Il 12 Dicembre 2003, alla richiesta di proroga delle intercettazioni telefoniche autorizzate in data 26 giugno 2003, il GIP Dott. Carvisiglia non concede la proroga.

Questo uno stralcio delle sue motivazioni: “…ritenuto che, allo stato, nulla (che abbia significato probatorio) permette di ricollegare il defunto medico perugino Narducci Francesco alla vicenda del c.d. Mostro di Firenze, e nulla permette di attribuire la morte del Narducci ad un omicidio, e nulla permette di ricollegare gli stretti rapporti, intercorsi tra il Narducci e l’attuale indagato Calamandrei Francesco all’epoca dei duplici omicidi commessi dal Mostro di Firenze a tali vicende criminose… ritenuto, infine, quanto alle dichiarazioni rese da Sisani Secondo che esse, riportando generici discorsi fatti da persone indeterminate in circostanze indeterminate, con la tecnica del “si diceva che” si inseriscono per l’ennesima volta in un certo modo di svolgere le indagini sulle vicende del Mostro di Firenze: modus operandi che ha prodotto negli anni innumerevoli effetti devianti o addirittura distorsivi, rispetto alla verità che si andava cercando…

Dal Gides 2 Marzo 2005 Nota riassuntiva Nr.133/05/GIDES Pag.50/51

12 Dicembre 2003 Il GIP Carvisiglia non proroga le intercettazioni telefoniche
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