Il 12 ottobre 1995 viene trasmesso alla Procura della Repubblica di Firenze nella persona di Paolo Canessa la nota riassuntiva rispetto alle testimonianze di Marcella De Faveri e Vittorio Chiarappa e le indagini svolte in relazioni alle testimonianze rese.
Questa la nota: 12 ottobre 1995 nota testimonianze De Faveri e Chiarappai
Questa la trascrizione:
N.500/95 SQ.MOB./SAM Firenze,12.10.1995
QUESTURA DI FIRENZE SQUADRA MOBILE SAM
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI FIRENZE
Dr.Paolo Canessa Sost.Proc.
OGGETTO: procedimento penale n.2374/94 Mod.44 – TRASMISSIONE ATTI.
Si trasmettono per le opportune valutazioni e correlazioni i due verbali di dichiarazioni rese alla SAM nella giornata di ieri da CHIARAPPA Vittorio, professore di musica, e da sua moglie DE FAVERI Marcella, insegnante presso l’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze, in ordine a ciò che notarono nel pomeriggio del giorno 8 settembre 1985 in occasione di una visita presso la casa colonica di un loro amico, ora defunto, Giancarlo Rufo, abitante in via degli Scopeti 124, nel comune di San Casciano in Val di Pesa. Per praticità se ne sintetizza brevemente il contenuto.
I due coniugi, sentiti separatamente, hanno in sostanza riferito che, in occasione della visita, al momento di entrare e di uscire nel cancello della casa di RUFO Giancarlo, notarono una vettura di colore rosso sbiadito, con il dietro di forma tronca, in sosta sul lato destro di via degli Scopeti, in corrispondenza della stradella che porta alla piazzola del duplice omicidio dei due giovani francesi. L’auto era parcheggiata con la parte anteriore in direzione di San Casciano e, mentre il CHIARAPPA ricorda di avere visto di spalle, appoggiato alla vettura, un uomo di corporatura grossa e di mezza età che guardava verso il bosco, sua moglie Marcella, che non guidava e che, pertanto, poteva osservare con più attenzione, ricorda anche un secondo uomo, anche lui di mezza età, di corporatura squadrata, di media altezza, “senza collo”, con testa dal taglio “rettangolare” che le dava l’impressione di essere un contadino. Costui stava appoggiato alla parte anteriore della macchina e guardava la strada asfaltata in direzione di San Casciano. Entrambi i personaggi non si mossero né si voltarono al sopraggiungere dell’auto di CHIARAPPA Vittorio. Anche al termine della visita a RUFO Giancarlo la vettura rossa dei misteriosi individui era ancora parcheggiata nella medesima posizione, questa volta senza nessuno né a bordo, né accanto.
Questo Ufficio, sulla scorta di quanto riferito in passato (ore 15.00 del 21.07.1994) da uno degli amici di Pietro Pacciani, cioè Giancarlo Lotti, il quale ha dichiarato di aver posseduto anche una FIAT 128 coupè di colore rosso (vedasi annotazione SAM del 26.07.1994), ha potuto stabilire con obiettività che, effettivamente, il LOTTI è stato proprietario di una FIAT 128 Coupè rossa targata FI D56735 dal 30.03.83 al 02.04.1986. Un ulteriore accertamento esperito presso il Centro Storico della FIAT Ufficio Documentazione di Torino (Sig. Massimo CASTAGNOLA Fax 0116633645) ha consentito di individuare, tramite il numero di telaio assegnato alla vettura (0025976) anche il tipo di rosso con il quale questa venne prodotta, cioè un rosso aranciato con numero di codice FIAT 171. (È per questo motivo che il CHIARAPPA consegna alla SAM anche la pagina di una rivista QUATTRORUOTE sulla quale figura un tipo di rosso che più si avvicina alla tonalità di quello da lui osservato nel 1985). Sempre tramite il Centro Storico della FIAT è stata acquisita via telefax la foto, anteriore, posteriore e laterale della FIAT 128 coupé. La signora DE FAVERI Marcella, dopo averla osservata, ha dichiarato che, specie con riguardo alla forma tronca della parte posteriore di questo modello, avrebbe potuto benissimo trattarsi della vettura da lei vista nel pomeriggio della domenica 8.9.1985.
Nel trasmettere questi verbali, corredati anche del fax pervenuto dalla FIAT, appare opportuno richiamare alla S.V. quanto dice il Lorenzo Nesi in relazione al fatto che PACCIANI Pietro prendeva a prestito la macchina FIAT 124 celestina con poltrone marroni dal LOTTI Giancarlo, nonché il verbale di dichiarazioni rese da Andrea Caini e da sua moglie Tiziana Martelli in data 21.07.1994 con riguardo a ciò che essi videro la notte dell’omicidio di Pia Rontini e Claudio Stefanacci. A pagina due del verbale essi parlano così: “….La prima auto aveva i fari anteriori rettangolari, poteva essere una due volumi, oppure anche una tre volumi, comunque con cofano della bauliera corto, tipo la Ford Escort prima serie, di colore scuro. La seconda auto poteva essere rossa, più chiara della precedente. Entrambe erano vetture di media cilindrata……. Ambedue i conducenti avevano una sagoma robusta e non erano giovani”–. (Si allega l’atto).
Si allega inoltre l’annotazione SAM del 6.7.1994 relativa alle dichiarazioni rese da Ivo Longo con particolare riguardo all’auto da lui notata la notte tra l’8 ed il 9 settembre 1985, così descritta: “–una macchina forse a due volumi, ma senza dubbio con un ripiano posteriore, dove si possono appoggiare oggetti, riviste o bagagli, ….la macchina non la ricordava chiara ……”.
Per ultimo si allega anche la nota di codesta A.G. del 2.12.1992, con la quale la S.V. sintetizza i contenuti di una conversazione telefonica avuta con Mariagrazia Frigo in merito ad una vettura ed al suo conducente notati dalla donna la notte dell’omicidio RONTINI/STEFANACCI, in una strada sterrata prossima alla Boschetta. La FRIGO si esprime così: “– …..un’auto rossa a fari spenti, forse una Ford od una Renault, …. non certo una FIAT. L’auto rossa era condotta da un uomo con i capelli brizzolati, a spazzola……”–
