Il 13 Novembre 2002, dopo che è avvenuta la perquisizione e l’interrogatorio del Dott. Gian Eugenio Jacchia, (NdR: eseguita con provvedimento nr. 1883/02 RGNR e 3212/96 RG Mod. 44 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, a firma del Dr. Paolo Canessa), viene registrata un’intercettazione telefonica tra il Dott. Jacchia e il suo amante Salvo.

Trascrizione: lo Jacchia, in altra telefonata registrata, conversando col proprio amante “Salvo” e commentando la perquisizione subita quel giorno e l’interrogatorio in Questura, aveva detto: lui ( riferendosi a “questo della Mobile”) mi ha chiesto che cosa pensavo del coso di Firenze…del processo sul Mostro di Firenze…e ho detto che la cosa era cominciata…è cominciata come una tragedia ed è finita come una buffonata…va bene…o sta finendo come buffonata…ehh…lui mi ha detto…ma come, professore, ci sono io che mi occupo di questa cosa…c’è tutta la magistratura…meno male che non mi era venuto in mente…che il…quello che…ha fatto tutto…come si chiama…il Procuratore Generale di Firenze…che adesso comanda l’antimafia…e che aveva fatto tutto lui…e non gli ho detto quello che volevo dire…perché l’ho detto a lui personalmente perché ero amico…e lui ha smussato la cosa…inc…processi molto difficili…eccetera, ma non c’entra questo…inc…questa battuta… Salvo: e ti hanno indagato…per favoreggiamento…per una battuta del genere… Jacchia: sì (All. 31);

1 Aprile 2005 Nota riassuntiva Nr.170/05/GIDES pag. 24/25

13 Novembre 2002 Intercettazione telefonica di Gian Eugenio Jacchia e l’amante Salvo

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