Il 4 Aprile 2003 rilascia testimonianza Lorenzo Nesi sentito dal Michele Giuttari.

Il Nesi tra le persone che frequentavano il bar di San Casciano e che conoscevano il Vanni, sfogliando l’album fotografico, sottopostogli in esame, riconosceva le seguenti persone: – l’orefice Fabio FilippiFrancesco Narducci, di cui però aveva precisato di non conoscere il nome, ma con certezza aveva spiegato di aver visto quella persona raffigurata nelle foto mostrategli a San Casciano. A tal proposito aggiungeva: “Ne sono proprio certo e credo che abitasse in una villa o comunque in una casa colonica grossa, che si trovava sulla strada che da San Casciano va verso Cerbaia, e precisamente vicino alla chiesa di San Martino. Non era sicuramente una persona del posto e mi sembra di ricordare di averla vista insieme al farmacista di San Casciano che si chiama Francesco Calamandrei“. Alla domanda su come ritenesse che abitasse in quel posto, precisava di averlo visto più volte a piedi proprio lì mentre lui si trovava a passare con la macchina. Ed ancora aggiungeva, a proposito sempre del Narducci: “ricordo che correva voce che fosse gay. Questa persona sono sicuro di averla vista con un tipo un po’ strano, di nazionalità straniera, ma non so dirvi di dove. Dico strano perché era proprio un omone che vestiva in maniera un po’ stravagante ed ho ricordo che avesse una camminatura tipica da gay. Questo omone credo che avesse un’auto grossa, ma non so dirvi se fosse una Jaguar o un Mercedes…anche l’omone abitava nella zona in cui ho dichiarato abitava la persona raffigurata nella foto n. 2 (Narducci Francesco)”. Vedi: Sentenza Micheli Pag. 349 2 Marzo 2005 Nota riassuntiva Nr.133/05/GIDES pag. 26/27

Circa poi il periodo di tempo in cui li aveva notati insieme, precisava che si trattava degli anni compresi tra il 1975 e il 1982. Vedi: Sentenza Micheli Pag. 350

Circa il Narducci ancora aggiungeva di averlo visto insieme al Francesco Calamandrei, alla sorella ed al cognato di questi.

Lo stesso riconosceva altresì il mago Francesco Verdino affermando a proposito di questi che si trattava della persona che “trombava con la figliola della donna di Pacciani che prima abitava nella casa vecchia di Faltignano 5.

A proposito del Verdino, aggiungeva: “Fu Vanni a dirmi che quest’uomo se la intendeva con la figlia della Sperduto. Sempre Vanni mi disse che quest’uomo faceva il mago e frequentava la casa della Sperduto. In questa casa sempre dai racconti fattimi dal Vanni venivano fatte cose strane, tipo orge, tanto che mi avevo fatto l’idea che fosse un casino di decima classe frequentato da diverse prostitute… “in quel posto si facevano cose strane, proprio brutte, tanto che lo stesso Vanni ne rimaneva disgustato. Non erano festini, ma qualcosa di più torbido, che aveva sempre a che vedere con perversioni di sesso, ma di un sesso estremo. Mi viene in mente che la figlia della Sperduto, quella uccisa, per come ho capito dal Vanni, doveva aver subito una serie di violenze molto particolari che non so spiegare durante quelle riunioni a sfondo sessuale…” Riferimento: 2 Marzo 2005 Nota riassuntiva Nr.133/05/GIDES pag. 26/27/28

Vanni mi parlava bene di quella prostituta del Ponte di Ferro che poi fu ammazzata. Mi diceva che era una donna gentile e non la solita prostituta che badava solo a prendersi i soldi. Da questa donna capii che andava spesso e volentieri. A me mi spiegò che era un posto elegante e lui si trovava bene proprio perché era una donna gentile. Quando si seppe che fu uccisa commentò dicendo che “gli era saltato un altro punto dove andare”. Disse questo perché non era la prima prostituta da lui frequentata che veniva uccisa. Posso dire che Vanni frequentava altre prostitute uccise a coltellate, ma quella in via dei Canacci e un’altra di cui non ricordo il nome.” GIDES 1 Aprile 2005 Nota riassuntiva Nr.170 05 GIDES Pag.19

La persona raffigurata nella foto nr. 2 (Francesco Narducci) l’ho vista sicuramente a San Casciano. Ne sono proprio certo e credo che abitasse in una villa o comunque una casa colonica grossa, che si trovava sulla strada che da San Casciano va verso Cerbaia, e precisamente vicino alla chiesa di San Martino. Non era sicuramente una persona del posto e mi sembra di ricordare di averla vista insieme al farmacista di San Casciano che si chiama Francesco Calamandrei…l’ho visto più volte… ricordo di averli visti (Narducci e Parker) in piazza ed anche al bar, quello stesso bar frequentato anche da me e da Vanni…il fisico (del Narducci) era ben curato e credo che facesse anche dello sport, tipo tennis. Dico questo perché ricordo di averlo visto con una borsa con le racchette da tennis, ma non so dire dove nella zona andasse a giocare, forse in un campo privato”.” Vedi Nota Finale Gides 4 aprile 2007 Pag. 76/77 e Vedi: Sentenza Micheli Pag. 350

Vi sono poi le dichiarazioni s.i.t. rese da Nesi Lorenzo il 4 aprile 2003 dinanzi al Dott. Giuttari: “A questo punto l’ufficio” – pag. 2 – “mostra al Nesi un album fotografico, contrassegnato con il numero 1 del 2003. E si chiede se conosce  qualcuna delle persone effigiate”. Il Nesi rispondeva: “la persona raffigurata nella foto numero due l’ho vista sicuramente a San Casciano. Ne sono proprio certo e credo che abitasse in una villa o comunque una strada colonica grossa che si trova sulla strada che da San Casciano va verso Cerbaia e precisamente vicino alla chiesa di San Martino. sicuramente una persona del posto e mi sembra di ricordare di averla vista insieme al farmacista di San Casciano che si chiama Francesco Calamandrei. Su questo punto non sono proprio certo”, “ Ma ribadisco con la massima certezza che questa persona raffigurata nella foto numero due l’ho vista a San Casciano. Questo è proprio fuori discussione  l’ho visto con un omone, e ricordo che correva voce che fosse gay”. Il Nesi aggiungeva: “Mi viene adesso in mente una persona che dai miei ricordi mi sembra che frequentasse sia l’omone di cui ho parlato sia la persona contrassegnata con la foto numero due, il Narducci. A occhio e croce l’arco di tempo va dal 75 all’82. La persona della foto numero 3, anche dall’andamento delle dichiarazioni, rassomiglia alla precedente ma la persona di cui ho parlato è proprio quella della foto numero 2 76 … La persona riprodotta nella foto numero 4 la riconosco ed è la stessa riprodotta nella foto numero 2”. E l’ufficio dava atto che le foto nn. 1, 2,3 e 4 rappresentavano proprio le effigi del Narducci. AI Nesi veniva nuovamente mostrato l’album fotografico e costui rispondeva testualmente: “Apprendo che la persona riprodotta nella foto numero 1 è la stessa delle foto 1, 2, 3 e 4. In effetti vi è una rassomiglianza specie negli occhi. Ma io questa persona la conobbi come raffigurata nelle foto 2 e 4. Il nome Narducci Francesco non mi dice nulla”. A domanda, “ci dica quello che lei ricorda sui personaggi del gruppo da lei definito altolocato ed eccentrico”, pag. 4 il Nesi replicava: “Era un gruppo che era formato da questi personaggi, cioé dalla persona che ho saputo chiamarsi Narducci, dall’omone, dal marito della sorella del Calamandrei, da Francesco Calamandrei, dal cugino dell’attore Giorgio Albertazzi”. I militari chiedevano: “Si ricorda che macchina aveva il Narducci Francesco?” e il Nesi rispondeva: “Aveva una macchina grande, però non so di più”. Alla successiva domanda: “come le risulta che l’’omone e Narducci abitavano sulla strada per Cerbaia dopo la chiesa di San Martino?”.. “Dove ha visto a San Casciano l’’omone e il Narducci?” il Nesi replicava: “ricordo di averli-visti in piazza, al bar, quello stesso frequentato anche da me e da Vanni”. Poi a pag. 5 costui precisava ancora: “la persona di cui alle foto 2 e 4, Narducci cioè, la vidi sicuramente con Francesco Calamandrei, poi col cognato pittore, poi con la sorella del Calamandrei”….“Si frequentavano anche andando al mare o a cena”. “Al mare andavano nel grossetano. Ma non so dire il posto preciso. Ai ristoranti, credo che andassero al Ponte Rotto e poi anche all’Antica Posta e nei luoghi più vari, li sentii parlare al bar che andavano a cena”. Vedi 22 dicembre 2008 motivazioni sentenza Silvio De Luca processo a Francesco Calamandrei Pag: 176 177

4 Aprile 2003 Testimonianza di Lorenzo Nesi

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