Il 13 Luglio 2015, alle ore 11.00, rilascia testimonianza Roberto Fiasconaro in merito alle lettere inviate a Winnie Kristensen il 25 giugno 2015 e il 9 luglio 2015.
La testimonianza è eseguita su delega dell’11 luglio 2015.
Alle 15.45 i C.C. si recheranno presso la sua abitazione.
La sit sarà comunicata con la nota Nr. 73/1-23-2013 del 14 Luglio 2015.
Questa la testimonianza: 13 Luglio 2015 Verbale testimonianza Roberto Fiasconaro ore 11.00
Questa la trascrizione:
Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri Sezione Anticrimine di Firenze
OGGETTO: Verbale di sommarie informazioni rese da:
FIASCONARO Roberto, nato a Quarto d’Altino (VE) il 05.07.197, residente a San Stino di Livenza (VE) Via Gagliardi Nr. 13, recapito telefonico XXXXXXXXXXX.
Identificato a mezzo: CI Nr. XXXXXXX rilasciata dal Comune di San Stino di Livenza il 11.03.2015.
…..sentito in merito alla delega d’indagine datata 11.07.2015 emessa dal PM Dr. Paolo Canessa nell’ambito del Procedimento Penale Nr. 7372/2014 R.G.N.R. Mod. 44 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze.
L’anno 2015, addì 13 del mese di Luglio, in San Stino di Livenza (VE), presso gli Uffici della Stazione CC, alle ore 11.00.
Avanti ai sottoscritti Ufficiali di P.G. – LGT LANFRANCHI Luca e MAR CA CAPPELLETTI PAOLO, entrambi effettivi al ROS con impiego alla Sezione Anticrimine Carabinieri di Firenze, è presente il sig. FIASCONARO Roberto, che sentito in merito a due diverse missive (rispettivamente datate 22.06.2015 e 03.07.2015) indirizzate a Winnie KRISTENSEN RONTINI – madre della defunta Pia Rontini (ragazza uccisa assieme al suo fidanzato Claudio Stefanacci in data 29/07/1984 dal cd. “mostro di Firenze”) entrambe prive di firme autografe ma aventi come unico mittente i suoi dati anagrafici, a specifiche domande riferisce quanto segue:
Domanda: Conferma di essere l’autore delle due missive di cui abbiamo fatto cenno nella premessa?
Risposta: Confermo di essere l’autore delle due missive da me inviate con date 22.06.2015 e 03.07.2015 a Winnie KRISTENSEN RONTINI, madre della defunta Pia RONTINI; dopo la loro lettura (i manoscritti mi sono stati mostrati in fotocopia), ne confermo anche il contenuto. Per maggior praticità, stante la mia non brillante calligrafia, Vi riporto testualmente il loro contenuto:
“Santo Stimo di Livenza (VE)22/6/2015, Gent.ma Sig.ra Winnie Christensen Rontini. Sono Roberto Fiasconaro, giornalista scrittore, teste dell’indagine Mostro bis. Aprii la pista della setta segreta con mandanti e killer. Giorni fa l’avvocato Fioravanti ha messo su un piatto d’argento la verità sul Mostro di Firenze tratto dal 62° memoriale di Pacciani. Setta segreta, mandanti e 2 mostri 4 duplici delitti a testa come sostenevo io che suo marito Renzo Rontini avesse scoperto che c’era una setta con personaggi mai conosciuti. Perché il rotocalco italiano ha rifiutato la verità di Fioravanti? Pot 1) perché il Mostro si accani con i Rontini? Anche secondo suo marito erano due? Il primo un macellaio il secondo dalla tecnica raffinata da bisturi perfetto!!!Infine perché Pacciani al funerale di Pia e Claudio dice <<hanno avuto quello che si meritavano>>? Grazie di avermi letto. Cordialmente. Roberto Fiasconaro 340+7816420. Via Gagliardi 13 (30029) Santo Stimo di Livenza (VE)”.
“Santo Stimo di Livenza 3/7/2015 — Gent.ma Sig.ra Winnie Rontini faccio seguito alla lettera, volevo precisarle che non è che debba scrivere un libro, fare uno scoop il fatto è che c’è stata una lunga trattativa con l’avvocato Fioravanti difensore di Pacciani il quale si pente di aver difeso Pacciani, non perché fosse il mostro di F. ma perché sapeva. Fioravanti parla di setta segreta. Mandanti e killer 2 mostri. Il primo che commise i 4 duplici delitti si accani con Rontini. Perché???Come mai??Suo marito Renzo trovò una spiegazione? Cordialità Roberto Fiasconaro giornalista teste chiave indagine mostro bis (340+7816420)”.
Domanda: Può spiegarci il motivo per il quale solo adesso, a distanza di così tanto tempo, ha avvertito il bisogno di scrivere queste “due lettere” alla madre della povera Pia Rontini?
Risposta: Io ho già incontrato di persona la Sig.ra Winnie KRISTENSEN RONTINI verso la fine dell’ottobre 2007. Io, all’epoca, come negli anni precedenti, nella mia qualità di giornalista d’inchiesta (freelance – allora collaboravo infatti con il settimanale “Oggi” e “Gente”), nel corso di una mia personale attività di informazione, incontrai la madre di Pia RONTINI per farle alcune domande specifiche. Ricordo che all’incontro era presente una giovane giornalista di Firenze (della “La Nazione”) di cui al momento non ricordo il nome, e notai comunque che la sig.ra RONTINI era abbastanza diffidente nel rilasciare dichiarazioni tanto che il colloquio si limitò ad alcune brevi considerazioni.
Alcuni mesi orsono ho però letto sul rotocalco “STOP” di una intervista rilasciata da una parente della Winnie KRISTENSEN RONTINI (credo la nipote da parte RONTINI) e nel corso di tale articolo l’intervistata si era posta un interrogativo circa le malvagità che nel tempo avevano colpito la loro famiglia; mi riferisco all’uccisione della povera Pia, alla profanazione della sua tomba, alle continue telefonate anonime giunte presso l’abitazione della sig.ra Rontini e, non per ultimo, all’uccisione (avvenuta prima dei fatti del 29.07.1984) di Julios RONTINI (pittore) ucciso apparentemente senza motivo anni prima in un vigneto a Vicchio.
La lettura di tal articolo mi ha indotto così a ricontattare la Sig.ra Winnie KRISTENSEN RONTINI con la speranza che, dopo tanto tempo, Lei fosse più disposta a rilasciare alcune dichiarazioni ed in particolare svelare eventuali “confidenze” rilasciatele dal marito circa una pseudo attività d’indagine da lui affidate nel corso degli anni a “detective privati”.
Pur avendole lasciato i miei recapiti telefonici, non sono stato finora contatto dalla Sig.ra Winnie KRISTENSEN RONTINI.
Domanda: In merito al suo primo manoscritto cosa ha da riferire sulle seguenti affermazioni:
- “…..giorni fa l’Avvocato Fioravanti ha messo su un piatto d’argento la verità sul mostro di Firenze, il 62° memoriale Pacciani”;-
- “…a me risulta che suo marito Renzo Rontini avesse scoperto che c’era una setta con personaggi mai conosciuti”;
- “perché il rotocalco italiano ha rifiutato la verità di Fioravanti”,
- “perché il mostro si accanì con i Rontini”.
- ་ “anche secondo suo marito erano due? Il primo un macellaio il secondo dalla tecnica raffinata da bisturi perfetto!!!”.
- “infine perché Pacciani al funerale di Pia e Claudio disse <<hanno avuto quello che si meritavano>>?”.
Risposta: Cercherò di fornire, per ogni singolo vs quesito, una ragionevole spiegazione: premetto che nel corso dell’ultimo anno ho avuto più contatti telefonici con l’Avv. Pietro Fioravanti di Firenze (ho il suo cellulare privato in una agendina/rubrica che custodisco a casa)*; quest’ultimo sò avere una buona considerazione della mia persona. Dal Fioravanti sono stato anche contattato (circa uno o due mesi orsono) per scrivere un libro a “quattro mani” visto che a dire del legale la mia “teoria” sulla non colpevolezza del Pacciani e sulla esistenza di una setta segreta (squadra – così come chiamata dal Fioravanti) era valida. Io ho rifiutato l’invito propostomi ma ho comunque continuato a fare da “tramite” tra il Fioravanti e la redazione di “OGGI” visto che il
*337681838 055 5502421 Studio Fioravanti
Fioravanti più volte mi aveva esternato la volontà di “raccontare” la verità sulle cd “gesta del mostro di Firenze” rendendo pubblico un “manoscritto” del Pacciani (appunto il 62° memoriale Pacciani”) all’interno del quale si sarebbero svelati (anche attraverso uno schema ben delineato) i nominativi dei mandanti e degli esecutori materiali degli omicidi poi attribuiti al “mostro di Firenze”. Io ho fatto presente al Fioravanti che un memoriale del genere era già nella mani del compianto giornalista Gennaro De Stefano (tra l’altro amico del Fioravanti), già collaboratore del rotocalco “Oggi” e poi passato ad inviato di “Gente”. Il Fioravanti mi riferì che quella era una copia “non originale” visto che quelle autentico era custodito presso il suo studio di Firenze all’interno della cassaforte.
L’intenzione del Fioravanti era comunque quella di “vendere” tale manoscritto che sul mercato giornalistico aveva sicuramente un “valore” economico.
Tale “compravendita” non mi risulta essere andata a buon fine atteso che tra le persone indicate nel manoscritto (a dire del Fioravanti) ve ne potevano essere alcune mai “oggetto” di investigazioni. Credo che la redazione di “Oggi” (RCS Editore) non abbia più voluto proseguire nella eventuale contrattazione nonostante io fossi convinto dell’importanza della chance offertaci dal Fioravanti e della conseguente bontà del “prodotto” per effettuare un importante scoop giornalistico. Fu lo stesso inviato Giangavino SULAS (di Oggi) a dirmi che della “proposta” Fioravanti (che tra l’altro ci aveva inviato a Firenze) non ne avremmo più fatto nulla secondo le direttive insindacabili impartite dal Direttore di testata. Ovviamente non ho ritenuto opportuno esprimere un mio giudizio attesa l’insindacabilità della decisione presa.
Per quanto concerne l’ipotesi che il Renzo Rontini potesse essere venuto a conoscenza dell’esistenza di eventuali “sette” dietro l’omicidio della figlia Pia l’ho acquisito dalla lettura di alcuni quotidiani.
Anche le notizie circa le professioni lavorative svolte dai maniaci seriali (un macellaio e una persona raffinata nell’uso del bisturi, come riferito nei due manoscritti inviati alla sig.ra RONTINI) ricordo di averle acquisite dalla lettura di articoli giornalistici.
La frase profferita dal Pacciani il giorno dei funerali della coppia Rontini/Stefanacci (….”hanno avuto quello che si meritavano”) ricordo che me la rivelò nel 2001 tale SEVERINI residente nella provincia di Firenze, credo nel Mugello, fratello del presunto amante della ex fidanzata del Pacciani (Miranda Bugli), ucciso dal Pacciani nel 1951, che l’aveva udita personalmente dire dal Pacciani Pietro fuori da un bar di Vicchio.
Domanda: In merito al suo secondo manoscritto cosa ha da riferire sulle seguenti affermazioni:
“il fatto è che c’è stata una lunga trattativa con l’Avvocato Fioravanti difensore di Pacciani il quale si pente di aver difeso Pacciani, non perché fosse il mostro di F. ma perché sapeva.“
Risposta: Posso tranquillamente affermare che i contatti con il Fioravanti, dopo che il rotocalco “Oggi” aveva rifiutato l’offerta, si sono interrotti anche perché dal 27 giugno 2015 il Fioravanti so essere in ferie per almeno due mesi.
Domanda: Può indicarci l’attuale attività di lavoro da Lei esercitata .
Risposta: Ho delle sporadiche collaborazioni con “Oggi” e rotocalchi esteri (area tedesco-spagnola). Purtroppo dopo la mia malattia (13.11.2013) ho dovuto rallentare la mia attività professionale tanto che, come detto, solo sporadicamente svolgo la mia professione.
Domanda: Lei è intestatario di utenze social network, indirizzi mail o altre utenze cellulari? Ha mai commentato o partecipato a blog su argomenti legati alle cd. “gesta del mostro di Firenze (ci riferiamo ad esempio anche ad una sua partecipazione alla trasmissione di RAI I “Porta a Porta” del 2012).
Risposta: Ho un profilo su Facebook con il mio nome e cognome ed ho anche un indirizzo mail robynexus@yahoo.it
Diversi anni orsono ho scritto, sempre per i fatti del mostro di Firenze, per “THRILLER MAGAZINE” (2003/2004) e poco dopo ho pubblicato un sunto delle mie ipotesi sugli eventuali autori della gesta del cd “mostro di Firenze” sul mensile di cronaca nera “NOIR” (anno 2005) che è stato poi chiuso negli anni a venire.
II 26.09.2001 ho partecipato alla trasmissione di Vespa – Porta a Porta- (venti giorni dopo essere stato convocato dal Capo della Squadra Mobile di Firenze Dr. Giuttari di cui parleremo di seguito). Il mio breve intervento (ero infatti tra il pubblico) si limitò a riferire della presenza in tutta questa vicenda di un soggetto di origine tedesca “infiltrato” nella presunta “setta” riconducibile, come da me sempre supposto, all’intera vicenda del mostro di Firenze.
Domanda: Lei nel corso di tale trasmissioni fece delle affermazioni circa un ipotetico collegamento tra una non meglio indicata Villa nei dintorni del capoluogo toscano ed il mostro di Firenze; parlò appunto di questo cittadino tedesco che in quegli anni si sarebbe poi rivolto anche agli inquirenti per riferire notizie circa i “loschi” incontri avvenuti in quella villa. Cosa ha da riferire in merito.
Risposta: Il mio intervento durò solo pochi minuti (alla trasmissione erano presenti quali “invitati” il Dr. Bruno criminologo – ed il Dr. Giuttari) nel quale raccontai della presenza in quegli anni (1980-1985) di un tedesco “infiltrato” all’interno di una “setta” operante in Toscana che all’epoca (siamo proprio in piana escalation dei delitti del mostro – ndu) si era rivolto anche ad una giornalista tedesca dello “Der Spiegel” (appena arrivata come corrispondente a Roma) con la speranza di interrompere – attraverso la sua testimonianza – la catena dei delitti. Io non ho mai conosciuto o incontrato questo soggetto, solo informalmente venni a sapere dalla collega tedesca che il suo cognome potesse essere, forse, MAYER..
La stessa giornalista (di cui ricordo solo il nome — HEIDI) so comunque essere stata “sentita” dal Dr. GIUTTARI che peraltro credo abbia poi incontrato anche il Mayer a Monaco.
Credo che tra le “indiscrezioni” della donna e quelle del presunto “infiltrato” vi potessero essere anche i nominativi di personaggi illustri non solo fiorentini.
Domanda: In passato ha mai fornito dichiarazioni all’A.G., agli organi investigativi che all’epoca hanno condotto le indagini.
Risposta: Non sono mai stato “ascoltato” dall’Autorità Giudiziaria. Solo il 06.06.2001 sono stato “sentito” come persona informata sui fatti dall’allora capo della Squadra Mobile di Firenze – Dr. Michele Giuttari. Oggetto della verbalizzazione era dare riscontro ad una intercettazione telefonica avvenuta alla mia presenza tra un giornalista — SULAS Gian Gavino – e la figlia della proprietaria della Villa Poggio ai Grilli (zona San Casciano), tale C.A..
Non credo poi che a tale riscontro abbia fatto corso una diversa attività investigativa.
Domanda: Ha conosciuto altri suoi colleghi giornalisti di Firenze, tra cui tale Giovanni Spinoso, che nel tempo si sono occupati di tali episodi.
Risposta: Ho conosciuto altri miei colleghi di Firenze (cito ad esempio Franca Selvatici che tuttora sento – di Repubblica, Gianluca Monasta anch’esso di Repubblica – che ho incontrato il giorno della mia deposizione del 06.09.2001) ma non ho mai conosciuto Giovanni Spinoso che so comunque essere un giornalista di RAI3 che so anche aver sposato la sorella della Pia Rontini.
Domanda: Lei è tuttora convalescente a seguito di un infarto. Ha in suo possesso documentazione sanitaria che attesti tale suo state fisico?
Risposta: Ho subito un intervento di angioplastica il giorno 13.11.2013 allorquando ho avuto un malore improvviso che comunque ha poi condizionato la mia vita anche professionale. A corredo vi allego la sottostante certificazione medica.
Immagine certificato
Perché consti è stato redatto il presente verbale che previa rilettura viene sottoscritto.
F.L.C.S. in data e luogo di cui sopra.
