30 Maggio 1994, 14° udienza. processo, Pietro Pacciani,

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Paola Lapini, Benito Acomanni, Claudio Pitocchi, Scilla Lapini, Marcello Fantoni, Floriano Delli

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Presidente: L’udienza è aperta, l’imputato è presente assistito dai suoi difensori, il Pubblico Ministero c’è, gli avvocati di parte civile ci sono. (…) Si accomodi prego signora, non desidera essere ripresa, quindi voi potete tranquillamente inquadrare qualunque altro soggetto ma non la signora. Vuol dare le sue generalità signora per cortesia?
P.L.: Si, Lapini Paola, abitante a Xxxxxx, nata il xx.xx.xx
Presidente: Le dobbiamo far leggere…
P.L.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Benissimo, vuole per cortesia rispondere alle domande del Pubblico Ministero?
P.L.: Si.
P.M.: Signora lei conosce il signor Pacciani?
P.L.: Sì.
P.M.: Ha motivi particolari di conoscenza o solo perché abita nel suo paese? Conosce qualcuno dei familiari?
P.L.: Si.
P.M.: Come mai?
P.L.: Perché ho fatto alcune volte assistenza domiciliare alle figlie.
P.M.: Conosce anche lui quindi?
P.L.: Lo conosco si, divi sta, ma non ho parlato personalmente mai con lui.
P.M.: Senta signora, questa conoscenza a che epoca risale? Se lei è in grado di ricordarlo…
P.L.: Del signor Pacciani?
P.M.: Si.
P.L.: Più o meno ‘80/’81, mi sembra.
P.M.: E questa attività nei confronti della famiglia lo stesso in queste date o in altre?
P.L.: No, dopo.
P.M.: Senta signora, lei ha avuto modo di vedere Pacciani anche in occasioni diverse?
P.L.: Si una volta.
P.M.: Vuole raccontare in quale occasione?
P.L.: Si mi sembra intorno al maggio dell’80/’81, se non erro, in cui ero ferma con un mio ex ragazzo, perché attualmente sono sposata, ero ferma in una piazzola e in un momento lo vidi come guardone dietro alla mia macchina.
Presidente: Lo vide come guardone.
P.M.: Ricorda che piazzola era?
P.L.: Praticamente era quella sotto dove è una strada che si sale prima venendo dagli Scopeti, da Tavarnuzze diciamo…
Presidente: Da fondo valle…
P.L.: Si da fondo valle.
Presidente: Tavarnuzze.
P.L.: Si da Tavarnuzze.
P.M.: La piazzola prima…
P.L.: Prima…
P.M.: Prima di che cosa signora?
P.L.: Di dove è avvenuto…
P.M.: L’omicidio.
P.L.: L’omicidio si.
P.M.: …dell’85.
P.L.: Mi sembra di si, cioè so che…
P.M.: Una di quelle piazzole lì. Che distanza ci può essere?
P.L.: Non lo so, sette/ottocento metri, credo, ora non vorrei…
P.M.: Lei ricorda se quest’episodio che ancora… per ora ce l’ha accennato poi mi riservo di farle domande per descriverlo, se era di notte o di giorno?
P.L.: Era intorno alle nove e mezzo.
P.M.: Era buio o era giorno?
P.L.: Né buio né giorno.
P.M.: Quindi era estate?
P.L.: Si.
P.M.: Ricorda come avvenne esattamente l’episodio? Lei era in una macchina con questo signore?
P.L.: Si.
P.M.: Era la sua macchina?
P.L.: No.
P.M.: Era la macchina di questo signore?
P.L.: Si.
P.M.: Ha qualche possibilità, con i suoi ricordi, di risalire anche alla data? Mi sembra che…
P.L.: Intorno maggio, mi sembra.
P.M.: Di che anno?
P.L.: Ora non ricordo esattamente, sono un po’ emozionata.
P.M.: Si. Se non sbaglio lei ha nel mese di maggio…
A.B.: La domanda per cortesia.
P.M.: Ha una sua ricorrenza personale?
P.L.: Si.
P.M.: Qual è?
P.L.: E’ il mio compleanno.
P.M.: Questo episodio, lei ricorda, se era vicino, prima o dopo…
P.L.: Vicino.
P.M.: Non ricorda se prima o dopo?
P.L.: Non mi ricordo esattamente.
P.M.: Quindi intorno, se non ho capito male, prima o dopo al 20 di maggio?
P.L.: Si.
P.M.: L’anno? Il millesimo lo ricorda? Ha detto ‘81/’82 o ha possibilità di…
A.B.: Ha detto ’81. Anzi ‘80/’81.
Presidente: Comunque…
P.M.: Chiedo scusa, ha possibilità di ricordare?
P.L.: Non me lo ricordo.
P.M.: Ecco io le faccio presente, le contesto che nel verbale lei ha detto “forse ‘82”.
P.L.: Si.
P.M.: Aveva qualche, quando ha deposto alla Polizia giudiziaria, la possibilità di ricordarlo meglio o è sempre in forse su qual è l’anno?
P.L.: Non ho… confermo adesso… sa sono un po’ emozionata…
P.M.: Conferma che cosa?
P.L.: ’82.
P.M.: ’82. Grazie. Ricorda cosa… in che atteggiamento eravate lei e questo signore?
P.L.: Si, in atteggiamento…
P.M.: Intimo signora.
P.L.: Si.
P.M.: E lei ci ha detto vide il Pacciani eh? Come lo vide? Dove era e come mai lo riconobbe?
P.L.: Nella parte posteriore della macchina.
P.M.: Cioè sul vetro… dalla parte del vetro posteriore?
P.L.: Si.
Presidente: Che macchina era? Scusate…
P.M.: Che macchina era?
P.L.: A 112 mi sembra.
Presidente: A 112.
P.M.: Senta una cosa, lei ci ha detto era sull’imbrunire, le contesto che nel verbale lei dice: “Erano circa le 21:30/22:00, comunque era buio”.
P.L.: Si, è vero.
P.M.: Senta una cosa, e quando vide il Pacciani come vi comportaste? Si comportò lei? Cosa faceste?
P.L.: Mi rivestii all’istante e uscii fuori.
P.M.: Uscì fuori e il Pacciani cosa fece?
P.L.: Scappò, perché c’è una strada…
P.M.: In che direzione scappò?
P.L.: Nella direzione opposta alla macchina.
P.M.: Lei come mai è così sicura che fosse Pacciani? Da cosa…
P.L.: Perché m’è parso, cioè l’ho visto come Pacciani in quanto lo conoscevo essendo lì…
P.M.: Ecco, ho capito. Senta una cosa, e quando lei vide il Pacciani, ha detto lui era dalla parte del vetro posteriore, era vicino alla macchina? Era lontano?
P.L.: Abbastanza vicino alla macchina.
P.M.: Lei vide anche il volto?
P.L.: Si.
P.M.: Quindi lo riconobbe anzitutto dal volto?
P.L.: Si è proprio dal volto che l’ho riconosciuto.
P.M.: Lei l’ha riconosciuto dal volto. Poi vide anche la persona però?
P.L.: Si.
P.M.: E la persona, come la conosceva lei, le confermò che era lui?
P.L.: Si.
P.M.: Come mai? Che atteggiamenti aveva?
P.L.: Dalla corporatura.
P.M.: Ecco. E lo vide che si allontanava?
P.L.: Si.
P.M.: E vedendo lui che si allontanava come persona ebbe la conferma che il volto era anche corrispondente alla persona?
P.L.: Si.
P.M.: Aveva qualche indumento particolare? Aveva un cappello?
P.L.: Non ricordo?
P.M.: Non ricorda. Lei, le contesto, che dice: “Sono certa del fatto che era proprio lui e che non calzava alcun copricapo”, non aveva niente. Senta una cosa, lei ricorda come camminava? Qualcosa nella camminatura, ricorda se aveva una camminatura particolare che le confermò questa sua identificazione?
P.L.: Un modo di muoversi abbastanza goffo.
P.M.: Il signore che era con lei… lei riferì a questo signore: guarda ho visto… Gli disse chi era o no?
P.L.: No.
P.M.: Come mai? Perché lui non era come lei di Mercatale?
P.L.: No.
P.M.: Quindi non gli avrebbe…
A.B.: La domanda per cortesia.
P.M.: Gli chiese… E’ questa la domanda. Quindi non gli disse questo suo riconoscimento, lui si accorse che c’era un guardone?
P.L.: Si.
P.M.: Quindi guidava lui, mise in moto lui?
A.B.: Ce lo dice lui. Ce lo dirà lui eventualmente.
P.M.: No, chiedo scusa…
Presidente: Avvocato, anzi le serve per confrontare
A.B.: Bisogna vedere se si trova questa persona.
P.M.: Questa persona lei è in grado oggi di, che era con lei ovviamente, di dirci chi era?
P.L.: Mi disse che si chiamava Lotti Marcello però non lo so.
P.M.: Non ho nessun’altra domanda grazie.

Presidente: Signori avvocati di parte civile avete domande? Avvocato Bevacqua prego.
Avvocato Bevacqua: Grazie.
Presidente: Silenzio.
A.B.: Signorina, scusi, lei fa l’oculista?
P.L.: No.
A.B.: Cosa fa?
P.L.: Impiegata
A.B.: Impiegata di che cosa?
P.L.: Lavoro alla De Agostini.
A.B.: Alla De Agostini. Senta signorina lei come ha… perché… Come ha avuto la possibilità di parlare con questi signori che l’hanno interrogata? E’ andata lei di sua spontanea volontà?
P.L.: Sono stata chiamata.
A.B.: E’ stata chiamata. E quante volte, quanti colloqui ha avuto con questi signori?
P.L.: Se non erro tre.
A.B.: Tre colloqui. Ecco, mi scusi, il primo rapporto, il primo impatto che lei ha avuto con… Chi erano questi signori? E quanti erano?
P.L.: Erano quattro.
A.B.: Quattro. E dove l’hanno incontrata?
P.L.: Nel posto di lavoro.
A.B.: Nel posto di lavoro? Sono venuti da lei nel posto di lavoro.
P.L.: Si.
A.B.: Ecco, è perché son venuti da lei?
P.L.: Non lo so.
A.B.: Lei non se lo è domandato?
P.L.:
A.B.: Ecco e quando son venuti da lei, cosa le hanno domandato?
P.L.: Se potevo andare con loro.
A.B.: E lei è andata con loro..
P.L.: Certo.
A.B.: Dopodiché qualche altra domanda gliel’hanno fatta?
P.L.: Mi hanno chiesto semplicemente se conoscevo il signor Pacciani e da lì…
A.B.: Ecco, le hanno chiesto se lei conosceva il signor Pacciani, lei aveva avuto modo di conoscere non tanto il signor Pacciani ma le figlie e la moglie, lei sapeva che il Pacciani le aveva maltrattate, fra virgolette, la moglie e le figlie oppure no? Si diceva in paese?
P.L.: Si diceva in paese
A.B.: Quindi lei dicerie normali che c’era questo signore che faceva… Quindi lei è stata sentita a verbale quando la seconda la terza, la quarta, la prima?
P.L.: La prima volta.
A.B.: La prima volta è stata sentita a verbale. Ecco, io le contesto signora, su questo punto, che lei nel verbale del 26 maggio ’92, alla fine…
P.M.: Questa è al seconda, è il secondo verbale.
A.B.: Questo è il secondo?
P.M.: 26. La signora sta dicendo il primo.
A.B.: 26 marzo.
P.M.: 26 è il secondo verbale.
A.B.: Il secondo verbale, quindi lei ha avuto più colloqui con questo…
P.L.: Si.
A.B.: Ecco senta signora, io non ho capito, perché non l’ho capito, però se lei ce lo spiega, chi era questo Lotti Marcello, eh?
P.L.: Era una persona che io ho conosciuto in discoteca.
A.B.: In discoteca e lei subito va…
P.L.: No.
A.B.: No.
P.L.: Niente.
P.M.: Credo che questo è veramente ininfluente!
Presidente: Silenzio, silenzio.
A.B.: No, un momento.
Presidente: Avvocato…
A.B.: Presidente ha ragione, mi scusi, siccome è la persona che dovrebbe confermarci…
P.M.: Eh, sennò…
A.B.: … una certa dichiarazione, voglio sapere come si fa a trovare questo Lotti Marcello.
P.M.: Ce lo ha già spiegato la signora.
A.B.: No, non ce l’ha spiegato, ce lo vuole spiegare?
P.L.: Io non rispondo.
A.B.: Non risponde, va bene. Quindi lei ha conosciuto questo signore e con questo signore dopo due, tre quattro, cinque volte, una, non so, lei esce…
P.L.: Questi sono fatti miei se permettete.
A.B.: No, scusi, I fatti suoi sono fino ad un certo punto perché noi abbiamo anche i fatti degli altri a questo punto.
P.M.: Questi sono… Ha ragione la signora, quante volte ci è andata sono fatti suoi.
A.B.: Si, però quella sera ci è andata…
P.M.: Sono fatti suoi. Facciamo le domande sul Pacciani.
Presidente: Allora, signori!
P.M.: Facciamo le domande sul Pacciani.
A.B.: Lei è arrivata con questa A112, vero?
P.L.:
A.B.: Ecco le posso contestare che invece non era una A112 ma era una Renault 5 di color verde? O no? Questo glielo posso contestare?
P.L.: Si ha ragione
A.B.: Ho ragione, finalmente una volta ho ragione.
Presidente: Ci si può sbagliare.
A.B.: Senta signora quindi era di notte, era una bella notte di maggio, non era un bel dì di maggio ma una bella notte di maggio ed era di notte, va bene? Lei dice, così ha scritto, così ha firmato, che stando supina, va bene?
P.M.: Scusa dov’è che è scritto stando supina? Contestiamolo…
Presidente: Lo dice l’avvocato.
A.B.: Era supina o non era supina?
P.M.: E allora scusi prima
A.B.: Prima…
Presidente: Pubblico Ministero facciamo parlare l’avvocato.
P.M.: Contesto che la signora non dice questo.
Presidente: Non importa, non importa chiederemo come stava.
A.B.: Ecco mi dice come stava signora?
P.M.: Facciamo la domanda.
A.B.: Mi dice come stava lei signora? Come era? A destra? A sinistra? Al centro…
Presidente: Era… Se stava sotto, se era supina, signora per carità, guardi qui…
P.L.: No, mi posso rifiutare di rispondere?
Presidente: Non se lo ricorda?
A.B.: No non se lo può rifiutare, la devo vedere, non credo che si possa rifiutare perché è una circostanza che a me…
Presidente: Non si può rifiutare signora ma guardi non abbia nessun imbarazzo, tanto son cose della vita, normali, di cui tutti siamo più o meno al corrente. Quindi dico, lei, le domanda l’avvocato, era sotto, praticamente, la persona e il volto rivolto in alto, gli occhi rivolti in alto? Era supina insomma?.
P.L.: Si stavo così.
A.B.: Ohooo, stava di sotto, va bene signora?
Presidente: Mi scusi avvocato una precisazione che non ricordo, eravate sul sedile posteriore? O ho capito male?
P.L.: No, tirato giu.
Presidente: Tirati giù i sedili.
A.B.: La signora stava così, va bene? E stava facendo le cose belle, che si fanno normalmente…
Presidente: Almeno quelle avvocato, per carità.
A.B.: Son cose belle grazie a Dio. Ohoo, allora lei ha detto questo, io glielo leggo e lei mi spiega, va bene signora?
Presidente: Leggiamo.
A.B.: “Una mezz’ora dopo che avevamo parcheggiato la macchina” quindi era già notte fonda” io notai la faccia, o meglio gli occhi” ecco perché le ho detto se era oculista, “del Pacciani, quasi attaccati al finestrino posteriore dell’autovettura Renault”, ecco signora, mi spiega come lei ha fatto a notare gli occhi e non la faccia? Che erano gli occhi del Pacciani?
P.L.: Mi sarò sbagliata. Vidi tutta la faccia.
A.B.: Tutta la faccia? Quindi praticamente Pacciani era così, tutto attaccato a lei? Lo sa che quando la faccia si attacca al vetro si modifica eh? Si imbruttisce? O no? Lei ha detto: “Vidi gli occhi” signora, perche quando vuole dire quasi del Pacciani, “io notai la faccia o meglio gli occhi”. Cioè lei specifica che non vide la faccia ma vide gli occhi. Conferma questa circostanza?
P.L.: Inizialmente gli occhi poi la faccia. Cioè fu una cosa… che mi colpì gli occhi.
A.B.: Ma lei è così, capisce? Così… lei capisce? Così…
Presidente: Avvocato, avvocato, questo lo dice lei.
A.B.: L’ha detto la signora. L’ha detto la signora.
Presidente: Ma non è che fosse…
A.B.: Che era supina e gli occhi sono…
Presidente: Con le domande suggestive… io le ammetto ma andiamoci piano.
A.B.: Siamo tutti d’accordo Presidente.
P.M.: Grazie Presidente.
A.B.: Voglio capire.
Presidente: Era in condizioni evidentemente, almeno quello, di vedere.
A.B.: Certamente, di vedere, però era in condizioni di vedere un volto, se l’ha visto, o degli occhi, praticamente in una situazione diversa da quella che è normale.
Presidente: Va be’ questo lo dice lei avvocato, noi registriamo quello che dice la teste.
A.B.: Va bene. Signora ecco, la circostanza è questa, lei stava supina, lei aveva la testa verso la parte posteriore della macchina, giusto? E guardando così vide gli occhi o la faccia, quello che vuole lei, di questo signore, va bene? Dopodiché che fece lei? Con il Lotti o come si chiamava? Che fece?
P.L.: Mi rivestii, scusi.
A.B.: Si rivestì e partiste?
P.L.:
A.B.: Non partiste.
P.L.: Scendemmo…
A.B.: Scendeste…
P.L.: E vedemmo la conferma che era il Pacciani.
A.B.: Come fa a vedere la conferma.. il Pacciani era là accanto a voi?
P.L.: Si spostò un attimo però noi lo vedemmo in faccia.
A.B.: Come… C’era una lampadina, qualcosa signora? Questo non l’ha mai detto.
Presidente: C’era una fonte luminosa? Il Pacciani aveva una lampada o l’avevate voi? Non so, questo vuol dire avvocato?
P.L.: Aveva una lampada si.
Presidente: Avevate una lampada voi?
A.B.: Voi? E chi la azionò questa lampada?
P.L.: Lotti Marcello.
A.B.: Lotti Marcello? Senta signora, questo non l’ha mai detto però. Se lo ricorda non l’ha mai detto? Sarebbe stata una circostanza molto importante.
Presidente: Lo ricorda con esattezza questo signora?
P.L.: Mi sembra, io…
Presidente: Mi sembra…
P.L.: Si mi sembra.
Presidente: Il Pacciani non aveva una lampada che lei ricordi?
P.L.: No, no.
(…)
Presidente: Incontri con guardoni insomma.
P.L.:
Presidente: Lo dica signora…
P.L.: Si.
A.B.: Ohoo e in questi incontri con guardoni lei, anche quella volta vide chi era, chi non era?
P.L.: No.
A.B.: Non vide neanche quella volta.
Presidente: Non era Pacciani.
P.L.: Non lo so perché non lo vidi in faccia.
Presidente: Non li ha visti in faccia.
A.B.: Ecco, si ricorda se in realtà gli stessi verbalizzanti erano un po’ perplessi sulla sua dichiarazione?
P.L.: No.
A.B.: No? Perché allora glielo leggo: “Capite bene che non ho particolari motivi di reticenza quando vi dico che non rammento neanche il nome di questa persona” il famoso Lotti eccetera “non me lo ricordo proprio, sono passati tanti anni e a differenza del Lotti Marcello non rammento neanche le circostanze in cui lo conobbi”, quindi lei stava con questo, ha visto gli occhi, non si ricorda né come l’ha conosciuto, nulla e quindi i verbalizzanti erano piuttosto perplessi su quello che stava dicendo, va bene? “Non collegai assolutamente, per la verità, Pacciani con il mostro, non che io adesso lo colleghi per la verità non ho opinioni in proposito. Non ho altro da aggiungere.”
P.M.: Molto corretta.
A.B.: Certamente, molto corretta. Senta signora però lei disse anche nel corso di questo interrogatorio dunque, ciò nel senso che quando lei poi ritenne, pur dimenticando chi era questo Lotti e chi non era, ritenne che potesse essere Pacciani per il fare scimmiesco come si muoveva, lei ricorda che in paese si sapeva di alcuni che facevano i guardoni, fra questi non c’era il Pacciani, se lo ricorda questo? Lei disse che non… Ecco, non c’era il Pacciani fra questi e poi disse che “almeno presumo come presidente del gruppo Assistenza”…
Presidente: Avvocato lei glielo legge in forma di contestazione?
A.B.: No. Ecco, lei faceva parte di questo gruppo di assistenza alle bambine e parlava di queste creature, di queste figlie del signore come delle sventurate e di sua moglie molto sventurate, che erano donne sventurate, quindi lei parteggiava un po’ per queste ragazze oppure no? Si o no?
P.L.: Certo.
A.B.: Certo. Quindi lei parteggiava per queste ragazze?
P.L.: Certo.
A.B.: Ohoo benissimo. Grazie signora. Aspetti le faccio un’altra domanda. Ohooo, dunque… No, nessun altra domanda per ora.

Presidente: Avvocato Fioravanti ha delle domande?
Avvocato Fioravanti: Si. Senta signora, quando ha conosciuto lei le figlie di Pacciani?
Presidente: Grosso modo se ricorda…
P.L.: Più o meno quando uscì di carcere l’ultima volta, giorno più giorno meno.
A.F.: Quando uscì di carcere l’ultima volta, cioè il 6 dicembre ’91?
P.L.: Quando stava scontando la pena per stupro di figlie.
A.F.: per lo stupro delle figlie. Quindi lei le ha conosciute il 6 dicembre ’91.
P.L.: Conoscere l’ho sempre conosciute diciamo, a livello di paese, però che ho iniziato un attimo a frequentarle sarà ’92, credo.
A.F.: ’92.
P.L.: Più o meno.
A.F.: Quindi lei aveva fatto assistenza nell’82 alle figlie di Pacciani?
P.L.:‘82? No.
A.F.: No.
P.L.:’92 ho detto.
A.F.: Lei ha detto che aveva conosciuto Pacciani prima, glielo contesto
Presidente: Nell’82…
P.L.: Scusi eh, le figlie è un conto…
A.F.: Le figlie è un conto e Pacciani è un altro…
P.L.: Il Pacciani in una occasione, dico. Le figlie io ho iniziato a frequentarle dopo, quando il Pacciani è uscito di carcere.
A.F.: A chi faceva assistenza lei?
P.L.: Alle figlie.
A.F.: ma quando lei riconobbe Pacciani lo riconobbe perché aveva fatto assistenza alle figlie o perché lo riconobbe?
P.L.: Niente a che vedere con le figlie.
A.F.: ‘80/’81 dove abitava Pacciani?
P.L.:‘80/’81 a Mercatale.
A.F.: A Mercatale?
P.L.: Si.
A.F.: Benissimo e lei ha detto nell’82 di maggio e nel primo verbale del 21 maggio del ’92 lei ci racconta… Ecco, a proposito, voi venivate dal ponticino dove inizia via degli Scopeti, a salire, dal fiume, dal torrente che c’è, venivate dagli Scopeti, dall’inizio della strada degli Scopeti in su, in salita, con la macchina?
P.L.: Mi sembra di si. Non ricordo.
A.F.: Non ricorda. Qui c’è scritto diversamente, io non voglio farle una contestazione…
Presidente: Diversamente da “non ricordo”…
A.F.: Si, va bene, va bene, allora mi sembra ha detto, poi… Senta una cosa, come siete entrati dopo quella seconda curva, di cui le parla qui, in quella stradina sterrata per andare nella piazzola? Siete entrati e avete parcheggiato la macchina col muso verso il bosco…
P.L.: Mi scusi, non ho capito.
Presidente: L’avvocato voleva sapere se lei ricorda la macchina come era parcheggiata, rispetto alla strada, rispetto al bosco, se lei lo ricorda…
P.L.: Con la testa rivolta verso la strada.
Presidente: Con il muso della macchina… la parte anteriore rivolta verso la strada…
P.L.: Si.
A.F.: Ecco, entrando in quella stradina avete fatto un’inversione?
P.L.: Non ricordo.
A.F.: Allora glielo leggo signora così se lo ricorda: “Erano circa le 21:30/22:00, comunque era buio, ricordo perfettamente che per paura e dato che l’auto l’avevamo parcheggiata con il muso verso la strada principale partimmo immediatamente”.
P.M.: Così ha detto, non è…
A.F.: Beh io ho diritto di fare una domanda e di leggere qualcosa che la signora ha detto e ora dice diversamente.
P.M.: Se è contestazione!
A.F.: E’ contestazione. E’ contestazione! Ma io contestazione lo posso mettere come premessa e come conclusione, penso che l’italiano…
Presidente: Non facciamo questioni di questo tipo.
P.M.: Son questioni di procedura Presidente. Si contesta se la versione che ci da oggi è diversa, ora gli si contesta che è uguale, a me fa piacere.
A.F.: Si, come il ’91, 6 dicembre e l’82 di maggio, sono due date uguali, assisteva le figlie. Questo per rispondere al Pubblico Ministero.
P.M.: Ora lo chiediamo alla signora, non si preoccupi.
Presidente: Andiamo avanti.
A.F.: Senta signora, lei dove abitava a Mercatale?
P.L.: In via Xxx Xxxxx.
A.F.: Da quanto tempo? Da che anno?
P.L.:’72.
Presidente: ’72? 1972.
A.F.: Si ricorda quando ha visto per la prima volta a Mercatale Pacciani?
P.L.: No.
A.F.: C’era a Mercatale Pacciani nell’81?
P.L.:… Si.
A.F.: A me basta così.
Presidente: Altre domande signori?
P.M.: Si Presidente. Volevo vedere se era possibile, dato che la signora ci ha detto è emozionata, di capire se le date che ricorda sono giuste o meno. Signora lei ricorda di aver fatto parte di un gruppo di assistenza specifico? Aveva un nome?
P.L.: Gruppo assistenza anziani.
P.M.: Lei ricorda da che epoca ha fatto parte di questo gruppo?
P.L.: Mah…
P.M.: Suppergiù…
P.L.: Come Misericordia io ci sono dal ’74.
P.M.: Ecco. E Ha continuato fino ad oggi o ad un certo punto ha smesso?
P.L.: Sono circa cinque o sei mesi che non pratico più.
P.M.: Senta, per capire meglio noi, perché io onestamente non l’ho capito, quando faceva assistenza a queste ragazze, può essere… Fare un po’ mente locale per vedere se era l’82 o il ’92?
P.L.: Il ’92.
P.M.: Era nel ’92 che faceva, cioè pochi anni fa. E Che tipo di assistenza era?
P.L.: Semplicemente andavamo a trovarle a casa, niente di…
P.M.: Le ragazze abitavano in una casa…
P.L.: In piazza del Popolo
P.M.: E Pacciani abitava in un’altra?
P.L.: Si.
P.M.: Ecco, non stava insieme?
P.L.: No.
P.M.: Quindi lei dice era epoca 1992. Bene , grazie. Un’altra cosa, questo non ho capito veramente io, lei sapeva che Pacciani, prima di quella sera che ci ha descritto, era guardone?
P.L.: No.
P.M.: Non lo sapeva. Sapeva che in giro si diceva che era guardone?
P.L.: Si.
P.M.: Ecco, non l’aveva mai visto lei ma sapeva che in giro era guardone. Quando lei lo vide quella sera associò le due cose?
P.L.: Si.
P.M.: Quindi non si meravigliò perché lei sapeva che in giro si diceva così?
P.L.: Si.
P.M.: Non ho altre domande, grazie, chiedo la produzione dei verbali.
Avvocato Bevacqua: Anche la produzione, la chiedo anch’io del verbale 21 maggio ’92.
P.M.: Se è lo stesso avvocato ne facciamo una copia sola…
A.B.: Preferisco…
P.M.: Come crede.
Presidente: Facciamo fotocopia di questi verbali e li acquisiamo.
P.M.: Entrambi io ho anche quello…
Presidente: Avvocato Colao voleva dire qualcosa?
Avvocato Colao: Si, grazie Presidente.
Presidente: Dica.
A.C.: Scusi signora lei ha detto che notò gli occhi, ci vuol descrivere com’erano questi occhi? Erano grandi? Che cos’è che la colpì?
P.L.: Gli occhi perché attaccati al vetro nel buio fanno… abbastanza paura.
A.C.: Senta scusi, era una lotta di luna? Cerchi di ricordare.
P.L.: Sinceramente non ricordo.
A.C.: C’era una visibilità comunque? Quando usciste, c’era una visibilità…
P.L.: Si, si un po’ si.
Presidente: Quindi c’era un chiarore ambientale tale che lei ha potuto…
P.L.: Se mi ricordo bene si.
Presidente: …vedere quello che ha visto.
A.C.: Senta non si ricorda che aveva un cappellino?
P.L.: Non me lo ricordo, mi sembra di no.
A.C.: Grazie signora.
Presidente: Altro?
P.M.: Nessuna domanda grazie.
Presidente: Può andare signora, grazie, buongiorno, può andare è libera.

Presidente: Chi sentiamo ora?
P.M.: Introdurrei il teste Acomanni Benito con le stesse richiesta di non riprenderlo finchè non lo, eventualmente, autorizza.
Presidente: Acomanni Benito. Si accomodi prego signor Acomanni. Si accomdi prego. Sieda pure lì. Guardi verso… si giri verso di noi per favore.
B.A.: Sissignore.
Presidente: Dia le sue generalità, intende consentire la ripresa
B.A.: No signore.
Presidente: No, ecco, quindi niente fotografie né riprese televisive al signore. Vuol dare le sue generalità per cortesia?
B.A.: Acomanni Benito, nato a Montespertoli, xx.xx.19xx, residente a Firenze in Via Xxxxxx Xxxxx, 58.
Presidente: Benissimo. Quella formula dov’è andata a finire? Teniamola lì per favore, grazie. Teniamola sul tavolo, grazie. Vuol leggere quella formula?
B.A.: Sissignore. Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Vuol rispondere per cortesia alle domande del Pubblico Ministero?
B.A.: Sissignore.
Presidente: Prego.
P.M.: Signor Acomanni lei conosce il signor Pacciani?
B.A.: Io l’ho conosciuto tramite la televisione.
P.M.: Prima non l’aveva mai visto?
B.A.: Non come Pacciani.
P.M.: E come lo conosceva prima?
B.A.: Dunque io quando mi sono accorto in televisione che c’era questa trasmissione mi sono messo a guardare, è stato nel ’92…
P.M.: Una trasmissione nella quale c’erano la figura del Pacciani? Si vedeva?
B.A.:E’ stato presentato dal TG3 come Pacciani agricoltore di Mercatale indagato per il delitto del maniaco.
P.M.: Bene. Allora lei cosa si ricordò?
B.A.: Io mi sono accorto che quella figura l’avevo già vista ed esattamente corrispondeva all’uomo che a Mercatale Val di Pesa avevo incontrato per caso in casa Ricci, mi aveva invitato e poi condotto a vedere una casa che diceva di avere acquistato per quelle bam..bi..ne, volendo logicamente riferirsi alle proprie figlie ed aveva l’aria del tenero padre di famiglia…
Avvocato Bevacqua: Va be’…
P.M.: lasci…
Presidente: Commenti non ne faccia, riferisca semplicemente i fatti.
B.A.: Sissignore. Sissignore, va bene.
P.M.: Fu quindi un’occasione… e lei come mai andò con questo signore? Così per cortesia? O c’era un motivo d’interesse?
B.A.: In Via Sonnino 68?
P.M.: Si.
B.A.: Io avevo due quartieri in vendita, liberi, completamente liberi e con giardinetto anche e ogni tanto quando avevo dei probabili acquirenti mi recavo sul posto per fargli vedere, iniziare la contrattazione.
P.M.: In una di queste occasioni conobbe un signore che poi in televisione ha sap…
B.A.: Esattamente
P.M.: Ha fatto due più due.
B.A.: Esattamente ma la signora che l’aveva in casa non me lo presentò.
P.M.: Né lui si presentò.
B.A.: No né lui si presentò.
P.M.: Comunque è sicuro che è il signore che è poi sul banco degli imputati?
B.A.: Sicurissimo non ho nessun dubbio.
P.M.: Si ricorda per caso se quella figura o questo signore le ricorda qualche altro episodio?
B.A.: Io pensai che effettivamente, così, in senso naturale…
P.M.: Certo…
B.A.: Siccome si parlava della zona di Mercatale che forse poteva essere un guardone che avevo avvistato nel bosco.
P.M.: Ecco. Ci vuole raccontare questo episodio e poi come mai fa questa similitudine, se non capisco male.
B.A.: Sissignore.
P.M.: Ci racconta questo episodio e poi come mai in modo naturale lei collima le due persone.
B.A.: Sissignore. Dunque io ero con una signorina…
P.M.: Questo in che epoca scusi?
B.A.: Questo entro il 22 febbraio del millenovecento… ottant…unoo.
P.M.: Come mai è così sicuro? Me lo può spiegare?
B.A.: Perché io ho guardato, sennò ce l’ho anche qui, la ricevuta di scarico dell’automezzo, del Ford colore avorio che ho consegnato esattamente il 23 febbraio del 1981 alla commissionaria Fiat Scotti e Picone, qui in Firenze ritirando un altro veicolo.
P.M.: Quindi lei dice: siccome ricordo un episodio che aveva quel furgone questo episodio è antecedente perché in quella data lì l’ho venduto. E’ così?
B.A.: Sissignore.
P.M.: Allora ci vuol far capire cosa avvenne in questo episodio che lei ricorda?
B.A.: Subito signore. Dunque, stavo parlando con questa signorina…
P.M.: Dove eravate, mi scusi?
B.A.: Eravamo sulla strada che dal pian del Melograno si dirige verso Luiano e quindi verso il ponte di Cappello.
P.M.: Siamo in Comune di?
B.A.: Comune di San Casciano val di Pesa.
P.M.: Bene, grazie. Era giorno o era sera?
B.A.: Giorno signore.
P.M.: Giorno.
B.A.: Vidi una piazzuola dalla parte opposta rispetto al senso di marcia, cioè andavamo verso Luiano, allora lì c’è una curvetta, entrai in questa piazzola, questa radura chiamiamola… una piccola radura, era compresa fra il margine stradale e l’inizio della vegetazione boschiva. Mentre parlavo con la signorina vidi un uomo nel bosco emergere all’improvviso dalla vegetazione e subito mi preoccupai naturalmente di vedere un po’ com’era vestito… posso dettagliare?
P.M.: Dettagli! Se lei se lo ricorda così bene!
B.A.: Benissimo. Allora…
Presidente: Signori per favore silenzio.
B.A.: Aveva un berretto munito di visiera che come modello, ma non come colore, poteva un po’ avvicinarsi a quelli in dotazione alle guardie del corpo forestale dello stato.
P.M.: A lei gli dette quell’impressione lì.
B.A.: Guardia di finanzia, si. Come modello, non come colore.
P.M.: Si.
B.A.: Aveva la visiera alzata
P.M.: Cioè verso l’alto, non…
B.A.: Verso l’alto e poi sotto questa visiera alzata a fondo scuro campeggiavano sul volto roseo dell’uomo degli occhiali che a colpo d’occhio ritenni a lenti chiare ma poi guardando un po’ meglio mi sembrarono del tutto sprovvisti di lenti.
P.M.: Così sembrò a lei.
B.A.: Si, così sembrò. Allora cosa… Stavo vedendo che cosa faceva quest’uomo…
P.M.: La persona la vide o vide solo questo volto?
B.A.: No, no adesso continuo.
P.M.: Prego, prego continui lei mi sembra…
B.A.: Mi scusi signor Pubblico Ministero
P.M.: Ce l’ha così presente che…
Presidente: Signori silenzio per favore. Silenzio. Fate silenzio.
B.A.: Aveva il volto roseo, collo di tipo taurino, aveva anche un giubbotto di tipo impermeabile, tipo comune color beige. Sul momento non riuscii a vedere altro anche perché mi preoccupavo di cosa faceva quest’uomo, no?
P.M.: Quindi lei lo vide per qualche frazione di secondo o lo osservò per un po’?
B.A.: Lo osservai ma non per tanto perchè mi preoccupavo del movimento anche perché non stava fermo eh… Cercava… faccia conto che questo sia il furgone disposto sulla coordinata ovest/est cercava, venendo davanti di aggirare in parte il furgone in maniera da portarsi dalla parte dello sportello…
P.M.: Girava intorno al furgone.
B.A.:…dove c’era la signorina.
P.M.: Dalla parte della signorina.
B.A.: Sissignore, cercava di portarsi da quella parte.
P.M.: Bene.
B.A.:E sfrecciava abbastanza bene tra le scope. Allora io misi in moto il furgone convinto di dovermi allontanare subito da quella zona e condussi il furgone a quota 469…
P.M.: Acciderba com’è preciso signor… Come mai? Poi lei s’è rimesso a ricostruire
Presidente: Questo l’avrà misurato dopo, no?
P.M.: Eh?
Presidente: Avanti.
B.A.: Sono un esperto in topografia.
P.M.: Ecco! Va be’ dopo quindi lei s’è rimesso a ricostruire la zona…
B.A.: Sissignore.
P.M.: L’ha fatto dopo quest’operazione. Allora la possiamo tralasciare…
B.A.: Questo l’ho fatto molto tempo dopo…
P.M.: L’ha fatto molto tempo dopo quest’operazione di capire dov’era…
B.A.: Si.
P.M.: Benissimo, veniamo al fatto. Questo signore che lei dice aveva queste caratteristiche gira intorno al furgone, lei diciamo si spaventa, oppure non ne vuole…
B.A.: Mah spaventare…
P.M.: Non si è spaventato…
B.A.:A questo punto limitatamente.
P.M.: Limitatamente. Lei piglia e dice: me ne vo per i fatti miei. Bene.
B.A.: Mi allontano.
P.M.: E si porta da un’altra parte, aldilà della quota, dove siamo da queste parti?
B.A.: Aldilà della quota, proprio sulla quota c’è uno stradello che con senso di marcia detto, cioè viaggiando verso Panzano si apre subito sulla destra e si inoltra nel bosco, questo stradetto, prima è pianeggiante poi tende a salire.
P.M.: Bene.
B.A.: Ecco, proprio nel punto ove tendeva a salire…
P.M.: Lei si ferma.
B.A.:…io fermai il furgone.
P.M.: Va bene.
B.A.: Poco tempo dopo ho sentito arrivare un motorino e guardando nello specchio retrovisore ho inquadrato lo stesso soggetto che avevo visto prima che era alla guida di questo motorino di colore rosso ed aveva ruote raggiate.
P.M.: Senta e che tipo di motorino lei non l’ha visto, aldilà del colore? Un ciclomotore insomma, non era una moto, era un motorino?
B.A.: Si, si un ciclomotore.
P.M.: Benissimo.
B.A.: Un motorino leggero no una motocicletta giapponese per intendersi.
P.M.: Benissimo, un motorino.
B.A.: Tanto per fare una distinzione. L’uomo dopo aver disposto il motorino dalla parte opposta rispetto allo stradello dove ero entrato…
P.M.: Lei tutto questo lo vede nel retrovisore o lo guarda…
B.A.: No lo vidi nel retrovisore benissimo lo vidi. Lasciò il motorino, poi attraversò con magnifica disinvoltura il tratto stradale, ecco qui il primo motivo di allarme: guanti neri;
P.M.: Ci aveva dei guanti neri…
B.A.: Sissignore. Guanti neri molto probabilmente di gomma o di plastica quello non lo so. Aveva dei pantaloni color sabbia e scarpe da lavoro.
P.M.: Mhm e come mai scusi lei ebbe timore? Per i guanti?
B.A.: Si, è!
P.M.: Va be’, andiamo avanti.
B.A.: Una cosa insolita
P.M.: Ecco!
B.A.: Non faceva freddo, non…
P.M.: Ecco, ecco.
B.A.: Aveva sempre gli occhiali, i soliti occhiali…
P.M.: E il solito cappello?
B.A.:E l’abbigliamento già descritto.
P.M.: Bene, bene.
B.A.: Dopo aver attraversato questo nastro stradale appena mise i piedi nel bosco sembrava diventato un altro soggetto.
P.M.: Cioè?
B.A.: Aumentò l’andatura, procedeva più rapidamente dritto verso il furgone con il ventre proteso verso il terreno, veniva avanti come un gatto, così… A questo punto, lo dico per chi non l’avesse provato quanto sia capace di ragionare velocemente la mente umana se un soggetto…
P.M.: Che successe?
B.A.:…avverta un certo pericolo, o almeno…
P.M.: Per lei sembrò un pericolo.
B.A.: Il ragionamento che riuscii a fare, mentale, fu questo: il guardone conosce bene la zona ed è per questo che ha potuto rintracciare rapidamente il furgone…
P.M.: Mhm, fece tutti questi ragionamenti…
B.A.: Velocissimo.
P.M.: Velocissimo. E poi cosa fece?
B.A.: Si,si. Permetta eh…
P.M.: Prego.
B.A.: Ci sarà da temere qualcosa di peggiore…
P.M.: Lei pensò…
B.A.:…se potrà raggiungere la cabina, coi guanti, non fa freddo, pericolo, discendere e prenderlo a sassate.
P.M.: lei pensò questo.
B.A.: Sissignore. Discesi dall’automezzo, raccolsi dei sassi per terra ma non è che lo attesi, gli andai incontro, deciso anche, scagliandogli questi sassi perché ormai mi ero infuriato. Quando questo soggetto sentì arrivare i sassi si alzò in piedi e allora gli controllai tutto l’abbigliamento, subito e rimasi anche bloccato per qualche istante, così… Ebbi paura in quel momento che potesse uscire un’arma ma non ne impugnava e nemmeno…
P.M.: Mhm, un ci aveva nulla via, ci aveva ‘sti guanti.
B.A.: Anzi si volse indietro dopo avermi consegnato questa immagine e se ne andò a riprendere il suo motorino.
P.M.: I sassi avevano fatto effetto.
B.A.: Ripartì verso Mercatale.
P.M.: Ho capito e quindi lei se ne andò o rimase lì?
B.A.: No io me ne andai, tornai a Firenze.
P.M.: Senta una cosa, questa figura che lei ci ha descritto ora le dice qualcosa?
B.A.: Pacciani!
P.M.: Non ho altre domande, grazie.

B.A.: Un ci son problemi.
Avvocato Bevacqua: L’aspettava questa domanda lei? Se l’aspettava questa domanda?
B.A.: No
Avvocato Fioravanti: Eccome no?
A. B.: Come non se l’aspettava?
B.A.: Bah, non me l’ha mica detto…
A.F.: Eccome no?
B.A.: M’ha fatto una domanda è chiaro io…
P.M.: Stia tranquillo signor… Va bene così. Non ho altre domande, grazie.
Presidente: Prego avvocato Colao.
Avvocato Colao: Prego, scusi, vuol precisare che ore erano?
B.A.: Mah, circa le 15:30 signore. Pieno pomeriggio di sole, ho ragione di ritenere che molto probabilmente fosse sabato, perché il sabato e la domenica io andavo a fare vedere i miei quartierini che avevo in vendita, erano liberi, quindi avevo molte probabilità di negoziarli ed avevano anche un po’ di giardino dietro. Giardino… Piccolo terreno.
A.C.: Senta scusi, riguardo gli occhiali, come potè ritenere…
B.A.: Assenza di riflessi signore! Fenomeno fisico molto noto. Assenza di riflessi sulla superficie vetrosa. Completamente.
A.B.: Ecco!
A.C.: Senta scusi, io noto che lei ha delle particolari capacità di rilevare fatti e di ricordare le cose, anche topografiche, il fatto di aver accertato che quota era in un secondo tempo…
B.A.: Certo!
A.C.:…il livello della macchina in cui si trovava, in base a quali esperienze poggiano queste sue conoscenze?
B.A.: Sono cresciuto nell’area del diritto positivo nelle scuole civili e militari del nostro paese e ne vado orgoglioso.
Presidente: Va bene ma questo…
A.C.: La ringrazio molto. Grazie.
B.A.: Prego.
Presidente: Signori avete altre, signori avvocati di parte civile… Nessun altra domanda. Benissimo. Avvocato Fioravanti?
Avvocato Fioravanti: Si.
Presidente: Prego.
A.F.: Signor Acomanni
B.A.: Professore!
A.F.: Dottor Acomanni…
B.A.: Professore buongiorno! E’ stato il mio insegnante, ottimo insegnante, uomo di cultura ed è un galantuomo.
A.B.: Chi?
A.F.: La ringrazio, la ringrazio ma erano tempi belli quelli.
B.A.: Si.
A.F.: Era prima dell’81.
B.A.: Si.
Presidente: Va be’…
A.F.: Era prima dell’81.
B.A.: Perché ’69… ’69..’70…
A.F.: Erano belli perché io mi sono sposato nel ’69, senta un po’ è parente di Mussolini
Presidente: Siamo alle ricorrenze hai visto! Allora, benissimo…
A.F.: Volevo chiedere…
Presidente: Veniamo a noi ora però!
A.F.: Si, si veniamo al processo. Volevo chiedere se lei è parente di Mussolini.
B.A.: Non so se sia pertinente la domanda
A.F.: Voglio chiedere se è parente di Mussolini…
P.M.: No, chiedo scusa
Presidente: Avvocato…
P.M.: Prima mi spiega perché
Presidente: Questa veramente
A.F.: Ho avuto dei… Al Pubblico Ministero non devo spiegare niente, lo spiego alla Corte!
P.M.: Io chiedo che le domande non pertinenti magari le evitiamo
Presidente: Avvocato, francamente questa… O me la spiega prima sennò davvero non è pertinente.
B.A.: Sconfiniamo nelle situazioni politiche signor Presidente. (Ride) Ridiamoci sopra.
Presidente: Perché non di Ornella Muti, non lo so…
A.F.: No…
(Risate)
A.F.: Ci sarebbe…
Presidente: basta, basta, finita la ricreazione per favore veniamo a noi.
A.F.: Ecco lei mi dice che nel 1981…
B.A.: Sissignore.
A.F.:…vide il 23 di febbraio…
B.A.: Ho detto, mi scusi eh… Mettiamolo come limite superiore, fino al 22, perché il 23 è stato consegnato l’automezzo, se vuole posso produrre la dichiarazione di responsabilità…
A.F.: L’automezzo veniva consegnato di domenica? Se il 22 è di sabato…
B.A.: Può darsi l’abbia consegnato di lunedì, questo… (Ride)
A.F.: E allora… e allora… va bene. Quindi “forse poteva essere un guardone che avevo visto nel bosco”, questa è una sua affermazione.
B.A.: Forse, forse.
A.F.: Come deriva questa affermazione sua? Localizzata il 22/23 febbraio dell’81? Da che cosa? Da quale convinzione?
B.A.: Ho venduto automobili per 25 anni e i guardoni li conosco perché molte volte quando provavo le macchine mi son trovato circondato e sempre sono disceso e li ho mandati via così parlando.
A.F.: lei per caso andava a provare le macchine nelle stradine sterrate, in mezzo ai boschi?
B.A.: Le provavo dappertutto perché vendevo anche i fuoristrada avvocato.
A.F.: Ah, benissimo.
B.A.: Sono stato il più grande venditore di automobili di Firenze, come soggetto dipendente se c’è qualcuno qui che può smentirmi lo faccia pure. Vedremo quante ne avrò vendute!
A.F.: Si ma lei deve rispondere alle domande che faccio io non alle sue… non tenere molto ad allargare il campo.
B.A.: No, no, professore ora rispondo!
A.F.: Lei risponda alle domande. Dunque lei mi ha detto che questo signore che per me non è Pacciani ma per lei è Pacciani…
P.M.: Ma lei non c’era avvocato!
A.F.: Questo signore… e non è detto… io ho
P.M.: Ah, c’era quel giorno lì?
(Risate)
B.A.: Quel giorno lì per me…
P.M.: Per carità!
Presidente: Silenzio, silenzio.
B.A.: Scusi professore, io l’ho riconosciuto in televisione, quel giorno lì non sapevo che era Pacciani, ha capito?
A.F.: Ma poi in dieci anni, un salto di dieci anni indietro, lei ha collegato: era Pacciani.
B.A.: Perché non si ricorda che alla scuola mi chiamavano Pico della Mirandola?
P.M.: Ohooo… Bella battuta!
A.F.: Lei certo con queste domande non mi fa essere più professore suo.
B.A.: No, no per carità!
Presidente: Però certamente questo signore è una persona che offre dei riscontri perlomeno.
A.F.: Per carità!
Presidente: Più precisi, poi…
A.F.: lei ha notato bene
Presidente: …poi sarà tutto da valutare.
A.F.: Si, si, ha notato bene che pantaloni color sabbia…
B.A.: Color sabbia sissignore
A.F.: Berretto con visiera tipo guardiaboschi o guardiacaccia
B.A.: Come modello
A.F.: Occhiali probabilmente senza lenti perché mancava di riflessi…
B.A.: Esatto.
A.F.: In quante frazioni di secondo lei ha potuto constatare questo?
B.A.: Il motore diesel non parte subito avvocato! Ci vuole un pochino.
A.F.: La ringrazio delle risposte avute. Grazie.

Presidente: Avvocato Bevacqua, silenzio per favore.
Avvocato Bevacqua: Senta lei che è Pico della Mirandola II…
B.A.: (ride) Mi chiamavano non è che lo fossi.
A.B.: La chiamavano… E amico o parente di Benito
B.A.: Non parente, mia madre si chiamava Peschi e mio padre Acomanni, quindi…
A.B.: Ah, no, credevo che… Siccome il professore ha detto che…
Presidente: Andiamo avanti, andiamo avanti! Le domande!
B.A.: Avvocato io ho una grande stima per lei ma non mi faccia… (Ride)
Presidente: Signor Acomanni…
A.B.: Mi dirà che mi chiamano Rosario, lei Benito, io Rosario.
Presidente: Va bene
A.B.: Ci ho quattro santi dalla mia, lei ce ne ha uno solo morto. Allora aldilà di questo, lei so che è un ottimo venditore, l’ha detto lei…
B.A.: Di automobili.
A.B.: Di automobili. Ne ha vendute tantissime?
B.A.: Lo ero. Si, si.
A.B.: Quindi qualche volta vendeva qualche macchina che non era proprio… eh?
P.M.: Ma scusate, la pertinenza?
A.B.: Aspetti, l’ha detto lui.
B.A.: Si, si.
P.M.: No che macchine ehhh non l’ha detto!
Presidente: Non l’ha detto.
A.B.: Ha venduto tantissime macchine.
Presidente: Fuoristrada.
A.B.: Certamente. Ha venduto tante macchine…
Presidente: Avvocato ha detto, per la verità, dei fuoristrada.
A.B.: Anche dei fuoristrada.
Presidente: Anche dei fuoristrada. Non macchine che andavano fuori strada, fuoristrada.
A.B.: Non lo so, io volevo arrivare a questo e lei mi ha preceduto Presidente…
B.A.: Dica, dica…
A.B.: Ne ha vendute moltissime, quindi lei era un abilissimo venditore?
B.A.: Ma lo ero, si, si.
A.B.: Lo era, quindi lei vendeva parlando? O no?
B.A.: Scusi vendevo?
A.B.: Magnificando la sua merce, dicendo: questa macchina è bellissima, ottima lo chassis va bene, non è stata battuta…
B.A.: Se non lo era battuta, sennò…
A.B.: Qualche volta se lo era diceva: è stata battuta ma è stata… Insomma, vendeva benissimo!
B.A.: Da Brandini eravamo molto seri, se era urtata la vendevamo per urtata.
A.B.: Per urtata. Comunque lei era una persona che vendeva bene le macchine. Lei dice di avere fatto questa dichiarazione… perché? Lei lo dice ma perché? Come? Quando l’ha fatta la dichiarazione? Come si rivolge? Chi la chiama?
B.A.: Perdoni, a quale dichiarazione si riferisce?
A.B.: Queste che… Su cui il Pubblico Ministero ha fatto le domande.
B.A.: Può rileggermela per cortesia?
A.B.: No sennò devo fare la contestazione.
Presidente: No, vuole sapere semplicemente l’avvocato
B.A.: Ah l’interrogatorio che ha fatto il dottor Vigna…
A.B.: Si certo, dottor Vigna dopo e prima nel febbraio ’93 da… credo la SAM, sa cos’è la SAM?
B.A.: Si, si Squadra Anti Mostro. Ci ho il genero in Questura guardi…
A.B.: Ohooo, ora si spiega tutto! Va benissimo.
B.A.: (Ride)
A.B.: Ci ha il genero in Questura…
B.A.: Si ma non…
A.B.: No, no assolutamente, ma che scherza!
P.M.: Lo spiega lei avvocato.
A.B.: Spiega tutto.
P.M.: Lo spiega lei avvocato.
A.B.: Ma l’ha detto lui, non lo sapevo.
Presidente: Si, certo, più sincero di così.
P.M.: Meglio di così.
A.B.: Dunque ci ha il genero in Questura quindi a quest’ora in Questura che fa?
B.A.: Quando mi ha interrogato…
A.B.: E’, la SAM. Come va? Lo dice a suo genero mentre mangiate la pastasciutta…
B.A.: Mi hanno convocato.
A.B.: L’hanno convocata. Perché?
B.A.: Perché il signor Pacciani aveva fatto una sciocchezza, aveva segnato un numero di telefono…
A.B.: Si chiama Alemanni però!
B.A.: …che corrispondeva a quello di mia sorella che non era più in elenco da diverso tempo.
A.B.: Perché sarebbe una sciocchezza questa scusi? Mi spieghi la sciocchezza.
P.M.: Forse facciamogliela spiegare sennò non…
A.B.: Sto chiedendo.
B.A.: Perché teneva questo numero che non era più in elenco da tanto tempo, per quale ragione? Questo lo sa lui non lo so io. E chi glielo aveva dato?
A.B.: Ah non lo so io…
B.A.: Se non era più in elenco… Chi glielo aveva dato?
A.B.: Ma aveva avuto lei a che fare…
B.A.: Pacciani per cortesia non faccia né versacci, né mi oltraggi sennò…
A.B.: Guardi, guardi, i tempi passati son passati, va bene?
Presidente: Silenzio, silenzio non ho visto cos’ha fatto. Lei Pacciani stia buono.
B.A.: Ha fatto così.
Presidente: Ha fatto così.
Avvocato Fioravanti: Non ha fatto niente.
Presidente: Guardi che se… Io non l’ho vista
A.B.: No, ricorda Pico della Mirandola…
Presidente: Sennò la faccio allontanare se ci riprova. Stia zitto.
A.B.: Allora, senta, lei ha detto esattamente… quindi a un certo punto hanno fatto questa ricerca su di lei, hanno visto che lei aveva questo telefono prima.
B.A.: Sono risaliti.
A.B.: E hanno ricollegato, penso, questo numero di telefono alla data nella quale lei pare che abbia incontrato, o in quel periodo, il signor Pacciani per questi quartieri, o no?
B.A.: Non lo so. Le posso dire questo perché ho controllato, perché io avevo un vecchio elenco dell’83. L’ho guardato proprio in questi giorni. Nell’83 quel numero di telefono non c’è giù più.
A.B.: Quindi può darsi che fosse nell’82?
B.A.: L’aveva preso prima. Chi glielo aveva dato?
A.B.: Ma scusi lei non ha detto che aveva conosciuto Pacciani prima dell’83?
B.A.: No signore.
A.B.: Eh scusi…
B.A.: Ha capito molto male. Io le ho detto che ho conosciuto Pacciani alla televisione durante la trasmissione del 1992, primavera, TG3 serale.
A.B.: Ho capito ma lei aveva detto anche che aveva conosciuto Pacciani per gli appartamenti alle bambine, o no?
B.A.: Nell’81 si, dopo che era successo…
A.B.: Ohooo, quindi nell’81 si sa, almeno che lei sa tutto, anche sull’aritmetica, si sa che l’81 viene prima dell’83, o no? L’81 viene prima o no dell’83?
B.A.: Ma io non ho mica controllato quand’è stato…. Alla Sip quand’è stato…
A.B.: Lei ha detto, suggestionando, perché lei…
B.A.: No, no..
A.B.: …lei sa vendere molto bene la sua merce… ha detto che nell’83 lei ha confrontato e nell’83 il suo numero di telefono non c’era più nell’elenco, però lei il signor Pacciani l’ha conosciuto nell’81, se l’ha conosciuto nell’81 lei l’ha controllato il…
B.A.: Ha preso il numero quando c’era, scusi avvocato sennò si tira la zappa sui piedi lei…
A.B.: Ma quale zappa? Guardi io non so zappare…
B.A.: (Ride)
A.B.: Anche perché per me il terreno purtroppo è troppo lontano, essendo molto alto, senta abbia pazienza, lei ha detto nell’83, ha visto nell’83 il suo numero di telefono non c’era più…
B.A.: Non il mio, scusi, era il numero di mia sorella che era intestato a me.
A.B.: Perché mi dice che ha fatto un errore Pacciani?
B.A.: Perché ha tenuto quel numero che non serviva più a nulla.
A.B.: Ma l’ha tenuto perché è stato in galera per tanto tempo, scusi. L’ha tenuto. Gli hanno rovistato tutto. Tutto hanno rovistato. Va be’ allora…
B.A.: Non l’ho ordinato io.
A.B.: No. Va be’ ma lei è contiguo abbia pazienza. Allora aldilà di questo, “io ho conosciuto in passato ma non sapevo che fosse Pacciani” lei ha detto questo: “per quanto riguarda la mia conoscenza con Pacciani Pietro voglio preliminarmente chiarire che il personaggio di cui parlano attualmente le cronache per le indagini sul mostro di Firenze, io l’ho conosciuto in passato ma non sapevo che fosse il Pacciani”.
B.A.: Esatto.
A.B.: Va bene? Ohooo, lei dice, ad un certo punto, che questa signora, questa signora si può trovare? Questa signora o signorina?
B.A.: Penso di si. Si chiama Assunta Ricci vedova Mancini.
A.B.: Questa signora chi sarebbe?
B.A.: Era la mia confinante, io non la vedo più da tanto tempo però eh…
A.B.: No ma la signora che stava con lei nel pullman.
B.A.: Ah la signora? Si chiamava Irene Damiani, è deceduta.
A.B.: E’ deceduta?
B.A.: Si, che io sappia si.
A.B.: E’ deceduta… Quindi non si sa, si deve cercare…
Presidente: Avvocato è morta.
A.B.: Va be’, è deceduta.
P.M.: Se è morta possiamo fare dei miracoli.
A.B.: E’ deceduta.
Presidente: Silenzio, silenzio.
A.B.: E’ deceduta.
Presidente: Non siamo a teatro.

A.B.: Senta, lei ha detto che questo giorno era con questa persona, a un certo punto ha visto questo tizio che aveva il collo taurino, come tanti, anche lei, anche io…
B.A.: Si.
A.B.: Ohooo, che aveva il collo taurino eccetera, eccetera e fu, in particolare, lei gli rimase in presso il fatto che avesse una specie di cappello eh?
B.A.: Un berretto con visiera.
A.B.: Con visiera e degli occhiali…
B.A.: Che mi sembrarono sprovvisti di lenti, a montatura scura.
A.B.: E però, non le sembra…
B.A.: …di ebanite o materiale simile
A.B.: Ma questo si mostro parecchio davanti a lei?
B.A.: Come dice?
A.B.: Si mostrò parecchio il volto davanti a lei? Lo mostrò abbastanza?
B.A.: Teneva a consegnarmi dell’immagine.
A.B.: Chi?
B.A.: Secondo me.
A.B.: Lui?
B.A.: Si.
A.B.: Va be’, era un po’…
B.A.: Non lo so. Perché è successo la prima e la seconda volta quindi lo deve dire lui perché voleva…
A.B.: Lui chi?
B.A.: …che memorizzassi…
A.B.: Lui chi?
B.A.: Il signor Pacciani. Perché voleva che memorizzassi quell’immagine?
A.B.: Perché il signor Pacciani, scusi? Come fa a dire…
B.A.: Perché voleva… Lo diciamo, lo diciamo oggi, scusi. Lo diciamo oggi.
A.B.: Ahaa, lo dice lei oggi. Quando fu sentito, dallo stesso dottor Vigna, lei disse questo: “..nel tempo, prima di quando il Pacciani mi portò a vedere una casa in piazza del popolo a Mercatale, dicendo che l’aveva acquistata per quelle bambine, ripetendo più volte questa affermazione”
B.A.: Esattamente
A.B.: ”Mi si fa presente che allora io avrei già dovuto” perché il Pubblico Ministero ha paura, dice: ma questo che dice?
P.M.: No è serio. Non ha paura di nulla, caro lei.
A.B.: I Pubblici Ministeri non hanno mai paura di nulla.
P.M.: E’ serio.
A.B.: Siamo noi che abbiamo paura.
P.M.: E’ serio.
Presidente: Vada avanti avvocato Bevacqua.
A.B.: E’ serio.
P.M.: E allora cosa c’entra la paura?
Presidente: Proseguiamo signori per favore.
A.B.: “Mi si fa presente che allora io avrei già dovuto riconoscere nel guardone il Pacciani”
P.M.: Che paura?
A.B.: Pubblico Ministero, seriamente, come dice, sostiene, gli do ragione, ma dice: come mai questo all’ultimo momento… mah… dice questa cosa? “Ma le dico francamente che questo non avvenne e che il collegamento fra il guardone ed il Pacciani io l’ho fatto quando ho rivisto quest’ultimo in immagini televisive riprodotte sul giornale.”
B.A.: Controllavo tutto, logicamente.
A.B.: Si ho capito, scusi, lei ha detto questo al Pubblico Ministero, non è che l’ha detto a me. Capito?
B.A.: Ma io le spiego perché.
A.B.: Dopo dieci anni lei fa questo collegamento. La domanda la faccio io lei mi risponde.
B.A.: Si, si ma dopo le spiego perché se vuole che le spieghi.
A.B.: No io non la voglio spiegare. “Io l’ho fatto quando ho rivisto quest’ultimo in immagini televisive riprodotte sul giornale e in particolare feci il collegamento quando in taluna di queste immagini io lo rividi con un berretto con visiera portata rialzata che mi richiamò alla memoria l’uomo visto nei dintorni di Crespello.” Cioè lei sembra che al Pubblico Ministero dica alle contestazioni, legittime del Pubblico Ministero, come fa lei all’ultimo momento a dire che lei ci ha in casa un dipendente della questura? Come fa lei all’ultimo momento, lei all’ultimo momento, così dopo dieci anni, a ricordare il Pacciani? Lei dice che ricorda questa persona perché ha visto Il Pacciani con un cappellino in su. Conferma questa circostanza?
B.A.: Dunque, mi permette di chiarire?
A.B.: Conferma o non conferma?
B.A.: Mi permetta di chiarire…
A.B.: No. Conferma questo che le ho detto?
Presidente: Avvocato
B.A.: Se non mi da modo di spiegarmi, mi scusi, allora… Il Pubblico Ministero e il Procuratore capo, dottor Pier Luigi Vigna, mi hanno fatto questa domanda ma io ho detto subito che avevo fatto due segnalazioni già nel ’92 al Comando dei carabinieri. Quindi, allora, il dottor Vigna cos’ha detto? Ha tenuto una copia di questo e io ho detto: no. Perché non ho tenuto una copia? Perché con i carabinieri, ci sono stato insieme in caserma, non ho bisogno di tenere copie, questa la ragione. Quindi questo accadeva nel ’93 mentre le segnalazioni erano state fatte nel 1992.
A.B.: Siamo d’accordo. Nel ’92 lei fa questa segnalazione…
B.A.: Si.
A.B.: …dopo aver visto il berretto del Pacciani?
B.A.: No dopo aver visto la trasmissione televisiva dico che questo è l’uomo che mi ha portato a vedere la casa di quelle bambine e domando ai carabinieri se poteva esserci qualche collegamento con il guardone che avevo visto a Mercatale, così, così, così…
A.B.: E lei lo riconosce attraverso questo cappello, perché lei dice…
B.A.: Non ho avuto risposta
A.B.: “Lo rividi con un berretto con visiera portata rialzata che mi richiamò” lei che è Pico della Mirandola “alla memoria l’uomo visto nei dintorni di Crespello” è vero questo?
B.A.: Si e anche dopo.
A.B.: Quindi, praticamente, alla sua memoria portentosa richiama questa sagoma di questa persona un cappellino con la visiera rialzata…
B.A.: No, non soltanto il cappellino.
A.B.: Lei così ha detto.
B.A.: La fotografia…
A.B.: Non ho più domande grazie Presidente
B.A.: La fotografia… non mettevo un cappellino… (ride)
A.B.: Non ho più domande!
P.M.: Lo lasci finire in santa pace!
Presidente: Senta signor Acomanni.
B.A.: Prego.
Presidente: Ma lei oggi con tutta sincerità, in tutta coscienza, vedendo il Pacciani di persona, sono passati tanti anni eccetera… E’ in grado di confermare…
B.A.: Non solo sono in grado di confermare questo ma sentite cosa ha fatto Pacciani dopo che io avevo parlato di motorino rosso a l’autorità giudiziaria ed anche gli occhiali che mi sembravano sprovvisti di lenti, nell’agosto del 1992 dopo che il dottor Vigna proprio l’aveva detto, dove ha messo questo motorino? Aveva un motorino rosso lei, aveva anche degli occhiali che si erano rotti, poi c’era una terza questione sollevata da un anonimo, non sono io se Pacciani lo vuol sapere… Allora…
Presidente: Senta, senta, ma noi guardi… Le sue considerazioni non ci interessano
P.M.: Sono fuori della testimonianza
Presidente: Fuori della testimonianza. Io le ho semplicemente domandato se vedendolo oggi di persona lei è in grado, se è in grado, sono passati anni, le fisionomie cambiano, si modificano, di confermare quel riconoscimento che lei avrebbe operato nelle circostanze che già sappiamo.
B.A.: Sissignore.
Presidente: Io non ho altre domande.
P.M.: Nessuna grazie il P.M.
Presidente: Può andare grazie signor Acomanni.
B.A.: La ringrazio.

P.M.: Vorrei che la Corte tenesse presente il corpo di reato 55104 nel quale, depositato in cancelleria, di cui io ho copia comunque, nel quale si da atto che è stato depositato un biglietto che è stato rinvenuto nel corso di perquisizione nel cassettone della camera da letto della casa di piazza del popolo in un portafoglio del Pacciani. Questo biglietto che io ho qui in fotocopia viene descritto nel corpo di reato come “assegno pubblicitario emesso dalla ditta Euronova riempito in tutte le sue parti in data primo ottobre ’85, firma illeggibile, con annotata sul retro” è questa la parte che io intendo usare per le domande “con penna biro di colore blu la frase –coppia FI F773759intendo anche utilizzare un memoriale depositato, che è in atti, dal signor Pacciani nel quale descrive lui la genesi di quel biglietto, i documenti li ho qui in copia, questo è fotocopiato, il biglietto. Le domande che voglio fare al signor Pitocchi sono le seguenti…
Avvocato Bevacqua: mah, io mi oppongo a questo depo… al deposito di questi documenti.
P.M.: No, no, no non deposito nulla, sono nei corpi di reato, ho fatto la fotocopia per evitare…
Presidente: Sono in atti avvocato.
P.M.: … che la Corte…
Presidente: E’ la famosa annotazione che tutti sanno.
A.B.: Si, si va bene.
P.M.: Per carità! Nemmeno per idea! E’ una targa, questo è il biglietto…
Presidente: Conosciamo bene.
P.M.: Li conoscete bene, ecco, non deposito niente di nuovo, io ho fatto le fotocopie per evitare che la Corte mandi un cancelliere a prendere il corpo di reato.
Presidente: Va bene, la conosciamo.
P.M.: bene grazie Presidente mi fa piacere. Signor Pitocchi lei ha mai avuto un’auto targata Firenze F 73759?
C.P.: Ora io la targa non mi ricordo con precisione
P.M.: Ricorda di aver avuto una Fiat 131 che io le dico aveva questa targa?
C.P.: Si.
P.M.: Ricorda in che periodo ha avuto quest’auto? Questa Fiat 131?
C.P.: Intorno l’86/’87…
P.M.: Ricorda…
C.P.: ’88 forse anche, non mi ricordo con precisione.
P.M.: Ricorda dove l’aveva comprata?
C.P.: Tra Poggibonsi e Certaldo in una concessionaria…
P.M.: Si chiamava Chianticar?
C.P.: Ah si, si è vero.
P.M.: Grazie. Ricorda se l’ha assicurata all’agenzia Ras di Tavarnelle in data 21.11.85?
C.P.: Si.
P.M.: Grazie. Senta una cosa, lei con questa auto si è mai appartato in intimità da qualche parte?
C.P.: Si è successo.
P.M.: Più volte o raramente?
C.P.: Più volte ma una cosa…
P.M.: Si è appartato con un’altra persona, in senso in coppia…
C.P.: Si.
P.M.: Ricorda qualche persona con cui s’è appartava?
C.P.: Si.
P.M.: Ricorda dove si appartava?
C.P.: L’ho già…
P.M.: Si l’ha già… lei deve essere così cortese magari di ricordarlo anche a me, se non lo ricorda allora… nel comune di San Casciano?
C.P.: Si in quella zona lì
P.M.: Nella zona che frequentava lei. Nella zona degli Scopeti?
C.P.: Si è successo… Si.
P.M.: Qualche volta anche nella zona degli Scopeti?
C.P.: Si.
P.M.: Lei sa…
C.P.: A volte anche…
P.M.: Prego, prego…
C.P.: A volte non solo con questa persona… Cioè anche…
P.M.: Per ora non abbiamo detto nemmeno chi è questa persona… Con più persone lei faceva coppia e si appartava da qualche parte, le persone erano più di una, non sempre la stessa, è questo il concetto?
C.P.: Si.
P.M.: L’auto era quella?
C.P.: Si.
P.M.: Fin quando ha tenuto quest’auto lo ricorda?
C.P.: Non mi ricordo.
P.M.: Tanti anni, pochi anni… L’ha comprata sembra nell’85, tant’è che abbiamo detto lei l’ha assicurata il 21.11…
C.P.: L’avrò tenuta fino all’88, penso…
P.M.: Un po’ di anni così. Ricorda qualche persona in particolare… ci può fare il nome di qualche persona in particolare che veniva con lei? Di cui ricorda…
C.P.: Sono stato per due anni con… Con Scilla Lapini.
P.M.: Una di queste persone era Scilla Lapini.
C.P.: Si.
P.M.: Si ricorda se gli anni erano proprio quelli? I due anni che dice lei? Cioè fra l’85 e l’87? Questo periodo qua.
C.P.: Si, no, si. Dopo l’85… nell’87…
P.M.: Anni così. Ricorda se con questa ragazza andavate nelle campagne di Mercatale… nelle campagne intorno…
C.P.: E’ successo si.
P.M.: Anche di notte?
C.P.: Si.
P.M.: Le è mai capitato di avere incontri con guardoni?
C.P.: No.
P.M.: Non ho altre domande. Grazie.Presidente: Signori avvocati di parte civile? Signori avvocati della difesa?
Avvocato Bevacqua: Senta signor Pitocchi, la Lapini Scilla dove abitava?
C.P.: A Mercatale val di Pesa, abita a Mercatale val di Pesa
A.B.: Abita a Mercatale val di Pesa.
C.P.: Si.
A.B.: Qualche volta quando lei… Siccome la ragazza mi pare che fosse la dipendente di una trattoria, no?
C.P.: Si.
A.B.: Ecco, qualche volta quando dovevate fare… dovevate andare via lei dove la aspettava? E’ possibile l’abbia aspettata in prossimità della sua casa?
C.P.: No, io o andavo a casa o andavo in trattoria.
A.B.: O andava in trattoria, qualche volta… ma la mamma sapeva di questo rapporto?
C.P.: Si.
A.B.: Qualche volta vi siete fermati in prossimità anche della casa?
C.P.: Si può esse’ successo, sicuramente.
A.B.: Sa dove abitava questa ragazza?
C.P.: Si.
A.B.: Dove abitava?
C.P.: Eh, ora il numero… Il numero è il 17… Lì in piazza a Mercatale… Al 17, la via non la so.
A.B.: Quindi qualche volta vi siete fermati anche là?
C.P.: Si.
A.B.: Qualche volta per stare a parlare, a discutere eccetera…
C.P.: Certo.
A.B.: Nessun altra domanda. Ecco volevo domandare, scusi, aspetti un attimo, senta lei ha detto che questa macchina l’ha immatricolata o comunque ha fatto l’assicurazione, ha pagato il premio assicurativo nel 1985…
C.P.: Si ora io con i dati non sono molto…
A.B.: Perché a me risulta questo, per carità, può darsi che… L’auto sia stata immatricolata il 10.10.81 con un leasing di Forlì…
C.P.: Si.
A.B.: Dal 22.6.83 è stata data a certo Zamboni Lido, giusto?
C.P.: Si.
A.B.: E poi dal 17.07.87 è stata data al signor Pitocchi Claudio e radiata il 30.09.88, cioè lei l’ha tenuta un anno solo circa? O no?
C.P.: Gliel’ho detto io con le date… Si comunque non l’ho tenuta tanto…
A.B.: E’ possibile che sia stata… che lei l’abbia immatricolata il 17.06.87? Questa macchina?
C.P.: Si io quando la feci… l’assicurai poi ci fu fatto il cambio della targa… si e può darsi che la data sia quella, io non…
A.B.: 17 giugno ’87 e dopo poco tempo, cioè un anno e due mesi, questa macchina lei… Lei la tenne un anno e due mesi soltanto?
C.P.: Può essere si.
A.B.: Può essere. Grazie. Nessun altra domanda.

P.M.: Eh signor Pitocchi, mi scusi, torno alle domande, io le avevo chiesto se l’aveva assicurata…
C.P.: Certo.
P.M.:…come risulta documentalmente il 21.11.85…
C.P.: Io gliel’ho detto, assicurata l’ho assicurata sicuramente.
P.M.: All’agenzia Ras di Tavarnelle?
C.P.: Si all’agenzia Ras di Tavarnelle
P.M.: C’è il documento di quando l’ha…
C.P.: Si quello si.
P.M.: Presidente io vorrei innanzitutto che la Corte, ovviamente quando sarà il momento, tenesse presente quel memoriale che ho citato in cui Pacciani dice quella targa l’aveva presa in un bosco e diceva loro lo conoscono, che aveva preso la targa per avvertire poi la coppia, quando la vedeva, che nei boschi c’era il mostro, così evitiamo ogni problema, lo dice lui nel memoriale, vorrei far presente una circostanza, Lapini Scilla io l’ho citata e è qui perché nella lista testi c’è il nome, io chiedo che sia sentita, faccio per onestà presente che nella lista testi il nome Lapini Scilla manca un rigo, si dice su cosa verrà sentita ma viene omesso formalmente il nome direttamente, solo indirettamente, quindi se loro ritengono che è ammessa è qui sennò per me va bene lo stesso. E’ sotto il nome Pitocchi. Quindi io non ho nessun motivo di insistere se la Corte… E’ il numero 113 poi si vede che è sbagliato perché c’è 117 e poi si vede che è saltato un rigo e quindi… La Lapini è qui se loro ritengono di ammetterla sennò il P.M. non ha… è un teste di riferimento ovviamente, non ha motivo di insistere perché obbiettivamente c’è un rigo che manca.
Avvocato Bevacqua: Infatti io la cercavo.
Avvocato Pellegrini: Presidente mi scusi.
Presidente: Prego.
A.P.: Una domanda al teste per chiarire il periodo in cui ha avuto il possesso di questa autovettura.
Presidente: Sicuro, prego.
A.P.: Prima di fare le volture lei aveva questa macchina?
C.P.: Si.
A.P.: per quanto tempo prima di volturare la targa?
C.P.: Non molto, può esse’ stato due mesi come tre, io non lo so.
A.P.: Bene grazie.
Presidente: Che numero sarebbe Pubblico Ministero?
P.M.: Sui numeri si vede che c’è chiaramente un errore, si pass a dal centodiciassette… Mancano delle righe quindi ora qui non si capisce, quindi non è formalmente nella lista, si legge solo…
Presidente: Pitocchi Claudio
P.M.: Quindi non insisto, dico che è qui se la Corte ritiene la sentiamo sennò io ho altri testi.
Presidente: Comunque lei ne chiede formalmente l’ammissione?
P.M.: Certo.
Presidente: Signori difensori? Avvocati di parte civile?
A.P.: Ci associamo è un teste di riferimento in ogni caso quindi può essere sentito.
Presidente: I difensori e l’imputato?
A.B.: Io mi oppongo comunque tratterò in modo…
Presidente: Benissimo, è un teste di riferimento e quindi la Corte la ritiene ammissibile, naturalmente è irrilevante, quindi la ammettiamo se c’è introduciamola.
P.M.: Possiamo congedare il teste?
Presidente: Certamente il teste può andare. Grazie, buongiorno.
C.P.: Buongiorno.

Presidente: Si accomodi signora o signorina. Prego si accomodi. Consente la ripresa televisiva o no?
S.L.: No.
Presidente: No, quindi anche per la signorina nessuna ripresa. Vuole leggere quella formula e darci poi le generalità per cortesia?
S.L.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Vuol dare le sue generalità signorina?
S.L.: Mi chiamo Lapini Scilla, abito a Mercatale in xxx xxx xx, nata il xx settembre xx.
Presidente: Vuole rispondere alle domande del Pubblico Ministero per piacere?
P.M.: Grazie Presidente. Signorina Lapini lei conosce o ha conosciuto Pitocchi Claudio?
S.L.: Si.
P.M.: Vuole spiegarci quando e perché?
S.L.: Sono stata la sua ragazza per due anni.
P.M.: Si ricorda lei, grosso modo, il periodo?
S.L.: Mah, avevo 19 anni, nell’87, tipo…
P.M.: Ricorda che macchina aveva in quel periodo?
S.L.: Si una 131 bianca.
P.M.: Ricorda se è mai stata con lui su questa macchina?
S.L.: Si.
P.M.: Andavate normalmente con quella macchina lì?
S.L.: Si.
P.M.: Ricorda se è mai capitato che vi siete, di sera, appartati da qualche parte?
S.L.: Si.
P.M.: Ricorda le zone?
S.L.: Anche lì a Mercatale…
P.M.: In zone appartate o…
S.L.: No troppo appartate no.
P.M.: Ad esempio?
S.L.: Tipo al campo sportivo però vicino alla strada.
P.M.: Vicino alla strada. Luoghi dove c’era un po’ di oscurità?
S.L.: Si vicino alla… Cioè passava macchine.
P.M.: Ricorda se è avvenuto spesso?
S.L.: Un po’ di volte.
P.M.: Non ho altre domande grazie.
Presidente: Prego vi sono domande?
A.B.: Senta signorina dove abita lei? Dove abitava allora?
S.L.: In piazza xxx xxx.
A.B.: Vicino alla casa del Pacciani?
S.L.: Si, vicino.
A.B.: Vicino. Senta, lei abitava lì e la trattoria dov’era? Da un’altra parte?
S.L.: Si.
A.B.: Da un’altra parte. Quindi il suo fidanzato l’aspettava anche in prossimità della sua casa?
S.L.: Si.
A.B.: Qualche volta vi siete fermati là vicino? Nel paese, magari non so, un po’ più buia? A fare…
S.L.: No. Forse… Proprio in paese!
A.B.: Ma insomma vicino, là, vicino?
S.L.: Si mi può ave’ accompagnato a casa.
A.B.: Ecco. E qualche volta, quando l’accompagnava a casa è norma di stare un pochino insieme a parlare…
Presidente: Avvocato facciamo le domande.
A.B.: La domanda è questa: se lei qualche volta, quando è stata accompagnata a casa, in prossimità di casa, non proprio sotto casa, perché sennò ci vedevano qualcuno, lei si è fermata con il suo ragazzo con questa 131 a parlare, a discutere, 5,6,7,8,10 minuti?
S.L.: Si.
A.B.: E’ possibile?
S.L.: No, in paese… Cioè si anche in paese.
A.B.: Finivate…
S.L.: Si, ci si salutava
A.B.: Ci si salutava e qualche volta, prima di arrivare a casa, lui…
S.L.: Quei 10 minuti…
A.B.: 10 minuti.
S.L.: Si.
A.B.: Era possibile?
S.L.: Si, stare insieme.
A.B.: Grazie, nessun altra domanda.
P.M.: Non ho nessuna domanda io.
Presidente: Avvocato Fioravanti.
A.F.: Senta signorina lei è stata la ragazza del Pitocchi dal 1987, presumibilmente da quale mese?
S.L.: Non mi ricordo.
A.F.: Inizio anno, metà anno o fine anno? Fino a quando è stata la ragazza sua?
S.L.:
A.F.: 87/’88 inizio ’89?
S.L.:
A.F.: Per due anni diceva…
S.L.: Non mi ricordo precisamente.
A.F.: Nell’87?
S.L.: Si.
A.F.: Ecco, lei nel 1987 ha visto Pacciani girare per…
S.L.: L’ho visto in paese.
A.F.: Si ma l’ha visto…
S.L.: Si, così. Come vedi un’altra persona. L’ho visto in paese.
A.F.: Ecco, l’ha visto anche nell’88 girare nel paese?
S.L.: Non mi ricordo.
A.F.: Lei si ricorda quando Pacciani fu arrestato per la questione delle figlie?
S.L.: Si.
A.F.: Abita a Mercatale. Ecco.
S.L.: Si.
A.F.: Lei era già la ragazza di Pitocchi a quell’epoca?
S.L.: No, non collego queste due cose.
A.F.: No perché si ricorda dell’arresto di Pacciani ma la sua è una questione di cuore, è una questione di… Quindi non si ricorda quando è iniziato col Pitocchi?
S.L.: Precisamente no. Avevo 19 anni… 20… Ci sono stata 19,20, 21 anni… perché è stata una storia un po’ interrotta… cioè…
A.F.: Quindi lei ricorda che il Pacciani fu arrestato nell’87?
S.L.: Non mi ricordo. Mi ricordo dell’arresto del Pacciani…
A.F.: Nessun’altra domanda. Grazie.
Presidente: Senta, risponda a me adesso. Ma lei è sicura proprio che era l’87 quando si mise col Pitocchi o poteva essere anche prima? Perché lei m’ha detto è una storia lunga e tormentata, sicchè…
S.L.: No, cioè lo conosco da tanto tempo.
Presidente: Poteva essere anche prima? Se è in grado di dirlo, se lo esclude…
S.L.: No
Presidente: Oppure se non lo esclude…
S.L.: No dall’87.
Presidente: Senta lei si appartava anche, ovviamente e logicamente direi, anche in luoghi solitari? Diciamo così… Fuori del paese?
S.L.: Si.
Presidente: Altre domande?
P.M.: Nessuna Presidente.
Presidente: Io invece voglio risentire il Pitocchi. Avvocato voleva fare domande?
A.B.: Si a proposito di questi solitari, i solitari, i luoghi cioè, erano questi in prossimità…
Presidente: Domandiamoglielo…
A.B.: : Ecco, questo sto domandando, se questi solitari era più o meno in prossimità del campo sportivo…
S.L.: Si.
Presidente: E qualcuno in prossimità del campo sportivo, uno, e poi?
S.L.: Poi… cioè delle volte siamo stati a Tavarnelle ma insomma, cioè, non mai troppo appartati…
A.B.: Grazie.
Presidente: Risentiamo un momento… Lei può andare signorina.
S.L.: Grazie.
Presidente: Rintroduciamo un momento il Pitocchi. Senta signor Pitocchi, scusi ma c’è qualche altra cosa da accertare. Vuole sedere per cortesia? Volevo domandarle, prima della signorina, della signorina Scilla Lapini, lei ha avuto altre ragazze?
C.P.: Si.
Presidente: Quali per esempio?
C.P.: Il nome?
Presidente: Prima della Scilla Lapini. Si.
C.P.: Altre ragazze di San Casciano, di Firenze…
Presidente: Ci dica il nome, andando a ritroso, cioè prima della Scilla chi c’era?
P.M.: Qualche nome l’ha già fatto gli si può contestare.
Presidente: Allora contestiamoglielo così lo facciamo in aiuto della memoria
P.M.: Grazie. Lei dice oltre… va be’, spiega che a volte erano ragazze insieme, tutto qua, riconosce… ha parlato di una certa Fulvia, ricorda?
C.P.: Si.
Presidente: Chi era?
P.M.: Non sappiamo altro, bisogna chiederlo a lui.
Presidente: Conosce anche il cognome?
C.P.: No il cognome no.
P.M.: Dice che abitava a San cascaino…
C.P.: Si.
Presidente: Era di San Casciano.
P.M.: E che lei, dice, saprei riconoscere eh… “con la stessa ero solito appartarmi negli stessi luoghi che frequentavo con la Lapini”, ricorda?
C.P.: Si.
P.M.: Qualche altro nome? Oltre questa Fulvia?
Presidente: Con la stessa macchina?
P.M.: E negli stessi luoghi. Con la stessa macchina ha detto aveva quella sola, vero?
C.P.: Si.
Presidente: Con la 131?
C.P.: Si.
P.M.: Ricorda qualche altro nome? Oltre che queste due?
C.P.: No ora non mi ricordo con precisione.
P.M.: Però ce ne erano delle altre?
C.P.: Si.
P.M.: I luoghi erano gli stessi?
C.P.: Più o meno.
P.M.: E l’epoca era da quando ha questa macchina, che abbiamo accertato ’75, finchè non l’ha data via, ’85.
C.P.: Si, certo.
Presidente: ’85. Va bene. Può andare grazie. Buongiorno.
P.M.: Presidente chiede se non l’ha focalizzato la Corte, comunque si tratta di quel memoriale che è stato dato, se non sbaglio, al Tribunale della Libertà, al dottor Banci, mi sembra, per l’esattezza, in cui lo stesso imputato descrive che era in un bosco.
Presidente: E’ in atti.
P.M.: E’ in atti, no, volevo…
Presidente: Se vuole versarne la copia non c’è nessun problema.
P.M.: No, no è in atti, basta. Non ho altre domande chiedo due minuti per localizzare dei testi.
Presidente: 10 minuti di sospensione.
P.M.: Grazie.
A.B.: Dato che dobbiamo rientrare dopo…
Presidente: Certo.
A.B.: Si può fare ora il breack e poi si ricomincia subito dopo? Perché sennò poi dovremmo fare mezz’ora e poi ricominciare, come vuole lei…
Presidente: Ora è molto presto però signori, siccome stamani abbiamo perso ben due ore con le questioni preliminari, quindi diciamo che all’una rifacciamo un breve excursus e poi sospendiamo verso l’una e mezzo per andare alle tre e un quarto.

P.M.: Sentiamo allora Delli Floriano, Presidente
Presidente: Denni Floriano.
P.M.: Sentiamo intanto Delli Floriano, se c’è…
Presidente: Al solito per favore non riprendiamo i testi che entrano sennò… Allora non vorrei…
P.M.: Verifichiamo…
Presidente: Sennò mi fate ripetere i concetti che ho già espresso. Non riprendiamo i testi a meno che questi non dicano, quando sono giunti qui, che consentono la ripresa. Signor Fantoni venga per cortesia. Ha ragione, ha ragione! Ha ragione, s’accomodi signor Fantoni. Si metta comodo lì per favore, tiriamo fuori il solito fogliolino. Ecco per cortesia vuol dare le sue generalità?
M.F.: Si. Fantoni Marcello nato a Mercatale Val di Pesa il 30.06.40.
Presidente: 30 giugno 1940, ivi residente? Residente?
M.F.: A Mercatale Val di Pesa ni comune di San Casciano.
P.M.: Abbiamo chiesto, se vuol essere ripreso…
M.F.: Non ho capito…
Presidente: Conss… Legga quella formula.
M.F.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e non a nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Perfetto. Signor Fantoni consente la ripresa televisiva?
M.F.: No.
Presidente: No, benissimo e allora solito discorso di prima non inquadriamo il teste. Risponda prego signor Fantoni alle domande del Pubblico Ministero.
P.M.: Signor Fantoni che attività svolge lei? Che lavoro fa?
M.F.: Ora sono in pensione e facevo il meccanico.
P.M.: Faceva il meccanico… Aveva un’officina lei?
M.F.: No ero un dipendente.
P.M.: Dipendente. Dove?
M.F.: A san Casciano Val di Pesa.
P.M.: Meccanico di automobili?
M.F.: Si.
P.M.: Anche elettrauto o solo meccanica?
M.F.: Si faceva un po’ di tutto. Ero meccanico.
P.M.: Un po’ di tutto. Senta una cosa signor Fantoni, lei conosce il signor Pacciani?
M.F.: Si perché stava vicino a me.
P.M.: A lei di casa?
M.F.: Si. Di fronte, vicino.
P.M.: Esattamente ci vuol dire il luogo? In che via abita lei?
M.F.: Io abito in Piazza del popolo 3.
P.M.: Ecco, piazza del popolo! Vicino all’abitazione del signor Pacciani di piazza del popolo.
M.F.: Si.
P.M.: lei abitava già lì quando venne il signor Pacciani a abitare in piazza del popolo…
M.F.: No io abitavo già.
P.M.: Ecco, lui è venuto successivamente.
M.F.: Si.
P.M.: Senta signor Fantoni, lei frequenta, ha mai frequentato Fese de l’unità… cose di questo genere?
M.F.: Senta le feste io ci vado normalmente come…
P.M.: Bene.
M.F.: Qualsiasi tipo di festa.
Presidente: Come si va nei paesi ogni festa che c’è tutti vanno alla festa.
M.F.: Più o meno.
P.M.: E’ mai stato a cena a qualche festa de l’Unita?
M.F.: No.
P.M.: A cena mai.
M.F.: No.
P.M.: Ricorda di aver riparato l’autovettura di Pacciani in occasione di una festa de l’unità? E’ mai successo un episodio simile?
M.F.: No.
P.M.: Ricorda allora di aver riparato auto di Pacciani in altre occasioni? In occasioni diverse?
M.F.: Dipende quale macchina perché ci aveva…
P.M.: Ci dica lei allora, ha mai riparato una o più macchine di Pacciani?
M.F.: La Cinquecento.
P.M.: La Cinquecento. Che tipo di riparazione ha fatto?
M.F.: Tipo di riparazione eh c’era l’accensione non andava, cioè c’era i cavi invertiti dell’accensione.
P.M.: Di una Cinquecento?
M.F.: Si.
P.M.: Si ricorda in che occasione era? Se era di giorno, se era di notte?
M.F.: No era dopo cena.
P.M.: Era dopo cena.
M.F.: Si.
P.M.: Non era comunque una Festa de l’Unità?
M.F.: No, no, no assolutamente.
P.M.: Senta una cosa sa, collocare nel tempo questo dopocena e come la venne a trovare Pacciani? A casa? Per strada?
M.F.: No, allora io lavoravo e non ero tornato ancora da lavoro e lasciò detto a mia moglie che era rimasto fermo e se io andavo a rimettergliela in moto, a dargli un’occhiata…
P.M.: Lei ci andò?
M.F.: Dopo cena. Si.
P.M.: Ricorda in che località era?
M.F.: Certo. Davanti a un’officina meccanica.
P.M.: In che paese?
M.F.: A San Casciano… A Mercatale Val di Pesa.
P.M.: Non sicuramente a Cerbaia?
M.F.: No, no, no.
P.M.: Senta una cosa, ha mai saputo o riparato guasti ad auto diverse? Del Pacciani? Sa se aveva auto diverse innanzitutto? Dalla Cinquecento?
M.F.: Ci aveva la Forde.
P.M.: Lei sulla Ford ha mai fatto riparazioni?
M.F.: No, assolutamente no.
P.M.: Pacciani le ha mai detto se aveva avuto guasti alla Ford?
M.F.: Me lo disse si.
P.M.: Ricorda che guasto era?
M.F.: Mah mi disse che lui non riusciva a rimetila in moto… Questo me lo disse circa una settimana fa, del fatto, perché mi venne incontro e mi disse: Guarda io sono rimasto fermo… Come?
P.M.: Una settimana prima del fatto, non una settimana fa…
M.F.: Dopo del fatto lui mi venne incontro, un giorno tornavo da casa, cioè tornavo o da lavoro o da icchè, mi venne incontro e mi disse: guarda Marcello son rimasto fermo… l’accensione… Insomma lui parlava ma io… Cioè non è che l’ascoltassi tanto, comunque mi disse che lui non riusciva a rimettere in moto questa macchina.
P.M.: Quest’auto Fiesta?
M.F.: Me lo disse lui.
P.M.: Poi cosa ne… Come l’abbia riparata lei non lo sa.
M.F.: No non lo so, non lo so, certamente l’avrà portata da i’ su’ meccanico oppure da i’ concessionario dove l’aveva presa, io questo non lo so.
P.M.: Senta il signor Pacciani ha dichiarato, in un memoriale fatto al GIP, che esattamente la sera dell’8 settembre ’85 o del 9, non si capisce, “mi trovavo a cena a Cerbaia” lui dice, “con la mia famiglia, alla festa, fino alle 9 e 30 di sera. Al ritorno a casa mi bruciò l’interruttore di minima alla Fiesta Ford. Dopo poco, che avevo comprato da poco dal carrozziere Gianni di Mercatale. Vicino al tavolo c’era a cena un meccanico di Mercatale, Fantoni Marcello con sua moglie, chiamai lui e me la fece ripartire collegando i cavi della sua batteria”, è vero questo?
M.F.: No.
P.M.: Non ho altre domande, grazie.

Presidente: Avvocato Colao.
Avvocato Colao: Scusi, lei ha detto che in un’occasione riparò la Fiat Cinquecento del Pacciani perché aveva i fili invertiti, quindi aveva dei disturbi all’accensione.
M.F.: Si.
A.C.: Ora questa circostanza dei fili invertiti è normale, le domando in una Cinquecento abbia i fili invertiti?
M.F.: Si, perché lui mi disse ci aveva già, come dire, provato a farla ripartire da lui, io icchè gli ha fatto unnoso. Può darsi li abbia invertiti lui, oppure io li ho trovati invertiti. Io provai anche, c’è su’ i’ verbale, provai anche a cambiargli le candele e gli chiesi se ci aveva delle candele asciutte, mi diede delle candele finite, va bene ma insomma, e non riusciva a ripartire, cioè partiva un cilindro ma non partiva regolare, allora mi accorsi che c’era dei fili invertiti, rimisi i fili a posto e la macchina ripartì.
A.C.: Scusi e non si meravigliò lei di questi fili invertiti e non glielo disse a Pacciani: Qui ci sono i fili invertiti?
M.F.: Si glielo dissi e lui mi disse s’era provato da lui a rimettila in moto.
A.C.: Lui le disse?
M.F.: Lui disse che s’era provato lui a falla ripartire.
A.C.: E quindi che lui aveva invertito i fili?
M.F.: Mah, io un c’ero a vedere! Comunque io gli ho trovati invertiti… eh… questo…
A.C.: Bene grazie.
M.F.: Prego.
Presidente: Altri avvocati di parte civile? Niente. Avvocato Bevacqua.
Avvocato Bevacqua: Senta signor Fantoni…
M.F.: Si.
A.B.: Lei ha detto che c’è scritto nel verbale, ora, pocanzi ha detto, quando l’ha letto lei? L’ultima volta il suo verbale?
M.F.: No unn’ho capito.
A.B.: Lei ha detto: questa cosa che mi sta domandando c’è scritto nel verbale. Quando l’ha letto lei l’ultima volta il verbale?
M.F.: Il verbale ch l’ho fatto io a San Casciano due o tre anni fa.
A.B.: Due o tre anni fa.
M.F.: Pressappoco. Io non…
A.B.: Lei di recente non l’ha letto lei il verbale?
M.F.: No.
A.B.: No. Bene, bene. Lei ha detto: “rammento che una volta, dopo cena…”
M.F.: Si.
A.B.: Dopo cena….
M.F.: Dopo cena.
A.B.: … a Mercatale agli inizi del paese, va bene? Dove c’era un’autofficina…
M.F.: Si.
A.B.: Ha visto questa macchina, il Pacciani le ha chiesto che aveva la Cinquecento eccetera, e quindi lei l’ha messa a posto, va bene?
M.F.: Si.
A.B.: Lei ha pure detto che non va mai a mangiare fuori, a queste…
M.F.: Infatti.
A.B.: … Feste de l’unità o altre feste però che frequenta queste feste.
M.F.: Certo.
A.B.: Ecco, ricorda se poteva essere, dato che l’officina era chiusa, dato che tutto era buio, perlomeno era chiusa l’officina, forse i negozi erano chiusi, se vi siete trovati anche se lei non ha mangiato, se vi siete trovati in occasione di una festa del genere? Perché anche a Mercatale fanno le feste de l’Unità…
M.F.: No.
A.B.: Non soltanto a Cerbaia, o no?
M.F.: Non ho capito bene, abbia pazienza.
A.B.: Ricorda se questa volta, era una volta che c’era una festa, comunque sia la festa, della Madonna, de l’Unità, del Garofano, di quelle che c’erano, si ricorda che c’era una festa? La volta che lei prese, mise a punto questa Cinquecento…
M.F.: No, no quello era un giorno di lavoro.
A.B.: Era un giorno di lavoro.
M.F.: Era un giorno di lavoro, io ero a lavorare, gliel’ho detto, ero a lavorare e lo lasciò detto a mia moglie se io andavo a dargli un’occhiata per rimettila in moto. Io ero a lavorare, tornai, cenai e dopo cena chiamai lui, mi voleva fa’ salire, dice: No, io non vengo su in casa, si va subito a dargli un’occhiata…
A.B.: E questa macchina era ferma agli inizi del paese?
M.F.: Nella discesa prima di arrivare al paese, dinanzi all’officina, a un’officina meccanica.
A.B.: le disse più volte, il signor Pacciani, che aveva avuto molte noia con l’altra macchina, all’alternatore?
M.F.: No.
A.B.: Allora io le ripeto quello che disse: “il Pacciani ebbe una Ford Fiesta e mi disse che ebbe delle noie all’alternatore”, l’ha detto lei…
M.F.: Si quello me lo disse.
A.B.: Glielo disse?
M.F.: Me lo disse dopo
A.B.: Io sto dicendo se le disse il Pacciani che lui aveva avuto delle noie all’alternatore.
M.F.: Esatto.
A.B.: lei sa se il Pacciani, quando lei ha detto, ha fatto questa dichiarazione ai Carabinieri, il Pacciani lo ha fermato? Le ha contestato che lei non aveva detto la verità ai Carabinieri? Si ricorda quest’incontro?
M.F.: No, non ho capito bene.
A.B.: Si ricorda se lei dopo che fu sentito dai Carabinieri, o dal giudice, dal Pubblico Ministero e questa notizia venne fuori sul giornale, se Pacciani si incavolò, fra virgolette, contro di lei perché, secondo Pacciani, lei non aveva detto la verità? E’ vero o non è vero?
M.F.: E si sarà incazzato di certo, io…
A.B.: Io ho detto incavolato.
M.F.: Incavolato, come la vole.
(…)
M.F.: Si, lui me lo disse dopo che l’aveva fatto il guasto, che l’aveva già fatta riparare, mi disse. L’aveva portata da i’ concessionario.
A.B.: Ricorda lei a quando può risalire…
M.F.: No.
A.B.: …questa confidenza del Pacciani?
M.F.: Le ho detto dopo circa una settimana che era rimasto fermo, io l’anno, il mese…
A.B.: Che era rimasto fermo lui con la Cinquecento?
M.F.: Con la Ford alla Festa, mi disse: io sono andato alla festa e non sono ripartito con la macchina.
A.B.: Ecco…
M.F.: E l’aveva riportata da i’ concessionario, mi disse, poi…
A.B.: Si ricorda se questo giorno, nel quale lui era rimasto fermo, che ricordava a lei, lui ricordava a lei: guarda sono rimasto fermo un giorno. Si ricorda che giorno poteva essere? O era?
M.F.: No.
A.B.: Ecco allora le ricordo quello che lei disse: “Lui mi avvicinò lì a Mercatale…”
M.F.: Bravo!
A.B.: ”..e mi disse che la domenica era rimasto fermo in qualche posto e che poi aveva portato la macchina dove l’aveva comprata e gli avevano cambiato l’alternatore, questo lui mi disse”, se lo ricorda? Se lo ricorda questo?
M.F.: Questo si.
A.B.: E perché ora non se lo vuol ricordare?
M.F.: Come non me lo ricordavo? O non gliel’ho detto!
A.B.: Della domenica, che era domenica!
P.M.: Non c’è mica una data eh!
A.B.: No.
A.B.: La domenica! Certamente non c’è la data.
M.F.: E sarà stato la domenica, che vuole… Un giorno di festa… le feste vedrà…
A.B.: Senta…
M.F.: Si.
A.B.: Lei ricorda quello che disse anche ai Carabinieri, anzi in questo caso l’ha detto proprio al dottor Vigna, Pubblico Ministero, disse, esattamente: “Non ho mai avuto occasione di andare a casa del Pacciani…”
M.F.: Sii
A.B.: “…non sono cacciatore e non mi risulta che Pacciani andasse a caccia.”
M.F.: Pe’ qui poco che è tornato a Mercatale, io lo conosco poco perché io… C’è tornato dopo di me e io non ci ho…
A.B.: Ecco, però lei quello che ha detto, ora non riduca perché lui è imputato e lei è testimone…
Presidente: Facciamo la domanda!
A.B.: Certamente.
Presidente: Facciamo la domanda al teste!
A.B.: Ha ragione Presidente.
Presidente: Questo fa il meccanico…
A.B.: “Non sono cacciatore, non mi risulta che il Pacciani andasse a caccia”.
M.F.: A me non mi risulta, io non l’ho mai visto.
A.B.: Bene. Benissimo. Senta, lei anche, le hanno domandato se lui usava oltre questa Cinquecento e oltre questa Ford, se lui usava altri mezzi di locomozione: biciclette, tram, altra roba, lei si ricorda se le hanno detto…
M.F.: No.
A.B.: Non si ricorda? Ecco allora io le vorrei dire quello che lei ha detto, vorrei ricordarlo perlomeno…
M.F.: Si.
A.B.: “Vedevo che aveva una vecchia Lambretta che però non ho mai visto in moto…”
M.F.: Si ha ragione.
A.B.: Lei non ha mai visto il signor Pacciani su una Lambretta o su un motomezzo, è vero?
P.M.: No, un attimo, un attimo.
A.B.: Momento.
P.M.: La contestazione è Lambretta, cosa c’entra un moto?
A.B.: La Lambretta che cos’era?
Presidente: Sta parlando di una Lambretta.
A.B.: Di una Lambretta! “Vedevo che aveva anche una vecchia Lambretta che però non ho mai visto in moto”. Ecco lei, scusi, sapeva quindi, dato che mi pare che il signor Pacciani abitava vicino a lei, il signor Pacciani si serviva di lei… Giusto?
M.F.: Un momento. Si serviva di me… M’ha chiamato una volta sola
A.B.: L’ha chiamato una volta sola, va be’; aveva questa Cinquecento, aveva la Ford che lei non ha mai toccato…
M.F.: No.
A.B.: Lei ha visto Pacciani soltanto o con la Cinquecento o con la Ford, sapeva che aveva una Lambretta e basta, non l’ha mai visto sulla Lambretta?
M.F.: No io l’ho vista sempre lì fuori a i’ garage coperta.
A.B.: Coperta. Quindi il signor Pacciani aveva, per quel che le risulta una Cinquecento e una Ford più questa Lambretta coperta, bene?
M.F.: Si.
A.B.: Aspetti. Le voglio domandare un’altra cosa e poi non le domando più nulla. E’ vero che il signor Pacciani andava via, portava via la famiglia il sabato o la domenica? L’ha visto lei più volte? Qualche volta?
M.F.: Qualche volta l’ho visto, non son mica sempre…
A.B.: Il sabato e la domenica il signor Pacciani prendeva la moglie, le figlie, le metteva in macchina o la Cinquecento o la Ford e le portava a girare. Conferma questa circostanza?
M.F.: Certo.
Presidente: Si, ma sempre?
P.M.: Tutte le domeniche?
Presidente: Sempre?
M.F.: Signor Presidente sempre… e un so mica lì a vedere icchè…
Presidente: Appunto!
M.F.: Bah!
A.B.: Normalmente…
Presidente: Qui le si sta facendo dire che questo abitualmente prendeva la famiglia e le figlie e se le portava…
M.F.: Io l’ho viste diverse volte ma sempre non lo posso dire.
A.B.: Comunque l’ha visto diverse volte…
M.F.: A vedere alla finestra icchè fanno gli altri…
Presidente: Diverse volte.
A.B.: Senta, mi scusi, dato che si parla di finestra, dalla sua finestra si vedeva la casa del Pacciani? O si vede la casa del Pacciani?
M.F.: Si vede… Si vede le finestre, i dentro un lo posso vedere…
A.B.: Ma è chiaro! Ho detto la casa.
M.F.: Si, si certo.
A.B.: Non ho detto i mobili, la casa!
M.F.: Certo. Io in cucina ci ho due finestre…
A.B.: Quindi è molto vicino al Pacciani?
M.F.: Certo
A.B.: Quindi, insomma, tutto quello che si fa, si faceva in casa, perlomeno all’esterno, quando usciva qualcuno di casa, se voi eravate affacciati, lo potevate vedere?
M.F.: Certo.
A.B.: Quindi eravate molto prossimi, molto vicini?
M.F.: Vicinissimi.
A.B.: Grazie non ho altre domande.
M.F.: Prego.
Presidente: Vi sono altre domande?
P.M.: Nessuna il P.M.
Presidente: Può andare grazie, buongiorno signor Fantoni.
Presidente: Passiamo al prossimo teste.
P.M.: E il teste è Delli Floriano, Presidente.
Presidente: Si accomodi prego. Sieda pure. Vuol dare le sue generalità per cortesia?
F.D.: Delli Floriano.
Presidente: Delli Floriano.
F.D.: Bene.
Presidente: Nato a?
F.D.: Nato a Calenzano, xx xxxx 19xx.
Presidente: Residente?
F.D.: A Firenze, via xxx, 33.
Presidente: benissimo, legga per cortesia.
F.D.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Consente la ripresa televisiva?
F.D.: Si, si va bene non c’è problema.
Presidente: Benissimo allora il signore potete riprenderlo. Vuol rispondere signor Delli per cortesia alle domande del Pubblico Ministero?
P.M.: Signor Delli conosce lei il signor Pacciani?
F.D.: Si.
P.M.: Vuol spiegare alla Corte come mai?
F.D.: Noi abbiamo preso insieme a degli amici una casa in campagna a Mercatale, a Montefiridolfi, Via S. Anna.
P.M.: Ricorda in che periodo?
F.D.: 1981, ’82, 83, mi sembra, quel periodo lì.
P.M.: Un paio d’anni?
F.D.: Un paio d’anni. Un paio d’anni, si.
P.M.: Lei con degli amici?
F.D.: Noi insieme, si io con degli amici.
P.M.: E questa casa era vicina all’abitazione del Pacciani?
F.D.: Di fronte al Pacciani.
P.M.: Di fronte…
F.D.: Proprio di fronte a cinque metri.
P.M.: Cinque metri. Lei quindi la frequentava questa casa o…
F.D.: No, mai entrato in casa sua.
P.M.: In casa del Pacciani non è mai andato
F.D.: Mai.
P.M.: Voi alla casa vostra, in questo Montefiridolfi, andavate spesso?
F.D.: Tutte le settimane, tutte le domeniche s’andava lì.
P.M.: Andavate lì, con gli amici?
F.D.: Con gli amici. A mangiare, a fare merenda, via.
P.M.: Lei non è mai entrato perché non c’è mai stata l’occasione di entrare in questa casa?
F.D.: Si ma non… Si preferiva non andare, insomma, perché…
P.M.: Come mai?
F.D.: Non c’era comunicazione capito? Non c’era…
P.M.: Ci parlava lei con questa…
F.D.: Parlavo con il Pacciani, di diverse cose ma in casa non son mai entrato io. Né io neanche i miei amici.
P.M.: Con gli altri familiari ha avuto rapporti? La moglie, le figlie?
F.D.: No, io gli spiego una cosa, quando s’arrivava noi da Firenze, le bambine giocavano in giardino, gli andavano via subito.
P.M.: Come mai?
F.D.: Non lo so, quello…
P.M.: E dove andavano?
F.D.: Andavano, tornavano in casa.
P.M.: E la moglie?
F.D.: Mai vista. Poche volte.
P.M.: Stava in casa?
F.D.: Non usciva mai di casa.
P.M.: Non usciva mai di casa. E queste domeniche il Pacciani era in casa?
F.D.: Dunque, il Pacciani la domenica, nel pomeriggio gli spariva dalla circolazione e non si vedeva mai più.
P.M.: Con la famiglia o da solo?
F.D.: No, no, solo, solo.
P.M.: Spariva dalla circolazione e poi?
F.D.: Da Montegiovi andava via poi un lo so mica dove andava….
P.M.: Voi a che ora andavate via?
F.D.: Verso l’otto, le sette, le nove il massimo eh…
P.M.: E a quell’ora lì lo vedevate rientrare?
F.D.: No.
P.M.: Non era ritornato. Senta una cosa, lei aveva un cane?
F.D.: Un cane nero, trovatello, di nome Pluto, l’avevo messo a nome io perché l’era venuto in casa e avevo pregato il Pacciani se gli dava da mangiare perché noi la domenica, il lunedì un ci s’era no?
P.M.: Quindi lo lasciavate lì il cane?
F.D.: E lui mi disse: Ci penso io signor Flori, ci penso io a dagli da mangiare. E gli lasciavo, a i’ Pacciani, quattro o cinque scatolette di carne
P.M.: Carne per il cane.
F.D.: Carne da cani! E le prime volte, le prime due o tre volte c’era il cane poi gli sparì anche lui e domandai al Pacciani: Pacciani ma l’hai visto il cane in do l’è andato a finire? -Eh, dice, gli è andato a donne!
P.M.: Il cane?
F.D.: Un c’era più.
P.M.: Non ho altre domande grazie.

Presidente: Signori avvocati di parte civile? Gli avvocati della difesa prego.
Avvocato Bevacqua: Senta lei è stato sentito dai poliziotti della SAM?
F.D.: Si fui chiamato in via… alla Questura.
A.B.: Per quale motivo?
F.D.: Perché per domandare se io conoscevo il Pacciani, se aveva armi, mi domandarono tante cose… E poi da ultimo mi domandarono se aveva armi, se avevo mai visto delle cose, io armi in casa del Pacciani non l’ho mai viste
A.B.: Se ha mai visto oltre le armi?
F.D.: Armi, armi.
A.B.: E poi oltre le armi?
F.D.: I cacciatori, vestiti da cacciatori, non ho visto nulla io.
A.B.: E poi?
F.D.: Mi domandarono se avevo un cane, gli dissi di si, un cane, Pluto. E gli dava da mangiare? Si gli davo al Pacciani delle scatolette perché le desse al cane. Basta. Chiuso. Tutto lì.
A.B.: Le dissero qualche cosa a proposito di questo mangiare?
F.D.: No, non mi dissero nulla. Ah, mi dissero, forse le scatolette non l’aveva mangiate il cane. E basta.
A.B.: Perché lei dice nel suo verbale che secondo i signori verbalizzanti: “Apprendo da voi che spesso queste cose il Pacciani le faceva mangiare alla sua famiglia”.
F.D.: Si, io non lo sapevo mica.
A.B.: Ah, ecco. Quindi gliel’hanno detto loro?
P.M.: “Apprendo da voi”…
A.B.: Vorrei vedere chi l’ha visto che le dava alla famiglia.
P.M.: L’hanno detto le figlie.
F.D.: Io non lo sapevo.
Presidente: Va bene, va bene.
F.D.: Portavo le scatolette…
A.B.: “Apprendo da voi”
P.M.: Ce l’hanno detto le figlie, c’era?
A.B.: C’ero, c’ero, c’ero!
P.M.: Menomale. Era distratto.
A.B.: No, no, no io non sono mai distratto o quasi.
Presidente: Beato lei.
A.B.: Dal latino: distraere…
P.M.: Noi a volte…
A.B.: Qualche volta vado di qua, qualche volta vado di là ma distratto proprio completamente… Distrutto si Presidente. O con questo caldo… Senta, lei che lavoro faceva?
F.D.: Pensionato.
A.B.: Pensionato. Ecco, il pomeriggio voi scendevate via…
F.D.: S’andava ni giardino a giocare a carte… pe’ piglia’ un po’ di sole… Oppure io prendevo la macchina e andavo a Mercatale a vede’ gioca’ a carte…
A.B.: Ecco, in genere lei, le piace il gioco del calcio?
F.D.: Il calcio no.
A.B.: No.
F.D.: Non mi piace di molto.
A.B.: La domenica sportiva la vedeva?
F.D.: Eh, a voglia!
A.B.: E ci aveva il televisore su?
F.D.: Ci avevo il televisore si.
A.B.: Anche su. Va bene. Quando se ne tornava giù a…
F.D.: Verso le sette, l’otto, le nove…
A.B.: Verso le sette, a seconda che giorno era.
F.D.: La sera?
A.B.: Eh…
F.D.: Dopo cena, sette, otto.
A.B.: Grazie, nessun’altra domanda.
Presidente: Nessuna domanda. Può andare.
F.D.: Bene.
P.M.: Presidente non ci sono altri testi per i motivi che lei sa. E’ difficile…
Presidente: Qui però bisogna un pochino chiamarne di più perché…
P.M.: Ma deve tener presente che la volta in cui ne sono stati chiamati molti…
Presidente: Va be’ ma è un rischio che dobbiamo correre
P.M.: Noi li chiamiamo. Io sono pieno di certificati medici di persone che sono state qui, non sono state sentite in giornata, l’indomani non son venute.
Presidente: Va bene, ho capito intanto vediamo che questi certificati medici se sono…
P.M.: Senz’altro Presidente ma io preferisco citarne di più così risolviamo il problema. Non vorrei che per il caldo e per colpa mia qualcuno si sentisse male, tutto qua.
Presidente: Il problema del caldo c’è e non lo mettiamo in dubbio…
P.M.: Io devo far stare qua persone dalla mattina alla sera, poi la sera non facciamo in tempo a sentirle tutte quindi…
Presidente: Portiamoli comunque di più.
P.M.: Senz’altro Presidente.
Presidente: Magari farne venire qualcuno direttamente nel pomeriggio…
P.M.: Senz’altro, così abbiamo fatto dall’ultima volta, oggi c’è un problema
A.B.: Domani ci sarà udienza anche nel pomeriggio signor Presidente?
Presidente: Avvocato, io se avessi i testi andrei avanti fino a stasera ma…
A.B.: No, no dico, domani?
P.M.: Senz’altro, ne sono citati diversi, ho già un certificato medico per domani, lo dico subito, di quelli citati, ne ho citati altri, vediamo… D’altronde…
A.B.: Io vorrei saperli però perché avrei diritto a sapere…
P.M.: Non lo so se ne ha diritto avvocato.
A.B.: Non ho diritto. Va bene. Non ho diritto. Va bene.
P.M.: Anche perché poi ne cito alcuni e poi non vengono, quindi…
Presidente: Va bene, signori prendiamo atto di questo, riservandoci sulla richiesta dell’avvocato Ciappi, allora a questo punto non possiamo che mandare a domani mattina alle ore 9:00.
P.M.: Bene grazie.
A.B.: Grazie.
Presidente: Arrivederci.
30 Maggio 1994 14° udienza processo Pietro Pacciani

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