Il 18 Aprile 2005 rilascia testimonianza Andrea Ceccarelli fratello di Giovanna Ceccarelli moglie di Pier Luca Narducci. La testimonianza si svolge alle ore 12.00, viene interrotta per essere ripresa alle ore 15.30.

Questa la testimonianza: 18 aprile 2005 testimonianza Andrea Ceccarelli 12.00

Questa la trascrizione della testimonianza:

N. 8970/02 R. G. N. R. Mod. 21

Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Perugia
(Perugia, Via Fiorenzo di Lorenzo n. 22/24, tel. n. 075/54491)

IL SOST. PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
(Dott. G. Mignini)
VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI
(art. 362 c.р.р.)

Il giorno 18 aprile 2005, alle ore 12.00, in Perugia, c/o Procura, in Via Fiorenzo di Lorenzo 22/24, dinanzi al Pubblico Ministero Dr. Giuliano Mignini sost. (ufficio sito al terzo piano del palazzo), coadiuvato dal Car. Sc. Danilo Paciotti della Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri Sede, è comparso il Sig. Andrea CECCARELLI il quale, richiesto delle generalità, risponde:

Sono e mi chiamo Andrea CECCARELLI, nato a Perugia il 19.08.1962 ivi residente in via S. Bonaventura nr. 2, sono il fratello di Giovanna Ceccarelli. ” II P.M. avverte il sig. CECCARELLI Andrea quale fratello di Giovanna, ha facoltà di astenersi a norma dell’art. 199 с.р.р.

D.: “Lei intende avvalersi di tale facoltà?”
R.: “Non intendo avvalermi di questa facoltà e intendo rispondere”.

Il Pubblico Ministero, visti gli artt. 197, 197 bis, 198, 199, 200, 201, 202 e 203 c.p.p., richiamati dall’art. 362 c.p.p. e ritenuto che non sussistono le ipotesi di cui agli artt. 197, 197 bis, 199, 200, 201, 202 e 203 c.p.p., ricorda alla persona informata sui fatti che ha l’obbligo di rispondere secondo verità alle domande che le saranno rivolte e di non tacere circostanze conosciute e la informa che le false informazioni al Pubblico Ministero sono punite a norma dell’art. 371 bis c.p.p.

Il Pubblico Ministero procede, quindi, a esaminare la persona informata sui fatti in ordine alle circostanze per cui è procedimento, collegato, ex art. 371 c.p.p., con quello n. 1277/03 R.G.N.R. Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze.

Domanda: “Lei è stato sentito dinanzi all’avvocato Alfredo Brizioli, in sede di investigazioni difensive?”.
Risposta: ” Sì. Mi riporto alle dichiarazioni rilasciate nel febbraio 2003 all’avvocato Brizioli.”
Domanda: ” Lei da quanto tempo conosceva Francesco Narducci?”
Risposta: ” Io lo conoscevo da molto tempo sia perché siamo vicini di casa, sia perché avevamo entrambi la passione del motociclismo da fuori strada. Ricordo in particolare che fu Francesco mi avviò a questa pratica sportiva che mi ha appassionato per tutta la vita. So che il padre di Francesco non era molto contento di questa sua passione, come anche mio padre, ritenendo che si trattasse di uno sport rischioso. ”

A.D.R.: ” Il gruppo nel quale ci trovavamo noi appassionati di motocross era
diversificato dal punto di vista dell’età perché vi era una generazione meno giovane alla quale apparteneva Francesco e tra gli altri Alfredo Brizioli e una generazione più giovane di cui facevo parte io.”
Domanda: ” Chi faceva parte del gruppo di Francesco?”
Risposta: ” Ne facevano parte, oltre ad Alfredo Brizioli, Paolo Coletti ed altri amici storici di Francesco.“
Domanda: ” Fino a quando Francesco ha praticato il motocross?”.
Risposta: “E’ stata sempre una sua passione e ricordo che dopo che mia sorella si era sposata con Pierluca, Francesco era sempre interessato alle moto.
Domanda: “Quando si è sposata sua sorella?”
Risposta: “Al momento non ricordo. Ricordo che per me, Francesco per essere stato un pioniere del motocross, mi è sempre apparso come un punto di riferimento, anche in considerazione del fatto che abitavamo a stretto contatto.”
Domanda: ” Ricorda chi sono gli amici storici di Francescо? “-
Risposta: ” Gli amici di Francesco erano ragazzi sportivi, dinamici ed esuberanti e tra questi posso indicare, Alfredo Brizioli e Paolo Coletti, anche se i genitori di Francesco e i miei, non erano molto contenti di queste frequentazioni perché li consideravano scavezzacollo. Poi Francesco ad un certo punto è diventato un valente gastroenterologo e a quanto mi risulta diradò molto i suoi rapporti con loro.”
Domanda: ” Lei frequentava Francesco Narducci e usciva con lui?
Risposta: ” Assolutamente no, vista la diversa età. Francesco mi vedeva come
un ragazzino”.
Domanda: ” Dove ha svolto il servizio militare?”.
Risposta: ” Ho svolto il servizio militare nei VV.FF. nel 1984 facendo quattro mesi a Roma e il rimanente presso la Caserma di C.so Cavour. In tale sede io svolgevo mansioni non operative e mi trovavo maggiormente in centralino, ma molto spesso gli altri mi hanno portato con loro in occasioni di incidenti ecc.”
Domanda: ” Le è mai capitato di recuperare cadaveri dal Lago Trasimeno?”
Risposta: ” Non ho partecipato a ripescaggio di cadaveri, ma ho sentito dire che nell’anno 1984, се ne furono diversi. Ricordo che in caserma vi era il geom. Pennella che comandava il distaccamento elicotteri di Arezzo che aveva giurisdizione anche su tutta l’Umbria. Ancora oggi, sono rimasto in ottimi rapporti con tutti gli ufficiali della caserma.”
Domanda: ” Quando ha visto per l’ultima volta Francesco Narducci?”
Risposta: ” Non ricordo con precisione, forse fu in occasione dell’ultimo Natale. Io comunque non lo frequentavo se non nelle occasione di ritrovo delle famiglie.”
Domanda: ” Lei parlava con sua sorella del matrimonio tra Fratesco Narducci e Francesca Spagnoli? Che cosa diceva di quel matrimonio?”
Risposta: ” A quanto ne sapevo io dall’esterno era un buon matrimonio. Io so
che si erano conosciuti per via delle conoscenze familiari, ed anche perché frequentavano le stesse località balneari. Inoltre le rispettive famiglie avevano passione per le barche, come anche mio padre.”
Domanda: ” Per quale motivo allora i rapporti tra Francesca Spagnoli e la famiglia Narducci e tra le due famiglie si sono deteriorati in coincidenza con la morte di Francesco?”
Risposta: ” Io non me lo so spiegare anche perché vivo un po’ fuori dagli schemi cittadini di tipo perbenistico. Forse vi è stata qualche indelicatezza tra le due famiglie in un momento in cui non era possibile parlare di altro che del dolore esistente. Comunque non so spiegarmi fino in fondo i motivi di questo contrasto familiare.”.
Domanda: ” Come seppe della scomparsa di Francesco Narducci?”
Risposta: ” Tenga presente che io all’epoca ero sub-agente della Reale Mutua Assicurazioni di Perugia con competenza territoriale del Lago Trasimeno. Io sono tornato a casa a ora di pranzo. Saranno state circa le 13.30. Pranzai insieme a mia madre e a mia sorella ed era una giornata apparentemente normale. Ricordo che dopo pranzo feci un pisolino, con il mio nipotino figlio di Giovanna. Mentre dormivo, mia madre mi svegliò, avvertendomi che papà aveva chiamato verso le 16.00/16.30, dicendo che era successo qualcosa di strano a Francesco. La mamma mi disse che il babbo, aveva chiamato dal Lago. Mi ricordo che era una giornata calda e soleggiata. Preoccupato per mio padre, mi precipitai nella darsena di Peppino Trovati, dove sapevo che Francesco teneva l’imbarcazione. Quando arrivai al Lago era ancora giorno pieno. Nella darsena non c’era nessuno, saranno state le 17.00. All’epoca avevo una Renault 4 bianca. Quando arrivai alla darsena, la moglie del sig. Trovati mi disse che mio padre stava effettuando le ricerche di Francesco che era stato visto allontanarsi all’ora di pranzo e non era tornato. Mio padre era molto esperto del Lago Trasimeno, tanto che in passato aveva vinto corse nautiche nel Lago. Secondo ciò che mi disse la sig.ra Trovati, insieme a lui vi era Ugo Mancinelli, mentre Giuseppe trovati partecipava anche lui alle ricerche ma non so con chi. Il Lago era piatto e non c’era vento. Alle ricerche partecipava anche una barca della Provincia. Io salii su quest’ultima perché andammo a fare una battuta tra S. Feliciano e l’Isola Polvese. Era l’imbrunire, ricordo che battemmo lo specchio d’acqua che va dalla Polvese a San Feliciano. Non facemmo il giro dell’isola e facemmo un giro veloce portandoci dalla darsena all’approdo del castello ma da una certa distanza. Facemmo dei fischi e poi ritornammo indietro verso la darsena ripercorrendo il percorso precedente.”.
Domanda: ” Vi siete portati nella zona del “Maciarone”?”
Risposta: “No.
Domanda: ” A che ora sarete tornati?”
Risposta: “Non ricordo ma era notte. Saranno state 18.00/18.30.”.
Domanda: “Chi c’era nella darsena?”
Risposta: “Al mio ritorno, ricordo di aver visto mio padre ed Ugo Mancinelli a bordo di una Evinrude di proprietà di Ugo. Mi sembra di ricordare anche la presenza di Francesca Spagnoli. Non mi ricordo della presenza di Pierluca. Io comunque ho come delle foto memorizzate in cui vedo mio padre scamiciato con Ugo Mancinelli a bordo di una imbarcazione con il faro. Posso solo dire che mio padre ed Ugo ritornarono alla darsena e dissero che avevano ritrovato la barca e chiedevano l’intervento dei Carabinieri. Ho visto anche Francesca Spagnoli salire sulla prua della barca preoccupata per il marito, con mio padre ed Ugo Mancinelli. Pierluca non lo ricordo presente quel giorno, mentre lo ricordo presente il giorno in cui fu rinvenuto il cadavere a Sant’Arcangelo.”
Domanda: ” A che ora tornò a casa quella sera?”.
Risposta: ” Non ricordo, ma mi pare che rimanemmo a lungo alla Darsena ricordo anche di aver sentito freddo “

A questo punto, stante l’ora tarda, si rinvia la prosecuzione del verbale alle ore 15,15 odierne.

Si dà atto che il presente verbale è stato redatto in forma riassuntiva, a norma dell’art. 140 c.p.p. e chiuso alle ore 13,55

L.C.S.

IL PUBBLICO MINISTERO
(Dr. Giuliano Mignini sost.)

L’addetto alla Sezione di Polizia Giudiziaria
(Car. Sc. Danilo Paciotti)

 

Successivamente, nel pomeriggio, c’è il tentativo di dare indicazione diversa degli orari e quindi ritrattare questa dichiarazione.

18 Aprile 2005 Testimonianza di Andrea Ceccarelli ore 12.00

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *