27 12 1995 – Gabriella Ghiribelli interrogatorio

Mi viene data lettura delle mie dichiarazioni rese ad ufficiali di P.G. di codesto ufficio il giorno 21 dicembre 1995. Confermo queste dichiarazioni, ad eccezione di due particolari. Il primo è che io non mi prostituisco più avendo smesso tale attività negli anni 89/90. La seconda circostanza che non confermo in quanto non è stata da me riferita così come è verbalizzata e sicuramente si è trattato di un’incomprensione da parte dei verbalizzanti forse causata da me che non mi sono saputa esprimere, è quella relativa alla presenza di PACCIANI Pietro a casa di INDOVINO Salvatore in occasione dell’arrivo del personaggio, da me indicato come medium, che giungeva con il camper. Devo, infatti, precisare che non ho mai visto il PACCIANI Pietro nè a casa dell’INDOVINO nella circostanza erroneamente riferita nel precedente verbale, nè in altre occasioni. Ho visto il PACCIANI solamente in televisione o suoi giornali in occasione della nota vicenda del Mostro di Firenze. Mi viene chiesto di specificare le mie conoscenze con persone di San Casciano e, in particolare, con VANNI Mario. All’epoca in cui venivo a Firenze per prostituirmi, all’incirca nell’arco di tempo 1982/1986, tra i miei clienti vi era un gruppetto di persone di San Casciano che era solito venire a Firenze la domenica pomeriggio a mezzo corriera della SITA. Questo gruppo era costituito da: – VANNI Mario; – una persona che abitava in Borgo Sarchiani di San Casciano della quale non ricordo il nome, ma so che allevava i piccioni che poi vendeva a privati; – altra persona soprannominata Talpaceca, in quanto non vedeva da un occhio, della quale ricordo che aveva l’abitudine di farmi spogliare nuda e masturbarsi in mia presenza senza avere un normale rapporto. Questa persona mi pagava il doppio proprio perchè non riferissi ai suoi amici il suo vizio; – tale Femando che so essere stato buon amico di LOTTI Giancarlo e che credo fosse in possesso all’epoca di una moto ape. Lavorava da falegname ed abitava, se non vado errata, dalle parti di Ponte Rotto; – tale Adelindo che, da quanto so, aveva perso la testa per Filippa Nicoletti. Queste cinque persone mi risulta quindi che venivano a Firenze tutte le domeniche e, quivi, in via Fiume incontravano me ed anche altre prostitute e, all’epoca, andavamo per i rapporti alla pensione Tamerigi al n. 5 di quella via. Devo precisare che, per quanto mi riguarda, io ebbi rapporti con tutti ad eccezione che con il VANNI, con il quale rifiutai il rapporto avendo appreso che era un vizioso, nel senso che quando andava con le donne portava vibratori e falli di gomma, il cui uso io assolutamente non condividevo. Queste tendenze molto particolari del VANNI mi vennero confermate anche da due sorelle di Massa Carrara che venivano a Firenze per prostituirsi fermandosi ogni settimana dal venerdì alla domenica. Queste sorelle – una era bionda ed una bruna – mi dissero per l’appunto che tra i loro clienti fissi vi era il VANNI Mario, il quale non aveva con loro un normale rapporto sessuale, ma utilizzava vibratori e falli di gomma. Queste due prostitute operavano anch’esse presso la pensione Tamerigi e presso la pensione Banchi. Mi risulta, inoltre, che il VANNI era solito avere rapporti con la Filippa, dalla quale andava spesso insieme ad Adelindo sempre presso la pensione Tamerigi e Banchi.

A.D.R.: Oltre alle persone che ho citato, tra i miei clienti abituali di San Casciano, come ho già riferìto nel precedente verbale, vi era il LOTTI Giancario. Con questi ho continuato ad avere rapporti anche dopo aver smesso l’attività e tuttora li ho con una frequenza quasi settimanale. Solamente la settimana scorsa il LOTTI non è venuto a trovarmi, in quanto ha avuto un diverbio con me perchè avevo rifiutato un invito a cena disdetto all’ultimo momento quando è venuto a casa mia per prendemi.

A.D.R.: Per quanto riguarda le riunioni spirítiche a casa di INDOVINO Salvatore, di cui vi ho parlato in precedenza, posso aggiungere che ad esse partecipavano anche un tale LUCIANO di Prato che si presentava con una donna fissa a nome Grazia quando giungeva il siciliano con il camper in compagnia di altre donne. Il Luciano però lo vedevo anche a sere alterne a casa dell’INDOVINO sempre in compagnia della Grazia. Ho avuto modo di notare direttamente i segni della riunione e cioè candele spente, croci di carbonella combusta, preservativi, bottiglie di liquori vari vuote, nonchè un cartellone appoggiato sul tavolo contenente tutte le lettere dell’alfabeto e numeri con all’estremità di questo cartellone che era di forma ovale due cerchi con scritte in uno SI’ e nell’altro NO. Nel mezzo di questo cartellone vi era un piattino da caffè sporco di nero. Queste cose le notavo la domenica mattina, prima di recarmi a Firenze per prostituirmi, in quanto ero solita passare dall’INDOVINO, per cui ritengo che le riunioni si tenevano sicuramente il sabato sera. Furono lo stesso Salvatore INDOVINO ed anche il LUCIANO a dirmi che il medium con il camper era solito girare per l’Italia per esercitare la professione e tutti i sabati si recava lì dall’INDOVINO per le riunioni spíritíche. Mi spiegavano che prima facevano le carte, poi bevevano e poi facevano le orge. Erano comunque persone molto strane.

A.D.R.: Mi risulta che anche Filippa Nicoletti partecipava a queste orgie e, quando era ubriaca, si faceva prendere da LOTTI Giancarlo che la portava presso la di lui abitazione, all’epoca a Ponte Rotto.

A.D.R.: ho sentito dire che presso l’abitazione dell’INDOVINO vi era un via vai di gente superstiziosa che si faceva fare le carte e filtri d’amore. Ho sentito anche dire che giovani coppie della zona, in prossimità del matrimonio, si recavano dall’INDOVINO per le suddette finalità. Era l’INDOVINO stesso a preparare i filtri d’amore, ma il vero maestro però era quello del camper che veniva solo il sabato. Queste cose le ho sentite dire nel paese di San Casciano un po’ da tutte le persone, in quanto era notoria l’attività dell’INDOVINO e ricordo, tra gli altri, di averlo sentito dire anche nella bottega di Ezio, il quale rimproverava la moglie di essere molto superstiziosa. Spontaneamente la GHIRIBELLI dichiara: Ritornando da Firenze, la sera prima del giorno in cui fu diffusa la notizia del duplice omicidio degli Scopeti, intorno alle ore 23.30, insieme al mio protettore dell’epoca tale GALLI Norberto, proprio in corrispondenza della tenda – da me notata anche nei giorni precedenti – ebbi modo dì constatare la presenza di un’auto in sosta di colore rosso o arancione con la portiera, lato guida, di altro colore sempre sul rossiccio, ma più chiaro dell’intero colore del mezzo. Devo precisare che il colore dell’auto mi sembrò un po’ alterato in quanto su di essa rigettava la luce dei fari dell’auto su cui stavo viaggiando. Quando si seppe la notizia in San Casciano del duplice omicidio, il GALLI mi disse di tacere per non trovarci entrambi nei guai e fu per questo che non dissi nulla, anche perchè ero terrorizzata e nessuno mi aveva fatto domande,

A.D.R.: Non m’intendo molto di macchine, però posso dire che l’auto da me vista, ripeto, ferma in prospettiva proprio in corrispondenza della tenda, tanto da coprirla per circa tre quarti, era del tipo sportivo e presentava la coda tronca. Aveva le luci spente e si trovava a cavallo tra una banchina erbosa e l’asfalto con il muso diretto verso San Casciano. Circa tre mesi fa, ho avuto modo di notare la macchìna del LOTTI, che aveva parcheggiato alla biblioteca nazionale, e vedendo che essa aveva la portiera di colore rosa, mi venne spontaneo dire al LOTTI, in tono scherzoso:” vuoi vedere che sei tu il Mostro? ” Alla domanda del LOTTI del perchè, risposi che la notte del delitto degli Scopeti, avevo visto una macchina uguale a quella nel colore e con la portiera sbiadita di altro colore, per l’appunto come quella sua. Il LOTTI rimase male per questa mia affermazione e mi disse :” cosa c’entra la mia macchina con quella che hai visto te?”. lo risposi che quella macchina mì sembrava uguale alla sua soprattutto perchè presentava lo sportello del guidatore di altro colore, ma sempre in tinta. In seguito il LOTTI è venuto a trovarmi con altra macchina e mi spiegò che l’aveva cambiata perchè l’altra non funzionava più.

A.D.R.: Quella sera con il GALLI eravamo su una Polo di colore bianco e, facendo le proporzioni, l’auto in sosta mi sembrò senz’altro più grande della Polo che era intestata al GALLI e guìdata nella circostanza dal medesimo. Sono senz’altro in grado di poter riconoscere il modello della macchina da me vista agli Scopeti ovvero dirvi se rassomigli a questa nel caso in cui mi venissero mostrate delle foto. A questo punto l’ufficio, vista la disponibilità della GHIRIBELLI, pone in visione n. 2 fotocopie riproducenti la parte laterale anteriore e posteriore del modello Fiat 128 Coupè. La GHIRIBELLI, dopo aver attentamente esaminato dette fotocopie, dichiara: “Sì, il modello della macchina da me vista quella sera mi sembra proprio uguale a quello riprodotto nelle fotocopie esibitemi, specie nella linea sportiva e nella parte posteriore, segnatamente nella coda tronca.”. Si dà atto che dette fotocopie vengono firmate dalla GHIRIBELLI e dai verbalízzanti per essere allegate al presente verbale.

A.D.R.: Sì, guardando attentamente dette fotocopie, la macchina in esse riprodotta mi sembra proprio simile a quella di cui vi ho parlato e che è stata da me notata agli Scopctí.

A.D.R.: Il LOTTI Giancarlo ho iniziato a frequentarlo dall’anno 1986 e mai, prima della circostanza riferita, avevo avuto modo di notare che auto egli avesse, in quanto era solito lasciare l’auto alla Fortezza o in Píazza Indipendenza e venire da me a piedi. Anche in San Casciano non avevo mai avuto l’opportunità di notare il LOTTI in auto.

A.D.R.: a Firenze, per prostituirmi, venivo ogni sera dalle 20 alle 23-24 sempre in auto con il GALLI, mentre la domenica venivo il pomeriggio verso le 14-14.30 sempre con il GALLI e ritornavo a casa verso le 23-24. Talvolta litigavo con il GALLI e tornavo prima a casa, A questo punto, al fine di poter localizzare in termini più puntuali la posizione della macchina vista dalla GHIRIBELLI agli Scopetí, viene mostrata alla predetta una foto a colori, scattata dall’alto e riproducente il luogo del delitto degli Scopeti con la zona immediatamente circostante. La GHIRIBELLI dichiara: “Riconosco perfettamente il posto riprodotto in tale foto che mi è stata esibita. Si tratta effettivamente del luogo in cui si è verificato il duplice omicidio. Ricordo benissimo di aver notato tre-quattro giorni prima del delitto, durante i rniei transiti da quei luoghi per recarmi a Firenze o tornare a casa, la tenda dei due turisti, che si trovava nello spiazzo all’incirca dì fronte alla macchina che si vede nella foto e precisamente nella parte dello spiazzo più scuro. Devo far presente che all’epoca, rispetto alla vegetazione che è presente nella foto, ve ne era meno e pertanto, transitando dalla strada, era possibile poter notare la tenda. L’auto ferma da me vista, guardando la foto, si trovava sulla strada proprio in corrispondenza della parte più scura dello spiazzo.” Aggiunge spontaneamente: Quando vidi la tenda ìn quel posto, mi meravigliai e pensai tra me e me : “guarda un po’; con questo buio non hanno paura”. Quando vidi poi l’auto ferma proprio in corrispondenza della tenda mi chiesi come mai quella sera fosse li quell’auto, apparendomì strana quella presenza. Poi quando il giorno dopo seppi la notizia del delitto ricollegai la presenza di quell’auto al delitto, ma venni invitata dal GALLI a non dire nulla in quanto egli aveva avuto nel passato delle noie con la legge e non voleva avere fastidi. Io aderii a questo invito, tanto che, prima di oggi, non dissi nulla a nessuno, tranne che al LOTTI nella circostanza già riferita. Si dà atto che la foto in questione viene firmata sul retro dalla GHIRIBELLI e dai verbalizzanti ed allegata al presente verbale.

A.D.R.: Ebbi modo di vedere che la tenda dei due turisti era del tipo canadese e di colore chiaro, come grigio sporco.

A.D.R.: Mi risulta che il LOTTI è molto geloso della propria auto e non la presta a nessuno e, quando porta qualcuno, è sempre lui a guidarla. Mi rìsulta questo per avermelo detto in più circostanze lo stesso LOTTI, che peraltro lo ha riferito anche ad altre persone, che a loro volta me lo hanno detto. Posso dire che ciò a San Cascíano lo sanno “cani e porci”.

A.D.R.: Posso stabilire l’orario delle 23.30 in cui passai quella sera dagli Scopeti mi ricordo bene che, insieme al GALLI, partii da via Fiume alle 22.50 e litigammo per motivi nostri tanto che ad un certo punto ci fermammo alcuni minuti ed il GALLI voleva darmí uno schiaffo. Ricordo che non vi era traffico per la strada ed a casa arrivai verso le 24, dopo essermi fermata al bar centrale di San Casciano a bere una bibita. Ricordo che al bar c’era soltanto il proprietario, Luciano, che si accingeva a chiudere il locale.

A.D.R.: In riferimento all’episodio degli Scopeti, posso affermare con certezza che all’epoca, pur avendolo conosciuto tramite Filippa, non frequentavo il LOTTI, che iniziai a frequentare nell’ 86 allorchè mi lasciai con ìl GALLI.

A.D.R.: Quando vidi la macchina di cui vi ho parlato ferma agli Scopetì, non ebbi modo di notare, nel transitare, se a bordo di essa vi fossero persone; posso comunque affermare che per strada nei pressi non vidi nessuno.

A.D.R.: Il GALLI mi disse di non parlare con nessuno della macchina vista, in quanto anche lui aveva collegato la presenza di quell’auto con il delitto e non intendeva avere problemi con la legge.

27 Dicembre 1995 Testimonianza di Gabriella Ghiribelli

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