Il 17 Dicembre 2002 rilascia testimonianza l’Avv. Pietro Fioravanti presso la Questura di Firenze.

Questa la testimonianza: Fioravanti Pietro testimonianza 17.12.2002

Trascrizione:

Si da atto che l’ufficio mostra all’avv. Fioravanti una lettera manoscritta indirizzata allo stesso Fioravanti da Pietro Pacciani esistente agli atti siccome rinvenuta nel corso di perquisizione domiciliare nell’abitazione del Pacciani. Si dà atto altresì che viene data lettura del contenuto della stessa. Dopo la lettera l’avv. Fioravanti dichiara: Ricordo bene questa lettera che in effetti ho ricevuto. L’avevo portata con me anche in occasione della precedente assunzione di informazioni in questi stessi uffici il decorso giorno 5 dicembre ma non c’è stata l’occasione di mostrarvela. Il contenuto di questa lettera è tutto falso ad eccezione della parte in cui si parla dell’identikit che assomigliava allo scrittore Bevilacqua e che in effetti mi aveva particolarmente colpito tanto che a suo tempo ne avevo parlato con la signora Carlizzi. Posso affermare che questa lettera ha rappresentato il pretesto per la revoca del mio mandato difensivo, cosa che in effetti avvenne alla vigilia del processo di appello. Circa i riferimenti insistenti alle messe nere, alle streghe, ai sensitivi non posso che ribadire quello che affermai la volta precedente e cioè che fu Pacciani a parlarmi di questi argomenti e non già io. Come pure il riferimento alla nota Villa è stato un argomento di cui mi aveva parlato Pacciani come posto in cui si facevano certi riti. Voglio peraltro farvi notare una vistosa contraddizione quando il Pacciani fa riferimento nella lettera al mangiare in carta stagnola dato ai maiali ospiti di quella Villa contrastando la conoscenza di tale dettaglio con una permanenza di soli 5 giorni come sostenuto dal Pacciani. Circa le motivazioni che hanno determinato il Pacciani a scrivere la lettera posso dire che sicuramente glielo hanno imposto per arrivare alla mia revoca. Successivamente ho avuto modo di chiarire con lo stesso Pacciani il contenuto della missiva in un colloquio in carcere ed il Pacciani in quella occasione, facendo riferimento all’intervista dallo stesso letta sul settimanale Visto, riconobbe che non ero stato io a rilasciarla. Ebbi comunque l’impressione che Pacciani in effetti volesse che quei discorsi sulle messe nere fossero conosciuti dall’opinione pubblica ma non volevo assolutamente che lui potesse essere individuato come la fonte. Domanda: Lei che ha conosciuto bene Pacciani, può dirci se la lettera è stata scritta spontaneamente al Pacciani? Risposta: Rispondo negativamente. Quantomeno è stato suggerito quello che doveva scrivere o gli è stata passata una bozza di lettera. Mi sembra più probabile la seconda ipotesi. Il modo di impostazione della lettera non è assolutamente quello di Pacciani essendo nello schema troppo precisa. Non si tratta assolutamente dello stile di Pacciani se possiamo parlare di stile. Spontaneamente dichiara: “A Pacciani il discorso delle sette non glielo ha suggerito nessuno. E’ stato lui a tirarlo fuori e di questo ne sono proprio certo. Io potrò dire altre cose, ma ancora non sono trascorsi 5 anni e sono tenuto al segreto professionale”. Domanda: sulle parti lasciate incomplete e cioè “il Pr” e “che facev” che cosa le ha spiegato Pacciani sempre che ne abbiate parlato? Risposta: Su queste parti io non chiesi nulla a Pacciani, ma sicuramente si tratta di una mancanza di interpretazione di Pacciani della bozza che aveva ricevuto. A.D.R. non ho altro da dire se non rifarmi a quello che ho già riferito la volta precedente, 5 dicembre 2002, che confermo integralmente. Si dà atto che fotocopia della lettera viene allegata al presente verbale.

17 Dicembre 2002 Testimonianza di Pietro Fioravanti

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