
Il pensionato toscano: ho ereditato da un parente americano che seppe di me quando fui citato nella vicenda del mostro “Complice di Pacciani? Accusandomi mi hanno reso miliardario” “Ora ringrazio chi fece il mio nome” DAL NOSTRO INVIATO PRATO Trenta miliardi ereditati dallo zio d’America, Pare uno di quei racconti che da tempo erano radicati nell’imaginario collettivo. Ma per Gianpiero Vigilanti l’eredità e’ arrivata davvero: lo zio d’America si e’ ricordato di lui e gli ha lasciato 18 milioni di dollari, pari a 30 miliardi di lire. Vigilanti, un pensionato di 67 anni che vive alla periferia di Prato, fino al ’94 non conosceva neppure l’esistenza dello zio Joe, figlio di un fratello del nonno, che negli anni Venti lasciò Vicchio, nel Mugello, per andare a far fortuna negli Stati Uniti. E Invece e’ stato proprio lo zio Joe a farsi vivo dopo aver saputo che quel signore di Prato col cognome uguale al suo era coinvolto, ingiustamente, nella vicenda del “mostro di Firenze”. “Quante maledizioni ho mandato a voi giornalisti per aver scritto che ero un complice di Pacciani: ma adesso devo solo ringraziarvi”. Vigilanti era stato coinvolto nella vicenda per il ritrovamento di una trentina di proiettili calibro 22, uguali a quelli usati dal mostro, in casa sua. Così tu considerato uno dei maggiori sospettati per una decina d’anni, e cioè fino al ’94, quando to completamente prosciolto da ogni accusa. Di lui si occupò perfino la Cnn in un’inchiesta sul serial killer fiorentino. “Mio zio vide quel programma e dopo brevi ricerche mi chiamò al telefono da Newark, nel New Jersey – racconta -. Per un attimo pensai a uno scherzo, ma quando lui mi descrisse episodi che risalivano alla mia infanzia, la diffidenza si trasformò in commozione”. Dopo quella telefonata, Vigilanti e’ andato a trovare lo zio per due volte, nel ’95 e nel ’97. Joe, che è morto lo scorso febbraio a 82 anni, era vedovo e non aveva figli. L’unico parente rimastogli negli Stati Uniti era il figlio di un fratello. “Aveva fatto fortuna incominciando da zero – racconta Giampiero-, divenendo proprietario di una industria che produceva componenti per l’Aeronautica militare americana. Ma non immaginavo che fosse ultramiliardario, anche se la casa di Newark in cui venivo ospitato era magnifica”. La notizia della morte del parente gli arrivò con una telefonata dal cugino americano. “Mi disse inoltre che lui e io eravamo gli eredi di 36 milioni di dollari spartiti salomonicamente in due parti. Non gli credetti perché mi sembrava assurdo che un parente visto appena due volte mi lasciasse in eredità una simile fortuna”. “Che cosa ne faro?”, s’interroga ora. “Mi comprerò una casa in campagna e così avrò più spazio per ospitare i miei due cani”. E non dimentica di sottolineare che i maggiori beneficiari della ricchezza saranno la moglie Elena e i due figli Gianluca e Andrea, che hanno rispettivamente 33 e 36 anni. Vigilanti ha avuto un passato molto movimentato. Nel ’53 si arruolò nella legione straniera e andò a combattere in Indocina, dove fu catturato dai Vietminh. Liberato, venne inviato in un altro inferno, quello dell’Algeria. Scaduta la ferma, rientrò in Italia nel ’60 a Prato, scegliendo la vita più tranquilla dell’operaio tessile, Ettore Vittorini
Vittorini Ettore
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(12 settembre 1998) – Corriere della Sera
