Il 21 Ottobre 2015 viene inviata una nota la Nr. 73/1-31-2 prot. 2013,  dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri, Sezione Anticrimine di Firenze di Borgognissanti, su gli esami e trasmissione della documentazione sequestrata all’Avvocato Pietro Fioravanti nella perquisizione del 4 agosto 2015.

La perquisizione deriva dalla richiesta presente nella nota Nr. 73/1-24-2013, del 20 luglio 2015, sulle indagini sui tabulati telefonici di Roberto FiasconaroWinnie Kristensen e Pietro Fioravanti.

Questa la nota: 21 ottobre 2015 Nota n. 731-29 sul materiale sequestrato all’Avvocato Pietro Fioravanti

Questa la trascrizione:

Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri Sezione Anticrimine di Firenze 

Via Borgognissanti 48 Firenze – tel 055 2067621 /623 /624 fax – rosacficte@carabinieri.it 

Nr. 73/1-31-2 di prot. 2013 Firenze, 21 ottobre 2015   

OGGETTO: Proc. Pen. nr. 7372/14 Mod 44.  

Firenze  4.08.2015

perquisizione locale da eseguirsi nei confronti dell’avv. FIORAVANTI Pietro, presso la sua abitazione / studio in via dei Mille 87 a Firenze, in esecuzione al

– decreto di Autorizzazione alla Perquisizione ex art. 103 cpp emesso dal Gip di Firenze – dr. Francesco Bagnai in data 30.07.2015

– decreto di perquisizione locale e sequestro ex artt. 250, 252 e segg. 103 co. 1, 2 e 6 cpp, emesso dalla Procura della Repubblica di Firenze – PM dr. Paolo Canessa in applicazione – in data 3 agosto 2015 

Esame e trasmissione della documentazione sequestrata. 

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA 

PRESSO IL TRIBUNALE FIRENZE

– Dr. Paolo Canessa – 

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Fa seguito alla note di questa Sezione: 

– n. 73/1-22-2013 datata 10 luglio 2015

– n. 73/1-23-2013 datata 14 Luglio 2015

– n. 73/1-24-2013 datata 20 luglio 2015 

– n. 73/1-29-2013 datata 27 luglio 2015 

– n. 73/1-31-1-2013 datata 5 agosto 2015

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Si richiama che alle ore 10.00 del 4 agosto 2015, in esecuzione a questo disposto dalla SV con delega del 1 agosto 2015, presso gli Uffici di questa Sezione è stato escusso a ss.ii. l’avv. Pietro Fioravanti; alle ore 12.00 successive, sempre presso gli uffici di questa Sezione Anticrimine, si è provveduto a notificare all’avv. FIORAVANTI Pietro, i decreti di perquisizione locale emessi nei suoi confronti; i relativi verbali sono stati trasmessi con la nota n. Nr. 73/1-31-1 datata 5 agosto 2015 cui si fa seguito. 

Nel corso della perquisizione, tra l’altro, sono stati sequestrati i seguenti documenti ritenuti di interesse: 

Atto 1. Senza data. Si tratta di un memoriale manoscritto dal Pacciani di 12 pagine, con il quale il contadino di Mercatale ripercorre tutti i passi della sua vita ed in particolare le vicende penali. Durante la stesura di detto memoriale, il Pacciani fa riferimento a nominativi di persone che per varie vicende si sono trovai coinvolti nella sua storia. 

Atto 2. Senza data. Si tratta di un memoriale manoscritto dal Pacciani composto da 7 pagine, con il quale lo stesso si dichiara innocente per tutti i delitti di cui viene accusato e si discolpa da tutti gli indizi emersi a suo carico. 

Atto 3. Senza data. Memoriale di 69 pagine trascritto integralmente.

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“… Pacciani Pietro, memorie, e citazione, con , dimostrazione cartina al margine allegata, di, tutta  la verita’, e luoghi vissuti” 

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“… N°/1° MEMORIE ,E, CITAZIONE DI TUTTA LA MIA VITA, DA PRESENTARE IN CORTE DASSISE DI APPELLO, PACCIANI PIETRO,, DAL 1950/AL 1991” 

Si prega la Corte Dassise d’Appello di Firenze di Firenze di sentire il Giudice Dott. Alfredo Izzo, che allora era Sostituto Procuratore di Firenze, col Dott. Rotella, oggi, il Dott. IZZO, è, Procuratore di (Nola.) allora, diresse le indagini, sul mostro di Firenze, parla, di un echis, legionario di Prato, Fi, certo Vigilanti, era il 22-ottobre 1981 ,, l’omicidio di Stefano Baldi, e, Susanna Cambi, Bartoline di Calenzano, fù, fermato dai Carabinieri, il VIGILANTI era su un Alfa Rossa, alle Bartoline, era in stato di agitazione, in casa, gli sono stati trovati 30 proiettili CL.22, Winchester, dai C.C. di Prato. più 35 trovati a Poggio Caiano,, il Procuratorre IZZO afferma, sono state scritte 30.000 pagine la verità, è stata sepolta) nonè, Pacciani il mostro, lanno presentato col teorema di Beltoldo, contadino grossolano, la Magistratura, si sono sbagliati,, sia sentito pure il Maggiore Torrisi, che, à diretto, le indagini sul mostro,, 

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Pag.1 “…Memorie da citare a l’Illustrissima Corte , della mia vita passata, nel durro lavoro nei campi, dal 1964, al 1987, con onesta’, e adempimento, nel proprio dovere, dal sottoscritto, Pacciani Pietro, nato il 7/1/1925, a Vicchio Mugello, pr. Firenze,, e abitante a S.Casciano via Mercatale n.30,, prof. Colono mezzadro . Studio III elementare) alt. 164) peso kg 95) pensionato dal 1981 per invalidita’ sul lavoro) 

CARCERATO 1951,, OMIC. PASSIONALE 

Fui arrestato , nel 1951, per omicidio passionale avendo solpreso la mia fidanzata , Miranda Bugli, che dovevo sposare entro due mesi, dopo, 2, anni di fidanzamento, in fragante aduterio,col,cenciaiolo, Severino Bonini, mi grido’ piangendo, mia’, presa, per forza, io non volevo, picchialo, picchialo, mi, avvicinai per tirarli due pugni, ma’ questo, più forte di me’, mi prese per il collo, che stavo soffocando non potevo più respirare, mi trovai in tasca un coltello, lo colpii per difendermi, poi persi l’uso della ragione, dalla gelosia, e dalla paura, di essere sofocato, non capii più niete,, fummo ambedue arrestati, dopo tredici lunghi anni di soferenza, e tanti, dolori, per me’, e per la mia povera famiglia, la cuola, il mio povero padre, buonanima, morì, di crepacuore, dal dolore del’unico figlio, ci volevamo bene. 

FINE PENA ,,SCARCERATO 1964 

Nel 1964, fui scarcerato, e torai con la mia cara mammina. Il maresciallo, dei carabinieri di Vicchio, ci chiamo’, coi fratelli, del defunto, in caserma , gli chiesi perdono, dandoci la mano, e loro, dichiararono, di non avere nessun rancore verso di me’, poiché, la colpa, era di tutti e trè, cioè, mia, del defunto, e di mia fidanzata,,) mi trovarono, il lavoro, in, 

oggi,, 10/dic/93,, Pacciani Pietro 

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LAVORATO IN CALZOLERIA 1964 

Calzoleria, di Vicchio, la Val di Sieva, col sig. Marmugi,, mà, poco dopo fallì, e lavorai al comune stradino,, 

SPOSATO 1965 CONTADINO NATO PRIMA FIGLIA 1965 1966 LA SECONDA FIGLIA 1967 Nel 1965, tornai a contadino, col sig Ceseri Costantino, a Badia, a, Bovino, di Vicchio Mugello, e gestivo, due poderi, 18 ettari lavorativi, il 26 giugno mi sposai, con Manni Angiolina, fui, riabilitato,, nel 1966, mi nacque, la prima figlia rosanna, alla maternità, Fir, con taglio cesario mia moglie, rimase in coma, 4 giorni, con flebo nelle vene, febbre dinfezione, gli facevano nottata, tenendogli il braccio, giono e notte, se, là, cavò, in estremi, mà, rimase seminferma di mente, non sa, ne quello che dice,e quello, che fa) la figlia, fù ricoverata al mair, ospedale,io, avevo lasciato, a casa, mia madre anziana, e mio suocero a costudire il bestiame, avevo comprato la mia utilitaria usata che hò, tenuto per 22 anni, e andavo, ogni 2 giorni a trovare, mia moglie, in ospedale, e una volta la settimana, a, fare spesa per la famiglia, al paese, che distava, a’ 7 km. Dalla mia abitazione, dopo il ricovero riportai a’, casa moglie, e figlia, e dedicandomi al mio lavoro del podere. 12,ore, al giorno) 

NATO SECONDA,FIGLIA,1967 

 Nel, 1967, mi nacque, la seconda figlia graziella, prematura, di 6 mesi, fù, ricoverata in ospedale al Mair, che mia moglie non aveva latte, e’, era, prematura, una volta portata a casa , gli comprai una muccha, e , e l’allattavo con quella, mi toccava pensarci a mè, una vita, come un cane, tra il lavoro e la preoccupazione,, Pacciani Pietro 

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Di cueste due figlie, piccolissime, che ogni tanto si ammalavano, e mia mogle seminferma, che aveva bisogno di assistenza. 

TORNATO A RUFINA OPERAZIO E CONTADINO, 1971 

Nel 1971,, tornai alla Rufina, ebbi, a’, abbandonare, quei poderi grandi, mia madre, morì, e mio suocero malato, andò, ad abitare con suo fratello, non cela facevo, da solo, ad andare avanti dal duro lavoro.) Lì, a’, Rufina, tornai alle dipendenze, della signora, Toccafondi Serafina, e Lotti Cesare, marito, e’, moglie, mi consegnarono un piccolo podere, e 4 mucche, che le assistiva mia moglie, e il podere lo lavoravo io, avanza tempo, il sabato, e la domenica, perché, gli altri giorni, veniva il padrone, alle ore 7, e ci portava con la sua macchina, su, nella sua azzienda, a lavorare, eravamo, solo, 3, operai, e ci, riportava giu’, alle ore, 6, facendoci lavorare, 10, ore al giorni, ci sfruttava,e in, ultimo non ci pagava neppure,, 

TORNATO A S.CASCIANO ALLEVATORE DI BESTIAME E OPERAIO 1973 Nel 1973/, tornai a Montefiridolfi, di S.Casciano, col sig. marchese, Pierfrancesco, Rosselli, del Turco, mi consegnò, la casa, e una stalla piena di bestiame, 22 vitelloni e 4 vaccine, dà, produzione, assegnandomi, 4, ore di lavoro, alla stalla, e, 4, ore le dovevo lavorare, in fattoria, coi trattori, alle vigne, col bestiame, da governare, lavoravo, pure i giorni festivi, e pure la notte quando parturiva, le vaccine,, per circa. 

AMMALATO DINFARTO 1973 DIMESSO CONVALICENZA,, 6 MESI 

 (9, anni fù,li,che mi ammalai, dinfarto, caddi a’, terra, con tremito, e un forte dolore, che mi prese il braccio sinistro, poi il petto, e persi conoscenza, mi portarono durgenza al pronto soccorso, Pacciani Pietro 

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TORNATO A MERCATALE 1982,, – AMMALATO ANGINA PECTORES, 1981,, a’, Firenze, in canera, di rianimazione, perché, ero morto, da poco, per istrada, durante il tragitto, sott il professor Pizzetti, mi rianimarono, a forza di massaggi, e con l’elettroscioch, mà, stiedi, nel letto, per diversi giorni, senza movermi, di un centrimetro, e con lossigeno per respirare, etante punture ogni giorno, per saturare la vena rotta, del cuore, che, orinavo sangue,, fù, nel 1979/80,, fui dimesso dpo, 40, giorni, e mandato a casa. Con un anno di convalicenza, mi licenzia dalla azienda, perché non potevo lavorare, comprai una casa a mercatale in piazza del popolo, e torai lì, mà dopo un po’ di tempo, mi riammalai, di angina pertores, e fui, rimandato giù, in ospedale, per mettermi, il cuore, artificiale, mà prima di metterlo, il professor Pizzetti, mi mandò, in osservazione, in casa di cura, a’, Tavarnelle, sotto il professor, Bozza, Dio, lo benedica, fù, lui e il buon Dio, che mi salvarono la vita, mi cambiò, la terapia, e subito trovai il miglioramento, e grazie a Dio, e a lui, il mio cuore, incominciò, il battito normale, mà, mi disse, quando dopo, 40, giorni, che mi dimesse, lei non bisogna che lavori, più, sono mali, che si risentono per tutta la vita, come infatti, ne risento quasi ogni notte, e nonò mai smesso la cura, ora specie, che mi trovo, qua, rinchiuso innocente, come il buon gesù, sulla croce, senza aver fatto del male a nessuno, e lo prego, che illumini, il cammino della verità, e lui, lo sà, csa io nonlò, fatto, questo male, lui ci 

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DOPO 6 MESI , RICOMINCIO A LAVORARE 

CIOE’ DAL 1982 AL 1987, AL MIO ARESTO PER LE FIGLIE 

DAL 10/85 LAVORO,A LUIANO CON ALB. PALOMBO 

ARRESTO PER LE FIGLIE 1987 

vede tutti, e sia fatta giustizia divina, e terena, sia punito chi à, fatto il male, non un innocente, pure im convalicenza dopo 6 mesi, ricominciai, a lavorare, alle fattorie di Mercatale, riguardandomi, di non fare sforzi, e facevo pure gli straordinari, ultimamente, ero operaio fisso dal sig Aflo Gazziero a Soripa di S.Cascino, arivano li, alle 7, di ogni mattina, e tornavo a casa alle, 6, di sera ero unico operaio lavoravo, 10, ore al giorno con lo, straordinario, gli lavoravo, la vigna, gli facevo il vino, l’olio, lorto il giardino, tenendogli lazienda, in perfet ordine, e mi facevano pure regali, oltre la paga,e, avevano pure il bestiame, che dovevo costudire 20 capre, 3 cavalli, 2 suini, colombi, galline, conigli, e, 3 cani, lupi, mandavo avanti tutto io essendo solo operaio, lo possono testimoniare tutti, poi a Luiano fattoria Palombo Alberto, libretti di lavoroconsegnati al mio avv. Fioravanti, dal 1966, al, 1987, giorno del mio aresto, per aver picchiato mia figlia maggiore Rosanna, la quale si era innamorata, di un vagabondo, e gli spillava, tutti i soldi che gli avevo messo da parte, col mio sudore del duro lavoro, in tre mesi, gli tolse, 3 milioni, e 800, mila lire, scappò, di casa e andò dalla signora dove era stata a lavorare, Vilma moglie, di un avvocato Giachetti Sergio, che abitano nel viale Gallileo, a Firenze, fù lei che la portò, a fare la denunzia, oltre alla vertà, gli disse il falso, 

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SCARCERATO 1991 FINE PENA 

PERUGINI PRESE I GIORNALI, E, RIVISTE IN CELLA MIA. DOPO DOPO PORTATE SU SORVEGLIATO FINO A QUESTO ARESTO GENNAIO 1993 

facendomi arestare, nel 1987, è tornai a casa, nel ,,1991,, chiedendoci scusa, entrambi, gli lasciai la casa, alle figlie, con tutto laredamento e tornai, con mia moglie, in una piccola casetta, in via Sonnino, 30, un km. Più distante, con.amore, e accordo, dandoci la mano, che se avevano bisogno di noi, si era pronti, ad, aiutarle, mà, incominciò, il martirio, di perseguzione, prima di uscire di carcere, da parte della polizia, e il dottor Perugini, dicendomi, ciè arivato una lettera anonima, che dice, di indagare su di lei, dei fatti avvenuti, in Toscana, questo mostro, viene di là, lei essendo nato là, lo conosce, celo dica, io gli spiegai, tutta la verità, ero contadino, a 7 km. Dal paese, e avevo molto da lavorare, e pensare alla mia famiglia, non avevo certo, il tempo di girare, e conoscere le persone, e se cè, cualche carogna, che manda lettere anonime che mi vuole male, e celà, commè, io ho, voluto bene a tutti, e nonò, fatto nessun male, e non so niente, chi sia cuesta carogna) se, sbagliai, in gioventù, pagai, il mio debito, mi feci, una famiglia, e mi dedicai, al mio onesto lavoro, continuo, mà, il martirio, del’interogatorio, durò, diverse volte, qui in carcere, poi mi diedero, il foglio di garanzia, e, alludendo su di mè, questi attroci fatti, facendomi, piangere, intere notti, dalla amarezza, e dal dolore, sapendo la mia coscienza, pulita, davanti a Dio, e alla giustizia, e notizie infamanti divulgate dalla stampa, e televisione, la quale mi anno messo contro, tutti, infangando questa povera famiglia, 

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PERUGINI PRESE I GIORNALI E RIVISTE PORNO IN CELLA MIA CHE MANDO A PERCUISIRE LA CELLA 

Nel 1991 fui scarcerato fine pena, mà sorvegliato giorno, e notte, fui percuisito prima di uscire dal carcere, dalla polizia, col dott. Perugini, mi dissero, puoi andare,e dette ordine di percuisire la cella, ero ricoverato, in infermeria, al C.tro clinico, in una cella grande, che eravamo in 6, detenuti, poi in ultimo, rimasi solo, cerano dei ragazzi giovani, che compravano alla spesa, giornali, e, riviste, pornografiche, e una volta lette, le mettevano in fondo, a un armadio, che servivano, un foglio al giorno, per mettere in fondo, del secchio della spazatura, che non attaccarse al secchio, e tra riviste, e giornali, cenerano molte, di parecchio tempo indietro, questi ragazzi, si divertivano, a, scarabocchiare, sia giornali, che riviste, dipingendo sopra alle donne, la loro fattezza proibita, e altri segni sui i giornali, poi ridendo, mi dicevano, anziano, ora e, più bella cosi, questa ragazza, io consideravo, la sua gioventu’. Che è priva di pensieri, che ci affligono, in questi, luoghi, non davo ascolto) come ripeto, laswciai la casa in piazza del popolo, dove si stava , con le figlie, e io e mia moglie, ci trasferimmo, dopo una settimana, in via sonnino, 30, una piccola casetta di, 3 stanze, la quale comprai anni prima, occupata da un incuilino, bianchi, andò via lui, e l’affittai, a un infermiera, divisa dal marito, Betti, Elena, tutta ammobigliata, per 400 mila al mese, per due mesi mi pagò, poi non voleva più pagare, né affitto, né, spese di consumo,gas luce ecc. ecc.. 

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PERUGINI RIPORTA I GIORNALI IN VIA SONNINO 30 VENNE LI A TROVARMI Ebbi a rivolgermi,a’, un, avv. Cavallucci della Camera del Lavoro, di S.Casciano, gli mandò una lettera lui, e lasciò, la casa, mà, la somma del debito da pagare,persi tutto, tra affito acqua luce gas, piu di un milioni, mi disse, quando uno va via, e pari con tutti, io lasciai, perdere, che con le donne non ci si fa mai, fui contento di averla libera, andata via lei, non l’affittai, più, che ci, tornai, io, e mia moglie, dopo tornato li, nella casa, ogni 6/7 giorni veniva, perugini, a’ trovarmi, con qualche scusa, la prima volta lo vidi arivare con un fascio di giornali, dicendomi, gliò, portato questi giornali, gli aveva lasciati, in cella quando, fui, scarcerato, io gli risposi, che nonerano miei, che non compravo i giornali, la quale non avevo commè, gli occhiali, li avevo lasciati a casa, e per la paura di romperliu, non gli richiesi, e a leggere, non ci vedevo, scrivevo, e disegnavo, qualcosa, per passare il tempo, e si giocava a carte, coi compagni di cella, a chi doveva fare la pulizia alla cella, Perugini disse, gli tenga, gli possono servire, e gli misi in cantina, assieme agli altri; per accendere le stufe, ma, era un trucco, che dopo diverse volte che veniva a trovarmi, e ogni volta mi importunava di domande, sempre le stesse cose, si beveva assieme un vin santo e dei biscotti, si fummava una sigaretta, gli ofrivo quel poco che avevo, mà di buon cuore,, 

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VIENE SU PERUGINI E INTEROGA ANCORA 

e lui, dopo un po’, entrava sempre, nei soliti, argomenti, Pacciani, noi abbiamo, seguito tutto il suo commino, di quanti passi cheà, fatto e tutti i suoi datori di lavoro anno detto, che è un brvoi lavoratore e una persona onesta, mai mancato nel suo dovere, mà lei e nato à Vicchio, e cuesto viene di là, lo sappiamo che lei non centra, mà, lei lo conosce, celo dica, gli spiegai, che abitava a 7 km, dal paese, con due poderi da lavorare, 18 ettari mia moglie, in ospedale, che gli tolsero la figlia con taglio cesareo, ricoverata in coma, con febbre dinfezione, e rimase inferma di mente, e la figlia da allevare, col latte artificiale oltre al lavoro, mi toccava assistere pure loro, dando una mano, alla mia mmma anziana, andavo a fare la spesa, una volta la settimana, per la famiglia, consideri lei, se avevo il tempo i girare, e conoscere le persone, e sapere, cosa fanno la gente, lui mi fece giurre sul santisimo crocifisso sul tavolo, e sulla fotografia della mia cara mamma bunanima, le giurai che se avessi fatto io questo male, di crepare, prima di sera, e per tutta leternità, nell’inferno dannato, la quale il buon Dio i vede tutti, e lui sa, che io nonò fatto questo male, andò, via, ma dopo qualche giorno ritornò, portandomi le foto copie delle poesie che avevo scritto in carcere, che mi aveva seguestrate, e ricominciò, la solita musica, allora non potetti più, a, sopportarlo e gli 

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PERUGINI VIENE SU CON LETTERA ANONIMA, A NOI ARIVATA E MANDATO DI PERCUISIZIONE 

SEGUESTRA MOLTO MATERIALE E PERCUISISCE 30 PERSONE PER 40 GIORNI risposi male, dicendole lei è una persona indesiderabile, non crede neppure in Dio, e colui che cià, creati, assieme alla mamma, non venga più a importunarmi, io sono innocente, e non so, niente, altrimenti, ero ben lieto, di potervi aiutare, ma se non so niente, cosa vi devo dire? Sono un padre anchio, con due figlie, lui mi disse vabbene, non ci vengo più, ma noi ci rivedremo, glielo, giuro, e dopo dei giorni, venne su, con una lettera anonima, dicendo ciè, arivata noi, di indagare su di lei) lei cià, le armi, nascoste, e abbiamo il mandato di percuizizione, hò, ce lo dà, ò, si trovano da noi, io gli spiegai, le armi le odio, mai avute, solo arnesi da contadino, chiamò 30 persone, Vigile del Fuoco, Polizia e Carabinieri, con compressore pleumatico, mi sfondarono i muri della casa, mi spaccarono perfino il tabernacolo, del S. Rosario, dedicato, alla Madonna) nel murro, della casa, e tutto lorto, e piante per 40 giorni sempre lì, e mi portarono via tanta roba di casa delle giacche, maglie, 9 quadri a olio, dipinti da mè, un motorino 48, comprato per mia figlia, rotto, 150 tegole emblici di scorta, per il tetto, un portasapone bianco, portato dal carcere senza scritte, ora dicono ce scritto, il mio, era grande, bianco, senza scritte, che portai dal carcere con una saponetta Palmolive, e loro ci misere dentro dei ninnoli di mie figlie, e di mia sorella, prima che si sposassi, ma, diversa roba, da Pacciani Pietro 

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RIVISTE PORTATE DA PERUGINI POI RIPRESE 

riparare, spille, orecchini, collanine, perfino la fede , nunziale di mia moglie, è altro, mi ruppero i vetri, della biblioteca, il neo, della luce di casa, e molte altre, cose che avevo fatto una lista, di tutto, e soprattutto, i famosi giornali che ò , detto prima gli ripresero, e dettero notizie alla stampa, abbiamo trovato riviste porno e giornali, con fregi, erano, quelli che presero in carcere, e, ne avevo in casa dei miei erano cuelli, che raccoglievo nello scarico, per accendere, la stufa, dei ritagli, che parlavano del mostro di firenze, che nel 1990, mi avevano dato il foglio di garanzia, e facevano indagine, e interogatori, su di mè, e, la stampa, mi faceva delle calugne imfamanti, su di mè, e io, mettevo da parte questi ritagli, per farli vedere ai miei avvocati, per denunziarli, ma, come ripeto, nel 1990) se ce né sono, qulcuno, prima di questa data, nonè mio, hò, portato li, da Perugini alla percuisizione, poi ripreso come gli altri, che portò, di carcere della mia cella, hò, trovato nello scarico, come hò citato, quando mi percuisirono la casa, mi mandavano fuori, e facevano quello che volevano, senza che io potessi, vedere, è, nel foglio di sequestro, che mi facevano, firmare, citavano quello che li pareva, tanta roba, fù, presa, senza che io, ne, sapessi niente, e non mi fù fatta, vedere, dopo diversi giorni, che della percuisizione col laser, trovarono tanto chiodi, e schegge di bombe, che nel 45/46, ci passò, il fronte, e una cartuccia da moschetto 

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TROVANO LA CARTUCCIA MOSCHETTO E BOSSOLO DI MORTAIO TROVANO CARTUCCIA TRAVETTO A 2 METRI DALLA PORTA DI CASA della nato, che era sotterata nel’orto, al passaggio del fronte, era un bossolo vuoto da mortaio, lucidato da mia moglie, e pieno di acqua, con fiori dentro, sul tavolo, come soprammobile, fù seguetrato, e con l’imputazione di materiale da guerra, con due avvocati, Ventura, e Fioravanti, mi fecero condannare, a 4 mesi, che colpa neò, io, di questa roba, li dal 1945, come porta inciso sul fondello della cartuccia, più sotterata nel terreno, e trovata a zappare? Poi il dottor Perugini, mentre la polizia col laser e, comprere scavavano l’orto, à 1 metro di profondità, cominciò, a strisciare, i piedi, in un travetto, da vigna di cemento, è, raspare con le mani, chiamando il fotografo, e altri polizotti, dicendo, fotografa qui, sentii, un polizzotto, dal’acento napoletano chiamato Calistro, lì… una cocciniglia, cià, portato fortuna, io mi avvicinai, e vidi, questo animaletto, con machioline sopra le ali, che coreva, in questo palo di cemento, messo, a terra disteso, a guida del vialetto dell’orto, io mi avvicinai, e mi allontanarono, dicendo, si guarda dopo) io mi misi a ridere, credendo che dicessero di questo animaletto, perché non avevo visto altro, è dissi siamo, siamo nel duemila, e credete a Napoli, nelle supestizzione, e nelle fantasie? Mà, dopo fotografato il palo, lo levarono, e lo portarono nel piazaletto, e con un punteruolo levarono questa cartuccia, e, terra, mettendo tutto in un sacchetto, di plastica, quando, io vidi,, 

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questa cartuccia, pensai subito a un trucco fattomi, e mi misi a piangere, il dottor Perugini, mi disse, cosa piange, non la mica in tasca lei) questo travetto si trova a 1,50 da luscio di casa mia, giusto, due passi infilato, a punta in giù, e coperto da un centimetro di terra, fecero la perizia, e fù, stabilito, che era li, da due, o tre anni cuesta casa, era vuota da sei anni cioè, dal 1985, che andò via lincuilina Betti Elena, e non cè, abitato più nessuno, e il terreno rimasto incolto, e noi abitavamo tutti, assieme in piazza del Popolo, nel 1987,, fui arestato, per aver picchiato, mia figlia, che mi portava via i soldi di casa dandogli a un vagabondo, che siera innamorata, feci 4 anni, in carcere, uscito nel 1991, lasciai dopo una settimana, la casa alle figlie, e tornai li con mia moglie, quando fecero la percuizizione, è, trovarono questa cartuccia, erano, due mesi che si abitava li, duncque che celavrò, messa io, che ero in carcere, inoltre, per crearmi un indizio, a mio carico? Neppure un pazzo, lo avrebbe fatto, inoltre cuando ero ancora in carcere, fù fatto altre percuizizioni in cuesto orto, dalla polizia, che mi avevano messo diversi microfoni nascosti nei tetti, poi ancora, altra percuizizione, che arivarono alle, 4, del mattino scendendo giù, dai tetti, e bussando alla porta di casa, la polizia e il maresciallo dei C.C. di S. Casciano, io e mia moglie, sebbe tanta paura, sapendo, daver chiuso, il cancello dentrata, le domandai, dove siete passati, 

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ORE 4 DI NOTTE POLIZIA E CARABINIERI PERCUSITO GARAGE E PRENDONO STRACCIO IN GARAGE 

MANDANO UN TIRAMOLLA AL MARESCIALLO DI S.CASCIANO DEI C.C. dai tetti come i gatti, rispose il maresciallo dei C.C. Minoliti si vesta, e venga ad aprire il suo garage, in piazza del Popolo a casa delle figlie,, gli diedi la chiave, e, andarono loro stessi, e altri rimasero commè in casa mia, appena in tempo di prendere il caffe, e furono di ritorno questo maresciallo Minoliti, aveva in mano un cembolo di stoffa, dicendo labbiamo trovato, labiamo trovato, io le dissi che cosa avete trovato, cosè questo straccio) e… a’, la sua importanza, non dissero altro, dopo del tempo, seppi che un anonimo, aveva mandato al maresciallo Minoliti dei C.C. di S.Casciano, un pacchettino, col tiramolla avvolta in uno straccio a colori, dicendo, e un pezzo di pistola, se, volete, trovare, laltro pezzo di stracio euguale, cercatelo nel garage del Pacciani, e, infatti cera una federa strappata, che era stato tolto i pezzi di stoffa, e nel biglietto sbagliarono dicendo, l’abiamo trovata sotterata, a Crespello, dove il Pacciani andava a lavorare, io andavo a lavorare alla fattoria di Luiano, dal cavag. Alberto Palompo, e, non, a, Craspello, sono due posti diversi, e distanti 3 km, luno d’al’altro, capii subito , che era un altro trucco., questo anonimo, nonera pratico, del posto che aveva nominato, inoltre, se la mandata ai C.C. laveva lui, se dici che nel garage ce la stoffa eguale, cela’ messa lui, senno come sapeva, è, stato, in questo garage, a, staccare il pezzo di questa stoffa, per avvolgere, il tiramolla, ecco, perché, sapeva che Pacciani Pietro 

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POI SEGUETRANO IL BLOCCO DEL 1980/81 CHE AVEVO IN CASA 1980 CE SOPRA ANNOTATO I MIEI APPUNTI 1980-81 E NONA’ NIENTE AL CONFRONTO COL 1983 DEI TEDESCHI 

cera laltro pezzo, eguale,)poi si cita il blocco, che fù, preso in casa mia, alla 4° percuisizione, con scitta, in tedesco sopra, e un numero, fu fatta la prima perizia, grafica, confrontando una cartella di numeri, mandati dalla germania da cuesta signora tedesca, che dice di riconoscere il numero di costo, in marchi scritto da’ lei, ci fù, la perizia dei due calligrafi messi dal CIP. Altamura, e, Signorelli, esclusero in assoluto, che non cera, nessun numero eguale, di un fas simile, a cuelli, e fù, tutto annulato, e pure i miei periti, fecero la relazione, la Massetani, e, Giorgetti, ora anno rifatto, dopo la respinta di annullamento, dal C.I.P. la nuova perizia, con laser, ingrandendo i numeri che, sono tutti, deformati, e quindi, non accettabili, inoltre io dichiarai, se nonera delle mie figli di scuola, che si dice in, Italia non sono commerciabili, allora dichiarai che lo raccolsi nello scarico, assieme a altra cartaccia, che raccoglievo, per accendere le stufe, la cuale, andavo li, quando ritornavo dal lavoro, che ricuperavo, oltre alla cartaccia, del materiale buttato lì dai muratori che facevano le case,mattoni, tubi di stufe, cappe, di lamiera smaltata binche, delle cucine economiche, raccogli vapori, ambrogette di granito, che levavano dagli impiantiti, per sostituirle col greffe, nei pavimenti dei garagi, e tanta altra roba la cuale, io avevo, da raccomodare le mie case, e tutto l’impiantito del mio garage, lò fatto con cuelle,, e mene avanzò pure, che sono sul muro di casa, al n°30 

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DOMANDA ALLA PREFETTURA UFF. CACCIA 

SOMMA PAGATA E SCRITTA SUL BLOCCO, 1980.1981,, 

ALTRE SPESE UN QUADERNO PIENO A CASA 

fino al giorno del’aresto 1987, questo brocco io lavevo lì in casa mia, nel 1980/1981,, che ci annotavo le fatture da pagare, come infatti, troverete, scritto, di mio pugno, dei conti di ricevute da pagare, una alla sig Margherita, con bottega di caccia e pesca , in piazza Vittorio Veneto di Mercatale, che, è, ragioniera, fa, domande e fotocopie, ricordo, gli feci fare una domanda, e assegnai li sopra, la somma, che dovevo, darle, laltra somma da pagare, al sig. Lotti Franco, via Poggio ai Borgoni, di Mercatale, del materiale preso per accomodare la mia casa, cemento, calce, rena, e altro, poi troverete annotato altra somma, da pagare, delli occhiali, al’oculista, di S.Casciano via della Misericordia, vicino al sindacato, coltivatori diretti, dott Ciappi, e il nome deloculista, non ricordo, visitava, e faceva occhiali su misura, non so se cè, ancora, sono passati 13 anni, ) poi avevo in casa, altri quaderni, pieni di tuto il materiale e manopera che pagavo, e riscotevo, cerano i conti, di spese delle case, di accomodatura, e le giornate di lavoro, che riscotevo e il materiale acquistato, ci sono diversi quadreni, pieni di conti, se non sono stati presi dalla Polizia, perciò come ripeto, questo blocco del’ottanta nonà, niente, a che fare, dei tedeschi, de lottantatrè, inoltre, à, Mercatale, siamo, in pineta, è cè, il maneggio, dei cavalli, à, noleggio, che, è, sempre pieno, 

Pacciani Pietro 

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BIGLIETTO CON SCRITTO COPPIA,, 

RANCORI VERSO DI ME,, 

di turisti, italiani, e stranieri, e sopra il suddetto brocco, non cè il nome, di chi appartiene, e tutto quello che cè in casa mia, è tutto roba pulita, senza ombre, altrimenti tenevo in casa, una tale schifeza, del valore di millelire? Per dieci anni? E fù preso alla cuarta perquizizione, io nonò, ne sottratto, ne rubato niente a nessuno). Il biglietto trovato in casa mia, con scritto coppia, lo, dissi a, l’interogatorio, e citato nei memoriali, si trattava, di una coppia, che venivano, à, fare allamore, in macchina sotto la mia finestra, di sera, à tarda ora, e io non avevo piacere avendo mie figlie, giovane, di non vedere quello, che facevano, e gli presi il numero di targa della macchina, quando partivano, e gli sgridai, di andare via, è di non ritornarci, mai più, altrimenti, avrei avertito, chi di dovere, mà, non erano i soli, avevo visto altre macchine diverse, e ricordo, ad una di queste, le tirai, una bacinella, di acqua, sul tetto dell macchina, non passavano settimane che non si fermasse, qualche macchina, lì, di notte, mi toccava sempre litigare, e per quel garage, che sta sotto questa finestra, dove tengo la macchina, nonostante che avevo messo, alla porta un cartello, con scritta, divieto di sosta, garage, arivavo, à tirare fuori la macchina, per andare a lavorare, ci trovavo sempre, una macchina affiancata, che mi inpediva, luscita, e litigavo, di levarla che mi facevano 

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ECHS MAREALLO SIMONETTI, DEI C.C. IN PENSIONE, ANDAMMO A TROVARE MIA SORELLA A VICH. MUG 

far tardi, al lavoro, mà, cerano dei propotenti, che non capivano la ragione,è, litica oggi, litica domani, avevano sempre, ragione loro, che io, ero vecchio, e, loro erano giovani, cera pure da buscarne, e incominciarono, a odiarmi, la cuale io ho voluto bene, a tutti, è, fatto sempre, il mio dovere, di rispetto) ce poi altro biglietto, con scritto sopra il chilometragio Mercatale Vicchio Mugello, km 145 andata, e ritorno, fù, scritto, una domenica, che mi porto là, un mio amico, echs. Maresciallo dei C.C. in pensione, con la sua macchina Francesco Simonetti, a desinare da mia sorella, là, sposata, al compleanno, di mio nipote, e portai, anche mie figlie, stava, lì, à, Mercatale, di casa, eravamo amici, ogni settimana, veniva à prendere del’ortaggio, al mio orto, e ragionando, mi disse, se ai bisogno, di andare, in qualche posto, ho a trovare tua sorella, ò, a Firenze, dal sindacato, per gli interessi, che ai da fare) ti, porto, io, a casa, nonò, niente da fare, mi dici che non conosci la strada, ti porto violentieri) accetto volentieri, le pagherò il viaggio, in tanti anni, che sto, à, S. Casciano, non ci sono mai stato, non abbiamo tempo, è, à, uscire da Firenze, non so pratico, ne parlammo diversi giorni prima e una domenica mattina, ci portò, là, io, e mie figlie, che mia sorella ci aveva invitato, à, desinare, e ricordo, mi dise, quanti km. sono andare là, le dissi, io non lo so, disse, si fà, presto a vedere, segna il numero, del conta= 

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ANDATO A VICCHIO MUG. CHE MI PORTO IL MARESCIALLO SIMONETTI ECH. DEI C.C. A TROVARE LA SORELLA E SEGNATO IL KMETRAGIO DEL CRUSCOTTO chilometri del cruscotto, e così feci, e si costatò che andata, e ritorno, erano 145 km. le volevo dare, 50 mila lire, mà non volle niente, era una brava persona,, lò, citato, a l’interogatorio, e nei memoriali, mi tormentarono di domande, ora sono passati 23 anni, che sono stato là, à, trovare mia sorella quattro volte in tutto il tempo, e mi ci portarono gli amici di Mercatale, 2 volte, lui, una volta, Brogini Renato, e una volta Gianni Bottai, già citato, al’interogatorio e memoriali.) Altro fatto importante, da citare, lultilmo fatto dei francesi, uccisi, da questo, pazzo, carogna, che Dio lo bruci vivo, dove si, trovà, fù lotto settembre 1985 che era, la festa del’unità a Cerbaia, frazione di S. Casciano V. di Pesa, à, circa 5/6, km, dà, Mercatale, dove io abito, ) e avevo comprato, la macchina nuova, una Fiesta, Ford, dalla carozzeria Giani Roberto, di Mercatale che neà, la rappresentanza, che porta, sul cruscotto, i km, percorsi, dal Rodaccio dopo, l’acquisto, 70),, km circa, la quale diedi indietro, la vecchia utilitaria, che non caminava più, era 19 anni, che l’avevo, e acqistata, già usata nel 1967 1968, nel salone, del mio istruttore di scuola guida, Mario,, di Borgo S. Lorenzo, appena presi la patente, e, non me la considerò, niente, mi disse, bisogna che paghi mè, a farla portare via, nel ferro vecchio, quello che carica il ferro, à, mè non mi dà niente) e, la domenica sera dopo pranzo del 

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8.SETT.85 FESTA A CERBAIA DEL’UNITA E A CENA 

SI BRUCIA INTERUTURE DI MINIMA ALLA FORD. 

Giorno 8 settembre 1985,, era la festa del’unità, in frazione, Cerbaia, che dista, 5/6 km da Mercatale, dove abitiamo, mi fù, chiesto da, mie figlie, babbo, ci porti alla festa, la sera, cè, tanti divertimenti, e ballano in piazza, e fù d’accordo pure, mia moglie, dicendo, vanno in tanti, portaci anche noi, povere figliole, lavorano tutta la settima anno diritto a un poco di svago, io ero propenso andare a vedere il mio orto, e curare l’ortaggio, che scresce, là cuale avevo molta passione, e ogni sera che tornavo dal lavoro, dalla fattoria, andavo lì, fino ad’ora di cena, à, malincuore acconsentii, dissi và bene, verso le ore tre, si và, e si partì, in tutta la famiglia, e la sera si rimase lì, à, cena, avevano, preparato, i tavoli allaperto, una lunga fila, facevano i polli alla griglia, e gli facevano molto buoni, e si spendeva poco, comè, à, fianco, cera un meccanico, vicino di casa di nome, Fantoni Marcello, lui, e la sua moglie, che figli, non ne anno, e stiamo di casa vicini a 50 metri dalla mia porta in piazza, del, Popolo di Mercatale, arivai, à, ripartire verso le ore 9 di sera, non ci fù, verso, di mettere, in moto la macchina, dopo aver insistito diversi minuti, andai, a chiamare lui, venne, e disse, cueste testuali parole, giravo la chiave nel cuadro del cruscotto, e faceva, zuu,,,, zuu,,,, mà, non’entrava i moto,, mi dissè, non insistere con la chiave, tu, scarichi, tutta la batteria, e non ti parte, hò, belle visto, 

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BRUCIATO INTERUTTORE DI MINIMA GIORNO 8, SETT. ORE 21,30 PER RIPARTIRE,, POTATA A RIPARARE IN CAROZZERIA GIANI ROBER GORNO, 9, SETT. ORE.9 CIRCA tiè, bruciato l’interuttore di minima, e non stacca, la corrente, vado a prendere, la mia macchina, e si attacca i cavi alle due batterie, se, entra, và, bene, sennentra in moto, in corsa, e cosi fece, appena attacato i cavi, un giro di chiave, e e entrò subito in moto, lui mi tirò, un poco, l’acceleratore a mano, dicendomi lascialo così, il motore, deve stare su, di giri, voi andate avanti, e noi vi si stà, dietro, seti si riferma per la strada, montate tutti commè, e domattina, si viene a prenderla, col caro attrezzi alle ore 9 e la portò in officina, andai giù, pure io, e mi disse cenò, altre, 4 dà riparare, sarà, pronta fra 3 giorni. Ricordo , che mi prese 95 mila lire, io, reclamai dicenlo portata, à, riparare da te, credevo credendo di prendermi il giusto, mi stai strozzando, i fece vedere un piccolo gingillo che aveva sostituito, possibile che costi, questa somma, mi disse, nonè il pezzo che costa) e la mano d’opera, che l’operaio, cià impieto, mezza giornata, à, dovuto, tirare giù, tutto il motore, che si trova dentro, pagai, e venni via, e mi diede la fattura fiscale, che senonè stata presa dalla polizia, si trova in casa da cualche parte, mà, mi anno preso ogni mio scritto, ma, si trovera pure nel registro scritto del caroziere, cuesta e là sacrosanta 

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FESTA A CERBAIA 8 SETT. 1985 MACCHINA ROTTA, PERCUISITO CASA. E INTEROGATO GIORNO 9. SETT. 1985 

FANTONI IL MECCANICO CHE MESSE IN MOTO MACH. SIE, RITIRATO verità, e la sera, del lunedi 9.sett.1985. ore 3,30 circa venni interogato di carabinieri, il maresciallo Delodato, il brig. Di bella e l’appuntato di nome, Toscano, erano allora tutti in servizio in caserma a S.Casciano) se sono sinceri, lo ricorderanno, inoltre, ci sarà uno scritto, di interogatorio, e percuisizione, mi suonarono alla porta di casa il campanello e dissero, ci apra, dobbiamo parlare con lei, gli aprii l’uscio di casa, e vennero, su, mi disere, siamo in servizio, dobiamo farle delle domande, dove si trovava, lei ieri sera dopo pranzo, le spiegai alla festa a Cerbaia con la mia famiglia, disse il maresciallo, e lo puole dimostrare? E citai tutta, la verità il guasto della macchina. Il meccanico Fantoni Marcello, mio vicino di casa che me la mise in moto, poi dissero, ci apra le porte che dobbiamo fare una percuizizione, percusirono tutta la casa e alla fine dissero, andiamo, andiamo, il Pacciani lo conosciano) e mi conoscevano, perché, andavo ogni mattina a lavorare, a, Soripa, da Gaziero, e passavo da S: Casciano, e gli trovavo in servizio nei dintorni, del paese, io rimasi molto solpreso, le chiesi cosè, successo maresciallo l’interogatorio, la percuisizione,… mi disse, nonè il solo che sinteroga,, una formalità, ua formalità, e andarono via, dopo si seppe in paese, dalla tv, dai giornali ecc. ecc.,,) interogarono questo, giuda, del Fantoni, negò, dicendo, io non cero, due sono i punti del rinnego, ò, ebbe permale che non gli feci accomodare la macchina, à, lui, che preferii portarla al caroziere, giani roberto dove lavevo comprata, ò, perché, lo citai, mandandogli i carabieri in casa,, sono gente che non anno piacere, che il vicinato, si chiede il perché, che le, chiesi, il rinnego, della verità, lui mi disse, mi ai mandato a casa i carabinieri, io non voglio essere disturbato da loro, io le dissi, il mio parere in merito, cera sua moglie, ci mancò poco che 

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8 SETT. 85 FESTA, CERBAIA, E INTEROGATO. DAI C.C. E’ PERCUSITO CASA,, TESTIMONI FALSI,, 

TESTE FALSO CASTRUCCI,, 

non mi graffiasse , gli occhi, le tolsi la parola, e considerandolo per quello che era. Mà, come ripeto, il caroziere, che venne, à, prendermi la macchina, ore 9 , e il maresciallo Delodato, e sua scorta, diranno, la verità, che mi interogarono, e prcuisirono la casa , la, sera, del giorno 9 settembre 1985, 3,30 circa,) e io mi trovavo, a mercatale, e non à Vicchio a, 145,km, di distanza andata, e ritorno, che questo, infame malvagio, alle ore 9 del mattino del 9 sett. 85, era, à, S.Piero à, Sieve di Vicchio, à impostare, una lettera, intestata al giudice Della Monica, con frammenti, dei francesi, uccisi, da cuesto maledetto, come dicevano, la stampa, e il timbro della lettera, e io, mi trovavo, a Mercatale, come hò, citato, domando, perché, si viene, à, tormentare, un povero, innocente, che nonà, fatto questo male, è, Dio lo sa, che io non sono il malvagio, che cercano, e non conosco chi sia, altrimenti, lavrei, preso con le mie mani, e velavrei consegnato, quando ero libero, la, quale, abbiamo, dovuto subire, tanti padri di famiglia innocenti, per questo maledetto senza una colpa,) ci sono inoltre i testimoni falsi, che non cè, una parola di verità, dicono che di notte andavo a tirare col, fucile, che nonò mai avuto, solo uno à, avancarica di 300 anni denunziato, poi regalato al mio nipote) dicono di notte, andavo ,à, tirare ai fagiani, sulle quercie, con una pistola, che il fagiano dorme in tera, e prenderli con una pistola, bisognerebbe e fussero grossi come un somaro,) altro infame. E il Castrucci di Monte che dice che avevo una pistola) lo conosco, perché, abita li, ma nonciò , mai preso confidenze, e a casa mia, cè, stato una sola volta, a raccomodare il tetto, mandato dal proprietario 

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TESTIMONI FALSI,, VANNI MARIO 

ASSOLTO,, SCACCIACANI PISTOLA, GIOCATTOLO,, 

della casa) esendo muratore) una sola volta, in 10 anni, inoltre se avessi avuto una pistola, la facevo vedere a lui? A quale scopo? Io non sono un ragazzo che mi mettevo à giocare,,) altro scemo, (Mario Vanni) che e considerato cosi, da tutti) e suo, di S.Casciano, che faceva il postino a monte, e alcune volte si giocava a carte di domenica sera, la bevuta, alla cantinetta di S. Casciano, un giorno di domenica sera, era la festa, a S.Donato in Poggio che la fanno ogni anno, venne da me, dicendomi, se lo portavo con la mia macchina pure lui, che aveva guasto la lambretta, io, gli dissi di si, e, montò, su, commè, fù, quando, i bambini, del mio datore di lavoro mi avevano buttato dentro alla macchina la pistola giocattolo tirando alle mosche, che gli sgridai, con la paura che me la grafiassero, egli cadde dentro, io la misi nel cruscotto nel cassetto sopra a uno straccio, che pulivo la macchina, lui, la, vide, e la voleva prendere in mano, le dissi non la toccare, è carica, cuesto scemo, lo raccontò, ai suoi cugini, Valter, e Laura, mà, loro in macchina mia non ci sono mai montati lo raccontò, lui, a loro; e quando detti le chiavi, ai carabinieri per portarmi, la macchina a casa che fui arrestato per le figlie a S.Casciano, era ancora lì, che non ero, più andato a lavorare per riportarla, a questi bambini, avevo le ferie per accomodare la mia casa, e i C.C. mi fecero il verbale, e me la seguestrarono, mi fecero, passare il processo, per questo aggeggio, e fui, assolto, di renderla al luogo di provenienza, mà non sono mai andato, a, ritirarla, alluff. Degli oggetti seguetrati: e i bambini dichiararono che era sua. 

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TESTIMONI FALSI,, 

BRACCIO FASCIATO 

ALTRO TESTE FALSO, CACIOLI, MAURO, RUFINA CHE ANDAVO A CACCIA poi, ancora, una carogna, (Luca Iandelli) dice di avermi visto a girare con la mia macchina a S.Casciano, e con un braccio fasciato e con una pistola in mano, la cuale io nonò mai avuto braccia fasciate, e tantopiù, mai avuto pistole, e con tanto lavoro che avevo, non avevo certo, il tempo di girare,, e, cuesta carogna, dice nel 1970, allora stavo alla Rufina, e non sapevo neppure dove si trovasse, S.Casciano mi ci portò, il mio datore di lavoro, nel 71/72),, con un camion che caricai, tutta la mia roba,, li, dove stavo, alla Rufina Casini) cè, un altro ragazzo di nome Mauro Cacioli, che stavamo vicini di casa, nella medesima casa, suprastante, che coi suoi genitori eravamo molto amici, allora, era un ragazzo cuindicenne, dice che io andavo, a, caccia, nel mio campo, che noncè, li, neppure il bosco essendo il podere racchiuso dalla ferovia, dalla sieve fiume, e dalla strada, come potevo andare a caccia nel mio campo, li, non ce, certo selvaggina, e se ci fosse stata, nonè, cacciabile, per la, sieve, per,la, ferovia, e poer la stra, si trova, tutto il picolo podere di due, ettari, tutto al centro, e avevo solo il vecchio fucile antico, à, avancarica, come , hò, dichiarato, e dipe pure che io le dicevo di avere una pistola, se avessi avuto, questa, mi avrei confidato con un bambino? Mà, che cosa inventa, questo scimonito, sono fantasie, di bambini, che , leggono i fumetti, di fantascienza, tutto cuesto lo citai nei memoriali, a l’interogatorio, e le scrissi pure una lettera lui disse, che non aveva detto queste cose, le inventò, la polizia) poi, si parla, di farsi, testimoni, falsi, che si vendicano commè, per averle tolto due stanze, in affitto, in via Sonnino 28, chè, cualificandosi, studenti, gliele diedi, in affitto, erano in diversi, che la qualetitolare d’affitto era una ragazza figlia di un macellaio, di nome Angelica) altro di nome Pieraccini Tiziano, Pacciani Pietro 

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TESTIMONI FARSI 

SUONATORI, OCHESTRA 5 RAGAZZI STANZE AL 28,, TEST. FALSI ANIMALI INBALSAMATI 

e altri, che non ricordo i loro nomi, mà, nonerano studenti, come avrei, immaginato, io) erano studenti di musica rocc, avevano formato un occhestra, definendosi (i nievi, dà, sinsig), che non so, il significato,, scrivendo questo nome, a grandi parole, colorate, nel grande speccio, appeso al murro, di mia, proprietà, sporcandomelo tutto, e piazzando, strumenti infernali, con amplificatori, e altoparlanti, che tremava la casa, venivano lì, di sera , ore 10, circa e pretendevano, di suonare fino alle due 2 di notte, non lasciando dormire nessuno, tutto il vicinato, veniva a litigare comè e cuesta Angelica, senza le ali, ballava, al suono del, tan. tan. ,, in costume, con cuesti 5, ragazzi, pazzi. Deuforia, ne combinavano di ogni colore, e io alla scadenza, del fitto mese , anticipato, gli, tolsi le stanze, loro, si sono vendicati, calugnandomi, alle spalle, dicendo che io avevo un fucile, che non l’avevo) il vecchio a avancarica lavevo già, regalato a mio nipote, dicendo, che ioavevo in casa una decina di animali imbaldamati, che cene avevo, solo due, e sono ancora li, in casa via sonnino 30 trovati, spelacchiati nel cassetto spazatura, che quando dopo cualche anno, che sono stati imbarsamati; perdono il pelo, ègli, buttano, ma non 10, come dicono questi bugiardi (due) e non imbarsamati, da mè, la quale, e opera, di chimici, per le sostanze che ci mettono,, questo, e il suo scopo di calugne, e odio, verso di mè,) e, è, stato citato à, l’interogatorio, e nei memoriali, consegnati, mà, cuesto e, il mondo crudele della cattiva gente, che. Mi persebita, in un paese di 30.000 persone, se cenè 10 che ne dicono, male, questi vengono nominati, gli, altri che 

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TESTE, CORTI DA SENTIRE LA CORTI TESTE CHE, SA’ 

MESSE NERE NOTIZIE ALLA PROC. DI FIR E ROMA, 

ne, dicono bene, non vengono nominati, e ogniuno, di noi tutti, abbiamo, amici, e nemici, in qualsiasi parte del mondo, anche, se, gli, sei, amico, e gli ai fatto del bene, cè, il malvagio che ti odia, senza una ragione, ho, per odio, hò, per invidia,,) come pure le lettere anonime, se, cenè, alcune, a favore mio) non viene considerata, perché,) nella medaglia esiste, il diritto, e il rovescio, e devono essere osservati, entrambi, e trovare, cullo giusto, è, capirne la ragione, nel giusto modo) come, hò, letto nei giornali, venne, a Firenze, à, testimoniare, alla Procura, una sig. Corti Maria Addolorata di Roma, moglie, hò, figlia, di un alto funzionario, non ricordo bene, sono passati degli anni, è, disse pure, che prima di venire à, testimoniare à,Firenze, aveva dato notizie, al Procuratore di Roma, parlò, di una persona intellettuale, alto snello, che, à, abitato molto tempo, à, Firenze, ora, trasferito a Roma, apparteneva ai servizi segreti, e alla setta stanica, praticava le messe nere, è, lei, lo conosce bene, e stato in casa sua è, anno parlato assieme, ora disse, non fa, piu del male, perché, siè, convertito, fino ad ora, nonò, mai creduto, neppure io, mà, leggendo nel giornale, cronaca verà, dee mesi scorsi, à, pag. 26,, parla di cueste messe nere, dedicate a. satana, lo spirito del, maleche è, il rovescio della nostra religione. 

10/dic/92 

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NE, PARLANO I GIORNALI E UN PAROCO 

SIG. GRIMALDI SCRIVE L’EDENTICHIO CHE FU’, FATTO 

cristiana, noi si ofre à, Dio, il pane, e il vino, in segno del corpo di Crristo, risolto, loro ofrono à, satanà, i feticci, del peccato, come trofeo, il segno del male, come si legge, nel discorso del giornalista di cronaca vera, Gianni C. como,, inoltre, si parlò, si, visto, nel racconto, del giornalista di Gennaro de Distefano, che parla, di persone invase da queste forze del male, e guarite, dal vescovo di, Isernia, che esorcita i posseduti, Monsig. Andrea Gemma, ce pure su visto la sua foto, à, pag. 16, di, visto) e ancora su Rete, 4, del 16.sett.83,, la sera , alla macchina della verità, venne interogato, un prete che, diceva, di essere, il Gran, Sacerdote, di satana, che à, Roma, in una, grande sala, viene praticato, cuelrito, nero, io, alle dicerie dei giornali, nonò, mai creduto, è in campagna, questi insetti malefici, non ci sono, mà, la città, è, piena, di misteri,) vero? Falso?) scartiamo, i gionali, ) mà la macchina della verità,) ci sono due professori di scienze, che parlano ,) inoltre, una macchina elettronica, che viene notato, il vero, e il falso, e nonà, mai, sbagliato) domando, di cuesta, signora Corti Addol. Che venne a testimoniare, à, Firenze, e dice, di conoscere cuesto mostro, di Firenze, persona alta snello laureato,, solò, e tutto il tempo libero di girare, come a scritto la giornalista Grimaldi, su Epoca, e cuesta sig.ra Corti, che siè, à, lei, confidato, e, diede, notizie, al Procuratore di Roma 

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LIBRO DI SCRITTORE SUL MOSTRO LAVORINI CARMELO 

non, fù, ascoltata, perché? Partì, à, posta, da Roma, e venne, à Firenze, à dare, la notizia, e ne diede, al Procuratore, di Roma, mi disse Perugini, non fù, ascoltata, perché, si giudicò, una pazza) se era una pazza, non veniva neppure, à, Firenze in cuestura,) perché, un pazzo, non sa, dovevà, e non fa, tanti chilometri inutili, e inoltre, e moglie di unalto funzionario, come si dice) e in Procura, a Firenze sanno nome, e cognome, di cuesta donna, e il nome del Procure di Roma, perché non fù, proseguita l’inchiesta? E parlarono i giornali, fra, la cuale, visto, e parla pure a pagina, 85 di Visto, del 27 marzo, 1993, n-° 12, e aveva dato, prima, la notizia di cuesta signora Corti, è, considerando inoltre tutto, stava aiutando, la magistratura, nel cammino della, verità, e della giustizia,, bisogna, sia, interogata, che lei sa, come dice,,) ancora su Visto, del 6 marzo, 93 n°- 9,, à, pagina, 72, cè, un articolo, con fotografia di un, investigatore privato, è, scrittore, maestro di caratè,, con casa à, Gaeta, siracusano, che à scritto un libro sul mostro di Firenze, cè, su Visto del 27 marz. 93, la sua foto, con un libro in mano da lui scritto, la teoria finale, è, il titolo, che ne conosce, i personaggi, di un clan, e le sue rivendicazioni, e sono nel libro, annotati, questo scrittore si chiama , Carmelo, Lavorino, che scritto molti libri, uno, là mandato al Presi Ministro dente, di Grazia e Giustizia, il 16 giug. 1992,,) un componente di cuesto clan viene ucciso nel’estate del 1993) perché? Ne, parla la Nazione del 25 novem. 93 che fù ucciso nel’estate,, 

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LIBRO LAVORINO 

come ne parla il libro dello scrittore Carmelo Lavorini, spiega il perché, sia letto neà, copia, l’avvocato  li troverete tutto il passaggio di cuesta maledetta pistola 22. E i bossoli sparati da cuesta, una scomessa fatta tra il club, di essi che portò al decesso, di Barbara <°A,, Locci, e il suo amante, Lo Bianco Antonio) <°A dal marito di Barbara, chè Stefano Mele, confessò, e fù, ritenuto colpevole condannato escontò la pena, che disse di cuesta pistola, prima, di averla buttata, via, poi ritrattò, dicendo di averla data ai suoi amici sardi, il fatto stà, che questa pistola tornò a sparare ogni volta, che veniva arrestato, uno, e cioè scagionando i personaggi come, Vincenzo, Spalletti, Francesco Vinci, Giovanni Mele, Piero Mucciarini, ecc. così, cè, scritto nel libro, di Lavorino, Carmelo, lui a seguito tutto il percorso di cuesta pistola passata da mano, a mano per scagionare i personaggi, e per ultimo, a un nome di una personaggio di 30 anni, e la teria finale,, la quale cuesto ancor, giovane, fù, testimone del primo delitto,, allego, qui in fotocopia il racconto di Lavorino scrittore del libro, che neà, copia avv. Fioravanti, alla vostra richiesta sara mostrato, cè pure una testimonianza in un bar. di aver udito, una scommessa, fata da questo gruppo di componenti,, a chi rusciva, a, scopare cuesta donna, vinceva la scommessa,, colui che ci riuscì, perse la vita,, al punto. °A,, sopra,, 

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inoltre cè una lettera arivata al dirett. Della Nazione e à l’avvocato Pietro Fioravanti scritta il 18 noven. 1991) esattamente prima di un mese della percuisizione in casa mia del n°- 30 via Sonnino,,) la cuale spiega i fatti, che sono avvenuti dei trucchi in casa mia, cartuccia, tiramolla, straccetto, e altro, e come questo signore aveva previsto un mese prima e, avvenuto, un mese dopo,, chiesi alla Magistratura il d.n.a.,, non mi è stato fatto col medico mio e avv. Oltre al loro, perito, perché?) altre lettere inviate alla Rebublica del sett. 1983,, a avv Fioravanti Ventura, e questura(FI) e alla Nazione via Paolieri 12, fi, la quale questo anonimo dice di avere un fazzoletto intriso del sangue del mostro, è, conservato gelosamente, perché non mi fanno cuesta prova che ò chiesto? Il d.n.a.,, vi dimostro la mia innocenza, non sono io, il colpevole, lo giuro, a voi, e a Dio nel’alto dei cieli, e la verità,,) alla richiesta saranno presentate cueste lettere.) cuesti anonimi dicono, la mia innocenza, e gli scopi, di tutto questo, malvagio nel’ombra, che Dio, lo possa fulminare al’inferno,,) perché non sono presi in considerazioni? 

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ci sono qui citati, tutti i falsi testimoni, per un suo scopo vendicativo, 

1° cuesta Betti Elena era la mia incuilina della casa al n°- 30 di via Sonnino nel 1985,, licenzia perché non mi pagava l’affitto, mi ebbi a rivolgere a l’avv. Cavallucci via delle Botteghe Oscure di (FI) andò via minacciando offese e lasciò circa 2.milioni da pagare comp. Gas.luce acqua e affitto 

2° altri ragazzi suonatori che le diedi due stanze in affitto che disturbavano come ho citato, à, pag. 26 

3 Mario Vanni che mi vide pistola giocattolo, proc.to, e, assolto citato a pag. 24 4 Castrucci muratore citato a pag. 23 

4 Cacioli Mauro,, citato à, pag. 25 

5 Iandelli Luca dice di avermi visto a S.Casciano nel 1972 con un braccio fasciato che nonò mai avuto, e allora nel 1971 stavo alla Rufina, e S.Casciano non sapevo neppure dove si trovasse tornato a S.Casciano nel 1972-73,, 

6 Maria Antonietta Sperduto che dice di essere la mia amante e una sudicia puzzolente che lò, incontrata 2 solo vbolte alle feste di monte, e S.Casciano poi più, rivista, voleva ballare commè la mollai al 1°- giro di pista puzzava come un cane, se uno lavesse attaccata a un piede merita tagliarselo per non lavere dintorno bisognerebbe avere la fame come il lupo per avvicinarsi, e, scema, pure,, citato a nei, memoriali, e interogatorio, 

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7 altro, scemo, di guerra, che dice che andavo a tirare di notte ai fagiani, sulle cuercie, con una pistola, che dormono intera e non sulle cuercie, e per prenderli, con una pistola, bisogna, sia grossi,, come un somaro, è, Nesi, Lorenzo,,) e altri ancora, di falsi malvagi 

8 ariva lettera anonima, arivata, un mese prima della percuisizione, fatta in casa mia, al n°- 30 di un esperto in materia, la cuale dice, un suo giudizio, di cuello che poteva avvenire, in casa mia, prima che io tornassi lì,, e così fù,, lett, arivata il 18,nov.93,, al dir. Della Nazione, parla se venisse trovato interato li, o nascosto in casa mia ecc. ecc. nea copia avv. Fioravanti e, altre ancora, anonime, alla Nazione, e cuestura, di sett. 1990, cop. Fioravanti) 

 9 giornali presi dalla polizia in cella, con riviste porno e segni) alla mia uscita del 1991. E gli portò in casa Perugini mia poi ripresi alla percuisizione in casa mia al n°- 30, e dato notizie alla stampa nonerano miei citato a pag. 8 a 11 

10 cartuccia, trovata, nel travetto orto al n°- 30 citato, a pag. 12 qui – spiegazione 

11 tira molla. Con straccetto arivata da anonimo al maresciallo dei C.C. Minoliti di S.Casciano, citato a pag. 14. Qui spiegazione,, 

12 blocco, albun. Trovato in casa mia spiego qui. A. pag. 15/16,, 

13 coppia, segnata targa sotto alla mia finestra di casa piazza del popolo 7 e non altrove. Poiché, io, nonò mai girato, di notte, cosa sinventa? Se sono andati pure altrove, iola presi lì, a pag 17,/19 Segue 8.sett.1985,, io festa, a Cerbaia, macchina rotta) interogatorio il giorno 9,sett. = = e percuisito casa, n°- Piazza del Popolo a pag. 20/22 

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i miei, luoghi di lavoro, riportati sui libretti, di lavoro e datori di lavoro,, 

1964 appena uscito di carcere lavoro in calsolificio Marmugi Vicchio 

1965 contadino a Badia a Bovino, Vicchio col sig. Ceseri Costantino, 18 ettari,, 2 poderi, bestiame 1965 sposato e mandavo avanti 2 poderi, e bestiame,, 

1966 nasce, la 1°- figlia Rosanna maternita moglie in coma) tagl. Cesario 

1967 nasce la 2°- figlia Graziella prenatura di 6 mesi ricov. al mair 

1971 torno cont, operaio Rufina, sig. Toccafondi Serafina, e Lotti Cesare

1973 torno a Monte S.Casciano Rosselli Del Turco oper fisso 24 bestie 

1979 ammalato d’infarto careg. Pronto socc. Camera rianimazione prof. Pizzetti compro la casa a Mercatale Piazza del Popolo 7,, 

1981 torno a Mercatale, e mi ammolo di angine pertoeres, ricoverato alla Casa di Cura di Tavrnelle Prof. Bozza,, 

1982 lavoro con la Ditta Aflo Graziero, a, Soripa podere orto giardino bestiame e situata sotto S. Casciano,, 

1984 mi licenzio, doppie ferie per accomodare la casa Via Sonnino 30, appena comprata, 1985 lavoro alla Fattoria di Luiano con Alberto Palombo e il sabato, e la domenica, con Forlano Francesco senza assicurazione edaltre ville,, 

1967 arestato, per la figlia picchiata per mie ragioni,, 

1991 uscito, in sorveglianza assoluta 

1993 aresto, indagin di tante calugne fatte a mè;; 

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Citazione dei luoghi vissuti e dove ho lavorato,, e datori di lavoro copiati nei libretti di lavoro,, n°- 3948 dal 7/7/1964,, 

1964, uscito di carcere,, 

1964, lavorato nel calzolificio di Val di Sieve Vicchio ditt. Marmugi 

1964, a novembre torno a contadino Badia Bovino di Vicchio col sig Cesari Costante due poderi 18 ettari di tereno bestie, e piant,, 

1965, ‘mi sposo con Magli Angiolina

1966, mi nasce la prima figlia Rosanna, Fi, maternità con taglio cesario, mia moglie in coma febre d’infezione filia allevata latte art. mogli rimani semi inferma di mente, 

1967, nasce la seconda figlia Graziella Osp.di Luco prematura di sei mesi, e ricoverata al Mair polmone d’acciaio 

1971, torno alla Rufina operaio e contadino con la sig. Toccafondi Serafina e Lotti Cesare marito e moglie un podere + 4 mucche e lavoro continuo in fattoria di sua proprietà Colognole, 21/2/1973 torno a Monte di S. Casciano, Rosselli Del Turco, alevatore operaio e 24 vitelli, 4 vaccine, e operaio fisso in fattoria lavoravo pure i giorni festivi col bestiame da accudire, 1978/1979 ammalato d’infarto e ricoverato al Pronto Soccorso Careggi in camera di rianimazione sotto al Profesor Pizzetti; 6 mesi di convaliscenza compro casa a Mercatale in Piazza del Popolo N°- 7, 

31/12/1981. Mi licenzio con Del Turco e torno a Mercatale Piaz. del Popolo 7, a novembre mi riammalo di angina pertores, mi riportano a Careggi poi alla Casa di Cura di Tavarnelle Profes. Bozza, dimesso 6 mesi di convalescenza. Ma dopo 20 giorni riprendo il lavoro leggero con 4/11/82. Aflo Graziero a Soripa di S. Casciano, riprendo lavoro leggero ma continuo ogni giorno al podere giardino orto e bestiame con 3/4 ore al giorno di straordinario 3 cavalli 20 capre colombi conigli galline 3 cani tutto da assistere ogni giono 

28/6/84. Licenziato da Graziero compro casa via Sonnino 30, prendo ferie per accomodarla portando tutto il materiale con l’utilitaria dalla Zambuca assieme al muratore Pucci 20/10/85. Vado a lavorare a Luiano di Mercatale col sig. Paolobo Alberto alle vigne. Fino al. 6/4/1987 poi arestato per le figlie 

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Rafronto, omicidi avvenuti dal 1968, al 1985,, i luoghi di lavoro dove io mi trovavo a lavorare presso i suddetti datori di lavoro, notizie prese da fogli citazione, e libretti di lavoro N° 3948,, 7/7/64,, 

1°/ 21/22/agost.1968,, Signa omicidio Lo Bianco. Locci, io lavoravo contadino col Cesari Costantino, Badia a Bovino Vicchio, sposato 1965/ nel 1966 nasce Rosanna nel 1967 nasce Graziella mia moglie rimasta pisichamente menomata, bisognosa di cure e non poteva essere abbandonata. E 2 poderi da lavorare 18 ettari e bestiame,, 

2°/ 15/set5./74,, omicid. Borgo S. Lorenzo. Gentilcore, Pettini, io ero lallevatore di bestiame, e operaio fisso a Montefiridolfi di San Casciano col March. Rosselli Del Turco, lavoravo pure di festa 22 vitelloni, e, 4 vaccine da riproduzione, e di notte che partorivano 

3°/5/-6,giugno,,1981,, Mosciano Scandicci, Foggi/Di Nuccio dal 1973/al 1981/31/12 io lavoravo sempre con Der Turco 31/12/81,, vedi punto secondo (scritto in rosso ndu) “comprato casa Via Sonnino 30 e la raccomandò mi ero licenziato da Del Turco licenziò” 

4°/23/ott.1981,, omicid. Bartoline Calenzano,, Baldi, e, Gambi,, io mi trovavo a lavorare sempre col March. Rosselli Del Turco, dal 31/12/81 vedi punto due, poi ammalato dinfarto licenziato e tornato a Mercatale comp. casa. 

5°/19-20/giugno 1982,, Baccaiano Montespercoli,, Mainardi, Migliorini,, omicd. Io lavoravo con lavorato Aflo Graziero e Forlano Francesco Fatt. I Pianacci Mercatale. Fino al 4/11/82,, senza assicurazione e alla villa del Sig. Dante Mocarelllo, Montagnana sempre di Mercatale, poi, assunto dal Dott. Aflo Graziero, Soripa S. Casciano e nel, 1978/79/ ammalato dinfarto e licenziato da Ros. Del Turco, e tornato a Mercatale ) poi 1981. Riammalato di angine e ricoverato a Tavarnelle Prof. Bozza: citato,, 

6°/ 9/Sett. 83,, omic,, Giogoli di Scandicci Ted. Mever, Rusches,, io lavoravo dal 4./11/82/ al 28/6/84,, dal Dott. Aflo Graziero a Soripa di S. Casciano,, podere, frutteto vigna, orto, giardino, bestiame ore 10 giornaliere e altri lavori giornalieri)) manuali)) 

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omicidi avvenuti dal 21/22/agost. 1968, al 24/10/1985,, io mi trovavo nei seguenti luoghi di lavoro)) ,, confronto,, dei libretti, 

N,°7 29.luglio, 1984,, omic. Boschetta, vicchio,, Rontini, Stefanacci,,( io avevo preso doppie ferie (da Graziero), per aggiustare la mia casa che avevo comprato in via Sonnino 30. E due stanze al n°/ 28, medesima casa,, e portando il materiale con la mia vecchia 500,, dalla zambuca, e facevo il manovale al muratore Pucci Giuliano di Mercatale 

8°/ 8/sett.1985,, omic.,, scopeti di S.Cascino, mauriot, Kraveichvili,, io lavorarvo alla fattoria di Luino da Alberto Palombo fino dal 1985/24/sett. Al 6/4/87,, giorno di aresto per la figlia, Da, notare, l’8, otto, settembre 1985,, ore 3,30 pomeridiane, ero à, cena alla festa d’el’unità, con la mia famiglia avevo comprato, la ford, fiesta, nuova, dalla carozeria, Giani, Roberto, di Mercatale, che ,à, la rappresentanza, dando, in dietro la 600 rotta, con 20 anni di vita, e lavevo, poco adoperata, poiché,, a dolo 700),, km.sono segnati,, lì sul cruscotto,, nel rimetterla in moto nel ritorno a casa non volle entrare in moto allora, chiamai un meccanico vicino di casa, in Piazza del Popolo 7 di Mercatale, Fantoni Marcello, mi dissè, non insistere con la chiave, scarichi tutta la batteria e non parte, ò già visto te, bruciato l’interuttore di minima ora si prova coi cavi attacati alla mia batteria, riparti; arivai a casa alle, 22, circa, alle 10 la mattina del 9/9/85, telefonai al car. Giani Roberto mandò loperaio col caroattrezzi, e la porto a riparare in officina,, la, sera, sempre del 9/9/85,, alle ore 3,30, pomeridiane, vennero, a casa mia,il 

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,omicidi , avvenuti, e luoghi dove mi trovavo io, à lavorare,,
maresciallo, Delodato, dei carabinieri, di S.Casciano, à, interogarmi, e, due carabinieri, mi domandarono, dovero ,la sera, del giorno 8, dopo pranzo) alla festa a Cerbaia le risposi) mi dissero lo puole dimostrare? E citai, pa persona che mi mise in moto la macchina, per il guasto al’accensione, cioè, Fantoni Marcello quando lo interogarono disse a… io non cero,, la mattina in piazza le chiesi, il perché der rinnego della verità mi dissè, mi ai mandanto i carabinieri , a casa? Io
non so niente io l’offesi, e sua moglie ci mancò poco che non mi graffiasse, lo rinnegai da amico, e gli tolsi la parola)
ma il caroziere confessò, i carabinieri andarono in carozeria a vedere, e la mia macchina era li’, il maresciallo dei C.C. lo fece il verbale di interogatorio, e della percuisizione che mi fecero in casa, e allora cera in caserma due carabinieri, che conoscevo bene, che ero amico, uno l’Appuntato Toscano di nome, che veniva a caccia a Monte di S.Casciano dove stavo, io, e uno il Brigadiere Di Bella che stava di casa, a Mercatale, e, veniva di sera al circolo del’Acli del prete di Mercatale, e
credo, che stiano ancora, in servizio alla Caserma di S.Casciano possono testimoniare pure loro, oltre al maresciallo Delodato,, duncue, io, ero a Mercatale, senza macchina, interogato, e, percuizito la casa, e cuesto maledetto, era a impostare una lettera, ,a, Vicchio ore 9 del timb. Post. Del 9, a 145 km. andata, e, ritorno, al Giud. Della Monica, come dicevano i, giornali,
Pacciani Pietro

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MERC. OSP.
ACUISTO AMB. FAGGI.G.) INDIRIZZO
BIG.TARGA, COPPIA)
Biglietto di percorso da Mercatale allo ospedale Pontannicheri Annunziata, per visite di controllo,, che non conoscendo la strada annotavo il percorso, big. Indirizzo di Faggi Giovanni un artigiano rivenditore di ceramiche per impiantiti rivestimenti bagno che io acquistai per la mia casa, si conobbe a Scarperia in una mescita di vino, io, e il sig. Simonetti Franc. sco echis. Maresciallo dei C.C. che ci portò a desinare dai suoi parenti a Imola, col Vanni Mario fu, lì, che ci disse che vendeva questo materiale, e ci dette l’indirizzo se gli trovava i clienti, per venderlo venne a portarmi 4,m.q. di ambrogette a Mercatale quando comprai la casa, gliele pagai, e non lo più, veduto venne à, testimoniare in processo, vedi pure memoriale,, biglietto co n°/ di targa e scritto coppia erano due ragazzi che venivano a fare allamore sotto la mia finestra in Piazza del Popolo Mercatale davano scandalo avevo mie figlie giovani, e non volevo che si fermassero li a fare all’amore gli tirai un catino di acqua sulla macchina e gli sgridai che non ci tornassero piu loro mi offesero, come se avessero ragione loro allora gli presi il N°/ di targa, scrissi su un asseg. Pubblicitario che in quel’istante nonavevo altra carta, edè, targa,FI, 73759)) ma cene venivano altri)(altra targa) la presi a due ragazzi fuori del paese vicino al mio orto al posteggiomacchine attuale ero andato li, al mio orto che di sera mi rubavano l’ortaggio, era quando avevanomesso i cartelli, del pericolo che era in giro, dei fatti, successi, e io gli volevo avvertire come

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(TARGA)
(POESIE E DISEGNI)
(CARTOLINE)
(MATITE)
(BLOCCO)
avevo avvertito le mie figlie il pericolo che non andassero in giro i notte, con questo numero di targa potevo riconoscere di giorno in Piazza il guidatore, e avvertirlo questo luogo rimane diettro alpaese 100 metri circa mà, di notte e buio, e solitario altro materiale seguestrato alla porta del Carcere quando sono uscito nel 1991, poesie, disegni, ritagli di giornali, che parlavano del Mostro, tante allusioni su di mè, un libro intitolato, dominio sui demoni, di HAMAXWELL, Whyte,, che era contro il demonio melo diede la suora,, dicono nel 1° volume che fù seguestra cartoline tedesche? In casa mia non cè mai stato cartoline tedesche e una veduta olandese con una seguenza a nastro di venti cartoline a ventaglio che si aprono tirando e altro nastro di 20, la veduta di Milano altra di 20 di S. Gimignano, e altre ancora di Firenze tutta merce che si compra alle Stazione, sono del 1947 che andai militare vedere la data, ma non si scrivono sono vedute di città, presero solo le olandesi le altre sono lassù, si parla del seguestro matite da disegno e tagliacarte e materiale di scuola di mie figlie acquistato a S. Casciano edicola scolastica, e la taglia carta la danno in regalo a chi acquista la merce, vendano pure zainetti di scuola quaderni gommè tutti scritti in tedesco seguestro blocco che porta date scritte di mio pugno, 15/7/80 e, 13-7-81,,) cioè matite blocco da disegno con scritta, 424/460,, presso del blocco, che il 4, luglio 1992, il dirigente del Gabinetto Dott. Donato depositava, la relazione tecnnica che emergeva che i caratteri grafici non potevano
essere Segue

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SEG. MOTORINO ED ALTRO

VEDERE I PERSONAGGI

BLOCCO PORTAS.

emesso un vero e proprio giudizio attribuito a Meyer, del decalco sudetto foglio, poi, cè, le 2 commesse de negozio Prelle Shop, cifra 224 a Klenner, Lokman Marianne 460, Geton Stellimacher, Annegret Magda)

30 apr 1993,) seguestro Ford. Fiesta e il motoririno Cimatti Minarelli, seguestro numerosi occhiali rotti da sole e da vista, che io recuperavo per prendere i pezzi in caso di necessita per riparare quelli buoni il 16-1-93,, portato in custodia cautelare, poi imputazione dei delitti e vilipendio di cataveri detenzione di arma da sparo e di punta e taglio, col rito probatorio e perizie e indagini), non sono io, tutto sbagliato)

Il 15 genn 1994, rinviato a giudizio, in Corte Dassise, e il 29 ott. 1994 in camera di consiglio per deliberare

A p. 39-40 si cerca di fare cadere la pista sarda, nonostante i rei confessi, p. 44 si parla di un medico ho persona pratica inesperienze di anatomia, si parla di medico chirurgo e pista sarda, p.49, si dice che emerge, via, via, la figura, di Pacciani lanno portato in Corte di Assise, poi parla della difesa, le censure mosse dal’imputato sono infondate?) Cercare questi personaggi, io nonò fatto niente,,

P. 51 si parla del blocco, porta sapone Deis rosa, mai avuto, la cartuccia nellorto, vedi p.37,, e memoriale

P. 52, si parla di Pacciani bugiardo? Maltrattamento alle figlie. La cuale io gliò voluto bene e non leò fatto mai mancare niente, se anno buscato qualche. Ceffone selo meritavano, (leggi memoriale) che oltre il vero) mi fecero pagare le falsita dette, io ho detto tutta la verità

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(BIGLIETTO CHILOMETRAGGIO)

(PILA,,)

(BINOCCOLO,)

Si par nel 1°/ fascicolo p. 32,, del biglietto del chilometraggio, da Mercatale Vicchio, Km 134 andata e ritorno lò spiegato 100 volte sia agli interogatori, e nei memoriali, fù, annotato dammè dalla macchina Fiat.500 del sig. Francesco Simonetti, di Mercatale, un echis Maresciallo in pensione dei C.C. che mi portò là, dalla mia sorella con mie figlie, a desinare al compleanno di mio nipote la cuale mi domandò quanti km. erano andare là, io le risposi che non lo sapevo, fù lui che mi disse segna, numero del conta chilometri, così si vede, ho paura che non mia basti la benzina, e di festa i distributori sono chiusi, cè solo quelli di turno, mi porto lui che io non conosco le strade, e, so poco guidare, tutto qui,

sempre a p.32, si parla di una pila che mi fù, seguestrata nella macchina, è la mia) che tenevo in caso di guasto, la sera, alla macchina, credo. Tutti celanno in macchina chi guida un mezzo, ho per disgrazzia, ho per interessi se uno dovesse partire di notte e ti si ferma il motore, come fai al buio?

E ancora seguestro di un binoccolo in casa mia Piazza del Popolo trovato rotto senza lenti e raccomodato da mè messo lenti di plastica e fasciato con tella al di fuori e verniciata di bianco smontare e, vedere dentro annellini di alluminio segati per dare la distanza alle lenti oculari, si vede come ad’occhio nudo 200 metri circa si divertivano mie figlie dalla finestra a guardare in Piazza, laltro di Via Sonnino 30 e da Teatro pure quello di plastica, lo trovai nel mio orto che cadde da una finestra soprastante dai ragazzi,,

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(MOTIVAZIONE

(PROIETTILE)

LETTERA

(PENNE E BLOCCO)

Citazione della copia della motivazione, che anno citato) edènno, tutte le mensogne che sono state dette al processo, di allusione, e farsità di tutti coloro che anno detto) tante, bugie, e scritto , le loro fantasie inventate

1°/ Pag. N°/34 del fascicolo primo, la percuisizione alla casa nr. 30,, proiettile trovato nel travetto vedi cartina allegata qui, un proiettile di piombo nudo ma non comfrontabile coi bossoli sparati che anno il segnale sul fondo del bossolo chi celà, messa? Quella casa era vuota da 6. anni dal 1985, al 1991, che ci andai io, con la moglie adabitare, e trovata il 27/4/92. da loro alla percuisizio, vede lettera di un armaiolo, del 1990, fù, lasciato lì pure il flacone del’acido per l’invecchiamento, come dice l’esperto armaiolo pratico di invecchiamwento delle armi con l’acido anticipa l’invecchiamento da 1 a 3 anni. lettera del 18-nov-1991,,

2°/ Pag. 35 lett: anonima agli Avv. Fioravanti Venura, da un esperto armaiuolo, esperto invecchiamento di armi, di fare percuisire l’orto da un esperto col metador, lettera. a Fioravanti, non fù, fatto.

P.35 25 magg 92 asta tiramolla ai C.C. con straccio spd.da anonimo

P.34-35,, mass. percuisizione 25 mag,92,, cartuccia travetto vede spiegaz.

Memoriuale, porta sapone rosa nonò mai visto in casa mia, vedi memoriali

Blocco da disegno skizzen.Brunnen. vedi spiegazioni memoriale

E penne biro con taglierina materiale di scuola di mie figlie, e cartoline a nastro olandesi, vedute di paesaggi Milano S.Gimignano Firenze. ecc ecc., in casa dal 19474 tempo del militare.

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(LETTERE ANONIME) DIZIONARIO) MOTORINO)

(LETTERA)

(LETTERA)

(RIVISTE GIORNALI)

P.37 seguestro motorino, Cimatti Minarelli, che acquistai dal fabbro Fanfani di Montefiridolfi rotto per la vangatura di un orto e raccomodato Gori Marcello un meccanico e dammè, verniciato celeste giallo, vedi memoriali)

Seguestro dizionario tascabile italiano tedesco) cenesono altri 3, francese ital) inglese ital) presero solo il primo erano di mie figlie per imparare le lingue, non proseg.no gli studi.

1°P. Lettere arivate da anonimi calunniatori, lett. del 19-9-85,, indaga= sul nostro concittadino, che chiene sotto secuestro la famiglia chisa in casa, ede stato deten. per l’echis fidanzata, da giovane, mi chiamarono in Caserma, se era vero, le risposi venite commè, e voi stessi, constaterete che nonè assolutamente vero e vennero la porta si chiude a scatto e la chiave, estata sempre attaccata alinterno della porta, ero io quello chiuso fuori che per, entrare, dovevo bussare che mi aprissero

Altra lett. anonima, del 23-4-92,, vi spiegai di mettere sotto controllo il vero mostro che voi sapete bene) e avete preso un povero contadino Pacciani) come capro espiatorio, innocente,,

altra lettera anonima, agli Avv. e alla Proc., di, Fi, il 13-1-93 Pacciani è innocente cercate medico chirurgo con bisturi nome G.S. scritto al tirassegno di, FI, dal 1950, scarpe 45-46- alt. 185, 3°/ persona distinta di una ricca famiglia di Ferrara ma, à abitato molti anni a Firenze

Altra perquisizione in Piazza del Popolo il 31-12-91,, nella Ford Fiesta, porta bagagli, riviste e vecchi giornali che raccoglievo nella biscarica per accendere la cucina, si dice cè, una rivista del 68, con titolo l’incuetituddini. dei fidanzati e un fumetto titolo, Holly.Hobbie. e roba vecchia che butta via, le famiglie quando ripuliscano i magazzini, e io non mi interessava, la data non mi servivano per leggere, ma per accedere la cucina,,

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(IL PACCIANI, EROGANTE?

(SI DICE IL PACCIANI GIRAVA?)

TESTIMONIANZA DELLE FIGLIE ALLUCINATE)

P.53, si parla del Pacciani scaltro, erogante, spavaldo? Non dovrei arabbiarmi sentendomi ofendere, di tante cattiverie che mi sono state dette, le offese me le anno dette a mè di ogni colore, inoltre questi falsi testimoni che anno detto mensogne, e, falsità di ogni colore, la verità l’accetto ma le bugie no’’,

P.54 si parla il Pacciani, girava per i boschi a spiare le coppie,? Infami, achillà, inventato, non sono io un pazzo emalato, che fa, queste cose, nonò, bisogno di imparare, avevo mia moglie alletto comè, per soddisfarmi, e anno testimoniato il Brigadiere dei C.C. Di Bella, dicendo noi abbiamo fatto indagine, non ci resulta, che il Paccini girasse per i boschi, né, di giorno, né, di notte, aveva un lavoro fisso e la sera tornava a casa stanco, lo testimonio pure un guardi caccia Tozzerri Carlo di Mercatale dicendo io facevo questo mestiere, da 15 anni, e giravo tutto il giorno nei boschi, ma il Pacciani non lò, mai trovato a girare,

A.P. 57 e, mie figlie che anno detto tante farsità, mà non lanno inventate loro. Glielanno fatto dire, le anno portate in aula allucinate drogate, lavevano preparate a dovere era in uno stato di incoscienza come sonnambule, tantevero che non si ricordavano chi laveva portate in aula a testimoniare, gli toccò dirlo il Pubblico Ministero Cannessa, alla domanda del’avv. Bevacqua, e nella sua casa mia moglie gli trovò un tubetto di pastiglie, le feci vedere, e la dott=ssa mi disse erano allucenogeni: chi glieli diede? Loro non lo ricordano ede stata ricoverata Rosanna in ospedale pissiatrico)

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(PACCIANI DOTATO DI FORZA?

(LA MALATESTA)

(PUCCI GIULIANO)

(IL PIERINI)

P.55, si parla che il Pacciani e dotato di forza e ferocia, perché, beveva vino, mà dico io, non si vergognano chi la scritto? Sono malato da anni con due infarti, diabete, un polpo alla gola pressione, alta un utite, pieno di dolori tengo 70 anni, vado avanti con tante medicine ogni giorno, se uno mi soffia adosso casco a terra inoltre il vino non da la forza, ma la toglie, e caschi a terra,

P.57 che io andavo da lei a fare all’amore la Sperduto Maria Malatesta? e una puzzola, che , per, accostarsi a lei, ci vuole la maschera, sudicia come una latrina, edè indemente non sa, cosa dice, del resto sie vista tutti, in aula, à, testimoniare, come hò sempre testimoniato è, citato nei memoriali, feci un ballo in piazza per la festa e la molli a meta ballo, per lodore che aveva, lo vista due volte, e mai avuto contatti, lo giurro io celò mia moglie, e non lò mai tradita,,

P.58,, si parla,) mio muratore della casa in via Sonnino 30, che una domenicha, sandò, alla zambuca,à,mangiare la pizza, e , sandò al lago, che si trova li a 200 metri a vedere le donne a fare il bagno, mà, erano in costume, non nude, come anno detto, non siamo ai tempi, di, eva, nessuna donna si mette nuda esposta al pubbico

P.50 il Pierini dice di conoscermi a Monte di S Casciano, nel 1970, ma se tornai li dalla Rufina, nel 1973. come mi conosceva, se non cero, stavo alla Rufina, in quel tempo, e non a S.Cascino, bugiardo. Dice che era su una 127 fiat, colore bianco) poi dice, su una 127 colore giallo, non sa neppure dove a il cervello

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(TESTE IACOMANNI

(TESTE LAPINI PAOLA)

(TARGA) DUE)

P.62 Iacomanni Benito, altro pazzo fù, portato in aula a fare il buffone, dice che era nel bosco co una donna col fulgone e vide un uomo, con faccia rossa, abito beige, pantaloni colore, beige, ho, sabbia, scarpe da lavoro un berretto da Guardia Forestale con visiera con occhiali con montatura, marone, sproviste di lente, e guanti lunghi neri, si portò, vicino al mio furgone e ventre a terra strisciava come un gatto; io gli tirai dei sassi, e lui andò via, assomigliava al Pacciani) di notte descrive tutti i particolari, i colori, ecc…ecc..) è un pagliaccio, da circo ecuestre lanno portato à fare il buffone, cuesto lo conosco, avendo contratato una sua casetta smalandata, che chiese il doppio che costava, e non fù fatto l’affare, lui rimase col rospo in bocca, ora cerca di sputarlo, io come ripeto da quel giorno non lò più rivisto e mai girato nei boschi)

P.66 Si parla di Lapini Paola fece l’assistente sociale alle mie figlie da, piccole, era in macchina col fidanzato LOTTI Marcello, il 20 mag. 82,, alla Piazzola degli Scopeti; e dice di avermi riconosciuto dal’andatura da gorilla. A girare nei d’intorni, poi, e caduta in contradizioni, non era, alla Piazzola degli Scopeti, mà era, la coppia che venivano a fare allamore, sotto la mia finestra del salotto: in Piazza del Popolo; che io gli presi il nuro di targa). Vedi al nr. Della citazione memoriale p.68 Pitocchi Claudio e, SCILLA.,,

P.70 Si viene a darmi del bugiardo, dicendo, che à. Detto prima, preso numero di targa sotto la finestra del salotto, poi dice a una macchina fuori paese, mà lo citato che, è, così) sono 2. I numeri di targa presi,) se ne hanno trovati solo, uno, perché si viene a fare delle obiezioni? Questo n°- di targa qui riportato 73759. E la macchina che ra sotto la mia finestra) e l’altra targa la presi fuor al retro del Paese a 100 metri dalla Piazza, ora cè, un parcheggio. Macchine, e cera il mio orto, che di sera, andavano a rubarmi l’ortaggio e dopo cena facevo visita, lì, pervedere l’orto se cera qualcuno a rubare, e cera una macchina, ferma con 2 a fare allamore. Segue 

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(TARGA.)

(T:IANDELLI BRACCIO INGESSATO:)

(CITAZIONE DEL PROC. DELLE FIGLIE)

P.70 Io annotai il n°- di targa sé, di giorno, avrei rivisto questa, macchina, gli averi avvertiti il pericolo che rischiavano essendo a 100 metri dal paese pensai fossero miei paesani o conoscenti, ricordo il comune aveva messo dei cartelli affissi, ovunque, che diceva di questo pericoli ed io avevo avvertito pure mie miglie, di non andare in giron la serie e lo testimoni, Rosanna, all’inter. rio alla Polizia e la Stampa

P.73 Altro falso test. Luca Iandelli. La cuale dice che al Campo Santo di San Casciano, vide una persona con il braccio fasciato che aveva una pistola in pugno, e siera, attaccato con ambedue le mani alla macchina voleva entrare dentro, lo avrebbe detto al suo amico Caioli, e Salvadori e il giorno seguente il Caioli avrebbe visto il Pacciani in Paese con braccio fasciato con Ingessatura ò, rottura, fù, chiamato il mio medico curante Dott. Francesco Lotti se mi aveva curato il braccio, disse di no e tra, i 4 testimoni, ci fu, una contraddizione, del resto mi mandarono allospedale per verificare se avevo ossa rotte sia ai bracci, che, altrove, che io nonò mai avuto, e le braccia mai, fasciate , e neppure cicatrici sulla pelle, sono falsi comprati=

P.79 Si cita il fatto di mie figlie, processato, e scontato da 8 anni che fu tutta una tragedia, oltre la verità, tante calugne,) furono portate a testimoniare, sotto, scioch, allucinate, le avevano preparate per dire, tutto il contrario della verità, non seppero dire neppure chi le portò; in aula con la macchina, alla domanda dell’Avv. Bevacqua rispose il P.M. e lo disse lui) nella loro casa si trovò un tubetto di allucenogeni non ricordano chi glieli diede? E’ stata Rosanna ricoverata 4 volte in pizziatria, lanno neutralizzato il cervello, erano accompagnate da una assistente sociale.

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(VIBRO MASSAGGIATORE ANATOMICO)

(PISTOLE FUCILI?

(I FAGIANI)

P.80 Parlano di una parola inventata da loro, di vibratore. Che io hò dichiarato un massaggiatore non vibratore chii la detto e scritto a sbagliato dai, ceci, coni fagioli, gliò, dato, letichetta, come si chiamava quello che adoperavo io per i massaggi interni delle emoroidi, sulla etichetta allegata alla mia deposizione cè, scritto vibromassaggiatore, anatomico per interni, e si metteva nel’incavo della testata la pomata medicinale, e la spalmanava, mi fù, imprestato da un’anzianodi 80 anni Rotili Giuseppe che lui guarì,, e prima di adoperarlo , lo feci vedere al mio medico curante dott. Caselli che venne in aula a testimoniare, come pure la pomata, e, sono guarito,,

P.83 si parla di pistole fucili, mà chi glia mai, avuti; ho citato che ho avuto in casa mia un vecchio fucile a avancarica di 300, anni, e lo regalato a mio nipote, e un) calcio di fucile senza canne,, e la pistola che si parla era una scacciacani marca mari 380,, con nastrino di caricamento di carta a cappusole,, era dei bambini di Aflo Gaziero dove lavoravo gli cadde nella mia machina dal mezzo vetro aperto che tiravano alle mosche, e venne à, testimonire, il figlio, e, il padre, che era sua, e nono avuto altro, le armi, le odio. Io amo la pace, non la guerra, vedi memoriale,, p.23

Nesi, dice che di notte andavo a tirare ai fagiani sulle quercie? E cadevano come i sassi, che coserano? Somari per prenderli notte con una pistola, questo e un grullo da sceneggiatura) come la Sperduto Malatesta che dice andavo a caccia, e passavo da casa sua col fucile, che nonò mai avuto, e nepure il porto di armi, a testimoniato una guardia caccia, Tozzetti Carlo che girava tutto il giono, a detto io nonò mai visto il Pacciani per i boschi, né, di giono, né dinotte) e così, disse in aula pure il Brig. Di Bella dei C.C. di S.Casciano, e nonà, neppure il fucile

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(VALIGETTA, MUNIZ.

LE CARTUCCIE CACCIA)

(PETRONI NELLO)

DI PACCIANI ANNO PAURA?)

Mi fu trovato in casa una valigetta con polvere e pallini da caccia con accessori e ineschi da cartuccie da caccia, lo dichiarato nei memoriali,e a l’interogatorio) è, materiale dal 1947 prima che andassi militare, era di un mioamico vicino di casa a paterno che veniva di sera dopo cena a veglia a casa mia e mi portava consè, à, scacciarli gli animali, e me ne dava pure a mè,

le cartuccie di diverso calibro 12,16,24 sono state trovate nei campi a segare l’erba a, S Anna di Monte di S. Casciano quando ero allevatore di vitelloni, vicino alla riserva di caccia, li erano tanti cacciatori che costeggiavano la riserva raccogliendo chinati gli animali uccisi le perdevano dalle cartucciere le raccoglievo per darle a mio cognato che và a caccia, mà dato la lontananza, in 20 anni, ci sono stato 4 volte a trovarlo, e sono rimaste lì,

teste Petroni Nello, e vero che l’offesi e lo minacciai di darle due pugni dava noia a mia moglie nel campo a fare l’erba, al bestiame, le dissi pure, hora vado pure io, à dare noia alla tua) per vedere se sei conto) il resto che à detto, e farsità per vendicarsi dell’offesa

si parla cel vecchio malato Pacciani anno paura? Chi ha paura segno anno fatto del male, e anno la coscienza sporca io nonò fatto del male, e nessuno dal 1951, e quello che successe mi difesi, dovetti pagare tanti anni di sofferenza, da quel giorno, in tasca mia nonò più, portato neppure un chiodo, e di me non anno paura perché stò in piedi a fatica ho 70 anni

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(IL FATTO CON MIRANDA)

(LA CONOSCENZA CON FAGGI GIOVANNI)

Si dice altre assurde mensogne, che io dopo il fatto, di Miranda. Bonini, mi sarei congiunto con lei? Ne avrei avuto una bella voglia, dopo quello che era successo, ma questi son pazzi chi lo dice, e dicono che io andavo, a cercarla dopo uscito di prigione? La rividi dopo 4 anni, che andai a Londa a comprare un paio di bovi col mio mediatore in località Rincine, io non la riconobbi neppure fù, lei mi chiamò, ci si salutò, e non lò, più rivista) io la tolsi dalla mia mente subito dopo l’aresto, fui io a lasciarla

P.100 si parla che io avevo l’indirizzo di un artigiano Faggi,, Giovanni lo conobbi in un bar. Ronta, eravamo adati col maresciallo Francesco Simonette echis maresciallo dei C.C. in pensione, ci portò, dai suoi parenti a Imola da Rafini Lorenzo alla festa, e ci dettero una cassa di pesche noi sigli porto un fiasco di olio di oliva, à, testa, eravamo in trè Vanni Mario Simonetti, e, io,, dopo desinare si venne via, e al ritorno, ci si fermò, a bere à, Scarperia, entrati in questa mescita si sedette a un tavolo, che cera questo Faggi assieme a un altro, si fece conoscenza, e si qualificò rappresentate di ceramiche , poi ofrì, da bere, e volle darci il suo indirizzo, per smerciare del materiale venne a trovare il marescaillo, e mè, che ero a lavorare in fattoria, poi dopo un paio di anni le scrissi una lettera che ordinai 4,m? di ambrogette per la casa comprà mele portò, gliele pagai, e non lo piu visto

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(CONTA KM ALTERATO)

(LA TESTIMONIANZA FALSA DEL NESI)

P.116 mi, e stato alterato il conta km della mia ford fiesta, è, stato aperto il piombino, e fatto girare il contachilometri da (700), l’anno portato a 7000, misidice perche nona, chiesto la verifica? Mà e stata fatta, da’ meccanico personale di Fioravanti, e fatto, tutto nuovo spazzole gomme e accessori originali,, ecc…ecc…

P.150la testimonianza del Nesi falsa, che dice era di ritorno da una gita in campagna, con la propria auto con la moglie, e due amici, col bambino di Firenze, in una casa di campagna, di proprietà, di conoscenti, di Rocco Bilaccio, e vennero via al’imbrunire, ci si fermo in un paese nei dintorni a mangiare una pizza, si prese l’autostrada(fir) Certosa, per. Andare, à, S.Casciano, non presi la super strada Firenze Siena, perche la corsia di marcia era interotta, echiusa. Fino a l’uscita di S.Casciano, e si imbocco la via Stada degli Scopeti, e giunto di Chiesa Nuova, mi fermai, per dare la precedenza a una fiesta che veniva da destra, con i fari inluminarono alla guida il Pacciani con altra persona) questo calugnatore infame, non seppe dire, chi erano la coppia di amici,) il paese che si fermarono a mangiare la pizza) il nome della pizzeria) la strada lunga a posto della più corta) dice, era interotta che nonè vero) testimoniò, lingegnere del’Anas, era attiva da tanti anni) non fu sentita neppure sua moglie, che è separato da molti anni,) se cera ho nò,) dice anno paura del Pacciani, di mè nona paura nessuno perché nonò dato noia a nessuno, edo considerato tutti fratelli, e inoltre quel giorno(8,sett,85, ero a cena alla festa a Cerbaia con la, mia famiglia, percuisito e interogato dai, C.C. di S.Casciano gior. 9. Sett, è lanno confermato mie figlie, e Fantoni lanno fatto tacere, vedi, inter, e memor,,

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LA FESTA 8. SETT 85 DEL’UNITA’ A CERBAIA,

E INTEROGATORIO, E PERCUISIZIONE

P. 163 – 164 – 166 – 167,, la festa(del’unità) a Cerbaia ,, 8.sett.1985 ero a cena, con la mia famiglia fino alle ore 21, nel ritorno a casa si guastò la mia ford. Fiesta, al medesimo tavolo preparato per la cena al’aperto, vicino a mè cera il meccanico Fantoni Marcello con sua moglie, che stà, in Piazza del Popolo a Mercatale 10 metri dalla mia casa, chiamai, lui,e mi disse che sera bruciato l’alternatore di minima, e me la mise in moto, coi cavi collegati alla sua batteria, arivato a casa la misi in garage, e la mattina giorno 9-sett.85, telefonai al caroziere Giani Roberto, dove lavevo comprata, mandò, l’peraio col carro attrezzi, e la portò in officina per ripararla, ricordo me la riparò, dopo dei giorni e mi prese £100, mila, lire, la solita mattina, giorno 9. Sett. Mi venne i C.C. di San Casciano a interogarmi, e prcuisire la casa, mi domanda dovero la sera dopo pranzo giorno 8, cioè il giorno prima, le dissi, alla festa a’, Cerbaia con la mia famiglia, e si rimase à, cena, fino alle ore 21, e lo puole dimostrare? Certamente risposi, e citai, il guasto, e citai il Fantoni) mi dissero se avevo niente incontrario se facciamo, una piccola percuisizione, fate pure) finito le stanze percuisirono il garage, e le dissi la macchina, si trovava in offici= a, riparare, è, ci andarono, allora comandava la Caserma di S.Casciano il maresciallo Delodato, lo citai, in processo negarono tutti pure il meccanico, io non cero l’altro ero agli Scopeti gli altri in licenza, tutti anno mentito, e girato la verità, lessi, sulla Nazzione la magistratura di, fu sono andati alla caserma di S.Casciano, e,ci, sono, stati, 4 ore, cosa facevano? Domando la macchina era guasta e la videro in officina che passarono di lì,i, C.C., e, se non me la metteva in moto il Fantoni come tornavo a casa? Con la macchina? E lo anno testimoniato pure le figlie, che erano là,,

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FESTA A CERBAIA. FIGLIE

(LETTERA ANONIMA 19/SETT.85,)

DATA SBAG.MOTORINO (LA CIUCA,)

P.170 e le mie figlie anno testimoniato che eravamo a cerbaia, à questa festa, però non riconobbero il Fantoni che la fece partire, era di notte, e erano dentro la macchina à sedere), quando questa carogna venne in aula a testimoniareil falso, sulla bibbia, cera una persona adaspettarlo fuori, io ero nel cellulare non mi videro, ma io gli vidi, appena uscito andò, in contro, e si, diedero la mano, ridendo, e uno che comanda,) ora affermano che era il giorno(19,?? Che mi chiamarono in caserma,e vennero a casa mia, mà, quello, e un altro fatto, era arivato una lettera ai C.C. di un anonimo, che diceva, indagate sul nostro concittadino Pacciani, che tiene la famiglia chiusa in casa e mi chiamarono, se era vero, io portai due C.C. a casa mia e gli feci vedere che la porta uscendo si chiude, à, scatto, mà la chiave, e sempre attaccata dietro la porta, si poteva aprire quando si voleva, vedi lettera del 19-sett-85, di un anonimo,,

si dice che io conoscevo il Nesi, perché, so il sopranne suo, che lo chiamano la ciuca,) me lo dissè, Fioravanti, che in paese lo chiamano così io non lo sapevo, del resto) lò, visto poche volte, e non ciò, ma preso confidenze

P.204 si dice, che io avevo il motorino Cimatti Minarelli, lavrei avuto nel 1966? E lo comprai per, mia figlia? Ma cosa scrivono la fregna? Mà, se Rosanna, non era ancora nata, perché, nascette nel 1966, ma che montava sul motorino appe= nata?se una persona non sa, cosa dice, e meglio, che stia zitto, così non passa da…. Inoltre a Mercatale ci sono tornato nel 1980, e con la solita vernice hò.

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(VERNICE,

(LA PIAZZOLA, SCP.)

(MARIA SPERDUTO)

(TEST BUIANI FALSO)

P. 170 verniciato porta e finestra in, via, sonnino, 30 dove abito io), che mi avanzò, questa vernice potete, verificare, lo comprai dal fabbro di monte Fanfani, rotto nel ferro vecchio era del suo genero Pucci Aldemaro, si dice che non lo ricorda, a 80 anni, edà, perso, il cervello,

P. 209, si dice che io sarei andato molte volte nella piazzola degli scopeti? Con la Sperduto Maria Malatesta, questa zozza dal momento che la vidi a Monte, che era la festa dei cacciatori, ci feci un ballo in piazza, e la mollai, a meta ballo dal brutto odore che aveva, e altra volta al mercato a S.Casciano, poi cambiò, casa, e non lo più rivista, e, tornò,’’ verso gli scopeti, ma io non ci sono mai andato lo, giurro, prima cosa, e una povera demente, l’avete sentita voi al processo non sa quello che dice, e, quello che fa, seconda, cosa, io ciò mia moglie, che e migliore di lei , e, pulita, e io non lò, mai tradita, e inoltre, se avrei voluto le donne, erano, li, in paese, che io, conosco, non andavo , à, cercarle lontano, e alla mia età, non si fa, più, il don, giovanni, tutte fersità; che glianno, fatto, dire, come tutti i 50 testimoni, falsi, che anno, portato, in questa piazzola, di 10 metri quadri.

P.211,, come questo falso Buiani, pure lui era alla piazzola agli scopeti, e mi avrebbe, riconosciuto, da una foto scattata, a S.Anna dove, io, abitavo, alla festa della mamma, nel 1977,, che eravamo nel’aia, dopo pranzo, con le figlie, una suonava la fisarmonica e una il clarino, e, io, e mia moglie, seduti a un tavolo vicino, à, loro. vedere la foto, sono passati, 8, anni, che dice, mi conobbe da questa foto, che non mi aveva, mai, visto, da allora ce un.cambia=

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(TESTE IVO DEL’ONGO FALSO)

(LA FALSITA’ DELLA PILA! IL FRANCESE?)

P. 211 cambiamento, come il giorno, dalla notte, sono i, soliti, farlocchi, citati e scelti portati li, per dire il falso, sono 50, erano, li, di notte, alla solita ora,, inque bosco,

P. 232 altro ancora,) questo teste, Ivo Delluongo, che dice che rientrava, da Grosseto, à, Firenze, dove, aveva passato una settimana, al mare, giunto all’altezza della superstrada, del raccordo di S.Cascino, mi tagliò, la strada una macchina di grossa cilindrata, 1200, ò 1300, di colore scuro, con abbordo una persona, sui, 50 anni, era molto sudato, ecc.. ecc.) con ochiali ray ban, a lenti chiare, lauto era a 3 volumi,) e aveva, braccia pelose, e villo al torace, in camicia a mezze maniche, bianca, senza orologio al polso, e aveva trovato lui via libera,) e il Nesi dice era interotta, vedi n°, 239-244,, il mio villo, e pelo non si vede, è, biaco

Si dice, chè, prese corpo del francese, e lo portò; sulla piazzola,, facendosi lume couna pila tra i denti, nonò neppure uno, e la dentiera si muove, e io quel giorno ero, à, cena, a Cerbaia, e non agli Scopeti, come hò, citato anteprima, prendete quello che a fatto il male, non cercate chi noneà, la colpa, e questa, carogna, e ancora fuori a far del male, lo dimostrano i fatti , avvenuti dopo il mio aresto, 5, altri omicidi, Vinci) e Baggiu, Vilma Malatesta, e Mirco, e la Mazzei di Firenze, dicono che era l’amante di Vinci) le croci alla tomba del Rontini, rotta proiettili in una cassetta postale, ecc.. ecc. che voi sapete meglio di me; che e stato pubblicato dalla stampa, e ancora una lettera alla Procura con un pezzo di pelle, e io sono qua,,

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(SEGUEST. PORTA SAPONE E NINNOLI)

IL BLOCCO SEGUESTRATO)

P. 298 S

Si parla del seguestro diun porta sapone, rosa col marchio, deis, con una bruciatura, sul coperchio, e il,tedeschi non fumavano neppure come dice l’avv. Bevacqua che lo descrivono coi ninnoli dentro, io avevo in casa un porta sapone grande, da saponetta da bagno, che lavevo acquistato alla spesa, à, Sollicciano, co una saponetta, palmolive,, e, dalle loro, informazioni, resultò la verità, alla percuisizione, presero tutti i ninnoli di casa, mia, cioè, anellini, collanine rotte da accomodare braccialetti in metallo, e pure la fede nunziale di mia moglie, era tutta roba di famiglia, messa in un cofanetto di plastica poi fù, levata,per, accomodare questo cofanetto che era rotto una cerniera, e i ninnoli, furono messi in una borsa sulla scrivania, e il cofanetto, è ancora sulla scrivania da accomodare, alla casa n° 30,, e Perugini prese tutti i ninnoli e gli mise in questo portasapone bianco, di mia proprietà, e mi fecero firmare dopo dei giorni vengono a dire. Che cenerea un altro rosa con scritta Deis. La quale in casa mia non lò mai visto, e con una bruciatura sul coperchio, che i tedeschi pare che non fumasero

Poi si parla del blocco Brunner, che e stato citato 100 volte, e lò, trovato, in questa biscarica che ho citato nel 1979-80,, e ci sono molte annotazione scritte di mio pugno, da pagare, e da riscuotere, ma, tutte le date si riferiscono al 1980-81,, e ci sono, le testimonianze della Borri Margherita della BD Caccia) di Bruci Franco, materiale per muratura, e, Lotti ottico occhiali, ecc… ecc…)

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(DIZIONARIO E VEDUTA CARTOLINE)

(.MATITE.)

P. 298, si parla, del dizionario tascabile, mini, di tedesco e italiano, cene sono altri tré, ce il, francese e italiano) e inglese e italiano) ma presero solo cuello, inoltre ce 22, dischi in inglese, e un dizionario vocabolario tutto di mie figlie che gli avevo comprato per imparare le lingue,

Si parla che fù trovato delle cartoline scritte in tedesco? Le mie che mi presero non erano cartoline, e neppure scritte in tedesco, sono vedute di città, e una sequenza a nastro di 20, inlustrazione del’Olanda che, sapre, à nastro) altra veduta di Milano) altra di Firenze, e S. Gimignano) sono lì dal 1947, quando andai militare che si acquistavano alla Stazione della, edicola,,) (1947) ci saranno le date.

Si parla delle matite da disegno, e roba di scuola di mie figlie acquistate a S. Casciano, dove andavano a scuola, e il taglia carta, che loro chiamano taglierina, la davano in regalo assieme a l’appunta lapis, a chi acquistava il materiale, e cera pure lo zainetto, per i libri tutto di marca tedesca, adeccezione di una matita bianca, di tempera tenera, quella nonera di mie figlie, ricordo la presi al capannone del Dott. Gazziero, dove andai per imbiancarle, il capannone 4 giorni, che mi portava la signora con la sua macchina e raccolsi molta roba, che loro buttavano via, per pulire fra le quali questa matita bianca che le sarte adoperavano per tracciare la stoffa per tagliare e fare i modelli, e ci vuole la tempera tenera che lasci il segno) come ripeto recuperai molto materiale, lui vendeva molto in Germania, e acquistava lo testimoniò al processo, che portava tre autotreni la settimana) 32 operai,

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(BLOCCO DELLA BISCARICA)

(BERETTA LAMPADINA)

(BOSSOLO ORTO)

P. 300, II fase. Si parla ancora di questo blocco, che raccolsi in questa biscarica nel 1980-81. Come riporta le mie, annotazione scritte sopra, e i tedeschi furono uccisi nel 1983, che nonà, niente a confronto di quel fatto, inoltre la sorella testimoniò che suo fratello portava solo la macchina fotografica e per il disegno adoperava blocchi grandi e non quello in questione che le fecero vedere, quello grande era della ragazza sua sorella, e ciaveva disegato lei sopra, e non conguaglia neppure il prezzo, vedi int. 22-6-92 della sorella) poi si dice essendo stato nella biscarica, non. Era, né, molle né, ammufito, quello che lo buttò lì nel 1980 e io lo posso avere raccolto il giorno stesso, come fa a ammuffire?

P.357 inoltre,, si dice, il Pacciani, iluminò, i tedeschi con la lampadina e tirò con la Beretta che gli aveva visto il Bruni a me, non mi anno visto nessuna pistola, perché non lò mai, avuta, né Bruni, né bianchi, le pensano, e l’accomodano, a suo piacere, con tanta fantasia nel cervellone, inoltre il Bruni à, testimoniato che a mè, nona visto nessuna pistola perché non lo mai avuta, io avevo la pala, che ci litigai, come io nonò mai visto la sua, se laveva mi ammazzava lo disse, lui stesso, lo solpresi, a dar noia a mia moglie,,

P. 372, si parla della cartuccia cl,22, trovata nel mio orto dentro la fessura di un travetto, vedi disegno cartina in questo memoriale, a fondo pagina, alla domanda dell’Avv. Bevacqua, secondo lei come finita in quel piccolo foro? R.A, scarellare

quello che scarellava aveva intenzione di sparare? R. certo ) ma,a cosa dovevano sparare, in quel piccolo orto di

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(TRUCCO PROIETTILE TROVATO NEL TRAVETTO DELORTO,)

P. 372 e 401,

Di un fazzoletto di terra di 8 m.q. e circondato da 12, famiglie, e chiaro che cè stata messa con proposito da qualcu=no, inoltre cadendo da un metro in un foro di 3 cm x 10,, non ci puole mai cadere ritta, il proiettile, ad un certo ecu=ilibrio di gravità, cadendo dall’alto, si capovolge e in 3, cm. di larghezza, non è possibile mai, e inoltre di rimanere ritta a punta verso il basso, e, non distesa? E interarsi da sola? Cioè coprirsi di terra? Quella casa era vuota dal 1985,, che andò via l’incuilina Betti Elena e non ce stato più nessuno. Io, fui arestato per le figlie e feci 4 anni, e giorni, tornai nel 1991,, a dicembre, e in quella casa, ci stiedero la Polizia per diversi giorni a percuisire, e fare i trucchi le microspie nascoste in tutta la casa una telecamera che mi firmavano i passi che facevo come le buche nel’orto ecc. ecc.) roba fattami trovare in casa che nonera roba mia, come il portasapone rosa marca Deis,, fù, sistemato tutto come dice un anonimo nella lettera arivata a Fioravani nel mese di novembre di frugare tutto lorto co un tencnico col metador. Vedere lettera, e, dera un armaiuolo esperto nel’invecchiamento di armi trammite, il bagno con acido invecchia, dà, un anno e a 5 anni, e così fù, fatto, e gli rimase lassù, pure il contenitore, e ancora lì, e dopo 15 giorni che ero tornato a casa in famiglia, ci imposere, di tornare lì, con mia moglie con una scusa, per trovare tutto quello che, era stato nascosto, dal tempo della mia carcerazione e tornati, lì, dopo un mese fecero la. mass. percuizizione,

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(LA TERRA SPIATA)

VISITA A CASA, MIA

(GIORNALI E, RIVISTE(ASTA GUIDAMOLLA)

P. n° 418, si dice che il Pacciani con un’asta di ferro, sondava la terra, e vero, siccome avevano fatto delle buche nel terreno quando io mi trovavo ancora in carcere, ederano stati a percusire, io cercai di spianare la terra per poterci seminare qualcosa) poi si parla di altra buca. E vero) non una ma ne feci, 3, una per riparare il tubo di scarico del bagno che mi spaccarono.) Un’altra per togliere una pianta di acascia selvatica nata da sola tra le viti) e la, 3) per piantare un melo grano, vedere cartina inllustrata, al margine. Qui,

P. 421, ) quando Perugini, mi domandò, chi era venuto, a casa mia, dopo che ero tronato lì, le dissi, solo 3 persone Don Cuba, il Cappellano del Carcere e 2 detenuti, che erano in licenza da lui) e gli portò a casa mia per mettermi in moto la macchina che siera scaricato la batteria in 4 anni che era ferma le dissi la verità,, del resto, non importava chiederlo à, mè) ciavevano la telecamera nascosta

P. 423,, si parla, di una sta guidamolla, che fù, spedita al Mar. Minoliti dei C.C. di S. Casciano avvolta in uno straccio di stoffa colorata, e un biglietto, da un anonimo, che diceva se volete trovare laltro straccio, eguale quardate nel garage del Pacciani, e trovarono laltro straccio) ora, mi domando, se questo anonimo sapeva che cera, l’altro straccio eguale, e stato in questo garage, neà strappato una striscia, a avolto il tiramolal, e la spedito ai C.C. e lui che, la mandata, sennò, come sapeva, che cera laltro straccio eguale? E verificare la calligrafia del biglietto) è, un’altro trucco,,

Si parla di riviste porno, e giornali vecchi trovati nella mia cela vuota, appena uscito che mi fecero la percuisizione prima alla porta, mi fù segue= poesie e disegni) poi partito, fecero. perc. in cella e presero giornali con sfegi, e riviste porno) ma non erano miei, erano dei compagni di cella andati via prima di mè, me gli porto a casa Perugini, poi mandò la percuisiz. egli ripresero dando notizie, alla stampa era un altro trucco

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(SI PARLA ANCORA DEL PROIETTILE, TROVATA NEL TRAVETTO)

P. 413,

Si parla ancora, del proiettile trovata infilata nel travetto di cemento da vigna, che, erano messi a fila per terra a guida del vialetto, come ripeto, alla mas.percusizione si fermarono al primo travetto à sinistra entrando dal cancello del’orto, con questo metador, appena appoggiato al travetto lo strumento inpazziva, con lampeggi e fischi, e, Perugini fece fermare, e chiamò, mè, dicendomi Pacciani, mà, nei nei travetti, cè del ferro dentro, le risposi, certamente, cè l’armatura, con 4 fili di ferro incorporati nel cemento chè, non si rompino e lui gli disse allora andate avanti con lo strumento, sulla motivazione leggo, fù, trovato il proiettile in un travetto rotto sotto il telo, messo sotto i piedi? Balle,, il travetto non, fù, spostato rimase, lì vicino al cancello del’orto un 1,50 dalla porta di casa, vedi disegno quì, ultima pagina, fù, Perugini à, trovarlo raspando col dito proprio in quel foro, si dice vide, luccicare? Mà, se era nerro, come un sigaro bruciato, e per leggere il numero del fondello gli toccò grattarlo e pulirlo, fù, tolto il travetto dopo scoperto, col il dito da Perugini il proiettile, e avevano tutto loccorente nelle borse, i guanti di gomma.) le pinze per prenderlo la spatole per smuovere la terra) i, sacchetti di celofan, per mettere tutto dentro) ecc.. ecc.) duncue era una cosa prevista che si doveva trovare, ora domando, chi celà messo? Questa casa, era vuota da 6 anni, dal 1985, che andò via lincuilina Betti El. e, io, fui arrestato per le figlie, e, io, con mia moglie ci si andò, adabitare nel 91, che ci obligarono per tornare lì,) e, dopo dopo 15 giorni mandarono a fare la percuisizione, per trovare tutto quello che cera stato messo nascosto.

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( SI PARLA DI MIRANDA, OSSESIONE?)

INPRUNETA FESTA FRITTELLE)

P.506) Si parla, del’ossesione delle mammelle di Miranda Bugli che quale ossesione,, io dissi che era sconposta mezza svestita sotto à, lui, fù, Vigna a dirmi pure le mammelle scoperte, iodissi vidi il suo seno scoperto, ma ero distante non potevo osservare con precisione, e lui mi ripeteva con voce tonante, quale era la poppa, la destra ho la sinistra, svariate volte, e io gli ripetei con la distanza non posso precisare fu l’interogatorio, al carcere, e cera pure il mio, avvocati Fioravanti, e Ventura) del resto) io non me la presi con le sue mammelle, la difesi dal’agressione, e difesi il mio onore che ci dovevamo sposare, dopo l’aresto, none volli più sapere, fù, io, che la lasciai, lei continuò a scrivermi, mà, io gli scrissi una lettera molto risentita, allora smise di scrivermi, e tornati, à casa ogniuno si fece la sua famiglia, e dopo uscito da diversi anni, la rividi una sola volta, a Rincine, di Londa, e lò rivista al processo e lò confermò, pure lei) ne anno dette, di cotte, e, di crude al’infinito della verità alla mensogna

N.P. 507-508 si dice che nel 1986, andai all’Impruneta con mie figlie, che Rosanna aveva 20 anni, e laltra 19, era la festa di S.Giuseppe, e la sacra delle frittelle, nel’occasione andai a salutare un mio carissimo amico d’infanzia, e aveva sposato una parente della Bugli, ci ofri da bere e ci menò in casa, e alle figlie, le frittelle, parlando del più, e del meno, le domandai di Miranda, anzi, fù, la Martelli a Dirmi che aveva sposato le sue tre figlie, edera nonna) e vero le dissi, dove stava e, lei mi disse e tornata verso (Firenze, ma senza nessuno scopo,, si parla di ossessione) ma non si vergognano chi là scritto. Dopo quello cheò passato dovrei pensare ancora à, lei?

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(INTERCETTAZIONE, CANORE)

P. 518, si parla del’intercettazione, canore) sono state tutte camuffate, anno tagliato il nastro, camuffando la mia voce, parlando in dialetto, toscano da loro, cercando di fare la mia voce, che nonè la mia,, ce una seguenza di bestemmie da prender paura, che io non bestiemmo mai) facendo una voce arcana camuffata, con rumori e, fruscio, su, 100, parole cenè 20 dette da mè, e non ritorna il discorsi fatti da mè, e mia moglie,

Pacciani Pietro

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questa e la zona dove abito dal 1972 e mai allontanato da qui , edò citato il luogo, e datori di lavoro dove ho lavorato dove qui mi sono ammalato di due infarti,) quando fecero le nuove case, buttavano via il vecchio, per le mie case ad’opera di murratura, e ricupero, per il risparmio,

e il materiale che ho trovato lì sono,,

molte ambrogette di granito 20×20, che rifacevano impiantiti col greff. moderno) e le sostituivano, io le ricuperai e impiantito le mie case me ne avanzò 300, che sono ancora li, in via Sonnino 30,)

e inoltre pianelle. Di ceramica) tubi di stufe.) lavandini n° 3) acquai 3) un tubo di cemento per il focolare camminetto) sciacquoni) bidè,) molti mattoni) cappe vapori di cucine economiche) una vasca da bagno) vecchi stivali di gomma, giacche grembiali sporchi di calce,) ribinetteria tutta roba vecchia da ripulire) e una volta ripulita tornava, nuova e soprattutto tanta cartaccia giornali riviste è, albun diversi, e pure quello tedesco, che trovai nel 1980-81. Che ce annotato i miei appunti da pagare,) si dice, che stando nella biscarica, doveva essere molle, o, sgurcito? Mà, se fu buttato li, la mattina, e io lo potrei averlo raccolto la sera, come si poteva sguarcire? Sono supposizioni sbagliate, da parte loro)

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questa e la mia casa. Dove sono stati fatti tutti i trucchi per creare indizzi, di colpevolezza, addosso a un disgraziato innocente come il povero Cristo,) lettera (A) la cartucca cl.22. nel travetto infilata a punta verso il basso si dice persa? Si domanda come a fatto a infilare li da sola e ricoprirsi? Lettera (B) la (1°-) buca che piantai il melograno) lettera (C) 2°-) buca riparato il tubo dello scarico bagno, da loro rotto) (D.)la terza (3°-) buca, levato una pianta di acacia nata li nel mezzo delle viti, lett., (E) la terazza, con cinepresa che mi osservavano) inoltre microfoni, nascosti sui tetti,) e in casa, un porta sapone, rosa, portato nella mia casa che nonè, mio, il mio e bianco e senza scritto, Deis.) non ce nessuna scritta e ne bruciatura,) ce stato portato, e i ninnoli erano in quello mio bianco, loro gli anno messi in quello rosa col marchio Deis. E bruciatura sul coperchio, e altri trucchi

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  • Atto 4. Senza data. Si tratta di un memoriale manoscritto dal Pacciani composto da 6 pagine con il quale il Pacciani si dichiara innocente per tutto quello di cui è accusato e si lamenta dei trucchi messi in atto dalla Polizia per incastrarlo.

  • Atto 5. Senza data. Si tratta di un memoriale di 15 pagine, manoscritto dal Pacciani, con il quale lo stesso ripete la sua innocenza ed accusa la Polizia di aver inventato tutto per incastrarlo.

  • Atto 6. Senza data. Lettera manoscritta di 6 pagine diretta all’avv. Fioravanti, con la quale il Pacciani esorta il proprio legale a fare qualcosa per difenderlo dalle infamanti accuse a lui rivolte.

  • Atto 7. Senza data. Si tratta di un memoriale di 43 pagine manoscritto dal Pacciani che risulta essere parte integrante dell’ atto 3, trascritto integralmente.

  • Atto 8. Si tratta di un memoriale manoscritto di 5 pagine , con cui il Pacciani ripete come di consueto tutta la sua vita e la completa estraneità ai fatti imputategli ed esorta il Giudice a trovare il vero responsabile dei duplici omicidi, descritto da lui come: …persona squilibrata di mente, una persona sola, che gira il mondo, senza una moglie ne una famiglia.

  • Atto 9. Senza data. Si tratta di una lettera manoscritta diretta ai propri legali di 3 pagine, con la quale il Pacciani si lamenta delle calunnie subite e di tutta la gente cattiva che è contro di lui.

  • Atto 10. Senza data. Identica lettera dell’atto 9.

  • Atto 11. Senza data. Identica lettera degli atti 9 e 10.

  • Atto 12. Datata 09.09.1992. Si tratta di una lettera manoscritta di 6 pagine, indirizzata ai propri legali ed al Procuratore Pierluigi Vigna, con la quale il Pacciani chiedeva il dissequestro del ciclomotore, dell’autovettura Ford Fiesta, lamentandosi delle persone malvage e cattive che lo hanno accusato.

  • Atto 13. Datato 06.07.1992. Si tratta di un memoriale manoscritto di 4 pagine, che potrebbe essere stato scritto in più copie in quanto sembra essere una copia di carta carbone di colore blu, il Pacciani parla della perquisizione subita quando furono rinvenuti numerosi oggetti tra cui il proiettile e relaziona tutto a dei trucchi fatti per incastrarlo. Poi, come di consuetudine, parla della sua vita, delle persone che gli hanno voluto male, facendo l’elenco dei lavori eseguiti e delle malattie sofferte

  • Atto 14. Senza data. Si tratta di una lettera manoscritta di 18 pagine diretta ai propri avvocati, in cui il Pacciani riassume di nuovo la sua vita, facendo notare i valori e gli insegnamenti di una famiglia povere e contadina. Poi riferisce del periodo di vita vissuto durante la seconda guerra mondiale e dice di essere stato “al soldo” dei tedeschi quando aveva circa vent’anni ma che a seguito dei bombardamenti americani, scappò nei boschi e fu ingaggiato dalla brigata partigiana “ Divisione Lancillotto”. Poi parla dell’arresto per la violenza sulle figlie, professandosi innocente.

  • Atto 15. Senza data. Si tratta di un manoscritto di 4 pagine, con il quale il Pacciani chiede che vengano chiarite ed accertate tutte le “infamità e le bugie” sul suo conto scritte dai giornali.

  • Atto 16. Datato 10.10.1991. Si tratta di un memoriale manoscritto di 8 pagine, con il quale Il Pacciani ripercorre tutte le tappe della sua vita ripetendo sempre le medesime cose. Inoltre inveisce nei confronti di tutti i suoi presunti calunniatori.

  • Atto 17. Senza data. Identica copia del memoriale di cui all’atto 1.

  • Atto 18. Datato 31.05.1992. Si tratta di un memoriale manoscritto di 12 pagine, nel quale il Pacciani inveisce contro i giornalisti e la Polizia, insinuando un accordo per perseguitare un povero innocente, ripetendo le stesse cose già scritte sugli altri memoriali.

  • Atto 19. Senza data. Si tratta di un memoriale manoscritto di 28 pagine e diretto alla Corte d’Assise di Firenze – dott. Enrico Ognibene, nel quale il Pacciani fa un dettagliato riassunto di tutta la sua vita ed in fine denuncia le persecuzioni giudiziarie subite.

  • Atto 20. Senza data. Si tratta di un memoriale manoscritto di 13 pagine con il quale il Pacciani racconta ancora la propria vita e le disavventure giudiziarie e come sempre trova alibi a tutte le accuse che gli sono state mosse.

  • Atto 21. Datato 20.01.1993/07.02.1993 28.01.1993. Si tratta di un memoriale manoscritto da consegnare alla Magistratura di 39 pagine, nel quale il Pacciani riassume la propria vita, dichiarandosi innocente da tutte le “infamanti accuse”.

  • Atto 22. Datata 04.11.1995. Lettera di 2 pagine trascritta integralmente.

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m. Pacciani Pietro Casa Circon via G.Bosco. Pisa

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Casa Circondariale di Pisa. Oggi. 4.nov.95,,

Egregio sig. avv. Pietro Fioravanti

Mi, domando cosa, è successo?

Mi arivò dà, lei, una lettera che mi aveva preceduto una cartolina, dove mi diceva, che era stato, in giro, in più regioni dItalia, e, cioè, R.Emilia, Parma, Monza Bergamo Bergamo e, cerano notizie interessanti,, oltre a dei testimoni, la quale questo Fantoni Marcello, il collaboratore, della festa del’Unità del? 8 settemb.(1985,, a, Cerbaia) che servi, in tavola le pappardelle e la lepre, à, questi, francesi, verso le ore 11,30,, di notte, ma, io non lo conosco è, (guarda caso) porta li stesso nome, e cognome, di questo meccanico, mio vicino di casa che abita in Piazza del Popolo 100 metri da, casa mia, che mi mise in moto la macchina, e che io citai, e, lui, ebbe la spuderatezza, di negare, sotto giuramento, perché fù manovrato,), e, lei mi disse, che chiamavi, questi 4, testimoni per parlare assieme, nellaltra lettera, glielo spiegai, se ci danno una mano, à, scoprire, la verità, saranno ricompensati; e gli saremo, riconoscenti, per tutta, la, vita, io voglio solo la verità, non voglio altro, perché, la mia coscienza e, l’impida, come l’acqua, davanti, à Dio, e, la vera giustizia non devono cercare un poveraccio, vecchio, è, malato contadino che, à, sempre, lavorato, immezzo ai campi, per tirare avanti la famiglia, adempiendo al suo onesto dovere.) Altro che girare il mondo, come, faceva questo pazzo, se, fosse morto, e, se fosse vivo, spero che Dio ci pensi lui, à, bruciarlo nel’inferno. Al più presto, io perdono tutti, e, senza rancore, mà non deve pagare, lonesto per il peccatore, io nonò, fatto questo male, sono vecchio e malato, e, prego il buon Gesù, mi riporti, presto à, casa, mia, che mi aspettano con ansia, sono senza una guida, e tanto sconforto, e malate pure loro, non ci fate più, soffrire, noi non lo meritiamo, cerchiamo chi cià colpa, quello, ho quelli che hanno fatto questi male, noi, non l’abbiamo, fatto,

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nella lettera mi diceva, che aveva scoperto tante novità, e, me n parlava à, voce) e quando venne con la suora non mi disse niente, io non glielo chiesi, pensando che, non melo potesse dire, mà, mi disse che sarebbe ritornato in settimana, la suora ritornò il 24/10/95 e mi disse se era venuto pure lei, gli aveva promesso di andare da Rosanna, di parlare, con i nuovi testimoni, che avrebbe parlato al, Prof, Bruno, per la visita che scrissi a Lavorino, e le feci la richiesta, parlai, pure quì, al’Ispettore Sanitario, mi disse venga pure, e bene accettato, anche per diagnosticare assieme questa cura, ciò, la gricemia, a 210 ora, e scesa a 180, e sempre alta. Ma, il più, che mi dà, noia è il fuoco di S. Antonio, che miè entrato nel sangue, che mi dà prurito al sangue, mi ha preso la vista l’udito e tanto dolore al cervello, non c,è, notte che possa dormire mi tocca alzarmi due hò, tre ore per notto, corendo sotto lacqua, à bagnarmi gran bruiore nel sangue, e prurito alla pelle, mi, à preso i nervi il collo la testa con dolori a cervello, sono dimagrito 11. Kg. e fò, altro che mangiare e, hò sempre, fame, ciavete parlato con, Lavorino, lo mandà? La ricevuta la mia lettera,? Perché non mià, risposto? La prima lettera che mi scrisse gliela feci edere à lei, a me la prese, e, non me la rese, arivai in cella trovai la busta vuota, perché non me lo disse, me la riporti le volevo scrivere,) poi lei mi disse nella sua prima lettera le, avevate dato il memoriale, e altri scritti, mà, non mi avete spiegato quali, e che cosa avete combinato, il 23-10-95, e venuto, a trovarmi. Bevacquà, gli ho domandato di lei, mi a detto che non laveva, visto, poi mià, parlato di, una, glielo spiego, à, voce,! La lettera che l’avrà, ricevuta? Nono avuto risposta, poi cè i fogli che le devo dare, la tass. della macchina, e i fogli delle spese manten.to carcere che si tramutò, sconto pena, si ricorda? Il ricorso non siè saputo niente, legga questi requisiti, e mi sappia dire, qualcosa, e telefoni, a Lavorino che mi risponda, tanti abbracci e saluti, a tutti, aiutatemi, ho fiducia in voi) vost. aff.no Pacciani Pietro laspetto

  • Atto 23. Datata 03.12.1995. Lettera di 2 pagine trascritta integralmente.

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Gent. Signor Avvocato,,

Fioravanti Pietro via Piazza della Signoria n° 6

TEL (21.59.24 (FI) C.A.P. (.50122.))

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m. Pacciani Pietro C.Circ di

Pisa. Via D.Bosco N°- 43.

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Centr. Clinico di Pisa 3.Dic. 95,,

Tanti cari saluti ambe due Pietro Pacciani

Egregi Avvocati Bevacqua, e Fioravanti

Viò, messi, a, mia difesa, sulla verità di questo Processo per, citare tutta la verità, come, avete letto tutta la mia vita. Sui memoriali trascorsa attraverso l’onesto lavoro dei campi per campare la mia famiglia, come attestano tutti libretti di lavoro e datori di lavoro. Dove sono stato assunto. Ambe due voi avvocati, abbiamo parlato per tante volte assieme dove assieme, viò confidato tutta la mia vita dal’infanzia. Alla maturità tutti i passi della mia vita, avevo tanta, tanta fiducia, e tanta stima, verso di voi,, come lavevano buona parte tutte le oneste persone, massimmedia, sia , in Italia, e l’estero che fra le tante lettere che hò ricevuto l’odavano voi avvocati portandovi alle stelle, ora ho ricevuto delle lettere di dubbio verso di voi, che ascoltano, questi due giornalisti del T.V.S.) Giuseppe Alessandri, e il compagno che trasmette, che ne dicono di tutti i colorie da tanto tempo che trasmettono tutto il processo a puntate, Bevacqua, mi disse) gli aveva scritto una lettera, stiedero cinque giorni, poi stanno continuando più di prima, giov, venerdi, sabato domenica. Oggi anno parlato piu di mezzora su T.V.S. Alessandri, a, detto del suo libro di 400, pagine. Che, a, scitto, e, e, uscito il 17. Nov. e neà, dato una copia pure a Fioravanti, disse, mi annotavale tragedie che aveva scritto. E mi, portava la copia, le dica che me la porti: e, denunziatelo subito, e che sia ritirato il libro e chiedete il risargimento dei danni, e , se non lo fate ditemelo agirò, da solo) con due avvocati mi avete fatto sbeffare da questi, due, merdosi, buttandoci addosso, queste menzogne e tragedie , non vere, e, infamanti, tragedie calignatrici) guardie, e detenuti e gente fuori, che nianno scritto tutti, mi dicono, se hò sentito la televisione, mà, i, avvocati, non fanno niente? Stanno zitti? Vi ,lasciano, sbeffare , e, ne dicono di tutti i colori,) ma cosa fanno a mezzo, del’incasso dei libri venduti? Denunziate, questo scrittore, il processo lo fanno i Giudici, non i giornalisti, e scrittori, di libri,, che inventano, fantasie, e tante falsità, per riempire i libri e, giornali, si, ricordi, Pacciani) dice un saggio, chi sta zitto, acconsentisce, non , lasciatevi; offendere e criticare,, denunziategli per falsità, e, offese e calugne, devono pagare per questo, non lo sanno i vostri avvocati ? diteglielo, altrimenti perdono pure loro il suo prestigio, e il suo onore che non ciè denaro che lo paghi, e, non si riacquista, più,) noi crediamo in tanti alla vostra innocenza ma cui, vi stanno facendo del male, non ve ne accorgete?) voi , avvocati, sapevi che questo scrittore, stava scrivendo un libro, perché non glielavete impedito? E, non, meloavete detto? Ora che e uscito mi dite si fa, ritirare, e si denunzia, ma , che non sia fatto come il

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libro di Perugini, che feci passare il tempo pure l’avvocato Filastò à, scritto un libro la quale il titolo, è giusto, e , a, favore, poi, c’e il memoriale di difesa che diedi a voi da allegare, ai motivi dappello, e Fioravanti, là, dato a Filasto la scritto , per intero nel libro, senza dire niente a, mè, mà oltre à, questo à, detto delle imfamità non vere, leggetelo tutto, parte subito da pagina 12 dicendo questo libro, e più, accusatorio che difensivo, poi dice delle figlie, del I delitto della fidanzata Bugli , ecc. ecc…) a, cosa, servano questi, scrittori? Adaccusarmi) non, a, difendermi, ) come questi Giuseppe Alessandri, e il suo collaboratore, che trasmettano su T.V.S. ieri 3 dicembre anno trasmesso 3 volte al TG tutta l’infamità del proc. , e, a, detto ho scritto tutto sul libro sulle 400, pagine scritte, e, riprenderemo ancora,,) dire che io avevo un complice, che io gli avrei imprestato la macchina, che, anno visto in vari posti ferma agli Scopeti, dal teste ciclista Zanetti un avvocato che venne a testimoniare, ma disse, due volte aveva visto il guidatore, in piedi vicino alla macchina una persona alta 1.75, circa capelli brizoti , pettinati, al’indietro sui 50, anni, poi gli insegnarono (mè) disse non era il Pacciani, e, tante altre infamità) sig. avvocato Fioravanti mi racco a lei, gli faccia subito denunzia à, tutteddue, e me lo porti per la firma, mi porti pure il libro che a scritto per leggerlo, poi, glielo restituisco, e, le memorie che le diedi che doveva leggere alla giornalista, e ritornata) mia detto, leà, lui, a me non mià, lette niente poi le diedi, la poesia per leggerla assieme alla, suora con la lettera del Papa, che mi dicono non anno ricevuto niente, pure quella del Presidente Scalfaro nonò avuto risposta,), e, sorattutto il telegramma della richiesta del prof. Bruno, che tengo una malattia sconosciuta che mi distrugge tutto quello che mangio, e tengo sempre una gran, fame mi , tocca alzarmi due, ò, 3, volte durante la notte à, mangiare qualcosa, e, tanta sete, arsione bevo 4, 5 litri d’acqua al giorno, gran fuoco in corpo) poi, mi anno trovato una attrosi, cervicale, che durante la notte, mi prende il cervello, gran dolore, dormo, 3 ore per notte, poi durante il giorno mi viene, un gran sonno mi casca il cucchiaio, mentre mangio, non vado neppure la mattina a l’aria vado un poco la serra, aspetto conansia, il prof. Bruno, glio fatto vedere la richiesta accettata dal Presidente che lei mi diede mi anno detto, nonè, colpa nostra di cui la posta, e partita, lei avvocato quando venne a colloquio mi disse che telefonava a Lavorino che lavvertisse che la visita era stata accettata, le telefonò che venissè, urgente? Gli telefoni subito che venga,, none posso più, che siete andati a trovare Rosanna? Se, non, puole, con la suora le dica che ci vada lei sola, nonò ricevuto neppure una lettera, le domandi se le fermano la posta a queste figlie, se si oppone lassiste sociale ci porti pure lei, per conoscenza pure, a, Bevacqua) venga ora lei subito entro 10 giorni,) si tratta di un ora di tempo, mi raccomando, e domande. Bing.

  • Atto 24. Senza data. Lettera anonima manoscritta in stampatello di 2 pagine, diretta all’avv. Fioravanti, nella quale l’anonimo asserisce che Pacciani non è il mostro, ma solo un guardone. Mentre il mostro è un medico che abita in via Maffia 8, con ambulatorio in via Maffia 10 ed ha come complice una dottoressa che è anche la sua amante.

  • Atto 25. Si tratta di una copia del settimanale Gente del 24 febbraio 2004.

  • Atto 26. Si tratta di una copia del settimanale Gente del 01 dicembre 2005.

  • Atto 27. Foglio uso protocollo con la scritta lettere maggio 90/ott. 94 Pacciani/Fior.

  • Atto 27-1. Datata 21.04.1994. Si tratta di una lettera scritta da un bambino di 13 anni indirizzata all’avv. Fioravanti ma diretta al Pacciani, ove il bambino Galimberti Matteo, offre solidarietà al Pacciani.

  • Atto 27-2. Datata 20.10.1991. Si tratta di una lettera manoscritta di 2 pagine diretta all’avv. Fioravanti, con la quale il Pacciani si lamenta con l’avvocato per tutte le ingiustizie che sta vivendo.

  • Atto 27-3. Datata 09.04.1993. Si tratta di una lettera manoscritta di 6 pagine diretta ai propri legali, con la quale il Pacciani fornisce un elenco di domande e di cose da fare per loro stessi. Parla anche del blocco da disegno sequestrato durante la perquisizione, venduto in Germania.

  • Atto 27-4. Datata 24.10.1993. Si tratta di una lettera manoscritta composta da due 2 pagine e diretta all’avvocato Fioravanti. Il Pacciani si lamenta del suo stato di salute ed invita l’avvocato di andare a trovarlo, ribadendo la propria innocenza su tutto.

  • Atto 27-5. Senza data. Si tratta di una lettera manoscritta di 1 pagina diretta al Presidente del Tribunale di Firenze – Sezione Misure di Prevenzione – nella quale il Pacciani elenca tutte le malattie di cui è sofferente, riassume la propria vita e dichiara di non aver mai fatto del male a nessuno.

  • Atto 27-6. Datata 09.9.1992. Identica lettera dell’atto 12.

  • Atto 27-7. Datata 22 giugno. Si tratta di una lettera di 2 pagine manoscritta con la quale il Pacciani parla della molla della pistola spedita e avvolta nello straccio identico a quello trovato poi nel suo garage e dice che si tratta di un altro trucco messo in atto per incastrarlo come quello del proiettile.

  • Atto 27-8. Datata 08.08.1990. Si tratta di una lettera manoscritta di 2 pagine indirizzata all’avv. Fioravanti, con la quale il Pacciani si lamenta del fatto che non gli viene concesso alcun permesso.

  • Atto 27-9. Datata 20.6.1990. Si tratta di una lettera manoscritta di 2 pagine diretta all’avvocato Fioravanti, dove il Pacciani oltre a ribadire la propria innocenza su tutto, chiede per se i benefici della Legge Gozzini.

  • Atto 27-10. Senza data. Si tratta di una lettera manoscritta di 2 pagine , dove il Pacciani si lamenta del giornalista Spinoso per le calunnie che, a suo dire, il giornalista aveva scritto contra di lui. Allegato alla lettera vi è anche un foglio stampato dal contenuto di carattere religioso.

  • Atto 27-11. Senza data. Si tratta di una lettera manoscritta di 10 pagine, diretta all’avvocato Fioravanti, con la quale il Pacciani racconta la sua vita dall’omicidio del 1951 fino al coinvolgimento per i delitti del c.d. mostro di Firenze.

  • Atto 28. Cartella di colore verde con un inserto giallo.

  • Atto 28-1. Senza data. Si tratta di una lettera manoscritta di 2 pagine dove il Pacciani racconta di un: “…fatto strano” avvenuto nel dicembre 1991, a San Casciano Val di Pesa. Il Pacciani dice di aver fatto la conoscenza di due ragazze, a loro dire studentesse, con cui strinse amicizia e racconta che una delle studentesse entrò anche nel suo garage.

  • Atto 28-2. Datata 18.01.1996. Si tratta di una lettera manoscritta di 2 pagine dove il Pacciani, rivolgendosi al proprio legale, parla di aver chiarito l’indiscrezione che era apparsa su i giornali che lui era intenzionato a cambiare gli avvocati. Poi nel corso della lettera, fa anche riferimenti alle messe nere, alle streghe e diavolerie varie. Inoltre fa un riferimento alla Carlizzi da cui aveva ricevuto un telegramma e alla menzogna sullo scrittore Bevilacqua.

  • Atto 28-3. Foglio di congedo illimitato del Pacciani Pietro.

  • Atto 28-4. Senza data. Si tratta di una lettera anonima di una pagina indirizzata all’avv. Fioravanti per scagionare il Pacciani. La busta riporta il timbro postale di Genova Aeroporto con data del 23.02.1995.

  • Atto 28-5. Senza data. Si tratta di una lettera anonima, in fotocopia, diretta all’avv. Fioravanti, con 5 biglietti tutti contenenti teorie sul c.d. mostro di Firenze. La busta riporta il timbro postale di Rapallo con data 13.02.1995.

  • Atto 28-6. Senza data. Si tratta di un memoriale manoscritto di 12 pagine, con il quale il Pacciani ripercorre, come al solito, tutta la sua vita con argomenti relativi alla famiglia, al lavoro e alla povertà, sino ad arrivare ai testimoni falsi e tutti i trucchi messi in atto dalla Polizia per incastrarlo.

  • Atto 28-7. Datata 20.09.1995. Lettera di 2 pagine trascritta integralmente:

‘’Pisa,, oggi, 20, settembre 95,, o. ricevuto raccomandata. Da Lavorino che l’aveva scritta a Sollicciano, non sapendo che ero partita, 11,sett. 95,, mi, e arivata oggi da Sollicciano respinta qui, che porta il timbro 5/9/95,, Gaeta Latina,, E arivata à, Sollicciano il g. 11.9.95) e rispedita qui a Pisa. Il 18.9.95 e consegnata oggi 19.9.95,, e gliò, risposto espresso. G. 20/9/95,, oggi) leggendo data lettera, si lamenta che non collaborate con, lui, per cercare un giusto appoggio, in merito, lui vi, dà tanto prestigio, e merito, a , tutteddue, sia, à, lei, che à, sig. Bevacqua,, dicendo sono due grandi avvocati combattivi, ma non si fidano di noi,, almeno perora non lanno fatto finora non lanno fatto completamente, ogni tanto anno preferito tenerci da parte, noi lo facciamo per collaborare con voi, saenza nessun merito, e, senza levarvi, alcun, prestigio, solo collaborare in . sieme, poi che noi gliavevamo proposto una visita dal nostro bravo prof. Francesco Bruno, dell’Ordine dei Medici di Roma, numero 20710, con studio in via (Val, Magia,) n° 28, Roma, in quanto questa, visita serve a dimostrare che le tue malattie, di cure, sono compatibili, col regime carcerario, che la quale si possono curare pure in carcere, come vi hanno risposto nella domanda respinta,) mà il fatto della depressione, e ansia, continua, e, diverso quelle in carcere non sipossono curare,) noi abbia proposto tutto quello che avete bisogno, la quale, tutti anno capito la vostra innocenza, e vi vogliamo aiutare, io sono stato, anche denunzia, per difendere lei, ma hò spiegato le mie ragioni di verita e sono rimasti con tanto di naso), perché voi avvocati non mi avete spiegato questo fatto? Questo Prof. Bruno viene qui, al carcere, à visitarmi, non ce bisogno di spostamenti,, oggi ho fatto la richiesta, mà passeranno dei giorni,, e mi ànno proposto di collaborare con voi mà

FOTOGRAFIA PAGINA lettera

Ci diano, un mano ,, si fidino di noi,) io in quanto, alla vostra difesa, non rinuncerò mai) ho piena fiducia in voi, mà, cerchiamo assieme, la verità, sono quà ,, dal 1991, che mi anno gastigato in croce innocente, e, condannato, à morte, senza una colpa commessa, che aspetto con ansia, questo appello, e, la, risposta di domanda di ricorso degli aresti domiciliari, non sò, se, c,è, un limite di scadenza, non si potette parlare di questo , avevi fretta, ditemi qualcosa, non e posso più), non c,è notti, e, giorni che questo pensiero non mi, azzilli, e, il pensiero della famiglia, gli interessi, feci la domanda di avvicinamento, di ritornare lì a Sollicciano nel’attesa della domanda, e, dellappello, mi a risposto, la matricola, lei non può fare nessuna domanda, perché e quà, per cura,, mà, quale cura devo fare quà, non ci sono le medicine, che prendo da 15 anni, mi anno risposto se vuole queste che dice lei, le deve comprare a sue spese, oggi mi è arrivato una lettera da (I.N.P.S) la solita) chè, mi arivò, a Sollicciano, la consegnai, à, lei , ) il . 25,2,94) con la somma da pagare di (£ 2.024.190) gli allego qui la lettera mi anno dato la scadenza di 20 giorni dalla data, e stata scritta, il 31.agosto. a Mercatale, e io lò ricevuta oggi, a fatto il giro del mondo, Mercatale, Sollicciano, e, Pisa) lei, mi disse che io, non dovevo pagare niente, che ò, solo una piccola casa senza renditi dove abita mia moglie, e ho percepito sempre la minima, pensione, e, fu ritirato. Sulla quota riscossa una trattenuta. Non ricordo quanto) quando ero, à, casa, nel 1991) non solamente, à, mè, mà, à, molti pensionati, la quale si lamentavano,, di questa trattenuta, mi raccomando a lei, parli col Direttore delin.p.s,, perche non la cancellò, nonò, una lira sono stato pelato come un tordo, distinti saluti e ringraz parli, a, Bevacqua lo saluto suo sempre devoto Pacciani Pietro,) attendo risposta

  • Atto 28-8. Senza data. Si tratta di una lettera di due pagine manoscritta, diretta all’avv. Fioravanti, con la quale il Pacciani si lamenta di alcune spese che lui ha dovuto sostenere.

  • Atto 28-9. Datata 09.9.1990. Si tratta di una lettera manoscritta di 2 pagine e diretta all’avv. Fioravanti, con la quale il Pacciani si lamenta del proprio stato di salute.

  • Atto 28-10. Datata 01.11.1994. Si tratta di una lettera dattiloscritta indirizzata all’avv. Fioravanti, firmata da tale HENRY ROSS, con la quale la predetta scrive che il Pacciani è innocente e il colpevole è il proprio uomo, un olandese di Firenze. Il resto del testo della lettera è in lingua inglese.

  • Atto 28-11. Senza data. Si tratta di una lettera di 18 pagine con immagini, indirizzata al Santo Padre, con la quale il Pacciani condanna la condotta di:”…questo pazzo omicida”, raccontando tutta la sua vita e indicando come responsabile dei delitti: “…un medico chirurgo, pratico di bisturi… una persona alta con tanto tempo a disposizione…”. Poi elenca tutte le vicende giudiziarie in cui è stato coinvolto e racconta di tutti i trucchi subiti da parte degli inquirenti.

  • Atto 29. Senza data. Si tratta di un memoriale manoscritto di 4 pagine con un disegno di una piantina eseguito dal Pacciani, indicante tutti i suoi luoghi di dimora e lavoro. A seguito, lo stesso Pacciani, riporta un elenco dettagliato suddiviso per anni di tutta la propria vita, compresi i periodi in cui furono commessi i duplici omicidi imputati al c.d. mostro di Firenze.

  • Atto 30. Datata 23.02.1995. Si tratta di una lettera manoscritta di 2 pagine, diretta ai propri legali, con la quale il Pacciani chiede aiuto per sostenere una visita medica.

  • Atto 31. Senza data. Si tratta di un foglio fotocopiato dove ci sono 12 sonetti in rima composti e scritti dal Pacciani.

Si trasmette in originale il materiale documentale in sequestro e CD con copia informatica di tali documenti.

Il Comandante

(Col. Domenico Strada)

21 Ottobre 2015 Nota Nr. 73/1-31-2 su esame e trasmissione della documentazione sequestrata all’Avvocato Pietro Fioravanti
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