Il 9 dicembre 1995 la squadra mobile di Firenze, a firma Michele Giuttari, invia alla Procura della Repubblica di Firenze al Procuratore Paolo Canessa nota, la N.500/95-S.M., del colloquio informale avuto da Sabrina Carmignani con l‘Ispettore Capo Riccardo Lamperi e il sovraintendente Alessandro Venturini il giorno 2 dicembre 1995, dalle 15.30 alle 17.00. Colloquio che viene riportato nella nota, la N.500/95-SQ.MOB./SAM, del 5 dicembre 1995.
Queste la nota: 1995 12 09 Nota Carmignani Sabrina
Questa la trascrizione:
1.65 N.500/95-S.M.
Firenze, 09.12.1995
QUESTURA DI FIRENZE Squadra Mobile
OGGETTO: Proc. pen.nr.2374/94 mod.44. – Trasmissione atti.
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA Presso il Tribunale Ordinario di FIRENZE c.a. Dott. Paolo Canessa
In riferimento al procedimento penale di cui all’oggetto, si comunica quanto segue:
In data 02.12.1995, l’Isp. C. Riccardo LAMPERI ed il Sovr. Alessandro VENTURINI, nel corso di un colloquio avuto con CARMIGNANI Sabrina, in atti meglio generalizzata, apprendevano elementi e circostanze utili per le indagini in corso, riportate in una annotazione del 05.12.1995, nella quale i citati dipendenti, in particolare, riferivano:
– che la donna, in relazione alle precedenti dichiarazioni rese ai CC di San Casciano il giorno 09.09.1985, aveva fornito alcune precisazioni dichiarando, in particolare, che, il pomeriggio del 08.09.1985, si era recata, insieme al fidanzato agli Scopeti, nel luogo, in cui si trovava la tenda da campeggio, per assumere una dose di eroina acquistata, poco prima, a Firenze. Aveva, poi, aggiunto che sul luogo, durante la sua permanenza, era sopraggiunta una autovettura, precedentemente indicata per una Fiat Regata, ma che avrebbe potuto essere una Fiat 128 coupé, mostratale in foto;
– che la CARMIGNANI, alla lettura delle dichiarazioni di altri testi, i cui nomi non le venivano fatti, e che si riferivano alle descrizioni somatiche di due persone, notate, da tali testi, nei pressi del luogo del duplice omicidio, aveva dichiarato spontaneamente che quella più alta era “quello lì di San Casciano … come si chiama Torsolo”, precisando subito dopo che si trattava del suo compaesano Mario Vanni, a lei ben noto come “guardone” che frequentava la piazzola degli
Scopeti;
– che la donna aveva rifiutato la verbalizzazione di quanto riferito, adducendo che ciò era dovuto non tanto al desiderio di nascondere il suo stato di ex tossicodipendente, quanto allo scopo di non entrare in alcun modo nel processo a carico del Pacciani per timore di rappresaglie contro il proprio bambino ad opera di soggetti, al predetto detenuto collegati, ancora in libertà.
Alla luce delle suddette emergenze, ritenendosi opportuno procedere formalmente alla verbalizzazione delle dichiarazioni di cui trattasi, considerate utili per il prosieguo delle investigazioni volte all’identificazione di eventuali complici del PACCIANI, si procedeva ad invitare formalmente la CARMIGNANI in questo Ufficio per le ore 09.00 del giorno 06.12.1995.
All’invito la predetta si presentava in compagnia del proprio legale di fiducia nella causa civile di separazione legale dal marito GALLI Mauro, avv. Aldo Colao, che, su sua esplicita richiesta e su richiesta della cliente, assisteva all’atto di P.G.. Sicché, nel corso dell’assunzione di informazioni, la CARMIGNANI, tra l’altro, riferiva spontaneamente che:
– Il pomeriggio del giorno 8 settembre 1985, insieme al fidanzato, si era recata nella piazzola degli Scopeti intorno alle ore 17, allo scopo di mangiare un panino ed una fetta di torta in occasione del proprio compleanno che ricorreva per l’appunto quel giorno. Giunta sul posto, si era intrattenuta, per circa mezz’ora, nei pressi della tenda da campeggio, dalla stessa notata anche la sera del giorno precedente e, durante tale permanenza, era sopraggiunta un’autovettura, che, provenendo da San Casciano, si era immessa per un limitato tratto nella piazzuola, dopo di che, forse perché l’autista aveva notato la loro presenza, aveva fatto subito retromarcia posizionandosi più avanti, a margine della strada asfaltata, con il frontale in direzione di Firenze.
Quindi, nel lasciare il posto, dopo alcuni minuti dal sopraggiungere di quest’auto, nell’immettersi in direzione San Casciano, aveva avuto modo di notare di spalle la persona che si trovava alla guida e che le aveva dato l’impressione, dalla sua figura, che fosse di età matura e massiccia di corporatura.
A proposito di questo individuo, ha precisato che ella era stata colpita dal fatto che l’uomo, pur essendoci molto caldo, indossava un giaccone da cacciatore di colore verde.
– aveva visto l’auto di cui sopra è cenno, allorché questa sporse con il frontale all’inizio della piazzuola e, in un secondo tempo, nella parte posteriore quando ella aveva lasciato la piazzuola.
Al riguardo, ha precisato che, dal frontale, per la presenza dei fari squadrati, il mezzo le era sembrato simile a quello della Regata, tipo di macchina che era in possesso all’epoca della propria madre, ma che in effetti non poteva essere poiché la macchina di quell’individuo era più bassa.
Aggiungeva anche che, il retro di questa auto era piuttosto tronco ed il suo colore, di tonalità media (né troppo scuro e né troppo chiaro) era piuttosto sbiadito, nel senso che trattavasi di macchina che sicuramente era stata esposta alle intemperie, pioggia e sole, che ne avevano alterato il colore originale.
– il frontale ed il retro della Fiat 128 coupé, mostratale in due riproduzioni fotografiche, erano piuttosto compatibili con l’auto da lei vista e descritta.
– all’arrivo dell’auto di cui trattasi, aveva posto l’attenzione solamente sulla vettura e quindi non poteva escludere che vi fosse un’altra persona a bordo oltre al guidatore, da lei notato particolarmente all’atto dell’uscita dalla piazzuola.
– dopo qualche giorno dal delitto di Scopeti, a seguito di articoli di stampa che avevano riferito la sua presenza sul posto del delitto, pubblicando anche la sua foto, le erano state recapitate a casa per posta ordinaria, tre/quattro lettere anonime dal contenuto molto strano.
Al riguardo, precisava che, in quelle lettere, si facevano apprezzamenti su di lei e, specificatamente, su parti anatomiche del suo corpo e, quindi, il loro contenuto era a sfondo prettamente sessuale.
Aggiungeva che, nell’ultima di queste lettere, l’anonimo, adducendo che ciò era esclusivamente nel suo interesse, le aveva dato un appuntamento a San Casciano per le ore 11 nel piazzone dei giardini, invitandola ad indossare una mini gonna ed una maglietta scollata.
Ella era andata all’appuntamento con l’accordo di ex appartenenti all’Arma carabinieri, che lavoravano in un’agenzia investigativa privata, alla quale il proprio genitore si era rivolto, consegnando le lettere, ma non si era presentato nessuno probabilmente perché era transitata e si era fermata nel posto convenuto un’auto della polizia.
– le lettere in questione erano manoscritte a stampatello e grossolanamente e recavano tutte il timbro postale di partenza di San Casciano.
– l’agenzia di investigazione privata si trovava a Firenze ed il proprio genitore si era rivolto ad essa perché consigliato in tal senso da qualcuno e per avere una maggiore riservatezza.
– che le lettere anonime furono consegnate all’agenzia e rimasero nella disponibilità di questa.
– agli Scopeti, anche nei giorni precedenti all’08.09.1985, aveva notato appoggiato ad un albero proprio all’inizio della piazzuola entrando sul lato destro e proprio in corrispondenza al posto in cui aveva notato l’autovettura descritta in sosta, un motorino di cui conservava ancora un ottimo ricordo e che descriveva come segue: di vecchio modello, con serbatoio a goccia posizionato in diagonale sulla canna e sellino piuttosto largo nella parte posteriore di colore nero, con i parafanghi larghi e grossi che coprivano le ruote; di colore sul rosso/mattone opaco, nel senso che il colore risultava sbiadito dall’usura e dalle intemperie.
Precisava di aver notato il motorino fermo in quel posto per un periodo di tempo che collocava circa tre/quattro giorni prima del giorno 8 settembre 1985 nelle occasioni in cui ella era transitata da lì per recarsi a Firenze e tornare a casa.
– dopo aver visionato copia del fascicolo dei rilievi tecnici eseguito in data 13.06.1992 dalla Polizia Scientifica della Questura di Firenze, nel motorino riprodotto nei rilievi 22-23-24-25-26-27-28 riscontrava le stesse caratteristiche, a parte il colore, di quello da lei notato e descritto, in quanto, in particolare, aveva la stessa forma, lo stesso tipo di sellino, certamente lo stesso serbatoio e gli stessi parafanghi grossi e lunghi che coprono le ruote.
– due uomini, notati da altri testi nei pressi del luogo del delitto, aventi le seguenti caratteristiche: uno di mezza età, di corporatura “tipo squadrata”, di media altezza, “senza collo” con testa dal taglio rettangolare, dall’apparenza di contadino, con capelli tagliati corti; un altro un po’ più alto del precedente, meno grezzo dell’altro, non erano stati da lei notati, in quanto ella aveva visto, quel pomeriggio, solamente l’auto già specificata ed il guidatore.
– facendo mente locale ai noti personaggi venuti alla ribalda del noto processo PACCIANI, con quelle caratteristiche, le venivano in mente tanto l’imputato quanto un proprio compaesano, tale Torsolo, ossia VANNI Mario, da lei mai visti insieme né in paese, né nelle vicinanze della piazzuola degli Scopeti.
– singolarmente il PACCIANI non lo aveva mai visto agli Scopeti, mentre il Torsolo, che era personaggio a lei più familiare in quanto discusso in paese per le sue vicende familiari e noto come guardone, lo aveva visto in diverse epoche e, per quanto ricordava, sempre a piedi lungo la strada.
In relazione alle dichiarazioni di cui sopra, sono stati svolti dei primi accertamenti, dai quali è risultato che effettivamente dopo qualche giorno dal duplice omicidio del 1985 – segnatamente il giorno 11.09.1985 – sul quotidiano “LA NAZIONE” a pag. 3 è stato pubblicato, tra gli altri, un articolo dal titolo “Domenica ero lì – il racconto di una ragazza: Poi è arrivato uno, solo, in auto…”
In questo articolo, che contiene la riproduzione fotografica della CARMIGNANI, l’autore (S.B.), tra l’altro, dopo aver detto che la predetta era stata nella piazzola del delitto la domenica pomeriggio insieme al suo ragazzo, riferisce le seguenti dichiarazioni della giovane: “con la nostra macchina ci siamo fermati accanto alla Golf francese, ma non siamo scesi; in terra c’era troppo sporco, cartacce, stracci, lattine. Quella macchina e quella tenda ci rassicuravano: c’era qualcuno, non
eravamo soli. Fra l’altro, dall’apertura della tenda s’intravedeva la forma di una persona sdraiata, forse addormentata. Abbiamo spento la radio per non disturbare. Dopo un po’ il silenzio è stato rotto dal rombo di un motore. C’era una macchina che veniva avanti con un uomo solo sopra.
Sappiamo che la zona è infestata dai guardoni e abbiamo preferito andare via. Quando ho saputo che il mostro aveva colpito agli Scopeti, ho pensato subito alla tenda e alla macchina francese e a quella persona che credevamo addormentata”.
Per quanto riguarda l’agenzia di investigazioni privata, si rappresenta che DADDI Silvana, in atti meglio generalizzata, madre della nominata CARMIGNANI, assunta a verbale il 06.12.1995, nel confermare quanto riferito dalla figlia in relazione alle lettere anonime, cui questa era stata destinataria, dichiarava che era stata lei ad accompagnare la figlia presso l’agenzia di investigazioni privata, che si trovava nella zona Centro di Firenze ed alla quale avevano consegnato le missive.
La donna soggiungeva che avevano trovato il nome di questa agenzia sugli annunci economici de “La NAZIONE” e che a memoria del marito, in tale annuncio, si diceva che trattavasi di carabinieri in congedo.
Da primi accertamenti, non è emerso che sul quotidiano in questione nei mesi di settembre ed ottobre 1985 siano apparsi annunci pubblicitari di agenzia investigativa di ex carabinieri, mentre, da un riscontro agli atti della locale Prefettura, si è appurato che in Firenze opera l’agenzia ‘Fidelis” con sede in via Brunelleschi n. 1, il cui titolare, nell’anno 1985, risulta essere stato tale BONSERVIZI Maria Teresa, nata a Sassari il 08.05.1920, che si avvaleva, come informatori esterni, di ex appartenenti all’Arma carabinieri.
Si fa riserva di riferire l’esito degli ulteriori sviluppi. Si allega:
– annotazione dell’isp. C. R. Lamperi e del Sovr. A. Venturini;
– biglietto d’invito notificato a CARMIGNANI Sabrina;
– verbale di assunzione di informazioni da CARMIGNANI Sabrina;
– verbale di assunzione dì informazioni da DODDI Silvana;
– carteggio amministrativo concernente la ditta “Fidelis”.
IL DIRIGENTE ( Dott. Giuttari )
