Firenze: inchiesta sul mostro, “anonimo” minaccia Vigna

Sono al vaglio degli investigatori le lettere di minaccia giunte al procuratore Luigi Vigna e al pm Paolo Canessa: secondo questa persone la condanna di Pacciani Pietro sarebbe frutto di un complotto per depistare le indagini

FIRENZE . Negli infiniti misteri dell’inchiesta sui delitti del mostro mancava solo un “anonimo”. E puntualmente é comparso con una serie di lettere anonime di minaccia contro il procuratore Piero Luigi Vigna e il sostituto Paolo Canessa. Gli investigatori le stanno esaminando con un attenzione che di solito non viene concessa al fiume di lettere, anonime o firmate, che ha costellato decenni di indagini. Cé qualcosa di inquietante in queste missive inviare agli inquirenti e ai giornalisti da qualcuno che si firma come “l’anonimo fiorentino”. Ad arrivare l’attenzione sarebbero in particolare le ultime due, datare 28 ottobre e 2 novembre. L’aurore, la cui tesi di fondo é che l’incriminazione e la condanna di Pietro Pacciani siano un complotto per depistare le indagini, fa infarti capire di essere qualcuno che lavora “vicino” ai magistrati, affermando che per lui compiere un attentato ai loro danni “é facilissimo e senza rischio: sono armato regolarmente dallo Stato”. Non solo: nell’ultima lettera, spedita il giorno successivo alla condanna all’ergastolo di Pacciani. L’anonimo afferma di aver potuto studiare da vicino, nell’aula bunker, le reazioni del pm Canessa e di Renzo Rontini, padre di una vittima, definito senza tanti complimenti una “spia”.

6 Novembre 1994 Stampa: Corriere della Sera – Firenze: inchiesta sul mostro, “anonimo” minaccia Vigna
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