Il 21 Luglio 2016 rilascia testimonianza Marie Madeleine Engrand. La testimonianza è rilasciata al Procuratore Paolo Canessa e sono presenti per motivi d’indagine il Coll. Domenico Strada e del Luogotenente Luca Lanfranchi entrambi del ROS Carabinieri.
La testimonianza viene registrata e Sbobinata da Antoine Blaiki.
Questo il Verbale della testimonianza: ENGRAND Marie Madeleine s.i.t. 21.07.2016
Questa la trascrizione:
PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE
VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI
– art. 362 c.p.p. –
Proc. peno n. 7372/2014 RGNR Mod. 44
In Firenze – presso gli uffici della Procura della Repubblica il 21 Luglio 2016 alle ore 17,20 dinanzi al Pubblici Ministero dr. Paolo Canessa , con la presenza del Col. Domenico STRADA e del Lgt LANFRANCHI Luca entrambi del ROS Carabinieri – Sezione Anticrimine di Firenze è comparsa, previa citazione:
• ENGRAND Marie Madeleine, nata a Parigi il 22 giugno 1932 residente a Fi renze Via di Scandicci, 112
Si da atto che è presente il sig. Antoine BLAIKI che viene incaricato della registrazione e della successiva trascrizione del presente atto.
La persona informata dichiara: come da registrazione.
Si da atto che il verbale viene chiuso alle 18,18.
L.C.S.
Questa l’audio:
Questa la trascrizione dell’audio: ENGRAND Marie Madeleine 21.07.2016 trascrizione audio
Questa la trascrizione dell’audio:
Procedimento Penale N. 07372/2014 R.G. NR.
Trascrizione della Deposizione resa da ENGRAND MARIE MADELEINE il giorno 21.07.2016
Trascrizione della deposizione resa da : ENGRAND MARIE MADELEINE ed effettuata il giorno 21.07.2016
Presso gli uffici della Procura della Repubblica in Firenze, avanti al Pubblico Ministero dottor Paolo Canessa.
VERBALE PROSECUZIONE DELLE OPERAZIONI PERITALI E DI DEPOSITO
Il consulente Blaiki Antone consegna l’elaborato scritto unitamente ad un CD-Rom contenente la registrazione della deposizione resa da ENGRAND Marie Madeleine .
La perizia di trascrizione si compone di numero cinquantaquattro ( 54 ) pagine.
Si allega un CD-Rom contenente l’elaborato & l’audio.
In fede
– Il Consulente –
(Antone Blaiki)
Legenda:
<< >> fra detti simboli viene scritto ciò che viene dettato a verbale
[ ] “” “” “” “” “” ciò di cui viene data lettura
–?– parola non compresa (?) parola di dubbia comprensione
(n.s.c.) varie parole non comprensibili
TRASCRIZIONE DELLA DEPOSIZIONE RESA DA:
ENGRAND MARIE MADELEINE
IL GIORNO 21.07.2016, EFFETTUATA PRESSO GLI UFFICI DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA IN FIRENZE,
AVANTI AL PUBBLICO MINISTERO DOTTOR PAOLO CANESSA. ALLA PRESENZA PER MOTIVI DI INDAGINI DEL
COLONNELLO DOMENICO STRADA E DEL LUOGOTENENTE LUCA LANFRANCHI ENTRAMBI DEL ROS CARABINIERI – SEZIONE ANTICRIMINE DI FIRENZE.
I N I Z I O TRASCRIZIONE DELLA DEPOSIZIONE
PM Dott. Canessa: sono le ore 17.20, davanti al PM Dottor Canessa, è presente la signora Engrand Marie Madeleine. Dico bene, signora?
M. M. ENGRAND: sì, benissimo
PM Dott. Canessa: lei è a nata a Parigi il 22 giugno del 1932?
M. M. ENGRAND: sì, sì
PM Dott. Canessa: e risiede a Firenze, in via di Scandicci, 112
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: lei viene sentita come persona informata sui fatti, come testimone, sostanzialmente, su alcune circostanze. Io le farò delle domande
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: il nostro colloquio viene registrato
M. M. ENGRAND: benissimo
PM Dott. Canessa: così rimane traccia di quello che ci siamo detti, delle domande che ho fatto. Senta, io le volevo chiedere se lei ricorda quando e anche il perché voi avete costruito la casa a Vicchio
M. M. ENGRAND: sì, semplicemente perché mio marito è medico, riceve una rivista medica. Nel ’72 c’era una pubblicità di un campeggio, il cui proprietario era un medico anche lui, il dottor Polli, ricordo benissimo, quindi proprio quell’anno avevamo acquistato una roulotte, invece di lasciarla in un rimessaggio, ci siamo iscritti a questo campeggio
PM Dott. Canessa: dove si trovava esattamente questo campeggio?
M. M. ENGRAND: proprio vicino al Forteto
PM Dott. Canessa: al Forteto
M. M. ENGRAND: si chiama Caldeta la località
PM Dott. Canessa: come?
M. M. ENGRAND: Caldeta
PM Dott. Canessa: Caldeta?
M. M. ENGRAND: Caldeta, con una t sola, comune di Vicchio
PM Dott. Canessa: nel comune di Vicchio. Nel ’72, ha detto?
M. M. ENGRAND: ’72, sì
PM Dott. Canessa: dove abitavate all’epoca?
M. M. ENGRAND: a Prato
PM Dott. Canessa: ricorda l’indirizzo di Prato?
M. M. ENGRAND: sia, via Fra’ Bartolomeo, 175, se ricordo bene
PM Dott. Canessa: senta una cosa, andate in questo campeggio nel ’72?
M. M. ENGRAND: sì, nel ’72
PM Dott. Canessa: la domanda era: come mai poi avete costruito la casa?
M. M. ENGRAND: perché a un certo punto il proprietario del campeggio non utilizzava la parte nord del campeggio, c’erano dei terreni, ha proposto di vendere tre appezzamenti, quindi con altri due campeggiatori, due famiglie, abbiamo pensato di costruire
PM Dott. Canessa: si ricorda chi erano questi altri due? Che famiglie erano?
M. M. ENGRAND: sì, sì, erano il signor Gnesi e il signor Colombini
PM Dott. Canessa: si ricorda i nomi di battesimo?
M. M. ENGRAND: Gnesi, oddio
PM Dott. Canessa: no, se lo ricorda
M. M. ENGRAND: Colombini era Ennio, Paolo Gnesi
PM Dott. Canessa: cosa facevano di mestiere?
M. M. ENGRAND: il signor Gnesi era odontotecnico, il signor Colombini era un rappresentante di vestiti per bambini, faceva le mostre a Palazzo Pitti. Per quale ditta questo non gliel’ho mai chiesto
PM Dott. Canessa: senta una cosa, questo campeggio e poi avete pensato alla casa? Eravate diventati amici con questi qui?
M. M. ENGRAND: con i vicini?
PM Dott. Canessa: con questi Colombini e con questi Gnesi
M. M. ENGRAND: si conoscevano
PM Dott. Canessa: dal campeggio
M. M. ENGRAND: amici intimi non direi, intimi no
PM Dott. Canessa: le rifaccio la domanda della costruzione della casa, lei mi ha fatto questi due nomi
M. M. ENGRAND: sì, sì
PM Dott. Canessa: come è andata? Avete deciso di costruire una casa?
M. M. ENGRAND: sì, sì, sì
PM Dott. Canessa: avete preso una ditta? Non lo so
M. M. ENGRAND: sì, un signore, come si chiamava? Un costruttore di Vicchio
PM Dott. Canessa: ah, di lì?
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: quanto c’è voluto per costruire questa casa? Quando ci siete andati?
M. M. ENGRAND: mi sembra che è stata finita nel ‘76
PM Dott. Canessa: ‘76
M. M. ENGRAND: mi sembra
PM Dott. Canessa: quindi diversi anni
M. M. ENGRAND: sì, sì, sono andati un po’ per le lunghe perché il signor Colombini voleva abitarci, quindi aveva fretta di finire, quindi hanno finito per lui un po’ prima di noi
PM Dott. Canessa: e voi dopo
M. M. ENGRAND: e noi dopo PM Dott. Canessa: quand’è che è stata terminata e quando ci siete andati voi?
M. M. ENGRAND: noi ci si andava solo d’estate, cioè i weekend, dal venerdì sera, in genere, fino alla domenica
PM Dott. Canessa: quando è stato il periodo in cui avete cominciato ad andarci perché la casa era pronta?
M. M. ENGRAND: nel ’76, credo
PM Dott. Canessa: nel ’76
M. M. ENGRAND: credo, sì
PM Dott. Canessa: ricorda per quanti anni avete tenuto questa casa? Quando l’avete venduta, se l’avete venduta?
M. M. ENGRAND: sì, l’abbiamo venduta nel ’98
PM Dott. Canessa: quindi l’avete tenuta dodici anni
M. M. ENGRAND: sì, sì
PM Dott. Canessa: quindi l’avevate arredata, era una casa confortevole
M. M. ENGRAND: certo, sì, sì
PM Dott. Canessa: com’era grande? Aveva varie stanze?
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: varie camere?
M. M. ENGRAND: sì, perché il signor Gnesi aveva fatto un po’ grande, sicché lui ci ha un po’ trascinati
PM Dott. Canessa: era molto grande? Aveva molte camere?
M. M. ENGRAND: sì, dunque, c’era un sottosuolo, una sala grande, e poi sopra c’era una cucina, una sala, due camere, più una cameretta, più sopra… niente
PM Dott. Canessa: quindi grande. C’era un giardino?
M. M. ENGRAND: sì, c’era un giardino, non era un ettaro completo, un po’ meno di un ettaro
PM Dott. Canessa: la vostra casa c’aveva un ettaro?
M. M. ENGRAND: sì, tutti quanti si erano divisi abbastanza equi
PM Dott. Canessa: ognuno un ettaro
M. M. ENGRAND: un pochino meno di un ettaro
PM Dott. Canessa: lei aveva e ha una figlia, ha detto, no?
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: quanti anni ha ora?
M. M. ENGRAND: cinquantasei
PM Dott. Canessa: cinquantasei e fa, ha detto?
M. M. ENGRAND: medico
PM Dott. Canessa: medico dove? All’ospedale?
M. M. ENGRAND: al 118
PM Dott. Canessa: al 118, cioè mi spieghi?
M. M. ENGRAND: in provincia di Pisa, alla Misericordia, alla Pubblica Assistenza. Fa delle sostituzioni, specialmente d’estate
PM Dott. Canessa: fa delle sostituzioni? Non ha un ambulatorio fisso?
M. M. ENGRAND: no, purtroppo perché, appunto, abbiamo venduto la casa perché lei sognava di andare a lavorare in Francia. C’è stata per sette anni
PM Dott. Canessa: a Nizza?
M. M. ENGRAND: a Nizza e quando è tornata era già anziana, non ha avuto un lavoro fisso
PM Dott. Canessa: ha perso un po’ il treno, si dice. E’ così?
M. M. ENGRAND: è quello che volevo dire e che non osavo dire
PM Dott. Canessa: e quindi sta con voi? Abita con voi?
M. M. ENGRAND: sì, sì, abita con noi
PM Dott. Canessa: quindi non è sposata, non ha famiglia?
M. M. ENGRAND: non è sposata
PM Dott. Canessa: e quindi, però, fa questo lavoro a Pisa
M. M. ENGRAND: sì, sì, ma abbiamo una piccola casa al mare
PM Dott. Canessa: ah, avete una casa al mare
M. M. ENGRAND: un appartamento che è a nome di nostra figlia, attenzione
PM Dott. Canessa: e dov’è questo? Al mare dove?
M. M. ENGRAND: Calambrone
PM Dott. Canessa: Calambrone e lei abita lì?
M. M. ENGRAND: quando ha lavoro nella zona di Pisa
PM Dott. Canessa: e la chiamano ogni tanto? Quando c’è lavoro
M. M. ENGRAND: sì, la chiamano. Ora, per esempio, ha il contratto mi pare che scade il 15 di settembre
PM Dott. Canessa: quindi fa un periodo estivo
M. M. ENGRAND: fin dalla metà di aprile e quando finisce torna con noi a Firenze, anche per aiutarci in casa
PM Dott. Canessa: quindi ora è lì, non è qua
M. M. ENGRAND: ora è lì, sì
PM Dott. Canessa: quindi questi dodici anni ci andavate l’estate? Avevate casa da un’altra parte, comunque. Quella di Vicchio era la casa per le vacanze?
M. M. ENGRAND: sì, sì, sì
PM Dott. Canessa: però ci stavate anche a periodi lunghi?
M. M. ENGRAND: periodi lunghi d’estate perché dopo la roulotte non avevamo più e quindi quando mio marito lavorava, prendeva le ferie di agosto, si stava tutto il mese d’agosto, in genere, sì
PM Dott. Canessa: senta, lei ha detto vicino al Forteto?
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: cioè? Ma all’epoca non c’era il Forteto o c’era?
M. M. ENGRAND: c’era e come!
PM Dott. Canessa: quando siete arrivati voi c’era già?
M. M. ENGRAND: no, no, no, no, son venuti dopo, mi pare, non vorrei sbagliare, verso gli anni ’80
PM Dott. Canessa: dopo che voi eravate già lì
M. M. ENGRAND: sì, abbiamo assistito all’inaugurazione del caseificio, con madrina la cantante famosa Cecilia Gasdia
PM Dott. Canessa: perché facevano musica?
M. M. ENGRAND: sì, hanno fatto una bella festa e poi facevano anche dei concerti ogni tanto, alla villa, però
PM Dott. Canessa: e lei conosce qualcuno lì di quelli del Forteto? Il famoso Fiesoli lo conosce?
M. M. ENGRAND: lo conosco di vista perché ci vedeva quando si andava a comprare la frutta e la verdura
PM Dott. Canessa: c’era un negozio?
M. M. ENGRAND: sì, quando hanno messo giù il negozio, proprio vicino a noi, ma personalmente no, ci si salutava e basta. Poi altre persone lì no perché non credo che avevano molta confidenza con le persone, noi eravamo piuttosto discreti
PM Dott. Canessa: ma tutte quelle storie che poi ci sono state ora sui giornali, all’epoca lei ne aveva mai sentito
parlare?
M. M. ENGRAND: no
PM Dott. Canessa: quindi quando ha letto queste cose sul giornale, per lei è stata una meraviglia?
M. M. ENGRAND: certo, come per molte persone, immagino, perché noi si pensava una cosa idilliaca questo posto
PM Dott. Canessa: suo marito però ha detto che lui sapeva che prima lui aveva già avuto un processo a Prato per questi fatti. Lo sapeva anche lei?
M. M. ENGRAND: sì, sì, perché ce l’aveva detto, gliel’ha detto a mio marito
PM Dott. Canessa: l’ha detto lui stesso a suo marito? Gli ha detto che aveva avuto un processo?
M. M. ENGRAND: sì, sì, davanti a me
PM Dott. Canessa: cioè cosa ha detto di preciso? Eravate in confidenza per ricevere una confidenza di questo genere, no?
M. M. ENGRAND: credo la prima volta che si incontrò, anche perché avevano pubblicato un libro dove raccontavano questi fatti e noi si era letto
PM Dott. Canessa: lo avevate letto?
M. M. ENGRAND: sì, ora non ce l’ho più, non so più che cosa dire. Non ricordo più il titolo di questo libro
PM Dott. Canessa: e parlava di questa sua avventura-disgrazia?
M. M. ENGRAND: sì, sì, però con dei tagli, no
PM Dott. Canessa: senta, suo marito non ha mai esercitato la professione sua a Vicchio o c’aveva uno studio anche a Vicchio?
M. M. ENGRAND: no, no, assolutamente no, l’aveva a Prato
PM Dott. Canessa: a Prato e poi da Prato s’è trasferito
M. M. ENGRAND: e poi s’è trasferito a Firenze
PM Dott. Canessa: lei ricorda l’anno in cui lo studio si è trasferito fra Prato e Firenze?
M. M. ENGRAND: fra Prato e Firenze…
PM Dott. Canessa: grosso modo
M. M. ENGRAND: mi pare nel ’76, ma non vorrei dire delle…
PM Dott. Canessa: cioè grosso modo quando avevate finito la casa di Vicchio
M. M. ENGRAND: quando lui ha finito di lavorare a Prato e quando ha iniziato a Firenze in collaborazione con… mi pare il ‘76
PM Dott. Canessa: che poi è la stessa data in cui lei ha detto era pronta la casa di Vicchio
M. M. ENGRAND: sì, più o meno. Non vorrei sbagliare perché non ne sono del tutto sicura
PM Dott. Canessa: senta, aveva molti clienti suo marito? Perché prima faceva il medico e poi ha fatto il dentista. Me lo spiega un attimo com’è?
M. M. ENGRAND: ha fatto il corso di specializzazione
PM Dott. Canessa: dopo, mentre faceva il medico
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: e ha fatto entrambi i mestieri o un giorno ha deciso…
M. M. ENGRAND: no, no, è vietato, credo, fare…
PM Dott. Canessa: al di là del vietato, lui cosa ha fatto?
M. M. ENGRAND: no, no, no, ha ceduto lo studio a un altro medico
PM Dott. Canessa: quello di medico e si è messo a fare il dentista. Ha preferito fare il dentista
M. M. ENGRAND: sì, sì
PM Dott. Canessa: ricorda da quando? A Firenze ha fatto sempre il dentista o faceva il medico?
M. M. ENGRAND: no, dentista, assolutamente, sempre iscritto all’albo dei medici dentisti, no, no, no, aveva solo lo studio di via Lunga, 48
PM Dott. Canessa: senta, aveva molti clienti? Lui aveva una grande clientela o era un medico… Quando faceva il medico…
M. M. ENGRAND: a Prato, sì, tanta
PM Dott. Canessa: tanta, tanta, tanta
M. M. ENGRAND: tanta gente, perché era mutualista
PM Dott. Canessa: aveva la mutua. Invece come dentista, faceva il libero professionista?
M. M. ENGRAND: no, era anche convenzionato con la mutua, è uno degli ultimi rimasti, credo, convenzionati con la mutua, sì, davvero
PM Dott. Canessa: ha mai, non so, conosciuto qualcuno dei suoi clienti?
M. M. ENGRAND: clienti di mio marito come dentista?
PM Dott. Canessa: o anche come medico, quando stava a Prato
M. M. ENGRAND: io conoscevo l’infermiera
PM Dott. Canessa: no, qualcuno, non so, che lui ha conosciuto, che sia venuto a trovarvi a casa, qualche cliente. Non ha memoria?
M. M. ENGRAND: c’era la gente che portava sempre doni per Natale, questo sì, o li facevano mandare, non venivano personalmente, ma come amici intimi non ne avevamo perché il nostro rifugio era la campagna, ci piaceva
PM Dott. Canessa: e lì non invitavate mai nessuno? Non avevate amici?
M. M. ENGRAND: no, no, no, no
PM Dott. Canessa: quindi eravate voi due, lei, suo marito e sua figlia
M. M. ENGRAND: e la bambina all’epoca…
PM Dott. Canessa: che era piccola
M. M. ENGRAND: piccola
PM Dott. Canessa: senta, il cognome Vigilanti le dice niente?
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: cosa le dice?
M. M. ENGRAND: questo forse che era una persona che conosceva mio marito, non io
PM Dott. Canessa: non l’ha mai visto lei?
M. M. ENGRAND: no, no, non credo, ne ho sentito parlare, ma non saprei dirle perché. Ah, era mugellese, credo, era mugellese, proprio di un paesino, ma io non l’ho mai visto
PM Dott. Canessa: non l’ha mai visto?
M. M. ENGRAND: no, questo ricordo perché mio marito…
PM Dott. Canessa: e come mai lo conosceva?
M. M. ENGRAND: mi sembra che doveva essere un suo paziente perché all’epoca abitava a Prato questo signore, mi pare
PM Dott. Canessa: e cosa faceva di mestiere, lo sa, questo signore, questo Vigilanti? Ha detto era mugellese
M. M. ENGRAND: mi pare di ricordare che aveva la concessione delle pompe funebri. E’ quello?
PM Dott. Canessa: o lavorasse per le pompe funebri
M. M. ENGRAND: mi pare
PM Dott. Canessa: ma lei, ecco, non me lo sa descrivere? L’ha mai visto? Se era alto, basso, grasso?
M. M. ENGRAND: no, questo no, mi dispiace veramente, no. Poi all’epoca lavoravo anche io, lavoravo a Firenze, ero poco a casa a Prato
PM Dott. Canessa: dove lavorava lei?
M. M. ENGRAND: lavoravo in un ufficio italo-francese
PM Dott. Canessa: cosa faceva?
M. M. ENGRAND: facevano dei motori
PM Dott. Canessa: cioè?
M. M. ENGRAND: era una ditta di Saint Etienne
PM Dott. Canessa: di? Una ditta cosa faceva, scusi? Motori?
M. M. ENGRAND: motori elettrici, mi pare
PM Dott. Canessa: e dov’era?
M. M. ENGRAND: via Della Robbia, 30
PM Dott. Canessa: quand’è venuta lei in Italia?
M. M. ENGRAND: nel ’56
PM Dott. Canessa: insieme a suo marito? Era già sposata?
M. M. ENGRAND: no, no, no, ho conosciuto mio marito alla mensa universitaria
PM Dott. Canessa: a Firenze
M. M. ENGRAND: a Firenze, siccome parlava il francese, abbiamo simpatizzato, tutto qui
PM Dott. Canessa: è nato così. E lei all’epoca lavorava in questa ditta di motori?
M. M. ENGRAND: no, no, no, all’epoca non ancora. Io ho lavorato anche al Consolato di Francia, il primo anno. Poi hanno diminuito il personale perché c’era la guerra di Algeria
PM Dott. Canessa: nel ’63, mi pare, era
M. M. ENGRAND: ’56. Le altre ditte, ho lavorato nel cotonificio Legler, che era una ditta di Bergamo, ma con ufficio a Firenze, a Ponte Vecchio, vicino
PM Dott. Canessa: al Consolato c’è stata un anno soltanto?
M. M. ENGRAND: dalla Legler?
PM Dott. Canessa: no, al Consolato
M. M. ENGRAND: al Consolato poco, mi pare tre mesi
PM Dott. Canessa: pochissimo
M. M. ENGRAND: dopo ho trovato lavoro come segretaria di lingue perché conoscevo abbastanza l’inglese
PM Dott. Canessa: e suo marito era già medico o studiava?
M. M. ENGRAND: no, studiava, s’è laureato nel ’66 lui, lavoravo io, perché avevano perso tutto in Tunisia gli italiani e quindi la sua famiglia non lo poteva mantenere, dovevo lavorare io
PM Dott. Canessa: lei, però, è nata, ho visto, a Parigi?
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: di questo signore che io le ho detto si chiama Vigilanti non mi sa dire altro?
M. M. ENGRAND: no, veramente sono molto dispiaciuta, non l’ho mai visto. Ne ho sentito parlare, così, da mio marito. A volte mi parlava di altre persone che non ho mai visto
PM Dott. Canessa: se era sposato, se aveva figli? Non sa niente?
M. M. ENGRAND: no, no, purtroppo no
PM Dott. Canessa: non gliel’ha detto
M. M. ENGRAND: purtroppo no, veramente
PM Dott. Canessa: e lui che tipo di conoscenza aveva con suo marito? Si frequentavano?
M. M. ENGRAND: sono un po’ sorda da un orecchio
PM Dott. Canessa: lui, Vigilanti, che tipo di rapporto aveva con suo marito? Lo veniva a trovare?
M. M. ENGRAND: no, no, credo come paziente
PM Dott. Canessa: solo come paziente. Lì nel Mugello a casa vostra mai venuto?
M. M. ENGRAND: mai
PM Dott. Canessa: mai, mai, lo esclude. Se avesse figli, moglie
M. M. ENGRAND: qui veramente, perché non sono tipo da fare domande, sono piuttosto discreta
PM Dott. Canessa: senta, suo marito, abbiamo visto, e i Carabinieri gli hanno fatto qualche accertamento, ha avuto negli anni tante armi, spesso ha cambiato pistole, ora ha ancora delle pistole
M. M. ENGRAND: sì, sì
PM Dott. Canessa: è un po’ pericoloso avere pistole, no?
M. M. ENGRAND: sono dichiarate legalmente
PM Dott. Canessa: ho capito, ma qual è il motivo di questa passione per le armi?
M. M. ENGRAND: perché aveva paura di essere attaccato. Prima si era iscritto al tiro a segno
PM Dott. Canessa: ho capito, signora, io non ho armi, eppure faccio un mestiere… ci deve essere una
passione. I signori son Carabinieri, ce l’hanno per dovere
M. M. ENGRAND: io non riconosco una passione per le armi a mio marito
PM Dott. Canessa: non gliela riconosce?
M. M. ENGRAND: so una cosa, che il modello di pistola che aveva allora era lo stesso modello di quello che ha ucciso quei due poveri ragazzi di Vicchio
PM Dott. Canessa: scusi, non ho capito. Lo stesso modello?
M. M. ENGRAND: di quello che aveva ucciso quei due ragazzi di Vicchio
PM Dott. Canessa: lui aveva una pistola dello stesso modello
M. M. ENGRAND: so che quella, letto sui giornali, che quella lasciava un segno particolare e poi subito siamo andati dai Carabinieri a Vicchio a confermare questa cosa
PM Dott. Canessa: vi hanno chiamato?
M. M. ENGRAND: no, no, siamo stati noi di nostra iniziativa
PM Dott. Canessa: e aveva più pistole? Lo sai lei? O ne aveva una sola?
M. M. ENGRAND: so che al tiro a segno c’è stata quella storia che lui dopo l’ha lasciata lì al tiro a segno
PM Dott. Canessa: qual era la storia? Cosa era successo?
M. M. ENGRAND: non so, quando abbiamo avuto i Carabinieri per casa per questi…
PM Dott. Canessa: questo ora, recentemente?
M. M. ENGRAND: sì, recentemente, sì. Sembra sia sparita quella pistola che aveva lasciato in dono o in deposito per renderla, non so, al tiro a segno di Prato
PM Dott. Canessa: sparita in che senso?
M. M. ENGRAND: non so se sia sparita, non so esattamente cosa sia successo
PM Dott. Canessa: ora ce l’ha delle armi suo marito? Lo sa?
M. M. ENGRAND: ha quelle dichiarate
PM Dott. Canessa: no, scusi, lei lo sa se ce l’ha? Sa dove le tiene?
M. M. ENGRAND: mi pare che abbia questa pistola, una pistola, una
PM Dott. Canessa: ce n’ha una?
M. M. ENGRAND: mi pare
PM Dott. Canessa: sa dove la tiene?
M. M. ENGRAND: sì, in camera da letto
PM Dott. Canessa: ha proprio paura
M. M. ENGRAND: paura, guardi, ci tocca dormire anche con le finestre chiuse perché ha paura. Dico: “ma non sono tutti acrobati, da salire al primo piano”
PM Dott. Canessa: quindi ha un’arma
M. M. ENGRAND: se ne potrebbe anche disfare perché io ho paura
PM Dott. Canessa: e perché lei dice che lui non se ne vuole disfare?
M. M. ENGRAND: no, no, non gliel’ho mai chiesto di disfarsene, non gliel’ho mai chiesto
PM Dott. Canessa: quindi se ne ha una, due o tre lei non lo sa. Lei sa che ne ha una sola
M. M. ENGRAND: altre non credo
PM Dott. Canessa: e sa dove la tiene materialmente? Ha detto in camera da letto, dove?
M. M. ENGRAND: sì, sì, nel cassetto, dalla parte dove dorme lui
PM Dott. Canessa: ah, quello che noi chiamiamo comodino
M. M. ENGRAND: nel comodino, sì
PM Dott. Canessa: tiene l’arma. Sa se ci sono anche le munizioni? Se è un’arma che funziona? Non lo sa
M. M. ENGRAND: su questo sono proprio ignorante
PM Dott. Canessa: perché è perplessa, ignorante? In che senso?
M. M. ENGRAND: no, ignorante, guardi, non saprei neanche usarla, non saprei usarla
PM Dott. Canessa: lui è tanto che ce l’ha questa qui? L’ha cambiata? Non sa niente di questa qui?
M. M. ENGRAND: cambiata, non credo
PM Dott. Canessa: è una che ha da tanto tempo
M. M. ENGRAND: sì, mi pare
PM Dott. Canessa: è piccola, è grande? L’ha mai vista?
M. M. ENGRAND: sì sì, l’ho vista quando faccio le pulizie, spolvero, ma non la tocco
PM Dott. Canessa: non la tocca
M. M. ENGRAND: no, no, no, no, non è un’arma grande, no, no. Poi è legalmente dichiarata
PM Dott. Canessa: questo me l’ha già detto. Quindi è in casa
M. M. ENGRAND: se se ne disfacesse, tanto se deve succedere qualcosa, non c’è bisogno di avere un’arma
PM Dott. Canessa: io la penso come lei, ma questa è un’altra cosa
M. M. ENGRAND: sì, gli posso anche chiedere, ma non so
PM Dott. Canessa: senta, lei ha parlato, mi ha ricordato di quell’episodio di quei giovani in auto che sono stati ammazzati. Lei lo ricorda questo episodio?
M. M. ENGRAND: io ricordo, mi fa tanta pena, perché quel ragazzo aveva un negozio con i genitori a Vicchio. Gli feci riparare un giradischi, forse un anno prima del fatto
PM Dott. Canessa: al babbo o a lui?
M. M. ENGRAND: a lui personalmente
PM Dott. Canessa: lavorava lui
M. M. ENGRAND: sì, riceveva anche i clienti. Era un ragazzo molto affabile, educato
PM Dott. Canessa: Stefanacci si chiamava?
M. M. ENGRAND: Stefanacci, sì, e mi è dispiaciuto tanto
PM Dott. Canessa: invece la ragazza la conosceva?
M. M. ENGRAND: no, assolutamente
PM Dott. Canessa: mai vista?
M. M. ENGRAND: l’ho vista solo quando siamo andati al funerale, l’ho vista
PM Dott. Canessa: i genitori li ha mai…
M. M. ENGRAND: no, perché proprio quando feci riparare il giradischi c’era lui
PM Dott. Canessa: no, dico i genitori della ragazza li ha mai visti?
M. M. ENGRAND: in paese forse la mamma che era una signora alta e bionda perché era svedese, mi pare
PM Dott. Canessa: era?
M. M. ENGRAND: svedese, mi pare, la mamma della ragazza
PM Dott. Canessa: invece il marito, quel Rontini, era sempre su tutti i giornali, non l’aveva mai visto?
M. M. ENGRAND: no, no, no, si andava in paese per fare un po’ di compere
PM Dott. Canessa: sì, però, in quei giorni che c’è stato l’omicidio, nei giorni successivi le televisioni mostravano in continuazione questi fatti, questo signore che si chiamava Rontini
M. M. ENGRAND: sì, sì, l’ho visto anche alla televisione
PM Dott. Canessa: per strada non l’ha mai visto?
M. M. ENGRAND: no, no, non credo. La signora sì, mi pare
PM Dott. Canessa: la ragazza morta non l’ha mai vista?
M. M. ENGRAND: no, no, assolutamente, l’ho vista purtroppo…
PM Dott. Canessa: di quando avvenne l’omicidio, lei come l’ha saputo?
M. M. ENGRAND: mi pare che s’è saputo del Tg3 l’indomani, mi pare
PM Dott. Canessa: è andata a vedere? C’era la Polizia quando… era vicino a casa, lo vedete al Tg3. Vi è venuto di andare a vedere cosa era successo? Lo sa dove è avvenuto l’omicidio?
M. M. ENGRAND: sì, dall’altra parte della Sieve, dove c’è una croce ora
PM Dott. Canessa: all’epoca in cui ci furono i fatti, c’andò a vedere? Da casa vostra si vedeva?
M. M. ENGRAND: no, no, no, perché è a una certa distanza. Non so se è proprio dirimpetto o un po’ sfasato rispetto alla casa. No, quella sera c’era un caldo. Ricordo che era caldo e noi si fece il barbecue in giardino quella sera, caldissimo era. Era il mese di luglio ’82, mi pare
PM Dott. Canessa: ’84
M. M. ENGRAND: ’84?
PM Dott. Canessa: 29 luglio ’84
M. M. ENGRAND: e mi dispiacque perché quel ragazzo era molto carino
PM Dott. Canessa: questo Vigilanti non le dice proprio nient’altro?
M. M. ENGRAND: era un paziente di mio marito, sì, questo sì. Non so, mi pare che aveva fatto la legione straniera, può darsi. Ora non vorrei affermarlo, ma mi sembra, mi torna in mente questo piccolo dettaglio
PM Dott. Canessa: lei non l’ha mai visto fisicamente? Se era alto o magro o piccolo o grosso?
M. M. ENGRAND: no, purtroppo
PM Dott. Canessa: o l’ha visto o non l’ha visto
M. M. ENGRAND: no, no, le assicuro che non l’ho visto
PM Dott. Canessa: quindi è inutile che le chieda se sa se era sposato o se aveva figli, se aveva moglie
M. M. ENGRAND: no, la vita personale dei pazienti…
PM Dott. Canessa: prego?
M. M. ENGRAND: la vita personale dei pazienti…
PM Dott. Canessa: sentito dire
M. M. ENGRAND: no, perché mio marito credo mi diceva c’è il segreto professionale, non si può parlare di tutto
PM Dott. Canessa: il segreto professionale a dire: “guarda, c’ho un paziente”…
M. M. ENGRAND: sì, sì. Mi pare di ricordare ora che questo signore aveva fatto la legione straniera, ma non vorrei dire una bugia, non ne sono assolutamente sicura
PM Dott. Canessa: e se io le dicessi che questo signore invece dice di conoscerla? Lui, questo signore
M. M. ENGRAND: Vigilanti conosce me?
PM Dott. Canessa: sì, così dice lui. Ci ripensi bene. Lui dice di conoscerla
M. M. ENGRAND: e dove l’avrei visto?
PM Dott. Canessa: a casa sua è venuto
M. M. ENGRAND: dove?
PM Dott. Canessa: a casa sua lì a Vicchio
M. M. ENGRAND: a fare che cosa?
PM Dott. Canessa: non so, a trovarvi
M. M. ENGRAND: io le assicuro che non me lo ricordo
PM Dott. Canessa: non lo ricorda o lo esclude?
M. M. ENGRAND: non mi ricordo proprio di averlo visto
PM Dott. Canessa: mai?
M. M. ENGRAND: non ricordo
PM Dott. Canessa: suo marito non è che ha detto è venuto, magari è venuto e lei non c’era? Gliel’avrebbe detto
M. M. ENGRAND: e per che cosa sarebbe venuto?
PM Dott. Canessa: conoscenza, amicizia
M. M. ENGRAND: perché noi non si riceveva, perché si andava lì per lavorare la terra, piantare il giardino, ci piacciono le piante
PM Dott. Canessa: e lui raccontava proprio questo, che voi lavoravate, c’avevate piante
M. M. ENGRAND: sì, sì, sì, sì
PM Dott. Canessa: questo signore dice di sapere questa cosa, che ha visto le vostre piante
M. M. ENGRAND: le assicuro che non lo ricordo, non ricordo
PM Dott. Canessa: non ricordare è una cosa, escluderlo è un’altra
M. M. ENGRAND: no, naturalmente. Se lo dice lui che ha più memoria di me, mi dispiace veramente. E quando? E per che cosa? Per quale motivo? Ma non per incontrare me, certamente, era mio marito che lo conosceva, io no. Lei mi mette molto in imbarazzo perché sinceramente, veramente, non ricordo, non ricordo
PM Dott. Canessa: dice che aveva moglie e due figli. E’ venuto con la moglie e con i figli
M. M. ENGRAND: la moglie e con i figli?!
PM Dott. Canessa: se lo ricorderebbe, dice
M. M. ENGRAND: me lo ricorderei
PM Dott. Canessa: perché non è che dice avevate tutti i giorni qualcuno
M. M. ENGRAND: pardon, non ho capito
PM Dott. Canessa: ha detto che non ricevevate tutti i giorni qualcuno, quindi
M. M. ENGRAND: no, no, no
PM Dott. Canessa: se lo sarebbe ricordato
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: è un fatto un po’ eccezionale nella vostra vita familiare
M. M. ENGRAND: sì, perché si andava proprio per mantenere…
PM Dott. Canessa: per stare voi
M. M. ENGRAND: a zappare, a piantare
PM Dott. Canessa: ma la vostra figlia stava con voi? Veniva con voi?
M. M. ENGRAND: sì, sì, sì, certo, era studentessa in medicina all’epoca. Prima faceva il liceo a Prato, poi studentessa di medicina. Le posso giurare che non me lo ricordo
PM Dott. Canessa: giurare in quello che è la nostra legislazione…
M. M. ENGRAND: e se è venuto, avrà parlato con mio marito, ma non con me perché chi sono io?
PM Dott. Canessa: dice che lui parlava francese, per questo veniva da voi. Questo signor Vigilanti dice che parlava bene il francese e per questo veniva da voi
M. M. ENGRAND: quante volte è venuto?
PM Dott. Canessa: non quante volte è venuto. Lei deve dire se è vero o non è vero
M. M. ENGRAND: no
PM Dott. Canessa: non è vero?
M. M. ENGRAND: quante volte
PM Dott. Canessa: questo dice lui, lei a questo dice: “no, io non l’ho mai visto in casa mia”. Io le aggiungo, dice lui veniva perché, parlando bene il francese, parlava con voi in francese. Questo grosso modo
M. M. ENGRAND: ma con mio marito, ma con me… io proprio…
PM Dott. Canessa: suo marito avrà parlato italiano, no, fra italiani?
M. M. ENGRAND: no, ma mio marito parla correntemente il francese, perciò non ho perso l’accento, perché a casa si parla solo il francese. E’ tremendo perché io ho dei ricordi della piccola infanzia, dei dettagli e delle cose
PM Dott. Canessa: però, signora, questa è una cosa naturale e magari cose più vicine no
M. M. ENGRAND: più vicine no. Mi dispiace sinceramente. Che questa persona sia venuta più volte lì, proprio…
PM Dott. Canessa: senta, suo marito ha amici? Ha amici intimi?
M. M. ENGRAND: ora? Molti sono deceduti, purtroppo. Amici per la pelle, come si dice, no. C’era un po’ di superficialità. Aveva degli amici medici, dei colleghi, purtroppo, come dicevo, sono deceduti
PM Dott. Canessa: senta, suo marito c’ha detto che è stato iscritto alla massoneria. Sa come mai?
M. M. ENGRAND: mio marito?
PM Dott. Canessa: sì
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: è vero?
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: sa come mai? Quali erano le sue motivazioni?
Perché l’aveva fatto? Non gliel’ha mai spiegato
M. M. ENGRAND: penso come ideale
PM Dott. Canessa: come ideale. E tuttora lo frequenta?
M. M. ENGRAND: no, no, no, no, assolutamente, in sonno, come si dice, no, no, no
PM Dott. Canessa: e sa che idee politiche lui ha? Le sue idee politiche? Se lo sa, è irrilevante, ma è solo per capire
M. M. ENGRAND: no, mio marito sarebbe più tutto di destra
PM Dott. Canessa: siccome questo Vigilanti era uno di destra, lui dice: “io lo conoscevo, entrambi eravamo di destra”, ecco, diceva
M. M. ENGRAND: sì, la sua famiglia era una vecchia famiglia nobile siciliana decaduta
PM Dott. Canessa: senta, questo Vigilanti dice addirittura che una volta ha visto che lei litigava con suo marito, lui presente
M. M. ENGRAND: litigavo?
PM Dott. Canessa: litigava
M. M. ENGRAND: per quale motivo?
PM Dott. Canessa: lui dice di aver assistito a una scena, grosso modo, che io posso riassumere con queste frasi, così lui dice
M. M. ENGRAND: no
PM Dott. Canessa: non ricorda una cosa del genere?
M. M. ENGRAND: mamma mia, ma questa è grossa!
PM Dott. Canessa: questo dice
M. M. ENGRAND: si poteva litigare, signor Procuratore, io la farò ridere, io amavo i gatti, avevo tanti gatti, lui mi criticava anche per i gatti, ma per cose serie veramente, o per qualche pianta che piaceva a lui, che non piaceva a me, ma
litigare…
PM Dott. Canessa: poi davanti…
M. M. ENGRAND: davanti a degli estranei mi pare una cosa grossa
PM Dott. Canessa: lui la ricorda così questa storia. Poi se dice la verità o no…
M. M. ENGRAND: è tremenda questa cosa
PM Dott. Canessa: non le viene in mente nulla di questo Vigilanti di più?
M. M. ENGRAND: no, perché è mio marito che lo conosceva, che sa certamente più di me
PM Dott. Canessa: “confermo”, dice lui, “come ho già detto in passato, ho avuto la sensazione che la signora fosse determinata. Mi è capitato di vedere la signora Engrand prendere a schiaffi il marito davanti a mia moglie e ai miei figli”
M. M. ENGRAND: ma no!
PM Dott. Canessa: va beh, lo lasci dire
M. M. ENGRAND: prendere mio marito a schiaffi! E’ grottesco
PM Dott. Canessa: gliel’ho voluto dire per vedere se lei ricorda qualcosa. Quindi se fosse entrato in casa sua, se lo ricorderebbe questa cosa
M. M. ENGRAND: oddio santo, no! E’ una farsa! Mio marito che mi schiaffeggia!
PM Dott. Canessa: no, lei
M. M. ENGRAND: no, io non oserei schiaffeggiare mio marito. Mio marito si ricorda che l’ho schiaffeggiato?
PM Dott. Canessa: non gliel’ho chiesto
M. M. ENGRAND: glielo chieda. E’ tremendo
PM Dott. Canessa: lui dice che lei era anche molto gelosa di suo marito
M. M. ENGRAND: ah, sì, ho capito dove vuol venire
PM Dott. Canessa: io non voglio venire da nessuna parte, le dico cosa dice questo signore
M. M. ENGRAND: sì, sì, ero gelosa perché mio marito a Prato aveva avuto una storia, che io ero andata a denunciare alla Polizia
PM Dott. Canessa: ci racconti un po’, via, per capire cosa era successo
M. M. ENGRAND: ero gelosa per questo, ma non ho mai schiaffeggiato
PM Dott. Canessa: questo era avvenuto a Prato? Ci racconti com’era questa storia di Prato
M. M. ENGRAND: era una paziente inglese sua
PM Dott. Canessa: paziente inglese
M. M. ENGRAND: sì, inglese
PM Dott. Canessa: e aveva avuto una storia quando stava a Prato?
M. M. ENGRAND: sì, voleva lasciare me
PM Dott. Canessa: vede, allora qualcosa questo Vigilanti sa. Me la spieghi un po’ meglio, via, così riusciamo a capire com’è questa storia. Sarà difficile per lei raccontarla
M. M. ENGRAND: perché Vigilanti si permette di dire che ero gelosa di mio marito?
PM Dott. Canessa: non lo sappiamo. Questo lo sa lei, se lo sa. Mi racconti un po’ questa storia, cos’era successo e quando. Avevate già la casa a Vicchio?
M. M. ENGRAND: no, no, no, no, era prima, negli anni ’68-69, mi pare. No, non avevamo la casa a Vicchio
PM Dott. Canessa: e abitavate lì a Prato
M. M. ENGRAND: a Prato, via Fra’ Bartolomeo, 175, dove mio marito aveva anche l’ambulatorio, casa e ambulatorio
PM Dott. Canessa: aveva avuto una storia con una sua paziente inglese?
M. M. ENGRAND: sì, questo sì
PM Dott. Canessa: è successo
M. M. ENGRAND: ma gelosa al punto di schiaffeggiarlo
PM Dott. Canessa: e come è andata? Lei è andata alla Polizia?
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: perché lui voleva andare via con questa signora?
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: voleva lasciare la casa?
M. M. ENGRAND: sì
PM Dott. Canessa: la figlia ce l’aveva già? Era già nata?
M. M. ENGRAND: sì, mia figlia doveva avere otto… ha fatto la prima comunione nel ’69. Sì, era proprio…
PM Dott. Canessa: in quel periodo là e lei ricorda lo ha scoperto per caso? Com’è che ha scoperto questa cosa?
M. M. ENGRAND: sì, sì, sì
PM Dott. Canessa: e poi è rientrata? Lei andò alla Polizia, fece una denuncia?
M. M. ENGRAND: feci una denuncia
PM Dott. Canessa: la Polizia o i Carabinieri?
M. M. ENGRAND: no, alla Polizia, credo, alla Polizia
PM Dott. Canessa: lui era già andato via o era in casa quando…
M. M. ENGRAND: mio marito?
PM Dott. Canessa: sì, quando lei andò alla Polizia
M. M. ENGRAND: no, no, no, no, sono andata senza dirglielo
PM Dott. Canessa: ah, senza dirglielo
M. M. ENGRAND: insomma, questa ragazza era alla pari in una famiglia e credo che le abbiano consigliato di lasciare l’Italia
PM Dott. Canessa: era molto giovane?
M. M. ENGRAND: mica tanto, credo avesse due anni meno di me
PM Dott. Canessa: quindi rispetto a suo marito era più giovane?
M. M. ENGRAND: dunque, tre anni meno
PM Dott. Canessa: suo marito quanto aveva?
M. M. ENGRAND: mio marito è del ’31, nel ’68 doveva avere aveva trentasette anni
PM Dott. Canessa: e questa inglese trentacinque
M. M. ENGRAND: era del ‘34. Lo ricordo perché mia sorella era del ’34
PM Dott. Canessa: è stata una storia lunga ed importante oppure lei l’ha scoperta subito ed è finita?
M. M. ENGRAND: non credo sia stata molto lunga. Non voleva mollare
PM Dott. Canessa: ah, non voleva… voleva stare con questa qua
M. M. ENGRAND: guardi, signor Procuratore, io…
PM Dott. Canessa: mi dispiace farle queste domande
M. M. ENGRAND: sono ricordi molto penosi
PM Dott. Canessa: me lo immagino
M. M. ENGRAND: perché io ho lavorato per farlo studiare e questa ragazza su un piatto d’argento regalata a mio marito, no
PM Dott. Canessa: no, signora, mi scusi se le faccio queste domande, ma, ahimè, c’è un motivo. Non è che episodi simili sono avvenuti anche nel tempo, anche successivamente, oltre a questa inglese?
M. M. ENGRAND: non credo, credo sia tornata in Inghilterra
PM Dott. Canessa: no, dico, dopo, che possa aver avuto qualche storia con qualche altra ragazza
M. M. ENGRAND: a mia conoscenza…
PM Dott. Canessa: non ha sospettato di nulla?
M. M. ENGRAND: no, no, assolutamente
PM Dott. Canessa: che quando eravate nella casa a Vicchio possa avere avuto lui qualche conoscenza di ragazze?
M. M. ENGRAND: era sempre con noi, era sempre con noi, si arrivava il venerdì pomeriggio, perché non lavorava di pomeriggio da dentista il venerdì e si cominciava a lavorare… no, solo non usciva
PM Dott. Canessa: senta, che lui conoscesse qualcuno della famiglia del Rontini? Il babbo di quella ragazza che è morta
M. M. ENGRAND: non credo, a mia conoscenza no. Io proprio ho visto il ragazzo, quando gli portai il giradischi da riparare. Guardi, è tremendo, perché con mio marito con questa inglese non ne parlo più
PM Dott. Canessa: non ne parli più lo stesso, stasera è venuto fuori perché l’ha detto lei, noi non lo sapevamo
M. M. ENGRAND: no, perché mi faceva delle domande
PM Dott. Canessa: ho fatto delle domande perché c’è un motivo
M. M. ENGRAND: c’è un motivo per cui ero gelosa, ma che una persona sconosciuta si permette di dire che ero gelosa e schiaffeggiare mio marito, questo no
PM Dott. Canessa: però questo ha detto che lei era una signora molto gelosa e che una volta ha visto lui. Questo dice, però, io lo chiedo a lei perché se uno racconta così, la cosa migliore è chiedergliela a lei
M. M. ENGRAND: pensi un po’, ho una certa educazione, andare a schiaffeggiare mio marito davanti a sconosciuti è inverosimile
PM Dott. Canessa: è inverosimile, però gliel’ho dovuto chiedere, però sul fatto della gelosia lei mi ha detto un po’ gelosa, giustamente
M. M. ENGRAND: questa gelosia è venuta per questo motivo
PM Dott. Canessa: ce l’ha avuta perché era reale e io per questo motivo le ho chiesto se, per caso, è stata altre volte gelosa per dei sospetti suoi
M. M. ENGRAND: dopo questo fatto, no, assolutamente no, perché m’è sembrato molto pentito, anche se non mi ha mai chiesto scusa
PM Dott. Canessa: è strano questo personaggio, e poi non capisco proprio che lui racconti tutte queste cose, che è venuto in casa vostra, che non sia vero, capisce? E’ un po’ strano. Si metta nei mie panni
M. M. ENGRAND: sì, perché penso che per voi sia una cosa molto importante
PM Dott. Canessa: no, importante limitatamente a questo signor Vigilanti, sul quale noi stiamo cercando di capire quali erano le sue condotte
M. M. ENGRAND: proprio non me lo ricordo. Se ci fosse mio marito, lui mi direbbe: “ti ricordi è venuto, per quale motivo, per che cosa”. Non lo so, non me lo ricordo veramente, perché son venute poche persone qui a Vicchio a trovarci
PM Dott. Canessa: quindi se lo ricorderebbe
M. M. ENGRAND: oppure mi sfugge, ma non me lo ricordo veramente
PM Dott. Canessa: quella signora svedese che era la mamma della ragazza uccisa, lei l’ha vista per strada, no?
M. M. ENGRAND: sì, perché era una bella signora alta e bionda, proprio come si era visto anche alla televisione e sui giornali, s’andava a fare la spesa in centro di Vicchio
PM Dott. Canessa: le è capitato di parlarci?
M. M. ENGRAND: no, no
PM Dott. Canessa: mai, mai
M. M. ENGRAND: assolutamente, io ho parlato solo con quel povero ragazzo, quella volta che gli portai il giradischi
PM Dott. Canessa: poi in tanti anni non ha mai parlato con nessuno?
M. M. ENGRAND: no, perché non abbiamo mai avuto rapporti, niente da riparare dai signori Rontini. Certo si seguivano tutti i fatti, c’è dispiaciuto, lui è morto dopo anche, c’è dispiaciuto. Cosa gli dico ora a mio marito? Non gli posso parlare
di quello
PM Dott. Canessa: non gliene parli, che senso ha? Decida lei, può lasciar perdere. Questo signor Gnesi Paolo, che costruiste la casa insieme, lei lo conosce bene?
M. M. ENGRAND: come vicinato
PM Dott. Canessa: loro venivano in casa vostra, la famiglia, gli Gnesi?
M. M. ENGRAND: no, no, ci si vedeva, ci si salutava da giardino a giardino perché non c’erano confini invalicabili, diciamo
PM Dott. Canessa: senta, il signor Gnesi, che abbiamo sentito, lei l’ha mai più visto?
M. M. ENGRAND: il signor Gnesi s’è visto, una volta, mi pare, siamo andati a cena insieme, forse l’anno in cui abbiamo venduto la casa o poco dopo, nel ’98. Non l’ho mai più visto, no
PM Dott. Canessa: allora, dice in un suo interrogatorio, pagina 3, che è un interrogatorio che è avvenuto il 20 gennaio 2016, dice: “voglio aggiungere”, mi stia solo a sentire, poi fa dopo le sue risposte, “che il Caccamo e la moglie erano tipi un po’ particolari”, dice, “una mattina presto vidi il Caccamo in macchina con la moglie che andavano verso il paese di prima mattina e gli chiesi come mai uscisse così presto. Lui mi disse che stavano andando dai Carabinieri a denunciare un vecchio che, a loro dire, puntava la figlia”. Le dice qualcosa questo episodio che racconta la Gnesi?
M. M. ENGRAND: c’erano dei guardoni che passavano nel bosco, che ci guardavano zappare
PM Dott. Canessa: e lei è andata dai Carabinieri?
M. M. ENGRAND: no, no, no. Mio marito…
PM Dott. Canessa: no, non l’ha detto, l’ha detto Gnesi questo, che ha visto voi andare…
M. M. ENGRAND: che mio marito gli abbia detto questo?
PM Dott. Canessa: questo dice
M. M. ENGRAND: dai Carabinieri ci siamo stati per la faccenda della pistola, non per delle sciocchezze del genere. La mattina presto, non siamo molto mattinieri noi
PM Dott. Canessa: siete mattinieri?
M. M. ENGRAND: no, qualsiasi cosa eravamo lì. Poi mi sembra un dettaglio veramente…
PM Dott. Canessa: forse lui dice che eravate persone molto riservate
M. M. ENGRAND: sì, sì, lo eravamo
PM Dott. Canessa: un po’ particolari in quel senso. “In casa Caccamo non si poteva fare nulla senza il parere della moglie”, come dire che era lei che aveva un po’ il sopravvento su suo marito. Questo dice Gnesi
M. M. ENGRAND: lo dice lui
PM Dott. Canessa: io questo leggo
M. M. ENGRAND: che mio marito sia una persona piuttosto autoritaria, molto più di me, che sono remissiva
PM Dott. Canessa: qui sembra il contrario. Dicono che lei era autoritaria. “Senza il parere della moglie in casa non si faceva nulla. Qualsiasi decisione la prendeva lei, anche quella di piantare le piante in giardino o cambiare la pompa al
pozzo”
M. M. ENGRAND: cambiare la pompa
PM Dott. Canessa: questo dice. Io glielo dico per quel che può servire
M. M. ENGRAND: per le piante forse, non so, dire che preferivo più una pianta all’altra, l’ho anche detto innanzi. Io sono un tipo depressivo, ma non mi vedo autoritaria
PM Dott. Canessa: lei conosceva la moglie dello Gnesi?
M. M. ENGRAND: la signora Gnesi, sì. La conoscevo, una cosa strana, la conoscevo per telefono, quando lavoravo al cotonificio Legler, lei lavorava presso un grossista di tessuti, la ditta Mariani, e ci sentivamo per telefono per le ordinazioni
PM Dott. Canessa: per lavoro
M. M. ENGRAND: per lavoro. Lei mi ha riconosciuto alla voce, l’accento straniero quando ci siamo ritrovate al campeggio. Dice: “lei non lavorava alla Legler?” “Sì, sì”. Era molto carina la signora Tamara. La storia della pompa
PM Dott. Canessa: della?
M. M. ENGRAND: della pompa, era sul terreno del signor Gnesi, c’erano dei problemi di approvvigionamenti, tanto è vero che abbiamo fatto battere un pozzo sul nostro terreno per essere indipendenti e non avere storie, perché ci criticavano perché si annaffiava il giardino e avevano paura di esaurire le riserve di acqua, invece c’è il Forteto con il caseificio, c’è la Sieve, si pompa tanta acqua, esce e abbiamo speso per questo pozzo per niente PM Dott. Canessa: anche lui dice: “la moglie del Caccamo era molto gelosa, era molto possessiva e gelosa. Per quel che ne so, escludo che avesse
frequentazioni femminili che possono aver scaturito questa gelosia”
M. M. ENGRAND: come mi conosce? Come si permette?
PM Dott. Canessa: però tutte persone che dicono cose e lei lo esclude, però a me interessava sapere cosa conosce del Vigilanti
M. M. ENGRAND: avevo le mie buone ragioni per essere gelosa, ma al punto di schiaffeggiare mio marito, questo mai
PM Dott. Canessa: va beh, questa è un’altra cosa. E’ proprio questo fatto della sua conoscenza o meno dettagliata del Vigilanti. Lei dice lo esclude
M. M. ENGRAND: proprio mi dispiace. E’ mio marito che lo conosceva come paziente, ma come amicizia non credo
PM Dott. Canessa: sì, sì, ce l’ha già spiegato. Va bene, si dà atto che viene chiuso il verbale e sono le ore 18.18
F I N E DELLA TRASCRIZIONE
Il Pubblico Ministero dà lettura del verbale della deposizione che si allega in calce alla presente trascrizione.
Procedimento Penale N. 07372/2014 R.G. NR.
Trascrizione della Deposizione resa da ENGRAND MARIE MADELEINE il giorno 21.07.2016
