L’11 Settembre 2015 con la nota Nr. 73-1-334-2013, a firma del comandante Domenico Strada, il Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri Sezione Anticrimine di Firenze riferisce sulle indagini relative al delitto Rontini – Stefanacci e fa richiesta di intercettazione telefonica e ambientale per Francesco Caccamo.
Questo il documento: 11 Settembre 2015 Nota Nr. 73-1-34-2013 con richiesta di intercettazione telefonica e ambientale per Francesco Caccamo e analisi omicidio Rontini-Stefanacci
Questa la trascrizione:
Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri Sezione Anticrimine di Firenze
Via Borgognissanti 48 Firenze – tel 055 2067621 /623 /624 fax – rosacficte@carabinieri.it
Nr. 73/1-34 di prot. 2013
Firenze, 11 settembre 2015
OGGETTO: Proc. Pen. nr. 7372/14 Mod 44.
Richiesta di:
- intercettazione telefonica dell’utenze 338-1655658 e 055-702139 in uso a CACCAMO Francesco, nato ad Hamman Lif (Tunisia) il 09.05.1931 residente a Firenze via di Scandicci 112
- intercettazione ambientale audio/video all’interno dell’abitazione di CACCAMO Francesco ubicata a Firenze via di Scandicci 112
esame atti duplice omicidio Rontini/Stefanacci avvenuto il 29.07.1984 delega datata 10.09.2015
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE FIRENZE
– Dr. Paolo Canessa –
Fa seguito alla nota di questa Sezione nr. 73/1-33 datata 4 settembre 2015
In esito alla delega in oggetto richiamata, si trasmette l’esito della prima analisi effettuata sugli atti riferiti al duplice omicidio RONTINI / STEFANACCI.
Winnie Dalgaard Kristensen 1, madre di Pia Rontini, sentita a ss.ii. in data 06.08.1984, tra l’altro, ha riferito:
(…) …mia figlia ha iniziato a lavorare presso il bar La nuova spiaggia dal 1^ luglio u.s. (1984, ndr), la prima settimana non ha fatto il riposo, cioè non ha avuto il giorno libero, ed ha fatto sempre il turno dalle ore 19.00 alle chiusura che di solito era verso le 1,00 – 1,30. Solo la domenica ed anche il sabato faceva qualche ora di mattina e la sera anziché aspettare la chiusura le concedevano di ritornare a casa verso le 23.00. Andava sempre il babbo a riprenderla e non è mai uscita dopo tale orario. Pia aveva il giorno di riposo il martedì ed ha anche iniziato a fare il giorno libero la seconda settimana di luglio. I martedì di riposo Pia usciva con il ragazzo dalle ore 17-18 e dalle ore 21 alle ore 22,30 massimo. La settimana prima di luglio Pia è stata in prova nel suddetto bar; non ha avuto il giorno di riposo ed ha fatto turni alterni …
1 nata a Copenaghen il 06.10.1942 residente a Vicchio via Carducci 10
Va rilevato che il 29 luglio 1984 era domenica e, secondo quanto riferito dalla madre, Pia RONTINI è rimasta a lavorare al bar dalle ore 17.00 alle ore 20.30 circa
(…) La P ia tornò a casa da sola alle ore 16.50 circa. Quando la Pia tornò si cambiò di vestito preparandosi per andare a lavorare, dopo che si ebbe cambiata tutti insieme decidemmo di accompagnarla al posto di lavoro e così facemo si montò in auto e ci siamo portati al bar la Nuova Spiaggia. Arrivati al bar noi abbiamo consumato un caffè e dopo aver salutato la Pia siamo andati via. Ricordo che la Pia disse al babbo <mi raccomando vai piano>. Mio marito mi accompagnò a casa e poi partì unitamente al cognato MANETTI alle volta di Livorno. Verso le ore 20.20 circa visto che la Pia non tornava ancora da lavorare io ho cenato e appena ho finito di cenare è arrivata la Pia. Erano circa le ore 20.30. Pia si è messa a tavola ed ha cenato. Ha mangiato l’arista che era avanzata a mezzogiorno con contorno dipatate lesse ed una salsa danese tipo besciamella e per bere ha consumato acqua, ha mangiato anche un gelato Tartufo che aveva portato dal posto di lavori. Ha terminato di mangiare dopo circa 10-15 minuti. Dopo questo è rimasta a tavola a parlare con me e di diceva di essere stanca. Io le dissi <Pia poiché questa sera hai finito di lavorare presto perché non vai a fare una giratina con Claudio così lo farai contento>. La Pia sentito questo guardo l’orologio e visto che era presto disse <quasi quasi ci vado>. Prese la sua borsetta e stava per andare via quando a questo punto le dissi <Pia vuoi un po’ di soldi?>, Lei rispondeva di no. E imboccata la porta disse <ciao mamma torno presto>. Verso le ore 22.30 ho cominciato a preoccuparmi nel vedere che la Pia non era ancora tornata, in quanto il suo orario di rientro era sempre dopo un’ora da quando erano usciti. Aspettai ancora qualche minuto dopodichè mi portai in piazza Giotto per poter vedere se c’era qualcuno in casa di Claudio, ma visto che le persiane erano chiuse non volli suonare il campanello dicasa per non alarmare senza motivo anche la sua famiglia … (…) …
Benchè Pia RONTINI avesse iniziato a lavorare al bar da poco meno di un mese, Giampiero Vigilanti, ricorda la circostanza (cfr. sit del 30.07.2015) collocando però tale bar in piazza Giotto (a Vicchio)
(…) … vi erano come ho detto due persone che erano molte vicine al Caccamo. Uno era un professionista che faceva il veterinario a Vicchio credo ora sia morto, l’ho visto circa un anno orsono. Aveva lo studio a Vicchio nel viale della Stazione FF.SS dove prima c’era un fioraio. Era di origine siciliana. Un altro molto unito al CACCAMO e a questo veterinario era un esattore delle tasse del Comune di Vicchio.
I tre erano molto amici, anche l’esattore era siciliano e non era sposato. Abitava a Vicchio o dintorni.
I CACCAMO non aveva amicizie di nessun genere diverse da questi due.
Non andavano né a caccia né a pesca. Erano molto amici tra loro avevano lo stesso carattere, le stesse abitudini “Un salterellino non va con uno che bestemmia per strada”. Mi è sempre sembrato molto strano che un professionista medico con studi medici avviati a Prato venga a stare in una campagna isolata con una casetta vicina al fiume.
Io feci amicizia con il CACCAMO anche perché parlavo francese. Andavo a trovarlo con mia moglie.
… (…).
Voglio aggiungere circa i tre amici che frequentavano il Bar Giotto ubicato in Vicchio nell’omonima piazza. Spesso la domenica ed il giovedì erano lì. Sono a conoscenza del fatto che Pia RONTINI lavorava in quel bar.
Il bar La Nuova Spiaggia ove ha lavorato Pia RONTINI per poco meno di un mese era ed è (ora si chiama Baraonda) ubicato in viale Beato Angelico n. 71 e non in piazza Giotto come ricorda VIGILANTI.
Mappa del luogo
Va aggiunto, come emerge da fonti aperte, che Claudio STEFANACCI ha anche lavorato nel negozio di elettrodomestici della madre FUSAROLI Bruna Romana che è ubicato in piazza Giotto sempre a Vicchio.
VIGILANTI non ha specificato se l’indicazione che Pia RONTINI lavorasse al bar in piazza Giotto, l’abbia rilevata autonomamente o gli sia stata raccontata.
Fotografia
Circa l’orario dell’avvenuto duplice omicidio, si può ritenere, in base alle concordanti dichiarazioni rese dalla signora KRISTENSEN Winnie Dalgaard e dai testi CANOVELLI Alberto e CANTINI Piero, che possa essere fissato in un momento anteriore e prossimo alle ore 22.00
Giuliano Parigi 2, sentito a ss.ii. in data 30.07.1984, tra l’altro, ha riferito:
Conoscevo STEFANACCI Claudio in quanto amico di famiglia, inquilino di una casa di proprietà della madre ed abitante nello stesso stabile. Ieri sera verso le ore 22.00 ritornavo da Cesena dove avevo accompagnato con mia moglie la madre dello STEFANACCI signora FUSAROLI Bruna Romana, la stessa ci faceva notare che il figlio non era tornato; la cosa era strana in quanto il ragazzo rientrava sempre puntuale e quella sera aveva detto che sarebbe ritornato alle ore 22.00. Allarmata per il ritardo ci chiedeva verso le ore 23.00 di andare în cerca del ragazzo…
Alberto Canovelli 3, sentito a s.i. in data 09.08.1984, ha riferito:
(…) in località Orticaia del comune di Dicomano abitano dei miei parenti e domenica 29.07.1984 verso le ore 16.30, in compagnia di mia moglie, a bordo dell’autovettura Fiat 127 targata FI 903597, da me condotta, ci siamo recati a visitare i mostri parenti, abitanti nella zona predetta. Con gli stessi ci siamo intrattenuti sino alla ore 21.35 circa, ora in cui siamo saliti a bordo dell’autovettura per fare rientro a casa. Abbiamo percorso una strada a fondo naturale che da detta località immette sulla SS 551. Preciso che dall’abitazione anzidetta alla statale intercorre circa 2 chilometri. Percorsi circa 50 metri, io e mia moglie, attraverso i finestrini dell’autovettura entrambi abbassati, abbiamo udito distintamente 3 colpi d’arma da fuoco in rapida successione ed a breve intervallo altri 2 colpi con la medesima successione. Io nel continuare la mia marcia ha commentato il fatto con mia moglie e mi sono sembrati dei colpi piuttosto secchi come se si trattasse di una carabina, escludendo l’ipotesi che potesse trattarsi di cacciatore. In ultimi analisi ha pensato che fossero dei giovani con arma giocattolo. Io e mia moglie abbiamo chiaramente percepito la provenienza degli spari in quanto la nostra posizione era dominante rispetto alla vallata ed il luogo da dove provenivano era la zona della “Boschetta”. Preciso che rispetto alla mia direzione di marcia la detta località “Boschetta” rimaneva alla mia destra. Io proseguivo la marcia lungo la strada comunale immettendomi successivamente sulla SS 551 ove notai alcune macchine in transito nei due sensi, senza notare alcunché di anormale e raggiunsi la amia abitazione alle ore 21.50 circa.
ADR; sono convinto di essere partito alle ore 21.35 poiché prima di venir via i miei parenti avevano insistito affinché mi trattenessi a cena da loro osservando che altrimenti avreti cenato tardi. Io resistetti all’invito e, prima di uscire, guardai l’orologio esistente nell’abitazione in quale segnava le 21.30. To uscii dall’abitazione, raggiunsi l’autovettura, manovrai la stessa per prepararla in posizione di partenza ed attesi un tantino mia moglie che aveva un po’ indugiato nel salutare i parenti.
ADR: non ho visto alcunchè nella zona dalla quale provenivano gli spari. Intendo aggiungere che in questi giorni, dopo aver letto quanto è stato pubblicato sulla stampa in ordine ad una possibile macchina rossa ho avuto il ritorno di memoria di un’immagine risalente a circa 2-3 mesi da quando, stando nel mio orto che è sito al margine della strada che da Dicomano immette sulla strada “Sagginale”, vidi transitare una Alfa Romeo Sport, credo che si chiamassero GT, un modello anno 1962 – 1963. La notai poiché era di colore rosso non vivo, ma stranamente aveva il cofano anteriore scuro, penso nero o comunque molto vicino al nero….
2 Parigi Giuliano, nato a Vicchio il 17.12.1927 ivi residente corso del Popolo 38,
3 Canovelli Alberto, nato a Firenze il 11.01.1938 residente a Dicomano piazza Trieste 32

Piero Cantini 4, sentito a si in data 10.08.1984, ha riferito:
Il giorno 29.07.1984 verso le ore 12.30 mi sono recato in località Gello del comune di Vicchio, dove mia moglie gestiva sino al 31.7. u.s. il bar del quagliodromo. Verso le ore 21.15 circa avevo terminato di cenare e mi ero trattenuto a tavola con i miei familiari ed amici ancora un poco, non ricordo di preciso per quanto tempo ma forse mezz’ora. Mi allontanavo per orinare e sentivo, proveniente dalla valle del fiume Sieve, degli spari che mi sembrarono di pistola. Ricordo di aver sentito prima 3 o 4 colpi con rapida successione e successivamente altri due colpi con rapida successione intervallati da un brevissimo lasso di tempo.
ADR: mi sono presentato solo adeso per riferire questo particolare in quanto non credevo fosse importante. Mi sono presentato perché convinto dai miei familiari.
ADR: non sono sicuro sugli orari che ho dichiarato poiché non ho guardato l’orologio. Tuttavia ritengo che non dovevano essere più tardi della 21.40. Questo dico in quanto avevao terminato di cenare verso le ore 21.15 e mi ero trattenuto a parlare con i miei meno di mezz’ora… (…)
Guglielmo Seneci 5, sentito a s.i. in data 06.04.1989, ha riferito:
Mi presento spontaneamente per riferire un fatto che ritengo importante per le indagini sul cosidetto <Mostro>. Ieri e l’altro ieri ho letto sul quotidiano “La Nazione”, cronaca di Firenze, che la sera del duplice omicidio di Calenzano, un testimone aveva visto transitare una macchina rossa, una Alfa Romeo Sprint; mi sono ricordato così che anch’io la sera del duplice omicidio di Vicchio, nel 1984, verso le 23.15, mentre alla guida della mia autovettura Alfa Sud, mi immettevo sulla via Sagginalese proveniente dalla bottega bar del sig. Bellucci in Sagginale, per intendersi dalla via dove si trova il distributore della frazione
4 Cantini Piero, nato a Vicchio (FI) 26.09.1933 ivi residente via Piave 23
5 Seneci Guglielmo, nato a Lumezzane (BS) il 09.04.1922 residente a Borgo S. Lorenzo (FI) via degli Argini 18
Sagginale, vedevo transitare a forte velocità una macchina rossa coupe, sicuramente una Alfa Romeo Sprint in quanto notavo lo stemma Alfa Romeo sulla mascherina anteriore (mascherina di dimensioni più piccole del normale), con direzione Ponte a Vicchio – Borgo S. Lorenzo. Tale veicolo mi costringeva a fermarmi repentinamente sulla mezzeria della provinciale per evitare l’incidente. Prima di immettermi sulla citata strada, mi ero fermato alla STOP e mi ero assicurato che non provenissero automezzi da entrambe le direzioni, tuttavia, dopo aver iniziato la manovra sono stao costretto a frenare in quanto l’Alfa Romeo di cui ho detto è sbucata improvvisamente e a forte velocità.
Non so descrivere bene il tipo di macchina in quanto è rimasta sotto la mia vista pèoco tempo; mi è sembrata una macchina sportiva, di quelle basse, sicuramente rossa e ritengo proprio un’Alfa Romeo. A bordo ho notato solo una persona piuttosto robusta e abbastanza alta in quanto la testa raggiungeva quasi il tetto dell’auto. Mi è sembrato uno sui 50 anni. Non ho preso la targa, Non sono in grado di indicare il preciso tipo di autovettura.
ADR: mi sono presentato solo ora in quanto l’episodio che mi è accaduto non lo ritenevo importante orima di aver letto sul gironale che dei testimini avevano notato in occasione di due duplici omidici la macchina che anch’io avevo vista nel 1984.
Si richiama 6 che nel 1984 Giampiero Vigilanti possedeva un’autovetura Lancia Flavia 1800, targata FI321618, ora immatricolata d’epoca e di colore grigio metallizzato, ma originariamente con tinta di fabbrica di colore rosso con il cofano di colore nero; tale automezzo, che è stato rintracciato presso la Carrozzeria Premoli srl ubicata in Via Varese nr. 15 nella frazione Cantello di Viggiù (VA), risulta immatricolato in data 17.05.1966 dal primo proprietario SECHI Cafiero, nato a San Gimignano (SI) il 27.05.1918 residente a Certaldo (FI) via Garibaldi nr. 3; questi in data 13.03.1971 ha venduto tale autovettura a VIGILANTI Giampiero residente, all’epoca, a Prato via Anile 18; in data 19.12.1985 al PRA è stata apportata la modifica di residenza di VIGILANTI dal civico 18 al civico 10 sempre di via Anile a Prato; in data 16.07.1986 VIGILANTI ha venduto l’auto a MUGLIA Antonino, nato a San Marco D’Alunzio (ME) il 26.09.1942 residente a Sesto Fiorentino (FI) via Menotti 24, il quale, infine, in data 16.11.2008 l’ha venduta all’attuale intestatario ROSSI Eugenio nato a Como il 26.04.1950, ivi residente in via Rutschi nr. 5, farmacista.
6 Cfr. nota nr. 73/1-2 datata 3 aprile 2014 di questa Sezione


Nel corso della perquisizione effettuata in data 12.06.2014, nell’abitazione di VIGILANTI in via Anile 10, sono state sequestrate due foto appese al muro del salotto; una di queste foto ritrae VIGILANTI Giampiero seduto alla guida della sua Lancia Flavia Coupé 1800 targata FI 321618, di colore rosso, con il cofano anteriore e posteriore di colore nero.
Dalla prima foto si rileva che VIGILANTI, causa la sua altezza, tocca con la testa il tettuccio. Nella seconda foto, VIGILANTI Giampiero e in piedi davanti alla sua Lancia.

Per caratteristiche di modello e conformazione, la mascherina anteriore con lo stemma di fabbrica della Lancia Flavia Coupé può essere scambiata per quella di un’Alfa Romeo.

In sintesi i testi CANOVELLI e SENECI forniscono indicazioni circa la presenza nell’area nel duplice omicidio RONTINI / STEFANACCI di un’auto sportiva di colore rosso molto simile a quella all’apoca posseduta da Giampiero VIGILANTI, nelle seguenti due distinte circostanze:
- CANOVELLI riferisce che tale auto, vista due o tre mesi prima dell’evento delittuoso, aveva il cofano di colore nero;
- SENECI pone la presenza di un’auto sportiva di colore rosso (vista di notte per pochi attimi) che viaggiava a forte velocità, domenica 29 luglio 1984, alle ore 23.15, quindi ad un orario immediatamente successivo a quello segnalato dallo stesso CANOVELLI e da CANTINI (ore 21.45 circa) come momento di esplosione dei colpi di pistola.
Il Comandante (Col. Domenico Strada)
