Il 26 Giugno 2014 rilascia testimonianza Antonio Amore sentito da Paolo Canessa.

Questo il verbale:

Questa la trascrizione:

PROCURA DELLA REPUBBLICA 

PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE 

VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI 

art. 362 c.p.p. – 

Proc. pen. n.7372/2014 RGNR Mod. 44 

In Firenze – presso la Procura della Repubblica, il 26 Giugno 2014 alle ore 11,30 dinanzi al Pubblico Ministero dr. Paolo Canessa, con la presenza del Colonnello Domenico STRADA della Sezione Anticrimine Carabinieri di Firenze è comparso, previa citazione: 

AMORE Antonio, nato a Frassotelesino (Benevento) il 2 gennaio 1951, residente in Prato, Via A. Righi,69. 

A.D.R. Sono un ex Maresciallo dei Carabinieri. Sono in pensione dall’anno 2000. Negli anni tra il 1980 ed il 1990 sono stato effettivo al Nucleo Operativo della Compagni a Carabinieri di Prato. All’inizio, per un certo periodo sono stato anche al Nucleo Radiomobile sempre di Prato. Agli inizi degli anni 90 sono poi passato come effettivo alla Sezione di PG della Procura della Repubblica di Prato dove sono rimasto fino al pensionamento. 

Lei mi chiede se il nome Giampiero Vigilanti mi dice qualcosa ed io le dico subito di si e che ho fatto anche due perquisizioni presso la sua abitazione. La prima nel 1985 e la seconda nel 1994

In proposito le faccio presente che mentre ero al Nucleo Radiomobile d Prato intervenni, in quanto comandato di servizio, sul luogo dell’omicidio ai danni di una giovane coppia appartata in auto che avvenne nel 1981 in Località Travalle di Calenzano – Prato. Ricordo anche che qualche tempo dopo si ipotizzò che tale omicidio fosse legato a quelli addebitati al cd. Mostro di Firenze. 

Ricordo anche che successivamente fu divulgato un identikit del presunto autore di quei fatti e che pensai che la persona raffigurata nell’identikit aveva una qualche somiglianza con un personaggio abbastanza strano che mi era capitato più volte di fermare ed identificare in strada durante il servizio di Radiomobile. 

Ricordo in particolare che era un uomo alto che si faceva notare perché vestiva sempre di nero ed andava a giro sempre con una cane che identificai in VIGILANTI Giampiero. 

Ricordo anche che una volta ebbi modo di fermarlo ed aveva un’auto rossa coupé Lancia. I miei sospetti su di lui, come possibile autore quantomeno dell’omicidio del 1981 a Calenzano nacquero perché ricordai che alcuni dei testimoni di quel delitto avevano riferito che, nell’imminenza del fatto, era transitata un’auto coupé rossa e che, fu descritta un’Alfa Romeo che comunque aveva caratteristiche simili alla Lancia del Vigilanti. 

Ricordo ancora che tenni questa impressione per me ma quando avvenne l’omicidio del 1985 a San Casciano pensai di fare una perquisizione al Vigilanti ai sensi dell’art. 41 del TULPS. Avvertii comunque i colleghi del Nucleo Operativo di Firenze che non parteciparono alla perquisizione ma che intervennero subito dopo. 

Nel corso della perquisizione che fu sostanzialmente negativa rinvenni però una pistola cal. 22 di cui in questo momento non ricordo la marca che risultava comunque regolarmente denunciata e ricordo che il Vigilanti mi mostrò subito la denuncia. Nell’occasione non rinvenni munizioni. Ricordo che fu redatto un regolare verbale. Non ricordo la data esatta della perquisizione. Prendo atto che detto verbale è già agli atti dell’ufficio e porta la data del 16 settembre 1985

Mi sembra di ricordare che lo stesso Vigilanti lasciò l’arma per eventuali controlli. Ricordo che gli chiedemmo quali erano stati i suoi spostamenti in occasione dell’omicidio e che furono verbalizzate le sue risposte. 

Come ho detto al momento della verbalizzazione delle s.i.t. erano presenti anche alcuni colleghi del Nucleo Operativo di Firenze che erano appositamente intervenuti poiché incaricati delle indagini per il duplice omicidio d San Casciano. 

Non sono in grado di riferire in merito all’esito di eventuali accertamenti balistici comparativi sull’arma del Vigilanti. Non ricordo di avere personalmente redatto un atto di sequestro della cal. 22. Penso che se ne siano interessati direttamente i colleghi di Firenze. Non conosco gli esiti di eventuali accertamenti balistici su tale arma. 

Nel corso della perquisizione trovai molti ritagli di giornale conservati dal Vigilanti relativi alla sua pregressa appartenenza alla Legione Straniera ed anche ad alcuni omicidi. Non ricordo i dettagli ma sono sicuro di avere descritto dettagliatamente i ritagli rinvenuti nel relativo verbale. 

Ricordo anche che la perquisizione fu estesa alla abitazione della madre in Vicchio in quanto avevo in precedenza accertato tale circostanza. Anche a Vicchio trovai altri ritagli di giornale tra cui alcuni relativi ad omicidi avvenuti negli anni precedenti tra cui alcuni relativi all’omicidio del settembre 1974. 

Ricordo che gli contestai la circostanza ed il Vigilanti mi disse che era la moglie che li conservava e che spesso loro andavano a Vicchio. 

Aggiungo che nel corso della perquisizione avevo rinvenuto una foto che mi colpì che ritraeva il Viglianti vestito da Legionario che mostrava a braccia aperte le teste di due apparenti nemici uccisi. Oltre quella il Vigilanti conservava molto altro materiale fotografico che testimoniava la sua militanza nella Legione Straniera che non apparendo di interesse per le indagini non sequestrai. 

Ricordo anche che effettuai una seconda perquisizione nel 1994 a seguito di una denuncia fatta da un vicino di casa del Vigilanti che lamentava che davanti a casa aveva trovato delle cartucce di proiettili e che il Vigilanti in precedenza lo aveva minacciato di morte. 

All’epoca ero stato già trasferito alla Sezione di PG della Procura di Prato e ricordo che chiesi il decreto di perquisizione alla Procura di Prato. 

Nel corso di questa seconda perquisizione furono rinvenuti numerosi proiettili Winchester cal. 22 Long Rifle che non avevo rinvenuto nella perquisizione del 1985. 

A.D.R. Effettuali questa seconda perquisizione insieme a colleghi della Sezione P.G. della Procura di Prato. 

A.D.R Escludo di avere parlato con il colleghi del Nucleo Radiomobile di Prato Giachino Carlo e Giovanni Dell’Anno della perquisizione e tantomeno dell’esito. Se lo avessi fatto lo ricorderei. 

Prendo atto che mi viene richiesto se sono a conoscenza di una annotazione di servizio redatta dai due suddetti colleghi proprio sul conto del Vigilanti datata 17 novembre 1994 cioè proprio in concomitanza con la mia attività sul suo conto. Non ne so assolutamente niente. Per la verità, dopo che lei me ne ha illustrato il contenuto, la cosa mi meraviglia molto. 

A.D.R. Niente so dell’esistenza di una loro fonte confidenziale né tantomeno della disponibilità di quest’ultima ad essere sentita dalla A.G. di Firenze ed in particolare dal Dr. Canessa. Prendo che Lei mi dice di aver saputo della esistenza di tale annotazione solo a seguito della annotazione del ROS in 3 Aprile 2014.

Poiché lei mi dice che la fonte è stata recentemente identificata in LENZI Antonio imprenditore di Prato Le dico che tale nome non mi dice niente. 

Mi viene anche fatto il nome di Giuseppe Fabozzi. Ho conosciuto l’anno scorso tale persona che mi è stata presentata come collaboratore dell’Avv. Adriani che, nella sua veste di legale dei congiunti delle parti lese di uno degli omicidi addebitati al cd. Mostro di Firenze mi era venuto a trovare a Prato per chiedermi alcuni chiarimenti sulla mia pregressa attività a carico del Vigilanti. 

L.C.S. 

26 Giugno 2014 Testimonianza di Antonio Amore

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