Il 12 Settembre 2007 rilascia testimonianza Giuseppe Fabozzi.

Una precedente testimonianza è stata rilasciata il 12 settembre 2007.

Questo il verbale: 14 Giugno 2014 Testimonianza di Giuseppe Fabozzi

Questa la trascrizione:

PROCURA DELLA REPUBBLICA 

PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE 

VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI – art. 362 c.p.p. – 

Proc. pen. n. 7372/2014 RGNR Mod. 44 

In Firenze – negli Uffici della Procura della Repubblica di Firenze, il 14 Giugno 2014 alle ore 10,00 dinanzi al Pubblico Ministero dr. Paolo Canessa, con la presenza del Colonnello Domenico STRADA e Lgt. GAI Giampiero della Sezione Anticrimine Carabinieri di Firenze è comparso, previa citazione: 

FABOZZI Giuseppe nato a Prato il 14/02/81964, ivi residente in XXXXXXXXX, ricercatore, identificato a mezzo Carta d’Identità nr. XXXXXXX rilasciata in data XXXXXXXXX dal Comune di Prato. 

ADR: sono un ricercatore. Sono un libero professionista, lavoro a fattura con ritenuta d’acconto. Ho registrato numerosi brevetti su procedimenti Industriali legati ai polimeri. Attualmente ho un ufficio in Prato via XXXXXXXXXx. Non ho dipendenti. In passato insieme a dei colleghi ho avuto varie ditte per la stessa attività. Ho lavorato sia in India che in Cina in passato sempre per attività imprenditoriali mie. Lei mi chiede se ho collaborato con l’Avv. Adriani in merito al suo impegno di difensore di due parti civili del procedimento per i c.d. delitti del mostro di Firenze. Le rispondo sicuramente di si. Sono stato io che ho contattato l’Avv. ADRIANI con il quale ho poi collaborato proprio in questo suo incarico. Lei mi chiede come mai abbia fatto ciò dal momento che l’attività che le ho appena detto appare manifestamente relativa ad altri settori. L’ho fatto perché mi ero interessato come lettore delle questioni relative alle indagini del delitto del mostro di Firenze. Il primo contatto con l’Avv. ADRIANI l’ho avuto due anni fa, per la precisione nel gennaio-febbraio 2012. 

Lei mi chiede se per questa attività ho avuto rimborsi spese o qualcuno mi ha retribuito. Le rispondo che ho fatto tutto gratuitamente di mia spontanea volontà perché mi sono appassionato alla vicenda che a mio avviso è di interesse dell’intera collettività. 

Mi ricordo che alla prima telefonata che fece all’Av. ADRIANI Vieri offrendogli la mia collaborazione mi rispose non solo con freddezza ma mi disse una frase del tipo “non mi faccia perdere tempo con queste scemenze”. 

Gli mandai quindi una serie di e-mail in cui gli riassumevo sinteticamente delle possibili interpretazioni sulle indagini e sul mostro di cui avevo letto in internet, sui giornali ed in alcuni libri. 

Da quel momento ho collaborato assiduamente con l’Avv. ADRIANI sino al deposito delle memorie che le furono consegnate nell’ottobre e nel novembre 2013. 

Come ripeto ho approfondito molto la lettura di tutto quanto che è di pubblico dominio sul tema ed insieme all’Avv, ADRIANI siamo andati a sentire direttamente a Vicchio (FI) non mi ricordo esattamente quando ma era d’inverno nel 2013 e sentimmo il nipote del BONINI vittima del delitto del 1951 e la cugina del BONINI di nome Graziella la quale aveva partecipato ad un confronto al momento delle indagini per quel delitto riportate sui giornali dal quale emergeva che oltre al PACCIANI c’era un complice rimasto ignoto. 

Ho reperito questa circostanza sui giornali dell’epoca che ho allegato, almeno mi sembra, al memoriale di ottobre. Si tratta di giornali dell’epoca trovati in biblioteca di cui comunque mi riservo di farle avere copia. Abbiamo sentito anche il Sig. FONTANI di Vicchio (FI) che era stato compagno di classe del Vigilanti il quale ci ha parlato un po’ della sua personalità. Devo avere la registrazione che mi riservo di trasmettere insieme alla trascrizione che credo abbia fatto l’Avv. ADRIANI, 

Abbiamo anche parlato più volte con l’ex Maresciallo AMORE dei Carabinieri di Prato che, come avevamo visto dagli atti, aveva fatto la prima perquisizione al VIGILANTI. A mio avviso il M.llo AMORE è una brava persona ancora molto legato al proprio ruolo di ex appartenente all’Arma, è anche presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Prato. 

Tutte le ricerche che ho fatto sono riassunte nel memoriali che ho citato. 

Lei mi chiede di sintetizzare quali sono gli elementi che a mio avviso sono di particolare interesse circa la figura del VIGILANTI e in sintesi le dico che le cose più importanti possono essere quelle relative ad un legame forte con Pacciani, alla loro conoscenza perché entrambi originari di Vicchio (FI) ed in particolare ai dubbi già espressi circa una sua possibilità di essere il complice del PACCIANI nell’omicidio di Vicchio allontanatosi subito dopo il fatto per arruolarsi nella Legione Straniera mentre il PACCIANI era finito in carcere. 

Questa ipotesi nasce da un’attenta lettura sia dalle cronache dell’epoca che dalla sentenza di condanna di PACCIANI-BUGLI

Oltre a questo ho fatto una ricerca specifica ed ho trovato sui giornali dell’epoca alcuni articoli di giornale del giugno 1964 che mi vengono mostrati perché in possesso del Colonnello STRADA presente e che vengono allegati al verbale nel quale il VIGILANTI raccontava i suoi trascorsi nella Legione Straniera. 

Tale particolare secondo me è importante perché questa pubblicazione avviene pochi giorni prima dell’uscita dal carcere di PACCIANI che avvenne il 4 luglio 1964

La mia lettura di quei giornali è nel senso di vedere il VIGILANTI che si presenta come persona con una grande esperienza di azioni di guerra e quindi come persona tale che non ha niente da temere nel caso in cui il PACCIANI come già detto avesse commesso il delitto del ’51 insieme al VIGILANTI scontando però solo lui la pena in carcere. 

Una tale lettura permette di pensare che il PACCIANI ed il VIGILANTI conoscendosi ed essendo legati da tale episodio possano essersi avvicinati e possano aver commesso fatti delittuosi insieme. 

Assieme all’Avv. ADRIANI nel memoriale abbiamo ipotizzato che insieme possono in qualche modo aver partecipato al primo delitto del mostro del 1968. In proposito voglio far presente del fatti oggettivi che avvalorano questa possibilità. 

Quando il VIGILANTI rientrò dalla Legione Straniera andò a stare prima a Firenze e poi a Vaiano (PO) nel 1962 dove soggiornavano già o comunque vennero a stare qualche tempo dopo i fratelli Giovanni Vinci e Salvatore coinvolti nell’omicidio del 1968. In proposito le abitazioni del VIGILANTI e di Giovanni VINCI a Vaiano (PO) erano alla distanza di 350 m. nella medesima via Braga. Tutto ciò è annotato nell’appendice al nostro memoriale del 17 ottobre. 

I dati relativi al soggiorno dei VINCI li abbiamo estratti dal memoriale dei Carabinieri Torrisi che abbiamo trovato sul sito internet www.scribd.com.. Un altro dato importante è la circostanza che REINECKE Rolf aveva l’azienda denominata LA ROCCA S.n.c. alla “Briglia” di Vaiano (PO). Inoltre Salvatore VINCI dal 1966 quando arrivò alla Briglia abitava a 2 minuti a piedi dalla sede de LA ROCCA Snc. 

In proposito ho cercato personalmente di reperire documentazione utile per ricostruire eventuali rapporti di lavoro del VIGILANTI o dei VINCI con la società di REINECKE. Sono riuscito ad appurare che presso la sede della ditta tessile “ERREBI” di Montemurlo (PO) che è un c.d. carbonizzo, conservano ancora il libro matricola INAIL della società LA ROCCA a seguito di probabili fusioni o passaggi di azienda. Dico ciò perché circa un anno fa chiamai la ditta al nr. 0574/651637 dove trovai una signora molto gentile che mi disse che avevano ancora i libri di matricola della società LA ROCCA. Ricordo che ottenni questa notizia perché dissi alla signora che stavo facendo ricerche storiche su c.d. carbonizzi. 

Aggiungo ancora che per quel che ho appurato il RAINICKE era sposato con la Sig.ra BARTOLINI di noti industriali pratesi. 

Ho anche avuto modo di capire che il VIGILANTI quando andò a Prato abitava nel quartiere denominato “Cantiere” che è un noto agglomerato di edifici abusivi sorti sull’ex cantiere ferroviario della direttissima ed esattamente in via dell’Anile che è una via molto vicina al c.d.”bar del sardi di Piazza Mercatale di Prato. 

Aggiungo anche che ho verificato che da via Antonino Anile è facile raggiungere via delle Bartoline la località Travalle dove c’è stato l’omicidio del mostro del 1981 e che il tragitto, anche se non breve, è molto nascosto al buio e poco frequentato. 

Tutte queste circostanze oggettive se come lei mi dice è emerso da recenti accertamenti che il VIGILANTI lavorava a LA ROCCA è possibile pensare ad un legame quantomeno ambientale e storico tra il REINICKE e il VIGILANTI, i sardi e indirettamente il PACCIANI. 

Voglio aggiungere che insieme a me l’Avv. ADRIANI è stato aiutato nella redazione dei due promemoria anche dal Sig. Luca INNOCENTI che è uno studioso di fenomeni eversivi e ha scritto libri in materia. 

Un altro particolare che è emerso che il Baldi vittima dell’omicidio del 1981, secondo accertamenti non confermati, poteva aver lavorato al Lanificio “STURA” di Vaiano (PO). Ho letto ciò su vari giornali che dicono che quando il BALDI fu ucciso lavorarava proprio in quel lanificio di Vaiano. Aggiungo un’altra circostanza fatta dal figlio del VIGILANTI, Glanluca, secondo il quale il padre sarebbe stato attenzionato dai Carabinieri agli inizi del 1970 per motivi politici. 

Lei mi chiede se ho fatto un qualche accertamento sull’arma usata per gli omicidi del mostro. Le posso fare in proposito alcune considerazioni a livello di ipotesi che nascono da un atto notorio e cioè ho letto che in guerra è pratica comune di sparare con l’arma in un sacchetto per procurarsi poi bossoli da lasciare se necessario su luoghi diversi da dove è avvenuto lo sparo per depistare le indagini volte ad identificare l’arma usata oppure per incolpare con lo stesso mezzo fazioni opposte. Da quel che ho potuto leggere nelle carte che ho letto mi è parso di capire che spesso vi sono incongruenza quantomeno sul numero dei bossoli repertati, fin dal primo omicidio del 1968. Ho quindi ipotizzato che il VIGILANTI con la sua esperienza di guerra coinvolto negli omicidi, o quantomeno in uno di essi, aveva esperienza a sufficienza per fare depistaggi. 

Sono disponibile a fornire chiarimenti di qualsiasi tipo ove necessario. 

Poiché lei me lo richiede espressamente le confermo che tutta la mia attività è stata di natura spontanea e non sono stato incaricato da nessuno delle mie ricerche. 

L.C.S. 

14 Giugno 2014 Testimonianza di Giuseppe Fabozzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *