Il 29 Gennaio 2016 rilascia testimonianza Andrea Vigilanti figlio di Giampiero Vigilanti.
Questo il verbale: 29 Gennaio 2016 Testimonianza di Andrea Vigilanti
Questa la trascrizione:
PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE
VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI – art. 362 c.p.p. –
Proc. pen. n.- 7372/2014 RGNR Mod. 44
In Firenze – presso gli Uffici della Procura della Repubblica di Firenze, il 29 gennaio 2016 alle ore 15.00 dinanzi al Pubblico Ministero dr. Paolo Canessa, con la presenza del Col. Domenico STRADA, del Lgt. Luca LANFRANCHI e del Mar. Ca. Paolo CAPPELLETTI, del ROS – Sezione Anticrimine di Firenze, è comparso, prevía citazione :
VIGILANTI Andrea, nato a Firenze il 17/06/1962, residente a Cavriglia (AR) Piazza Don Ermete Morini nr. 2.
A.D.R.: Non mi occupo né di politica né di calcio anche se qualche guaietto l’ho fatto.
A.D.R.: Mio padre frequentava la Sezione del MSI di Prato ed era anche nel Consiglio di Quartiere per il MSI.
A.D.R.: I miei genitori sono andati ad abitare nella casa di Via Anile nr. 18 e poi al 10. Al primo numero, cioè al 18. ci siamo andati nel maggio – giugno del 1966, prima, abitavamo a Vaiano dove mio padre ha lavorato in diverse filature. Ci abbiamo abitato fin quando io ho avuto circa 4 anni. Successivamente ha lavorato presso POFISA e poi presso una filatura. In famiglia si è respirato sempre area del MSI. La domenica mio padre da piccoli portava me e mio fratello nella sede del movimento MSI però mio padre non ha mai voluto che facessi attività politica vera e propria. Ricordo che una volta non volle che facessi volantinaggio. Anche quando ho cominciato a lavorare nei locali ho sempre avuto la stessa idea politica ma non ho mai fatto attività politica attiva. Sono stato iscritto in Forza Nuova ad Arezzo fino al 2005. Ho qui con me la tessera che Le mostro. E’ vero che mio padre ha fatto da autista all’Ammiraglio BIRINDELLI e all’Onorevole Almirante. Abbiamo un foto a casa, che sicuramente avete visto, dove sono ritratti mio padre e mio fratello dietro alla figura dell’Onorevole ALMIRANTE. E’ stata fatta a Prato nella sede della Sezione del Movimento in Via Santa Trinita.
A.D.R.: Non so dire se mio padre abbia mai avuto contatti con i cosiddetti Servizi Segreti. Non me ne ha mai parlato. Ricordo che mi abbia raccontato che nei primi tempi della Legione Straniera o nei prima anni ’50 gli avevano proposto di andare a combattere in Corea con gli americani.
A.D.R.: lo non ho mai avuto contatti con servizi segreti di alcun tipo. Non so se mio fratello Gianluca li abbia mai avuti. Non lo posso escludere. Ricordo che ha avuto dei guai a Genova ma non so dire per quale motivo e non so dire se la cosa avesse a che fare con i cosiddetti servizi. Mio fratello ha prestato servizio militare negli autieri a Palmanova. Durante il servizio militare ebbe comunque un processo però non so indicarne il motivo. Per caso lessi la cosa sul giornale nella cronaca di Prato. Parti per il militare nel 1984 e tornò nel 1985. Non abbiamo mai parlato di questo cose, in casa. Abbiamo sempre sorvolato sull’argomento. lo non svolgo una attività lavorativa specifica. Ho fatto diversi lavori. Ho fatto il carrozziere, il buttafuori nei locali. Ho fatto un corso specifico per ottenere il tesserino ma i procedimenti penali che ho avuto per ora non me lo consentono. Ho avuto più procedimenti penali e più condanne tutte legate al mio lavoro di buttafuori. Sono stato condannato per un tentato omicidio nel 1993 a Pistoia. Per questo fatto sono stato detenuto per circa un anno, metà in carcere e metà agli arresti domiciliari. Fui coinvolto in una sorta di rissa in un locale. Fummo circondati da chi non voleva allontanarsi; usai una spranga e causai ad un giovane delle lesioni abbastanza gravi. Successivamente ho avuto diversi processi per lesioni gravi sempre relative al mondo delle discoteche. Nel 2000 sono stato condannato per porto abusivo di coltello che detenevo illegalmente in macchina. Ho fatto anche l’accompagnatore di soggetti dello spettacolo in qualità di guardia del corpo. Non ho mai avuto un lavoro di dipendente fisso. Ho un bambino di 5 mesi e la mia compagna ne ha altri due. Conviviamo a Massa dei Sabbioni località del Comune di Cavriglia (AR). Tuttora gioco a calcio in costume a Firenze con i Verdi,
A.D.R.: Mio padre come ho detto ha lavorato anche all’Ofisa non so come abbia trovato quel lavoro. Smise perché fu licenziato ma non conosco la vera causa del licenziamento. Fu nel 1977 o nel 1978 e nel 1981 quando tornai dal militare era già in pensione.
A.D.R.: lo non ho mai avuto contatti con persone dei c.d. “servizi”. Io sono andato via di casa a circa 20 anni e non posso sapere se mio padre o mio fratello possano aver avuto contatti del genere. Nel settembre 1985, quando ci fu la perquisizione a mio padre, io abitavo con loro. Trovarono un proiettile. A me trovarono due proiettile 7,62 che avevo portato dal militare così come il coltello. Mio padre aveva una pistola calibro 22. Andava ad esercitarsi al poligono. Anch’io andavo al poligono a vedere. Ricordo che comprò la cal. 22 tramite l’ambiente del poligono da uno che aveva un disfacimento e che morì. Mio padre comprò la pistola dalla vedova con la mediazione del poligono. Non so quando ciò avvenne. Mio padre aveva il permesso per la detenzione dell’arma. Andava al poligono nei fine settimana ma non assiduamente, per lo più tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.
A.D.R.; Mio padre non è mai stato in America e per la questione dell’eredità dello zio americano che non c’è mai stata è stato molto superficiale. La stampa ha poi montato il caso.
A.D.R.: Il nostro medico di famiglia di quando eravamo ragazzi, era prima il Dr. CINELLI, quando io ero molto piccolo, poi il Dr. Caccamo e poi il Dr. BARDAZZI. Non so dirle se il Dr. CACCAMO facesse anche il dentista, non me lo ricordo. Poi io sono andato via di casa.
A.D.R.; II Dr. CACAMO era un tunisino di origine. Non so se fosse italiano o tunisino, era un c.d. “piede noir” (piede nero) che è un appellativo che si da ai francese nati nel Magreb. Apparentemente era scuro di carnagione. Non so dove esattamente avesse lo studio o dove abitasse quando io ero in casa con i miei genitori prima di trasferirmi nel Valdarno.
A.D.R.: Non sono mai stato a casa del CACCAMO. Sapevo che aveva una casa a Vicchio, di là della Sieve, che non era la sua residenza. Forse in questa casa posso esserci anche stato ma non me lo ricordo. Ho anche un vago ricordo della moglie del Dr. CACCAMO. Forse il CACCAMO e la moglie sono stati a trovarci nella nostra casa dove abitavamo prima. E’ passato tanto tempo e ne ho solo un vago ricordo. Ho un ricordo come se fossero venuti a casa nostra a prendere qualcosa dai nostri genitori ma, ripeto, è solo un vago ricordo. Non ricordo la fisionomia della moglie del Dr. CACCAMO. Non so dire se anche lei era o meno scura di pelle. Non ho idee in proposito. Non so se la moglie fosse straniera. Ho un ricordo molto labile del fatto che ci fosse una certa confidenza tra i miei genitori ed i coniugi CACCAMO, Forse posso essere stati a casa nostra a prendere un caffè. Parlando con mio padre dell’omicidio di Vicchio del 1984, venne il discorso che i ragazzi erano stati ammazzati in una piazzola molto vicina a dove abitava il Caccamo a Vicchio. Sono stato al funerale dei ragazzi uccisi che fu celebrato nella Piazza di Vicchio. Ero andato in vacanza a casa di mia nonna che abitava in località Caselle vicino a Vicchio. Andai al funerale da solo, avevo 22 anni. Poiché Lei me lo chiede e mi ci fa riflettere, forse c’erano anche mio fratello e mio padre ma non ne sono sicuro. In seguito mi ricordo che mio padre ha sempre detto che quei due ragazzi erano stati uccisi vicino a dove abitava il Caccamo senza darmi ulteriori delucidazioni in proposito. Sono stato a trovare mio fratello e la mia mamma a Prato la scorsa settimana. Ho saputo da mia madre e da mio fratello che erano stati sentiti da Lei. Mi hanno riferito che nel corso dell’interrogatorio era venuto fuori il nome del Dr. CACCAMO. Lei mi fa presente che è stato mio padre a fare presente tale nome. Nessuno dei miei mi ha riferito particolari in proposito.
A.D.R.: Non sono mai stato nella piazzola di Vicchio dove sono stati uccisi i due giovani. So che nelle vicinanze abita il CACCAMO. Non so dire assolutamente dove si trovi esattamente la casa del Caccamo. Nei giorni dell’omicidio del 1984 noi eravamo in vacanza da mia nonna. lo avevo 22 anni e mio fratello 19. I miei genitori non stavano fissi dalla nonna. Poteva capitare che ci venissero anche a dormire ma solo per una notte. Noi da mia nonna alle Caselle ci abbiamo passato l’infanzia. Da mia nonna andavo con la Vespa che avevo comprato nel 1983. Effettivamente all’epoca mio padre aveva una Lancia Flavia coupè rossa e nera. Mio padre non mi ha mai parlato di una sua parentela, anche alla lontana, con il padre della Pia Rontini. Mio padre mi ha sempre detto che i suoi nonni provenivano dall’Istituto degli Innocenti di Firenze. Non so dire altro sulle sue parentele.
A.D.R.: Il cognome ASSIRELLI era quello della mia nonna paterna. Mio padre non mi ha mai detto di conoscere la WinnieRontini né che la nonna conoscesse quest’ultima. Lei mi chiede quali siano i miei numeri di telefono. Ho una scheda numero XXXXXXXXX, è quella che uso più frequentemente. È una scheda Vodafone ed è intestata a me da oltre dieci anni. Ho anche una utenza TIM numero XXXXXXXX anche questa a me intestata. Anche quest’ultima ce l’ho da più di dieci anni. Dal 1998 al 2002 ho avuto anche delle schede spagnole della Mobil Star. Lavoravo in Spagne e non le ho più da tanto tempo.
A.D.R.: Il cognome D’AJALA non mi dice niente. Né tantomeno il nome Costanza D’AJALA. Dopo aver controllato ora le mie rubriche e i miei due telefoni cellulare, vi dico, come potete constatare anche Voi, tali nominativi non sono presenti.
A.D.R.. Il numero di telefono cellulare usato da mio padre è il nr. XXXXXXX ed è Vodafone. Quello di mio fratello Gianluca è il nr. XXXXXXXX.
A.D.R.: Io non ho mai usato schede telefoniche di mio padre. Non mi è mai capitato di aver fatto telefonate con telefoni di altri. Ho usato invece, quando è capitato, il numero di casa dei miei genitori.
A.D.R.: Ho conosciuto il M.llo Amore dei Carabinieri, ricordo che venne a fare una perquisizione a casa nostra. Ricordo che trovarono una pistola e dei proiettili cal. 22 relativi a tale BEATRICE Gerardo che diceva che erano stati trovati nel suo giardino e li aveva messi mio padre. Le perquisizioni sono state più di una.
A.D.R.: Non conosco e mai ho sentito il cognome del M.llo dei CC Giachino o dell’Appuntato Dell’Anno. So che furono trovati anche dei vecchio giornali durante una perquisizione sia a casa nostra che a casa di mia nonna. Non so perché li tenessero, ricordo che erano vecchi. Niente so in merito al rinvenimento di ritagli di giornali relativi al c.d. mostro di Firenze. Vi voglio far presente che mio padre alcuni giorni fa ha parlato con un giornalista de La Nazione che doveva venire ad intervistarlo a casa. Sia io che mio fratello ci siamo opposti e lo abbiamo diffidato da fare una cosa del genere in quanto sappiamo che è stato sentito come teste più volte e che deve mantenere il segreto su ciò che ha detto. Non so se si rende conto della portata di ciò che ha detto. Mio padre come sapete ha anche denunciato il furto di due pistole che aveva comprato una qualche giorno prima ed una un mese prima. La denuncia di furto l’ha fatta a fine novembre 2013. Per nessuna delle due armi aveva comunicato per tempo la detenzione. Questi comportamenti di mio padre non sono mai riusciti a comprenderli. L’ho messo spesso in guardia dei pericoli a cui si espone.
L.C.S.
