Il 11 maggio 2015 rilascia testimonianza Luciano Romanelli, dipendente della LA ROCCA srl, collega e amico di Rolf Reincke al Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri Sezione Anticrimine di Firenze su delega del 4 marzo 2015.

Questa la testimonianza: 11 maggio 2015 Testimonianza di Luciano Romanelli

Questa la trascrizione:

Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri Sezione Anticrimine di Firenze 

OGGETTO: Verbale di sommarie informazioni rese da: ROMANELLI Luciano, nato a Reggello (FI) il 20.08.1946, residente a Prato in Via Cilianuzzo Nr. 71/d, recapito telefonico XXXXXX.

Identificato a mezzo: P.A. Nr. XXXXXXK rilasciata da MTCT di Prato il 06.12.2014.

…sentito nell’ambito del Procedimento Penale Nr. 7372/2014 R.G.N.R. Mod. 44 – delega d’indagine datata 04.03.2015 a firma del P.M. Dr. Paolo Canessa – della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze.

L’anno 2015, addì 11 del mese di Maggio, in Prato, presso gli Uffici del Comando Provinciale CC, la Sezione Anticrimine CC, alle ore 09.30.

Avanti ai sottoscritti Ufficiali ed Agenti di P.G. LGT LANFRANCHI Luca, MASUPS INGUAGGIATO Rodolfo, MAR CA CAPPELLETTI PAOLO e APS SALZERI Flavio tutti effettivi al ROS con impiego alla Sezione Anticrimine Carabinieri di Firenze, è presente il sig. ROMANELLI Luciano, che sentito nel contesto dell’attività delegata svolta nell’ambito del Procedimento Penale Nr. 7372/2014 RGNR Mod. 44 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze ed in particolar modo relativamente alla presunta amicizia con REINECKE Rolf ad esplicite domande riferisce quanto segue:

Domanda: Può indicare quale è stata la sua occupazione all’interno dell’azienda capofila “BARTOLINI Sestilio”. 

Risposta: Non sono mai stato assunto dal Gruppo Bartolini. Ho lavorato dal 1968 fino al 1983 presso il carbonizzo. “LA ROCCA srl” – con sede alla Briglia di Vaiano successivamente rinominato tintoria “RELAN srl”, quest’ultima con sede in Prato Via Traversa Pistoiese.

Il carbonizzo cessò la sua attività al momento della separazione del REINECKE dalla moglie Lucia Cornelia.

Domanda: Conosceva tale REINECKE Rolf e, se lo conosceva, può fornire dettagli circa le allora vostre frequentazioni. 

Risposta: Ho conosciuto molto bene il REINECKE Rolf (per l’amicizia che poi nel tempo si è instaurata) allorquando sono stato assunto come impiegato al carbonizzo. Lui era il marito di una delle figlie di BARTOLINI Sestilio, sig.ra Lucia; l’uomo, di origine tedesca, era il titolare del carbonizzo nonché figlio di un rappresentante del mercato tedesco della Bartolini. A stretto giro di collaborazione lavoravano con noi, anche tali GARDUCCI Armando, PACINI Aladino, BINDI Roberto e PERRI Giuseppe, tutti – tranne credo il PERRI – negli anni poi deceduti.

Conoscevo, come nostro comune amico, GORI Osmeno (anch’egli deceduto), capo filatura della “CORNIOLANE” in quanto spesso con questi andavamo a pranzo con il REINECKE nei giorni di lavoro.

Domanda: Ha mai avuto modo di parlare con il Rolf od anche con altri suoi conoscenti del ritrovamento da parte dell’uomo di due cadaveri di nazionalità tedesca uccisi nel 1983 e da questi rinvenuti a poche decine di metri dalla sua abitazione del Galluzzo, Via di Giogoli nel complesso residenziale denominato Villa “La Sfacciata”?

Risposta: Ho avuto notizia di questo ritrovamento proprio direttamente dal REINECKE, Ricordo comunque che lui non ne parlò con tanta enfasi tanto che dedussi che nel ritrovamento dei due cadaveri la posizione del Rolf fosse del tutto marginale ed occasionale. 

Domanda: Ha mai saputo se a seguito di tale tragico rinvenimento il Rolf abbia avuto “problemi” con le Autorità inquirenti?

Risposta: Ho saputo, però adesso francamente non ricordo come, di alcuni problemi avuti dal Reinecke a seguito del ritrovamento di alcune armi – anche se credo si parlasse di armi bianche quali spade o coltelli – rinvenute presso la sua abitazione. Non so però indicare se poi vi siano stati particolari epiloghi nella vicenda.

Domanda: Ricorda di aver mai visitato l’abitazione del Rolf e, qualora lo avesse fatto, se presso quei locali fossero presenti, perché esposte. delle armi, anche da fuoco, o da altri saputo dell’esistenza delle stesse?

Risposta: Io ho visitato solo l’abitazione coniugale che il Reinecke occupava a Firenze prima della sua separazione dalla moglie Lucia Cornelia. Non sono mai andato a trovarlo presso la casa poi da questi occupata dopo la sua separazione e che Voi dite essere stata a Giogoli (FI).

Presso l’abitazione di Via Susini a Firenze so che il Rolf aveva una stanza tutta sua dove, a suo dire, non accedeva nessuno dei suoi familiari; in tale stanza, dove io ho avuto accesso, erano esposte delle spade e qualche altra arma medioevale nonché una libreria: so che il Rolf era un particolare lettore.

Non ricordo di librerie particolari presso gli uffici occupati dal Rolf alla Briglia.

Voglio comunque precisare che la mia frequentazione con l’uomo si è interrotta nel 1983 quando la ditta, come detto anche per la separazione dei coniugi Reinecke/Bartolini, è stata chiusa. Credo che la scelta di tornare in Germania da parte del Rolf nel 1985 fosse stata determinata dal fatto di tornare con la nuova compagna al suo paese di origine. Solo negli anni successivi (comunque stiamo parlando di due massimo tre volte) mi sono rivisto con il Reinecke in compagnia del BINDI Roberto (deceduto) solo per questioni nostalgiche e puramente affettive. 

Domanda: Proprio in riferimento alla possibile detenzione di armi da fuoco da parte del Rolf rispondono al vero le “voci” che indicavano l’uomo solito sparare a delle bottiglie o altri occasionali bersagli all’interno del podere attiguo l’azienda durante le ore di lavoro?

Risposta: Talvolta, anche per fare degli scherzi, so che il Reinecke fosse solito esplodere dei botti (credo petardi) che solitamente nascondeva nei locali dell’azienda.

Per quanto attiene quelle “voci” che indicavano l’uomo solito sparare a delle bottiglie o altri occasionali bersagli all’interno del podere attiguo l’azienda durante le ore di lavoro, non sono in grado di riferire alcunché anche se non posso certo negare che in azienda o intorno alla stessa (il podere attiguo alla fabbrica) ogni tanto durante il pomeriggio si udissero dei colpi.

So che ad esempio, anche se non direttamente, per tali episodi il cognato del Rolf, Luciano Ciatti, lo abbia più volte redarguito anche in maniera energica.

Domanda: Può indicare dove si trovasse il suo ufficio rispetto a quello di un’altra dipendente, sig.ra Fiorella Ricciarelli? Proprio in riferimento ad uno di questi episodi Noi sappiamo che una volta un proiettile esploso dal Reinecké andò a conficcarsi sulla scrivania della donna provocandone la rottura del piano in vetro; Lei ha notizia di questo episodio?

Risposta: Il mio ufficio era attiguo a quello della RICCIARELLI dove erano impiegate altre due dipendenti una delle quali, se non ricordo male, fosse una delle figlie del Rolf, sig.na Caterina Reinecke. All’interno degli uffici dell’azienda vi erano scrivanie del tipo con piano in vetro; non ricordo se la scrivania della Ricciarelli avesse tale tipo di arredamento. 

Non ricordo l’episodio che Voi mi avete descritto; ribadisco di non aver mai visto armi da fuoco all’interno della “BARTOLINI Sestilio” 

Domanda: Può indicare le modalità attraverso le quali è venuta a conoscenza della morte del Rolf e dell’esistenza di una nuova compagna di vita, di origine svizzera, a nome WALTHER Francoise Yolande?

Risposta: Venni a conoscenza del decesso del Rolf credo dallo scomparso BINDI Roberto. Non ho mai conosciuto direttamente l’allora nuova compagna del Rolf. Una volta credo, durante un pranzo conviviale con il Rolf (non ricordo il periodo esatto ma sicuramente prima della separazione dell’uomo dalla moglie Lucia), lui ci indicò che nel locale seduta in un altro tavolo con i propri genitori era presente una ragazza, tale Francesca, che lui riferì essere una sua “amica”. Ricordo comunque che questa donna, più giovane di lui, lavorava nell’azienda “San Giorgio” di Prato che adesso non so se ancora attiva. So che questa Francesca è poi divenuta nel tempo la compagna del Rolf e che con questi abbia avuto anche dei figli. 

Pur essendo legati da una particolare amicizia, il Rolf non era solito confidarsi sulla sua vita privata. Era un tipo scherzoso ma incline nel “raccontarsi”. 

Credo comunque che la separazione dalla sig.ra Lucia Cornelia BARTOLINI fosse dovuta al fatto che il marito Rolf venne a sapere o scoprì di persona di una relazione che la donna intratteneva in quegli anni con un sacerdote anglicano di origine americana abitante di fronte l’abitazione dei coniugi REINECKE/BARTOLINI in via Susini a Firenze (zona P.le Michelangelo).

Domanda: Può indicare l’abbigliamento con il quale all’epoca era solito vestirsi suo zio? Ricorda di alcuni particolari quali monili o occhiali da sole, sigari e quant’altro?. 

Risposta: L’abbigliamento del REINECKE era un abbigliamento credo del tutto normale; ricordo anche di un giubbotto in pelle. Ricordo bene comunque di alcuni anelli “importanti” come grandezza che il REINECKE era solito indossare sull’anulare della mano credo destra: mi riferisco ad anello/i in argento con raffigurata, almeno in un caso, l’aquila tedesca.

Ricordo anche gli occhiali da sole che credo avessero le lenti verdi; il Rolf fumava il sigaro ed era solito bere birra.

Posso escludere, per quanto Voi asserite, che il Rolf fosse un cacciatore. Se vi riferite al viaggio in Corsica che io feci negli anni ’70 con l’uomo, posso affermare che lo stesso fu fatto solo in compagnia del Rolf e per andare a trovare dei miei parenti italiani residente in Corsica. Durante il nostro soggiorno andammo sicuramente all’Isola Rossa (molto vicina a Call dove Voi dite ha sede il 2o Reggimento Straniero Paracadutisti della Legione Straniera).

In quel Paese non incontrammo altre persone di origine italiana se non i miei parenti (parenti da parte di mia moglie BACCETTI Graziella). 

L’Ufficio dà atto che al sig. ROMANELLI Luciano vengono mostrate le immagini in bianco e nero di seguito riportate – riproducenti una serie di particolari anelli al fine di verificare se tra questi possa ricordarne comunque qualcuno visto nella disponibilità del Rolf.

Segue immagine fotografica

Tra gli oggetti mostrati non escludo che il Rolf ne potesse essere in possesso anche in relazione al suo modo di vestire. Sicuramente quella che più si addice è quella riportata all’immagine nr. 08 (otto). 

Domanda: Ricorda, con riferimento ai suoi rapporti di lavoro nell’azienda del “Gruppo Bartolini” se in quell’epoca fossero impiegate maestranze di origine sarda o altri soggetti che, per loro “caratteristica”, suscitavano particolare interesse? Ci riferiamo ad un soggetto di origini pratesi che risulta essere stato un ex legionario? 

Risposta: Non ricordo francamente se all’interno del “Gruppo Bartolini” fossero presenti maestranze di origine sarda. Non ho neanche ricordo di un operaio che avesse svolto servizio presso la Legione Straniera.

A questo punto l’Ufficio dà atto che vengono mostrate al Sig. ROMANELLI Luciano delle immagini fotografiche in bianco e nero riproducenti le effigi di alcune persone ritenute vicine agli ambienti professionali od extraprofessionali del defunto REINECKE: 

Segue immagine fotografica

Dalla visione del gruppo di immagini il sig. ROMANELLI Luciano non riconosce nessuno fra i soggetti ivi riprodotti come possibile conoscente del defunto REINECKE Rolf

(L’Ufficio da comunque atto che il ROMANELLI nel corso della visione delle suesposte fotografie riconosce nella nr. 12 – indicandone il cognome- quella raffigurante il Giancarlo Lotti asserendo …..e chi non lo conosce quello”). 

Domanda: Può indicare, per ultimo, se tra le autovettura o altri beni mobili nel tempo in uso al REINECKE Rolf vi fossero autovetture di tipo sportivo (indicandone se del caso il modello ed il colore) ed eventuali natanti. 

Risposta: Oltre la Maserati Ghibli (usata) di colore grigio metallizzato, ricordo bene che all’epoca il Rolf aveva nella disponibilità una Fiat 124 spider di colore arancione con cappotta nera; ricordo anche un Fiat GT 2000 color bronzo.

Per quanto riguarda l’eventuale possesso del Rolf di una imbarcazione ricordo, poiché salitoci (ricordo di una gita alle Cinque Terre), di un semicabinato in vetroresina di circa 7mt con un unico motore Jhonson – più un motore ausiliario che l’uomo teneva ormeggiata a Marina di Carrara.

Perché consti è stato redatto il presente verbale che previa rilettura viene sottoscritto.- 

F.L.C.S. in data e luogo di cui sopra.

11 Maggio 2015 Testimonianza di Luciano Romanelli

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