Il 17 Ottobre 2003 rilascia testimonianza Caterina Reinecke figlia di Rolf Reinecke.
Questa la testimonianza: 17 ottobre 2003 Testimonianza di Caterina Bartolini Reinecke
Questa la trascrizione:
Ministero dell’Interno
Dipartimento della Pubblica Sicurezza GRUPPO INVESTIGATIVO DELITTI SERIALI FIRENZE PERUGIA
Viale Gori 60, 50127 Firenze Fax +3955/3238179 email gidesfirenze@libero.it
OGGETTO: verbale di sommarie informazioni rese, in qualità di persona informata dei fatti, da: REINECKE BARTOLINI Caterina, nata a Firenze in data 30.09.1964, ivi residente in via Antonio Susini nr. 3, di fatto domiciliata a Prato in via del Lazzeretto nr. 49/1. Professione impiegata, cell. XXXXXXXX.
Il 17 ottobre 2003, alle ore 10.35 negli uffici del G.I.De.S.. Davanti ai sottoscritti Ufficiali ed Agenti di P.G., V. Sov. Michele Natalini e Ag. Sc. Silvio DE IORIO, in servizio presso l’ufficio sopraccitato, è presente la nominata in oggetto che viene sentita in qualità di persona informata dei fatti, su delega del Dr. Paolo Canessa Sost. Proc. della Procura della Repubblica di Firenze, nell’ambito del Proc. Pen. 1277/03 R.G.N.R..
La stessa dichiara: “ Sono la figlia di REINECKE Rolfe di Lucia BARTOLINI. I miei genitori si sono separati nel 1978, sc ben ricordo. Io, il mio fratello e mia sorella più piccola andammo ad abitare in via Susini con la madre. Mentre mio padre si trasferì a Giogoli, non ricordo l’indirizzo esatto.
A.d.r. Dopo la separazione con mia madre io ed i miei fratelli abbiamo continuato a frequentare saltuariamente nostro padre. Nei fine settimana ci veniva a prendere e generalmente ci portava a pranzare in alcuni ristoranti, rare volte ci ha portato al cinema. Questi incontri sono avvenuti fino al 1985, anno in cui mio padre ha lascito la toscana per tornare a Bamberg in una casa che lui aveva affittato ma di cui sconosco l’indirizzo.
A.d.r. Nel 1988, almeno così ricordo, mio padre si è risposato con Francoise, di cui non ho mai conosciuto il cognome, ma posso dire che era una bella donna, alta, capelli colore castano sul rosso, elegante, abbastanza colta. Ricordo di averla conosciuta nel 1984. Nell’occasione mio padre mi invitò a cena nella sua abitazione di Giogoli e mi presentò Francoise come la sua nuova compagnia con cui conviveva. Ricordo che lei mi disse che lavorava in una ditta tessile di Prato, un lanificio di cui non ricordo il nome e comunque non in quella di mio Nonno. Conobbe mio padre nell’ambito lavorativo. Nel 1985 mio padre e Francoise tomarono, come già accennato, in Germania e precisamente a Bamber, appunto nella casa in affitto presa da mio padre. Ricordo che nell’agosto del 1985 fui invitata da mio padre a passare una quindicina di giorni a casa sua. Io accettai l’invito e devo dire che durante la permanenza, constatai che il rapporto tra mio padre e Francoise era buono al contrario di quello lui aveva avuto con mia madre. Rimasi sorpresa dal fatto che avevano gli stessi interessi e la stessa visione della vita. Ricordo che Francoise aveva la passione per l’occulto. Mi diceva che era in grado di prevedere il futuro e ricordo che mi lesse anche la mano dicendomi tutte cose positive. Mi disse che aveva delle conoscenze nel mondo dell’occultismo e in particolare conosceva un Mago e una Maga tedeschi capaci di prevedere il futuro. Non so se avesse conoscenze nel mondo dell’occultismo anche in Italia. Lei era convinta di possedere doti paranormali che le permettevano di prevedere il futuro delle persone.
A.d.r. Nel 1994 mio padre si recava in Toscana per lavoro e nelle occasioni invitava me, mio fratello e mia sorella a cena. All’epoca aveva una Jeep Cherokee di colore bianco mi pare targata straniera. Lui veniva raramente in toscana ed è capitato solo due volte che abbia partecipato a queste cene. In quelle occasioni era da solo.
A.d.r. Mio padre era una persona poco altruista nei confronti della famiglia. Io praticamente non avevo un rapporto confidenziale con lui anche prima della separazione da mia madre. Era una persona che viveva la vita per conto suo.
Ricordo che aveva alzato un muro tra noi che impediva un rapporto normale che deve esistere tra padre e figli.
A.d.r. A mio padre piaceva viaggiare e amava la campagna, specialmente il Chianti. Lui viaggiava molto per lavoro. Tra i suoi interessi culturali vi era la storia.
A.d.r. Nel tempo le auto possedute da mio padre che in questo momento ricordo sono state le seguenti: negli anni 70, circa aveva una Maserati di cui non ricordo il colore e mi sembra fosse targata straniera. Non ricordo altre auto tranne l’ultima che ho visto, si trattava di una Jeep Cherokee di colore bianco mi pare sempre con targa straniera. Devo dire che mio padre era appassionato di auto sportive.
A.d.r. In merito alle amicizie di mio padre ricordo che vi erano delle persone di nazionalità tedesca. Queste persone, di cui non ricordo i nomi, venivano a trovarlo anche in Toscana nei primi anni 70. Nulla so dire in merito alle sue amicizie in toscana.
A.d.r. Ricordo che mio padre possedeva delle armi. Nello studio, al tempo in cui viveva con mia madre, aveva una pistola che io ho visto. Non so dire che tipo di pistola fosse né che fine abbia fatto.
A.d.r. Mio padre è deceduto a Bamberg nel dicembre del 1995 a causa di un arresto cardiaco. Durante il funerale, celebrato a Barberg, al quale ho partecipato solamente io da parte della mia famiglia, ho conosciuto la figlia di Francoise e mio padre, di nome Cristina. Questa è stata l’unica volta che ho visto Cristina. Ricordo che c’era poca gente tra cui anche alcuni italiani che presumo fossero venuti dalla Toscana per l’ultimo saluto a mio padre. Nulla posso dire in merito a queste persone se non che erano persone molto distinte, non le avevo mai viste e non l’ho più riviste dopo il funerale.
A.d.r. L’ultima volta che ho sentito Francoise risale al dicembre del 2001, in occasione delle Feste Natalizie; mi telefonò a Prato e nell’occasione mi disse che le avrebbe fatto piacere venire in Italia per stare con noi. Non l’ho più sentita dopo quella volta.
A.d.r. Francoise in occasione della mia visita effettuata nell’agosto del 1985 a casa di mio padre a Bamber, mi disse che conosceva una donna di nome Donatella che abitava vicino a lei a Giogoli. Non ha aggiunto altro in merito alla sua amicizia con Donatella. Io non l’ho mai conosciuta. Non so indicare se Donatella abiti ancora a Giogoli, ripeto che me ne ha parlato solo nell’occasione citata.
Non ho altro da aggiungere.
F.l.c.s. in data e luogo di cui sopra.
