Il 23 Agosto 2003 rilascia testimonianza Jorge Alves Emilia Maria.

Questo uno stralcio della sua testimonianza:

Negli anni 90, ho deciso di assumere un investigatore privato, di cui adesso non ricordo il nome, che aveva un agenzia a Firenze. Allo stesso detti l’incarico di andare a Perugia per prendere informazioni su quanto era successo al medico di Perugia, deceduto al lago Trasimeno. Questo perché misi in relazione la morte di questo medico, e non ricordo come lo avevo saputo, il medico di nome Francesco, che lo Jommi mi aveva rammentato nel 1982.

In questo momento non ricordo proprio come avessi appreso della morte di detto medico, annegato al lago Trasimeno. Ricordo comunque che decisi di assumere l’investigatore e di mandarlo a Perugia. Ricordo solo che io dissi all’investigatore di recarsi a Perugia e di accertare se questa persona deceduta nel lago poteva essere collegata ai delitti del Mostro di Firenze. Dopo qualche giorno ricordo che l’Investigatore mi contattò telefonicamente e mi disse, che il medico in questione si chiamava Francesco Narducci, proveniva da una famiglia di medici, che era morto annegato nel lago Trasimeno, che era sposato con una della famiglia Spagnoli, con la quale si conosceva dall’infanzia, non era stata praticata l’autopsia, ma che non si poteva indagare su di lui perché qualcuno li aveva fermati, invitandoli a smettere le indagini. L’investigatore mi disse anche che un uomo sui 50 anni, il giorno del funerale aveva consegnato alla moglie un grosso mazzo di rose rosse. L’investigatore citò questo fatto come una cosa strana che aveva saputo.

Domanda: Nelle sue precedenti verbalizzazioni lei ha riferito di aver incontrato lo Jommi Giuseppe a settembre 1985, di domenica pomeriggio. In tale incontro lui le avrebbe riferito che il Mostro di Firenze aveva ucciso un’altra coppia, è sicura che si trattasse della domenica?

Risposta: “Sono sicura che l’incontro con lo Jommi ho avuto era il giorno 8 settembre 1985, erano le 19.00/19.20, era da poco finita la messa alla chiesa di piazza Santa Trinità ed io mi stavo recando a riprendere la macchina che avevo lasciato parcheggiata in piazza Davanzati. Ricordo che lo Jommi vestiva con un pantalone di colore beje ed una camicia azzurrina con le maniche arrotolate. Mi sono accorta che vicino alla mia macchina vi era anche quella di Beppe, era tutta sporca di terra ed era danneggiata ad un parafango, ricordo che all’interno vi era un vestito di lino da uomo color carta da zucchero. Io ricordo di essermi domandata di cosa ci facesse lì l’auto dello Jommi, in quanto era domenica, decisi di aspettare, dal momento che l’auto era tutta aperta ed io da qualche giorno non avevo più notizie di Beppe. Dopo qualche minuto ho visto arrivare lo Jommi, a passo molto lento che si appoggiò alla mia macchina. Io gli chiesi cosa ci facesse e lui dapprima mi disse che si trovava lì perché doveva fare una telefonata, io vedendolo strano gli dissi che non era stato al mare come mi aveva detto e gli chiesi dove fosse sparito per tanti giorni. E lui con tono lento mi disse solo che era stato in campagna, ma disse che non mi avrebbe detto dove. Poi disse “Per questa notte non ho alibi… il mostro ha colpito ancora non l’hai saputo?…” “.

23 Agosto 2003 Testimonianza di Jorge Alves Emilia Maria

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