo venne a trovarla

F. CACCAMO: lui mi venne a trovare?

PM Dott. L. Turco: sì, quindi evidentemente lei era, secondo lui, lei era a casa lì

F. CACCAMO: assolutamente, assolutamente, assolutamente. Addirittura questo fatto me l’ha chiesto anche il Dottor Canessa, anche

PM Dott. L. Turco: sì, però lei prima ha detto: “una, due volte venne”. Esclude che una di queste possa essere immediatamente dopo l’omicidio di queste due persone?

F. CACCAMO: guardi, è molto difficile, è passato troppo tempo, non riesco, francamente, non riesco a… a focalizzare. Non saprei dirglielo, guardi, mi dispiace, ma proprio non…

PM Dott. L. Turco: lei si ricorda di aver, rispetto a questo fatto, avuto occasione di commentare questo fatto con qualcuno dei suoi vicini? Vorrei che lei cercasse di vedere se ha qualche flash di ricordi così lontani

F. CACCAMO: ho capito, lei vorrebbe che io avessi qualche senso orientativo, qualcosa. Era una cosa così sconvolgente per tutti

PM Dott. L. Turco: appunto, però vede, di fronte a una cosa così sconvolgente è possibile che lei non si ricordi se era lì oppure se era un giorno in cui lei era invece a Firenze, insomma a Prato…

F. CACCAMO: quello che ricordo è che… mia moglie forse ricorda meglio di me perché sembra che me l’abbia chiesto anche Canessa questa faccenda qui, ma… eravamo da quelle… in quel periodo, sì, sicuramente perché siamo stati a Vicchio al trasporto di questi… tutta la popolazione

PM Dott. L. Turco: ecco

F. CACCAMO: quindi eravamo lì sicuramente, certamente eravamo lì, sì

PM Dott. L. Turco: si ricorda di essere stato al funerale?

F. CACCAMO: al funerale, erano le due bare, poverine… Mi ricordo il ragazzino, c’era una specie di specchietto, no, dove si poteva vedere un visino smunto… insomma, solita… e poi nient’altro

PM Dott. L. Turco: va bene, avete domande? Allora sono le ore 19.15, chiudiamo… (viene sospeso l’interrogatorio)… Riprendiamo, sono le ore 19.40. Allora la domanda è: il medico lei non l’ha mai fatto a Vicchio o nel Mugello?

F. CACCAMO: né medico, né odontoiatra

PM Dott. L. Turco: né odontoiatra, ecco. Poi sulla pistola che cosa mi dice?

F. CACCAMO: ecco, la pistola… siccome si trattava dello stesso calibro di quella che io possedevo, anche dietro suggerimento di mia moglie… andai dai Carabinieri di Vicchio per denunciare che io possedevo una pistola di quel calibro lì che, però, non era, a quanto sembra, della marca incriminata, diciamo

PM Dott. L. Turco: quindi però questo…

F. CACCAMO: glielo portai ai…

PM Dott. L. Turco: ai Carabinieri

F. CACCAMO: ai Carabinieri, la videro anche loro, era una Walter tedesca

PM Dott. L. Turco: conosceva qualcuno dei… era una Walter tedesca

F. CACCAMO: i carabinieri… ci sarà stato il maresciallo allora…

PM Dott. L. Turco: si ricorda qualche nome?

F. CACCAMO: il nome assolutamente no, questo no

PM Dott. L. Turco: no

Avv. G. Terranova: dopo l’omicidio di Vicchio, scusi, collochiamo, questo successe dopo l’omicidio di Vicchio?

F. CACCAMO: sì, dopo l’omicidio di Vicchio

Avv. G. Terranova: così lo collochiamo nel tempo

F. CACCAMO: fu mia moglie addirittura che mi disse: “vai, vai a denunciare”

PM Dott. L. Turco: che pistola era?

F. CACCAMO: una Walter… la mostrai, eh, non è che… lo sapevan già che era denunciata da loro, comunque “ma no”, mi dissero, “guardi dottore nemmen questa, era un altro tipo di marca”

PM Dott. L. Turco: ho capito

Avv. G. Terranova: ma è una di quelle che poi lei ha donato, ha lasciato al tiro a segno?

F. CACCAMO: no, no, no

Avv. G. Terranova: un’altra 22?

F. CACCAMO: questa poi non funzionava

PM Dott. L. Turco: che fine ha fatto questa pistola?

F. CACCAMO: l’ho data indietro all’armeria di Ponte… di Ponte al Pino e comprai quella… Smith Wesson… la diedi in permuta

PM Dott. L. Turco: ho capito

Avv. G. Terranova: dottore, se permette, diamo anche atto che… ieri l’ha fatta?

Avv. L. Benedetti: il 28, mi pare

Avv. G. Terranova: il 28 luglio ha sporto…

Avv. L. Benedetti: la querela

PM Dott. L. Turco: sì, sì, ho già visto, l’ho già visto, ne parlavo fra un attimo

Avv. G. Terranova: grazie

PM Dott. L. Turco: sì, l’ho già vista… Va bene, allora abbiamo aggiunto: “non ho mai esercitato la professione medica, né quella di dentista a Vicchio e comunque nel Mugello. Ricordo che subito dopo l’omicidio di Vicchio mi recai alla locale stazione dei Carabinieri mostrando loro la pistola calibro 22 Walter che al tempo possedevo. Il militare mi disse che la pistola che ricercavano era di altra marca”. Va bene, detto questo, allora, ho visto che lei ha presentato querela nei confronti di un giornalista per il nome suo che è uscito su un giornale

F. CACCAMO: sì, perché mia moglie e mia figlia si sono… insomma tutta la gente…

PM Dott. L. Turco: lo capisco perfettamente, perché questa premessa? Perché io vorrei, se voi non avete particolari problemi, disporre la segretazione del presente atto. Quindi ciò significa che, se voi non avete problemi che vorrei che mi segnalaste oggi, vi dovreste astenere anche dal dire che il Caccamo ha negato ogni addebito, ecco. Proprio in considerazione di questa querela vi pongo il problema perché potrebbe essere invece un interesse suo fare un’immediata dichiarazione di questo genere, però io vi chiedo, in realtà, di avere pazienza qualche tempo in modo da dare la possibilità…

Avv. G. Terranova: io penso che più riservatezza si riserva alla vicenda e più siamo contenti. Quindi se c’è anche un segreto che formalizza questa cosa…

PM Dott. L. Turco: 19.45 chiudiamo la registrazione

31 Luglio 2016 Testimonianza e incriminazione di Francesco Caccamo

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