Il 24 novembre 2004 Jacqueline Malvetu, a seguito della telefonata del 23 novembre 2004, viene raggiunta a Tuscania da personale dipendente della Questura per raccogliere la sua testimonianza dopo quella rilasciata il 19 aprile 2004.

In questa occasione, la MALVETU riferiva sostanzialmente il contenuto delle precedenti dichiarazioni, ma puntualizzava i tempi, i luoghi e le persone che aveva conosciuto nelle circostanze già raccontate. In particolare dichiarava che:

-l’episodio dell’uomo che le aveva aperto la cerniera del sacco a pelo si era verificato nella notte tra il 30 e il 31 agosto 1985 e precisamente intorno all’una;

– i due uomini che aveva incontrato in macchina nei pressi quella notte dopo essere scappata erano: più grandi di lei e forse sui 45 anni. Uno abbastanza alto e longilineo, vestito con un giacchetto beige di stoffa fine. L’altro era più basso e robusto e indossava una giacca;

– la casa in cui i due l’avevano portata era fuori Firenze, isolata e con un orto e dei campi intorno. Ricordava che di fronte a questa casa c’era una costruzione color ocra. Aveva avuto l’impressione che si trattasse di una casa di campagna;

– la mattina successiva a quella in cui aveva dormito in quella casa le avevano presentato un loro amico che era vestito di scuro e era elegante, forse con giacca e cravatta. Questo loro amico era alto 1.80/1.83, con capelli non lunghi e sicuramente non biondi, di età apparente di 30/35 anni. I due le avevano detto che si trattava di una persona perbene e che faceva un lavoro che aveva a che vedere con la medicina o l’università. Questo giovane l’aveva colpita per i suoi modi eleganti, per il fatto che era bello e per la differenza di età con i due soccorritori. Vedendo la trasmissione “Chi l’ha visto?” aveva riconosciuto questa persona in una delle immagine fatte scorrere durante il servizio;

-visionando l’album fotografico di questo ufficio riconosceva questo giovane nella foto del Narducci Francesco, mentre nella foto del Calamandrei Francesco le sembrava di riconoscere uno dei due soccorritori che poi le avevano presentato il giovane;

– a fianco ai numeri di telefono che aveva fornito e che erano quelli che i due uomini le avevano dato aveva scritto “Pucci – Danna”;

– arrivata a Siena, aveva scritto quello che le era capitato su una cartolina [cartolina che esibiva e consegnava in originale e che reca il timbro postale del 3 settembre 1985 Siena ferrovia! Il contenuto di essa, tradotto dal francese è il seguente: “lunedì 1° settembre 1985 – Gerard, dopo molte peripezie eccomi a Siena. Hanno provato per due notti consecutive a derubarmi o di aggredirmi. 1. 06,00 del mattino fuori della mia tenda nel mio zaino due uomini due giganti in lewis cercavano di prendere il mio pantalone che era sotto il mio guanciale; io mi sono svegliata e sono andati via. 2. Mezzanotte – i di notte nello stesso posto a Firenze dormivo bene mentre poco prima ero in dormiveglia per timore. Questi ha aperto lo zaino dove all’interno tenevo il mio denaro e il mio passaporto. Fortunatamente dall’altra parte dell’apertura (della tenda) ho urlato di paura fino a non avere più voce, poi 10 minuti dopo ero letteralmente terrorizzata ho fermato un’autovettura sulla strada per chiedere aiuto. Ho saputo che c’è e gira nella regione un criminale che aggredisce le coppie e uccide le donne. La gente della macchina mi ha
fatto passare la notte da loro e mi ha dato da mangiare. La notte scorsa ho dormito presso un ingegnere il quale mi ha invitato al ristorante – a lato della sua casa si trova un posto formidabile per la mia tenda, a 20 Km da Siena. Ti scrivo una lettera per i dettagli!! Baci Jacqueline“.

Dal Gides 2 Marzo 2005 Nota riassuntiva Nr.133/05/GIDES Pag.31/41

24 Novembre 2004 Testimonianza di Jacqueline Malvetu

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Traduttore