Il 21 Luglio 2016 rilascia testimonianza Francesco Caccamo. La testimonianza è rilasciata al Procuratore Paolo Canessa e Luca Turco, e sono presenti  per motivi d’indagine il Coll. Domenico Strada e del Luogotenente Luca Lanfranchi entrambi del ROS Carabinieri.

La testimonianza viene registrata e Sbobinata da Antoine Blaiki.

Questo il Verbale della testimonianza: CACCAMO Francesco s.i.t. 21.07.2016

Questa la trascrizione:

PROCURA DELLA REPUBBLICA 

PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE 

VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI 

– art. 362 c.p.p. – 

Proc. peno n. 7372/2014 RGNR Mod. 44 

In Firenze – presso gli uffici della Procura della Repubblica il 21 Luglio 2016 alle ore 15.00 dinanzi ai Pubblici Ministeri dr. Paolo Canessa e Luca Turco, con la presenza del Col. Domenico STRADA e del Luogotenente Luca LANFRANCHI entrambi del ROS Carabinieri – Sezione Anticrimine di Firenze è comparso, previa citazione: 

  • CACCAMO Francesco, nato ad Hamman Lif (Tunisia) il 9 maggio 1931 residente a Firenze Via di Scandicci, 112 

Si da atto che è presente il sig. Antoine BLAIKI che viene incaricato della registrazione e della successiva trascrizione del presente atto. 

La persona informata dichiara: come da registrazione. 

Si dà altresì atto che la assunzione di informazioni è terminata alle ore 17,10.

Questo l’audio:

Questa la trascrizione dell’audio: CACCAMO Francesco s.i.t. 21.07.2016 audio

Procedimento Penale N. 07372/2014 R.G. NR.  

Trascrizione della Deposizione resa da CACCAMO FRANCESCO il giorno 21.07.2016

Trascrizione della deposizione resa da :  CACCAMO FRANCESCO ed effettuata il giorno 21.07.2016 

Presso gli uffici della Procura della Repubblica in Firenze, avanti al  Pubblico Ministero dottor Paolo Canessa e dottor Luca Turco . 

Il Consulente –  

VERBALE  PROSECUZIONE DELLE OPERAZIONI PERITALI E DI DEPOSITO  

Il consulente Blaiki Antone consegna l’elaborato scritto unitamente ad un  CD-Rom contenente la registrazione della deposizione resa da  CACCAMO Francesco .  

La perizia di trascrizione si compone di numero novantasette ( 97 ) pagine.  

 Si allega un CD-Rom contenente l’elaborato & l’audio.  

 In fede  

 – Il Consulente –  

 (Antone Blaiki)  

Legenda: 

<< >> fra detti simboli viene scritto ciò che viene dettato a verbale  

[ ] “” “” “” “” “” ciò di cui viene data lettura  

–?– parola non compresa ( ?) parola di dubbia comprensione 

(n.s.c.) varie parole non comprensibili 

Il Consulente –  

TRASCRIZIONE DELLA DEPOSIZIONE RESA DA:  CACCAMO FRANCESCO 

IL GIORNO 21.07.2016, EFFETTUATA PRESSO GLI  UFFICI DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA IN FIRENZE,  AVANTI AL PUBBLICO MINISTERO DOTTOR PAOLO CANESSA E DOTTOR LUCA TURCO.  

ALLA PRESENZA PER MOTIVI DI INDAGINI DEL  COLONNELLO DOMENICO STRADA E DEL LUOGOTENENTE  LUCA LANFRANCHI ENTRAMBI DEL ROS CARABINIERI –  SEZIONE ANTICRIMINE DI FIRENZE. 

Il Consulente –  

I N I Z I O  

TRASCRIZIONE DELLA DEPOSIZIONE  

PM Dott. Turco: ci dà le sue generalità? Caccamo e di nome? 

F. CACCAMO: Francesco  

PM Dott. Turco: Caccamo Francesco. Nato quando? 

F. CACCAMO: nato il 09.05.31 a Hammam Lif, in Tunisia  PM Dott.

Turco: e residente?  

CACCAMO: residente a Firenze, via di Scandicci, 112  

PM Dott. Turco: senta Caccamo, noi la sentiamo come persona  informata. Abbiamo da farle alcune domande.  Lei, quindi, è un testimone. Intanto ci dice  qual è stata, nel corso degli anni, la sua  attività?  

CACCAMO: nel corso degli anni sono un medico io. Prima  medico generico a Prato, poi mi sono  specializzato in odontoiatria e ho finito,  diciamo, la mia carriera in via Lunga, qui a  Firenze  

PM Dott. Turco: fino a quando ha lavorato?  

CACCAMO: ecco perché volevo mia moglie accanto,  perché le date io non me le ricordo nemmeno.  Sarà cinque, sei, sette anni, non lo so, non lo  so io. Non tengo conto del tempo, mi dispiace 

PM Dott. Turco: ecco, prima a Prato, ha detto, prima a Prato  

CACCAMO: sì, quando mi laureai a Firenze, lavorai pochi  mesi a Firenze, poi trovai a Prato un medico  andava via, lo sostituii, andò via e ci rimasi a  lavorare per tantissimi anni  

PM Dott. Turco: e abitava a Prato in quel periodo? 

F. CACCAMO: in quel periodo stavo in via Fra’ Bartolomeo 

PM Dott. Turco: a Prato?  

CACCAMO: a Prato, via Fra’ Bartolomeo, avevo lo studio  medico e quando poi mi specializzai non era  più possibile perché avevo uno studio  odontoiatrico a Prato, poi l’altro a Firenze,  quindi alla fine dovetti scegliere e lasciai la  medicina per dedicarmi interamente  all’odontoiatria  

PM Dott. Turco: e ha trasferito anche l’abitazione o è rimasto a  Prato?  

CACCAMO: ogni volta bisognava rincorrere la professione  con l’abitazione, ecco. Prima abitavo a Prato,  poi ebbi una casa nel Mugello, come ho detto,  e lì c’andavo la domenica, il sabato e la domenica  

PM Dott. Turco: dove? Nel Mugello dove?

CACCAMO: Vicchio  

PM Dott. Turco: a Vicchio, ma una casa per abitazione o il fine  settimana?  

CACCAMO: non per abitazione. All’epoca era una casa di  campagna, diciamo, dove andavo nel fine  settimana. Andavo là per lavorare e mettere a  posto e poi tornavo in città  

PM Dott. Turco: ma dove tornava? A Prato o a Firenze?  

CACCAMO: prima a Prato, poi quando incominciai a  lavorare a Firenze, lasciai perdere la casa di  Prato e per pochi mesi o anni, non mi ricordo più bene, perciò vi chiedevo mia moglie,  abitai anche in questa casa di Vicchio. Dopo  di che mi trasferii completamente qui a Firenze  

PM Dott. Turco: ma a Vicchio le c’ha lavorato anche? Ha fatto  anche il dentista?  

CACCAMO: no, no, no, soltanto abitazione  

PM Dott. Turco: quindi l’abitazione a Vicchio faceva già il  dentista a Firenze per un certo periodo  

CACCAMO: sì, per un certo periodo avevo l’una e l’altra 

PM Dott. Turco: l’una e l’altra 

 CACCAMO: prima di tutto abitavo in viale Morgagni.  Prima di abitare dove abito adesso, ero in  viale Morgagni. Ci rimasi non so quanti anni.  Non ricordo niente di tutte queste. Dopo di  che, essendo lo studio all’altro capo di  Firenze, ogni giorno cercai in ogni modo di  trasferirmi. Mi trovai casa, vendetti questa  casa  

PM Dott. Turco: quella di viale Morgagni  

CACCAMO: e abitavo dove sono ora che è molto vicino a  via Lunga dove c’era l’ambulatorio  

PM Dott. Turco: dove c’era lo studio. Quindi, sostanzialmente,  i suoi posti di lavoro sono stati: Prato e Firenze  

CACCAMO: esattamente  

PM Dott. L. Turco: mentre le abitazioni sono state: Prato,  Vicchio, viale Morgagni  

CACCAMO: Vicchio pochissimo  

PM Dott. Turco: poco tempo, sì, Vicchio, viale Morgagni e  l’attuale  

CACCAMO: bravo, basta  

PM Dott. Turco: ho capito 

CACCAMO: lì sono adesso  

PM Dott. Turco: perfetto, questo è il quadro generale  

PM Dott. Canessa: senta una cosa, per prima cosa, lei dice: “da  Prato ci trasferiamo a Firenze e, comunque,  prendiamo una casa a Vicchio”. Perché  proprio a Vicchio? Come mai le venne in  mente di andare a Vicchio?  

CACCAMO: niente, è semplice, perché facevo del  campeggio, d’estate andavo in campeggio, e  comprai una roulotte qui a Calenzano e giravo  per l’Europa. Me ne andavo in Francia a  conoscere il paese di mia moglie,  praticamente, e poi d’inverno non sapevo  dove rimessarla. L’ho rimessa un pochino lì, dove l’ho comprata a Calenzano. Poi c’era un  campeggio – anzi, non ne abbiamo parlato di campeggio – c’era un campeggio gestito da un  medico, il dottor Polli, all’epoca  

PM Dott. Canessa: Polli medico o dentista?  

CACCAMO: no, medico era. Padre medico, il figliolo  otorino, figliolo otorino il dottor Polli. C’era questo campeggio. Ci si metteva la roulotte lì, così ci si poteva anche andare d’inverno, quando c’erano le belle giornate perché era un campeggio aperto tutto l’anno  

PM Dott. Canessa: è a Vicchio questo campeggio? E’ proprio nel  paese di Vicchio?  

CACCAMO: Vicchio, è proprio sotto, prima di arrivare a  Vicchio. Non siete pratici voi di quella zona?  

PM Dott. Canessa: sì, siamo pratici, però vorremmo saperlo da  lei  

CACCAMO: nella zona dove c’è il Forteto ora 

PM Dott. Canessa: quando ci arrivò lei, c’era il Forteto o no?  

CACCAMO: no, non c’era ancora. C’era un certo  Francesco Daneo, Daneo, che è il proprietario di tutte queste terre laggiù e fu appunto in questa occasione…  

PM Dott. Canessa: il campeggio ricorda come si chiamava? 

F. CACCAMO: eh?  

PM Dott. Canessa: si ricorda come si chiamava il campeggio? 

F. CACCAMO: no, c’ha un nome  

PM Dott. Canessa: ce l’aveva, ma lei non lo ricorda  

CACCAMO: comunque chiediamolo a mia moglie, forse lei  se lo ricorda  

PM Dott. Canessa: poi glielo chiediamo 

CACCAMO: comunque ci deve essere ancora questo  campeggio, ed è al di sopra della boutique,  diciamo negozio, dove il Forteto tiene il negozio di vendita, su, sopra c’è il campeggio. Sul campeggio, ecco fu così, riprendendo il discorso, il dottor Polli allora aveva comprato…  

PM Dott. Canessa: lei lo conosce al campeggio il dottor Polli?  

CACCAMO: al campeggio. Lui era il direttore, proprietario  del campeggio  

PM Dott. Canessa: ecco, perfetto, era medico, ma anche  proprietario del campeggio  

CACCAMO: del campeggio. Lavorava a Dicomano lui,  aveva casa a Dicomano e ambulatorio a Dicomano, era un medico e quindi noi ci siamo ritrovati, s’andava il sabato. Lui fece propaganda sul giornale dell’ordine dei medici. Fu così che attraeva dei medici a questo campeggio. Dove eravamo arrivati?  

PM Dott. Canessa: come mai va proprio lì a Vicchio  

CACCAMO: allora, il Polli aveva acquistato queste terre  dal suddetto Francesco Daneo  

PM Dott. Canessa: l’ha detto parlando del Forteto, cioè perché erano terre anche quelle del Forteto… 

CACCAMO: ancora il Forteto non c’era. Questo dottor  Polli doveva saldare, diciamo, l’acquisto di queste terre e una parte, non avendo dei soldi a disposizione, la propose ad alcuni medici e ad alcune persone: “lo volete voi questo appezzamento un po’ sul campeggio?”, era un pochino sopra, una parte su che confinava col campeggio e una specie di altura, una specie di collina che c’era  

PM Dott. Canessa: il Forteto, invece, era sotto, in futuro?  

CACCAMO: “va bene, ci trasferiamo più su e siamo un po’  più larghi, c’è meno confusione”. Da lì venne poi l’idea di costruirci una casa  

PM Dott. Canessa: quindi comprò prima il terreno?  

CACCAMO: prima il terreno, prima il terreno e poi la casa 

PM Dott. Canessa: insieme a qualchedun altro o lei solo?  

CACCAMO: sono tre case. Eravamo in quattro, prima uno  poi si ritirò e c’erano questi altri due che sono accanto a me. Uno era Colombini, e un altro Gnesi. Colombini al centro, sono tre case, praticamente  

PM Dott. Canessa: si ricorda mica i nomi di battesimo di questo  Gnesi e Colombini? 

CACCAMO: Gnesi Paolo  

PM Dott. Canessa: cosa faceva? Ricorda?  

CACCAMO: l’odontotecnico  

PM Dott. Canessa: era nel settore suo  

CACCAMO: nel settore odontoiatrico  

PM Dott. Canessa: odontotecnico ha detto questo?  

CACCAMO: sì, odontotecnico  

PM Dott. Canessa: e il Colombini?  

CACCAMO: Colombini era un rappresentante di vestiario  infantile, roba per bambini, lui viaggiava sempre  

PM Dott. Canessa: quindi con questi qui vi…  

CACCAMO: queste persone conosciute al campeggio 

PM Dott. Canessa: perché anche lo Gnesi veniva…  

CACCAMO: eravamo in buoni rapporti, insomma 

PM Dott. Canessa: tutti campeggiatori?  

CACCAMO: tutti campeggiatori e poi siamo rimasti fissi.  Rimasti fissi, come le dicevo, e io non potevo starci perché lavoravo, andavo e venivo, diventava una cosa un po’ pesante. Quando ho voluto, me ne sono disfatto e l’ho venduta la casa  

PM Dott. Canessa: ricorda quando è iniziata questa costruzione?  In che anni siamo quando ci andate e quando vendete?  

CACCAMO: appunto, deve chiedere a mia moglie. Guardi,  non sono bravo per niente  

PM Dott. Canessa: vagamente  

CACCAMO: non ricordo le date, le persone  

PM Dott. Canessa: cioè grosso modo  

CACCAMO: è un miracolo che mi sia ricordato i nomi  

PM Dott. Canessa: grosso modo, però, in che anni potevamo  essere? Lei quando arriva a Firenze? Quando si laurea? Nemmeno questo si ricorda?  

CACCAMO: la laurea nel ’66  

PM Dott. Canessa: s’è laureato  

CACCAMO: ’66, ma poi perché è subordinato anche agli  avvenimenti di Tunisia perché io ho dovuto interrompere più di una volta i miei studi perché i miei son stati espropriati, come le dicevo, bisognava mantenersi  

PM Dott. Canessa: come mai lei, però, stava in Tunisia, ma ha studiato, s’è laureato a Firenze?  

CACCAMO: sì  

PM Dott. Canessa: come mai venne a Firenze?  

CACCAMO: per andare in Francia era troppo costoso,  perché allora s’andava in Francia. I miei non avevano i soldi per venire in Francia e son venuti in Italia e poi il sistema di studi in Italia potevi incominciare e finire quando…  come tutt’ora, ancora non c’è un obbligo di tempo e siccome io non avevo i mezzi, dovetti…  

PM Dott. Canessa: scusi, la domanda era: come mai proprio  Firenze e non Roma o Milano?  

CACCAMO: ma Firenze per simpatia, capito? Firenze ha  una certa cultura, Firenze ha un nome nel mondo. Oltretutto c’erano dei medici italiani prima della guerra che si erano laureati in Toscana la maggior parte, chi a Pisa, chi a Firenze. Particolarmente un oculista che era molto bravo, lui si era laureato e specializzato a Firenze, sicché la simpatia nasce da cosa a cosa, ecco  

PM Dott. Canessa: le faccio questa domanda perché lei ai  Carabinieri, qualche mese fa, cioè il 14 marzo, dice: “mi sono laureato, ho scelto  Firenze perché in questa città avevo alcuni amici”, lei dice  

CACCAMO: e avevo alcuni amici che mi avevano  preceduto negli studi  

PM Dott. Canessa: si ricorda chi erano questi amici?  

CACCAMO: ora, insomma, dobbiamo mettere anche loro  poveracci, dentro questa storia?  

PM Dott. Canessa: se non le dispiace, sì  

CACCAMO: sì?  

PM Dott. Canessa: pensa a una cosa grave?  

CACCAMO: no, erano degli italo-tunisini, praticamente,  che studiavano così come me. Un certo dottor Catalano, che ormai lui abita a Roma, dalle parti di Roma lì  

PM Dott. Canessa: si ricorda il nome di battesimo?  

CACCAMO: Giovanni, Giovanni Catalano  

PM Dott. Canessa: e ora abita a Roma?  

CACCAMO: non è a Roma. Come si chiama? Latina 

PM Dott. Canessa: era suo coetaneo?  

CACCAMO: un mio coetaneo, più o meno, ci siamo conosciuti al liceo a Tunisi  

PM Dott. Canessa: ed era già a Firenze?  

CACCAMO: era già a Firenze  

PM Dott. Canessa: e l’altro? Ha detto i miei amici. C’era il dottor  Catalano e poi?  

CACCAMO: amici, amici veri e propri a Firenze…  

PM Dott. Canessa: era questo. E’ lei che dice: “son venuto in  questa città perché avevo alcuni amici”  

CACCAMO: alcuni sarebbe stato lui, poi c’aveva dei  parenti che lui poi, così, di svista, sa com’è la  cosa  

PM Dott. Canessa: questo Catalano l’ha continuato a frequentare  o non l’ha mai più visto?  

CACCAMO: è un mio amico, ogni tanto ci telefoniamo.  Siamo gli unici rimasti. Morti noi, finita  

PM Dott. Canessa: e quand’eravate a Firenze, vi frequentavate?  

CACCAMO: eravamo a scuola, all’università, siamo  stati alla casa dello studente insieme.  Abbiamo vissuto alla casa dello studente noi a  Firenze  

PM Dott. Canessa: ecco, ad esempio, quando voi eravate a  Vicchio, questo dottor Catalano lo frequentava ancora? Veniva?  

CACCAMO: no, no, no, ma poi lui è andato a specializzarsi  a Padova  

PM Dott. Canessa: quindi s’è mosso  

CACCAMO: ha fatto tutta una carriera laggiù. Poi dopo è  tornato dalle parti di… ho detto il nome, come  si chiama lì?  

PM Dott. Canessa: Latina  

CACCAMO: Latina, perché il suocero, venendo dalla  Tunisia, aveva acquistato delle terre laggiù  

PM Dott. Canessa: ho capito, va beh, era una conoscenza… 

F. CACCAMO: da cosa nasce cosa, è tutto collegato  

PM Dott. Canessa: quindi, scusi, se non ho capito male, voi nel  terreno avete costruito una casa  

CACCAMO: abbiamo costruito  

PM Dott. Canessa: cioè avete preso qualche ditta  

CACCAMO: s’andò al comune di Vicchio: “c’è la  possibilità di costruire?” Allora c’era un  geometra. Ricordo il nome, Mangini  

PM Dott. Canessa: Mangini?  

CACCAMO: Mangini, se ricordo bene. Aveva dei progetti quasi pronti, sicché diceva: “se vi va bene”.  In quattro e quattr’otto si fece, si costruì  

PM Dott. Canessa: quanto c’avete messo a costruirlo? Veloce?  

CACCAMO: no, passò un po’ di tempo. C’era il costruttore  di Vicchio, morto ormai anche lui e si costruì pian, pianino  

PM Dott. Canessa: un anno? Due mesi? Cioè tanto?  

CACCAMO: no, no, mesi no, anni, uno, due, tre, non lo so,  non mi ricordo bene perché era un periodo molto confuso. Io lavoravo, avevo da fare, praticamente andavo per riposare, ancora peggio ancora  

PM Dott. Canessa: riesce a memorizzare quanto a lungo ha tenuto  questa casa? Cioè una volta costruita, anni?  

CACCAMO: anni, anni, sì  

PM Dott. Canessa: quattro o cinque anni? Dieci anni?  

CACCAMO: il Mugello mi piaceva, era bellino, è verde,  avrei voluto, diciamo, in questo momento essere laggiù, però non mi è riuscita, tenere due case era impossibile quindi  

PM Dott. Canessa: quindi le piaceva?  

CACCAMO: ho dovuto disfarmene, ho dovuto disfarmene. E l’ha comprata, se vuol sapere chi l’ha comprata  

PM Dott. Canessa: grosso modo ho visto, sì, sì, lo sappiamo,  insomma  

CACCAMO: lo sa?  

PM Dott. Canessa: sì, sì, lo sappiamo. Abbiamo cercato di capire  un po’ questa cosa  

CACCAMO: ed è il direttore del Monte dei Paschi di Siena di Dicomano che poi era passato a Borgo San Lorenzo, se lo vuol sapere  

PM Dott. Canessa: quindi lei c’è stato un po’ di anni e poi la  lasciate perché…  

CACCAMO: è impossibile, ha capito?  

PM Dott. Canessa: impossibile perché? Avevate già una casa a  Firenze  

CACCAMO: no, ancora lavoravo io qui a Firenze. Ho  smesso di lavorare per via dell’accidente cardiaco, al cuore, ho avuto un infarto. Ho uno stent io dentro  

PM Dott. Canessa: sì, ma dico come mai? Che motivo aveva di  lasciare questa casa dopo un po’ di anni?  

CACCAMO: come si fa a mantenere due case, tra le tasse, qui le tasse?  

PM Dott. Canessa: ne aveva costruite già due, una già l’aveva  

CACCAMO: mi bastava questa, che devo fare? Non si  poteva fare tutto questo lavoro, andare e  venire laggiù, ogni volta c’era poi sempre delle spese, cose  

PM Dott. Canessa: però le piaceva questa casa?  

CACCAMO: mi sarebbe piaciuto, mi sarebbe piaciuto, ma  non un’affettività come quella che potevo avere in Africa  

PM Dott. Canessa: però un po’ di anni c’è stato, anche per  periodi lunghi  

CACCAMO: si andava sempre per periodi brevi, sempre o  estivi, periodi di ferie o quel breve periodo tra la vendita di Prato e la costruzione di viale Morgagni, quindi in quel periodo lì. Ci voleva troppo, non si poteva  

PM Dott. Canessa: senta una cosa, ha accennato che lì vicino  c’hanno poi costruito questo Forteto. Come se lo ricorda?  

CACCAMO: come le dicevo, c’era questo Francesco  Daneo, lo conoscete voi? Un personaggio, veramente, un personaggio che, praticamente, aveva una compagnia di navigazione in quel momento dato – si diceva, son discorsi per sentito dire – una compagnia di navigazione allora che però non era molto attivo, era una persona che, quando le capitava di fare un po’ di bella vita, lasciava perdere tutto  

PM Dott. Canessa: ma era originario lì di Vicchio questo Daneo?  

CACCAMO: so che comprò Vicchio lui, comprò questa  proprietà perché era una persona molto abbiente, però poi non si occupava delle terre, sicché andava di male in peggio e ogni tanto vendeva un pezzetto, come già vendette al dottor Polli, e poi si seppe anche che aveva venduto a un gruppetto di ragazzi in cooperativa che venivano dalle parti di Prato, là dalle parti de La Querce, mi sembra si chiamava, e che non si trovavano bene là dov’erano perché era troppo piccino e volevano ingrandirsi e questi ragazzi all’inizio fu, diciamo, piacevole che qualcuno cominciasse a coltivare queste terre  

PM Dott. Canessa: erano giovani questi ragazzi qua quando  arrivarono?  

CACCAMO: sì, erano giovani. E’ una storia che ormai  tutto lo sanno 

PM Dott. Canessa: è una storia che poi si è complicata per quello  che è venuto fuori dopo . Rimaniamo a quella d’allora  

CACCAMO: allora erano dei ragazzi. Si vedevano poco, a  dire il vero, perché lavoravano i campi e poi non abitavano dove io potevo vederli, ma su, alla villa  

PM Dott. Canessa: no, io non ci son mai stato, non ho mai visto il  Forteto  

CACCAMO: ecco, perché il Forteto, per esempio, ha il  negozio di vendita sulla strada quasi  

PM Dott. Canessa: in basso, vicino alla casa sua  

CACCAMO: sì, dietro proprio, si vede dalla strada,  passando, invece la villa è più su. C’è un viottolo che porta su, era una villa di non so chi erano queste persone  

PM Dott. Canessa: c’era già la villa, insomma?  

CACCAMO: eh?!  

PM Dott. Canessa: c’era già questa villa?  

CACCAMO: è antichissima, storica, c’hanno soggiornato i  fratelli Rosselli, c’è una targa, c’è una cappella lì 

PM Dott. Canessa: e questi ragazzi che vengono da Prato, ha  detto venivano da La Querce di Prato?  

CACCAMO: dalla zona limitrofa  

PM Dott. Canessa: lei c’aveva anche uno studio lì vicino? 

F. CACCAMO: a Prato  

PM Dott. Canessa: a La Querce ce l’aveva lei?  

CACCAMO: avevo a Prato lo studio, però lavoravo  parecchio. Andavo fino a Pistoia. La Querce mi ricorda sempre un ricordo molto buono perché ebbi un paziente che abitava, era ai limiti, praticamente, del mio territorio e mi regalò una vecchia bottiglia di seltz. Sa quelle che si pigiava…  

PM Dott. Canessa: come no? Quelle blu o bianche, di vetro  

CACCAMO: verdi, di vetro verde, così, e devo averla da  qualche parte e mi è rimasto questo. Son stato poche volte a La Querce anche perché era abbastanza lontano e poi, per fortuna sua, stava bene questa persona  

PM Dott. Canessa: ho capito, però lei quando stavano lì a La  Querce non li conosceva questi ragazzi?  

CACCAMO: no, no, non li ho conosciuti per niente 

PM Dott. Canessa: non son stati suoi pazienti? Nessuno? 

F. CACCAMO: non sapevo nemmeno che esistessero 

PM Dott. Canessa: invece arrivano lì a Vicchio  

CACCAMO: arrivano lì, incominciano a lavorare, si  vedono andare, venire  

PM Dott. Canessa: chi ha conosciuto lei di questi ragazzi?  

CACCAMO: personalmente, così per avere un’amicizia,  una conoscenza so che c’era il capo che si chiamava Fiesoli  

PM Dott. Canessa: e quell’altro  

CACCAMO: e un altro che si vedeva poco, più piccolino.  Lui è un omone, era piuttosto omone. Più piccolino che era sempre quasi… e poi c’erano tutti questi ragazzi che andavano e venivano coi trattori, con le cose  

PM Dott. Canessa: quindi il responsabile era questo Fiesoli  F. CACCAMO: giovani, più che altro

PM Dott. Canessa: che età potevano avere?  

CACCAMO: i ragazzi?  

PM Dott. Canessa: questo Fiesoli, ad esempio  

CACCAMO: Fiesoli all’epoca avrà avuto sulla trentina, un affare così  

PM Dott. Canessa: lei quanti anni aveva all’epoca?  

CACCAMO: faccia il conto, ne ho ottantacinque 

PM Dott. Canessa: lei è nato nel ’31  

CACCAMO: avrò avuto una quarantina, una cinquantina 

PM Dott. Canessa: una quarantina, a fare i conti, una quarantina 

F. CACCAMO: più o meno, così  

PM Dott. Canessa: quindi era più grande lei del Fiesoli 

F. CACCAMO: sicuramente  

PM Dott. Canessa: ma l’è capitato? Ci parlava?  

CACCAMO: ma a me interessava relativamente perché li  vedevo passare. Piuttosto sentivo i discorsi dei contadini che non erano contenti  

PM Dott. Canessa: non eran contenti  

CACCAMO: non eran contenti non perché… all’inizio sì,  dopo un po’ si vedevamo miglioramenti, facevano stalle, quindi muravano, muratura, eccetera. Avevano soldi, praticamente, per fare queste cose e dicevano che glieli davano i politici. Non si sa chi erano, era gente protetta, che veniva aiutata dallo Stato, dall’organizzazione che curava la sistemazione di questi giovani che non avevano lavoro e sistemava in cooperative, una cosa di questo genere. Dice: “come? A noi che siamo qui del territorio lo Stato non c’ha mai aiutato per comprare le terre, eccetera, e ora questi qui così?”  

PM Dott. Canessa: senta una cosa, le è mai capitato di vedere che  lì al Forteto c’era uno che a un bisogno faceva il dentista? C’aveva la sedia del dentista?  

CACCAMO: può darsi che ce l’avessero  

PM Dott. Canessa: l’ha vista lei?  

CACCAMO: no, mai. Questo potete chiederlo al Gnesi,  forse, perché lui lavorava…  

PM Dott. Canessa: me l’ha detta lo Gnesi questa cosa che le sto  dicendo  

CACCAMO: allora basta, allora basta, perché lui lavorava  col dottor Polli  

PM Dott. Canessa: no, io le stavo per chiedere, dato che c’era  questo Gnesi che faceva il dentista  

CACCAMO: ma può darsi che ci sia andato lui anche ad  aiutarli a curare  

PM Dott. Canessa: no, io le dicevo se aveva lei qualche rapporto con questo dentista  

CACCAMO: no, rapporto di vicinato e basta. Qualche volta  s’andava a caccia nei dintorni  

PM Dott. Turco: no, no, se lei conosceva il dentista che andava  al Forteto  

PM Dott. Canessa: che era il socio di Fiesoli  

CACCAMO: a parte Gnesi? Oltre Gnesi?  

PM Dott. Canessa: il socio di Fiesoli, secondo quello che c’hanno  raccontato, che è Goffredi, quando c’era un bisogno  

CACCAMO: lui faceva il dentista  

PM Dott. Canessa: siccome aveva fatto medicina, faceva il  dentista e c’aveva una sedia da dentista  

CACCAMO: può darsi, può darsi. Io l’avrei vista meglio  che lo Gnesi andasse, per esempio, a curare qualcuno  

PM Dott. Canessa: lo Gnesi dice c’era quello lì che curava. Le è  mai capitato qualche ragazzo del Forteto che è venuto a chiederle…  

CACCAMO: dottor Canessa, francamente no, sennò non  avrei difficoltà a dire  

PM Dott. Canessa: e con questo Fiesoli qualche rapporto? C’ha mai parlato? Scambio di idee? Lui era uno che parlava di politica, dico bene?  

CACCAMO: salutare ed ecco, ora andando avanti col  tempo, costruirono la latteria, ci fu l’inaugurazione, vennero tanti politici, dicevano, di Prato, della Regione, eccetera, ci furono delle festività con degustazione dei prodotti della latteria, eccetera, eccetera, ed erano fra loro. Poi quel che era interessante ogni tanto dava delle feste, delle festicciole e, soprattutto, c’era musica. A me piace molto la musica, praticamente mia moglie ancora più di me, classica, e quindi era bello ascoltare al fresco la sera, mettevano proprio sembrava un teatro, addirittura, con le sedie, tutto quanto. Ci cantò la Gasdia, erano molto amici, si vedevano che erano in buoni rapporti. Furono delle serate meravigliose. Il Fiesoli era lì che presentava questi cantanti, eccetera, eccetera, salutava tutti, me, chiunque, ma così, da conoscenti, da gente che abitava accanto

PM Dott. Canessa: lei ha mai avuto in questa conoscenza, nei  modi che c’ha detto, di Fiesoli qualche sentore che Fiesoli avesse poi quei problemi che ora poi gli hanno contestato? Pedofilia, cose di questo genere 

CACCAMO: francamente io non sono uno che si interessi 

PM Dott. Canessa: no, sentito dire da qualcuno  

CACCAMO: francamente non è che fuoriuscisse anche  perché là dove abitavamo noi era un po’ più giù… per questo dicevo è importante vedere i luoghi. Io ero là per quelle poche ore a disposizione, cercavo di annaffiare, di pulire, di togliere l’erba, non potevo occuparmi tanto delle persone, capito? Loro, la loro vita, tutta questa gente era più su, alla villa. Fiesoli lo si vedeva passare talora in macchina che scendeva dalla villa e andava dalla villa su alla boutique, diciamo, oppure più giù alla latteria. Era un via, vai continuo. Quindi lo vedevo così, ma che fosse una persona come viene descritta attualmente, tutti lo sappiamo, è inutile andare a raccontare discorsi  

PM Dott. Canessa: sì, però c’è chi l’ha saputo prima. Io le  chiedo, lei l’ha sentito…  

CACCAMO: purtroppo no, non posso aiutarla in questo  senso. Ecco, m’ha fatto venire un’idea, che lui aveva subito, al momento datoci, un processo laddove era prima  

PM Dott. Canessa: a Prato

CACCAMO: da quelle parti di Prato e veniva descritto  come una svista, che non c’entrava niente lui in queste cose qui. Dicevano, forse me l’ha detto anche lo Gnesi questo discorso  

PM Dott. Canessa: lo Gnesi?  

CACCAMO: può darsi, chiacchierando, che lui non  c’entrava niente, erano tutte chiacchiere per incastrarlo. Si diceva che non si intendeva bene con la moglie, la prima moglie, e che quella signora che viveva con lui lì era la seconda moglie. Non saprei dirle esattamente chi era, perché ho visto di sfuggita qualche figura femminile, ma che fosse lei la moglie o un’altra io non saprei  

PM Dott. Canessa: quindi le capitava di andarci o in queste  occasioni della musica  

CACCAMO: o comprare anche la roba  

PM Dott. Canessa: al negozio  

CACCAMO: al negozio perché c’era roba buona, diciamo  la verità, era una cooperativa che lavorava soprattutto frutta, buona frutta, francamente. Poi anche noi s’andava in giro, era tutto libero, potevi andare. Ci sono dei viottoli, delle strade che si passeggiava, ci s’arrivava senza entrare a casa, ma ti lasciavano liberamente vederli lavorare, lavoravano al pomario, cose così, ma sempre ognuno per i fatti suoi  

PM Dott. Canessa: ecco, quando parlavano di questo fatto che  aveva avuto problemi con dei bambini, che forse era una svista, eccetera, lei non si è mai un po’…  

CACCAMO: questo l’ho saputo dopo, come tutti 

PM Dott. Canessa: dopo, non all’epoca  

CACCAMO: no, no, al di fuori dell’ufficialità delle cose,  mai saputo niente di questo. So che lui educava questi ragazzi, venivano affidati dalle comunità e basta. Anche questo forse spiegava anche la possibilità della disponibilità di mezzi per fare, per abbellire, migliorare i luoghi, eccetera  

PM Dott. Canessa: senta, lei quando esercitava l’attività a Prato,  si ricorda qualche cliente di cui è rimasto più amico o che vi siete frequentati?  

CACCAMO: amico con tantissimi amici, tutti i miei clienti  erano amici. Eravamo in dei rapporti veramente eccezionali, come parlavo con loro, si era parlato del Vigilanti all’epoca 

PM Dott. Canessa: il?  

CACCAMO: un certo Vigilanti, allora si parlava del mostro  in quel periodo lì e sui giornali parlarono di un mio paziente  

PM Dott. Canessa: era suo paziente Vigilanti?  

CACCAMO: era mio paziente  

PM Dott. Canessa: a Prato?  

CACCAMO: a Prato, però ce lo vedevo male nella figura.  Lui era della zona del mugellese, comunque  una persone simpatica, che ho avuto come paziente e, sa com’è, un po’ ci si racconta, e lui era stato nella legione straniera, aveva fatto l’Indocina e poi venne fuori sui giornali, è stato sospettato anche lui all’epoca perché abitava nel Mugello, conosceva bene la zona del Mugello, non so perché, e gli frugarono la casa e gli trovarono delle fotografie dell’Indocina dell’epoca, delle atrocità dei Vietcong, così si diceva sui giornali. Io penso che questo lo fece forse sospettare perché abituato ad atrocità, poteva anche essere lui la persona. Aveva, diciamo, il piacere delle automobili rare, automobili rapide sicché aveva allora una Lancia, che aveva fatta elaborare, spendeva tutti i soldi lì  

PM Dott. Canessa: che Lancia era? Se lo ricorda? Di che colore  era?  

CACCAMO: rossa, rossa, no, no, no, non troppo visibile.  Era una di quelle macchine 

PM Dott. Canessa: scusi, rossa o rossa con qualche particolarità?  

CACCAMO: queste macchine truccate all’epoca. Era rossa,  credo avesse il cofano argentato, un affare così  

PM Dott. Canessa: lei l’ha mai vista?  

CACCAMO: l’ho vista di sfuggita una volta, andando a  casa sua  

PM Dott. Canessa: a casa sua a Prato?  

CACCAMO: a Prato, a visitare i bambini  

PM Dott. Canessa: lei ricorda dove abitava?  

CACCAMO: erano delle case che probabilmente non ci  sono più. Erano un po’ più che un bidonville, erano ricavate lungo la ferrovia  

PM Dott. Canessa: e lei c’è stato a visitare i bambini perché era  suo cliente?  

CACCAMO: erano miei pazienti i bambini. Avevano l’influenza all’epoca, basta, niente  

PM Dott. Canessa: la moglie?  

CACCAMO: la moglie è brava, una brava figliola. Lui era  uno così, aveva vissuto in Indocina, capito? Per conto mio rimane un po’ a mezz’aria  

PM Dott. Canessa: sa perché veniva a Vicchio? Come mai?  

CACCAMO: era di Vicchio, veniva dalla mamma, lui  c’aveva  

PM Dott. Canessa: ah, c’aveva la mamma  

PM Dott. Turco: che lavoro faceva lui?  

CACCAMO: eh?  

PM Dott. Turco: che lavoro faceva?  

CACCAMO: un legionario fa quello che trova 

PM Dott. Turco: e che cosa faceva?  

CACCAMO: non so. Mi ricordo che una volta… mi ricordo  bene, al momento dato, si prendeva anche in giro, lavorava a una compagnia mortuaria  

PM Dott. Canessa: lei si prendeva, cioè chi? Lei e?  

CACCAMO: “guarda come sei ridotto!” “Come mai?”  “Eh”, diceva, “dottore, non c’è lavoro, io prendo quello che trovo”. L’Ofisa, credo che fosse l’Ofisa di Prato e guidava il Mercedes. Dico: “sei stato promosso, avevi prima la Lancia, ora vai in Mercedes”  

PM Dott. Canessa: Mercedes, però, carro mortuario  

CACCAMO: carro funebre  

PM Dott. Canessa: l’ha visto guidare il carro funebre?  

CACCAMO: no, no, non l’ho visto, sapevo che era così. Si  parlava della melinzana, no?  

PM Dott. Canessa: della?  

CACCAMO: melinzana, color melinzana era, “ora guidi la  melinzana”  

PM Dott. Canessa: la macchina era color melanzana, nero  

CACCAMO: l’Ofisa, il colore, diciamo, mortuario delle  automobili era color melinzana. A Prato la chiamavano melinzana. Guardi, ho imparato, conosco la Toscana così, tramite i miei pazienti perché ognuno diceva la sua  

PM Dott. Canessa: ricorda come l’ha conosciuto? Se è venuto un  giorno?  

CACCAMO: no, così come paziente, come tanti pazienti  che, poi, addirittura, si vede che tra di loro si parlavano 

 PM Dott. Canessa: i suoi pazienti?  

CACCAMO: tra loro ex legionari, mi venne anche un altro  ex legionario attempato, va bene?  

PM Dott. Canessa: che era?  

CACCAMO: era un tizio che aveva sposato una merciaia,  che poi se ne sono andati a Palermo tanti anni dopo  

PM Dott. Canessa: era un altro legionario che stava a Prato anche  lui?  

CACCAMO: stava accanto all’ambulatorio. In via Fra’  Bartolomeo avevo l’ambulatorio sul viale Monte Grappa. Non so se ce l’ha presente?  

PM Dott. Canessa: sì, sì, chiarissimo  

CACCAMO: dove costruirono quelle case nuove del  Cecchi. C’era la fabbrica del Cecchi una volta lì e quindi tutta la gente attorno veniva da me  

PM Dott. Turco: ma si ricorda come si chiamava questo?  PM Dott. Canessa: l’altro legionario?  

PM Dott. Turco: il secondo legionario, il nome se lo ricorda?  

CACCAMO: è passato troppo tempo, una persona  attempata. Non ce lo vedo aggressivo 

PM Dott. Canessa: invece il Vigilanti lo vede aggressivo?  

CACCAMO: era un simpaticone, un bel ragazzo, biondo,  aitante ancora a quell’età, anche se aveva una certa età, ma poi ancora scherzoso  

PM Dott. Canessa: sveglio  

CACCAMO: non tetro, da vedere queste cose  

PM Dott. Canessa: ma è mai venuto a casa sua?  

CACCAMO: no, no, no  

PM Dott. Canessa: mai venuto in casa?  

CACCAMO: in ambulatorio, basta  

PM Dott. Canessa: a casa mai?  

CACCAMO: no, ma a casa io… prima di tutto non c’ero  mai a casa  

PM Dott. Canessa: no, a casa sua, non so, a Vicchio 

F. CACCAMO: a Vicchio no, no, no  

PM Dott. Canessa: mai venuto?  

CACCAMO: no, mai venuto  

PM Dott. Turco: dove lo incontrava? Lei ha detto prima andava  a trovare la madre a Vicchio  

CACCAMO: sì 

 PM Dott. Turco: quindi è rimasto in contatto?  

CACCAMO: perché lo conoscevano a Vicchio. C’era il  pastore che allora lavorava da Daneo che lo conosceva bene questo qui  

PM Dott. Turco: e lei l’ha rivisto? Ogni tanto è passato a  trovarla?  

CACCAMO: io andare a trovare?  

PM Dott. Turco: no, alla rovescia. Quando lui veniva a Vicchio  a trovare la madre, lei lo vedeva o no?  

CACCAMO: no, andava a trovare la mamma a Vicchio, mi  diceva lui, sapeva che io avevo fatto una casa a Vicchio e diceva: “ma io c’ho la mamma anche a Vicchio, ci vado”  

PM Dott. Canessa: e a casa sua non c’è mai venuto? 

F. CACCAMO: no  

PM Dott. Canessa: sicuro?  

CACCAMO: sicuro sì, non credo almeno. Ma poi che  importanza ha? Non c’erano relazioni di amicizia  

PM Dott. Canessa: sa se è vivo o morto? C’ha mai più parlato  con questo?  

CACCAMO: no, da quando ha lasciato… 

PM Dott. Canessa: a occhio e croce in che anni l’ha visto l’ultima  volta, rispetto ai suoi spostamenti?  

CACCAMO: tantissimi anni fa, ormai è passato tanto  tempo. L’ho visto addirittura poi quando non ero più medico a Prato, non lo vedevo più, né lui, né nessun altro, avevo i miei pazienti di Firenze e basta  

PM Dott. Canessa: quindi lui non l’ha mai più…  

CACCAMO: no, no, assolutamente non più. Appunto, mi  chiedevo che cosa fosse diventato. Non ho mai saputo se è vivo o è morto  

PM Dott. Canessa: senta una cosa, veniva a trovare la mamma.  L’ha sentito dire o l’ha incontrato per strada? Ecco, queste cose come ha fatto a saperle? Se non veniva a trovare lei, come faceva ad incontrarlo?  

CACCAMO: me l’ha detto lui che andava a trovare la  mamma  

PM Dott. Canessa: lei dove lo incontrava?  

CACCAMO: all’ambulatorio  

PM Dott. Turco: a Prato?  

CACCAMO: a Prato, all’ambulatorio, quando veniva 

PM Dott. Canessa: però quand’era in ambulatorio, sapeva che lei  aveva una casa a Vicchio o non lo sapeva?  

CACCAMO: ma me l’ha detto lui che aveva la mamma a  Vicchio, quando ha saputo che stavo facendo una casa, ha capito?  

PM Dott. Canessa: ma nemmeno per curiosità è mai venuto a  vedere dov’era la sua casa? Ne avete mai parlato?  

CACCAMO: io non ricordo di averlo visto là, ma è passato  tanto tempo  

PM Dott. Canessa: rapporti di altro tipo?  

CACCAMO: un flash con lui a casa no, non ce l’ho  

PM Dott. Canessa: lo esclude, insomma. Senta una cosa, di  questo Vigilanti cosa altro sa? Lei dice: “lavora all’Ofisa”  

CACCAMO: le ho detto tutto, guardi  

PM Dott. Canessa: questa storia che però lei dice…  

CACCAMO: che loro avevano la legione straniera è  conosciuta in Nord d’Africa, dappertutto, che avevano la casa madre a Sidi Bel Abbes  

PM Dott. Canessa: in che anni era? Ma quando lei l’ha  conosciuto, non era più nella legione straniera?  

CACCAMO: porca miseria, era da tempo che ormai… Era  sposato, aveva due bambini grandi già  

PM Dott. Canessa: ecco, i bambini lei li ha conosciuti finché…

F. CACCAMO: gli ho curato i bambini  

PM Dott. Canessa: bambini grandi  

CACCAMO: dodici-tredici, quindici anni, erano due, così,  l’influenza, in quel periodo lì  

PM Dott. Canessa: ecco, scusi, ma come mai poi non li ha curati  più?  

CACCAMO: come mai?  

PM Dott. Canessa: non li ha curati più?  

CACCAMO: perché non ho fatto più il medico  

PM Dott. Canessa: non ha fatto più il medico, ha detto andava a  Firenze  

CACCAMO: a Firenze, poi odontoiatra a Firenze, non più  medico, capito?  

PM Dott. Canessa: sì, sì, ho capito  

CACCAMO: sicché non avevano più bisogno di me e così  ho lasciato Prato, con gran rincrescimento e tutto. Ma per quel discorso che fai lei, guardi…  

PM Dott. Canessa: quale discorso?  

CACCAMO: cercate sempre questa dannata persona,  parliamo chiaro, se me lo vuol dire, se non me lo vuol dire , non me lo dica. Perde tempo, ecco  

PM Dott. Canessa: certo, perdo tempo, ma è questo il nostro  mestiere  

CACCAMO: poi su di me  

PM Dott. Canessa: scusi, io le ho detto, e la sentiamo come teste,  nessuno l’accusa di niente. Invece io le chiedevo che tipo di rapporto può aver avuto con questo Vigilanti. Poi è lei che mi ha inserito il dato che potrebbe… lui è stato perquisito, com’è che ha detto  

CACCAMO: sul giornale c’era, su La Nazione dell’epoca  

PM Dott. Canessa: però io, indipendentemente da questa  circostanza che riguarda il Vigilanti, volevo cercare di capire che tipo di rapporti…  

CACCAMO: gliene ho parlato perché m’era venuto, ricordo  allora quando mi interrogarono e quindi ora volevo precisarglielo fino a che punto questa conoscenza mi portava avanti 

PM Dott. Canessa: ecco, i figli, la moglie li ha mai più visti? Se  sono vivi o meno?  

CACCAMO: no, non ho più visto né moglie, né figli, né  lui, nemmeno, nemmeno lui  

PM Dott. Canessa: quindi non sa se è vivo o morto  

CACCAMO: non so nemmeno cosa è successo. Al  momento dato, c’era un pastore che lo conosceva: “lo conosci Vigilanti?” gli dissi, “Sì”  

PM Dott. Canessa: un pastore di dove, scusi?  

CACCAMO: quando c’era Daneo ancora, avevano delle  pecore, c’era un pastore, poi non ci fu stato più e quindi si fermava a chiacchierare. Una volta nevicava e mi piaceva a me anche la filosofia di questa gente del Mugello. S’era messo sotto un albero e nevicava: “dottore, che vuol fare? Siamo sotto, bisogna prendere quel che viene da su”. Poi seppi che questa persona, mi fermavo a chiacchierare con lui, ecco, scappò qualche parola così, in questo modo, sapevo che andava a vedere la mamma. Tutto lì. Poi questo pastore morì in un campo, mentre pascolava, a quanto sembra gli venne un’emorragia ed è rimasto, è morto sul terreno, via. Questi i ricordi che mi son venuti. Più circostanziato di così, caro dottor Canessa, non posso  

PM Dott. Canessa: senta una cosa, ovviamente come dato storico  casuale, perché sennò lei comincia a dire…  uno di quegli omicidi è avvenuto abbastanza vicino a casa sua  

CACCAMO: di fronte  

PM Dott. Canessa: bene, questo di fronte, senza che io vada a  cercare, come dice lei, è un dato storico  

CACCAMO: bene, è un dato storico, anche mia moglie lo  potrà confermare, perché poi vennero i Carabinieri. Come si dice? Rifanno le prove e spararono dall’altra parte  

PM Dott. Canessa: c’ero anch’io  

CACCAMO: il cane del vicino incominciò a piangere,  piangeva, sicché questo animale probabilmente ha sentito i primi spari  

PM Dott. Canessa: noi li abbiamo fatti la sera dopo  

CACCAMO: la sera dopo?  

PM Dott. Canessa: o due sere dopo  

CACCAMO: insomma, tutti, i vicini accanto, Colombini, c’era mia moglie, tutti si disse: “guarda, il cane proprio piangeva in quell’ora lì”. Era il cane del Colombini. Fu molto triste anche perché questa persona noi la si conosceva anche  

PM Dott. Canessa: lei chi conosceva? Questa persona chi? 

F. CACCAMO: era la figliola  

PM Dott. Canessa: del Rontini  

CACCAMO: che vendeva le apparecchiature elettroniche a  Vicchio  

PM Dott. Canessa: mi scusi, chi era?  

CACCAMO: il ragazzo, era il figliolo di uno che avevano  un negozio  

PM Dott. Canessa: lo Stefanacci  

CACCAMO: avevano televisori, radio e c’era anche il loro  tecnico che mi aveva riparato un televisore da loro, mi sembra, e la figlia era la figlia di uno che…  

PM Dott. Turco: Rontini lo conosceva? La famiglia Rontini?  

CACCAMO: appunto, questo Rontini credo che navigasse  lui, una cosa del genere, e si erano conosciuti i ragazzi e stavano insieme 

PM Dott. Turco: ma lei lo conosceva Rontini?  

CACCAMO: no, no  

PM Dott. Turco: no, e neanche lo Stefanacci? La famiglia, non  il ragazzo  

CACCAMO: Stefanacci l’ho conosciuto in negozio,  soprattutto la signora Stefanacci  

PM Dott. Canessa: la mamma di questo ragazzo  

CACCAMO: la mamma di questo ragazzo e soprattutto il  tecnico che m’ha riparato la… non so nemmeno più come si chiama  

PM Dott. Turco: mentre della famiglia Rontini non conosceva  nessuno?  

CACCAMO: assolutamente niente. Si sentiva dire che  erano degli stranieri, mi sembra la moglie, Rontini credo fosse straniero  

PM Dott. Turco: comunque lei non ha mai conosciuto nessuno?  F. CACCAMO: olandesi o qualcosa del genere  

PM Dott. Turco: lei non ha mai conosciuto?  

CACCAMO: mai conosciuti, non li ho mai conosciuti 

PM Dott. Turco: e i due ragazzi li ha mai conosciuti?  

CACCAMO: quali ragazzi? 

PM Dott. Turco: i due morti  

CACCAMO: no  

PM Dott. Canessa: la ragazza lavorava nel bar  

CACCAMO: sì, ma non c’ho mai fatto caso. S’andò al  momento, quando ci fu la cerimonia e tutti, tutta Vicchio s’andò  

PM Dott. Canessa: al funerale c’andò lei? In piazza  

CACCAMO: siamo andati come tutti, persone dispiaciute.  E’ rimasto un mistero questo caso, dottor Canessa, io la capisco. Io mi auguro che c’arrivi  

PM Dott. Canessa: dottor Caccamo, ci si arriva anche per piccoli  pezzi  

CACCAMO: arrivateci. Ora se io fossi al posto suo, come  medico, come medico-regista, lei mi propone una persona, mi dice: “questa persona come ti sembra?” Io potrei dire: “così, così”  

PM Dott. Canessa: dal punto di vista medico  

CACCAMO: dal punto di vista medico, dal punto di vista  anche psicologico. Se fossi in voi, io riprenderei le indagini. Mi scusi  

PM Dott. Canessa: riprenderebbe le indagini? 

CACCAMO: sì  

PM Dott. Canessa: su chi? Su questo Vigilanti?  

CACCAMO: no, no, no, no, no, neanche per sogno, non ce  lo vedo. Ora posso anche sbagliare  

PM Dott. Canessa: riprenderebbe le indagini in che senso? Cosa  intende dire?  

CACCAMO: riguarderei tutti i fatti, capito? Perché non so  se allora il modo di indagare fosse come quello attuale. Il DNA non so se ancora, se c’era verso di averlo, perché questa persona poi ha sfidato anche la magistratura al momento dato  

PM Dott. Canessa: ma scusi dottor Caccamo, ma cosa pensa che  noi stiamo facendo? Che non abbiamo fatto tutto quello che sta dicendo? E ci interessa puntualizzare qualcosa con qualcuno? Non con lei come persona interessata  

CACCAMO: no, guardi, con me fate quello che volete  

PM Dott. Canessa: lei è qua, viene sentito come persona  informata sui fatti  

CACCAMO: per quanto riguarda il Vigilanti, vi ho detto  tutto quello che potevo sapere  

PM Dott. Canessa: tutto quello che ha voluto dire 

CACCAMO: parlando del Fiesoli, voi ne sapete più di me  per quanto riguarda questo, viene descritto come viene descritto sui giornali e sarà così, io non lo so  

PM Dott. Canessa: se lei fa un discorso di questo tipo, sembra  che ci dica: “guardate meglio il Fiesoli e il Vigilanti”. Da come lo dice  

CACCAMO: se io fossi lei  

PM Dott. Canessa: io sono un dipendente dello Stato che insieme  a tutti questi signori  

CACCAMO: scusi, posso prendere questa libertà? Mi  sembra una persona intelligente, che capisce  

PM Dott. Canessa: per questo sono andato avanti io  

CACCAMO: io farei così. Prenderei anche il Vigilanti,  certamente, e andrei avanti, però andrei a cercare anche gli altri, andrei a vedere gli altri, rivedrei anche le inchieste, come sono state fatte, se ci sono delle impronte, che taglie avevano i piedi di queste persone, che peso potevano avere, se ci sono ancora dei rilievi di DNA nelle parti di cadavere, che ne facevano. Qui c’è una persona malata, indubbiamente. Ora stavo parlando, non era il mio ruolo 

PM Dott. Canessa: no, ma vedo c’ha ragionato  

CACCAMO: io voglio collaborare, a questo punto  

PM Dott. Canessa: lei sta collaborando, vedo c’ha ragionato,  volevo che andasse avanti con questo tipo di ragionamento  

CACCAMO: c’ho ragionato e io cercherei un po’ di più,  senza voler accusare chicchessia perché non è bello di sospettare una persona, però io andrei a rivedere tutto perché una persona da come viene descritta che francamente fare degli abusi su delle persone handicappate, poi il modo con cui praticamente odia le donne, praticamente. La donna non deve… viene descritto così sui giornali. Io cercherei di vederci un po’ di più. Come? Non è facile, sicuramente non sarà facile perché, oltretutto, dovrebbe essere in carcere ora, no?  Condannato ancora, no?  

PM Dott. Canessa: non ho capito, scusi?  

CACCAMO: è stato condannato il Fiesoli? Quindi deve  essere in carcere. Non lo so, certo…  

PM Dott. Canessa: perché ci vede il Fiesoli? Mi faccia capire  F. CACCAMO: non che ce lo vedo il Fiesoli  

PM Dott. Canessa: eh, no, è strano, lo sta dicendo espressamente  

CACCAMO: vedo una persona simile che è capace di fare  alcune cose del genere. Non avrei dovuto dire queste cose  

PM Dott. Canessa: ma noi stiamo ragionando fra persone  F. CACCAMO: in tutta fiducia e basta  

PM Dott. Canessa: ma facciamo lo stesso gioco che sta facendo  lei, ammesso che sia un gioco. Come mai lei su questo Fiesoli ci direbbe: “approfondite un po’?”  

CACCAMO: era una persona che, prima di tutto, ha abitato  ai limiti di Prato, lì, La Querce, eccetera. Quindi è una persona che conosce la zona, che ha vissuto in quella zona lì. Conosce la zona del Mugello, dato che ci vive. Aveva la possibilità di uscire di notte o di giorno senza che nessuno lo controllasse. Laggiù, alla villa, chi è che lo vede se entra? Tant’è vero, da come viene descritto, c’era una separazione fra le sue abitazioni e quelle, diciamo, dei ragazzi da curare, eccetera. Quindi lui poteva entrare, uscire  

PM Dott. Canessa: anche il Vigilanti, però  

CACCAMO: del Vigilanti ne so ancora meno 

PM Dott. Canessa: il Fiesoli dice di sì per queste cose astratte  che sta pensando. A pelle lei lo dice  

CACCAMO: a pelle non è facile. Come si fa? Non posso  addirittura… Non so io i risultati delle inchieste dei vari casi. Non so che cosa è stato rilevato. Noi non sappiamo nulla, questo lo sapete voi. Io riguarderei tutte queste cose qui per vedere un po’. Se poi non c’entra niente…  

PM Dott. Canessa: cioè lei dice: “se lei avesse delle impronte, le  confronti con quelle del Fiesoli”, è così?  

CACCAMO: no, vedere prima di tutto se c’è l’impronta di  una persona alta, di una persona di un certo peso, di una certa forza che ce l’ha. L’ardire può darsi, perché se ardisce a violentare un bambino, non lo so, tutto è possibile. Non so se si può riuscire  

PM Dott. Canessa: ma questo ragionamento che sta facendo ora,  così, a voce alta, l’ha fatto già nel tempo in passato lei?  

CACCAMO: no, ora, in questi tempi, e da quando voi mi  state attorno. Ma ho intuito di che si tratta, ci giriamo sempre attorno al Mugello, a Vicchio  

PM Dott. Canessa: in Mugello ci stava lei, dottore  

CACCAMO: ci stavo io, non ci torno da tanto 

 PM Dott. Canessa: anche il Fiesoli sicuramente  

CACCAMO: anche il Fiesoli  

PM Dott. Canessa: dottore, scusi, allora evitiamo l’equivoco in  partenza. E’ lei che ha introdotto il discorso Fiesoli, anzi, ha introdotto un discorso interessante. Dice: “io farei degli approfondimenti”. Lei questo ha detto  

CACCAMO: sì  

PM Dott. Canessa: “voi che potete, fate questi approfondimenti”,  e indirettamente, se non ho capito male, dice: “fateli anche sul Fiesoli”. Era questo un po’ il messaggio  

CACCAMO: probabilmente quando mi interrogavate voi,  stiamo girando sempre attorno a questa storia. Inutile raccontarci…  

PM Dott. Canessa: nessuno…  

CACCAMO: allora forse ho sbagliato io  

PM Dott. Canessa: mi scusi, mi lasci dire, nessuno… 

F. CACCAMO: allora mi dite di che si tratta  

PM Dott. Canessa: dottore, nessuno lo nega, le stavo dicendo,  nessuno lo nega che noi stiamo girando intorno a questo 

CACCAMO: ma io, dottor Canessa, le auguro veramente di  risolvere questo caso, anche per tutti, per tutti noi  

PM Dott. Turco: senta Caccamo, ci parla un po’ della sua  passione per le armi?  

CACCAMO: no, non era passione per le armi  

PM Dott. Turco: non era una passione?  

CACCAMO: no, allora no, no, no, allora praticamente  dovetti fare il porto d’armi per andare a caccia  

PM Dott. Canessa: lei andava a caccia  

CACCAMO: in Tunisia  

PM Dott. Canessa: ah, allora  

CACCAMO: allora. Tornato qui mi venne la voglia. Allora  per fare il porto d’armi bisognava – non avendo fatto il servizio militare – in Italia bisognava iscriversi a un tiro a segno. Volli provare a far tirare un po’. Allora incontrai quello che era, non il direttore, ma il guardiano, chiamiamolo così, del tiro a segno di Prato e mi propose queste pistole per tirare. Le ho tenute un po’ di tempo, dopo di che…  

PM Dott. Canessa: come mai prese le pistole? Per il tiro a segno? Per sparare lì?  

CACCAMO: sì, sparare lì  

PM Dott. Canessa: le lasciava lì o le denunciò?  

CACCAMO: finché le avevo a casa, va bene, poi come ho  spiegato a loro, al momento dato era proibito di avere più, non so più di quante, due armi e io mi trovavo in Francia, mi trovai di fronte a questo fatto compiuto, andai al Commissariato di Pubblica Sicurezza, dico: “guardi, io qui mi ritrovo con questo”…  “Allora li dia al poligono” e le diedi al poligono. Allora c’era un certo… mi sfugge il nome  

PM Dott. Canessa: maresciallo, un certo maresciallo  

CACCAMO: Giocondo, Giocondo, Bove, un certo Bove  Giocondo  

PM Dott. Canessa: Bove, Bove  

CACCAMO: Bove Giocondo e gliele diedi: “li tieni o li  vendi, se li vuoi vendere, li vendi”, e rimasero lì e io non me ne interessai più assolutamente. Non ho visto più Bove Giocondo, che è morto  

PM Dott. Canessa: senta, si ricorda se tra queste armi che ha dato  indietro c’era una hi-standard? 

CACCAMO: sì, sì, gliel’ho detto a loro, una hi-standard 

PM Dott. Canessa: e che fine ha fatto questa hi-standard? 

F. CACCAMO: lo chieda al poligono del tiro a segno

 PM Dott. Canessa: io gliel’ho chiesto  

CACCAMO: e loro?  

PM Dott. Canessa: ce l’ha Vigilanti. O gliel’ha ceduta lei tramite  il poligono… Ora capisce perché io la interrogo  

CACCAMO: se me l’avesse detto prima  

PM Dott. Canessa: aspetti, prima le devo chiedere se conosce il  Vigilanti. Il Vigilanti è venuto in possesso nel tempo, poco dopo, della sua pistola. O gliel’ha data lei o…  

CACCAMO: no, assolutamente no, io l’ho data a Giocondo 

PM Dott. Canessa: Bove, un po’ strano, però, no? Non per lei  

CACCAMO: è strano sì, è strano sì, non me lo spiego.  Come ha fatto?  

PM Dott. Canessa: dico bene? E poi l’ha denunciata che  gliel’hanno rubata. Strano ancora di più  

CACCAMO: lui?  

PM Dott. Canessa: sì, recentemente

CACCAMO: guardi, allora so poco su Vigilanti, può darsi  abbia ragione lei allora, in questo caso  

PM Dott. Canessa: no, può darsi che lui sia andato lì, al tiro a  segno, ha visto una hi-standard e se l’è comprata  

CACCAMO: come abbia potuto entrare in possesso… 

PM Dott. Canessa: l’ha comprata al tiro a segno  

CACCAMO: gliel’ha venduta a lui allora  

PM Dott. Canessa: io le dico il dato strano è che, per l’appunto,  hi-standard, calibro 22, ce l’ha avuta il Vigilanti che poi, un bel giorno, dopo averla tenuta tanto, l’ha denunciata rubata, a carico di ignoti  

CACCAMO: perché non me l’avete detto subito? 

PM Dott. Canessa: subito, è passata un’ora, dottore  

CACCAMO: no, quando m’hanno interrogato loro  

PM Dott. Canessa: perché può darsi che ancora certi accertamenti  erano… è un po’ strano, però  

CACCAMO: dottor Canessa, io le ho detto tutto quello… è  strano sì, strano anche per me  

PM Dott. Turco: ma le risulta che il Vigilanti avesse armi  allora? Ne ha mai parlato lei con Vigilanti? 

CACCAMO: guardi, ho detto tutto di Vigilanti. Ora voi me  ne state dicendo più di me, perché questa pistola che sia andata a finire in mano sua ci rimango male, guardi, ci rimango male  

PM Dott. Canessa: senta, gliene dico un’altra che vale cento  milioni. Il Vigilanti dice o ha detto in una certa epoca, che all’epoca dell’omicidio era lì sul posto, è passato di lì in macchina, con quella macchina lì che ha detto  

CACCAMO: era passato lui?  

PM Dott. Canessa: e dei testimoni effettivamente hanno visto  quella macchina  

CACCAMO: allora ha ragione lei. Comunque la macchina  rossa, questo glielo posso confermare, che era rossa, ma io mi ricordo bene che aveva probabilmente, come si dice, aveva il cofano argentato, mi sembra  

PM Dott. Canessa: più sul nero che argentato  

CACCAMO: eh?  

PM Dott. Canessa: più sul nero che argentato, e due testimoni  oculari vedono quella macchina e lui ha detto: “sì, ero io”  

CACCAMO: l’avete ritrovata però la pistola?   

PM Dott. Turco: lei ne sa niente di questa pistola?

F. CACCAMO: no, per vedere se…  

PM Dott. Canessa: bisogna vedere se quella pistola che ha avuto  lei, capisce, era una pistola che ha avuto a che vedere con quell’omicidio. Lui l’ha denunciata rubata  

CACCAMO: è stata rubata?  

PM Dott. Canessa: lui dice: “me l’hanno rubata”. Ha fatto una  denuncia, dice: “io non ce l’ho più. Abbiamo cercato e non c’è”. Quindi se non ce le dice lei cose che conosce il Vigilanti  

CACCAMO: mi mette a terra, mi mette a terra  

PM Dott. Canessa: perché la devo mettere a terra? Io la voglio  mettere in condizione di…  

CACCAMO: no, non mi aspettavo una faccenda simile 

PM Dott. Canessa: ma non si perde mica tempo  

CACCAMO: e io che mi facevo idee… Allora son con lei  

PM Dott. Turco: senta Caccamo, però c’è anche un’altra cosa  che a noi è stata detta: che lei la famiglia Rontini la conosceva  

CACCAMO: io la conoscevo? 

PM Dott. Turco: sì  

CACCAMO: perché?  

PM Dott. Turco: a noi è stato detto che lei la conosceva bene la  famiglia Rontini. Conosceva il padre, la madre, la ragazza  

CACCAMO: io?!  

PM Dott. Turco: sì  

CACCAMO: no, questa m’è nuova. No, assolutamente no,  assolutamente no. Non è possibile e non è vero. Non è vero. Io ho conosciuto questa gente attraverso i giornali e quanto si diceva  

PM Dott. Canessa: senta, ha mai sentito dire dal Vigilanti che lui  era parente del Rontini?  

CACCAMO: del Vigilanti le ho detto tutto quello che  sapevo, che mi abbia parlato del Rontini, assolutamente  

PM Dott. Canessa: io le faccio una domanda nuova: le ha mai… 

F. CACCAMO: assolutamente no  

PM Dott. Turco: le risulta una conoscenza tra Vigilanti e la  famiglia Rontini?  

CACCAMO: no, di Vigilanti io so quello che avevo detto  dianzi, tutta questa storia della pistola poi mi porta in una galassia che io…  

PM Dott. Canessa: potrebbe essere del tutto occasionale, dottor  Caccamo. Noi correttamente le diciamo: “è stata di proprietà sua e poi è stata denunciata da Vigilanti ed è passata da questo”. Non è che le diciamo c’è un atto tra lei e Vigilanti, però lui ha comprato proprio la pistola sua. Questo è un po’ anomalo  

CACCAMO: gliel’ho venduta io allora, no?  

PM Dott. Canessa: no, lei l’ha venduta, ha detto, al… 

F. CACCAMO: gli ho detto che l’ho portata lì al poligono  

PM Dott. Canessa: e c’è traccia? C’è traccia del passaggio al  poligono, quindi  

CACCAMO: c’è traccia, allora basta  

PM Dott. Turco: senta Caccamo, vorrei sapere un’altra cosa:  lei è in grado di dirci chi conosceva Vigilanti a Vicchio? Lei ha detto che c’aveva la madre, ma aveva degli amici?  

CACCAMO: no  

PM Dott. Canessa: senta, il Fiesoli lo conosceva? C’andava al  Forteto il Vigilanti?  

CACCAMO: non lo so se c’andasse o meno. Guardi, non ho mai visto il Vigilanti là al Forteto. Non l’ho mai visto nemmeno alle feste, mai incontrato alle feste che facevano, mai incontrato  

PM Dott. Turco: ma qualche amico o conoscente di Vigilanti a  Vicchio lei è in grado di indicarlo?  

CACCAMO: tranne il pastore che mi parlava di lui, mi ha  parlato qualche volta di lui, io ora altre cose…  

PM Dott. Canessa: come si chiamava questo pastore? Vediamo  se le viene in mente  

CACCAMO: so che la mamma e i bambini avevano la  nonna a Vicchio, che lui era stato alla legione straniera, che poi lavorucchiava così, che poi era andato a finire, e si scherzava anche, che andava con la melinzana a lavorare, era migliorato, per il resto…  

PM Dott. Turco: ma qualche conoscente a Vicchio?  

CACCAMO: questa storia di pistola a me mi mette  veramente…  

PM Dott. Canessa: aspetti un attimo, c’abbiamo delle altre cose  da vedere per richiamare eventuali sue memorie, sennò non saremmo qui. Il Vigilanti, per nascita, era molto amico del Pacciani. L’ha mai sentito dire? 

CACCAMO: sento da lei, dottore  

PM Dott. Canessa: ma che il Pacciani aveva una casa lì nei  pressi?  

CACCAMO: so che era di Vicchio, questo ne hanno parlato  tutti i giornali  

PM Dott. Canessa: sì, ma che aveva sulla strada di Dicomano…  

CACCAMO: no, no, che io sapessi che il Pacciani avesse la  tale casa lì a Vicchio assolutamente no, anche perché io non sono di Vicchio. Io ci sono  capitato a Vicchio, attraverso il campeggio  

PM Dott. Canessa: nel modo in cui c’ha spiegato  

CACCAMO: attraverso il campeggio, capito? Non è che  io… poi di Vicchio non conosco nulla. Andavamo in giro perché a mia moglie le piaceva… d’altronde andateci piano perché è depressa, ve lo confermerà, a lei le piaceva girare le campagne, andare in giro, così  

PM Dott. Canessa: a sua moglie? Andavate a spasso o andava per  conto suo?  

CACCAMO: come per conto suo?! S’andava in giro per  Vicchio, a vedere le montagne, si saliva sul monte Giovo, per vedere, così  

PM Dott. Canessa: per vedere così 

CACCAMO: per vedere un pochino  

PM Dott. Canessa: invece sua moglie l’ha conosciuto mai il  Vigilanti?  

CACCAMO: non credo lei, forse gliene avrò parlato io, gli  avrò detto che qui vicino… perché si passava noi, si girava, andava dappertutto. Lui abitava in una frazione di Vicchio  

PM Dott. Canessa: ci stava la mamma, s’è detto  

CACCAMO: ci stava la mamma, e avrò detto: “da queste  parti deve abitarci un certo Vigilanti”  

PM Dott. Canessa: perché gliel’aveva detto lui dove abitava  esattamente?  

CACCAMO: no, no  

PM Dott. Canessa: e allora come fa a dirgli, passando di lì, ci  stava il Vigilanti?  

CACCAMO: è sulla strada tanto  

PM Dott. Canessa: come fa a sapere che la mamma di Vigilanti  stava su quella strada?  

CACCAMO: sulla strada, m’ha detto: “mia mamma abita lì  sulla strada di Villore”, mi sembra  

PM Dott. Canessa: ah, gliel’ha detto lui

CACCAMO: me l’ha detto lui. Ora m’è venuto Villore, ma  non so se ricordo bene  

PM Dott. Turco: senta, ma non ci sa indicare neppure una  persona che il Vigilanti conosceva nella zona di Vicchio? Perché se c’aveva la mamma, avrà avuto conoscenti nella zona, no?  

CACCAMO: guardi, non credo che avesse… perché da  come me lo descriveva il pastore era da bambino mi dice che era instabile, è andato via, è andato via, capito? Non era una persona che legasse nella zona  

PM Dott. Canessa: però poi lei l’ha descritto come una persona… 

F. CACCAMO: sì, veniva dall’Indocina, la legione straniera  PM Dott. Canessa: aveva il suo fascino, insomma  

CACCAMO: ha capito?  

PM Dott. Canessa: gliel’aveva mai detto che lui aveva avuto un  bar a Marsiglia?  

CACCAMO: un?  

PM Dott. Canessa: bar a Marsiglia  

CACCAMO: questa poi! Ma ne sapete di cose! Casco dalle  nuvole! A Marsiglia lui?  

PM Dott. Canessa: sì, e che avevano ammazzato uno nel bar per una questione di liti del bar a Marsiglia  

CACCAMO: Dio ragazzi, l’ho scampata bella! Dottor  Canessa, quella no. Gliel’avrei detto, se sapevo, sono una persona piuttosto aperta e sincera e quindi io dico anche le mie impressioni  

PM Dott. Canessa: quella del Fiesoli ce l’ha detta, o come  impressione…  

CACCAMO: è un’impressiona così  

PM Dott. Canessa: non è che lei sa qualcosa del Fiesoli di più?  

CACCAMO: gliel’avrei detto sennò, sarei venuto a trovarla  anche  

PM Dott. Canessa: no, lei mi ha detto ora, ora, dice: “provi a  vedere le impronte e vedere se c’è quella del Fiesoli”. Come dice lei a me: “parliamoci chiaro”, parlo chiaro io con lei  

CACCAMO: mi metto al posto suo, da indagatore, ha  capito? C’avranno guardato bene all’epoca? Perché se ne parlava in un modo, nei giornali, piuttosto fumoso di questo  

PM Dott. Canessa: quindi lei ha capito che qui non è come dice  lei, ma è uno Stato, che a parte rappresentato da noi oggi, che si sta dando da fare per avere questa verità  

CACCAMO: questo, bravo e io voglio, per quello che  posso, anche se oggi mi ha detto tante cose che non sapevo, eccetera, eccetera  

PM Dott. Canessa: ma io gliel’ho dette al solo fine di farle venire  la memoria  

CACCAMO: anche se come indagatore lei è stato piuttosto  abile e bravo, però senza rancore e senza niente, ha fatto il suo lavoro e lo fa bene, io mi auguro, per quello che potrò fare, che potrò aiutarvi, sono sempre qui a disposizione  

PM Dott. Canessa: io le dico che un altro po’ la disturbo 

F. CACCAMO: io mi auguro che voi lo troviate  

PM Dott. Turco: senta Caccamo, ma sua moglie conosceva la  famiglia Rontini?  

CACCAMO: no, no, no, come fa a conoscerla?  

PM Dott. Turco: guardi però che noi abbiamo una persona che  dice queste cose qui  

CACCAMO: no, no  

PM Dott. Turco: dice che è falsa questa persona?  

CACCAMO: certamente, certamente perché è  assolutamente non… 

PM Dott. Turco: perché non c’è mica nulla di male a conoscere  la famiglia Rontini  

CACCAMO: no, no, no, non mi risulta, non mi risulta per  niente. Lei è francese, ha capito? Aveva il suo gruppo di donne francesi, eccetera, poi a Vicchio non c’era mai  

PM Dott. Canessa: scusi un attimo, ma così, solo prendendo dati  obiettivi, il Vigilanti aveva per alcuni anni un bar a Marsiglia. Glielo dico io perché è venuto fuori, non è che ce lo siamo inventati. Voi, in qualche modo, come famiglia avete un po’ frequentato Marsiglia. Le chiedo: “ha mica conosciuto il Vigilanti perché”…  

CACCAMO: no, guardi, la mia famiglia è andata a  Marsiglia da immigrati, ha capito?  

PM Dott. Canessa: invece sua moglie è di Marsiglia? No, è di  Parigi lei  

CACCAMO: no, Parigi, nulla a che vedere, assolutamente  no  

PM Dott. Canessa: però lei c’ha una sorella a Marsiglia, è lei che  c’ha una sorella a Marsiglia  

CACCAMO: una a Marsiglia ora, sì, è a Marsiglia perché è  tornata dalla Tunisia che è poco, è morto il marito, da poco a Marsiglia, sì e una è a Parigi, ma a Marsiglia, poveracci, sono da immigranti praticamente recenti  

PM Dott. Canessa: di ritorno dalla Tunisia  

CACCAMO: dalla Tunisia, è recente  

PM Dott. Canessa: come mai la sua moglie era nata a Parigi? 

F. CACCAMO: come è nata a Parigi? E’ la dove è nata  PM Dott. Canessa: aveva genitori che erano…  

CACCAMO: mia moglie è parigina, ha i genitori laggiù  

PM Dott. Canessa: me lo lasci domandare, per lei è normale, io  posso… può essere che uno è nato in un posto di passaggio  

CACCAMO: no, è francese lei, non è un’italiana nata a  Parigi  

PM Dott. Canessa: insomma, questo Vigilanti, ha capito? 

F. CACCAMO: sì, ora ho capito  

PM Dott. Canessa: però questo Vigilanti sa tanto dei Rontini, per  questo son venuti fuori questi  

CACCAMO: allora son con lei. Possibile? Ma perché poi?  Se sei amico del Rontini, perché fare queste  

cose a Rontini?  

PM Dott. Canessa: senta una cosa, però guardi buffo, lei così, parlandomi, mi dice sia di Vigilanti che di Fiesoli, alla domanda mia: “ma loro si conoscevano?” Lei ha detto: “non lo so”  

CACCAMO: non credo, non li ho mai visti insieme, come  faccio a dirlo? E nessuno di loro m’ha parlato dell’altro  

PM Dott. Canessa: ha mai incontrato il Vigilanti – questa è una  domanda secca – al Forteto? E’ sicuro? Ci pensi  

CACCAMO: assolutamente no, anche perché io non ero al  Forteto sempre, come dicevo…  

PM Dott. Canessa: infatti le ho detto incontrato  

CACCAMO: no, no, no, non ho questo ricordo, questa  reminiscenza gliel’avrei detta subito, questi flash mi rimangono. Non credo poi che ci sia un rapporto fra di loro…  

PM Dott. Canessa: gliel’ho già chiesto, la moglie del Vigilanti ha  detto lei non la conosce?  

CACCAMO: non la conosco, l’avrò vista due, tre volte a  casa, coi bambini  

PM Dott. Canessa: per i bambini  

CACCAMO: una donna molto calma, mi era apparsa allora 

 PM Dott. Canessa: la signora Vigilanti a Vicchio le è mai  capitato di vederla?  

CACCAMO: no, assolutamente, assolutamente. L’ho vista  proprio a Prato in quella case, come dicevo, piuttosto, non so se esistono ancora. Una donna molto calma, di famiglia, una donna di casa, preoccupata dei bambini  

PM Dott. Turco: senta, e invece sua moglie non ha mai visto il  Vigilanti?  

CACCAMO: non so, non credo che l’abbia visto, l’avrà  visto… non lo so, può darsi  

PM Dott. Turco: Vigilanti a casa sua a Vicchio non c’è mai  stato, il Vigilanti?  

CACCAMO: può darsi ci sia stato, ma io non me lo  ricordo, non ce lo vedo. Può darsi, chieda a lei, può darsi che sia venuto a trovarmi quando si costruiva, qualcosa del genere. Può darsi, ma io non lo ricordo. Può darsi lo ricordi lei, è già qualcosa, ma però, guardi, anche se è venuto, sarà venuto a vedere la costruzione, a trovare così il medico, ma per il resto non ci vedo legame  

PM Dott. Turco: quindi la sua non è una passione per le armi?  

CACCAMO: no, che passione per le armi! Mi sono rimaste due pistole, non riesco a disfarmene  

PM Dott. Canessa: ce n’ha due sole in casa attualmente?  

CACCAMO: ce n’ho due sole. Sono rimaste lì, e come  dicevo a loro, spero di non doverle adoperare per difendermi da un eventuale…  

PM Dott. Canessa: lei invece negli atti a loro ha detto: “io le  tengo perché ho paura di questo mondo”  

CACCAMO: ho paura di questo mondo  

PM Dott. Canessa: e che lei ha tenuto le armi perché aveva  sempre paura  

CACCAMO: le farebbe piacere che le taglino la testa?

PM Dott. Canessa: a chi?  

CACCAMO: a lei  

PM Dott. Canessa: cioè il Vigilanti…  

CACCAMO: e quindi io, prima di farmi tagliare la testa da  uno di questi…  

PM Dott. Canessa: da un Vigilanti  

CACCAMO: non dal Vigilanti, da uno di questi miscredenti  

PM Dott. Canessa: aspetti, io e le conosciamo sicuramente il  Vigilanti che lui diceva tagliava la testa a quelli… no? Lo sa lei? 

 CACCAMO: che tagliava la testa?  

PM Dott. Canessa: credevo lo sapesse, va beh, le tagliava nelle  guerre  

PM Dott. Turco: come legionario  

PM Dott. Canessa: come legionario, lo dice lui, l’ha detto lui,  c’ha delle fotografie  

CACCAMO: addirittura?  

PM Dott. Canessa: ci son delle fotografie che lui regge due teste  

CACCAMO: ho frequentato un mostro senza saperlo, ragazzi!  

PM Dott. Canessa: senta una cosa, caro dottor Caccamo, c’è  un’altra cosa: lui, questo Vigilanti, fu perquisito in epoca degli omicidi. Gli fecero una perquisizione e aveva determinato materiale fotografico, insomma di giornali, eccetera e all’epoca dice: “io volli andare a vedere” – dopo ci fa quell’altro racconto, all’epoca però – “volli andare a vedere dov’era avvenuto l’omicidio di Vicchio, però prima di andare a vedere il luogo dell’omicidio, andai a trovare un mio amico a casa”  

CACCAMO: amico?

PM Dott. Canessa: a casa sua, “perché abita lì, era il dottor  Caccamo”. Lui dice all’epoca, trenta anni fa, dice: “quando c’è stato l’omicidio, io andai a vedere e prima ero andato a vedere, andavo a trovare mia mamma, volli andare a vedere, prima passai a trovare il mio amico, dottor Caccamo”  

CACCAMO: e sarà stato forse quella volta che si era in  costruzione, probabilmente  

PM Dott. Canessa: no, no, casa che abitava  

CACCAMO: a casa ad abitare?  

PM Dott. Canessa: dottor Caccamo, stia attento, perché la  domanda io gliel’ho fatta corretta e giusta. E’ avvenuto l’omicidio, lì, vicino a casa sua  

CACCAMO: sì  

PM Dott. Canessa: “io sto a Prato, voglio andare a vedere perché  sono un curioso. Prima di andare, passai a trovare il mio amico, dottor Caccamo, a casa che abitava lì o che quel giorno era lì”  

CACCAMO: allora?  

PM Dott. Canessa: se lo ricorda?  

CACCAMO: io non ricordo assolutamente questo fatto, lo chieda a mia moglie, forse lei lo ricorda meglio di me. Che può darsi sia venuto a vedere la costruzione, quando c’era la costruzione  

PM Dott. Canessa: no, c’abitavate voi, dottor Caccamo, ci  abitavate  

CACCAMO: ci abitavamo? Allora no  

PM Dott. Turco: quando è successo l’omicidio…  

CACCAMO: può darsi  

PM Dott. Turco: … lo ricorda se ci abitavate oppure no?  

CACCAMO: ma io non c’entro niente. Poi amico, quale  amico?  

PM Dott. Canessa: lo dice lui all’epoca  

CACCAMO: ma mai amico, ero il suo medico,  simpatizzavamo così perché, come le ho detto, era una persona vivace, aitante, così,  ma per tutto il resto…  

PM Dott. Canessa: però ha capito questo discorso?  

CACCAMO: l’ho capito bene  

PM Dott. Canessa: lui dice: “vado a vedere, ma prima di andare  lì, vado a trovare il dottor Caccamo”. Pensi all’epoca, trenta anni fa, non oggi 

CACCAMO: no, come fa a dire…  

PM Dott. Canessa: come fa a dire?! Lo dice  

CACCAMO: non c’entro niente, lo dice lui  

PM Dott. Canessa: certo che lo dice lui  

CACCAMO: ammettendo venne a vedere la casa quel  giorno lì, ma non credo perché lo ricorderei  

PM Dott. Canessa: io le chiedo solo se lei ricorda  

CACCAMO: lo ricorderei, lo ricorderei, essendo, dice lei,  un avvenimento così singolare, io lo ricorderei, invece…  

PM Dott. Turco: senta Caccamo, ma quando è successo l’omicidio, la costruzione della casa vostra era finita? Lei se lo ricorda questo?  

CACCAMO: sì, sì, era finita, c’eravamo dentro, sì, sì  

PM Dott. Turco: allora il Vigilanti viene sentito qualche  settimana dopo  

PM Dott. Canessa: ma nemmeno tante  

PM Dott. Turco: un anno dopo viene sentito  

PM Dott. Canessa: però racconta  

PM Dott. Turco: le viene domandato: “ma te eri in zona?”  Dice: “io sono partito da Prato, sono andato a trovare Caccamo, e poi sono andato sul posto”  

CACCAMO: può darsi per farsi un alibi per dire che era  venuto a trovare me, non a vedere le cose.  Può darsi che è così, ma io non ricordo di averlo visto a casa. Può darsi, vi dico, che la curiosità di vedermi fare questa casa, sia venuto, ma io penso che semmai è mai venuto, sarà stato all’epoca, mentre era in costruzione o qualcosa del genere o che sia venuto poi a far visita una volta, così, ma di storia di amicizia…  

PM Dott. Canessa: perché lei dice che voleva forse farsi un alibi?  

CACCAMO: per dire è venuto da me, non era andato a  vedere…  

PM Dott. Turco: no, no, dice: “sono stato”. Lui dice: “ci sono  andato, io sono andato proprio sul posto, però prima sono passato da Caccamo”  

PM Dott. Canessa: per curiosità, “la mia curiosità era tanta, però,  prima di andare a vedere, sono andato a trovare Caccamo”  

CACCAMO: passava allora a trovare me e poi è andato a  vedersi… prima i vivi e poi i morti  

PM Dott. Turco: e poi i morti 

CACCAMO: cosa vuole che le dica? Se lo dice lui 

PM Dott. Canessa: all’epoca lo dice  

CACCAMO: all’epoca  

PM Dott. Canessa: ai Carabinieri che non sanno nemmeno chi è il  dottor Caccamo all’epoca, né si preoccupano di venire  

CACCAMO: avrebbero fatto meglio se venivano subito 

PM Dott. Canessa: così lei gliel’avrebbe spiegato  

CACCAMO: spiegato come andavano le cose  

PM Dott. Canessa: non l’hanno fatto, ora c’è questo dato. Che  motivo c’ha quest’uomo di…  

CACCAMO: dottor Canessa, veramente, questo veramente  no, guardi, avrei avuto piacere di poterla aiutare, veramente avrei avuto piacere, mi creda, veramente, mi creda  

PM Dott. Turco: lei sa dare una spiegazione di queste  dichiarazioni del Vigilanti?  

CACCAMO: di questa?  

PM Dott. Turco: dichiarazione che ha fatto allora?

 F. CACCAMO: che è venuto a trovare me?  

PM Dott. Turco: prima che è suo amico, e poi che è venuto a trovare lei  

CACCAMO: l’unica, essendo sulla strada, s’è fermato a  vedere me, poi è andato a vedere quello. Questo posso dire, sia venuto lì per che cosa? Per farmi una relazione su quanto la notte prima avevamo…  

PM Dott. Canessa: questo lo immagina lei  

CACCAMO: questo state immaginando voi  

PM Dott. Canessa: assolutamente!  

CACCAMO: che c’entro io in questa storia?  

PM Dott. Canessa: noi seguiamo Vigilanti  

CACCAMO: per me è infamante una cosa del genere 

PM Dott. Canessa: è di allora  

CACCAMO: ma di allora o ora, allora, ora è lo stesso  

PM Dott. Turco: Caccamo, ascolti, noi la sentiamo come  testimone  

CACCAMO: speriamo  

PM Dott. Turco: non speriamo, gliel’abbiamo detto all’inizio  

CACCAMO: il dottor Canessa sa fare le domande molto  bene, è un bravo indagatore, uno che veramente c’ha qualcosa sotto, scapperebbe male alle sue domande. E’ bravo, però io non c’entro, francamente, vorrei potervi aiutare in mille modi  

PM Dott. Canessa: esca dall’equivoco, rimaniamo sul discorso  che sta facendo lei, tipo, da una parte prendete le impronte, insomma, perché non seguite le impronte del Fiesoli  

CACCAMO: perché mi viene a me da quando questi vostri  colleghi, amici, collaboratori mi hanno convocato su questa storia, io mi son posto la domanda: per quale motivo tutto questo interesse?  

PM Dott. Canessa: ora l’ha capito?  

CACCAMO: ecco perché, perché io sono stato nominato,  c’ha la mia pistola, parla di amicizia, viene a trovarmi al momento che avvengono… Allora, io son qui, faccia quello che vuole  

PM Dott. Canessa: se ce l’avessimo a disposizione, le  porteremmo il Vigilanti  

CACCAMO: è vivo ancora o no?  

PM Dott. Canessa: no, dico, se ce l’avessimo a disposizione,  potremmo fare…  

CACCAMO: un confronto anche

PM Dott. Canessa: un confronto

F. CACCAMO: ma è vivo? È morto?

PM Dott. Canessa: è vivo

F. CACCAMO: eh, facciamo il confronto. Che aspetta? Io voglio essere scagionato da questa storia

PM Dott. Canessa: il confronto si fa dopo che ognuno dei due ha detto la sua versione dei fatti

F. CACCAMO: ma gliel’avrà detto trecento volte lui, l’avete visto

PM Dott. Canessa: ora abbiamo sentito la sua, se è necessario facciamo un confronto, ma il confronto è in un momento in cui uno dei due è indagato. Non abbiamo motivo

F. CACCAMO: ma questa poi! Mi doveva capitare anche questa nella vita

PM Dott. Canessa: rende interessante, dottore, la rende interessante

F. CACCAMO: l’ultima, guardi. Non avrei mai pensato. Come medico ci si trova di fronte a tante situazioni, va bene, strane, ma che mi si fosse addirittura sospettato una faccenda del genere!

PM Dott. Canessa: sa cosa è complicato? E’ complicato dal fatto che questo signore dice che lui era parente dei Rontini e conosceva, capito?

F. CACCAMO: fatti suoi, insomma, se parente del Rontini, io non lo so, onestamente. Poi l’amicizia che lui vuol dire è soltanto una conoscenza, una simpatia tra medico e paziente si può arrivare, dottore, ma di più… Lui sarà anche venuto a casa che io non lo ricordo. La curiosità di vedere questo dottore dove aveva fatto la casa, eccetera, ma per il resto, da dire che io sia il suo amico, no

PM Dott. Turco: senta Caccamo, lei quindi non sa niente delle armi che, eventualmente, il Vigilanti aveva a disposizione? Non ha mai parlato? Non hai sentito nulla?

F. CACCAMO: mai, assolutamente, niente

PM Dott. Canessa: che frequentava il poligono anche lui? Nemmeno?

F. CACCAMO: del?

PM Dott. Canessa: che anche lui frequentava il poligono mai detto?

F. CACCAMO: mai sentito un affare del genere. Io questa storia della pistola casco proprio dalle nuvole. L’avessi mai comprata questa pistola. Che poi non l’ho nemmeno venduta, non ho nemmeno i soldi, è rimasta là e basta, è così

PM Dott. Canessa: gliel’ha lasciata in conto-vendita? Come gliel’ha lasciata?

F. CACCAMO: in conto-vendita

PM Dott. Canessa: e perché non è mai andato a sentire: “oh, ma l’avete venduta o meno?”

F. CACCAMO: sie, avevo tanto da fare

PM Dott. Canessa: scusi, vede dottore, questo un attimino ci pensi perché è un po’ una contraddizione

F. CACCAMO: ma d’accordo, ma come vede, non sono appassionato delle armi

PM Dott. Canessa: no, ma se lei dà in vendita un’arma e non passa nemmeno a sapere se qualcuno l’ha comprata, è un po’ strano, no?

F. CACCAMO: ma non mi interessava più, a me interessava di non avere più la quota quantitativa di armi in più che erano proibite. Che poi l’avessero vendute, che si fosse preso i soldi lui, a me francamente non mi interessava, non era questo l’interesse mio di vendere

PM Dott. Canessa: doveva diminuire il numero di armi

F. CACCAMO: diminuire, essere in regola

PM Dott. Turco: senta, le faccio un’altra domanda: il Vigilanti ha detto lei che faceva qualche lavoretto, in particolare ha detto all’Ofisa prima, no, mi pare

F. CACCAMO: io?

PM Dott. Turco: il Vigilanti

F. CACCAMO: sì, m’ha detto, al momento dato, e io gli ho detto: “sei passato dall’arancia alla melinzana”

PM Dott. Turco: lui aveva la passione delle armi? Lei l’ha mai capito?

F. CACCAMO: no, mai parlato di armi, mai parlato, ma mai, mai, mai, mai

PM Dott. Turco: neanche soltanto per parlare?

F. CACCAMO: assolutamente niente, ma non m’ha parlato nemmeno di fatti di Indocina, di guerre, di cose, mai

PM Dott. Turco: e il figlio del Vigilanti che cosa faceva?

PM Dott. Canessa: i figli, sono due

PM Dott. Turco: i figli

F. CACCAMO: i figli eran piccini, erano a scuola

PM Dott. Turco: non sa niente di loro?

F. CACCAMO: non so più che cosa sono diventati, assolutamente no… Mi è venuto il nome, Fonseca, De Fonseca

PM Dott. Canessa: chi è il De Fonseca?

F. CACCAMO: è un amico, parente, no? No, allora no

PM Dott. Canessa: che cosa fa? Il dentista, ha detto?

F. CACCAMO: allora ho sbagliato nome, faceva, è morto. No, non è lei, scusi

PM Dott. Canessa: non posso fare nemmeno riscontri, se è morto. No, non lo conosco

F. CACCAMO: scusi, sbaglio nome

PM Dott. Canessa: non c’è problema

F. CACCAMO: mi chieda

PM Dott. Canessa: mi lasci fare il mio mestiere, ha detto che lo so fare, no? Ci siamo messi, però, nella strada giusta

F. CACCAMO: io voglio collaborare, se posso aiutarvi purché gli mettiate le manette una volta per tutte, lo faccio… ma che io c’entri in queste storie, toglietevelo dalla testa

PM Dott. Canessa: no, potrebbe avere indirettamente qualche notizia che ci può servire. Questo è, dottore, allo stato il motivo per cui noi la sentiamo

F. CACCAMO: fate pure, avete la mia fiducia, la mia approvazione e il mio affetto anche perché capisco, siete gente che lavora e che vuole ottenere, che fate il nostro bene, il vostro bene, quello che avrei fatto io. Avrei visto la taglia, mi sono immedesimato

PM Dott. Canessa: l’abbiamo fatto. Dobbiamo vedere che risultati ci può dare, ma l’abbiamo fatto

F. CACCAMO: quando sarete sicuri della mia persona, che non c’entra niente in queste cose qui

PM Dott. Canessa: ad oggi siamo sicuri che lei non c’entra, sennò non saremmo qui davanti a un tavolo insieme

F. CACCAMO: quando sarete sicuri, sicuri, sicuri, ammettetemi nella vostra cerchia un pochino a cercare insieme, mi appassionerebbe. Lo dico così, da fratello, e basta, però, per il resto, guardi, sangue e vene

PM Dott. Canessa: posso farle una domanda?

F. CACCAMO: faccia tutte le domande che vuole

PM Dott. Canessa: lei ha una passione politica, come tutti noi, particolare?

F. CACCAMO: no, passione politica. Io sono un italiano, come ho detto, di Tunisia. La mia passione è che a questi poveri italiani che hanno lavorato tanto e sofferto tanto, li è stato dato un calcio nel sedere, li venisse riconosciuta, almeno ho scritto queste quattro righe per cercare di non dimenticarli

PM Dott. Canessa: non le interessa, ho cercato di capire cosa voleva raccontare

F. CACCAMO: non voglio che vengano dimenticati, sono esistiti anche loro, son passati così

PM Dott. Canessa: belle tutte le storie della masseria

F. CACCAMO: storie che mi raccontava mio nonno

PM Dott. Canessa: sono appassionanti

F. CACCAMO: in verità le avevo fatte per una ristretta cerchia di amici e parenti, se loro vogliono capire, anche conoscere un po’ quella che era la mentalità di allora

PM Dott. Canessa: l’ha espressa veramente bene. Torniamo a questo discorso

F. CACCAMO: la mia è un’antichissima famiglia, molto antica, e che ormai io non c’entro più con loro. Comunque ha scritto la storia del meridione in tutti i modi e quindi non arriverei mai a delle porcherie, delle mostruosità del genere. Dovrei essere matto e non sono matto

PM Dott. Canessa: però potrebbe aver captato qualche racconto

F. CACCAMO: comunque, ve lo ripeto ancora, per quello che io posso e che potrò e quando vi sarete convinti perché ci vuole la prova per voi…

PM Dott. Canessa: purtroppo dobbiamo fare qualche attività

F. CACCAMO: … sarei felicissimo se voi mi ammetteste nella vostra fiducia e in qualche modo facesse parte, da come vanno le cose, mi sarebbe piaciuto collaborare

PM Dott. Canessa: ne abbiamo preso atto, l’ha già detto due volte, l’abbiamo memorizzato. Senta una cosa, quando lei aveva lo studio di dentista o di medico a Prato, erano lontani o vicini fisicamente i due studi?

F. CACCAMO: quando avevo gli studi?

PM Dott. Canessa: sì

F. CACCAMO: ma è durato poco quello perché non ce la facevo

PM Dott. Canessa: in uno faceva il dentista e in uno faceva il medico, è così?

F. CACCAMO: non potevo fare. Comunque c’è nessuno che conosce Prato bene? Uno era alla Misericordia di Prato, il mio studio era in via Fra’ Bartolomeo, dietro, che era di fronte, da sul… vialone, non ricordo. Avevo uno studio che era alla Misericordia e un altro era a Villa Fiorita

PM Dott. Canessa: vicini?

F. CACCAMO: saranno tre, quattro chilometri, cinque chilometri

PM Dott. Canessa: senta una cosa, fra questi suoi clienti, ho letto nel verbale in un certo punto, quando l’altro medico andò via e prese lo studio, aveva tantissimi clienti e stette anche male da quanto lavorava. Ha fatto un discorso di questo tipo?

F. CACCAMO: no, quello che andò via

PM Dott. Canessa: quando lui andò via, lei prese il suo studio

F. CACCAMO: era il dottor Boncompagni, se non mi sbaglio

PM Dott. Canessa: dico, e lei dice ai Carabinieri, c’è scritto nel verbale: “a quell’epoca, poi presi tantissimi mutuati per cui io faticavo tanto”, è così?

F. CACCAMO: bravo, bravo

PM Dott. Canessa: le chiedo: fra i suoi clienti c’erano, per caso se lo ricorda, dei sardi?

F. CACCAMO: sì, certo, dalle parti di Villa Fiorita avevo un gruppetto di sardi

PM Dott. Canessa: ricorda qualche cognome? E cosa facevano? Se erano operai?

F. CACCAMO: lavoravano tutti nel tessile, la maggior parte. Era simpatica gente anche. C’era una donna un po’ strana in questo gruppetto, non saprei dirle il nome, però sa come può apparire strana una donna sarda che, a un momento dato, le parla francese e dice di non essere mai stata in Francia. Ho detto: “ma lei è stata in Francia, signora? Parla bene francese”. “No, no, ho imparato io così”

PM Dott. Canessa: parlo di uomini, qualche sardo che le può essere rimasto in mente

F. CACCAMO: c’era un maresciallo che era mio paziente, di polizia. Non mi ricordo, non mi viene il nome. Era sardo lui, so che era sardo lui, aveva la moglie, i figlioli

PM Dott. Canessa: perché il famoso Vigilanti parla di pazienti sardi suoi che sono venuti anche all’onore delle cronache, relativi a questi delitti, che potevano essere clienti suoi, i vari Vinci, quella gente lì

F. CACCAMO: no, no, no, Vinci no, no, ricordo dei Vinci

PM Dott. Canessa: ha capito?

F. CACCAMO: no, no, Vinci no, assolutamente no, altro tipo di persona. Questa donnina mi è sembrata un po’ intrigante, diciamo

PM Dott. Canessa: però io volevo rimanere un attimo sul perché il Vigilanti faccia questo tipo di discorso

F. CACCAMO: perché a Prato, dalle parti di Villa Fiorita, c’era tutta una comunità sarda, tutto un palazzo, tanta gente, erano tutti sardi lì

PM Dott. Canessa: ma ci poteva essere qualche Vinci tra i suoi clienti?

F. CACCAMO: no, Vinci non mi rimane, anche perché per me Vinci è un nome toscano, non è sardo, per me

PM Dott. Canessa: senta una cosa, le avevo chiesto un discorso della politica: insomma lei ha maturato nel tempo, ha una sua convinzione?

F. CACCAMO: sono un italiano di tutti i giorni, uno che vorrebbe l’Italia bella, brava, buona, onesta, pulita

PM Dott. Canessa: il Vigilanti, gliel’abbiamo già chiesto, che idee politiche aveva?

F. CACCAMO: non me ne ha mai parlato di queste cose

PM Dott. Canessa: ha detto lui ha fatto la guardia del corpo ad Almirante

F. CACCAMO: che ha fatto?

PM Dott. Canessa: la guardia del corpo ad Almirante

F. CACCAMO: guardi, francamente, dottore…

PM Dott. Turco: non lo sapeva?

F. CACCAMO: no, assolutamente niente, mi sembra strano perché le cose sono rimaste sulle generiche, tra paziente…

PM Dott. Canessa: la domanda era: per caso parlavate anche di politica?

F. CACCAMO: no, no, no

PM Dott. Canessa: e avevate le stesse idee politiche?

F. CACCAMO: guardi, un medico che lavora, al momento del lavoro, non ha mica tanto tempo, si può fare una battutina

PM Dott. Canessa: ma lei ha, come tutti noi, un’idea politica particolare, per motivi professionali?

F. CACCAMO: vedo l’Italia nella grande confusione

PM Dott. Canessa: no, non ora, come idea…

F. CACCAMO: vedo il povero Renzi che sta facendo…

PM Dott. Canessa: allora, senta, però lei ho visto è iscritto a una loggia, con tanto di numero

F. CACCAMO: ma questo una volta, ora non sono più iscritto io, ormai è passato questo, son venuto fuori da questa zona, da questa cosa qui

PM Dott. Canessa: una loggia proprio

F. CACCAMO: no, no, non me l’avete chiesto, quindi non ve ne parlo, ma non va per me. C’ho provato in mille modi perché le idee che vengono professate, propugnate sono veramente belle, buone, eccetera, eccetera

PM Dott. Canessa: in astratto

F. CACCAMO: sui fatti poi vede, tu senti che è tutto una storia d’affarismo tra loro, che non ci arrivi mai a quei livelli lì. C’ho provato in mille modi, ma via, chiuso. Chiuso e non ne voglio sentire parlare neanche. Poi se volete le informazioni, ve le do, per quelle che ho, perché non me ne frega niente, non c’entro niente. Non è giusto quando si dice: “scopritele da voi”, tanto ne saprete più di me di queste cose qua

PM Dott. Turco: e Vigilanti?

F. CACCAMO: forse massone lui?

PM Dott. Turco: sì, quindi no, non sa niente?

F. CACCAMO: no, assolutamente. E chi lo prendeva? Uno con tutte queste cose. Per quanto riguarda la massoneria, come le ho detto, è stato un periodo della vita in cui uno cerca degli ideali. Come vede che ora mi trova incerto anche

PM Dott. Canessa: la trovo incerto, ma la trovo molto combattivo. La vedevo come un signore di un po’ d’età, che fa il pensionato. La vedo bello tonico

F. CACCAMO: son dovuto venir via dalla Tunisia, capito? Ho dovuto campare, perché io andavo a fare le pulizie

PM Dott. Canessa: se avesse qualcosa da nascondere, sarebbe abilissimo a nasconderla, è abile, è piacevole parlare con lei

F. CACCAMO: sì, è piacevole parlare anche con lei anche perché lei capisce e lei è abbastanza intelligente per capire con chi sta parlando

PM Dott. Canessa: io e il collega l’abbiamo sentito quasi sostanzialmente su cosa sa lei del Vigilanti, ce ne deve dare atto, e del Fiesoli. Il Fiesoli ce l’ha dette da sé

F. CACCAMO: ne so molto meno di quanto potesse chiedere e queste storie della famiglia di Rontini non è vero niente. Andateci piano, però, con mia moglie, quando la interrogherete perché è molto depressa di questi tempi

PM Dott. Canessa: depressa per che cosa? Età?

F. CACCAMO: così, per l’età, è così, non so più come fare io. Riesco con grande difficoltà a tenerla su. Quindi, chiedetele le cose che volete sapere da lei, chiedetele tutto quello che volete, però per quanto riguarda le idee politiche, come le ho detto, tutti noi, chi ha un pochino di cervello, di questi tempi vede che siamo in una baraonda di quelle tremende. Quindi io sono per l’Italia. Quando l’Italia andrà avanti, sarà bella, sarà buona, ci sarà un partito buono

PM Dott. Canessa: dobbiamo avere fiducia negli italiani, via, facciamo così

F. CACCAMO: sarò il primo a farmi avanti, perché in politica non son mai voluto entrare. Ecco, se lei vuol sapere ancora, quando mi trovavo a Prato, al momento dato, dei pazienti mi hanno proposto di fare l’assessore: “vuole entrare nel partito comunista?” all’epoca, così. Dico: “senti, io sono con te, sei operaio, lavori, hai lavorato nelle miniere, io ti capisco, ma io sono il medico, sono il medico di tutti, sono un medico di tutti. Vado a Firenze e che faccio? Mi metto dietro una scrivania?”

PM Dott. Canessa: va bene

PM Dott. Turco: va bene, chiudiamo, sono le ore 17.10

F I N E DELLA TRASCRIZIONE

Il Pubblico Ministero dà lettura del verbale della deposizione che si allega in calce alla presente trascrizione.

21 Luglio 2016 Testimonianza di Francesco Caccamo

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