Il 20 gennaio 2016 rilascia testimonianza Paolo Gnesi.

Questo il verbale: 20 Gennaio 2016 Testimonianza di Paolo Gnesi

Questa la trascrizione:

PROCURA DELLA REPUBBLICA 

PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE 

VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI – art. 362 c.p.p. – 

Proc. pen. n.- 7372/2014 RGNR Mod. 44 

In Firenze – presso la Procura della Repubblica di Firenze, viale Guidoni, 61, piano VII, il 20 gennaio 2016 alle ore 15.00 dinanzi al Pubblico Ministero dr. Paolo Canessa, con la presenza del Lgt. MARCON Carlo, Mar. Ca. CAPPELLETTI Paolo, App. sc. SALZERI Flavio del ROS – Sezione Anticrimine di Firenze, è comparso, previa citazione: 

GNESI Paolo, nato a Firenze il 25 gennaio 1938 residente in Vicchio di Mugello (Firenze) Via del Rossoio, 8. 

A.D.R.: Confermo interamente le dichiarazioni rese ai Carabinieri del Ros di Firenze in data 24 settembre 2015 e riportate nel verbale in pari data del quale ricordo il contenuto. 

A.D.R.: Io non ho mai conosciuto il Pacciani, però dopo il fatto dell’omicidio della Boschetta avevo sentito dire dai contadini della zona, che abitava nella zona di S. Lucia, una località dove c’è solo una chiesa e due case coloniche che si trova sulla ex strada comunale che va da Vicchio a Dicomano. Dalla località S. Lucia alla Boschetta, dove avvenne l’omicidio nel 1984, ci saranno 2 o 3 km di strada, anche se in linea d’aria le due località si guardano. 

Aggiungo anche che nella zona i contadini lo conoscevano tutti. Addirittura dicevano che “curava” la moglie col bastone. 

A.D.R.: Io, come ho già detto, andai a stare a Vicchio a metà degli anni ’70. Per l’esattezza acquistai il terreno negli anni 72-73 e costruii la casa andandoci ad abitare negli anni ’76-77. 

A.D.R.: Comprai il terreno insieme al dr. Caccamo e a mio cognato COLOMBINI Ennio che ora è deceduto. Prima abitavo a Firenze. Mia moglie aveva la passione per la roulotte e ricordo che a quell’epoca in estate cominciai a tenerla in un campeggio di proprietà del dr. POLLI, dentista di Dicomano, per il quale lo lavoravo. 

A.D.R.: Era un campeggio piccolo con poche roulotte e li conobbi il dr. CACCAMO che veniva con la sua roulotte. Le roulotte le tenevamo lì fisse tutto l’anno. Abbiamo instaurato una buona amicizia con il CACCAMO e lui accettò volentieri l’idea di costruire una casa sul terreno che poi acquistammo. 

A.D.R.: Il CACCAMO era un medico di base che col tempo cominciò a fare anche il dentista. Ricordo che all’epoca abitava nella zona di Soffiano a Firenze. Intendo dire all’epoca in cui veniva con la roulotte a Vicchio. Preciso che il CACCAMO costruì la casa a Vicchio come seconda casa, come del resto feci io. Una volta costruita la casa si allargò sempre di più rispetto a quello che avevamo previsto e quindi decisi di andare ad abitare definitivamente a Vicchio nel ’79-’80. Per quel che ricordo il CACCAMO e la sua famiglia non hanno abitato mai continuamente in Vicchio e abitavano a Firenze ma non so dire esattamente dove. Ho parlato di Soffiano perché una volta ebbi modo di accompagnare a casa in macchina il CACCAMO, che si era sentito male. La casa era a Soffiano ma non ricordo l’indirizzo. 

A.D.R.: Non vedo il CACCAMO dall’epoca in cui vendette la casa di Vicchio non ho ricordi precisi, in questo momento, ma, per saperlo, basterebbe telefonare all’acquirente il sig. Massimo BRUNI di Vicchio, che sta ancora lì. 

A.D.R.: Invece circa il periodo in cui il CACCAMO venne ad abitare nella casa di Vicchio, pur mantenendo la casa di Firenze, ricordo bene che era alla stessa epoca in cui vi andai ad abitare io, quindi in grosso modo nel ’76-’78. A pensarci bene che l’anno in cui la vendette era intorno agli anni ’90. 

A.D.R.: Io non so spiegare bene se il CACCAMO per alcuni periodi abbia abitato con la sua famiglia continuativamente a Vicchio. Di sicuro posso dire che per un periodo ci è stato continuativamente, ma mi sembra per pochi mesi. In genere però vi veniva spesso, sia in estate che in inverno, tutti i sabati e le domeniche. D’estate ci stava per periodi più lunghi. Ricordo che qualche volta d’estate andavano in Francia ma per brevi periodi. 

A.D.R.: Come ho già detto ai Carabinieri mia moglie aveva conosciuto la moglie del CACCAMO per lavoro prima di frequentare il campeggio di Vicchio con la roulotte. Si erano conosciute perché entrambe lavoravano in ditte di tessuti che erano fra loro in affari. Mia moglie lavorava in una ditta di tessuti in centro, in via dell’Arlento e la moglie del CACCAMO lavorava per un rappresentante di tessuti. Mia moglie quando conobbe la moglie del CACCAMO aveva diciassette anni mentre la moglie del CACCAMO aveva venti anni di più di mia moglie. Era una parigina. Come ho già detto ai Carabinieri la moglie del CACCAMO raccontava che aveva mantenuto agli studi il marito agli studi. Mi sembra che fossero coetanei e stavano già a Firenze. 

A.D.R.: I nonni del CACCAMO erano Italiani ed erano andati in Tunisia ove avevano un’azienda agricola. Al cambio di regime lui era venuto a stare in Italia, mentre i genitori erano rimasti in Tunisia. Mi sembra che fosse venuto direttamente a Firenze. Mi sembra che spesso il CACCAMO avesse un po’ di nostalgia della Tunisia, dove faceva una bella vita e era stato costretto a venire via. Successivamente si era messo a studiare e si era sposato. 

A.D.R.: Dato il rapporto di vicinato che si instaurò tra noi dopo costruite le case ci frequentavamo abbastanza spesso. I CACCAMO quando arrivarono avevano una figlia di 11-12 anni che si chiama Isabella e che loro chiamavano Isabelle. Ricordo bene che loro tre in casa fra loro parlavano tutti in francese. Ricordo che la moglie del CACCAMO, Marie Maddaleine, parlava più in francese che in italiano. 

A.D.R.: E’ proprio vero quello che ho già detto ai Carabinieri circa il fatto che lui non contava nulla, nel senso che senza il parere della moglie non si faceva nulla. Qualsiasi decisione, come cambiare la pompa al pozzo o piantare le piante in giardino le prendeva lei. 

A.D.R.: I CACCAMO stavano bene e per quello che ne so io la moglie, dopo sposata, non lavorava. Circa il lavoro del CACCAMO io l’ho conosciuto come medico di base, ma non so dire dove avesse lo studio. Ricordo che dopo un po’ di tempo mi disse che si era messo a fare Il dentista a Firenze. Mi sembra di ricordare che avesse conosciuto un odontotecnico che cercava un medico e, come usava all’epoca, misero lo studio insieme. Da quel che ho capito continuava a fare anche il medico di base. Ora che lei me lo chiede mi sembra che effettivamente in precedenza il CACCAMO avesse le medesime attività dalle parti di Prato. Ho un vago ricordo che lui mi abbia detto questo. 

A.D.R.: Ne’ a Vicchio ne’ a Dicomano ha mai avuto studi. 

A.D.R.: Come ho già detto il CACCAMO aveva due pistole automatiche, una 7.65 e l’altra una 6.35, che si portava sempre dietro. Per la precisione portava sempre in tasca la 6.35. Non ricordo perché viaggiasse armato. Comunque ho visto che aveva sia il porto d’armi che la licenza di caccia. Per un breve periodo è venuto anche con me a caccia lì nella zona. Ricordo che dato che si trovava poca selvaggina diceva sempre che invece in Tunisia prendeva sempre un sacco di tordi. 

A.D.R.: Penso che portasse la pistola con sé perché tornava tardi anche di notte dopo le visite e la zona dove abitavamo era abbastanza isolata. All’epoca c’eravamo solo noi e non c’era neanche il “Forteto” che venne nell’82-83. 

A.D.R.: A proposito del Forteto io frequentavo abbastanza il Forteto e conoscevo bene il Fiesoli e Goffredi Luigi che è il vice di FIESOLI. Ho avuto modo di conoscere il gruppo del Forteto perché venivano a farsi curare i denti nello studio del dr. ORSELLI Massimo dove lo facevo l’odontotecnico. 

A.D.R.: Ho visto spesso il CACCAMO al Forteto perché si andava spesso alla bottega che c’era e c’è tutt’ora al Forteto. II CACCAMO avrà conosciuto il FIESOLI come l’ho conosciuto io. Voglio aggiungere che il CACCAMO e la moglie erano tipi un po’ particolari. Una mattina presto vidi il CACCAMO in macchina con la moglie che andavano verso il paese di prima mattina e gli chiesi come mai uscisse così presto, e mi disse che stavano andando dai Carabinieri a denunciare un vecchio che a loro dire puntava la figlia. Spiegai loro che secondo me il vecchio osservava gli operai che facevano il giardino e che in realtà era li ad osservare per copiare come gli operai mettevano le piante per fare la stessa cosa nel suo giardino poco distante. Era uno che reggeva l’anima coi denti e quindi li convinsi a non andare dai Carabinieri. 

A.D.R.: La famiglia CACCAMO era molto ospitale almeno con noi, non so se avessero amici in quanto la moglie era francese e lui veniva dalla Tunisia. 

A.D.R.: II Forteto si trova, rispetto alla mia proprietà, aldilà di un terreno di circa 6.000 metri che ci divide. II FIESOLI e gli altri vennero a Vicchio perché erano stati buttati fuori da una località chiamata Bovicchio sulla Calvana perché il FIESOLI aveva avuto una condanna per fatti simili a quelli per cui è stato processato recentemente e se è vero farebbero bene a buttare via la chiave. Quando arrivarono a Vicchio saranno state 20-25 persone ma i soldi li avevano già fatti perché comprarono la villa di RICONI e tutte le proprietà li intorno, di BRILLI e MAGHERINI, due compratori che avevano già comprato mezzo Mugello. 

A.D.R.: La conoscenza fra la mia famiglia e quella del CACCAMO è durata più di dieci anni, da i primi anni ’70 all’inizio degli anni ’90, in cui ci siamo conosciuti abbastanza bene e frequentati come vicini di casa. 

A.D.R.: Non si parlava di politica, ma per me era di destra marcio perché era stato buttato fuori dalla Tunisia. 

A.D.R.: Lei mi chiede se fosse, come si dice comunemente, un “massone”. Può darsi e può darsi che ne sappia qualcosa di più un rappresentante di prodotti odontotecnici, Giovancarlo PANZERA, che io chiamo Giancarlo, che abitava all’epoca in via Benozzo GOZZOLI, e che era originario di Vicenza, se è sempre vivo, e che era notoriamente un massone. Era un rappresentante che frequentava la zona e soprattutto i laboratori per dentisti, poiché vendeva oro e prodotti per la fusione per dentisti. L’ultimo che mi ha dato notizie del CACCAMO era proprio il PANZERA qualche anno fa. Gli chiesi se sapeva se il CACCAMO fosse vivo o morto e mi disse che non lo sapeva. 

A.D.R.: La figlia Isabella, che abitava con loro, era una bambina che andrebbe conosciuta. Era una vittima della mamma, un po’ come il babbo. Dalle mie parti si direbbe che era una bambina “pesticciata”. So che è diventata medico ma non so dove lavora ora. 

A.D.R.: Ora che me lo chiede la moglie del CACCAMO era molto gelosa. Non è che abbia saputo cose specifiche in proposito, ma si capiva dai suoi atteggiamenti nei confronti del marito. Era molto possessiva e gelosa. Per quel che ne so escludo che il CACCAMO avesse frequentazioni femminili o relazioni che possano aver scaturito questa gelosia. Se uscivano, uscivano sempre tutti e tre Insieme, marito, moglie e figlia. La moglie non aveva la patente. 

A.D.R.: Penso che il CACCAMO avesse conosciuto la moglie perché entrambi frequentavano feste all’ambasciata francese a Firenze. 

A.D.R.: Come ho già detto, quando successe l’omicidio RontiniStefanacci, a Vicchio ne parlavano tutti e ne avrò sicuramente parlato anche con il CACCAMO, perché come ho già detto da casa nostra si vedeva bene la Boschetta, luogo dell’omicidio. In proposito aggiungo che mio figlio Leonardo frequentava la stessa scuola della Pia RONTINI. Erano insieme alle scuole medie e lui frequentava la prima e lei la terza media. Io non ho conosciuto i genitori della RONTINI perché frequentavo per il mio lavoro Dicomano e non Vicchio. 

A.D.R.: Il cognome Vigilanti non mi dice niente, non so se è una famiglia di Vicchio e non l’ho mai sentito tale cognome. 

A.D.R.: A proposito delle frequentazioni del CACCAMO voglio aggiungere che la sua famiglia e quella del PANZERA si frequentavano e andavano fuori insieme, comprese le mogli. Dalle ultime notizie che ho sul conto del PANZERA so che si è trasferito a Pistoia. Dovrebbe avere circa 7-8 anni più di me. 

20 Gennaio 2016 Testimonianza di Paolo Gnesi

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