Vitalia Melis, moglie del primo accusato dei delitti, è stata di nuovo interrogata dal pubblico ministero Paolo Canessa «Una persona misteriosa venne da mio marito»

CASTELFIORENTINO. E’ stata ascoltata di nuovo dopo anni di silenzio e ha parlato di un personaggio misterioso che forse venne ad avvertire suo marito di un grosso pericolo che correva. Vitalia Melis, moglie di Francesco Vinci, uno tra i primi a essere indagato per i delitti del maniaco, ha raccontato al pubblico ministero Paolo Canessa di un sardo che cercò suo marito pochi giorni prima che venisse ucciso, carbonizzato, nei boschi di Chianni, in provincia di Pisa. «Era un suo amico – racconta – che non è mai stato coinvolto nelle indagini». «Venne a casa nostra, a Montelupo, pochi giorni prima dell’omicidio- racconta Vitalia che ora abita a Castelfiorentino -mio marito era fuori per lavoro. Penso che l’amico volesse avvertirlo di un pericolo e credo che ora cerchi di nascondersi perché ha paura». Da tempo Vitalia Melis non sapeva più niente delle indagini sulla morte del marito. «Voglio avere giustizia- dice determinata la donna- ho perso tutto quello che avevamo. La gente mi guarda con sospetto. Ma io non mi sono mai arresa e ho cercato dire agire. Non mi so spiegare quello che sia avvenuto a mio marito ma voglio la verità. Per questo avevo incaricato anche un’agenzia di investigazioni». Di recente è stata chiamata di nuovo in Procura. Agli inquirenti ha raccontato gli ultimi giorni di vita del marito, nell’agosto del 1993. «Mi sono meravigliata della chiamata – spiega ancora Vitalia Melis – non so se quello che ho raccontato servirà per arrivare a scoprire la verità». «Non aveva alcuna preoccupazione – dice tornando indietro con il ricordo dell’ultimo giorno di vita di suo marito- era tranquillo, da quando era stato in carcere per la vicenda del maniaco aveva cambiato abitudini: stava sempre con mee non usciva più da solo. Su dilui sono state dette tante falsità, non è vero che era l’amante di Milvia Malatesta» (la donna che venne bruciata con il figlio Mirko pochi giorni prima dell’assassinio di Vinci, ndr). «Il giorno del delitto mi disse che andava a Quarrata dove avevamo il bestiame – continua la donna – e che sarebbe rientrato alle 17». Gli inquirenti erano interessati anche a un altro particolare. La visita che il giornalista Giovanni Spinoso nel 1989 fece a Francesco Vinci, quando la coppia si trovava in Francia. «Parlò a lungo con mio marito -racconta – non conosco esattamente i contenuti perchè andarono a pranzo fuori».

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25 Gennaio 2002 Stampa: Il Tirreno
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