Il 7 dicembre 2015 rilascia testimonianza Giampiero Vigilanti.

Vigilanti dichiara di essere stato presente sui luoghi la notte degli omicidi del 22.10.1981 in danno di Baldi e Cambi e sul luogo dell’omicidio avvenuto il 29.07.1984 in danno di Stefanacci e Rontini.

Ha dichiarato che conosceva Pacciani Pietro e Giancarlo Lotti ed ha dichiarato di averli visti insieme nella zona ove è avvenuto l’omicidio di Stefanacci e Rontini, alcuni giorni prima del fatto, perché andavano a fare un sopralluogo; ha dichiarato di averli rivisti ancora dopo l’omicidio nella stessa zona.

Questo il verbale: 7 Dicembre 2015 Testimonianza di Giampiero Vigilanti

Questa la trascrizione:

PROCURA DELLA REPUBBLICA 

PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE 

VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI – art. 362 c.p.p. – 

Proc. pen. n.- 7372/2014 RGNR Mod. 44 

In Firenze – presso il Comando Provinciale Carabinieri, via Borgognissanti nr. 48 – il 7 dicembre 2015 alle ore 10.15 dinanzi al Pubblico Ministero dr. Paolo Canessa, con la presenza del Col. STRADA Domenico, Lgt. LANFRANCHI Luca e Mar. Ca. CAPPELLETTI Paolo del ROS – Sezione Anticrimine di Firenze è comparso, previa citazione: 

VIGILANTI Giampiero, nato a Vicchio di Mugello (Firenze) il 22 Novembre 1930 residente in Prato, Via Anile, 10. 

A.D.R.: Quando stavo a Prato ed andavo a trovare la mia mamma a Vicchio lei abitava in località Caselle, Via del Padule, vicino alla Scuola Nazario Sauro venendo da Vicchio. La casa era al primo piano ma non ricordo il numero civico. Era l’epoca in cui ero già sposato e stavo a Prato. Come ho già detto mi capitava abbastanza spesso, quasi sempre di sabato e di domenica, specialmente d’estate, di andare a trovare mia madre e la casa era tra la Chiesa ed il Cimitero. Quando è morta mia mamma, sarà una ventina di anni fa non ricordo la data esatta, la casa che era del Comune ed ora è stata restituita. Fra l’altro poco tempo fa sono andato al Cimitero delle Caselle per spostare la tomba di mia madre in un forno. Questa circostanza è avvenuta da pochi giorni. Sono andato con la mia sorella in occasione della Festa di Ognissanti per mettere le ossa in un forno o meglio in un ossarino. L’ossarino lo avevamo comprato due o tre anni fa. Mia sorella si chiama Mirian. E’ nata alle Caselle nel 1938, ora abita a Firenze in fondo a Via dè Neri vicino ad un negozio di moto ed è vedova. Ora questo negozio non c’è più. L’altra mia sorella che è morta si chiamava Anna Maria ed è morta da 7/8 anni. Un’altra sorella, anch’essa morta, si chiamava Marisa, era la maggiore. Era del 1928 ed abitava a Roma. La Marisa era sposata con un Colonnello dei Carabinieri che è ancora vivo e si chiama MANNA Enzo e si sono conosciuti a Roma perché mia sorella abitava lì. 

A.D.R.: La località La Boschetta dove è avvenuto l’omicidio del 1984 dista un 7 / 8 km dalle Caselle dove abitava mia mamma. Invece l’omicidio del Sagginale è avvenuto nel 1974 ed è avvenuto verso Borgo S.L. aldilà del fiume Sieve. La Boschetta rimane sempre sullo stesso fiume ma dalla parte opposta. Il Sagginale è invece il luogo dove è avvenuto il primo omicidio nel 1974. All’epoca del delitto del 1974 al Sagginale lo ricordo di esserci stato a vedere dove era successo il fatto. L’ho fatto per curiosità come facevano tutti. Io all’epoca ricordo bene che abitavo a Prato e non a Vaiano. Abitavo in Via Anile al Nr. 18, un po’ prima di dove abito adesso. 

A.D.R.: Lei mi chiede se so dove abitava Pietro Pacciani a Vicchio. Io le dico che abitava in una casa di campagna che si trovava a circa 1 km dalla Boschetta dove c’è stato l’omicidio del 1984. La casa si trovava sulla strada che porta a Dicomano esattamente poco dopo il bivio che si trova sulla sinistra e che porta a Villore. A memoria era il secondo bivio a sinistra in quanto il precedente bivio sempre a sinistra portava in località Santa Maria. Mi sembra che la strada per Villore era sterrata. Io ci sono stato qualche volta in quella casa. Non è che andassi a trovare intenzionalmente Pacciani in quanto non era mio amico. Io lo vedevo anche non volendo quando giravo con il furgone. In casa dentro non ci sono mai entrato. Come le ho detto il PACCIANI l’ho visto passando e l’avevo saputo girando che abitava lì. Lo incontravo spesso anche il giovedì ed il sabato in Piazza Giotto a Vicchio. Il furgone con cui giravo non era mio ma era dell’Ofisa, ditta per cui lavoravo. 

Anche se lei mi dice che sembra una cosa strana io le dico che con il furgone dell’Ofisa andavo dove capitava, a volte anche all’Abetone o in Maremma. Se c’era lavoro potevano mandarmi anche a Vicchio o a Villore. 

Lei mi evidenzia ancora che appare strano che il PACCIANI che è stato accusato di essere stato l’autore dei delitti addebitati al mostro di Firenze abbia abitato per un certo periodo proprio vicino a dove fu commesso l’omicidio della Boschetta del 1984. Io non so cosa dirle forse “pensava di farla pulita”. 

A questo punto sì dà atto che a seguito di accertamenti fatti per le vie brevi dal Col. Strada è emerso che il MANNA Enzo, mio ex cognato, aveva rapporti con la Gendarmeria del Vaticano, 

A.D.R.: Io le dico in proposito che avevo capito che lavorava nella Banda dei Carabinieri e lo avevo visto in divisa mi pare dei Carabinieri. 

Effettivamente come Voi mi dite mia sorella ha una figlia portatrice di handicap ma è tantissimi anni che non la vedo in quanto non vado quasi mai a Roma. A volte vengono a trovarmi i figli di mia sorella, una si chiama Anna Maria, come sua zia, e c’è anche un maschio che si chiama effettivamente Urbano come Voi mi dite. 

II PM dà atto che vengono acquisiti al verbale i documenti da cui sono state ricavate le notizie in merito allo stato civile di Marisa VIGILANTI

A.D.R.: Lei mi chiede se la casa del Caccamo a Vicchio fu comprata già costruita o fu costruita da lui. Io questo non glielo so dire. Posso dire che era una casa non tanto grande e si trovava in un gruppo di altre 7/8 case simili. 

Lei mi chiede se so che tra queste case ci fosse anche quella di un altro dentista o di un odontotecnico. Io le dico che sicuramente c’era la casa di un altro dentista di cui non ricordo il nome. Ci sono passato recentemente ma per caso non per un motivo specifico. Questo secondo dentista mi è capitato di incontralo lì vicino a casa del CACCAMO ed è stato proprio il CACCAMO a dirmi che questa persona era dentista. Lei mi dice che, sulla scorta degli accertamenti eseguiti dal Carabinieri questa persona si chiama GNESI Paolo ed è stato sentito nel corso delle indagini. Questo nome non mi ricorda niente. Sarà lui il dentista a cui mi riferisco io. 

Lei mi fa i nomi di altri proprietari delle altre case li vicine, come COLOMBINI e MARTILLI, ma non li ricordo. 

Lei mi chiede che macchine avesse il CACCAMO. Io non glielo so dire. 

Lei mi chiede se abbia mai visto una Alfa Romeo Alfetta Sprint di colore grigio metallizzato in possesso del CACCAMO. Ora che me lo dice ricordo che forse il CACCAMO ha avuto un’autovettura simile. 

A.D.R.: Lei mi chiede se vicino alla Boschetta ci fosse una cooperativa agricola denominata Il Forteto. Io non le so dire nulla in proposito. Il nome Forteto non mi dice nulla ed anche il nome Fiesoli, che Lei mi dice essere uno dei responsabili della cooperativa, non mi dice niente. 

Lei mi chiede di chiarire cosa so di più della ENGRAND, moglie del CACCAMO, che come Lei mi riferisce anche l’altro dentista GNESI Paolo, vicino del CACCAMO, descrive come donna molto determinata aggiungendo che nella casa del CACCAMO vigeva il matriarcato. Io le confermo, come ho già detto in passato, che anch’io ho avuto la stessa sensazione anche perché mi è capitato di vedere la ENGRAND prendere a schiaffi il marito davanti ad altra gente. Per altra gente mi riferisco sicuramente a mia moglie ed ai miei figlioli. 

A.D.R.: Lei mi chiede se il CACCAMO avesse una figlia. Io non me lo ricordo proprio. Se c’è non l’ho mai vista. Io penso di aver visto il CACCAMO l’ultima volta ai tempi dell’omicidio della Boschetta o poco dopo o in epoche successive però molto lontane nel tempo. In casa loro non ho mai visto ragazze. In fondo si tratta degli anni intorno al 1984 e quindi circa trent’anni fa. 

Mi viene a questo punto mostrata una foto attuale di Francesco CACCAMO ed io le faccio notare che ritrae un omaccione ma a dir la verità, forse per il lungo tempo trascorso, io non potrei testimoniare che è la persona che conoscevo io. Comunque la foto che mi mostrate gli rassomiglia un po’. 

Mi viene quindi mostrata anche la foto della figlia del CACCAMO che si chiama Isabelle. Posso dire che è un nome alla francese, come tutta la famiglia del CACCAMO, e che comunque la persona raffigurata nella foto, che Lei mi dice essere stata scattata in tempi recenti, non l’ho mai vista. 

Lei mi mostra a questo punto un cartellino anagrafico del Comune di Firenze raffigurante ENGRAND Marie Madeleine, moglie del CACCAMO. Io le posso solo dire che mi appare una donna molto vecchia ma non mi ricorda la ENGRAND che ho conosciuto io. Debbo aggiungere che adesso è un pezzetto dall’ultima volta che l’ho vista. E’ passato molto tempo e le donne cambiano il colore dei capelli. 

Il PM dà atto che vengono acquisiti al verbale tre immagini fotografiche raffiguranti le effigi dei componenti della famiglia del CACCAMO Francesco. 

A.D.R.: La ENGRAND era più bassa del marito. I capelli erano un po’ castani però in dieci minuti si sa che possono fare sei colori diversi. 

A.D.R.: Come le ho già detto il Renzo Rontini aveva una sorta di parentela con la mia mamma e confermo di aver saputo dallo stesso RONTINI del fatto che la figlia aveva abortito e che il CACCAMO avesse a che fare, come le ho spiegato bene l’altra volta, con questo fatto. Confermo di aver parlato anche dell’aborto con la moglie del RONTINI. 

Lei mi chiede se ho mai parlato di questo fatto anche con mia moglie dal momento che ho poco fa riferito che anche mia moglie e mio figlio Gianluca sono venuti con me a casa del CACCAMO. Io le rispondo che non ho parlato sicuramente con mia moglie dell’aborto della RONTINI. Comunque è più facile che ne sappia qualcosa di più lei perché fra donne si parlano. Però devo in proposito ripetere che il CACCAMO era persona con cui si stava bene insieme a parlare mentre sua moglie se ne andava e si nascondeva e quindi non so come mia moglie possa avere avuto una eventuale confidenza con lei. 

A.D.R.: Lei mi dice che RONTINI avesse un’altra figlia nata da un precedente matrimonio ma io in proposito non ne so niente. Lei mi chiede se avesse avuto altre relazioni con altre donne ma io le rispondo che non ne so niente. 

A.D.R.: Non so dire se il RONTINI Renzo avesse amici particolari. 

A.D.R.: Lei mi chiede come mai si è instaurata tra me ed il CACCAMO una certa dimestichezza dal momento che lo andavo a trovare a casa anche con mia moglie e mio figlio. Le posso dire che mi trovavo bene con lui, si parlava del più e del meno, era simpatizzante di destra come me. 

Lei mi chiede se il CACCAMO era iscritto alla Massoneria. Le rispondo di sì perché ne abbiamo parlato due o tre volte ed in un paio di occasioni mi ha anche accennato se avessi voluto iscrivermi anch’io ma io gli ho detto che la cosa non faceva per me e lasciai correre perché non mi interessava entrare in quel giro. Sono un tipo che sta bene per conto suo. 

A.D.R.: Lei mi chiede se ho conosciuto personalmente Giancarlo Lotti di San Casciano, quello che poi è stato condannato insieme al VANNI per alcuni degli omicidi del mostro e se lo ho mai incontrato prima del processo e prima di vederlo in televisione. Le rispondo di si. L’ho visto perché incontrato un paio di volte dalle parti di Dicomano in compagnia del PACCIANI. Li avevo visti insieme nella zona del delitto alcuni giorni prima perché a regola andavano a fare un sopralluogo. L’incontro avvenne nella zona della Boschetta. Io stavo in disparte e non ci ho parlato. Ho visto il LOTTI anche un paio di giorni dopo il delitto sempre lì nella zona dell’omicidio. Anche questa seconda volta era in compagnia del PACCIANI. 

A.D.R.: II Vanni non c’era in nessuna delle due occasioni. II VANNI però lo avevo conosciuto in precedenza ed era anche lui in compagnia del PACCIANI. L’occasione che vidi il PACCIANI ed il VANNI assieme fu dopo il delitto della Boschetta. In tale circostanza però eravamo a San Casciano in strada. 

Lei mi chiede di cosa parlavano ed io rispondo: “di che cosa vuole che parlassero?” 

Mi viene a questo punto mostrata una foto che rappresenta il veterinario di Vicchio di cui ho parlato in precedenza e mi viene chiesto se lo riconosco. Effettivamente riconosco nella foto il veterinario di cui ho parlato contrassegnata sul davanti con il numero 6. 

Dopo averla osservata le confermo che è il veterinario amico del Caccamo di cui vi ho parlato io. Erano spesso insieme. Il nome non me lo ricordo. Lei mi dice che trattasi di VOLTERRANI Fulvio. Tale nome non mi ricorda nulla perché come ho già detto il suo nome non lo ricordavo comunque la persona raffigurata nella foto era il veterinario di Vicchio. Non lo vedo da anni. Lo incontravo a casa del Caccamo. 

Poiché me lo chiede espressamente ricordo di avere udito il Caccamo ed il Volterrani in casa del dottore che parlavano anche dell’aborto della Rontini in mia presenza. A regola si fidavano di me comunque lo non prestavo attenzione. 

Lei mi fa infine presente che alcuni testimoni sentiti nel corso delle indagini hanno riferito di avere una autovettura spider rossa e nera come la mia in occasione del delitto di Calenzano. Conosco bene tale circostanza me ne hanno chiesto a lungo il motivo i Carabinieri di Prato per la precisione il M.llo Amore con cui eravamo un po’ “amici”. Io effettivamente la notte dell’omicidio di Calenzano passai abbastanza vicino dal luogo dei fatti ma non sapevo cosa era avvenuto. Dell’omicidio l’ho saputo solo la mattina dopo. Abitavo vicino in Via Anile 18 nei pressi di dove abito ora nella stessa strada al numero 10. 

L.C.S. alle ore 15,25.

7 Dicembre 2015 Testimonianza di Giampiero Vigilanti

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