Il 21 Febbraio 2002 rilascia testimonianza Salvatore Salaris.

Questa la testimonianza: Salaris Salvatore testimonianza 21.02.2002

Questa la trascrizione:

Domanda: Cosa ricorda sulla scomparsa e sul rinvenimento del cadavere del prof. Francesco Narducci? Risposta: “Vorrei specificare i ricordi sono suddivisi in tre momenti particolari di cui il primo; Quando assunsi il Comando della Stazione CC. di Magione vi fu un periodo di ambientamento, durante il quale ho ricevuto delle informazioni sui fatti più rilevanti accaduti a Magione. Nell’ambito di questi racconti si parlò anche del rinvenimento del cadavere del prof. Narducci. Si commentava che nell’ambito di questo fatto fu trovato non so dove se nella barca o addosso al dottore, un biglietto o una lettera nel quale il professionista si dichiarava il “mostro di Firenze”. Il commento era anche che in quei periodi vi fosse stato l’intervento di un magistrato Fiorentino, che venne addirittura a Magione pochi giorni dopo il rinvenimento del corpo. Questo magistrato mi dissero essere il Dr. Pier Luigi Vigna. Mi pare che a parlarmi della presenza del dr. VIGNA, fu L’app. Virginio Bianchi residente a Magione il quale però credo che abbia fatto questa affermazione per sentito dire, in quanto all’epoca era fuori Magione per cure termali. Si parlò anche di perquisizioni effettuate nelle abitazioni di questo professore nel corso delle quali sarebbe stata rinvenuta una pistola.

D. Quali erano i militari che le riportarono le notizie relative al rinvenimento del corpo? R. “Vi era l’allora Brig. Elio Fortuna, attualmente M.llo in Servizio a Roma, il Brig. Fiorenzo Leandri, attualmente in servizio alla scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, il Car. Roberto Cirica attualmente in servizio alla Compagnia CC. Di Perugia, il C.re Rocco Irno, attualmente in servizio al C.do Regione CC. Umbria e l’app. Sisto Pavia attualmente in quiescenza, nonchè il C.re Giuseppe Monachetti attualmente in servizio alla Stazione CC. di Guardea (TR).

D. Si ricorda chi erano i militari in servizio alla Stazione di Magione all’epoca del rinvenimento del corpo del Narducci? R. “Il Comandante era il M.llo Bruni, in sottordine vi era l’allora Brig. Pellegrini, addetti l’app. Pavia e l’app. Bianchi ed altri che non ricordo, ma i nomi posso essere estrapolati dal memoriale di servizio. Il secondo momento dei ricordi lo collego alle dichiarazioni del dr. Trippetti, all’epoca del rinvenimento del cadavere, medico condotto del Comune di Magione il quale mentre si andava al bar a prendere il caffè, un giorno commentando il lavoro della Magistratura e delle FF.PP., mi disse che al momento del rinvenimento del corpo del prof. Narducci, tutto fu fatto con una grandissima fretta e aggiunse che dopo di lui sopraggiunse un medico Legale il quale riconsegnò subito il corpo ai famigliari, senza ritenere utile l’esame autoptico. Il dr. Trippetti, ripetè in maniera simile, quanto mi era stato riferito dai militari, integrando il tutto con la notizia che il dr. Narducci era sposato con una Spagnoli, che il matrimonio sarebbe durato poco perché non sarebbe stato consumato in quanto impotente, che il prof. Narducci disponeva di un’abitazione nei dintorni di Firenze proprio in uno dei luoghi dove vennero consumati i delitti attribuiti al “Mostro di Firenze” e che nei fine settimana il Narducci era solito recarvisi. Il dr. Trippetti aggiunse che in questa abitazione furono effettuate perquisizioni nel corso delle quali furono rinvenuti oggetti pertinenti ai reati attribuiti al cosi detto “Mostro di Firenze”“.

Domanda: Lo ritenne attendibile il dr. Trippetti? Risposta: “Si, in quanto si trattava di una persona molto seria che non parlava a sproposito e mi fu detto che fosse molto amico del prof. Ugo Narducci. Parlo in passato non perché il Dr. Trippetti sia morto ma perché da molti anni non è più nelle piene facoltà mentali. La terza fase dei ricordi risale al periodo successivo all’anno 1993, in quanto mi trovavo nell’attuale Comando che era stato da poco inaugurato. Nel 1994/1995, mi chiamò un M.llo della Sezione di P.G. della Procura di Firenze, chiedendomi il numero del rapporto giudiziario, con cui venne trattato all’epoca il decesso del prof. Narducci. Questa richiesta a cui io corrisposi, mi confermò che vi fosse qualcosa di vero nelle notizie che mi erano state date.

21 Febbraio 2002 Testimonianza di Salvatore Salaris

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