Il 16 maggio 2005 rilascia testimonianza di Anna Calabro.

Questa la testimonianza: CALABRO Anna testimonianza 16.05.05

Questa la trascrizione:

N. 2782/05 R.G.N.R.

Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Perugia
(Perugia, Via Fiorenzo di Lorenzo n. 22/24, tel. n. 075/54491)

VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI (art. 362 c.p.p.)

Il giorno 16 maggio 2005, alle ore 10,00, in Perugia, c/o Procura, in Via Fiorenzo di Lorenzo n. 22/24, dinanzi al Pubblico Ministero Dr. Giuliano Mignini sost. (ufficio sito al terzo piano del palazzo), assistito, per la redazione del presente verbale, dal Maresciallo “A” s.UPS Vincenzo Laurizi del Comando Provinciale Carabinieri di Perugia, a norma dell’art. 373, sesto comma c.p.p., è comparsa la Sig.ra Anna CALABRO la quale, richiesta delle generalità, risponde: ” Sono e mi chiamo Anna CALABRO, nato a Perugia il 04.10.1949, ivi residente Via Menicucci nr.32 “.

Il Pubblico Ministero, visti gli artt. 197, 197 bis, 198, 199, 200, 201, 202 e 203 c.p.p., richiamati dall’art. 362 c.p.p. e ritenuto che non sussistono le ipotesi di cui agli artt. 197, 197 bis, 199, 200, 201, 202 e 203 c.p.p., ricorda alla persona informata sui fatti che ha l’obbligo di rispondere secondo verità alle domande che le saranno rivolte e di non tacere circostanze conosciute e la informa che le false informazioni al Pubblico Ministero sono punite a norma dell’art. 371 bis c.p.p. Il Pubblico Ministero procede, quindi, a esaminare la persona informata sui fatti in ordine alle circostanze per cui è procedimento, collegato, ex art. 371 c.p.p., con quello n. 1277/03 R.G.N.R. Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze.

Domanda: ” Lei conosceva Francesco Narducci e se si fino a quando l’ha frequentato?”
Risposta: “Si, lo conoscevo molto bene ed abbiamo iniziato insieme l’Università. Posso dire che ci siamo frequentati, grosso modo, sino alla fine dell’Università, poi lo vedevo occasionalmente ma non avevamo più i rapporti quotidiani che avevamo inizialmente. Posso dire che la notizia della sua scomparsa mi fu data dal fratello Pierluca che avevo invitato a cena proprio il giorno in cui Francesco si recò al lago e non fece più ritorno. Ricordo che avevo invitato Pierluca un giorno, due giorni prima di quel giorno e, comunque, non certamente la mattina dello stesso, perché avevo organizzato quella cena a cui sarebbero intervenute altre persone che non ricordo. Mi pare di essere tornata a casa verso le ore 19,00 di sera e, poco dopo, Pierluca mi avvertì, verso le 19,30-20,00, che non sarebbe potuto venire perché suo fratello Francesco era andato al lago e non aveva fatto ancora ritorno ed erano tutti preoccupati. Io gli chiese di tenermi comunque informata dell’evolversi della situazione. Avevo conosciuto Pierluca in relazione alla sua professione di ginecologo e posso dire di essere tuttora sua amica e di avere molta stima per lui. Pierluca, nonostante l’invito che gli avevo rivolto, non mi chiamò più. Durante i giorni della scomparsa non riuscivamo a spiegarci che cosa potesse essere successo a Francesco. Si parlava della possibilità che avesse contratto una malattia tipo AIDS e avesse deciso di suicidarsi, oppure di un banale incidente, avvalorato dal fatto che si diceva che avesse lasciato l’orologio in barca.
Sentivamo parlare anche di maghi e sentivi, o meglio queste cose le abbiamo lette sui giornali. Venni a sapere del ritrovamento del cadavere dai giornali e ricordo che stranamente, non andai neppure ai funerali, forse perché ero fuori perché altrimenti ci sarei andata, però non ne sono sicura perché potrei sbagliarmi con i funerali di altre persone che si sono svolti nella stessa chiesa di Via dei Filosofi. Sentivamo anche parlare dell’esistenza di una lettera che Francesco avrebbe lasciato ai familiari. Dopo i funerali, ma non ricordo quanto tempo dopo, sentii dire in Ospedale da moltissime persone che Francesco era o aveva a che fare con il mostro di Firenze. Questa notizia mi fece andare su tutte le furie perché mi sembrava un’assurdità; era una diceria diffusa sia a livello di medici che personale o paramedico. Io lavoravo all’epoca in pediatria e il primario era il Prof. Vaccaro. Potrebbe anche darsi che ancora vi fosse il Prof. Lato.
Domanda: “ Cosa ricorda di Francesco Narducci relativamente al periodo in cui avete studiato insieme?”
Risposta: “ Ricordo un episodio che mi fece sorridere e mi colpì durante un’esercitazione di anatomia che feci con Francesco il primo anno di Medicina, mi pare nel 1969 – 1970. Presente era il defunto Prof. Lucheroni e il cadavere oggetto dell’esercitazione era quello di un vecchietto morto all’Ospizio che, di tanto in tanto, veniva utilizzato per le esercitazioni. Il cadavere, abbastanza piccolo, si presentava in condizioni estremamente deteriorate ed emanava un fetore tremendo. Ci ponemmo ai lati del cadavere stesso, perché ciascuno di noi avrebbe dovuto “preparare” il pezzo, cioè separare i muscoli dell’area inguinale del cadavere dal tessuto adiposo e isolarli, utilizzando bisturi e pinze come i chirurghi. Si trattava di un’operazione non facile per noi del primo anno, ma ricordo perfettamente che Francesco si dimostrò bravissimo e terminò rapidamente e senza difficoltà il suo compito. Mi pare che fossero presenti anche altri studenti. A un certo punto, vista la delicatezza di quell’operazione e le condizioni di disagio in cui si svolgeva, soprattutto a causa del fetore, Francesco, che, come ho detto, aveva già terminato la sua parte, isolando i muscoli dell’area inguinale del cadavere, per sdrammatizzare la situazione e farmi sorridere, mentre io ero ancora impegnata nella stessa operazione, dall’altra parte del cadavere, mosse il muscolo cremasterico di quest’ultimo che, conseguentemente, determinò un lieve movimento del pene del morto, facendomi sobbalzare dallo spavento. Tutto finì in una risata. Ricordo che Francesco era una persona estremamente sicura, di intelligenza superiore e che riusciva sempre al meglio in tutto quello che faceva. Lo ricordo anche con una spiccata propensione agli scherzi.”

Si dà atto che il presente verbale è stato redatto in forma riassuntiva, a norma dell’art. 140 c.p.p. e chiuso alle ore 11,00. Copia dello stesso viene allegata al fascicolo n. 8970/2002 R.G.N.R., stante la sua rilevanza in ordine a tale procedimento.

L.C.S.

IL PUBBLICO MINISTERO
(Dr. Giuliano Mignini sost.)
IL M.llo “A” s. UPS CC.
(Vincenzo Laurizi

16 Maggio 2005 Testimonianza di Anna Calabro

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