22 Giugno 1994, 22° udienza, processo, Pietro Pacciani,

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Presidente Enrico Ognibene, Pubblico Ministero Paolo Canessa, Avvocato Rosario Bevacqua, Paolo Scriccia, Pietro Frillici, Ruggero Perugini, Giulia Matteucci

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P.M.: Buongiorno, Presidente.  
Presidente: Allora, abbiamo superato gli inconvenienti tecnici. Possiamo cominciare. L’imputato è presente, il Pubblico Ministero è presente. Sono presenti tutti i difensori. Benissimo. Allora io comincerei dando lettura di una missiva che mi perviene dal compartimento Polizia Stradale della Toscana, con allegati documenti dell’ANAS. Si dice questo: “In relazione alla richiesta inoltrata a questa Sezione Polizia Stradale di Firenze – vi ricordate, no? riguardava la chiusura della Superstrada Firenze-Siena – si fa presente che per attività di ordinaria manutenzione, quando per durata e importanza dei lavori stessi non è consigliabile attendere l’emissione di un’ordinanza, è possibile la chiusura al traffico di corsie o di carreggiate. Senza conservare, di conseguenza, nessun supporto documentale. Non si esclude quindi che nei giorni 8, 9 settembre 1985 sulla superstrada Autopalio vi fosse l’interruzione della circolazione, per il blocco di una corsia di marcia. Tenuto conto che, in quel periodo, sussistevano problemi di manutenzione che richiesero, poi, interventi massicci iniziati il 17 settembre ’85. Quanto sopra è suffragato dalla dichiarazione allegata rilasciata dal dirigente ANAS dottor De Paolis e dal geometra Baranelli, che nel 1985 rivestiva il ruolo di caporeparto del raccordo autostradale Firenze-Siena. Si fa inoltre presente che la ricerca dei brogliacci di servizio relativi ai giorni 8, 9 settembre ’85 risulta pressoché impossibile, poiché gli stessi vengono conservati per non più di cinque anni e distrutti come scarto di archivio. Tuttavia non si esclude la possibilità di reperire notizie da coloro che, all’epoca, prestavano servizio di pattuglia sulla superstrada Autopalio, riservandosi questa Sezione, qualora sia possibile, di comunicare qualunque informazione utile ai fini delle indagini”. Poi vi è qui una missiva dell’ANAS in data 15 giugno ’94, che è quella richiamata, appunto, dal documento che vi ho precedente letto, e dice: “In esito alla richiesta pervenuta via fax in data odierna si comunica quanto segue: In caso di interventi non programmabili, e comunque di modesta entità, cioè in tutti quei casi che rientrano nell’ordinaria attività di ordinaria manutenzione che comporta una limitazione di traffico, non rilevanti e di breve durata, ovvero in caso di incidente stradale, l’ente proprietario può omettere l’emissione del formale provvedimento, come meglio specificato al comma 7 dell’articolo 30, regolamento esecuzione nuovo Codice della Strada. Pertanto, la non esistenza agli atti di ordinanza di limitazione di traffico non esclude che nei giorni 8 e 9 settembre ’85 possa essere stata posta in opera la segnaletica di cantiere, interruzione di corsia di marcia, per gli interventi di cui all’allegata dichiarazione del geometra Luigi Baranelli, caporeparto all’epoca, o per altri motivi contingenti. Per successivi interventi, programmabili e di consistente durata ed esecuzione, risulta agli atti l’ordinanza numero 35 in data 16/09/85 – quella che abbiamo – di chiusura al traffico della corsia sud, tra gli svincoli di Certosa e San Casciano, con effetto dalle ore 8.00 del 17/09/94 – sarebbe ’84 – per la durata prevedibile di 15 giorni”. Vi è poi questa dichiarazione del geometra Baranelli in data 15 giugno, che vi leggo. “Oggetto: raccordo autostradale Siena-Firenze, chiusura al traffico del tratto Certosa-San Casciano. Per quanto è possibile interrogare la memoria per fatti e circostanze verificatesi nove anni or sono, il sottoscritto, geometra Luigi Baranelli, all’epoca caporeparto del raccordo autostradale Siena-Firenze, ricorda che nell’estate dell’85 fu realizzato un muro di controripa in località Le Terme tra Certosa e San Casciano, direzione Firenze-Siena, eseguita dall’impresa Pierini Giuseppe di Tavarnuzze. A lavori ultimati, in periodi successivi, compresi i primi giorni del settembre ’85, l’impresa eseguì diversi lavori di rifiniture delle opere eseguite, provvedendo a installare sempre la prescritta segnaletica di cantiere per restringimento dì corsia saltuariamente e per brevi periodi”. Questo è quanto. Io lo allego al verbale; è a vostra disposizione, lo potete vedere. Prego. Signor Pubblico Ministero, prego.  
P.M.: Sì, Presidente. In proposito a questa interruzione del 9, 10 settembre ’85 – io ovviamente non posso essere testimone di me stesso – però vorrei far presente alla Corte una circostanza. Quando giunse notizia che a Scopeti erano stati rinvenuti dai Carabinieri, tramite un cittadino, i cadaveri dei due francesi, io ero il P.M. di turno, e fui, mi recai sul posto insieme a personale dei Carabinieri del Nucleo Operativo di Firenze. Andammo sul posto intorno alle 14.30-15.00, cosi è la mia memoria, ci sono i verbali di sopralluogo. Passammo per il Galluzzo e passammo, con questa macchina dei Carabinieri, dallo svincolo dell’autostrada e dell’Autopalio.  
A.B.: Mi scusi, io mi oppongo a questo.  
Presidente: Avvocato, è chiaro…  
P.M.: Sto facendo un’istanza.  
Presidente: Il Pubblico Ministero sta introducendo l’istanza.  
A.B.: Vediamo, l’introduca, per cortesia.  
P.M.: Voglio fare un’istanza. Spiego di cosa si tratta. Se non lo spiego… Poi si opponga a un racconto di un fatto.  
A.B.: Che resta negli atti.  
Presidente: Va bene, Avvocato.  
P.M.: Allora…  
Presidente: Credo il Pubblico Ministero introdurrà su questo punto.  
P.M.: Almeno sarebbe mia intenzione, se ci riesco, se ci riesco.  
Presidente: Avete già capito che cosa vuole dire?  
P.M.: Vorrei quindi – non posso dare atto che l’autostrada era chiusa o che, comunque, c’era la stradale lì – vorrei chiedere alla Corte di ammettere quali testi su questo fatto relativo alla chiusura o comunque all’interruzione, o comunque alla presenza di un blocco presidiato dalla stradale per il giorno lunedì 10, vorrei che fossero accolti come testi gli ufficiali di Polizia Giudiziaria che erano con me quel giorno in macchina. Io ne ho individuato uno soltanto, perché alcuni non sono più a Firenze. Mi riservo di fare loro i nomi, e ne chiedo la ammissione come testi. Ovviamente su com’era la situazione il giorno lunedì, alle 14.30, allo svincolo autostradale Autopalio a Certosa, si chiama, dopo il Galluzzo. Questa quindi è la prima istanza. Voglio far presente, poi, che la Corte la scorsa udienza aveva chiesto di avere a disposizione una cartina relativa alle abitazioni di Pacciani. La Polizia Giudiziaria ha addirittura reperito le mappe catastali di entrambi, di tutti gli appartamenti, che metto a disposizione della Corte. A questo proposito io mi permetto di fare qualche istanza, in questo senso. Avevo fatto presente come l’abitazione di Pacciani fosse stata filmata prima e dopo la perquisizione. Questi filmati sono a disposizione della Corte; io insisto perché vengano visti. Soprattutto quello del 1990 che potrebbe farci chiarezza sullo stato dei luoghi, sulla presenza o meno di acacie nel famoso punto individuato dal dottor Perugini, e potrebbe dare alla Corte una visione più completa del luogo, soprattutto in relazione alle deposizioni della scorsa udienza sul punto della attività del Pacciani nell’orto e del ritrovamento del proiettile. Abbiamo poi la cassetta relativa a tutta la perquisizione, che potrebbe essere utile vedere anziché – come è avvenuto finora – il solo pezzo relativo al ritrovamento del proiettile. A questo proposito, oltre nell’insistere nei filmati, mi permetto di far presente alla Corte che sarebbe opportuno, a questo punto, un’ispezione dei luoghi, o comunque un sopralluogo, perché la Corte si rendesse conto realmente, dal vivo, come sono queste abitazioni, l’ubicazione dell’orto, le distanze, la localizzazione dei paletti o di quel che c’è. Con l’occasione, se si facesse un sopralluogo di questo genere, io chiedo che la Corte, oltre a prendere visione diretta della abitazione, abitazioni – perché sono più di una, come abbiamo visto – del Pacciani, si recasse sul luogo in cui nel 1985 furono scoperti i cadaveri dei francesi, per vedere la piazzola dove, appunto, era parcheggiata l’auto e piantata la tenda e soprattutto, in relazione ai luoghi vicini, intorno ai quali abbiamo sentito, nelle scorse udienze, un paio di testimonianze che, a parere del P.M., sono importanti, ma meritano una più diretta conoscenza dei luoghi da parte dei Giudici. Mi riferisco a quelle deposizioni che ci hanno parlato di un Pacciani presente in luoghi vicini, cioè a quel bivio in cui il Nesi dice la sera del fatto aver visto un’auto guidata dal Pacciani, il bivio immediatamente dopo la piazzola e quel luogo – via di Faltignano – dove si dice da parte del teste Bevilacqua essere stata vista una persona, nei giorni precedenti, che assomigliava al Pacciani e ancora, quella piazzola antecedente gli Scopeti dove altro teste dice di aver visto, nei giorni precedenti, Pacciani. Mi sembra che un sopralluogo, un’ispezione sia oggi indispensabile, anche perché è stato riferito alla Corte che fra la piazzola degli Scopeti e la via di Faltignano, dove il Bevilacqua avrebbe visto la persona vestita da guardiacaccia, o comunque con quei vestiti che ci sono stati descritti, aver visto il Pacciani, da quel luogo alla piazzola di Scopeti ci è stato riferito che esiste un viottolo nel bosco che unisce i due luoghi, anziché passare dalla strada comunale. Ritengo quindi che un sopralluogo anche a questo viottolo sarebbe indispensabile. Sse la Corte lo ritiene opportuno, la Polizia Giudiziaria ha comunque realizzato un filmato dall’aeree e dall’elicottero che permette di vedere, almeno in linea di massima, come siano questi luoghi però il sopralluogo, a mio avviso, sarebbe indispensabile soprattutto sul punto indicato dal Nesi, nel quale, alla convergenza delle due strade, si è avuto un minimo di dubbio sul fatto se quella strada sia in salita o in discesa, se i fari possono o meno avere illuminato l’auto Fiesta bianca. Quindi insisto per questi sopralluoghi e per vedere i filmati che ho detto. Le mappe catastali sono a disposizione della Corte.  
Presidente: Allora, dunque, signori, andiamo con ordine. Gli Avvocati di parte civile, su tutte queste istanze. 
A.P.: Si associano alle richieste del Pubblico Ministero e, fra l’altro, il sopralluogo in casa Pacciani consentirebbe anche di rendersi conto “de visu” della localizzazione di quegli agenti di Polizia che, non visti e non noti a Pacciani, potevano vedere nell’orto del Pacciani. Ci rendiamo conto esattamente delle distanze e del punto di osservazione. Ritengo molto importante l’ispezione dei luoghi.  
Presidente: Quindi lei parla a nome di tutti, avvocato Pellegrini?  
A.P.: Sì, sì, parlo a nome di tutti.  
Presidente: Quindi parere favorevole su tutto. Signori Avvocati della difesa, allora?  
A.B.: La difesa dell’imputato che non ha i mezzi dell’accusa, quindi non può avere elicotteri o altro, si permette osservare quanto segue. Per quanto concerne la prima richiesta formulata dal signor Pubblico Ministero, quella relativa, cioè, all’audizione di un testimone che avrebbe visto la strada chiusa, si oppone, perché questo testimone – e non so chi sia, comunque…  
Presidente: Sarebbero più di uno.  
P.M.: Sono più di uno, era un’auto piena di Carabinieri.  
A.B.: Va be’, per ora ce n’è uno, Presidente. Va bene.  
P.M.: Andavano sul luogo del… Ecco, è ovvio pensare che erano molte persone, erano più auto. Io ricordo quelli che erano con me, quindi sono sicuro di persone fisiche che c’erano.  
Presidente: Prego.  
P.M.: Poi può darsi che vengano e dicano non si ricordano del fatto. Io indico solo persone.  
A.B.: Questo testimone… No, ma si ricordano tutti del fatto, perché non c’è problema: tutti hanno ricordo di tutto. Ecco, signor Presidente… no, no…  
P.M.: Meno male, meno male.  
A.B.: Beati voi! No, ma sicuramente, si ricorderanno.  
P.M.: Verranno testi che si ricordano cose importanti per la…  
A.B.: Certamente, certamente. 
Presidente: Non andiamo a polemizzare su cose di assoluta inconsistenza. 
A.B.: Ma si ricorderanno tutto, Presidente.  
Presidente: Ma, Avvocato, certamente è un fatto legato a…  
A.B.: No, no, giustamente si ricordano.  
P.M.: A un omicidio.  
Presidente: Diventa così clamoroso che è più facile ricordarlo. È logico.  
A.B.: Certo. Solo che questo fatto sarebbe accaduto… Il problema è questo – Presidente, mi perdoni, mi scusi la Corte – il problema è verificare – e questo mi pare che questo documento, che è stato da lei letto poc’anzi, mi pare che ne abbia dato un’indicazione ben precisa – verificare se, cioè, quella notte, non il giorno dopo o due giorni dopo, perché non sappiamo quando si sarebbe neppure verificato questo duplice omicidio…  
P.M.: No, lo sappiamo. Processualmente…  
A.B.: Lo sa lei.  
P.M.: No, no, è stato dimostrato in quest’aula.  
Presidente: Signori, signori non state a polemizzare.  
A.B.: Ancora non lo sappiamo.  
P.M.: In quest’aula è stato dimostrato.  
Presidente: Voi anticipate la discussione. Voi anticipate la discussione.  
P.M.: Appunto. Allora…  
A.B.: Presidente, va bene che io ho solo la bicicletta e non ho neanche l’elicottero, però, capito? La parola ce l’ho.  
Presidente: Ognuno dà per scontato quello che gli torna comodo: il Pubblico Ministero bianco, lei nero, e quindi…  
A.B.: Io voglio andare sul grigio, Presidente.  
Presidente: Bene, bene.  
A.B.: Ecco. Allora, il problema è questo. Quindi, a mio avviso questa indagine suppletiva del signor Pubblico Ministero è un’indagine che non consente assolutamente di poter chiarire se, e quindi accertare, se quella sera, esattamente la notte in cui questo signor Nesi – che ricorda tutto, eccetera – abbia, oppur no, fatto il transito con la sua macchina in quella zona. E quindi per questo mi oppongo. In ordine alle richieste del signor Pubblico Ministero relative alla ispezione dei luoghi, io credo che, non soltanto io sono d’accordo sulla ispezione dei luoghi, ma vorrei, anzi faccio istanza ben precisa, che si vadano ad ispezionare tutti i luoghi degli omicidi. Perché non è possibile alla Corte di Assise di Firenze, per la Corte in completo, per la Corte di Assise di Firenze, rendersi conto soltanto attraverso dei documenti, delle fotografie, di dove si sarebbero verificati questi duplici omicidi. Quindi la istanza che formula la difesa è quella di andare sui luoghi, ispezionare esattamente i luoghi dove si sono verificati gli omicidi. Anche in riferimento alle distanze chilometriche che separano questi luoghi dai luoghi in cui il signor Pacciani, in quel periodo, sarebbe vissuto. Quindi, in riferimento al ’68 dove il Pacciani, in riferimento a quello del ’68 dove – mi pare Lastra a Signa – dove stava Pacciani; in riferimento agli altri omicidi, cioè quelli del 1974, dell’81, dell’82, dell’83, dell’84 e dell’85, dove stava il signor Pacciani. Chiede altresì la difesa dell’imputato che si faccia anche una specie di ricognizione sul luogo in cui si sarebbero verificati certi fatti, e cioè mi riferisco in particolare a quelli relativi ai famosi guardoni che venivano con le pile di notte, e quindi di fare un esperimento giudiziario sul punto. Cioè, siccome a questo punto non è possibile accertare la veridicità delle dichiarazioni di certi testimoni – vedi lo Iandelli, vedi altri signori – che avrebbero visto gli occhi del Pacciani fissi sulla parte posteriore, di notte, di una macchina dove questi signori vi stavano, non è possibile accertare se dall’interno della vettura si possa vedere, con uno che sta guardando con una lampadina, la persona che ha in mano la lampadina, si faccia questo esperimento. Ma si faccia di notte. Esperimento si deve fare anche in relazione alla richiesta del signor Pubblico Ministero, cioè quella relativa a vedere se il signor Nesi avrebbe potuto riconoscere il signor Pacciani in quel famoso incrocio; questo esperimento si deve fare non di giorno, si deve fare di notte, quindi con due macchine, una che viene dalla destra e una che viene dalla sinistra e allora la Corte è tranquilla su questo punto. Questo è quello che chiede la difesa. Quindi è d’accordo sulla richiesta del Pubblico Ministero, ma chiede che si faccia l’ispezione dei luoghi, i singoli luoghi dove si è verificato il sinistro, e che si faccia questo tipo di accertamento giudiziario, quello, cioè, relativo a come e se era possibile vedere, da parte di chi stava dentro la macchina, colui che stava fuori con la pila, e gli occhi della persona. Sia di giorno come di notte. E anche vedere se colui venendo dalla sinistra, di notte, in quel famoso incrocio possa vedere, possa ricordare, possa comunque in qualche modo riconoscere la persona che guida in una macchina che sta sulla sua destra. Questa è la richiesta della difesa.  
Presidente: Sui filmati, sui documenti?  
A.B.: Io mi oppongo, Presidente.  
Presidente: Va bene. Planimetrie?  
A.B.: Planimetria… Io credo che sia opportuno, in un processo di questo tipo, signor Presidente, per stare tutti tranquilli dobbiamo andare a vedere, a verificare queste cose.  
P.M.: Ho fatto l’istanza io, quindi.  
A.B.: Certamente. Ma vorrei vederle tutte, ecco.  
Presidente: Quindi per il momento si oppone.  
A.B.: Grazie.  
P.M.: Presidente, mi consente una sola parola sull’ultimo punto, che è diverso rispetto all’istanza del Pubblico Ministero, quello della difesa?  
Presidente: Sull’esperimento? Sugli esperimenti.  
P.M.: Sì, esatto. Ispezione di tutti i luoghi, nessun problema…  
Presidente: Ma scusate, non anticipo nulla, ma forse di questi esperimenti sarà bene parlare dopo l’eventuale ispezione…  
P.M.: Esatto, era questo, era questo. Vorrei che la Corte prendesse in esame il problema – se problema è – o comunque l’istanza…  
Presidente: Perché se per caso fosse come diceva l’avvocato Fioravanti, che quella strada è in salita e i fari puntano verso il cielo, bah…  
P.M.: E’ inutile, è inutile.  
A.B.: … io sono in bicicletta, non… in elicottero non ci sono arrivato lassù.  
P.M.: Bene. La mia osservazione era: scindiamo le istanze e valutiamo gli esperimenti a una fase successiva, se necessario.  
A.B.: Presidente, chiedo scusa. Io l’ho visto questo luogo, sono andato esattamente ieri. E quindi, guardi, stamattina già arrivato, già mi hanno visto… 
P.M.: Scusi, ci è andato col signor Nesi che le ha detto il punto esatto?  
A.B.: Nooo!  
P.M.: E allora…  
A.B.: Ci sono andato con la mia macchina.  
P.M.: E allora senza il signor Nesi mi sembra che sia difficile poter capire il punto.  
A.B.: Si, ma io dico…  
Presidente: Va bene, signori. Scusate, continuate a chiacchierare tra di voi, se volete. La Corte si ritira.
P.M.: Bene, grazie.  
A.B.: Grazie.
– DOPO LA SOSPENSIONE – 
Presidente: Benissimo, ci siamo tutti. E allora possiamo dare lettura di questa ordinanza: “La Corte, provvedendo sulle odierne istanze istruttorie delle parti, ritenuto che, allo stato, in conformità al principio già affermato con precedente ordinanza dibattimentale, non possono accogliersi le istanze di produzione di filmati e documenti non tempestivamente indicati dalle parti; che appaiono ammissibili e rilevanti le testimonianza richieste dal Pubblico Ministero in merito alla chiusura della superstrada Firenze-Siena il giorno 9 settembre ’85, mezzo istruttorio che, per altro, potrà essere ammesso soltanto previa specificazione dei nominativi dei testi da parte del Pubblico Ministero; che appare opportuno procedere all’ispezione dei luoghi attinenti all’omicidio Kraveichvili-Mauriot e degli immobili appartenenti all’imputato, riservando al prosieguo la decisione in merito ad ulteriori ispezioni locali ed ai richiesti esperimenti giudiziari. Per questi motivi, riservata ogni ulteriore decisione, ammette le prove testimoniali e le ispezioni dei luoghi nei limiti di cui in motivazione”. E allora, signori, tanto per dare un’indicazione operativa per domani mattina, il punto di incontro, diciamo, è fissato al ponte degli Scopeti, cioè in basso. Va bene? Sulla Cassia alle ore 9 e un quarto, circa. Di lì ci muoveremo risalendo, poi, per la strada degli Scopeti fino, ovviamente, a San Casciano. Vi dico subito che saranno presi opportuni provvedimenti da parte delle Autorità competenti – quindi Polizia, Carabinieri, Polizia stradale, eccetera, eccetera – per assicurare che tutto si svolga col massimo ordine. Io vorrei che fosse chiaro una cosa: i giornalisti e i cineoperatori sono ammessi, ma, chiaramente, nessuno dovrà pestare i piedi alla Corte. Quindi ve lo dico prima. Potrete svolgere il vostro lavoro, ma non ci deve essere confusione, né assembramenti di nessun genere. Quindi è chiaro che curiosi e altra… saranno tenuti a debita distanza. Questo lo dico perché non vorrei, domani, ci fosse un congresso popolare. È assolutamente inutile, perché saranno tenuti a debita distanza. Quindi potremo lavorare con tranquillità. D’accordo?  
A.B.: Io chiedo che venga anche… ci sia la presenza dell’imputato, Presidente.  
Presidente: Benissimo. L’imputato intende presenziare e noi ne disponiamo la traduzione. Quindi ci penseranno i Carabinieri a portarlo assieme a noi sui luoghi. Quindi, resta fissato al ponte agli Scopeti alle 9 e un quarto. Poi, piano, piano, ci sposteremo secondo la necessità. D’accordo. Detto questo, signor Pubblico Ministero, ci dica.
P.M.: Sì, Presidente. Io, prima di passare alla fase dell’ascolto delle intercettazioni ambientali – delle quali esiste in atto l’intera trascrizione, cioè di quelle intercettazioni trascritte, e eventualmente di altre di cui mi riservo poi di chiedere l’audizione – vorrei sentire, come testi già indicati in atti, gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri che hanno partecipato alla perquisizione relativa al ritrovamento del bossolo in casa Pacciani, proprio sul punto delle modalità del ritrovamento. Sono: il capitano Scriccia dei Carabinieri, che era presente, e il maresciallo Frillici, che sono già qui, e chiedo di sentirli.  
Presidente: Benissimo, introduciamo il capitano Scriccia che era già stato sentito, se non ricordo male.
P.M.: No, direi di no.  
Presidente: Frillici. Mi sembrava anche Scriccia.  
P.M.: Frillici su alcune distanze…  
Presidente: Benissimo, allora introduciamo Scriccia.  
A.B.: Ecco, mi scusi, signor Presidente, per capire, da parte della difesa: il capitano Scriccia viene soltanto sentito su questo punto, oppure su tutti quei…  
P.M.: Solo ed esclusivamente su questo punto, oggi.  
A.B.: Ecco, chiedo scusa allora, per capire ancora la difesa. Il capitano Scriccia sarà risentito ancora, oppure no?  
P.M.: Dal P.M., su punti diversi, mi riservo di sentirlo, all’esito dell’istruttoria.  
A.B.: Si riserva?  
P.M.: Quindi, nel caso in cui io non lo sento, lei lo può sentire, perché è ammesso. Bene? Quindi, se lei ritiene.  
A.B.: Grazie.  
P.M.: Oggi, per linearità della ricostruzione dei fatti, penso, almeno il P.M. ritiene di fare solo queste domande. Con riserva di sentirlo in un secondo momento.  
A.B.: Ecco. Quindi, anche, posso sentire gli altri testimoni…  
P.M.: Certo, certo.  
A.B.: … che lei ha, di cui ha richiesto l’audizione, che non sono stati sentiti.  
P.M.: Questo… questo ancora, finché non li ho finiti…  
A.B.: Grazie.  
P.M.: … quello è pacifico, non lo dico né io, né lei, lo dice il codice.  
A.B.: Grazie.  
P.M.: Prego.  
Presidente: Bene. Non ci sono preclusioni, quindi.  
P.M.: Nessuna.  
A.B.: Signor Presidente, le chiedo scusa. Mentre io ho chiesto prima la presenza del signor Pacciani, il signor Pacciani, siccome non sta molto bene in questi giorni, mi ha chiesto la cortesia di rinunziare domattina alla sua presenza.  
Presidente: Benissimo. Quindi rinunzia…  
A.B.: Rinunzia alla presenza.  
Presidente: Consente che si proceda in sua assenza.  
A.B.: Grazie, certo.  
Presidente: Benissimo. E allora domani può stare tranquillamente dov’è. Allora nessuna traduzione per domani, per il Pacciani. Lo faremo ritradurre, allora, per mercoledì prossimo. Capitano, si accomodi. Prego. Benissimo, vuol dare le sue generalità, per cortesia?  
P.S.: Scriccia Paolo, nato a Xxxxxx il XX/XX/19XX, residente a Xxxxx, Xxxxxx, via Xxxxx Xxxxx.  
Presidente: Sì. Legga, per cortesia, quella formula.  
P.S.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza.  
Presidente: Benissimo. Risponda, per cortesia, alle domande del Pubblico Ministero e degli Avvocati. Prego.  
P.M.: Capitano, può spiegare alla Corte, innanzitutto, qual è la sua professione e quale era il suo incarico nel 1990-92?  
P.S.: Sono Capitano dei Carabinieri. Nel 1992 comandavo la Sezione Anticrimine Carabinieri di Firenze.
P.M.: Ricorda di aver partecipato ad indagini della cosiddetta Squadra Antimostro?  
P.S.: Sì.  
P.M.: In che termini?  
P.S.: La nostra struttura, la Sezione Anticrimine dei Carabinieri, partecipò sin dall’inizio dall’ottobre del 1989 – a tutta l’attività di indagine che portò poi alla… l’attività di indagine che nacque con la delega d’indagine del P.M. di Firenze – 2 ottobre ’89 – e che poi portò alla individuazione, alla, diciamo così, ad indagare la persona di Pacciani Pietro.  
P.M.: Dell’imputato.  
P.S.: Dell’attuale imputato.  
P.M.: Quindi lei, come responsabile più alto dei Carabinieri – all’interno della SAM – è stato, come grado.
P.S.: Sì.  
P.M.: Senta, io vorrei chiederle di descriverci se lei ha partecipato innanzitutto alla perquisizione dell’aprile-maggio del ’92, quella più lunga, più laboriosa, più minuziosa.  
P.S.: Sì, partecipai…  
P.M.: Personalmente?  
P.S.: Personalmente dall’inizio alla fine. Cioè dal 27 aprile del ’92 sino al termine delle operazioni: l’8 maggio del 1994.  
P.M.: Lei c’è stato personalmente a casa di Pacciani.  
P.S.: Sì.  
P.M.: Ricorda, ci può descrivere come, in quali circostanze avvenne il ritrovamento del bossolo, ormai noto, di cui, per altro ci ha già parlato il dottor Perugini?  
P.S.: Sì.  
P.M.: Se lei era presente, e come andarono le cose.  
P.S.: Sì. Scusi, una precisazione: un proiettile, non un bossolo.  
P.M.: Proiettile, sì, sì. Ha ragione.  
Presidente: Sì, noi usiamo termini impropri.  
P.M.: Era un proiettile.  
P.S.: Era il giorno 29 aprile. La perquisizione era ormai iniziata da due giorni, era nel pomeriggio, nel pomeriggio inoltrato, intorno alle 17.30, 17.45, le operazioni, in quel momento, in quella fase della perquisizione, avevano principalmente ad oggetto l’orto che si trova – per chi accede all’abitazione del Pacciani – l’orto che si trova sulla destra, e che si trova esattamente entrando sulla destra – e di fronte al civico numero 30 di via Sonnino. Queste operazioni erano ostacolate dalla giornata piovosa, tant’è che venne realizzata una copertura di fortuna sull’orto con del materiale sintetico ondulato – quello che si usa per fare queste coperture – e con dei teloni di materiale plastico. Questo per proteggere la porzione di terreno che era oggetto di, diciamo, di ricerca.  
P.M.: In quel momento.  
P.S.: In quel momento. In quel momento, quindi, i lavori, ora non so se tutti hanno una visione esatta dei luoghi, una visione esatta di come…  
P.M.: Provi a spiegarlo lei, sinteticamente, alla Corte.  
P.S.: Allora, provo a spiegarlo sinteticamente. Dunque, nell’abitazione del Pacciani si arriva attraverso…
P.M.: Domani, fra l’altro, la Corte ci andrà, e quindi può servire.  
P.S.: Diciamo che…  
P.M.: Può servire, se lei lo focalizza.  
P.S.: Se lo focalizzo, lo focalizzo, diciamo, da via Sonnino, in Mercatale Val di Pesa, si accede su una… diciamo su dei gradoni, fatti questi gradoni, si gira sulla destra, ci sono delle abitazioni, poi si gira ancora ulteriormente sulla sinistra, c’è un archetto, e qui ci troviamo di fronte al civico 28: l’abitazione del Pacciani. Questo civico 28, andando ancora avanti, sulla sinistra, immediatamente alla sinistra del civico 28, c’è un corridoio, chiamiamolo cosi, della lunghezza approssimativamente di circa 5 o 6 metri, questo corridoio, percorrendolo tutto, durante la lunghezza di questo corridoio c’è un bagno, sì, un servizio igienico, al termine immediatamente di questo corridoio si apre l’orto con di fronte, dirimpetto, a una distanza di 3-4 metri, il civico 30 di via Sonnino che è l’abitazione vera e propria dove abitava, dove abitava il Pacciani. Sulla destra, diciamo delimitato dai corpi di fabbrica del civico 28 e del civico 30, c’è l’orto alimentare… l’orto annesso all’abitazione, in fondo, c’è un giardino delimitato da una…  
P.M.: Ecco.  
P.S.: … rete metallica. Noi…  
P.M.: Veniamo un po’ al…  
P.S.: Noi eravamo, quindi, in questa fase della ricerca, della perquisizione, e stavamo, o meglio, i Vigili del Fuoco stavano effettuando un lavoro di ricerca, di scavo. Faccio un’ulteriore premessa per descrivere i luoghi. Immediatamente sulla destra, entrando – cioè, appena inizia l’orto – c’era una… c’erano delle tegole ammassate, adiacenti al muro di cinta del civico 28 e c’era una costruzione, un manufatto dell’altezza di circa un metro, profondità di circa 30 o 40 centimetri, larghezza un metro, che era stato già oggetto di attenzione, nel senso che era stato praticamente rimosso completamente. Quindi la ricerca proseguiva, appena si accede, dal lato destro a proseguire, fino in fondo all’orto. Lo stato dei luoghi antecedentemente all’inizio dell’operazione di ricerca, era caratterizzato da alcuni paletti di quelli di cemento con dei fori ovali che percorrono longitudinalmente tutta la lunghezza di questi paletti, che sono solitamente usati nelle vigne… nelle vigne. All’inizio della perquisizione, questi paletti si trovavano nell’orto appena si entra, si gira a destra: c’è l’ingresso all’orto… Cioè, appena si entra… Si percorre il margine destro, cioè quello che si trova entrando, cioè un margine chiuso, si gira a destra e c’è un ulteriore vialetto che percorre l’orto che era delimitato da queste… da questi paletti posti sul terreno a delimitare…  
P.M.: A che distanza erano, sinistra-destra?  
P.S.: Sinistra-destra saranno stati un metro. Adesso, per quanto ricordo…  
P.M.: Ecco, un vialetto di un metro, delimitato da questi due…  
P.S.: Delimitato da questi paletti.  
P.M.: Bene.  
P.S.: Per effettuare la ricerca, sin dal primo giorno, questi paletti erano stati rimossi. Perché capisce, dover fare un’attività razionale, completa, da un senso o nell’altro, cioè dal fondo, diciamo, a proseguire verso la fine dell’orto, dovevano essere eliminati, cioè dovevano essere rimossi. Io adesso ho un ricordo che non so collocare temporalmente…  
P.M.: In quel pomeriggio?  
P.S.: No.  
P.M.: Ah, nei giorni…  
P.S.: Nei giorni precedenti.  
P.M.: Prego, prego.  
P.S.: Però… in cui un Vigile del Fuoco, usando un piccone, nel rimuovere questi… questi paletti, facendo leva con il piccone, determinò probabilmente era già… non so, era già… c’era già una rottura – determinò la frattura in due parti di uno di questi paletti che stavano lì a delimitare questo…  
P.M.: Lei sa, o ha nella sua memoria, indicarci qual’è… in che punto era questo rotto, o no?  
P.S.: Questo rotto, io ricordo, questo è, diciamo così. . .  
P.M.: Il suo ricordo.  
P.S.: … il ricordo che ho di questo episodio, era all’inizio proprio del vialetto.  
P.M.: Sinistra, destra, no?  
P.S.: Destra.  
P.M.: Destra.  
P.S.: Lato destro. Quindi questa era la situazione. Successivamente, cioè, proprio per evitare ulteriori danni, perché insomma… va bene che la perquisizione doveva avere, sì, un carattere anche cosi incisivo, quindi rimozione, tutto quello… però…  
P.M.: Non dovevate…  
P.S.: … per cercare di limitare ulteriormente i danni…  
P.M.: … i danni.  
P.S.: … questi paletti vennero tutti manualmente, con più accuratezza, eliminati e posti da una parte.  
P.M.: Dai Vigili del Fuoco?  
P.S.: Sì, dai Vigili del Fuoco.  
P.M.: Bene.  
P.S.: Questa, quindi, era diciamo antecedentemente a quello che successe poi il 29 aprile. Quindi, il 29 aprile, l’orto era sgombero e c’erano delle buche, perché si stava scavando in profondità. In quella fase io stavo, diciamo così, nell’orto, stavo vedendo, così, genericamente, stavo osservando quella che era l’attività dei Vigili del Fuoco, a un certo punto, il dottor Perugini, mentre stava, diciamo così, tornando dal centro dell’orto verso l’abitazione, si stava spostando, la sua attenzione… cioè, venne richiamato da un qualcosa che si trovava per terra. La sua attenzione venne richiamata, in particolar modo, da due spezzoni di un paletto che erano affiancati e che si trovavano, all’incirca, all’ingresso di quello che era il preesistente vialetto che adduceva… che adduceva all’orto. Questi due spezzoni di paletto di cemento erano affiancati e praticamente, stante la giornata piovosa, vennero… erano, diciamo così, potevano anche servire, erano praticamente… erano stati lasciati lì, sin dall’inizio, e servivano come – stante appunto il terreno fangoso, conseguente alla giornata piovosa – come passerella, come… per evitare di infangarsi, per gli operatori. Soprattutto per noi che eravamo… non per i Vigili del Fuoco che avevano un’attrezzatura e un abbigliamento idoneo, ma noi che eravamo, più o meno, vestiti normalmente. Quindi, l’attenzione del dottor Perugini venne richiamata da questo… da un qualche cosa. Mi chiamò, chiamò qualcun altro che era lì presente, e sulle prime io non riuscivo a capire che cosa… cioè, che cosa avesse richiamato la sua attenzione. Guardando più da vicino, vedemmo un baluginare, un qualche cosa di luminescente. Anche a questa osservazione non riuscii a capire immediatamente che cosa. . . di che cosa si trattasse. Guardandolo più attentamente si ebbe la, diciamo…  
P.M.: Sensazione.  
P.S.: La sen… la impressione, sì…  
P.M.: Impressione.  
P.S.: La sensazione che potesse trattarsi di un corpo, era sicuramente un corpo metallico, color ottone che mandava qualche…  
P.M.: Riflesso.  
P.S.: … qualche riflesso. Guardammo più attentamente e ci parve, appunto, che potesse essere un, sicuramente un… pensammo fosse un bossolo. Guardandolo più attentamente capimmo che c’era… che era un proiettile, perché si intravedeva anche la parte dell’ogiva. Quindi, vennero presi i due spezzoni di questo paletto. Vennero adagiati su una sedia in metallo che si trovava sul posto, davanti all’ingresso del civico 30, quindi pochi metri più avanti. Lì, visto che si trattava di questa cosa – che era una delle cose, fra l’altro, che costituiva oggetto della… l’obiettivo della perquisizione – il dottor Perugini avvertì il P.M. per aver… notiziarlo di questo ritrovamento e per. .. anche per avere indicazioni sulla prosecuzione delle operazioni.  
P.M.: Modalità.  
P.S.: Delle modalità di prosecuzione delle operazioni. Vennero quindi adagiati su questa… su questa sedia metallica e vennero iniziate le operazioni di, diciamo, di recupero, per cercare di isolare questa… questo corpo che si era trovato questo proiettile – di recupero rispetto al terriccio che occupava, in cui era immerso parzialmente, il terriccio che occupava questi fori che si trovano lungo il paletto.  
P.M.: Benissimo.  
P.S.: Infatti, tutti gli altri fori – preciso – del paletto, dei due spezzoni, delle due metà, all’incirca, del paletto, erano occupati da del terriccio, perché, appunto, erano occupati dal terriccio.  
P.M.: Ecco. Questa operazione fu filmata e noi l’abbiamo vista. Io, al teste, non ho altre domande, Presidente, grazie.  
Presidente: Signori Avvocati di parte civile avete domande, per il teste?
A.P.: Nessuna, grazie.  
Presidente: Signori, Avvocati difensori?  
A.B.: Nessuna domanda.  
Presidente: Capitano, lei può andare, grazie. Buongiorno.
P.M.: Vorrei sentire il maresciallo Frillici sullo stesso punto.  
Presidente: Introduciamo il maresciallo Frillici.  
P.M.: Che è già stato sentito su tutt’altro argomento fin dalle prime udienze.  
Presidente: Buongiorno, Maresciallo, si accomodi, prego. Quindi lei è già generalizzato e ha già letto la formula e allora, senz’altro, risponda, prego, alle domande del Pubblico Ministero e a quelle degli Avvocati.  
P.F.: Senz’altro.  
P.M.: Avvocato, lei è nei ROS e ha fatto parte della SAM, in questa sua qualità ce l’aveva già detto la volta scorsa. Volevo sapere da lei: ha partecipato alla perquisizione dell’aprile-maggio ’92 a casa Pacciani?  
P.F.: Esatto.  
P.M.: Lei era presente il giorno in cui fu rinvenuto il proiettile nell’orto?  
P.F.: Sì, ero presente.  
P.M.: Vuole raccontare alla Corte cosa ricorda, in proposito?  
P.F.: Dunque, noi… io mi trovavo a circa due metri dall’inizio dell’orto, in una posizione, diciamo verso il numero civico 30, in quel momento si stava… i Vigili del Fuoco…  
P.M.: Vuole spiegare che ore erano? Era mattina, pomeriggio? Se lo ricorda?  
P.F.: Erano circa le 17.30.  
P.M.: Pomeriggio, pomeriggio.  
P.F.: Sì.  
P.M.: C’era luce, comunque.  
P.F.: Sì, c’era luce, c’era luce, essendo…  
P.M.: Prego, mi scusi l’interruzione.  
P.F.: Prego. Quindi eravamo… io mi trovavo, appunto stavo dicendo, verso il numero civico 30, in una posizione iniziale dell’orto, nella posizione, diciamo, dove inizia l’orto, c’erano i Vigili del Fuoco che stavano scavando ed erano al centro dell’orto, all’incirca, e in quella posizione si trovava anche il dottor Perugini. A un certo punto, il dottor Perugini, tornando verso di me, nota qualche cosa che luccicava. Luccicava… diciamo, emanava una luce… era di colore ottone, qualcosa simile, e quindi richiamò la mia attenzione su questo fatto. Io mi avvicinai e iniziai a osservare con lui questa… questo oggetto. Lì per lì, osservandolo, non ci rendevamo conto, poi, a un certo punto, guardandolo attentamente, notammo che si trattava di un proiettile. Allora ricordo che anche il capitano Scriccia, che era nelle immediate vicinanze, si avvicinò. Anche quei signori che stavano… dei Vigili del Fuoco, tutti, ci mettemmo ad osservare questa cosa. Questo proiettile si trovava in un foro di due pale. . . di una parte di un paletto di cemento che, inizialmente, nella fase primaria delle operazioni, era stato rimosso. Era stato rimosso e quindi si era spezzato in due. Io, forse…
P.M.: Lei ricorda quando… l’aveva visto, ha qualche ricordo sulla rimozione, o non è pre… non…  
P.F.: Io ho un ricordo sulla rimozione, perché ovviamente successe questo: poiché questi pale… questo paletto si era spezzato, non volendo arrecare ulteriori danni a, diciamo, a questa proprietà, a questa roba…
P.M.: Pacciani disse qualcosa che si era spezzato, o non se ne accorse?  
P.F.: No, Pacciani disse inizialmente che, ovviamente, ‘fate attenzione, perché questa è roba che costa’. Una cosa di questo genere. Quindi io…  
P.M.: Questo tipo di discorso.  
P.F.: Quindi io mi preoccupai, anche per ordine del mio Comandante – il capitano Scriccia – di far sì che questi Vigili del Fuoco, pur dovendo fare il loro lavoro, recassero meno danni possibili.  
P.M.: Ecco.  
P.F.: Ecco, e quindi questo paletto era… questi due tronconi erano stati posti lì, al centro, all’inizio, perché lì succedeva questo: poiché c’era tanta pio… era piovuto, precedentemente, e quindi, con gli scavi, si erano create delle fosse, delle buche…  
P.M.: Si affondava con i piedi, insomma.  
P.F.: Si affondava con i piedi. Li avevamo messi, tanto per poter passare più tranquillamente, sia noi che i…
P.M.: Tanto era già rotto.  
P.F.: Sì. Tanto era già rotto. Ormai non c’era poco più da fare. Quindi, tornando un attimino, osservammo attentamente e ci rendemmo conto che si trattava di un proiettile. A questo punto, ricordo perfettamente che tutti si fermarono le operazioni di scavo. Tutti quanti ci fermammo. Il dottor Perugini informò l’Autorità Giudiziaria, il P.M., di questo rinvenimento e in un momento successivo si procedette al repertamento, come da, diciamo…  
P.M.: C’è un filmato, l’abbiamo visto.  
P.F.: Sì.  
P.M.: Non ho altre domande, grazie.  
Presidente: Avvocati di parte civile?  
A.P.: Avvocato Pellegrini. Maresciallo, lei può ricordare, ha una memoria visiva di dove fosse collocato questo paletto, poi rottosi, prima della rimozione?  
P.F.: Ecco, io devo dire questo…  
A.P.: Rispetto alla catasta di tegole.  
P.F.: Io devo dire questo, che per meglio far comprendere ai signori della Corte, alla Corte questo… devo dire che quando si accede in quest’orto del Pacciani, vi si accede dal numero civico 28 e c’è una specie di 5, 6, 7 metri di… di arco, diciamo così, e si arriva all’orto del Pacciani. Subito, sulla destra, inizia praticamente la rete metallica, quindi inizia anche l’orto. In quest’angolo, se non vado errando, esiste anche un albero di frutta. Tra l’albero di frutta e il muro perimetrale del numero civico 28, esistevano due cose: una catasta di tegole…  
A.P.: Sì.  
P.F.: Tegole che venivano poi riutilizzate per sostituire quelle che si rompono sui tetti, così disse l’imputato. Inoltre vi era una struttura in cemento di un metro, un metro e mezzo, alta una settantina di centimetri, interrata, che noi frantumammo tutto, perché ci sembrava una struttura… cioè, poteva servire anche per sedersi, ma per noi sembrava una cosa anomala.  
A.P.: Poteva essere un nascondiglio.  
P.F.: Be’, ovviamente pensammo…  
A.P.: Poteva essere.  
P.F.: Questo adesso… cercavamo, quindi cercavamo ovunque.  
A.P.: Chiaro.  
P.F.: Oh, dagli… è da dire questo, che l’orto, che sarà 7 o 8 metri di larghezza, non voglio errare, comunque aveva l’ingresso, un ingresso che non aveva cancello eccetera, ma era dove terminava la rete, sul lato destro, guardando l’orto, sul lato sinistro, in vicinanza del numero civico 30. Qui percorreva tutta per la lunghezza dell’orto, con una larghezza di 60-70 centimetri, una fila di queste colonnine che vengono usate per le viti. Ecco, se non ricordo, questa dovrebbe essere stata la prima o la seconda colonnina. Adesso non posso giurarlo…  
A.P.: Rispetto a che cosa?  
P.F.: … che venne rimossa. Ma questa è una mia deduzione, in quanto questi due pezzi, prima di essere collocati a terra, per quelle funzioni che precedentemente ho detto, erano stati appoggiati accanto a queste… a queste tegole. Quindi era una zona già visitata, sostanzialmente, già ispezionata da noi. Quindi non c’era motivo di ritornarci, né niente. Mentre gli altri tronco… gli altri paletti, vennero rimossi con più cautela e collocati sul lato sinistro – qui il filmato potrebbe dimostrarlo benissimo – sul lato sinistro dell’orto. Ovviamente rispetto a chi guarda l’orto con le spalle rivolte, avendo sulla sinistra il numero civico 30 e sulla destra il numero civico 28.  
A.P.: Lei ricorda se, vicino alla catasta di tegole, c’era ancora una buca, prima dell’inizio della perquisizione e degli scavi?  
P.F.: Io, onestamente, non me lo ricordo questo. La buca è nata per il fatto della rimozione di quel manufatto di cui parlavo.  
A.P.: Questo d’accordo. No, una buca proprio una. .. come per uno scavo di… per trovare le radici din una pianta, per esempio.  
P.F.: Onestamente non me ne ricordo.  
A.P.: Bene. Grazie.  
Presidente: Avvocato Colao, prego.  
A.C.: Senta, scusi, questi paletti…  
P.F.: Prego.  
A.C.: … erano con delle anime di ferro?  
P.F.: Esatto, Avvocato. Non… perché un paletto credo che sia sui due metri di lunghezza. Ha bisogno di questa struttura, sennò si frantuma facilmente.  
A.C.: Però lei può escludere che questo paletto rotto, trovato rotto, non fosse stato rotto già sul posto e combaciato?  
P.F.: Io…  
A.C.: Essendo venuto fuori poi questa circostanza, che…  
P.F.: Devo. . . devo dire una cosa. Questa è una mia ipotesi, no? Io penso che se si spezza uno di quei paletti, a un certo punto… Siccome l’anima di ferro, se non ricordo male, queste quattro anime di ferro sono di un diametro di 3-4 millimetri, ovviamente non si spezza facilmente. Il cemento si frantuma, ma le anime di ferro andranno comunque recise. Questa è una mia…  
A.C.: Certo, ma io proprio le sto chiedendo questo. Le sto chiedendo se lei può escludere che questo paletto non fosse già rotto prima e combaciato lì, sul posto, indipendentemente poi dalla manomissione dei Vigili del fuoco.  
P.F.: Avvocato, per questa deduzione ritengo che potrebbe essere anche già spezzato, era esistente già spezzato, insomma, ecco.  
A.C.: Bene, grazie. Non ho altre domande.
Presidente: Altro, signori? Prego, signori Avvocati della difesa. 
A.B.: Ecco, senta Maresciallo…  
Presidente: Avvocato Bevacqua.  
A.B.: Grazie. Lei ha partecipato solo a questa perquisizione, o ad altre?  
P.F.: Dunque, guardi, io, Avvocato, ho partecipato ad altre perquisizioni, esclusa quella del 3 dicembre – se non vado errato – ’90, ed escluse quelle in carcere perché non ero presente quel giorno, ecco.  
A.B.: Ecco. Senta, lei quindi ha partecipato ad altre perquisizioni, oltre questa…  
P.F.: Sì.  
A.B.: … ecco, e in particolare se ha partecipato a perquisizioni relative a questo giardino, o a pertinenze, comunque, delle due case.  
P.F.: Sì, io ho partecipato, sì.  
A.B.: Ecco. Ricorda se, nell’occasione di queste, non questa ultima, di quelle precedenti…  
P.F.: Sì.  
A.B.: … erano stati utilizzati anche dei mezzi di ricerca di metalli?  
P.F.: È vero, Avvocato. Dunque…  
A.B.: Se lo ricorda.  
P.F.: … lo ricordo bene, lo ricordo bene perché sono stato io ad attivare la direzione di artiglieria, e quindi questo Nucleo, così si chiama, con dei metal detector che generalmente loro li usano per la ricerca di residui bellici, o qualcosa di…  
A.B.: Esattamente. Quindi, residui bellici, di metalli in genere.  
P.F.: Metalli, in genere.  
A.B.: Oh. Quindi sono abbastanza sofisticati come…  
P.F.: Sì.  
A.B.: Dovrebbero essere. O no?  
P.F.: Vede, Avvocato, qui, almeno per quello che io ho potuto capire, questi non danno tanto affidamento, perché sono… se noi li taravano, diciamo…  
A.B.: Il residuo bellico sarebbe normalmente un proiettile, una scheggia di proiettile…  
P.F.: Una scheggia di proiettile…  
A.B.: Una bomba…  
P.F.: Una bomba di grosse dimensioni. Può essere… ecco, altra roba, insomma, immagino.  
A.B.: Comunque, ecco, le volevo domandare, sul piano operativo…  
P.F.: Sì.  
A.B.: … c’era un addetto all’utilizzo di questo strumento…  
P.F.: Sì.  
A.B.: … che era, evidentemente, penso fosse un soldato.  
P.F.: Sì.  
A.B.: Era un soldato, no?  
P.F.: No, sono impiegati civili.  
A.B.: Va be’, impiegato civile.  
P.F.: Del Ministero della Difesa.  
A.B.: Del Ministero della Difesa. Quindi uno che sapeva maneggiare questi…  
P.F.: Certo.  
A.B.: … questi sistemi di percezione di questi metalli.  
P.F.: Certo.  
A.B.: Ecco, questi signori, se lei lo ricorda, quando hanno avuto l’incarico di verificare…  
P.F.: Sì.  
A.B.: … andavano per i fatti loro a girare… Cosa succedeva? Cioè, loro cominciavano con questo cercamine, diciamo così, a girare…  
P.F.: Sì. Ovviamente questi a un certo…  
A.B.: … oppure…  
P.F.: A un certo punto noi cosa… questi fanno delle ricerche, cercando di coprire…  
A.B.: Fanno delle ricerche…  
P.F.: … cercando di coprire, ovviamente, tutto…  
A.B.: Per coprire tutta la zona da riguardare.  
P.F.: Ecco, sì.  
A.B.: Oh. Ecco, e questo è stato fatto prima, no?  
P.F.: Sì, è un’attività che… precedente. Adesso non ricordo.  
A.B.: Sullo stesso… anche sullo stesso giardino.  
P.F.: Sì. Ovviamente…  
A.B.: E non fu trovato nulla.  
P.F.: No. Ovviamente no. Si trovò tante di quelle rob… pezzettini di ferro, eccetera, delle cose, ma…  
A.B.: Con questo cercamine si trovavano.  
P.F.: Sì, sì, qualche cosa fu ritrovato, ovviamente.  
A.B.: Oh. E non fu trovato nulla, cioè non fu trovato la bomba, la bombetta, il proiettilino… non fu trovato nulla.  
P.F.: No.  
A.B.: Ecco. Va bene. Ecco, da ultimo, invece, fu trovato. Va bene?  
P.F.: Sì.  
A.B.: Questo ultimo. Fu trovato, ma non con il metal detector. È vero?  
P.F.: Sì. Fu trovato perché…  
A.B.: Fu trovato dal…  
P.F.: … a un certo punto apparve così.  
A.B.: … perché, uno degli ispe… cioè, il dottor Perugini vide questa cosa.  
P.F.: Sì.  
A.B.: Ecco, io le domando un’altra… così, per mia curiosità.  
P.F.: Prego.  
A.B.: Quando fu tolta, a parte l’abbiamo già visto…  
P.F.: Sì.  
A.B.: … questa cosa che… così, aveva una strana colorazione… o no?  
P.F.: No, questa cosa aveva la strana colorazione… Il discorso è questo, Avvocato, io voglio dire subito che questo è stato ritrovato grazie alla pioggia, secondo me, perché…  
A.B.: Grazie?  
P.F.: Alla pioggia. Perché se non avesse piovuto, quei due tronconi sarebbero rimasti lì, nessuno avrebbe mai pensato di andare, passare il metal detector su questi tronconi, e il proiettile sarebbe stato lì. Ma le dirò ancora di più. Quando questi due tronconi sono stati messi lì, siccome i fori erano riempiti a metà, quindi alcuni erano anche vuoti, per effetto che erano stati sul terreno, quindi, quando sono stati tolti, è come aver tolto qualche cosa che avesse… o una pianta che avesse il pane di terra, ecco. Nella… in quella posizione, va bene? in quella posizione, la terra, passandoci sopra, è andata via. Se fossero stati messi, per dire, nella posizione in cui i fori, dalla parte vuota, quindi non piena per metà, noi avremo magari, con le scarpe, pulendoci le scarpe, avremo contribuito a occultare maggiormente il proiettile. Non l’avremmo mai trovato.
A.B.: Ecco.  
P.F.: Questo è il fatto.  
A.B.: Sì, sì, no, va bene, ma io ho solo…  
P.F.: Questa è…  
A.B.: Comunque, ecco, l’avete trovato ed era molto arrugginito.  
P.F.: Il proiettile, ad un certo punto, la parte che fuoriusciva, il proiettile era in posizione diagonale rispetto… in diagonale rispetto alla colonnina. Questa parte che fuoriusciva che era la parte relativa al fondello, brillava per effetto anche forse del passaggio continuo, quindi si era un po’, come si suol dire…  
A.B.: Brillava.  
P.F.: Sì, brillava. Dava…  
A.B.: Ma non era piovuto? Non pioveva? Non c’era la giornata un pò’…  
P.F.: Guardi, che aveva piovuto giorni… i giorni precedenti. Già eravamo in una posi… in una fase in cui…
A.B.: No, scusi, forse lei non ricorda bene, perché la mattina pioveva. C’è nel rapporto.  
P.F.: Aveva piovuto fino ai giorni precedenti, alla mattina. Io… al pomeriggio c’era il sole. Questo me lo ricordo esattamente.  
A.B.: Va be’, pioveva, perché quel giorno pioveva.  
P.F.: Aveva piovuto nei giorni precedenti. Io, dalla mattina, non me lo ricordo se avesse piovuto anche la mattina.  
A.B.: Ecco, non se lo ricorda perché invece…  
P.F.: So che c’era una struttu…  
A.B.: . . . risulta agli atti del verbale che pioveva, tant’è che si era fatta una tettoia…  
P.F.: Sì, si era fatta una tettoia per evitare che questo terreno si bagnasse e noi potessimo proseguire…  
A.B.: Comunque, mi scusi, la domanda che io le ho fatto è questa…  
P.F.: Sì.  
A.B.: Là, nell’occasione del primo rilevamento… quando fu il primo rilevare… Si ricorda quanto tempo prima?  
P.F.: Io, adesso non me lo ricordo, ma…  
A.B.: La prima ricerca.  
P.F.: Ma alcuni giorni prima. Adesso non me lo ricordo.  
A.B.: Oppure mesi prima?  
P.F.: No, no, mesi prima, no.  
A.B.: No?  
P.F.: Mesi prima… tempo prima.  
A.B.: Ma lei ha detto che non ha partecipato a tutto.  
P.F.: Prego?  
A.B.: Non ha partecipato a tutti, a tutte le perquisizioni lei.  
P.F.: Io ho detto che ho partecipato a tutte le perquisizioni, fatta eccezione di quella del 3 dicembre, e fatta eccezione quella in carcere, perché non c’ero, non ero presente in quel giorno. Per il resto ho partecipato.
A.B.: Ha partecipato.  
P.F.: Questa è la…  
A.B.: E in quella occasione, comunque, col metal detector… Ecco, la seconda volta è stato usato lo stesso metal detector?  
P.F.: Non me lo ricordo questo, in questo momento.  
A.B.: Grazie, nessun’altra domanda.  
P.F.: Prego.  
A.P.: Posso aggiunger una domanda, Presidente?  
Presidente: Prego, avvocato Pellegrini.  
A.P.: A proposito del metal detector e del suo utilizzo sui paletti.  
P.F.: Sì.  
A.P.: E’ vero che vi era stato detto da chi conosceva lo strumento che era inutile passarlo sopra i paletti…  
A.B.: La domanda, per cortesia.  
A.P.: Questo, questo: se è vero che era stato inutile passarlo sui paletti.  
P.F.: Certo, certo.  
A.P.: La domanda è questa. Punto interrogativo.  
P.F.: Certo, è vero, perché sapevano che esisteva l’anima di ferro, quindi questo metal detector avrebbe suonato comunque.  
A.P.: Quindi sui…  
P.F.: Avrebbe segnalato comunque…  
A.P.: … sui paletti non fu passato, in assoluto…  
P.F.: No, no.  
A.P.: … proprio per questo motivo.  
P.F.: No, no, fu passato sul terreno e quindi praticamente ricordo che, quando si avvicinava anche a 20, 15 centimetri dal paletto, cominciava a suonare. Sul terreno venne passato.  
A.P.: Perfetto. Grazie, non ho altre domande.  
P.F.: Eravamo io e il dottor Perugini.  
A.C.: Una cosa… Scusi…  
P.F.: Prego.  
A.C.: L’imputato era presente al ritrovamento?  
P.F.: Esatto. Era… nel…  
Presidente: Lo si vede dal filmato, Avvocato.  
P.F.: Era nelle immediate vicinanze.  
A.C.: E che cosa disse? Disse qualcosa?  
Presidente: No, no, Avvocato. Questa domanda non è ammissibile.  
A.C.: Va bene.  
Presidente: Poi vi ricordate il filmato. Il Pacciani era lì. Possiamo licenziare il teste? Comunque, Maresciallo…  
P.F.: Prego.  
Presidente: In particolare, ma voi cosa cercavate?  
P.F.: Noi cercavamo un’arma, signor Presidente, quindi lei comprende che la nostra… eravamo tutti proiettati alla ricerca dell’arma. Quindi…  
Presidente: Non nascondiamoci dietro un dito. Ma voi stavate cercando una pistola.  
P.F.: Un’arma. Una pistola.  
P.M.: L’hanno detto fin dal primo momento.  
P.F.: Sì, è vero.  
P.M.: Lo dice anche il provvedimento di perquisizione.  
Presidente: Va bene.  
P.M.: Un’arma… il foro del paletto non contiene un’arma, non riusciva a contenerla.  
Presidente: Va bene, va bene.  
P.F.: Posso andare?  
Presidente: Può andare, grazie, buongiorno. Bene, passiamo oltre.  
P.M.: Sì, Presidente. Vorrei passare a sentire le intercettazioni ambientali. Avrei bisogno di due o tre minuti per far preparare.  
Presidente: Sì. Magari direi, quando cominciamo spegniamo un attimo i condizionatori. Tanto c’è abbastanza fresco, ancora. Per ora lasciamoli accesi. Un attimo prima li spegniamo, in modo di avere il silenzio più assoluto, o quasi. D’accordo?  
P.M.: Bene, grazie. Sarà un po’ macchinoso farle sentire. Magari, se la Corte ritiene, alcuni brani non si sentono, io chiederò di risentirli. Vediamo un po’ di lavorare insieme. Tutto qua.  
Presidente: Per carità! Piuttosto volevo dire una cosa: dunque, è chiaro che la Corte ritiene che domani debbano essere presenti alcuni verbalizzanti, certamente il dottor Perugini. Perché…  
P.M.: Ci saranno tutti i verbalizzanti…  
Presidente: Capito? sarà necessario, eventualmente, sentirli sul posto, per chiarimenti, capito?  
P.M.: Saranno tutti presenti, Presidente.  
Presidente: D’accordo, su questo… era presupposto, ma è bene dirlo.  
P.M.: Io volevo dire a questo proposito che, se la Corte ritiene – il P.M. lo ritiene – di allertare, fra virgolette, il signor Nesi, se fosse necessario, per il famoso angolo in cui… fosse necessario farcelo indicare direttamente, perché noi sul posto…  
Presidente: Non sarebbe male, francamente.  
A.B.: Ma io mi oppongo, signor Presidente, perché questo, il signor Nesi, potrà venire, io credo comunque… la Corte è sovrana…  
Presidente: Avvocato, lei fa male ad opporsi. È nel suo interesse.  
A.B.: No. Mi scusi…  
P.M.: È lei…  
A.B.: No, io mi oppongo a questo, di giorno. Io credo che sia opportuno farlo di notte.  
P.M.: Intanto si fa di giorno.  
Presidente: Avvocato, se il Nesi non ci dice di giorno dov’era di notte, lei capisce…  
A.B.: Eh, va be’…  
P.M.: Anche per le condizioni ambientali del 9 settembre del 1985 non le ricreiamo di certo nel giugno del ’94.  
A.B.: Si possono ricreare.  
P.M.: Sì, la luna io ancora non ci riesco. Comunque abbiamo molti mezzi.  
Presidente: Comunque…  
A.B.: Ma la luna non c’era.  
Presidente: Comunque solo per dirvi che è opportuno, appunto, che vi siano tutte queste persone. Bene, cinque minuti di sospensione. Quando lei è pronto, Pubblico Ministero, ci avverte.  
P.M.: Sì, grazie.
Presidente: Ecco, ho detto di spegnere i condizionatori per il momento. Ecco, benissimo, allora i condizionatori sono momentaneamente spenti, anche il microfono mi pare. Un attimo, ecco, ci siamo, benissimo. Condizionatori spenti…
P.M.: Si, Presidente, vorrei un attimo, di nuovo, se la Corte acconsente, introdurre il dottor Perugini ci spiega solo il meccanismo e dove erano posizionati per capire poi quello che sentiremo, come ha origine.
Presidente: Va bene, questo credo, non ci siano eccezioni da parte di nessuno, va bene?
P.M.: E’ un teste del P.M., quindi io… le domande…
Presidente: Si, no, direi che ci deve fare da guida, chiaramente. Allora, introduciamo il dottor Perugini, ai fini che si è detto. Si accomodi dottore, venga… prego. Buongiorno. Ecco, signor Pubblico Ministero, a lei… dia pure il là.
P.M.: Si, vorrei chiedere al dottor Perugini, dato che fra breve sentiremo le intercettazioni ambientali, si può spiegare alla Corte com’era stato organizzato le operazioni di intercettazione, in quali luoghi, con quali mezzi, con quali risultati, al di là del fatto che…
Presidente: E poi lei ci deve fare da guida, illustrandoci momenti, eccetera. Prego.
P.M.: Scusi Presidente, ho anche convocato per stamani, la persona che ha provveduto – almeno una delle due – alla trascrizione, per conto del GIP, se avremo dei problemi…
Presidente: Va be’, se è necessario…
P.M.: No, no, secondo me no, perché sono ben trascritte e si sente…
Presidente: Ove fosse necessario, ma credo che dire…
P.M.: … è a disposizione, è a disposizione, qui presente.
Presidente: Se ci sono incertezze, risentiremo, sentiremo noi stessi.
P.M.: Esatto.
Presidente: Allora sentiamo il dottor Perugini.
R.P.: Si, per quanto riguarda la materiale collocazione delle microspie, una rammento che era fusa dentro la presa del telefono, alla casa di Piazza del Popolo, al piano superiore, dove si trova il telefono. E mi pare che fosse nei pressi della cucina. Le altre furono sistemati successivamente, al momento in cui l’imputato chiese l’attivazione di un telefono in via Sonnino. Furono sistemate nell’abitazione di via Sonnino 30, nella presa del telefono, dentro un contatore della luce, sempre in via Sonnino, 30. Un’altra fu sistemata, non se ne mise una Alcigo 28, se ben ricordo, perché c’erano problemi di autonomia, non riuscivamo a trovare la collocazione esatta. E se ne mise una, quindi, all’incrocio delle travi del soffitto del magazzino, che si trova a sinistra del corridoio, nella parte, quindi sopra il soppalco. Naturalmente questo tipo di operazione di collocazione, veniva integrato poi dalla intercettazione telefonica vera e propria con tanto… Le prese furono sistemate da dipendenti della SIP e dell’ENEL, con la collaborazione di un Ispettore del Gabinetto di Polizia Scientifica della direzione centrale della Criminalpol di Roma. Il servizio di intercettazione prevedeva anche l’attivazione di misure di pedinamento, di verifica, che dovevano essere, naturalmente contestuali, a quanto si udiva. Il personale deputato alla intercettazione delle conversazioni ambientali e telefoniche, prese posizione in un appartamento che noi avevamo affittato nel mese di novembre, a Mercatale, che si trova a non grande distanza dall’abitazione di via Sonnino. L’intercettazione sul posto era, come ho detto l’altra volta, immediatamente curata dalla gente scelta Lidia Scirocchi, dalla gente scelta, Paola Baghino. La Scirocchi e in forza alla S.A.M. e la Baghino fu data dal Gabinetto Regionale di Polizia scientifica, perché aveva anche una funzione di supporto tecnico, ove richiesto. E dall’ agente Nunziatina Amantini, della Sezione Anticrimine e Sequestri di persona della Squadra Mobile. Questo personale veniva affiancato – perché a novembre io chiesi un’integrazione di personale, tanto alla Criminalpol, quanto ad altri enti – venne affiancato dal personale del ROS…
P.M.: Carabinieri.
R.P.: Carabinieri del ROS e da personale della direzione della Criminalpol, della Direzione nazionale della Polizia scientifica, da due ufficiali di Polizia Giudiziaria della direzione Criminalpol di Firenze. I quali avevano una funzione di supporto all’intercettazione. L’intercettazione veniva personalmente seguita poi, naturalmente, dall’ispettore Lamperi ed a me, durante il suo svolgimento. Le decisioni le prendevamo noi, quello che c’era da fare. Naturalmente, nell’immediato, provvedeva il personale sul posto, a prendere gli opportuni provvedimenti, informandocene, naturalmente.
P.M.: Ricorda se nel corso di queste operazioni l’imputato, o meglio, l’indagato allora, ha interferito? Si è accorto di qualcosa?
R.P.: Si, questo va detto, che subito dopo, pochi giorni dopo il suo trasferimento alla casa di Piazza del Popolo in via Sonnino…
P.M.: Siamo? Nel tempo, lo ricorda?
R.P.: Diciamo, lui si trasferì, mi pare, prima di Natale e quindi saranno passati 10 giorni, due settimane, adesso, con esattezza non lo rammento…
P.M.: Dopo il 6 dicembre tre…
R.P.: … però ricordo che lui trovò una microspia e trovò esattamente una microspia che mai avremmo pensato che potesse trovare. Perché era sistemata in modo estremamente nascosto, sul…
P.M.: Forse non troppo…
R.P.: … beh, evidentemente… infatti si stupimmo che lui rammentasse perfettamente bene, in quel guazzabuglio di cose, di fili, che erano le sue abitazioni, le sue pertinenze, che individuò immediatamente l’oggetto che era invece effettivamente, molto ben nascosto e non commentò il fatto è…
Presidente: Ma dov’era scusi?
R.P.: Era sistemata al di sopra… dunque, questo magazzino, supportato, ha un tetto. Ci sono dei travi di legno e alla congiunzione di fili della corrente elettrica, che passano sul tetto, era stata sistemata, in modo nascosto anche, dietro, questa microspia. Era la microspia che ci permetteva di intercettare alla bell’e meglio, ecco, non era particolarmente comoda, come posizione. Però riuscivamo a sentire quanto lui diceva nei pressi dell’abitazione del civico 28. Lui non commentò affatto questo rinvenimento. Noi ce ne accorgemmo, che la pulce era morta, perché i primi giorni l’intercettazione era molto disturbata da un piccione, un colombo, no? Che turbava, nei pressi. Quando non lo sentimmo più ci insospettimmo.
P.M.: Vi insospettiste.
R.P.: Ma il ogni caso, ecco, lui prese questa microspia, poi, come scoprimmo, la portò da un elettricista, si fece spiegare cos’era e se la mise da una parte. Ma non commentò in alcun modo il fatto, fino a dopo la, chiamiamola così, maxi perquisizione, cui…
P.M.: Non disse nulla alla moglie? O ai presenti tre…
R.P.: Non disse nulla, proprio in nessun modo…
P.M.: A nessuno…
R.P.: …no, sul rinvenimento di quest’oggetto non disse assolutamente nulla. Uscì fuori, invece, da una conversazione successiva, di molti mesi successiva, quando disse che la Polizia gli aveva messo una cosa sul tetto che captava quanto si diceva nella casa.
P.M.: Le conversazioni…
R.P.: Naturalmente, però, questo rinvenimento evidentemente doveva aver… provocò, insomma, una serie di ricerche molto approfondite. Io ricordo…
P.M.: Ne cercava altre, insomma tre punti di sospensione
R.P.: Si, ricordo come episodi che, addirittura strappò il telefono, lo scagliò contro la parete, insomma tre… tutte cose che si sentivano tre… cioè, fece delle ricerche con strumenti, scardinò, insomma tre punti di sospensione non trovò le altre.
P.M.: Più che legittimo da parte sua, dice tre…
R.P.: Ovviamente.
P.M.: … voi lo sappiate, lui cerca di non farsi spiare, insomma.
R.P.: Era un comportamento scontato. E ci è andato molto vicino, più di una volta.
P.M.: Bene, dottore, io passerei a sentire alcune delle intercettazioni che sono state poi trascritte interamente dal GIP e quindi esiste già agli atti della Corte, proprio la verbalizzazione. E vorrei partire dalla numero nove del 02/02/92, quella che nella trascrizione del GIP è indicata come riferimento con le parole: “Loro son furbi, lo sai cosa cercano, vero?”. Lei ricorda questa tre…
R.P.: Sì, ricordo.
P.M.: Ecco, vogliamo sentirla e poi magari ce la può spiegare… sospensione
R.P.: Va bene.
A.B.: Ecco, mi scusi, le domande che ha fatto il Pubblico Ministero…
P.M.: Ah, chiedo scusa.
A.B.: … chiedo scusa, grazie. Volevo farne una io al dottor Perugini.
Presidente: Prego avvocati. Ovviamente se volete fare domande prima dell’audizione, potete farlo tutti, eh! Avvocato Pellegrini.
A.P.: Avvocato Pellegrini. A proposito della microspia ritrovata da Pacciani, gradirei che lei, magari perché non ero attento a sufficienza, ripetesse a quale episodio voi ricollegaste il ritrovamento della microspia.
R.P.: Ci fu… adesso può anche tradirmi la memoria, ma ci fu proprio nell’immediato, una osservazione, quindi quasi certamente una relazione di servizio, da parte degli addetti alla intercettazione, che parlavano, per l’appunto di questa microspia, che non si sentiva più. Però, ecco, la conferma nell’immediato, non l’ebbe nessuno, per il semplice motivo che lui non commentò in nessun modo questo ritrovamento. Il discorso dei suoni emessi, captati, del piccione, ecco, che evidentemente andava a posarsi in quel soppalco, ci fece collocare il rinvenimento di quella microspia, ha quasi immediatamente dopo, ecco, diciamo, 10 giorni dopo. Adesso non ricordo con esattezza ma dovrebbe essere facile essere più precisi, guardiamo gli atti.
A.P.: Quindi dicembre ‘91.
R.P.: Esatto… no! Non dicembre. Credo che siamo già a gennaio, perché lui andò, come ho detto, si trasferì poco prima di Natale tre…
A.P.: Ah, si… già gennaio ’92.
R.P.: Esatto.
A.P.: Ma, non è che questa microspia, in un secondo momento, poi la fece ritrovare? Ve la mise sul tavolo perché vi rendeste conto che si era reso conto…
R.P.: No, lui non la fece ritrovare. La ritrovammo noi nel corso della perquisizione di aprile, maggio…
A.P.: Successiva.
R.P.: Sì, c’è una relazione…
A.P.: Grazie.
A.B.: Ecco, mi scusi…
Presidente: Prego avvocato Bevacqua.
A.B.: Grazie. Mi scusi dottor Perugini, lei ha detto che avete messo diverse microspie, una, questa che sarebbe stata poi scoperta dal signor Pacciani, ed altre. Una delle quali era addirittura dentro il telefono. È vero?
R.P.: No…
A.B.: Lo ha detto prima lei, scusi…
R.P.: Sarebbe stato molto facile trovarla dentro il telefono.
A.B.: Non lo so…
R.P.: Era fusa dentro la presa del telefono. Cioè, era una presa telefonica preparata, che è in tutto e per tutto identica alla presa telefonica in uso, soltanto che all’interno, c’è questa microspia.
A.B.: Chiedo scusa, la domanda che le volevo fare, dato che io sono fuso per altri motivi, ma non per questi…
R.P.: Io gliene parlo perché l’ho vista.
A.B.: …non sapevo che cosa significava la fusione a freddo, a caldo, eccetera, di questi…
R.P.: Ma neanche io, guardi.
A.B.: Ecco, cioè, da questo microfono, che era fuso, in questa spina, voi sentivate le telefonate oppure tutto quello che si diceva?
R.P.: Noi sentivamo, nella premessa che era attiva l’intercettazione telefonica convenzionale, ma avevamo modo di sentire anche quando l’imputato riagganciava il telefono, perché è una microspia per intercettazione ambientale.
A.B.: Quindi si poteva sentire sia l’uno come l’altro? Cioè si poteva sentire sia l’intercettazione telefonica, cioè la telefonata, come, una volta abbassato la cornetta, tutto quello che succedeva fuori?
R.P.: Sì.
A.B.: Ecco. Le faccio una domanda: lei, quindi, ha sentito un po’ tutte le intercettazioni telefoniche?
R.P.: Sì.
A.B.: Ecco, il 17…
R.P.: No, un momento avvocato, scusi un attimo. Io ho sentito, ovviamente, tutte… ho sentito, ho letto e ho sentito le intercettazioni telefoniche. Però se me ne cita qualcuna in particolare dovrebbe essere così Cortese da farmi avere uno…
A.B.: Le do subito questo. C’è stata un’intercettazione telefonica del 17 dicembre 1991. Bene? ’91 alle 22:22, dove il Pacciani dice questo: “ preparale quelle per diffamazione” e poi Pacciani spiega che è venuto il dottor Perugini per riconsegnargli della roba già sequestrata a suo tempo. Se la ricorda questa intercettazione?
R.P.: Io non gli ho riconsegnato assolutamente nulla…
A.B.: Comunque c’è questa telefonata? Se la ricorda?
R.P.: Se l’abbiamo trascritta noi… No, ma le sto spiegando, io non gli ho riconsegnato… l’ho già detto l’altra volta.
A.B.: Sì, sì, ma questa della telefonata non la sapevo io.
R.P.: Ah, sì, sì, per quello che lui…
A.B.: Quindi c’è una telefonata dove Pacciani dice, ad una persona: “E’ venuto Perugini a consegnarmi della roba che è stata sequestrata”.
R.P.: Certo, lui ha detto tante di quelle cose…
A.B.: Benissimo, ma non c’è dubbio che l’abbia detto, però si è inventato questa cosa, il signor Pacciani. Grazie.
R.P.: Non sarebbe la prima volta…
A.B.: No, ma certamente! Ognuno si inventa quello che può!
P.M.: La possiamo sentire? Chiedo di sentirla, eh!
R.P.: Penso proprio di sì.
P.M.: Chiedo di sentirla, così…
A.B.: …’91, ore 22:22…
Presidente: Dottore…
P.M.: Noi sentiremo poi…
A.B.: Da giri 4576 a giri…
P.M.: Siamo in grado di trovarla anche…
A.B.: Ma non c’è dubbio! Io solo sono in bicicletta, quindi sono a 4760…
Presidente: Dottor Perugini, piuttosto… Signori, per favore! Dove ritrovaste la cimice, la microspia che il Pacciani aveva eliminato?
R.P.: Quella cimice io non ero in grado di riconoscerla. Come ho detto prima avevo visto quelle fuse nella scatola del telefono. Le altre non le avevo viste. Nel corso della perquisizione, credo, vado a mente, che fu ritrovata…
Presidente: Lei parla del maggio 9…?
R.P.: Parlo di aprile, maggio, ’92, eh!
Presidente: ’92.
R.P.: Credo che fu ritrovata dentro un cassetto. Adesso non rammento bene chi la rinvenne.
Presidente: Va bene. Grazie. Allora prego, signori.
P.M.: Vorrei far partire la bobina 9, nella parte in cui è trascritta. Io mi sono permesso di mettere alla Corte… in quel faldone ci sono gli originali delle trascrizioni, perché…
Presidente: Cosa molto opportuna.
P.M.: … potrebbe essere utile seguirlo anche lì. È quella che viene indicata, nell’indice del primo fascicolo, viene indicata con la bobina 9, pagina 18 in cui, colui che ha fatto la trascrizione, sintetizza il contenuto con, probabilmente, una delle prime frasi e indicata con: “Loro son furbi, lo sai cosa cercano, vero?”. Nella trascrizione è la pagina 18, se non sbaglio inizia. Bobina 9, giri 45…
Presidente: “Ti pigliasse uno che te la sotterra nell’orto, vengano…” E’ questa?
P.M.: Esatto, esatto, questa è la trascrizione. Dovrebbe corrispondere alla data del 2 febbraio ’92, anzi, così corrisponde. Sono, per quello che dice colui che ha fatto l’intercettazione, sono le 19:10 di sera.
Presidente: Bene.
P.M.: Se è possibile sentirla…
Presidente: Sentiamo allora. Silenzio assoluto.
A.B.: Sentiamo dall’origine, dall’inizio…
P.M.: Così come è trascritta. Sì, prima di quell’ora lì non parla, no! Dall’inizio, esatto. Pagina 18. Magari facciamo delle prove per vedere cosa si sente.
(Audizione della intercettazione del 2 febbraio ’92 ore 19:10, bobina 9, pagina 18.)
P.M.: “Un gingillo qualsiasi”;
Presidente: Dunque, senza trascrizione è impossibile…
A.P.: Se abbassasse forse si sentirebbe un po’ meglio.
P.M.: E’ difficile però il perito la trascritta…
Presidente: Va seguita tenendo sott’occhio la trascrizione…
P.M.: Si, infatti, questo era il momento. Interessava far sentire alla Corte il tono, l’atteggiamento del Pacciani, soprattutto l’argomento e il momento in cui…
Presidente: Vogliamo risentirla un attimo? Per Cortesia.
P.M.: Si, senz’altro. Temporalmente, mi scusi Presidente, è una intercettazione che viene subito dopo le relazioni che hanno fatto quei due agenti della Criminalpol, che le avevano fatte nella terza decade di gennaio, l’ultima è del 27 gennaio, quando lui – secondo come è stato ricostruito dalla Polizia Giudiziaria – scavava. Ecco, pochi giorni dopo, esattamente il 2 febbraio ’92, alle 19:10, con la moglie fa questo tipo di discorso. La vogliamo risentire? Ben volentieri, tanto è breve.
Presidente: Direi di risentirla, qui però va tenuta sott’occhio la trascrizione. Dovremo fare delle copie. Capito? Scusate se…
P.M.: Speravo si sentisse meglio, con questi apparecchi. Però obiettivamente non è facilissimo.
R.P.:Con la cuffia si sente molto meglio, ma con i diffusori…
P.M.: Si, beh, la cuffia… è un po’ più complicato magari. Trovare due, quattro, quindici cuffie…
Presidente: Ecco, ricominciamo.
P.M.: Stiamo provando, addirittura di sentire la bobina originale, per… tante volte venisse meglio con un altro apparecchio…
(Ulteriore audizione della intercettazione precedente)
P.M.: Ecco, Presidente, mi sembrava opportuno far sentire come il signor Pacciani, in un contesto che sappiamo, assolutamente, l’hanno sentito loro dice: “Se mi scoprono…”
A.B. (voce fuori microfono):
P.M.: Mi lasci finire grazie. “Se mi scoprono piglian 50 milioni, 500 milioni”. Ecco, io… era un punto che volevo fosse sentito direttamente, poi ovviamente un ognuno lo capisce come crede.
A.B.: Ma lei lo capisce a modo suo ma c’è anche un’altra frase…
P.M.: Certo, questo voglio dimostrare.
A.B.: “Se fanno il trucco…”
P.M.: Dopo lo dice, lo dice dopo.
A.B.: Certo… e difatti…
P.M.: Dice: “Se qualcuno mi mette un gingillo…” va be’ l’abbiamo sentita. La successiva è quella che vorrei sentire, sempre in ordine, rispetto alla trascrizione, è quella indicata pagina 20. È la bobina 1B, dove dice il Pacciani, dice alla moglie che è disperato per un bossolo che la Polizia gli ha trovato. Un bossolo che non ha niente a che vedere, in questo momento, con il proiettile successivo. Siamo al giorno 4 febbraio alle ore 07:15. Parla che la Polizia gli ha trovato in un cassetto un bossolo. Sarà bene sentire il contesto. Pagina 20. Il 4 febbraio.
(Audizione della intercettazione del 4 febbraio ’92, alle 07:15, bobina 1B, pagina 20.)
P.M.: Non si capisce cos’è questo rumore… ecco, scusi un attimo per Cortesia, un attimo. Direi ecco, questa… si può fermare un attimo?
Presidente: Un attimo.
P.M.: Volevo… ecco, s’è sentito le uniche frasi che, in fondo, erano quelle che il P.M. voleva si sentissero direttamente che sono nella prima pagina, nella pagina 20, dove parlando di, evidentemente, di un altro bossolo, la voce femminile, la donna, dice: “L’avranno trovata dentro un cassetto, ni’ cassetto”. Lui fa qualche imprecazione e lei gli fa, dice: “Anche te, Dio bono, va a mettila lì! Buttala via!” Cioè, anche rispetto a cose diverse, l’atteggiamento è questo. E lui, voce maschile, dice: “Stai zitta, ni’ cassetto chi vuoi che ce l’abbia messa, nel cassetto?” E’ un concetto che rispetto a cosa apparentemente non influente, mostra un atteggiamento simile. Vorrei passare alla bobina 11B, pagina…
A.B.: Mi scusi, Pubblico Ministero…
P.M.: Le sole parole che abbiamo sentito sono queste.
A.B.: Si, certo, ma vorrei capire, perché bisogna capire, anche, questo proiettile, questo bossolo, questo qualche cosa che sarebbe stata trovata certamente…
P.M.: Così dice Pacciani, noi…
A.B.: Da chi è stata trovata?
P.M.: Ah, sarà bene che lo spieghi lui… proviamo col dottor Perugini, se ci sa spiegare qualcosa!
A.B.: Va bene.
Presidente: Era un proiettile, mi sembra, di 7,65.
R.P.: Nel corso…
P.M.: Prego, prego, dottore.
R.P.: Nel corso della perquisizione dell’11 giugno 1990, come ho detto, noi trovammo munizionamento da guerra, bossoli…
A.B.: Quello per cui c’è stato quel processo.
R.P.:… e una cartuccia viva, cioè 7,60 plenato, per il quale lui fu condannato, se non sbaglio…
A.B.(fuori microfono):…
R.P.:… il 17 aprile del ‘92.
P.M.: Si, l’atteggiamento era, che anche su questo punto, per il quale è stato condannato, lui continua a dire: “Chi vuoi chi ce l’ha messa ni’ cassetto”. Era solo questo che volevo far sentire. Non ho nessun’altra pretesa, si tratta di fatto per il quale è già stato giudicato e condannato. Andiamo un episodio che è la bobina 11B, possiamo lasciare quello precedente. 11B, l’indagato la colpisce al capo con un pezzo di legno. Pagina 27, si riferisce un fatto del 15/02/92, in cui c’è un colloquio moglie/marito che termina con… va be’ vediamo… una discussione con un perdente, ecco. Diciamo così. È per capire, dato che la teste moglie, si è avvalsa della facoltà di non rispondere, volevo dimostrare come dalla intercettazione ambientale si capisce il rapporto moglie/marito quale sia. È la pagina 27, la bobina11B, giri 150, se si può trovare.
(Audizione del intercettazione del 15/02/92, bobina 11B, giri 150, pagina 27.)
Presidente: Qui veramente non abbiamo capito niente.
P.M.: Io proprio niente. Se è possibile risentire giri 150, dove…
A.B.: Dove io non sento bastonate, né colpi di bastone, né bastoni in mano…
P.M.: Noi sentiamo solo una trascrizione fatta dal traduttore del GIP, che, nelle pagine 27 e 28, si sente, se non altro, diciamo, un alterco.
(Ulteriore audizione della bobina precedente)
P.M.: Non sembra questa o…
Presidente: Non corrisponde.
P.M.: Non corrisponde almeno all’11B, pagina 27. Non è semplice, un attimo solo… Presidente…
R.P.: Sono sei mesi di intercettazioni…
P.M.: Hanno cercato di prendere i punti, probabilmente non è semplicissimo, anche se, compatibilmente con risultati, hanno cercato di separarli. Ricorda dottor Perugini, scusi, tanto per capire questa telefonata, che è stata così sintetizzata e si sente soltanto, è stato tradotto solo… va be’, è un alterco, con parole un po’ forti: “vedi i’ ciuco come corre, quando sul groppone…”. Ricorda se rispetto a questa intercettazione è stato fatto prima o dopo un servizio che possa aver consentito di capire cosa succedeva? Anche perché poi, se non sbaglio, subito dopo, l’Angiolina rimane sola e fa un lungo soliloquio, se non sbaglio, che poi sentiremo.
R.P.: Si, ricordo perfettamente la cosa. Ci son stati alcuni momenti, nel corso della intercettazione, questo era uno dei problemi che noi c’eravamo posti, nel caso che l’indagato si comportasse in modo particolarmente violento nei confronti della moglie.
P.M.: Cosa successe? Perché dalla intercettazione forse non si capisce bene. Se lei illustra tutto il periodo…
R.P.: Ecco molto spesso, diciamo, noi venivamo messi, io venivo messo in preallarme, perché sta succedendo questo…
P.M.: Dai suoi… stanno litigando.
R.P.:… si aveva paura, insomma, no? Che potesse accadere qualcosa di più grave che un…
P.M.: Spieghiamo per bene tutto quello che è successo.
R.P.: Il discorso è molto semplice.
A.B.: Ma io mi oppongo a queste spiegazioni, mi scusi Presidente…
P.M.: E’ attività di Polizia Giudiziaria che è stata fatta al di fuori dell’intercettazione e originata dall’intercettazione. Quindi se il teste riferisce fatti che ha preso come Polizia Giudiziaria, io ho tutto il diritto di chiedergli che cosa è successo.
A.B.: Certo… certamente, ma lei domandi su che fatti deve deporre…
P.M.: Gliel’ho già detto…
A.B.: Cioè?
P.M.:… sui maltrattamenti alla famiglia. Se lui…
A.B.: I maltrattamenti non sono oggetto dell’imputazione.
P.M.: No, chiedo scusa. Allora, se è successo del Pacciani si sia rivolto, nei confronti della moglie, con atteggiamenti che hanno interessato voi, quali atteggiamenti? Questa la domanda.
R.P.: Sì, è successo più di una volta…
P.M.: Allora lo vogliamo spiegare, Cortesemente.
R.P.: È successo più di una volta, tanto…
P.M.: Innanzitutto lei…
A.B.: Ci spieghi quando, anche.
P.M.: … se ci può spiegare come l’avete saputo, cos’avete visto, cosa è successo. Se non sbaglio addirittura intervennero i Carabinieri, i referti, quindi…
A.B. (voce fuori microfono): …
R.P.: Esatto. Da intercettazione. Adesso potrei essere più preciso ecco, ma per dire soltanto un episodio, a seguito del quale la moglie dell’indagato scappa di casa. Là ci fu una telefonata molto allarmata da parte di coloro che erano all’intercettazione, tanto che dice: ‘ interveniamo?’ No, perché pareva che le cose stessero prendendo veramente una brutta piega. Quindi io mi ricordo, se la memoria non m’inganna, che diedi disposizione alle persone in osservazione, imposto vicino, dove potessero fisicamente intervenire, ma nel frattempo, diede l’ordine di avvisare i Carabinieri che intervenissero con un pretesto qualsiasi, ecco, richiamati dalle grida, i vicini, eccetera, eccetera, per interrompere l’attività violenta. Perché l’imputato aveva preso la moglie, l’aveva sollevata, l’aveva colpita al capo con una sbarra di ferro, tenendola per il collo.
A.B.: No, mi scusi, no, come fa a dire che l’aveva preso? Mi scusi signor Presidente, abbia pazienza!
P.M.: Qualcuno gliel’avrà detto!
A.B.: No! E chi?
P.M.: Lasciamoglielo dire! Lasciamoglielo dire.
R.P.:E’ stato riferito…
P.M.: Se fa paura una…
A.B.: No, fa paura… c’è un documento, anche!
P.M.: Bene vediamo.
R.P.:E’ stato a me riferito da testimone oculare…
A.B.: Il nome!
R.P.:… al momento in cui la Corte mi chiederà di dirlo io lo dirò.
P.M.: Possiamo…
Presidente: Scusate un momento, ma tutto questo poi che grande importanza ha…
P.M.: Nessuna. È solo…
Presidente: … ai fini del processo? E allora non perdiamo tempo! Vogliamo sentire le registrazioni siano?
A.B.: Signor Presidente, siccome siamo le registrazioni, mi perdoni signor Presidente…
Presidente: Quindi, capito…
A.B.: E il metodo…
Presidente: Scusi avvocato, intanto qui, evidentemente quella che ci hanno fatto sentire…
P.M.: Non è quella…
A.B.: Mi perdoni signor Presidente, è il metodo.
Presidente: Quindi, capito? Intanto qui – scusi avvocato – intanto qui evidentemente quella che ci hanno fatto sentire non corrisponde a questo testo.
P.M.: Non è questa, Presidente.
A.B.: Però volevo dire, signor Presidente, che c’è stata anche una trascrizione di queste registrazioni.
Presidente: È la pagina 27 che cerchiamo di far sentire, se ci riesce.
A.B.: La trascrizione di questa registrazione, effettuata con i crismi che il rito prevede, avrebbe manifestato qualcosa di diverso rispetto a quella che era la indicazione della Polizia Giudiziaria.
Presidente: Possiamo sentirla.
A.B.: Certo. La Polizia Giudiziaria dice questo.
P.M.: No, scusi. Noi non usiamo la Polizia Giudiziaria. Chiediamo, chiedo prima di sentire queste intercettazioni.
A.B.: E sentiamole. Ma non c’è nulla che il…
Presidente: Però per ora non la sentiamo. Mi pare che state divagando.
A.B.: Ecco. Perché la Polizia Giudiziaria – le chiedo scusa, signor Presidente – dice questo: “L’indagato, nel corso di uno degli innumerevoli e violenti litigi con la consorte, la colpisce al capo con un pezzo di legno.” Ora sentiamo questo, cioè leggiamo anche le trascrizioni, e dalle trascrizioni non c’è né legno, né nessuno che colpisce, né qualcuno che dice ‘ahi’.
P.M.: È difficile che in audio si senta che è lei.
A.B.: E allora sono tutte sensazioni, come tante.
P.M.: Leggiamo quello che c’è scritto.
Presidente: Signori, ma guardate, non penserete voi di intrattenerci su questi punti…
P.M.: No, no, no. Assolutamente Presidente.
Presidente: Toglietevelo dalla testa, capito?
P.M.: Assolutamente. Se non è possibile sentirla né sentiamo un’altra. Sono il primo io, perbacco!
A.B.: Qui c’è la deregistrazione, se non…
P.M.: Tutto qui, niente… è una discussione.
Presidente: Abbiamo trovato il punto.
P.M.: Bene?
A.B.: Ecco, signor Presidente. Siccome il Pubblico Ministero ha fatto una domanda al dottor Perugini in relazione a questi supposti o presunti maltrattamenti che il marito…
P.M.: Sono in un’altra occasione.
A.B.: In un’altra occasione.
P.M.: La domanda l’avevo fatta io.
A.B.: Lui era molto… certamente. Il dottor Perugini era molto impaurito di questa situazione tant’è che…
P.M.: Non è questo caso qui. Poi ci arriviamo. È scritta dopo.
A.B.: Mi fa arrivare?
P.M.: Si, certo. Ma è un episodio completamente suc…
Presidente: Si, ma lasciamo concludere l’avvocato.
P.M.: È successivo.
A.B.: Siccome sarebbero state addirittura anche, sarebbe stata portata la signora, se ricordo questo particolare, la signora Pacciani, sarebbe stata portata addirittura in ospedale. La ricorda questa circostanza? E se ricorda, quale sarebbe stato il referto dell’ospedale, che c’è agli atti? Perché loro si sono attivati per portare eccetera. Se lo ricorda questo? Perché c’è agli atti, il referto.
R.P.: Io ricordo, ricordo che in una circostanza la…
P.M.: Non questa, dottore.
R.P.: Non questa, non questa.
P.M.: Ecco, per capire.
R.P.: In un’altra delle tante circostanze. Lui aveva dato un pugno al costato della moglie, la quale lamentava forti dolori lì; esternamente non c’erano tracce. Per quanto riguarda la nostra esperienza, credo comune a tutti, esistono anche lesioni interne. In quella circostanza…
A.B.: Si, si ma lei sa tutto.
R.P.: No, no, non mi scusi avvocato, io ho capito cosa vuole dire lei.
A.B.: No io… La domanda è questa.
R.P.: Non fu, in ogni caso la Angiolina si rifiutò di riferire al medico perché aveva paura di quello che gli sarebbe successo una volta parlato.
A.B.: Ho capito. Comunque, c’è un referto che dice che non aveva nulla la signora?
R.P.: C’è un referto che dice che esternamente non c’erano segni.
A.B.: Ora lo vediamo se era solo e esternamente. Va bene, grazie.
Presidente: Bene, proseguiamo.
P.M.: Vogliamo sentire la successiva: bobina 12B, pagina 29, dove la Angiolina – così è trascritto – rimasta sola in casa, piange e si lamenta dei maltrattamenti. È la…
A.B.: … 572 codice penale.
P.M.: Pagina 29, bobina 12B, la data…
R.P.: Rimasta chiusa in casa.
P.M.: Sono le ore 18:40. Lo spiegherà come mai è chiusa, se lo sentiamo. In proposito, ricorda qualcosa lei, dottor Perugini?
R.P.: Si, sostanzialmente Pacciani aveva paura che la moglie andasse a parlare in giro.
A.B.: Presidente, mi oppongo. Mi perdoni Presidente, o sentiamo le intercettazioni…
P.M.: Deve solo…
A.B.: No! O sentiamo le registrazioni è basta, che può essere…
P.M.: No io, scusi, le domande al teste non vedo…
Presidente: Si, ma non facciamo dire al teste ciò che lui ritiene che…  
A.B.: Ecco.
P.M.: No, no, no. Ciò che sa, solo ciò che sa. Si ritiene, non lo fermiamo. Gli chiediamo soltanto ciò che sa.
Presidente: Ma perché non la vogliamo sentire?
P.M.: Infatti, infatti era solo…
Presidente: Se ci sono poi problemi o che, domandiamo al teste.
P.M.: Proprio questo volevo fare.
Presidente: Bene. Allora?
P.M.: Allora vorrei sentire questa bobina 12B, è una telefonata del 18 febbraio ’92 alle 18:40, trascritta a pagina 29. Sembra più difficile del previsto.
(Audizione della telefonata del 18 febbraio ’92 alle 18:40,bobina 12B, trascritta a pagina 29.
P.M.: Siamo all’inizio dove dice sembra che pianga.
A.B. (voce fuori microfono): …
P.M.: 29. Un attimo, un attimo.
Presidente: Si sente, qui praticamente, dopo le prime battute…
P.M.: Si sentono dei rumori.
Presidente: Si è interrotta.
A.B.: È difficile. Io vorrei sentire la 13B, pagina 33, che è indicata come il Pacciani dice alla moglie: “Non bisogna scappare, bisogna far finta di andare a prendere la legna”, dove il contesto… vediamo se riusciamo a capire qualcosa. È la pagina 33, bobina 13B, giri 70. Siamo al 21 febbraio ‘92, sembra siano le 6:55 di mattina. Questa è un po’ più lunga, è un contesto completamente trascritto da pagina 33 in poi. Ecco, è questa.
(Audizione della bobina 13B da giri 70, 21 febbraio ‘92, ore 6:55, trascritta da pagina 33 in poi.)
P.M.: No. Volevamo…
A.B.: Che si continui questa, Presidente.
P.M.: Volevamo continuare, perché si parla delle figlie. Quindi qui ne manca, da pagina 35 in poi mancherebbe un pezzo. Andrebbe finita la 13 Presidente, siamo di nuovo a pagina 33. Potremmo saltare questo pezzetto. Chiedo scusa. Stava ripetendo quel pezzo che abbiamo sentito della pagina 33. Ritengo che era pagina 35 ora che interessava. Quindi se ne potrebbe almeno saltare qualche giro e vedere di riprendere il punto relativo ai rapporti del… siamo a pagina 34, in fondo. Per l’appunto non ha messo il numero dei giri che interessano all’avvocato Bevacqua. Io l’avevo saltato; se troviamo, altrimenti va sentito tutto.
A.B.: Ma che è il sonar, questo?
P.M.: Probabilmente. Mi sembra che questo poi è un contenuto che… Penso che anche l’avvocato Bevacqua potrebbe rinunciare.
Presidente: Beh, sta finendo.
A.B.: No, ce n’è ancora un altro pezzettino.
Presidente: Bene signori, ci rivediamo le 3:30.
P.M.: Si, senz’altro. Adesso vediamo di farle preparare… Io ne ho pochissime ancora sentire, lo dico subito. Sono già state trascritte dal GIP e sono già nel fascicolo del dibattimento. Alcune, esattamente tre o quattro, vorrei sentirle proprio per il contenuto, che mi sembra bene sentire l’originale. E sono quelle trascritte. Vorrei comunque, stasera, far sentire – è già preparata – una bobina che invece è relativa ad una intercettazione non trascritta. È quella in cui l’imputato parla di una certa vicenda relativa uno spirito guida che lui avrebbe. Quindi tre di quelle che sono già trascritte, più questa.
A.B.: Io, questa mi oppongo. Non la conosco.
P.M.: E’ nei brogliaccio. Come non la conosce?
A.B.: I brogliacci non sono utilizzabili per legge, no?
P.M.: Io chiedo che la Corte, comunque, disponga di sentirla. Sono utilizzabili non tanto i brogliacci, quanto le intercettazioni.
Presidente: Appunto, i nastri ci sono.
P.M.: I nastri ci sono…
Presidente: Cioè, fa parte delle intercettazioni.
P.M.: Del processo.
A.B.: Ah, non c’è una trascrizione di questi nastri?
Presidente: No.
P.M.: No, no, no però c’è il nastro. Quindi, il nastro è legittimamente acquisito.
Presidente: Semmai… semmai la deregistreremo.
P.M.: Ecco. Questo volevo dire. La sentiamo, se abbiamo dei problemi…
Presidente: Nulla ci vieta di ascoltarla.
P.M.: Proprio questo volevo dire.
A.B.: Io la ignoro, per questo.
Presidente: Anche noi.
P.M.: Io invece conosco…
Presidente: Fa parte, però, dei nastri…
P.M.: Io…
A.B.: No, ma siccome c’è lo spirito guida, ci dirà…
P.M.: Io la conosco dai brogliacci, così come la conosce il difensore. Il reale contenuto non lo conosco, perché non è trascritto. Chiedo che si senta. All’esito dell’ascolto, se necessario, chiederò di trascriverla.
A.B.: Bene.
Presidente: Benissimo.
P.M.: Allora vorrei che…
Presidente: Ora però passiamo a queste che sono quelle registrate.
P.M.: Si, si, si, certo! E… vorrei sentire da 32B che è relativa a un momento in cui il Pacciani viene… anzi, la moglie del Pacciani viene convocata dai Carabinieri, e quindi, secondo quello che emerge dalla trascrizione, c’è un’attività volta a consigliare, diciamo così… la Polizia usa… anzi, indottrinamento…
Presidente: Va bene, vediamo.
P.M.: Insomma, consiglia cosa dire.
Presidente: È a pagina?
P.M.: È a pagina 139 delle trascrizioni. È la bobina 32B. È esattamente una intercettazione relativa al giorno 30 marzo ‘92 alle ore 11:30. Pagina 139 della trascrizione. Dovrebbe essere prima i Carabinieri che arrivano…
(Audizione della bobina 32B del 30 marzo ‘92, alle ore 11:30 da pagina 139 a pagina 146 della relazione di perizia.)
P.M.: Siamo a pagina 140. “Arrivederci”, a metà; anzi la parte iniziale. Questa è finita. Sentirei quella successiva che sullo stesso tema. Anzi, strategia, almeno a leggere la trascrizione, è un po’ diversa. Si parla di fasce… quindi sentire la 33B
A.B.: Che strategia?
P.M.: Si legge. Io leggo qui. Pagina 147: “Pacciani, durante la notte, ha riflettuto; decide di cambiare strategia.” Basta leggerlo, si capisce qual è la strategia.
A.B.: La strategia secondo…
A.B.: Secondo chi ha trascritto. Secondo chi ha trascritto. Se sentiamo la 33B, che è successiva – è del 01/04/92 – pagina 147, si capisce subito di cosa si tratta. No, 33B, chiedo scusa.
A.C.: Presidente, scusi, dovrei rivolgermi stanza.
Presidente: Quale avvocato?
A.C.: Io dico questo: poiché agli atti c’è la traduzione ufficiale e giurata e poiché non tutti siamo in possesso di questa traduzione, non sarebbe possibile dare luogo… ascoltare questo, e poi che si rilegga quello che è stato…
Presidente: No, avvocato…
A.C.: Perché naturalmente in questa maniera qui non tutti sono in grado di sentire bene…
Presidente: Tanto… voglio dire, non mi sembra che qui si stia giocando partite decisive su questo…
P.M.: No, no, è solo… Fra l’altro, gli atti, sono a disposizione delle parti, eh. Non…
Presidente: Si, sì. Dopo, se volete, le mettiamo a disposizione.
A.C.: O dare luogo alla lettura.
A.B.: Ce l’abbiamo qui.
Presidente: capito?
A.C.: O dare luogo alla lettura.
A.B.: Ce l’abbiamo tutti…
Presidente: Avvocato, sennò…
A.C.: Comunque questa la mia intenzione. Lei poi decida come ritiene naturalmente meglio lei.
Presidente: No, no…
P.M.: Sentiamo, allora, la 33 B.
(audizione della bobina 33B da pagina 168 a pagina…)
P.M.: No, chiedo scusa, da pagina 147.
A.B.: No, 147.
P.M.: È la pagina… è la 147; 33B, da pagina 147.
A.B.: Che poi c’è anche la 33B a pagina 168. Mi sembra la 33B.
P.M.: Si, sì.
Presidente: È la prosecuzione di quella…
P.M.: Si, l’originale, l’originale così. Giri 3039 della 33B.
A.B.: È un pesce d’aprile.
P.M.: L’hanno convocata, sarà un pesce d’aprile sotto quel profilo. È stato oculatamente scelto un giorno idoneo. Sono i giri 30-39 della bobina 33B. Ci siamo? Possiamo partire, sì? Dovrebbe essere giri 030, no? Ecco, questo, esatto. Proprio questa. Pagina 147.
(Audizione della bobina 33B da giri 30 a giri 39)
P.M.: Ecco, mi sembra che questa determinata. Possiamo spaccare. Io chiedo di sentire la bobina 62B. E’ nell’elaborato di trascrizione successivo, ed è quello relativo ad una ulteriore convocazione, questa volta da parte del P.M. Ci sono due intercettazioni: quella immediatamente prima, e quella del rientro, dopo l’interrogatorio del P.M., sono la 62B, pagina 94 e la 62B pagina 113.
(Audizione della bobina 62B, pagina 94.)
Presidente: Qua non si capisce bene.
P.M.: Possiamo un attimo riiniziare? Un secondo, per Cortesia.
Presidente: Un momento, un momento!
P.M.: Un momento.
Presidente: Qui c’è tre numerazioni diverse.
P.M.: È la numerazione in cima; 94 nel mezzo. E’ la numerazione che ha dato il perito che ha proceduto alla trascrizione. Pagina 94. La bobina è la 62B.
Presidente: 62B, eh?
P.M.: Si. E siamo esattamente…
Presidente: E poi c’è scritto col pennarello nero: 136. E sovramesso, ce n’è una a timbro. Dovrebbe essere…
P.M.: 340…
Presidente: 349.
P.M.: Si, io seguire la numerazione che ha dato colui che ha fatto la trascrizione.
P.M.: Pagina 94. È la 62B, esattamente. Una intercettazione fatta il giorno 19 maggio ‘92; 18 maggio, questa. È quella del… prima della convocazione. Alle 12:10. Sono i giri da 0 a 08; 18 maggio ‘92, ore 12:00. La convocazione è evidentemente per il giorno successivo, che fu fatta la sera. Quindi sono due praticamente: la 62B che inizia da pagina 94, e la successiva inizia pagina 113. Sono esattamente momenti prima e dopo l’interrogatorio del P.M., penso che siano interessanti entrambi per… quindi sono entrambe…
(Audizione della bobina 62B pagina 94.)
Presidente: C’è la televisione sotto…
P.M.: Presidente, direi che è tutto uguale questa telefonata. Potremo passare a quella successiva. Basta l’inizio. Possiamo interrompere passare alla 62B.
Presidente: Anche perché il concetto è ripetitivo.
P.M.: Il concetto è ripetuto. Era giusto far vedere che era ripetitivo, e mi sembra che ci siamo riusciti sotto questo profilo, ovviamente. Allora vediamo giri successivi: sono il 447593. Basta anche qui pochi giri relativi all’inizio.
A.B. (fuori microfono):…
Presidente: Per favore…
P.M.: È quella successiva, cioè la sera del 19, dopo l’interrogatorio davanti al P.M. Siamo alla pagina 113 della trascrizione. C’è la verifica di come è andata la deposizione. Comunque, così, per capire di come andò la deposizione, mi sembra giusto dirlo a questo proposito: appena arrivò davanti al P.M. la signora, confermando quelle cose che abbiamo letto, non trovò di meglio che tirare la borsa al P.M. Questo era il concetto di come si svolse quell’interrogatorio che loro non conoscono, perché saggiamente è rimasto nelle carte di chi lo doveva tenere. La signora si presentò avendo delle idee molto chiare – effettivamente le aveva capite – e all’insistenza del P.M. reagì nel modo che ho detto.
Presidente: È andata “ultra petita”, via!
P.M.: Andò “ultra petita”, si. Possiamo vedere al ritorno.
Presidente: Io dopo passerei a quella di cui lei ha parlato, non de registrata, anche perché comincia a fare caldo…
P.M.: È l’ultima, è l’ultima.
Presidente: Siccome poi abbiamo il testo, quindi… Mi sembra che la trascrizione sia, tutto sommato…
P.M.: Fedele. Volevo che fosse chiaro quello.
(Audizione della bobina 62B, giri 447-593, pagina 113.)
P.M.: È tutto uguale. Mi sembra si possa soprassedere. Possiamo staccare.
Presidente: Possiamo staccare. Stacchiamo, stacchiamo. Oh! Sentiamo l’ultima?
P.M.: A dire la verità sono due: una è quella relativa allo spirito guida. È stata trovata il giorno 15 maggio ’92: bobina 59B, giri 349 e seguenti. Qui va un attimo cercato il punto, perché non era per niente preparata. E questa, Presidente, penso che andrà trascritta se vogliamo poi averne il contenuto esatto. Scusi un secondo, eh, perché ora è un attimino…
Presidente: Dottor Perugini, le ricorda questa telefonata, eventualmente?
R.P.: Si.
A.B.: Ma si possono mettere microspie anche…
R.P.: Non ci permetteremo mai.
P.M.: Dunque, Presidente, di questo abbiamo una trascrizione intera però fatta dalla Questura, 15 quindi c’è da verificare. Se la vogliamo seguire una trascrizione c’è per…
Presidente: Se volete si può fare; salvo farla quella ufficialmente.
P.M.: Io adopererei un attimo la trascrizione che è stata… si possiamo interrompere un attimo, scusate.
Presidente: Fermiamoci un attimo, per favore. Se per comodità di tutti ne facciamo le copie anche per i difensori.
P.M.: Certo, le facciamo subito…
Presidente: E poi ovviamente…
A.B.: Proprio perché potremo constatare quanto è fedele o meno, e abbiamo, se del caso, chiunque – P.M. per primo – chiede alla Corte di trascriverla integralmente, non da organi di Polizia Giudiziaria.
Presidente: Siete d’accordo?
P.M.: Ora ci può servire, Presidente, per seguire il testo.
Presidente: Infatti.
P.M.: Quindi la facciamo fotocopiare. Se ci da due minuti, facciamo più copie.
A.B.: Non ho capito bene, signor Presidente, questa registrazione…
Presidente: E’ per pura comodità, avvocato.
A.B.: Certamente. No, no, ma io non ho capito bene questa telefonata, questa intercettazione a che cosa… aldilà dello spirito guida…
Presidente: Questa è un’intercettazione telefonica?
P.M.: No, no. Il Pacciani si sveglia e dice che, durante la notte, ha fatto tanti sogni, e inizia a raccontare. Io ho un piccolo sunto nel brogliaccio. “Questo infame di… – purtroppo si rivolge al mio teste, oggi presente – questo infame mi ha fatto mettere…”
Presidente: Quindi intercettazione ambientale.
P.M.: Ambientale, sì.
A.B.: Ecco, chiedo scusa, no…
Presidente: Parla di uno spirito guida.
A.B.: Lo spirito guida non è certamente lui.
P.M.: No, sembra di no. Sembra di no.
A.B.: Qui è un altro spirito che guida.
P.M.: Allora vogliamo leggere questa trascrizione e sentirla. Anche perché è un argomento completamente diverso da quello che abbiamo sentito finora…
Presidente: Quello, effettivamente, potrebbe essere. Perché…
P.M.: Uno dei…
Presidente:… finora abbiamo sentito le solite cose. “Tu devi dire questo…” poi “ah, non hai detto quest’altro…”
A.B.: È tutta roba in vernacolo, Presidente.
Presidente: È vero.
P.M.: Bene. Allora se le vogliamo dare… Questa alla Corte, all’avvocato Bevacqua…
A.B.: Grazie.
Presidente: Ahi difensore di parte civile…
P.M.: Chi è difensore… il… l’avvocato qui con me. E uno al teste. E uno alla Corte.
A.B.: No, voi non potete… lo spirito guida…
P.M.: Poi le facciamo.
Presidente: Allora, ai soli fini di seguire con più comodità questa telefonata…
P.M.: Sono le cinque e un quarto di mattina, Presidente. Può fare una copia in più, per Cortesia? Può chiedere… ecco, benissimo.
Presidente: Un attimo, eh.
P.M.: Vengono fatte altre copie, così chi…
Presidente: Allora, solo un attimo che, con i nostri potenti mezzi…
P.M.: Possiamo partire, Presidente?
Presidente: Un attimo solo che stiamo facendo…
P.M.: Ah, benissimo.
Presidente:… fotocopiare quella… quindi ai soli fini di seguire con più comodità questa telefonata. Sì, comunque adesso… tra un attimo le avrete anche voi.
(Audizione della bobina 59B da giri 349 e seguenti del 15 maggio ‘92, ore 05:15.)
Presidente: Vogliamo andare avanti, o interrompiamo? Perché tanto…
P.M.: Noi possiamo interrompere, Presidente.
Presidente: Se se d’accordo interrompiamo…
P.M.: Il discorso è quello.
Presidente: Direi allora di farla deregistrare formalmente…
P.M.: Senz’altro! Grazie, Presidente, senz’altro.
Presidente: Restituiamo… o se li volete tenere, fate pure.
A.B.: Ecco, siccome mancano alcuni pezzi, bisogna registrarla tutta.
Presidente: La deregistriamo.
P.M.: La facciamo deregistrare tutta.
Presidente: Quindi, per la prossima volta, intendo dire mercoledì 29, provvediamoci di uno dei feriti che hanno fatto…
P.M.: Ce n’è già uno oggi. È venuto, possiamo dargli l’incarico.
Presidente: Ah, benissimo. Allora…
P.M.: C’è la si… se non è andata via, la… La facciamo venire? Possiamo dar l’incarico subito.
Presidente: Sì, se è restata.
P.M.: Sì, l’avevo convocata io.
A.B.: Ecco, allora signor Presidente, dato che il Pubblico Ministero così Cortesemente ha chiamato il perito, io non ho chiamato il consulente, perché non lo sapevo. L’approccio vo… no, per carità! La prossima volta chiamerò il mio consulente, anche per le relazioni relative a queste registrazioni. Quindi per depositare…
Presidente: Nessun problema, nessun problema, avvocato.
A.B.: Grazie.
Presidente: Lei può tranquillamente farlo venire. Speriamo sia venuta questa… cioè, non si andata via.
P.M.: Speriamo, ma…
Presidente: Una mancava. Una era in vacanza al mare.
P.M.: No, ma una si è trattenuta. Sta arrivando, è presente. Si accomodi… al Presidente.
Presidente: Ecco, signora, si accomodi. Allora dottor Perugini, vuole cedere un attimo la postazione alla signora?
R.P.: Certamente.
Presidente: Si accomodi, signora. Si sieda pure.
G.M.: Matteucci Giulia.
Presidente: Ah, Matteucci Giulia, sì. Ce la dovremo avere… sì, comunque lei vuol ridare le generalità complete?
G.M.: Si. Nata a Firenze xx/xx/xx, residente a Xxxxxxxx, Via Xxxxx, 109.
Presidente: Si. Possiamo riaccendere il condizionatore. Dunque, signora, la formula c’è lì? Ce l’ha il cartoncino magico? Ci dovrebbe essere quello dei periti. È quello dei periti? Dei periti, perfetto. Allora signora, legga quella formula.
G.M.: Consapevole della responsabilità morale giuridica che assumo nello svolgimento dell’incarico, mi impegno ad adempiere al mio ufficio, senz’altro scopo che quello di conoscere la verità e a mantenere il segreto sulle operazioni peritali”.
Presidente: Benissimo. Allora le affidiamo, signora, l’incarico di provvedere alla trascrizione integrale. Io leggo quello che c’è scritto qua sopra: bobina numero 59B.
G.M.: Ah, è una nuova bobina?
Presidente: È una nuova bobina, signora, sì. Giri 345-709, relativa alla intercettazione ambientale del giorno 16 maggio ‘92, ore 5:15, che le sarà messa a disposizione.
G.M.: Va bene.
A.B.: La difesa nomina consulente tecnico la signora Clara Fracassi, e non ricordo l’indirizzo.
Presidente: Benissimo. È al tribunale, credo. Signora, di quanto tempo bisogno?
G.M.: Quanti ci sono, Presidente?
A.B.: 400.
Presidente: Signora, sono dal 345 a 709. Sono 300 e rotti giri.
G.M.: Facciamo 15 giorni.
Presidente: 15 giorni. Fa bene. Benissimo.
A.B.: 15 giorni, siamo fuori però…
Presidente: 15 giorni… no, ci siamo. Fra 15 giorni ci siamo abbondantemente. Dunque, 15 giorni. E inizierà le operazioni peritali quando è dove?
G.M.: Presso la mia abitazione, sì, quando avrò il nastro. Quando lo posso avere, Presidente?
Presidente: Il nastro…
P.M.: Lo possiamo mettere a disposizione, penso, stasera stessa.
Presidente: Anche stasera.
P.M.: Ne facciamo una copia per sicurezza, come sempre facciamo.
Presidente: Sì, ovviamente.
P.M.: Allora facciamo domani… chiedo scusa, domani l’altro, perché domani saranno impegnati.
Presidente: Sì.
P.M.: Io mi riservo per l’inizio dell’operazione di nominare un consulente tecnico anche del P.M., il quale, nel caso, può essere incaricato di… o dalla Polizia Giudiziaria, di recapitare alla signora il nastro.
Presidente: Di recapitare…
P.M.: Ecco.
Presidente: Allora, signora, quando inizierà?
G.M.: Quando me lo porta il consulente tecnico?
Presidente: Venerdì.
P.M.: Venerdì, chiedo scusa, venerdì, per l’appunto è San Giovanni. Sabato mattina.
Presidente: Sabato…
P.M.: Noi, anche… anche venerdì.
Presidente: È San Giovanni, ma noi si lavora tutti.
P.M.: Venerdì mattina sarà a disposizione della signora, il nastro. Al suo domicilio, se crede, se lei viene a Firenze, meglio.
G.M.: Verrò verso il tribunale. Perché sto a Xxxxxxx.
P.M.: Allora le dovrebbe… ci mettiamo d’accordo noi.
Presidente: No, ma solo per dare l’indicazione…
P.M.: Allora ci dice quando inizia…
Presidente: Ci dia l’inizio delle operazioni.
G.M.: Possono iniziare lunedì?
Presidente: Lunedì, signora, certo.
G.M.: Lunedì.
Presidente: Alle ore?
G.M.: Nove. Presso la mia…
Presidente: Presso la sua abitazione.
G.M.: La mia abitazione reggerlo.
P.M.: La Polizia Giudiziaria si metterà d’accordo con la signora per farle avere la copia. Entro lunedì sarà nominato un consulente di parte del P.M.
Presidente: Bene.
A.B.: Grazie.
Presidente: Oh, piuttosto, ora non ho l’agenda, come al solito. Dunque, oggi a 15, vedete un momentino…
P.M.: O, forse lunedì a 15, se dobbiamo… 15 giorni dall’inizio, signora?
G.M.: Si.
Presidente: 13 luglio le va bene? Per il 13 luglio pensa di averla pronta?
G.M.: Per 15 giorni penso di sì, visto che ho già fatto le altre e ho capito un po’ la difficoltà…
Presidente: Ecco, allora, signora, lei tornerà qui il 13 luglio con la deregistrazione. D’accordo?
G.M.: Va bene.
Presidente: La ringraziamo. Può andare.
G.M.: Per le altre cose non importa? Non mi volete sentire?
Presidente: No, ora come ora, no. Può andare, grazie. Buonasera. Bene, signori, io francamente non avrei nient’altro.
P.M.: Noi ci riserviamo, dato che ho sentito parlare di un consulente di parte che dovrà dire qualcosa sulle bobine, ovviamente in… sulle deregistrazioni in quel momento mi riservo di sentire il dottor Perugini su quello che manca, e eventualmente sul contenuto di quanto dirà il consulente di parte.
Presidente: Benissimo. Allora, signori, l’appuntamento è per domani, abbiamo detto verso le nove un quarto, al ponte degli Scopeti.
A.B.: Ecco, signor Presidente, le chiedo scusa. Domani si farà soltanto quella attività di ispezione dei luoghi, e basta? Poi la sera, no?
Presidente: Io credo che non ce la faremo in mattinata, avvocato, non credo. Penso che dovremmo andare al pomeriggio.
A.B.: Anche domani.
Presidente: Si, domani. Io per domani prevedo l’intera giornata. Vedrete…
P.M.: Io dico subito, Presidente, che P.M. avrebbe un impegno a metà pomeriggio, relativo ad indagini. Se si potesse…
Presidente: Ma il Pubblico Ministero è fungibile, però.
P.M.: E in questo caso difficilmente fungibile, Presidente. Noi cerchiamo di… magari, di concentrare il più possibile.
Presidente: Però, signori, capito? Non è facile. Potremmo vedere di tirare in lungo la mattinata, se del caso, però insomma…
(voce fuori microfono)
Presidente: Sì, chiaramente, poi… Comunque già da ora sappiate che la prossima udienza, a parte domani, è mercoledì 29. Per quella data l’imputato, che domani ha dichiarato di rinunziare a comparire, dovrà essere tradotto.
A.B.: San Pietro e Paolo.
Presidente: L’udienza è tolta. A domani, arrivederci.
P.M.: Arrivederci.
22 Giugno 1994 22° udienza processo Pietro Pacciani

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