Il 26 Settembre 2001, dopo la comunicazione del 6 settembre 2001il CESIS di Roma produce un nuovo appunto per l‘ON.LE Ministro per la funzione pubblica e per il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza relativamente alla vicenda “mostro di Firenze” e Attività del SISDE.

Questo il documento: 26 Settembre 2001 Risposta del CESIS alla richiesta di informazioni del Ministero

Questa la trascrizione:

RISERVATO 

Presidenza del Consiglio dei Ministri 

COMITATO ESECUTIVO PER I SERVIZI DI INFORMAZIONE E DI SICUREZZA (CESIS)

2114.10.1/48522 /UA1 

Roma, 26 settembre 2001 

APPUNTO PER L’ON.LE MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA E PER IL COORDINAMENTO DEI SERVIZI DI INFORMAZIONE E SICUREZZA 

OGGETTO: Vicenda “mostro di Firenze”. Attività del SISDE. 

  1. Fa seguito all’appunto dello scorso 6 settembre, con il quale si è riferito alla S.V. On.le in ordine a quanto comunicato dal SISDE circa gli sviluppi investigativi sui delitti del cd. “mostro di Firenze”, la perquisizione effettuata nei confronti del dirigente del SISDE, Aurelio Mattei ed i rapporti intercorsi, tra il 1996 ed il 1998, tra il Pacciani ed il Prof. Francesco Bruno, in servizio presso il SISDE dal 1980 al 1987. 
  2. Sulla vicenda il SISDE ha ulteriormente rappresentato di aver svolto negli anni 1984/1991 azione informativa d’intesa con l’À.G., fornendo anche un rilevante supporto tecnico-logistico, con l’impiego di mezzi e personale, utilizzato insieme ad appartenenti alla polizia giudiziaria per la costituzione di “coppiette esca” per la cattura del “mostro”. Inoltre, lo stesso Servizio, a corredo dell’elaborato del 16.9.1984, avente ad oggetto “Profilo comportamentale e psicologico del mostro di Firenze” (di cui è stato già riferito con l’appunto del 6 settembre), ha ora comunicato a questo Ufficio di aver redatto altre informative: 
      • 5.12.1985: segnalazione su Giancarlo Andreini, nato l’11.11.1944 a Lastra a Signa (FI), quale possibile autore del duplice omicidio, avvenuto tra l’8 e il 9 settembre 1985, a San Casciano Val di Pesa (FI);
      • 28.3.1986: riconoscimento da parte di Alfredo Fanciullotti, nato il 7.10.1936 a Firenze, nell’identikit del “mostro” di tale Luigi Ciani, residente a Scarperia (FI);
      • 9.7.1986: possibile identificazione del “mostro” in Giovanni Grandinetti, nato il 23.10.1945 a Taranto;
      • 5.6.1987: possibili analogie presentate da Patrizio Coralli, nato il 26.1.1947 a Firenze, con l’identikit psicologico del “mostro”. 

Le citate note sono state inviate, a suo tempo, solo alle Forze di polizia ed al Ministero dell’Interno-Gabinetto. 

Il 18 settembre, personale della Questura di Firenze, su delega del Sost. Proc. della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, dott. Canessa, nell’ambito del procedimento penale concernente i delitti del cd. “mostro di Firenze” ha proceduto, presso il SISDE, all’acquisizione di altra documentazione ivi presente inerente la vicenda, di cui comunque non è stata trasmessa copia a questa Segreteria Generale e che riguarda, per lo più, atti interni. 

Lo stesso SISDE ha, comunque, fatto riserva di ulteriore documentazione, all’esito dell’istruttoria in corso presso le strutture del Servizio. 

  1. Per ciò che specificamente attiene a quanto indicato recentemente dagli organi di stampa circa uno “studio” elaborato dal Prof. Francesco Bruno, su incarico del Direttore pro tempore del Servizio Prefetto Parisi nel 1985, agli atti del SISDE è presente un documento privo di data, protocollo ed intestazione, a firma “Parisi”. Lo stesso ha per titolo “Studio psico-criminologico sulla serie di delitti attribuiti al cd. mostro di Firenze”, composto da 35 pagine, riguardante una dettagliata analisi della personalità e delle motivazioni del “mostro” 1 . Sono allegate 4 cartelle relative, rispettivamente, alla cronistoria degli omicidi, ad una serie di fotografie degli episodi delittuosi, ad una elaborazione statistica di dati sugli omicidi e ad una serie di mappe ove sono evidenziate le località degli eventi delittuosi. 
  1. Circa le altre indicazioni stampa sui 500 milioni della cd. “taglia” costituita con fondi SISDE e sull’ispettore Osvaldo Pecoraro, definito quale “appartenente ai servizi civili”, il Servizio ha fatto sapere rispettivamente di non poter effettuare riscontro in quanto, fino al 1993, la documentazione riguardante la contabilità riservata veniva distrutta nel rispetto delle disposizioni allora vigenti e che il citato ispettore non ha mai fatto parte del SISDE. 

Ministero dell’Interno-Gabinetto al corrente. 

PER INFORMAZIONE 

1 Il soggetto viene indicato “al di sopra di ogni sospetto, quasi certamente di intelligenza elevata, di buon livello culturale, socialmente integrato ed oggetto di stima, se non di ammirazione per la sua condotta di vita integerrima e morigerata, animata fanaticamente da un ideale di probabile matrice religiosa”. 

RISERVATO

26 Settembre 2001 Risposta del CESIS alla richiesta di informazioni del Ministero
Tag:                     

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *