Il 7 Novembre 2005 rilascia testimonianza Mariella Ciulli ascoltata nel proc. 2782/05/21.
Questa la testimonianza: Ciulli Mariella testimonianza 7 11 05
Questa la trascrizione della testimonianza:
N. 2782/05 R.G.N.R.
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia
(Perugia, Via Fiorenzo di Lorenzo n. 22/24, tel. n. 075/54491)
VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI
(art. 362 c.p.p.)
Il giorno 07.11.05, alle ore 11,25, in Firenze, via del Poggiolino 16 c/o l’Istituto delle Suore Passioniste “Villa Orvieto”, dinanzi al Pubblico Ministero Dr. Giuliano Mignini sost., coadiuvato dall’App. Danilo Paciotti della Sezione di P.G. Carabinieri Sede, presente per esigenze investigative il dottor Michele Giuttari e il sovrintendente della P.S. Ermanno Zappi rispettivamente, responsabile e addetto al Gides, è presente la Sig.ra Mariella Ciulli, la quale, richiesta delle generalità, risponde:
“Sono e mi chiamo Mariella Ciulli, nata a Firenze il 13.02.1948, res. a Firenze in via San Nicolò 82 e domiciliata presso l’Istituto Suore Passioniste.
Si dà atto che la signora, prima dell’inizio del verbale, ha osservato che il dottor Giuttari è dimagrito rispetto al giorno in cui lo vide la prima volta alla squadra mobile di Firenze nel 1996-1997. La stessa ha dichiarato anche del poliziotto Callisto che lavorava col dottor Giuttari. Ha detto anche di sentirsi triste nell’ambiente in cui si trova e che i farmaci che assume le fanno perdere la memoria. Ha aggiunto che la figlia scherzosamente le dice “finirai in galera se non dici la verità”.
A questo punto si avvisa la signora Ciulli che ha facoltà di astenersi dal deporre relativamente ai fatti verificatisi o appresi dal dottor Calamandrei durante la convivenza coniugale e la signora risponde: mi avvalgo della facoltà di astenermi per i fatti che lei ha indicato.
A questo punto la signora viene sentita unicamente sui fatti successivi alla cessazione della convivenza coniugale avvenuta come la stessa ha precisato nel 1989.
Si dà altresì atto che, trattandosi di assunzione di informazioni ex art. 362 c.p.p. non è necessario procedere agli accertamenti di cui all’art. 196 c.p.p., norma che non viene richiamata per l’assunzione di informazioni.
Il Pubblico Ministero, visti gli artt. 197, 197 bis, 198, 199, 200, 201, 202 e 203 c.p.p., richiamati dall’art. 362 c.p.p. e ritenuto che non sussistono le ipotesi di cui agli artt. 197, 197 bis, 199, 200, 201, 202 e 203 c.p.p., ricorda alla persona informata sui fatti che ha l’obbligo di rispondere secondo verità alle domande che le saranno rivolte e di non tacere circostanze conosciute e la informa che le false informazioni al Pubblico Ministero sono punite a norma dell’art. 371 bis c.p.p..
Il Pubblico Ministero procede, quindi, a esaminare la persona informata sui fatti in ordine alle circostanze per cui è procedimento, già collegato, ex art. 371 c.p.p., con quello n. 1277/03 R.G.N.R. n. 5742/05 R.G.N.R. Mod. 21 Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze.
Si dà lettura alla signora delle dichiarazioni rese in data 4 ottobre 2005 per la sola parte relativa ai fatti verificatisi dopo la cessazione della convivenza con il dr. Francesco Calamandrei e in particolare in relazione all’incontro avuto col poliziotto “Lele” di Perugia, dal fondo della pagina 3 – dalle parole “si mostra la foto n. 2 dell’album 1/2003 Gides” a pag. 4, frase: “mi pare di aver firmato un verbale” e poi dalla stessa pagina 4, frase: la moglie di Lele ho sentito per televisione” fino a “ero stata sull’isola con il Panteri e con mio marito”.
A questo unto la sig.ra CIULLI, aggiunge: “ Lele, scriveva su un computer”.
A.D.R.: Confermo pienamente quello che ho detto a proposito del poliziotto Lele e di quello che gli ho riferito quando è venuto a trovarmi. Ricordo che venne a trovarmi circa un paio di anni fa e mi chiese notizie sulla persona che ho saputo essere il Narducci…
A.D.R.: non ricordo però con precisione la stagione in cui venne Lele perché con queste pasticche che mi danno mi fanno perdere la memoria e non ricordo neppure quello che ho detto a lei l’ultima volta salvo quello che lei mi ha letto e che confermo. Mi ricordo anche che Lele disse che sarebbe andato a parlare col dottor Giuttari di quello che aveva saputo da me.
Poiché me lo chiede le dico che la parlata di Lele assomigliava a quella aretina che io conosco. E che si sono trattenuti per circa un’oretta.
A domanda del Dr. GIUTTARI la Signora risponde: L’uomo che accompagnava il “LELE” era più giovane e piu’ magro di “Lele”.
A domanda del P.M. risponde: non ricordo quanto tempo passo’ tra la visita di “Lele” e la sua morte, ma non passo’ molto tempo. Quando ho visto la foto di Lele sul giornale l’ho subito riconosciuto e ne parlai con mia figlia che era stata presente all’incontro in questa stessa stanza.
A domanda del P.M.: Lele stava seduto in una delle sedie che stanno qui di fronte a me al di là del tavolo, mentre mia figlia si trovava alla mia destra. Recentemente, dopo essere stata sentita da lei, ne ho parlato con mia figlia di Lele, ma la stessa non se lo ricordava
Domanda: sua figlia ha paura che lei dica la verità?
Risposta: mia figlia mi dice di dire la verità ma ha paura che io dica delle cose che danneggino il mio ex marito. In sostanza mia figlia non vuole che io dica che il mio ex marito era presente a un delitto del Mostro, perché lei sostiene invece che il padre le ha detto che non era presente e che lui non era il Mostro. Mia figlia mi rimprovera continuamente perché ho accusato mio marito di essere il Mostro di Firenze.
L.C.S. Si dà atto che alla fine della rilettura la signora si commuove e conversando col P.M. sottolinea la sofferenza che lei prova nello stare in questo luogo e nel non avere una casa.
IL PUBBLICO MINISTERO (Dr. Giuliano Mignini sost.)
App. CC Danilo Paciotti
Il Sovr. Capo Ermanno Zappi
Il Dottor Michele Giuttari
(NdR: La testimonianza della Signora Mariella Ciulli, moglie di Francesco Calamandrei, descrive un episodio, il suo interrogatorio da parte di Emanuele Petri, accaduto più di un anno prima che Enzo Ticchioni alludesse al Petri e alle sue indagini sul Francesco Narducci nelle sue dichiarazioni in interrogatorio. La Signora Mariella Ciulli è stata ricoverata presso l’Istituto delle Suore Passioniste di Via del Poggiolino di Firenze, dal 2001 e non conosceva né poteva avere avuto contatti con un pescatore del Lago Trasimeno. Nonostante questo i due testimoni hanno parlato entrambi di Emanuele Petri, la Ciulli addirittura descrivendolo anche nel suo aspetto fisico e nel tipo di parlata usato. E’ evidente che il Petri aveva svolto indagini sul conto del Narducci, non si sa per chi e a che titolo, ma il sospetto che potesse appartenere ai “servizi” è alto.
