«Era lui il mostro» Uccise l’amico, assolto per infermità

FIRENZE. Il 16 ottobre ’98 uccise una guardia giurata, suo ex collega di lavoro, perché convinto che fosse il maniaco di Firenze. E stato assolto perchè giudicato non imputabile: una perizia psichiatrica ha stabilito che era affetto da delirio, totalmente infermo di mente e pericoloso socialmente. Dovrà passare i prossimi otto anni nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo: questa la misura di sicurezza decisa dal gip Antonio Banci al termine del giudizio abbreviato contro Lorenzo Boretti, 31 anni, fiorentino, accusato dell’omicidio di Giancarlo Menichetti,52 anni, residente a Chiesanuova, guardia giurata, ucciso a colpi di fucile nella zona industriale di Cerbaia. Ieri era stata fissata l’udienza preliminare davanti a Banci che ha poi accolto la richiesta di giudizio abbreviato, d’accordo il pm Francesco Caleca, avanzata dall’avvocato Gabriele Zanobini, legale di Boretti, già trasferito a giugno dal carcere di Sollicciano a Montelupo dopo che una perizia disposta sempre dal gip con incidente probatorio, aveva accertato la sua infermità mentale. In base a quella perizia il gip ha assolto Bonetti, ordinando però il ricovero in un manicomio giudiziario per la sua pericolosità sociale. Sul movente dell’omicidio, Boretti, secondo quanto è emerso, spiegò di aver ucciso Menichetti, suo ex collega di lavoro e anche amico, perchè convinto che fosse il vero maniaco di Firenze. Sostenne che Menichetti gli aveva confidato che Pietro Pacciani non era il «mostro»: quest’affermazione legata ad altre colloqui avuti con la vittima, lo aveva convinto della «colpevolezza» del suo ex collega. Era andato a fare ricerche anche alla biblioteca Marucelliana per documentarsi sul caso dei delitti delle coppiette e pensava che se non avesse ucciso Menichetti quest’ultimo lo avrebbe ammazzato.

https://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/1999/09/17/LF206.html

17 Settembre 1999 Stampa: Il Tirreno
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