Il 4 Aprile 2003 rilascia testimonianza Lorenzo Nesi.

Il Nesi tra le persone che frequentavano il bar di San Casciano e che conoscevano il Vanni, sfogliando l’album fotografico, sottopostogli in esame, riconosceva le seguenti persone: – l’orefice Fabio FilippiFrancesco Narducci, di cui però aveva precisato di non conoscere il nome, ma con certezza aveva spiegato di aver visto quella persona raffigurata nelle foto mostrategli a San Casciano. A tal proposito aggiungeva: “Ne sono proprio certo e credo che abitasse in una villa o comunque in una casa colonica grossa, che si trovava sulla strada che da San Casciano va verso Cerbaia, e precisamente vicino alla chiesa di San Martino. Non era sicuramente una persona del posto e mi sembra di ricordare di averla vista insieme al farmacista di San Casciano che si chiama Francesco Calamandrei“.

Alla domanda su come ritenesse che abitasse in quel posto, precisava di averlo visto più volte a piedi proprio lì mentre lui si trovava a passare con la macchina. Ed ancora aggiungeva, a proposito sempre del Narducci: “ricordo che correva voce che fosse gay. Questa persona sono sicuro di averla vista con un tipo un po’ strano, di nazionalità straniera, ma non so dirvi di dove. Dico strano perché era proprio un omone che vestiva in maniera un po’ stravagante ed ho ricordo che avesse una camminatura tipica da gay. Questo omone credo che avesse un’auto grossa, ma non so dirvi se fosse una Jaguar o un Mercedes…anche l’omone abitava nella zona in cui ho dichiarato abitava la persona raffigurata nella foto n. 2 (Narducci Francesco)”.

Circa poi il periodo di tempo in cui li aveva notati insieme, precisava che si trattava degli anni compresi tra il 1975 e il 1982.

Circa il Narducci ancora aggiungeva di averlo visto insieme al Francesco Calamandrei, alla sorella ed al cognato di questi.

Lo stesso riconosceva altresì il mago Verdino Francesco affermando a proposito di questi che si trattava della persona che “trombava con la figliola della donna di Pacciani che prima abitava nella casa vecchia di Faltignano 5.

A proposito del Verdino, aggiungeva: “Fu Vanni a dirmi che quest’uomo se la intendeva con la figlia della Sperduto. Sempre Vanni mi disse che quest’uomo faceva il mago e frequentava la casa della Sperduto. In questa casa sempre dai racconti fattimi dal Vanni venivano fatte cose strane, tipo orge, tanto che mi avevo fatto l’idea che fosse un casino di decima classe frequentato da diverse prostitute… “in quel posto si facevano cose strane, proprio brutte, tanto che lo stesso Vanni ne rimaneva disgustato. Non erano festini, ma qualcosa di più torbido, che aveva sempre a che vedere con perversioni di sesso, ma di un sesso estremo. Mi viene in mente che la figlia della Sperduto, quella uccisa, per come ho capito dal Vanni, doveva aver subito una serie di violenze molto particolari che non so spiegare durante quelle riunioni a sfondo sessuale…

Riferimento: GIDES 2 marzo 2005  Pag. 26/27/28

4 Aprile 2003 Testimonianza di Lorenzo Nesi

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