Il 24 settembre 2015 rilascia testimonianza Paolo Gnesi.
Questo il verbale: 24 Settembre 2015 Testimonianza di Paolo Gnesi
Questa la trascrizione:
Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri
Sezione Anticrimine di Firenze
OGGETTO: Verbale di sommarie informazioni rese da: GNESI Paolo, nato a Firenze il 25/01/1938, residente a Vicchio (FI) Via del Rossoio Nr. 8, già odontotecnico in Firenze, Tel XXXXX.
Identificato a mezzo: Patente di Guida Cat. AB Nr. XXXXX rilasciata dalla MCTC di Firenze il 18.03.2014.
sentito nell’ambito del Procedimento Penale Nr. 7372/20 R.G.NR. Mod. 44 delega d’indagine datata 04.03.2015.a firma del P.M. Dr. Paolo Canessa Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze.
L’anno 2015, addì 24 del mese SETTEMBRE di Dicomano, presso gli Uffici della locale Stazione CC, alle ore 11.00.
Avanti ai sottoscritti Ufficiali di P.G. – LGT LANFRANCHI Luca, MA:UPS INGUAGGIATO Rodolfo e MAR CA CAPPELLETTI PAOLO – tutti effettivi al ROS con impiego alla Sezione Anticrimine Carabinieri di Firenze, è presente GNESI Paolo, che sentito in merito all’attività d’indagine delegata nell’ambito del richiamato procedimento penale, riferisce quanto segue:
Domanda: Può dare informazioni circa la sua residenza anagrafica?
Risposta: Nel 1977 mi sono trasferito da Firenze a Vicchio località Rossoio (attualmente Via di Rossoio civico nr. 8 ) dove nel 1974 avevo acquistato un appezzamento di terreno su cui ho poi costruito la mia attuale abitazione. Preciso che già dal 1971 per la mia professione di odontotecnico in Firenze lavoravo per il Dr. POLLI dentista di Dicomano il quale aveva aperto un campeggio proprio in località Rossoio e dove lo avevo portato la mia roulotte. Successivamente il Dr. POLLI mi propose di acquistare un terreno edificabile nelle immediate adiacenze (di fronte alla mia attuale abitazione). Acquistai detto terreno nel 1972 unitamente ad altre persone tra cui Francesco Caccamo, COLOMBINI Ennio (mio cognato, ora deceduto) e tale MARTILLI del quale non ricordo il nome poi ritiratosi dalla compravendita. Come avrete avuto modo di vedere infatti le abitazioni ubicate nella via Rossoio sono solamente tre.
Domanda: Quando ha conosciuto il Dr. CACCAMO Francesco?
Risposta: Ho conosciuto il CACCAMO credo nel 1972 allorquando anch’egli frequentava il campeggio della località Rossoio di Vicchio con la sua roulotte. Preciso che mia moglie BARDAZZI Tamara e la moglie del CACCAMO sig.ra Marie Madeleine Engrand – si conoscevano occasionalmente per motivi di lavoro. Mia moglie dal 1960 lavorava presso la ditta Mariani di Via dell’Ariento a Firenze (con magazzino davanti al Calderai – negozio di gastronomia) e per questioni di lavoro aveva conosciuto la sig.ra ENGRAND che era, almeno credo, già sposata e, a suo dire — ricordo -, capace di mantenere agli studi il Caccamo.
So che il CACCAMO verso la fine degli anni 50 era venuto via dalla Tunisia (dove peraltro aveva una azienda agricola paterna) perché allontanato dal Governo Tunisino.
Domanda: Che ricordi ha dei coniugi CACCAMO?
Risposta: Il nostro è sempre stato un rapporto legato a questioni di vicinato. Prima ovviamente ci vedevamo con maggior frequenza per questioni legate all’acquisto ed alla costruzione delle nostre rispettive abitazioni per poi via via affievolirsi.
Ricordo, per mia personale convinzione che in quella casa vigesse, diciamo così, il “matriarcato”; la sig.ra Madaleine, che amava sottolineare il fatto di essere di Parigi, mi è sempre sembrata molto determinata.
Domanda: Ricorda il tipo di autovetture in uso alla famiglia Caccamo?
Risposta: Ricordo una DAF non ricordo il modello bicolore chiaro (decisamente brutta) e di una ALFA ROMEO modello Alfetta Sprint di colore grigio chiaro metallizzato.
Domanda: Ricorda se nel periodo in cui la famiglia CACCAMO ha risieduto presso la località Rossoio spesso vi fossero feste notturne?
Risposta: Non ricordo di particolari feste tenutesi presso quella abitazione. Ricordo che solo per le ricorrenze francesi (mi riferisco per esempio alla “presa della Bastiglia” del 14 luglio) la moglie fosse solita frequentare altre persone di origine francese.
Domanda: Ricorda se il CACCAMO avesse tra le sue amicizie un veterinario.
Risposta: Non credo che il Caccamo avesse in zona, tra le sue amicizie, un veterinario; non ricordo infatti nessun animale tenuto dalla coppia.
Domanda: Ricorda che tipo di attività lavorativa svolgeva il CACCAMO?-
Risposta: Ricordo che il CACCAMO era dentista in Prato o Calenzano dove aveva il proprio Studio. Credo che non abbia mai svolto in Vicchio o Dicomano la propria attività lavorativa né tantomeno che avesse presso la sua abitazione anche una sorte di studio medico.
Domanda: Ricorda Se all’epoca del ritrovamento dei corpi dei due giovani Rontini–Stefanacci ( 29 luglio 1984) con il CACCAMO aveste modo di parlare dell’evento.
Risposta: Sicuramente parlammo con i coniugi CACCAMO di quanto successo ma adesso non ricordo cosa avremmo potuto dirsi. Ricordo che il CACCAMO aveva delle armi (due pistole automatiche, una Mauser cal. 7,65 e l’altra, credo una 6,35, che era solito portarsi in tasca), All’epoca, dalle nostre mansarde (la mia abitazione era similare à quella del CACCAMO), si vedeva bene il luogo dove si era consumato il delitto dei due giovani tanto che nel tempo, prima che poi la vegetazione crescesse, si vedevano bene le due croci bianche poste a ricordo.
Domanda: Ricorda se in quei giorni proprio sulla Sieve furono rinvenute tracce di sangue lungo il greto del torrente?
Risposta: Ricordo che il giorno dopo l’omicidio si parlò in paese del rinvenimento lungo l’argine del torrente Sieve di grosse tracce di sangue rinvenute su dei sassi tanto che in giro si parlava del fatto che “il mostro” potesse essere passato attraverso il torrente dirigendosi poi verso la SP 551. Posso desumere che l’autore del duplice omicidio, dopo l’efferato delitto, possa aver disceso dalla Sagginale la strada carraia posta alla sx sulla direzione per Dicomano portandosi sul greto del torrente Sieve, guadato a piedi (li in quel punto l’acqua è bassissima) e dopo aver risalito il greto aver costeggiato la Sieve lungo l’Albereta fino ad arrivare sulla Provinciale 551 all’altezza del bivio Riconi.
La mia considerazione appena descritta è scaturita dal fatto che all’epoca gli abitanti della località Fiamma (gruppo di case rurali poste lungo la strada sterrata che conduce dalla SP 551 al guado della Sieve) per impedire la pesca di anguille erano solite mettere di traverso degli ostacoli.
Non ricordo chi materialmente rinvenne le tracce di sangue sui sassi della Sieve, sicuramente non le forze dell’ordine che intervennero comunque con il Maresciallo Polito allora Com.te della Stazione CC di Vicchio. Credo che le operazioni di repertamento furono condotte da personale della Polizia intervenuto da Firenze.
Immagine fotografica
Domanda: In quel punto il torrente è guadabile?
Risposta: In tempo di guerra in un poggio vicino alla zona dell’omicidio e che voi mi fate vedere su Google Maps, erano collocate delle batterie contraeree e per una questione logistica i greto della Sieve (dove è presente la carraia) era stato reso guadabile. Tuttora lo stesso viene guadato con le autovetture.
All’epoca del duplice omicidio, stiamo parlando di fine luglio il fiume era guadabile anche a piedi.
Perché consti è stato redatto il presente verbale che previa rilettura viene sottoscritto
F.L.C.S. in data e luogo di cui sopra.
