Il 7 febbraio 2003 rilascia testimonianza Marzia Pellecchia.

La stessa Pellecchia sentita dal P.M. di Firenze confermava le precedenti dichiarazioni del 4 febbraio 2003, specificando a proposito del “medico di Prato”, riconosciuto nella foto del Narducci Francesco, quanto segue: “…ebbi un rapporto sessuale con lui e, come ho spiegato alla polizia, mi dette l’impressione che aveva delle problematiche. Non fu violento, ma nell’amplesso fu brutale ed aggressivo. Fu un rapporto che contrastava con il tipo di persona che sembrava essere esternamente. Ebbi l’impressione che avesse problemi latenti ma non capii niente di più né lo so spiegare ora. Per me aveva qualche problematica fisica, ma anche questa non la so spiegare. Mi sembrò che con l’aggressività riusciva ad eccitarsi…ricordo che in entrambe le occasioni aveva la collana al collo…era una collana d’oro, almeno apparentemente. Sia la catena che il pendaglio erano o sembravano d’oro. La catena era a maglie larghe, grossetta. Non era lunga ma non era neppure un girocollo. Arrivava qualche centimetro sotto il collo. La medaglia poteva essere grande come le 100 lire dell’epoca…“.

Nella medesima circostanza, la donna, rivedendo l’album fotografico, a proposito della foto del Narducci, dichiarava: “…le dico che il medico di cui parlo io è quello raffigurato nella foto a destra senza cappello e con gli slip azzurri….

Circa la casa di campagna, ove venivano tenute le “festicciole”, la testimone al P.M. di Firenze precisava: “…Il tragitto per arrivare a quella casa non lo ricordo proprio. Ricordo la casa. Son cose che rimangono impresse nella mente. Ricordo il camino. Ricordo che era una vecchia casa colonica al piano terra. Aveva un piazzalotto davanti. Era isolata. C’erano alberi davanti. Non so dire il tipo. Non erano fitti. Si trattava di qualche albero in qua ed in là. Mi sembra che si trattasse di una casa posta in pianura. Mi sembra di ricordare una zona tutta piana. Non si percorrevano salite per arrivarci. La strada per arrivare alla casa non era asfaltata. Dalla fine della strada asfaltata alla casa non mi sembra che ci fosse tanta strada da fare. Dall’asfalto alla casa non mi sembra che ci fossero grandi curve, era un percorso abbastanza dritto. Non mi sembra che ci fossero altre case nei pressi. Non ho ricordo né di orti o piantagioni o viti o olivi…per quanto riguarda l’interno ricordo un solo bagno tenuto male come la casa. Non c’era grande pulizia da nessuna parte…“.

In relazione all’epoca delle “festicciole ancora precisava: “…poteva essere il 1980 o forse il 1981, 1982. Ricordo che era un’estate in cui c’erano i campionati mondiali di calcio

Gides 2 Marzo 2005 Nota riassuntiva Nr.133/05/GIDES Pag. 16/17/18.

…E’ passato molto tempo e sto facendo un ulteriore sforzo di memoria. I miei ricordi sono questi: la casa colonica si trovava fuori dal paese di San Casciano e si raggiungeva dopo aver percorso per circa 5 minuti con la macchina una strada serrata sempre in pianura che portava proprio a quella casa. Era a pieno terreno e poteva avere tre o quattro stanze… erano sicuramente persone con problematiche sotto l’aspetto sessuale. Qualcuno era anche più violento, nel senso che nella presa era piuttosto manesco ed irruente, come ad esempio il medico di Prato di cui ho parlato e con cui in una occasione ebbi un rapporto sessuale… aveva dei problemi.. fu molto lento nel rapporto.. Mi sembrò un po’ “partito di testa” sessualmente parlando… aveva al collo una collana a maglie grosse o qualcosa di simile… il medico parlava più degli altri dei viaggi che aveva fatto. Lo sentii parlare della Thailandia ed anche di sport acquatici

Gides 4 aprile 2007 Pag. 80

7 Febbraio 2003 Testimonianza di Marzia Pellecchia

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