22 Aprile 1994, 3° udienza, processo, Pietro Pacciani

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Enrico Ognibene, Olinto Dell’Amico, Biagio Montalto

Presidente: Siamo tutti presenti e registrati. La Corte si ritira in quanto deve sciogliere la riserva in ordine alle prove.

Si da lettura della seguente ordinanza della corte sulla richiesta di ammissione di mezzi di prova formulate dalle parti:

Dispone ammissione testimoni e periti  e consulenti tecnici richiesti dal PM. Dispone l’ammissione dell’esame dell’imputato. Quanto ai mezzi di prova richiesti dalle parti civili assistiti dall’Avv. Santoni Franchetti le ammette. La perizia merceologia sul blocco skizzen brunnen appare superflua e la respinge.  La perizia per accertare la dinamica rispetto ai colpi esplosi contro il furgone dei cittadini francesi e l’altezza dello sparatore si riserva la decisione. Sulla richiesta di trascrizione delle intercettazioni ambientali già eseguita la respinge. Su l’ammissione di ulteriori testimoni presentata dall’Avv. Santoni Franchetti la respinge.  Sulla ulteriore perizia sul portasapone sequestrato a Pacciani per essere ricondotti ai proprietari la respinge. Sulla comparazione degli stracci sequestrati in casa Pacciani e quelli che avvolgevano l’asta guidamolla può essere eseguita visivamente dal giudice e respinge l’istanza di perizia. La perizia sulla presenza di saliva sulle buste spedite dall’anonimo appare irrilevante ai fini dibattimentali e la respinge. Sul frammento di tessuto spedito dopo l’ultimo omicidio che deve essere valutato dai periti riserva la decisione al riguardo. Le richiesta delle parti civili sull’accoglimento degli scritti anonimi la respinge. Le richieste della difesa di ammissioni di testimoni e periti sono accettate tranne la testimonianza di Catole Espinoso.  Sulla richiesta della difesa di acquisire atti della PG rigetta la richiesta.  Ammette una serie di atti.  Il  verbale di Sitti Manni Angiolina non è acquisibile ed è respinto. Ammissibile la produzione di tutti gli atti a patto che non siano anonimi. Atti di intercettazione ambientale saranno giudicati in sede dibattimentale in caso se ne ravvisi l’utilità. Tutti gli atti non ammessi devono essere riconsegnati alle parti. Rigetta la richiesta di sequestro dei beni dell’imputato in quanto non sussiste il pericolo di una perdita delle garanzie. Sulla richiesta della difesa di istanza di revoca di carcerazione cautelare dell’imputato e sentito il PM rigetta la richiesta. 

Presidente: Signor Pubblico Ministero, può iniziare allora con i suoi testimoni.

P.M.: Grazie, Presidente. Io vorrei iniziare col ricostruire, ai fini che ho già illustrato nella mia relazione introduttiva, quelli che sono i dati oggettivi relativi al sopralluogo fatto nel 1968 in occasione dell’omicidio Locci-Lo Bianco. Dicevo, nella introduzione, che interessa al P.M. vedere quali sono i dati obiettivi che abbiamo, le circostanze pacifiche documentate in atti di allora, foto di allora perché ritiene, il P.M., di poter dimostrare, come ho già detto, che questi dati obiettivi quanto meno non sono in linea con la confessione fatta allora da Stefano Mele come autore di quegli omicidi, con le conseguenze che ho già illustrato, quali sono i dati o i documenti che già la Corte ha, di cui è in possesso e che sono nel fascicolo del dibattimento. Documenti dei quali il P.M. vuole fare uso oggi ai fine di facilitare il ricordo dei testimoni che ho convocato e che intendo sentire. Questi documenti sono in anzitutto, e sono già nel fascicolo, il sopralluogo, il processo verbale di sopralluogo fatto dai Carabinieri, perché ad esso verbale fa riferimento completo il verbale di ispezione luoghi fatta dal P.M. al momento in cui intervenne su quel fatto, cioè i primi atti che abbiamo sicuri, certi, sono un verbale di sopralluogo, ispezione esterna, di cadaveri fatti il 22 agosto ‘68 alle ore 6:30 dal P.M., il quale P.M. di allora si riporta per i dettagli al sopralluogo fatti dai Carabinieri. Faccio presente che il verbale relativo al sopralluogo, i Carabinieri lo fanno e lo datano 25 agosto, cioè, questo verbale è di tre giorni, quattro giorni successivi all’ispezione: dal 22 si va al 25. Comunque, questi sono atti che abbiamo è che sono a nostra disposizione. Oltre ai verbali di sopralluogo abbiamo, come dato tecnico di cui possiamo oggi far uso, i verbali di ispezione cadaveri, o meglio, verbali della ispezione autoptica fatta dai medici legali – anch’essi chiamati come testi – i quali medici legali all’epoca del fatto furono incaricati disgiuntamente, come già avevo fatto presente nel corso della relazione, di fare le autopsie; e non ebbero modo – perché non ce n’era motivo, abbiamo visto – di procedere a una comparazione delle due autopsie per ricostruire la dinamica, e non ebbero modo di ricostruire, loro medici legali, la traiettoria dei colpi. A dir la verità a questo sopperì in qualche modo la perizia balistica, anch’essa agli atti, che fu fatta all’epoca dal perito Colonnello Zuntini. Il Colonnello Zuntini fece, ovviamente, la perizia balistica; arrivò alla determinazione di qual era l’arma e di quali erano i bossoli, i proiettili che erano stati usati e si allargò un po’ cercando di ricostruire lui la dinamica, come perito balistico, di come era andato. E nella perizia, il Colonnello Zuntini, oggi deceduto, faccio presente, per cui non è possibile citarlo come teste e sentire la conferma, il Colonnello Zuntini fa delle ipotesi anche se, come vedranno, lo vedremo fra poco, ma assolutamente non in linea con la confessione di Stefano Mele. Allora io partirei dai documenti che ho detto e faccio presente che, per quello che riguarda la perizia balistica del Colonnello Zuntini, la quale è dettagliatamente elencata negli atti che il GIP ha inserito nel fascicolo del dibattimento, per un motivo che penso sia un disguido, o comunque una copia che manca, nel fascicolo del dibattimento non c’è, la vorrei io oggi fornire, integrare questa lacuna. È già nel fascicolo, elencata nell’indice e si tratta di atto pienamente utilizzabile. Come vedrete ci interessa perché, ovviamente si tratta di un perito che oggi non può essere sentito a conferma, e dice delle cose che sono molto importanti alla fine di quella ricostruzione. Per completare, dicevo, che sentirò per primi testi, gli Ufficiali dei Carabinieri che arrivarono sul luogo e che provvidero a fare quel verbale di sopralluogo che ho detto, tre giorni dopo per i motivi che vedremo, ce lo spiegheranno loro. Per facilitare il ricordo di questi testi, sia dei medici legali, che degli Ufficiali dei Carabinieri che all’epoca si recarono sul posto insieme al magistrato, intendo far uso del fascicolo fotografico che, per praticità e per consentire degli ingrandimenti, proietteremo foto per foto nello schermo alla vostra destra. Grazie. Chiedo di sentire per primo il Colonnello Olinto Dell’Amico che è citato come primo teste del P.M.

Presidente: Benissimo, possiamo farlo venire.
A.B.: Ecco, mi scusi signor Presidente, per capire meglio, questa perizia è una perizia allegata al fascicolo del dibattimento?
P.M.: Del dibattimento.
A.B.: È già allegata?
P.M.: Sì, materialmente io non l’ho trovata, non so se si è trattato di un disguido, comunque è lì io le ho fatto una copia, una copia per lei.
Presidente: Lei ha una copia? Per praticità, dico.
P.M.: È una copia per il dibattimento, se Cortesemente qualcuno la vuol dare al Presidente.
A.B.: Grazie.
Presidente: Buongiorno Colonnello. Prenda quella formula per Cortesia. Lei deve dire la verità, naturalmente. Sieda pure. Legga per Cortesia quella formula.
O.D.A.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Risponda per Cortesia, Colonnello, alle domande del Pubblico Ministero.
O.D.A.: Sissignore.
Presidente: Prego.
P.M.: Colonnello, può spiegare alla Corte quale è la sua attuale professione e qual è la sua professione nell’agosto del 1968? Se aveva qualche incarico, come mai?
O.D.A.: Attualmente sono Colonnello dei Carabinieri in ausiliaria. Fino a poco fa ero in servizio a Massa. Nel ’68 comandavo la sezione operativa del gruppo Carabinieri di Firenze, dalla quale dipendevano, fra gli altri reparti, nucleo investigativo che si interessò delle indagini.
P.M.: Ecco, riguardo al sopralluogo – perché noi ora parliamo del sopralluogo fatto in occasione del rinvenimento dei cadaveri Locci-Lo Bianco, 21 agosto 1968 – lei intervenne? Quando intervenne? Da chi fu avvisato?
O.D.A.: Ma noi fummo, fui avvisato dalla centrale, dall’operatore in servizio alla centrale operativa del gruppo che, a sua volta, era stato, praticamente, informato dalla compagnia di Signa.
P.M.: Ricorda, se lo ricorda, quando, a che ora fu avvisato? Se seppe chi era intervenuto prima di lei?
O.D.A.: Mah, sapevo che erano intervenuti i militari della compagnia…
P.M.: Scusi, prima, Cortesemente, se ricorda. Se lo ricorda se era notte, se era giorno?
O.D.A.: No, era di notte, era di notte.
P.M.: Lei fu raggiunto di notte da una telefonata nella sua abitazione?
O.D.A.: Sì, comunque era di notte, sì.
P.M.: Era di notte.
O.D.A.: Avevo l’alloggio di servizio in caserma. Mi alzai, andai alla centrale. Ricordo che avvertii il dottor Caponnetto che era il Sostituto Procuratore di turno. Sul posto andarono subito, mi sembra di ricordare, andarono subito l’allora brigadiere Matassino con un autista perché era sottufficiale di turno, quel giorno, al nucleo.
P.M.: Ecco, partì, chiedo scusa, questo sottufficiale, partì da Firenze.
O.D.A.: Sì, da Borgo Ognissanti.
P.M.: Da Borgo Ognissanti. La notizia voi l’avevate già avuta da altri ufficiali di polizia giudiziaria vostri colleghi…
O.D.A.: Da Signa.
P.M.: … della stazione competente o della compagnia competente per…
O.D.A.: Dalla tenenza di Signa.
P.M.: … per territorio. Sa, o ricorda, o ha avuto modo di vederlo dagli atti, se li ha riguardati – perché era una sua facoltà – se ci può dire qualche nome di qualcuno che era intervenuto prima? Se lo ricorda lei? Se non lo ricorda, non ha importanza.
O.D.A.: Ma io so che era stato informato il Maresciallo Ferrero che allora comandava la tenenza di Signa.
P.M.: Ecco, di Signa. Era andato sul posto prima di lei?
O.D.A.: Ma, mi sembra che il coso, ci dissero che era andato sul posto. Io non mi sembra che parlai col Maresciallo Ferrero.
P.M.: Benissimo. Allora ci vuole raccontare quando e come andò lei, e cosa trovò quando arrivò lei?
O.D.A.: Mi sembra di…
P.M.: Il suo ricordo.
O.D.A.: Sì. Mi sembra che andai sul posto col dottor Caponnetto..
P.M.: Ecco, si ricorda… direttamente, lei arrivò lì insieme al magistrato.
O.D.A.: Esatto, sì. Era già l’alba insomma, albeggiava.
P.M.: Era già l’alba.
O.D.A.: Albeggiava, credo che saranno state le 5:00…
P.M.: C’era luce? Ecco è questo che voglio…
O.D.A.: Sì, c’era già luce.
P.M.: C’era già luce. C’erano già i fotografi, lo ricorda? I vostri, ovviamente.
O.D.A.: Mi sembra quelli della…
P.M.: O li portò lei, come a volte capita?
O.D.A.: … della tenenza di Signa. No, non li portai io perché noi partimmo subito, praticamente. No.
P.M.: Senta, lei ha un ricordo nella sua memoria di quello che vide, innanzitutto l’autovettura com’era quando lei arrivò, o il suo ricordo è sfumato? Cioè, a un ricordo preciso: posizione dell’autovettura, se c’erano sportelli aperti, vetri aperti?
O.D.A.: Sì, ricordo che c’era, praticamente, uno sportello semiaperto, lo sportello posteriore destro, mi sembra.
P.M.: Dell’auto.
O.D.A.: Dell’auto.
P.M.: Posteriore destro, sportello.
O.D.A.: Sportello. Poi mi ricordo… perfettamente mi ricordo che c’era il finestrino a metà, abbassato a metà dello sportello posteriore sinistro.
P.M.: Allora, se non ho capito male, sportello destro aperto; sportello sinistro: finestrino metà aperto.
O.D.A.: E quello anteriore sinistro c’era un paio di dita, due o 3 cm, insomma c’era un piccolo spazio, insomma.
P.M.: Ricorda, c’erano molti militari quando arrivò lei? Molte persone, o ebbe l’idea che qualcuno si era già occupato di vedere qualcosa, o ebbe l’idea che quando arrivava lei ancora era una situazione…
O.D.A.: No, no, no, già c’erano stati sul posto. Perché erano stati sul posto prima, mi dissero, i militari della stazione di San Piero a Ponti, prima di quelli di Signa.
P.M.: Ah, prima quelli di San Piero…
O.D.A.: Mi sembra che fossero andati loro sul posto per primi, perché praticamente il luogo dove abitava il De Felice, che la cosa ricadeva nella giurisdizione della…
P.M.: Allora vuole, era la domanda successiva, facciamo questa: vuole raccontare alla Corte come lei seppe che i suoi colleghi che arrivarono sul posto, come ebbero la notizia di questo fatto? Ancora non lo abbiamo detto.
O.D.A.: Mah, la notizia venne praticamente dalla telefonata che fecero da casa De Felice.
P.M.: Ecco. Vuole spiegare un attimo alla Corte più nei dettagli, di cosa si tratta?
O.D.A.: Mah, De Felice è una persona che abita praticamente nella località che si chiama S. Angelo a Lecore. Praticamente abita sulla strada… credo che sia una strada comunale quella. Praticamente quasi allo sbocco, in prossimità dello sbocco della strada praticamente che portava poi insomma al luogo dove…
P.M.: Quindi i Carabinieri furono avvertiti da questo signore.
O.D.A.: Sissignore.
P.M.: Va bene? Ecco, tornando al suo sopralluogo un attimo. Quando lei arrivò, dice, c’erano già altri…
O.D.A.: Sì, c’erano altri…
P.M.: …altri sottufficiali, altri militari dell’arma. Ricorda se in quel momento erano già stati identificati i cadaveri?
O.D.A.: Sì, mi sembra di sì, perché c’era qualche foglio nella macchina, c’era qualche documento.
P.M.: Cioè, qualcuno – e questa è la mia domanda – aveva già messo su, ai fini ovviamente per identificare, le mani sui corpi, o sui documenti…
O.D.A.: Erano già identificati, si.
P.M.: … sugli indumenti, lei seppe già chi erano.
O.D.A.: Erano identificati, sì.
P.M.: Ecco. Erano già identificati. Qualcuno quindi era già, sia pure a questo scopo, era già entrato nella macchina. Quindi, voglio dire, lei dice: era…
A.B.: Pubblico Ministero non può… Questa è una sua considerazione. Lei faccia la domanda, abbia pazienza.
P.M.: La domanda era – nessun problema – se erano già stati identificati. Lei mi ha detto di sì. Bene. Lei mi ha detto che erano stati identificati, se non ho capito male, attraverso dei documenti.
O.D.A.: Sì…
P.M.: O dei fogli, lei ha parlato di fogli.
O.D.A.: Sì.
P.M.: Benissimo. Lei vive questi documenti? Se lo ricorda?
O.D.A.: Adesso non lo ricordo.
P.M.: Comunque non fece lei accertamenti sull’identità, perché erano già stati fatti.
O.D.A.: No, erano…
P.M.: Bene? È questo il punto.
O.D.A.: Esatto, esatto.
P.M.: Senta una cosa: ricorda, quando arrivò lei, la posizione dei cadaveri? Erano ancora nell’auto?
O.D.A.: Sì, sì, stavano nell’auto. Praticamente lui, Lo Bianco stava sulla… era, giaceva, diciamo così, riverso sul sedile anteriore destro. Lo schienale del sedile era completamente abbassato. Ci aveva… mi ricordo che aveva una gamba che era incastrata sotto il corpo della donna che invece sedeva praticamente sulla… reclinata, con la testa reclinata verso sinistra, sul sedile anteriore sinistro di guida, insomma.
P.M.: Che non era reclinato.
O.D.A.: No, no, non era reclinato, no, no.
P.M.: Ecco, benissimo. E…
O.D.A.: Mi ricordo, mi ricordo… un ricordo preciso è quello di una borsetta. Appena aperta… insomma, la borsetta da donna, sicuramente della donna, che era praticamente messa lì, fra… a fianco, diciamo del montante del sedile anteriore destro, praticamente fra il montante del coso della macchina e il sedile. Era aperta, una borsetta a scatto. Era aperta…
P.M.: Era aperta. Quando la vide lei era aperta.
O.D.A.: Era aperta, sì, era socchiusa, aperta, insomma. A fianco c’era un foulard, mi sembra, un fazzoletto, qualche cosa del genere.
P.M.: Quindi, quando arrivò lei, mi scusi, era già aperto anche lo sportello a sinistra dov’era la donna, o lei lo vide dal finestrino, o qualcuno di voi lo…
O.D.A.: No, fu aperto.
P.M.: Lei trovò quindi quando arrivò…
O.D.A.: Fu aperto. Questo… mi sembra che fu aperto. Per fare…
P.M.: Fu aperto da qualcuno degli operatori a quello scopo che avevamo detto, anche perché dovevano…
O.D.A.: Sì, furono fatte le fotografie. Fu aperto, furono fatte le fotografie quindi si vide che c’era questo, insomma, questo…
P.M.: Ecco. Quindi questo… quando arrivò lei, ricorda se era già aperto o meno? Questo anteriore sinistro. Lei c’ha parlato, era sicuramente aperto il posteriore destro.
O.D.A.: sì. Quello anteriore sinistro, no. No, era chiuso, mi sembra che fosse chiuso.
P.M.: Che fosse chiuso. Fu aperto poi quando…
O.D.A.: Sì, esatto, quando…
P.M.: Quando si constatò…
O.D.A.: Quando c’era il dottor Caponnetto presente, che si procedette alla…
P.M.: Ecco. Circa la dinamica degli spari, o la ricostruzione dell’aggressione, in quel momento lì, nel momento del sopralluogo, fu possibile fare delle ipotesi, o voi, come ufficiali di polizia giudiziaria che intervenivate, non avete avuto la possibilità di accertare niente? Cioè, la domanda è questa…
O.D.A.: Sul sedile posteriore, fra il pianale… c’erano due bossoli che erano praticamente, erano finiti proprio dove si… dove il pianale si congiunge allo schienale. Proprio erano lì due bossoli. Tre bossoli quasi al centro del sedile posteriore. Mentre invece…
P.M.: Due bossoli quasi al centro…
O.D.A.: Dietro. Quindi come se uno avesse sparato mettendo la mano dentro la macchina.
P.M.: Chiedo scusa. Del sedile, o dello spazio fra sedile anteriore e il sedile posteriore?
O.D.A.: No, no. Sul sedile.
P.M.: Benissimo. Sul sedile posteriore.
O.D.A.: Posteriore. Vicino alla base dello schienale.
P.M.: Benissimo. Bossoli. E in esterno?
O.D.A.: Come se uno avesse sparato inserendo, mettendo la mano dentro la macchina, insomma. Almeno questo per deduzione, perché l’esplosione dei bossoli avviene a destra, quindi, sparando…
P.M.: Pensaste che furono sparati dal dietro.
O.D.A.: Altri tre bossoli, invece, erano sul lato sinistro della macchina, a terra.
P.M.: In esterno.
O.D.A.: All’esterno, a distanza… a breve distanza l’uno dall’altro.
P.M.: Ecco. Ricorda se in quell’occasione, cioè la repertazione dei bossoli la faceste voi? O venne già il perito incaricato per…
O.D.A.: No, no, c’era il brigadiere Matassino, furono circoscritti i bossoli, furono fotografati, furono prese le misure dalla macchina della distanza del…
P.M.: Ecco. Lei, ora ha più vicino, o è migliorato il ricordo circa il momento in cui furono fatte le fotografie? Io vorrei mostrargliele ora, per vedere…
O.D.A.: Le fotografie furono fatte in vari momenti. Furono fatte anche quando furono estratti poi i corpi dalla macchina e furono messi sulle barelle, insomma. Furono fatte delle fotografie. Io, prima di venire qui, un paio di giorni fa, sono passato al nucleo operativo del gruppo e ho dato un’occhiata al rapporto e al fascicolo fotografico. Veramente mi sembra che le fotografie fossero più numerose. Probabilmente le fotografie che avrà lei nel fascicolo suo sono più… che avrà la Corte, sono di più di quelle che ci sono in ufficio.
P.M.: Ecco, io vorrei mostrargliele ora per vedere se mostrandogli le foto lei ha un ricordo migliore o se ha qualcosa che le viene in mente di diverso da quello che ci ha detto.
Presidente: Si giri per bene, Colonnello.
P.M.: Ecco, grazie.
Presidente: Si giri per bene. Sistemiamogli il microfono però.
P.M.: Ecco, vediamo la prima foto, quella che è… quella che è descritta come panoramica, se inquadriamo anche la didascalia sotto, raffigurante la via Signa-Lecore, con la visuale di via Vingone, ove a circa 150 m è parcata l’Alfa Romeo Giulietta T targata Arezzo, eccetera.
O.D.A.: Sì.
P.M.: Ora, se noi inquadriamo un attimo la macchina un po’ più nel dettaglio…
O.D.A.: Ci ha gli sportelli aperti.
P.M.: Mi sembra di vedere che sono entrambi gli sportelli aperti. Ecco, quindi sembra di capire che, rispetto al suo racconto, questa foto è stata fatta dopo che lei è arrivato, perché se non ricordo male, lei mi ha detto “quando mi sembra di essere arrivato era aperto solo il posteriore destro”.
O.D.A.: Ma difatti io qui non ci sono. Qui mi sembra che quello sia il Maresciallo Ferrero, quello a sinistra.
P.M.: Ho capito. Quindi, qui vediamo… possiamo ingrandire al massimo, per vedere se riusciamo da questa foto…
O.D.A.: A riconoscere le persone?
P.M.: A riconoscere, no le persone, gli sportelli sono aperti, mi sembra pacifico. I finestrini. Se è possibile, ovviamente. Se ci riusciamo, eh. Se non ci riusciamo c’è un’altra foto un po’ più nitida.
O.D.A.: Mah, questa penso che sia stata fatta prima del nostro arrivo, perché c’è poca gente lì.
P.M.: Ecco. Prima del suo arrivo. Allora, Colonnello, ecco, era questo che volevo riuscire a capire. Quando lei è arrivato la situazione era con già due sportelli aperti, o era stato richiuso uno? Perché lei ci ha detto “quando sono arrivato mi sembra di avere visto chiuso uno. Aperto solo il posteriore destro”. Se lo ricorda, eh, Colonnello. Noi ci basiamo molto sul fascicolo fotografico. Le dico questo, così perché nel verbale di ispezione e sopralluogo si dice come era il suo racconto, cioè che – lo leggiamo, glielo leggo, se la Corte mi consente – nel verbale di sopralluogo si dice che “ tutte le portiere erano chiuse – quando arrivarono i Carabinieri – tranne quella posteriore destra che era semiaperta”. Questo è il verbale di sopralluogo che le ripeto, per sua memoria, è stato fatto quattro giorni dopo il sopralluogo.
O.D.A.: E’ stato fatto dopo sì.
P.M.: Ecco. Mentre le foto, addirittura, si vede che ci sono due sportelli aperti. Ecco, vorrei andare alla foto successiva, quella sotto. Sempre è una panoramica in cui forse si vede meglio il fatto che i due sportelli sono aperti e si vede che addirittura lo sportello di destra, se si riesce a inquadrare, ha anche il finestrino aperto.
O.D.A.: Si.
P.M.: Quindi, queste foto hanno entrambi gli sportelli aperti. Il verbale di sopralluogo dice che però era solo aperto quello posteriore di destra.
O.D.A.: Di sinistra.
P.M.: No. Il verbale, le ripeto, dice “ tutte le portiere erano chiuse, tranne quella posteriore destra, che era semiaperta”. Va bene?
O.D.A.: Sì, sì, destra, sì, sì. Confondevo con il finestrino, sì.
P.M.: No, no, parliamo per ora di portiere. La portiera destra era semiaperta. Andiamo un attimo avanti, vediamo la foto successiva, la numero tre in alto, dove dice sempre “panoramica della via Vingone con Giulietta, vista dalla parte anteriore”. Se la vuole inquadrare. Come vede, Colonnello, mi sembra qui che invece è aperto solo il posteriore destro e in questo momento è chiuso l’anteriore sinistro, a differenza dell’altra foto. Ecco, se vogliamo… non ricorda quindi lei la successione in cui furono… un attimo eh, scusi, in cui furono fatte queste immagini? Cioè quello che voglio…
O.D.A.: Queste qui, qui vedo in questa foto, vedo che sono presente anch’io e l’allora brigadiere Matassino.
P.M.: Siete due in borghese?
O.D.A.: Ci siamo, sì. Questo, quello in borghese è l’allora brigadiere Matassino; poi sulla destra, il terzo personaggio sulla destra, e il Maresciallo Ferrero.
P.M.: Ecco…
O.D.A.: Nell’altra foto…
P.M.: In questa foto, dove ci siete chiaramente voi, lo sportello di destra è aperto, ma l’anteriore sinistro è chiuso. Bene? Ecco. Corrisponde a quello che diceva lei, quindi noi non siamo in questo momento è in grado di ricostruire com’era. È questo che io vorrei solo sottolineare alla Corte, che in quel materiale che abbiamo, abbiamo difficoltà, al di là del verbale di sopralluogo, di vedere, di ricostruire oggi com’erano in realtà gli sportelli al momento in cui fu commesso il fatto, perché lei è arrivato successivamente e mi sembra di vedere che gli sportelli sono una volta in un modo e una volta in un altro. Se andiamo avanti la foto sotto è la… sempre portiera destra…
O.D.A.: Sì, io sono a sinistra.
P.M.: Ecco. Qui abbiamo lo sportello posteriore di destra aperto.

O.D.A.: Quello è il dottor Caponnetto, quello affianco…
P.M.: Ecco. Benissimo, benissimo. Vogliamo andare avanti, e vediamo nella pagina solo la foto superiore, dove qua addirittura si vede, sempre lo sportello posteriore di destra aperto, finestrino posteriore di destra aperto, dietro c’è una auto vostra, quindi sembra di capire c’è stato un po’ di movimento. Ecco. Quindi, Colonnello, per concludere questo primo gruppo di foto – ci fermiamo qua con le foto, Cortesemente – lei non è in grado, o è in grado di darci qualche certezza in più? Come mai le foto dimostrano queste aperture di più sportelli, contrapposti l’uno all’altro, mentre nel verbale di sopralluogo, ripeto, fatto quattro giorni dopo, si dice che le portiere erano chiuse. Tutte le portiere erano chiuse. Tranne quella posteriore destra che era semiaperta. Mi sembra di capire che lei l’ha firmato… cioè, non lo so, anzi glielo chiedo, se lei di questo verbale cosa sa. L’ha fatto lei, l’hanno redatto altri…?
O.D.A.: Mah, l’hanno redatto… penso materialmente l’abbia redatto il brigadiere…
P.M.: È firmato, quindi non si preoccupi.
O.D.A.: Sì, comunque in base agli elementi che furono rilevati, insomma, in sede di sopralluogo, fu fatto dopo il verbale…
P.M.: Fu fatto dopo; ma le persone diverse da lei, trovarono una situazione che è cristallizzata in quel verbale. Le foto, ecco, purtroppo sono… dicono qualcosa di diverso. Questa è una constatazione soltanto.
O.D.A.: Si.
P.M.: Ecco, vorrei mostrare – sempre per andare avanti nel facilitare i ricordi e confermare un attimo le cose che ci ha detto il Colonnello Dell’Amico circa la posizione dei corpi – foto successive relative ai corpi. Presidente, vorrei che lei magari prendesse in esame la possibilità di disporre che queste foto che io ora mostrerò, che per praticità potremmo anche mostrare a ciascuno di voi, uno alla volta, e al teste, così, garantendo così la riservatezza delle immagini – sono immagini di corpi che hanno… nella situazione che sappiamo – ecco, forse sarebbe meglio se lei disponesse che queste foto rimanessero… queste immagini in questa aula. Nel senso che non fossero trasmesse fuori dall’aula, non fossero, a loro volta, fotografate da fotografi o da operatori che sono nell’aula.
Presidente: E quindi spegnete tutte le telecamere. E non voglio che nessuno fotografi queste fotografie che andremo mostrare. Chiaro?
P.M.: Noi chiediamo l’ausilio dell’operatore che sta facendo questa operazione, al solo fine dell’aiuto e non della trasmissione. Ecco, vorrei andare quindi alla foto…
Presidente: Macchine fotografiche, tutti quanti.
P.M.: Ecco. La foto che…
A.B.: Si toglie un attimo? Le dispiace? Mi scusi, operatore… ecco, grazie, se si abbassa, ecco.
P.M.: Forse ci aiuta anche nel lavoro. Grazie. Se lo può spostare ancora un po’ più a sinistra. Ecco, possiamo… un attimo, ecco. Questa foto…
A.B.: No, guardi, proprio a me no.
A.F.: Eh, non si vede nulla.
P.M.: Colonnello, se lei…
Presidente: Scusate un attimo…
A.B.: Ecco, va bene così. Grazie.
A.F.: Così va bene.
Presidente: Va bene? Bene.
O.D.A.: Ecco, così va bene.
P.M.: Ecco. Se il Colonnello vuol guardare, mi sembra che questo è perfettamente in linea con il racconto che lei ci ha fatto. Cioè, c’è la donna che è sul sedile anteriore sinistro, un po’ reclinata; c’è la portiera – questo è importante – sinistra aperta, cioè, a differenza di quello che risulta nel verbale di sopralluogo, ma può far parte ovviamente, questo, dell’attività del fotografo. E c’è il cadavere dell’uomo che è sul sedile di destra, reclinato. Vogliamo andare avanti con la foto di pagina successiva?
A.B.: Ecco, mi scusi, Presidente.
P.M.: Prego.
A.B.: Siccome c’è questa foto…
Presidente: Prego.
A.B.: … posso fare delle domande.
P.M.: Ben volentieri.
Presidente: Va bene, prego.
A.B.: Grazie. Ecco, mi scusi Colonnello, questa immagine che lei vede, riproduce quella che lei vide allora? Cioè quando lei arrivò sul posto…
O.D.A.: Sì, si i corpi me li ricordo. La posizione dei corpi me le ricordo. Adesso lo sportello…
P.M.: Lo sportello non lo ricorda.
A.B.: Cioè i corpi…
O.D.A.: Ma i corpi mi ricordo…
A.B.: I corpi erano così, li vide così.
O.D.A.: Ho fatto la fotografia, nessuno toccò i cadaveri.
P.M.: Ce l’ha descritto finora, avvocato che erano così.
O.D.A.: Nessuno toccò, almeno in mia presenza, in presenza del magistrato, nessuno toccò, nessuno spostò nulla, insomma ecco.
A.B.: Fece fare lei le fotografie in quel momento.
O.D.A.: Avvocato Bevacqua, le fotografie furono fatte, cioè adesso chi facesse le fotografie, non lo so perché lì mi sembra che vennero anche quelli della mobile, che noi avvertimmo, vennero, quindi credo di aver riconosciuto anche un operatore della squadra mobile lì.
P.M.: Per sua tranquillità il fascicolo è intestato al nucleo operativo dei Carabinieri di Firenze.
O.D.A.: Sì, lo so, lo so, ma ci sono, siccome venne sul posto il dottor Gerunda che era il dirigente del Criminalpol Toscana, venne con il dottor Scola che è il capo della squadra mobile, il dottor Delfino che era il vicecapo, vennero tutti quelli della questura, quindi penso che portarono anche loro qualche fotografo; può darsi che ci sia qualche fotografia fatta da loro.
P.M.: Ecco, benissimo.
A.B.: La domanda che le volevo fare era questa, è possibile che siano state effettuate delle fotografie prima che lei arrivasse sul posto, oppure no? Questa la domanda.
O.D.A.: Ma questo non me lo ricordo, può anche…
A.B.: È possibile o non è possibile?
O.D.A.: Può anche essere, sì, sì, può anche essere, non ricordo questo punto
A.B.: Grazie.
P.M.: Non so, la difesa ha queste foto?
A.B.: Volevo domandare se fosse stato possibile allora…
P.M.: Di queste foto che…
A.B.: Quella là.
P.M.: Bene, bene. Sono state fatte, era questo…
Presidente: Il teste ha detto che non lo sa, non lo esclude, ma non lo sa.
P.M.: Bene, andiamo avanti. Vogliamo mostrare la foto in alto del fascicolo successivo? Ecco, mi sembra che, ovviamente lo sportello è aperto, lo avevamo già visto. La donna è scalza e, chiaramente, sul sedile anteriore. Andiamo avanti, quella sotto. Ecco, bisognerebbe…
O.D.A.: Si, si, guardava verso l’esterno.
P.M.: È preso da davanti, dico bene?
O.D.A.: No, questa è presa di fia… laterale.
P.M.: Di fianco, si ma dalla direzione non laterale, siamo un po’ davanti
O.D.A.: Esatto, sì.
P.M.: Mi sembra di vedere la parte del parabrezza.
O.D.A.: Questo è il lato sinistro della macchina, sì.
P.M.: È un pezzo di parabrezza, bene? Ok. Comunque…
O.D.A.: Parabrezza sì.
P.M.: … ci mostra, ecco grazie, nei dettagli come la donna era reclinata sul sedile davanti.
O.D.A.: Esatto.
P.M.: Vogliamo andare a quella ancora successiva che invece si sposta sull’altro cadavere? Ecco, questo, se leggo bene, la foto ovviamente, è presa dallo sportello posteriore destro, quello che lei dice e che sul verbale si dice, era l’unico aperto. Sul verbale di sopralluogo. Quando lei arrivò ci ha detto era aperto.
O.D.A.: Esatto, sì.
P.M.: Vogliamo andare avanti.
Presidente: Vogliamo però dare il numero delle foto, perché noi non le abbiamo sottomano, perché le avete voi.
P.M.: Presidente, ha ragione, le foto non sono numerate, sono cronologicamente una dietro l’altra
Presidente: Perlomeno la pagina.
P.M.: Non è numerata nemmeno la pagina.
Presidente: Evviva.
P.M.: Le possiamo contare, possiamo farla…
Presidente: La didascalia.
P.M.: … questa operazione.
Presidente: Se non nella deregistrazione poi non si capisce…
P.M.: Ha ragione. Diciamo che leggiamo La didascalia e diciamo che la foto che abbiamo visto finora è la foto la cui didascalia dice “Cadavere del Lo Bianco Antonio, in particolare dalla vita in su”. Vogliamo andare all’altra. Questo mi sembra, Colonnello, è in sintonia con i suoi racconti?
O.D.A.: … il borsello.
P.M.: Ecco, qui si vede la foto della parte anteriore destra, lo sportello aperto ai fini della foto. La didascalia dice: “Cadavere del Lo Bianco Antonio, in particolare visto dalla vita in giù. Sempre in particolare un fazzoletto da uomo e un borsellino da donna.” Ora il borsellino da donna nel suo racconto io non ho capito se lei nella sua memoria lo aveva visto da questa parte o dalla parte della donna?
O.D.A.: No, no da questa parte.
P.M.: Ecco, benissimo, quindi corrisponde pienamente al suo ricordo. Quando arrivò lei, al di là della foto, era così. Ora ci sono delle immagini che sono un po’ più crude sono, scusate un attimo prima di mostrarle, sono le immagini che sembra dimostrino che sono state prese nel momento in cui i cadaveri sono stati tolti dalla macchina.
O.D.A.: Esatto.
P.M.: Lei ricorda se nel momento in cui furono tolti i cadaveri erano già stati repertati i bossoli o meno? Non ha questo ricordo?
O.D.A.: No, non lo ricordo. Ricordo che quando fu deposto il cadavere della Locci sulla barella fu rinvenuto, cadde un proiettile.
P.M.: Ecco, era questo ricordo che volevo io che…
O.D.A.: Questo sì.
P.M.: Ecco, allora vogliamo mostrare la foto successiva la cui didascalia, non questa, l’altra, la cui didascalia – bisognerebbe trovare il modo di dargli la direzione giusta rispetto all’auto… alla posizione – dice: “Cadavere Locci Barbara deposto sulla barella, posizione supina, visibili due fori prodotti da colpi di arma da fuoco”. Questo dice la didascalia, io non so se in questo momento si vedono bene, è un particolare che ci interessa e lo vedremo forse meglio dopo. Mi sembra, se riusciamo a ingrandire che questi due fori, sono foto in bianco e nero, ma è importante al fine… ecco… al fine che io
O.D.A.: Ci sono le frecce.
Presidente: Ci sono le frecce.
P.M.: Benissimo. Ecco io qui le vedo male, sono uno su emitorace sinistro e uno sullo sterno, dico bene?
O.D.A.: Emitorace destro.
Presidente: Destro.
P.M.: Emitorace destro, chiedo scusa. Poi c’è un segno, dei segni, diciamo alla mammella sinistra c’è qualcosa, si riesce a ingrandire, come un colpo, un foro d’uscita.
Presidente: Può essere sangue, non si sa.
P.M.: Ecco, non abbiamo altri particolari. Vediamo poi da quelle a colori. Vogliamo andare avanti nella foto? Questa è posizione prona, viene giustamente descritta: “deposto sulla barella, visibili tre fori prodotti da colpo di arma da fuoco”. Ecco, vorrei… no, qui probabilmente va mostrato nell’altro senso, cioè con la testa sulla destra, se possibile, Cortesemente.
Presidente: Si è rigirato, adesso.
P.M.: mmh. Per far vedere rispetto… no, no, l’altra foto. Per far vedere rispetto alla testa, ecco. Allora inquadriamo anche la testa, chiedo scusa, sennò non si vede se sono a sinistra. Ecco, benissimo, si vede da qui. Sembra che sono, rispetto all’asse della spina dorsale, che sono sulla sinistra, bene? Del corpo. Vogliamo andare avanti?
A.S.F.: Mi scusi, se il P.M. lo consente…
Presidente: Avvocato, dica il suo nome altrimenti…
A.S.F.: Avvocato Luca Santoni Franchetti. Prima di andare avanti con le immagini, io ho un problema sull’immagine precedente, che ho meditato e non ho…
Presidente: Avvocato, lei deve meditare molto prima. Ritorneremo su quell’immagine.
A.S.F.: … solo un momento…
Presidente: Ecco, restiamo su questa.
P.M.: Forse se andiamo un attimo avanti poi ce lo ricordiamo, sennò si spezza un po’ troppo.
Presidente: Prego. Potremo tornare.
P.M.: Sono a disposizione di tutte le parti.
Presidente: Potremo poi tornare su tutte le immagini che volete.
P.M.: Vorrei andare ancora avanti, e andare alla foto successiva. Ecco che c’è già, la didascalia parla di “Cadavere Lo Bianco Antonio deposto su barella, posizione supina, visibili tre fori prodotti da colpi di arma da fuoco”. Ora vorrei che si riuscisse a inquadrare, rispetto al volto, che sono fori sulla sinistra. Poi li vedremo più nei dettagli, bene? Andiamo ancora avanti, la foto sotto. Sempre “Cadavere del Lo Bianco Antonio deposto su barella, posizione prona con visibili tre fori prodotti da colpi di arma da fuoco”. Uno è chiaramente, ecco, visibilissimo ora sul braccio. Ci sono delle macchie sotto, sul corpo, vedremo poi meglio di cosa si tratta. Anche questi sono a sinistra, almeno da quello che si vede per ora, sia la donna che l’uomo hanno tutti colpi che per ora sono visibili sulla parte sinistra. Cioè almeno da quello che si vede per ora, sia la donna che l’uomo hanno entrambi tutti colpi che per ora sono visibili sulla parte sinistra del corpo. Uno visibile sul braccio, la donna sul dorso, bene? Eh?
O.D.A.: Esatto.
P.M.: Corrisponde al suo ricordo, insomma.
O.D.A.: Esatto.
P.M.: Vogliamo andare avanti, abbiamo un’auto dove si dice: “Posizione in relazione autovettura del primo bossolo rinvenuto”. Vediamo se riusciamo a inquadrarlo un attimo, se lei riesce ad aiutarci, Colonnello, io nella foto non riesco a vederlo.
O.D.A.: Ma i bossoli…
P.M.: Posso avere delle idee, ma questo bossolo non lo vedo.
O.D.A.: I bossoli io mi ricordo che stavano sul sedile posteriore.
P.M.: Ecco, allora, mi scusi, posso io ipotizzare e poi vediamo, che si tratta, in questa foto si vorrebbe rappresentare quel bossolo che lei ci ha detto uno dei bossoli che erano in terra. Lei nel suo racconto non ci ha parlato di bossoli trovati nel sedile, bene? Davanti. Le chiedo…
O.D.A.: Non mi ricordo il bossolo del…
P.M.: Non ricorda. Vogliamo provare a ingrandire un po’ il terreno – dato che è scritto “primo bossolo rinvenuto”, se c’è qualche freccia che io non riesco a vedere, o se c’è qualche… no, no, no, l’altra sopra, scusi. Quella dopo la vediamo dopo. Per fortuna c’è il biglietto bianco. Beh, allora prendiamo, almeno per ora, atto che la foto porta la didascalia “primo bossolo rinvenuto”, sembra che sia in terra. Almeno dal racconto suo. Lei non ha ricordo di bossoli all’interno dell’auto davanti, dico bene?
O.D.A.: Sul muso della macchina?
P.M.: No, no, scusi, davanti nel sedile anteriore.
O.D.A.: No.
P.M.: Ecco, quindi noi dobbiamo pensare che questa foto di cui, forse perché non fu fatta una freccia oppure non siamo in questo momento troppo in grado di distinguerlo, il bossolo è uno di quelli in terra. Andiamo avanti perché le foto successive forse ci aiutano. Questo, siamo… no, l’immagine intera, scusi. Abbiamo chiaramente la visione di un foglietto bianco, che comunque siamo dietro la ruota posteriore, mi sembra di capire. Lo sportello è chiuso. La descrizione didascalica parla “secondo bossolo rinvenuto”, posizione… c’è una mano presumibilmente di un carabiniere, ecco, siamo sempre bossoli in esterno. Quindi ci indica la didascalia “secondo bossolo”. Può darsi che sia il secondo dei tre che lei ci ha…
O.D.A.: Può darsi che fosse quello di centro.
P.M.: Sì, vorrei far vedere che…
O.D.A.: Potrebbe essere quello di centro.
P.M.: Ma se noi guardiamo la auto della macchina, mi scusi.
O.D.A.: Erano tre, erano tre sulla…
P.M.: Sì, sì, poi c’è il terzo. Questo qui sembra il secondo, che era addirittura nella parte posteriore della macchina.
O.D.A.: Posteriore.
P.M.: Ecco, questo mi sembra, io non riesco, ovviamente non ho interesse a dimostrare, ma è un po’ lontano da quella ruota. Poi sono questioni di prospettiva. Va bene, insomma, è una pistola, ma questo non ci interessa.
O.D.A.: Si può fare riferimento alla scarpa.
P.M.: Va bene. Andiamo avanti. Va be’, va be’, lo vedremo. Allora, ecco qui abbiamo foto che dice “posizione – sempre in relazione autovettura – del terzo bossolo rinvenuto” mah, io ho qualche difficoltà a vedere differenze con l’altro. Mi sembra però di vedere – se fa l’immagine intera, mi scusi – che siamo chiaramente nella parte posteriore, perché vedo una parte di paraurti.
O.D.A.: Paraurti, sì.
P.M.: Va bene? Andiamo alla foto successiva dove, se non sbaglio, è lei che prende misure, no?
O.D.A.: No, è il brigadiere Matassino.
P.M.: Ah sì, mi scusi, mi scusi. E vedo tre foglietti – se li inquadriamo bene – che ci danno ragione e ci danno la possibilità di vedere insieme, almeno dai foglietti, i tre bossoli. Possiamo vedere se ciascuno dei foglietti…
Presidente: Aspetti un attimo perché non tutti i giurati riescono a vedere bene, Colonnello.
P.M.: Ecco…
O.D.A.: Così va bene?
P.M.: … vorrei vedere l’immagine insieme: sono tre bossoli esterni.
Presidente: Se può girare la seggiola, Colonnello, e si mette a sedere, forse.
O.D.A.: Così va bene?
Presidente: Giri la seggiola e si sieda, guarti. Forse…
P.M.: Ecco, forse è la cosa migliore.
Presidente: Anche se dà le spalle, nessuno…
P.M.: Verso lo schermo forse…
Presidente: Verso lo schermo, sì.
P.M.: … Colonnello.
Presidente: Va bene così? Ci vedete tutti? Prego.
P.M.: Mi sembra almeno, Colonnello, di vedere che sono tre bossoli sicuramente in esterno, a una certa distanza, non ha interesse ora, dall’auto. Possiamo fare le deduzioni, ma le faremo al momento opportuno, di un… bossoli che escono da una pistola che, insomma, quelli lì… La pistola non è dentro l’auto, va bene?
O.D.A.: Io mi ricordavo più verso il centro macchina.
P.M.: Sì, sono tre.
O.D.A.: Invece qui siamo più verso il centro posteriore della macchina. Io li ricordavo più al centro macchina.
P.M.: Eh, vabbè. Queste sono le foto, saranno questione di prospettive, insomma. Noi vogliamo provare a ingrandire, eh? La pistola sicuramente non è nell’interno o non è molto vicina alla macchina, mi sembra, questa che spara, se i bossoli sono così, no?
O.D.A.: Eh sì.
P.M.: È una valutazione, ma io chiedo se lei è in grado di ricostruirlo.
O.D.A.: Se avesse sparato tutti colpi nella stessa posizione, avremmo dovuto trovare tutti i bossoli raggruppati: o tutti dentro la macchina o tutti fuori.
P.M.: Ecco, era questa la domanda. Ovviamente sempre a quel fine di quelle dichiarazioni che io ritengo non in linea, e mi sembra che ci siamo già a dimostrarlo, fatte da quello Stefano Mele che sappiamo. Possiamo vedere, se li ingrandiamo, ciascuno di quei proiettili? Di quei bossoli, chiedo scusa. Va be’, allora rimaniamo al massimo. Se lei ce li centra uno alla volta. Vabbè, vogliamo andare al terzo, poi ci sono tutte questioni di prospettiva che non ci aiutano di certo. Vogliamo andare ancora avanti perché nelle foto successive invece ci sono quei bossoli all’interno, di cui lei, Colonnello, ci ha parlato.
O.D.A.: Sissignore.
P.M.: Che così, non per suggestionare lei nelle risposte, ma insomma sono da posizione diversa, o sbaglio? Sicuramente la posizione che vediamo… Cominciamo dal primo, eh? Posizione della pallottola rinvenuta nell’interno dell’autovettura, tra il sedile anteriore e quello posteriore destro rispetto alla guida – quello che lei dice di aver trovato aperto. E si vede chiaramente un bossolo.
O.D.A.: Esatto.
P.M.: Oh, ricordiamo, lo ricordo alla Corte, che l’autore del delitto dice di aver sparato dalla parte opposta.
O.D.A.: Da sinistra.
P.M.: Dalla parte opposta a questa qui.
O.D.A.: Sissignore.
P.M.: C’è un bossolo lì, va be’, comunque andiamo avanti, non c’è problema. Oh, vogliamo cercare di inquadrare la successiva immagine. Non è di facile lettura l’immagine. Io leggo la didascalia, poi cerco con l’aiuto del Colonnello di vedere come è stata presa. Dice: “posizione dei due bossoli rinvenuti nell’interno dell’autovettura tra la spalliera e il sedile posteriore”. Ci sono le frecce per fortuna. Lo vogliamo allargare un attimo? Colonnello, riusciamo, scusi, anzi prima ad inquadrare la parte bassa della foto? Sembra come se sia stato spostato il sedile, non so, c’è qualche fig… Ecco, se lei fa… ecco, esatto, quella zona lì dove c’è… della parte diversa da un sedile, sembra che la parte orizzontale del sedile posteriore sia come spostata. Lei non ha ricordo?
O.D.A.: L’avranno sollevata per vedere se c’era qualcosa.
P.M.: Ecco, almeno la foto rappresenta questo punto lei non ha ricordi?
O.D.A.: No, no.
P.M.: Benissimo. Andiamo avanti. Anzi, io su questi avrei finito. Vorrei fare una sola domanda, e in parte mi ha già risposto: quel verbale di sopralluogo di cui le parlavo prima, che è redatto alcuni giorni dopo, lei ha ricordo di aver aiutato coloro che facevano a farlo, oppure su questo non…?
O.D.A.: Si è letto alla fine.
P.M.: Prego?
O.D.A.: Si è letto alla fine.
P.M.: Ecco. Lei non sa…
O.D.A.: Mi sembra che fu fatto dopo due giorni.
P.M.: Sì? Sembra tre addirittura: 25 agosto alle ore 9:00, ora questo 25 agosto sono quattro giorni, almeno come data, il 21, va bene… Lei ricorda…
O.D.A.: Il cadavere fu scoperto il 22 mattina.
P.M.: Prego? Scoperto tre giorni dopo. In questo verbale di sopralluogo… Lei ricorda, anzi, se quando fu fatto questo verbale di sopralluogo avevate già una versione data da Stefano Mele, che avevate in quei giorni individuato come possibile autore? Cioè io ho il verbale ovviamente, glielo ricordo io: la confessione, il verbale di interrogatorio e del 23 agosto.
O.D.A.: Sì, sì, è lui.
P.M.: Quindi ecco…
O.D.A.: Avevamo già fatto la ricostruzione dell’itinerario…
P.M.: Ecco, è questo che volevo capire: come ma il verbale di sopralluogo, se c’è una ragione tecnica o se non c’è, il verbale di sopralluogo fatto dagli inquirenti al momento del fatto in cui danno atto com’è l’auto, cui il verbale di sopralluogo del P.M. fa riferimento, è datato due giorni dopo il verbale di interrogatorio di Stefano Mele, che dà la sua versione? Cioè c’è un motivo? Cioè, capisce l’incongruenza?
O.D.A.: Avremo… sì…
P.M.: Il verbale dovrebbe essere fatto quantomeno…
O.D.A.: Subito.
P.M.: Subito, la mattina. Anche perché il P.M. la mattina fa un verbale alle 6:30, così lo data…
O.D.A.: Sul posto, sì.
P.M.: … del 22, a mano, quindi sembra proprio che sia fatto sul posto, e fa riferimento al verbale di sopralluogo dei Carabinieri per i dettagli. Quindi è un documento “de relato”. Invece i Carabinieri lo fanno tre giorni dopo, dopo che nel frattempo questo signor Stefano Mele ha fatto il suo interrogatorio il giorno 23. C’è un motivo?
O.D.A.: Il motivo c’è, che pare le indagini furono un attimino convulse, diciamo così.
P.M.: Ce lo vuole spiegare meglio?
O.D.A.: Perché insomma furono… io posso spiegare questo: io ho un ricordo preciso di una cosa sol… di poche cose, precise cose. Io ricordo…
P.M.: Ecco, allora se lei è così Cortese per spiegarci questo lasso di tempo, e queste cose di cui ha lei ricordo preciso.
O.D.A.: Mah, il lasso di tempo perché furono fatte un sacco di perquisizioni, furono perquisite le abitazioni di varie persone, furono sentiti i vari testi, per sapere la posizione, per cercare di ricostruire le mosse del Mele in quella sera. Fu interrogato il cassiere del cinema dove erano andati la Locci e il… insomma furono fatti insomma… fu frenetica insomma, diciamo, l’attività investigativa in quei giorni. Comunque il punto è questo: che praticamente il Mele…
P.M.: Il punto fondamentale di questa…
O.D.A.: Il mele ad un certo punto aveva praticamente, si era confessato autore dell’omicidio.
P.M.: Mi scusi, la prima domanda è questa: a questo verbale di interrogatorio in cui il signor Stefano Mele confessa, lei era presente?
O.D.A.: Penso proprio di sì.
P.M.: Cioè lei davanti ai suoi occhi, nella sua mente, il Mele che confessa non ce l’ha presente?
O.D.A.: Io ci ho, ecco adesso io ci ho presente questo: quando andammo sul posto, sul posto del coso… quando il Mele ci accompagnò sul posto del…
P.M.: Scusi, ecco allora questo lo deve spiegare alla Corte. Lo accompagnò ovviamente in un’epoca successiva…
O.D.A.: Non fu, no.
P.M.: … rispetto a quella mattina in cui lei ci andò insieme al magistrato, bene?
O.D.A.: Sì.
P.M.: Di questo sopralluogo fatto con il Mele si parla solo incidentalmente in un rapporto. Quindi di quel verbale di sopralluogo con il Mele c’è solo traccia nel rapporto. Per ora la Corte non ha questi atti, vedremo se sia il caso di versarli, se le parti non hanno niente in contrario. Però forse il modo per ricostruirlo, il suo ricordo è il migliore. Allora diciamo, a noi manca in questo momento questo sopralluogo fatto col Mele: quando lo avete fatto e quali sono i punti salienti fra sopralluogo e confessione?
O.D.A.: Mah, il punto saliente è questo. Che praticamente noi arrivammo in compagnia del Mele, e si arrivò quasi vicino al cimitero di Signa. Lì vicino mi ricordo che c’era anche uno spiazzo dove furono parcheggiate le macchine, credo che fosse un parco di una villa eccetera. Poi ci avviammo a piedi, scendemmo. Ricordo perfettamente questo, come se fosse adesso, è una delle poche cose di cui ho un ricordo nitido, è questo: che a un certo punto i militari, come al solito, i militari camminavano avanti a noi, camminava. Il Mele…
P.M.: Mele era con lei?
O.D.A.: Come?
P.M.: Mele era con lei invece?
O.D.A.: Sì, stava vicino a me, camminava davanti.
P.M.: Mi scusi, è il Mele che vi deve guidare, e invece davanti ci sono i Carabinieri.
O.D.A.: No, io gli dissi, io le feci fermare, gli dissi: mettetevi dietro, state dietro a noi. E dissi al Mele: “Lei vada avanti perché ci deve portare lei, non dobbiamo essere noi a portare…”
P.M.: In che punto di strada siete quando fa questo discorso, lo ricorda?
O.D.A.: Questo, siamo dopo il cimitero.
P.M.: Dopo il cimitero, però il cimitero rispetto al luogo dove fu rinvenuta la macchina quanto tempo, quanto spazio?
O.D.A.: C’è un pezzo, certo.
P.M.: C’è un bel pezzo.
O.D.A.: C’è un bel pezzo, c’è un pezzetto insomma.
P.M.: Quindi da…
O.D.A.: La macchina non c’era più, insomma, non… lui non poteva sapere, lui ci portò al punto, al posto dove si trovava la macchina, dove trovammo la macchina quella mattina.
P.M.: Ecco, però, mi scusi, Colonn… Vada avanti, poi le faccio qualche… quindi questi militari vanno avanti, lei li frena, e gli dice: “ guardate che ci deve portare lui”.
O.D.A.: Poi feci fare una ricostruzione, fu fatta… fece mettere la macchina in una certa posizione, la stessa posizione…
P.M.: Fu portata la macchina successivamente.
O.D.A.: … in cui si era trovata, fece, si prestarono due militari – adesso non ricordo chi fossero – che è… si fece distendere uno sul sedile anteriore destro, quell’altro su quello sinistro, insomma, e fece un po’ la ricostruzione, insomma.
P.M.: Ecco, ricostruzione che poi fu sintetizzata nel momento in cui, scusi, faceste il verbale di interrogatorio con la confessione? Non c’è nessun altro atto.
O.D.A.: Sì.
P.M.: È così.
O.D.A.: Io ricordo, per la cronaca, io ricordo anche questo, che quando gli demmo la pistola perché lui facesse, praticamente ricostruisse, ci facesse vedere come… cosa aveva fatto, come si era mosso. Praticamente lui, insomma, lì per lì mi dette l’impressione che non sapesse neanche da che parte si impugnava la pistola. Però.
P.M.: Ecco, che pistola gli deste?
O.D.A.: Una pistola in dotazione a un militare, non so, le Beretta calibro nove insomma. Però…
P.M.: Per essere un po’ più particolareggiato, cioè le dette l’impressione?
O.D.A.: Ripeto, io personalmente ebbi quella sensazione che questo… però lo giustificai nel senso, pensare, questo con una pistola due giorni fa ha ammazzato un uomo, quindi come fosse un gesto di repulsione, insomma, no? A prendere in mano l’arma, eccetera. Poi dopo andò via spedito. Insomma, sì, e fece tutta corsa, si acquattò vicino alla macchina, fece il giro della macchina.
P.M.: Ecco, diciamo così, questa descrizione che vi fece in quel momento è poi la descrizione che voi riportate nel verbale di interrogatorio di confessione? Perché non c’è nessun altro atto.
O.D.A.: Esatto.
P.M.: Cioè, dopo questa ricostruzione che lui vi fa a voce, con queste sensazioni sue, con i Carabinieri che prima vanno avanti dal cimitero, con questo della pistola che lei ci ha raccontato, mi sembra, abbastanza chiaramente, tornate poi in caserma – domando, eh? – e fate il verbale di confessione. È così?
O.D.A.: Il verbale… scusi il verbale…
P.M.: Il verbale di interrogatorio nel quale c’è la confessione, quindi sembra di capire. Domando, il suo ricordo è di questo tipo?
O.D.A.: Ricordo, non lo so, il tempo che intercorse, non…
P.M.: No, perché questo verbale che c’è… lo…
O.D.A.: Si fa riferimento al giorno 24, mi sembra.
P.M.: No, è un verbale di interrogatorio, e sono l’anno 1968, addì 23 ore 21:00.
O.D.A.: Ore 21:00.
Questo è il verbale.
O.D.A.: Sì.
P.M.: Il verbale di interrogatorio. Lei non ricorda se fu fatto subito dopo questo verbale, subito dopo quel sopralluogo? Se quel sopralluogo con Mele che prende questa pistola in quel modo? Sei Carabinieri avanti è fatto prima dell’interrogatorio, o prima lui confessa e poi andate a vedere?
O.D.A.: Lui confessò e poi facemmo la ricostruzione.
P.M.: Eccoci. Eccoci. Eccoci. Quindi voi capiste… ve lo disse quando voi eravate, voi capiste quando eravate sul posto?
O.D.A.: Che praticamente lui era stato lì quella notte, insomma.
P.M.: Ecco. Questo è importante. Voi capiste che lui era stato lì quella notte.
O.D.A.: Che lui ci fosse, che lui ci fosse…
P.M.: Questo verbale di interrogatorio…
O.D.A.: … che fosse presente…
P.M.: Mi scusi.
O.D.A.: Che fosse presente o fosse sopraggiunto, lui qualcosa ricordava perché c’è il particolare anche del lampeggiatore di destra, che praticamente, che lui lo disse che questo lampeggiava, insomma. Gli chiedemmo…
P.M.: Ecco, veniamo a questo lampeggiatore. Quando arrivò lei…
O.D.A.: Era spento. Era spento. Non ricordo che fosse acceso. Il Maresciallo Ferrero…
P.M.: Quando arrivò lei era spento?
O.D.A.: Il Maresciallo Ferrero disse che l’aveva spento.
P.M.: Ecco, quando arrivò lei…
O.D.A.: Ci disse che praticamente la levetta…
P.M.: Quando arrivò lei la trovò spenta…
O.D.A.: Io lo ricordo che era spento, sì.
P.M.: Non c’era niente che lampeggiava. Allora io volevo…
O.D.A.: Lo sapemmo dal Maresciallo Ferrero e da quelli che avevano fatto il sopralluogo. Il primo sopralluogo.
P.M.: Ecco, io volevo cercare di capire, se era possibile, dal suo ricordo se lei era, quando si fece questo verbale di confessione, se lei era presente e in che momento fu fatto, dopo questo sopralluogo o prima. Se lo ricorda, Colonnello, non…
O.D.A.: Adesso mi…
P.M.: Forse posso aiutare il teste perché c’è il verbale, vediamo innanzitutto se c’è la firma. Cortesemente lo può…
O.D.A.: Penso che la firma ci sia.
P.M.: Ecco.
O.D.A.: Ho firmato tutti gli atti, ho firmato io.
P.M.: Colonnello, mi scusi, il verbale dice “davanti a noi ufficiali di P.G.”, quindi la sua firma può essere o successiva perché lei ha messo la firma su tutti gli atti…
Presidente: Non c’è il nome.
P.M.: … o perché era presente. Siccome il suo ricordo mi sembra importante, lei dice “Io non ricordo se ero presente a questa…”
O.D.A.: Sì, ho firmato.
P.M.: Ecco, allora io…
O.D.A.: È firmato da tutti poi, capito?
P.M.: Bene, io insisto. Eravate veramente tanti a questa confessione, se guardiamo le firme.
O.D.A.: In questi casi firmano tutti, dottore.
P.M.: Sì, no, io dico e eravate tutti presenti, allora come mai lei non ricorda questa confessione? Cioè lei alla mia domanda prima dice: “Obbiettivamente non mi ricordo se ero presente a questo interrogatorio in cui…”
O.D.A.: All’interrogatorio, sì.
P.M.: Era presente. Noi prendiamo questo dato, sicuramente c’è la sua firma. Ricorda cosa disse nei dettagli, cioè da che parte aveva sparato?
O.D.A.: Dal lato posteriore sinistro.
P.M.: Attraverso?
O.D.A.: Attraverso il finestrino che era abbassato.
P.M.: Sinistro. Lei ricorda se questo finestrino posteriore sinistro, quando arrivò, era veramente abbassato? Ce l’ha già detto, ma vorrei…
O.D.A.: Lo trovammo a metà.
P.M.: Nelle foto non riusciamo a vederlo.
O.D.A.: Abbassato a metà.
P.M.: Sì, però il verbale, come le ho fatto vedere, dice che le portiere erano tutte chiuse, ma le foto poi ci fanno vedere che erano un po’ aperte e un po’ chiuse. Quindi lei invece sul finestrino posteriore sinistro è più o meno, ha il ricordo che era aperto. Lui vi disse che aveva sparato da lì, bene?
O.D.A.: Esatto, sì.
P.M.: Ricorda se disse – c’è il verbale ovviamente e la Corte poi lo esaminerà con tutta calma – ricorda se spiegò com’era venuta questa azione degli spari? Cioè cosa disse in pratica. Se lo ricorda, sennò ci leggiamo il verbale, non c’è mica… per noi il verbale fa fede di quello che dice.
O.D.A.: Che aveva sparato attraverso… che praticamente le due persone erano praticamente, che la donna, la moglie, era praticamente sopra il corpo, sopra il Lo Bianco.
P.M.: Benissimo, che era sul sedile posteriore.
O.D.A.: Sul sedile anteriore destro.
P.M.: Anteriore destro.
O.D.A.: E che lui poi, dopo, spostò il corpo e lo mise…
P.M.: Lo spostò lui dopo aver sparato.
O.D.A.: Lo sistemò. Ricordo che disse di aver risistemato il vestito, insomma, perché la posa non era…
P.M.: Bene. Signor Presidente, se lei me lo consente, leggerei questa parte del verbale al teste, per vedere se è uguale al ricordo che ha lui, dal momento che dice che era presente, su questi due passaggi.
Presidente: Prego.
P.M.: Dice: “… fino al posto ove era ferma la autovettura di Enrico – lui lo chiama Enrico in questo verbale, si chiama Lo Bianco – è giunto a pochi metri mi abbassai e, camminando carponi, raggiunsi la macchina dal lato sinistro. Preciso che l’autovettura era ferma con direzione di marcia opposto all’incrocio. E, poiché il vetro dello sportello posteriore sinistro era abbassato, ho visto che mia moglie era in atteggiamento intimo con Enrico, preciso Enrico, e preciso Enrico era sdraiato sul sedile anteriore destro che aveva la spalliera abbassata, e mia moglie si trovava sopra di lui – perfettamente coincidente con quello che ci ha detto – presi la mira e feci fuoco, esplodendo tutti i colpi che conteneva il caricatore in direzione dei due amanti. I due non dissero neanche una parola, evidentemente morirono sul colpo”. Questo è il racconto che vi fece.
O.D.A.: Adesso io ricordavo, adesso io non ricordo in quale circostanza lui parlò addirittura di otto colpi, sette-otto colpi. Fece anche il numero dei colpi che erano stati esplosi.
P.M.: In che momento ve lo disse non lo ricorda?
O.D.A.: Non lo ricordo. Comunque, diciamo così, la posizione dei bossoli all’esterno della macchina non è compatibile con la descrizione fatta dal teste, dal Mele.
P.M.: Ecco, questa è una cosa talmente evidente, vedo che l’ha detta già lei, è quello che vuole cercare di dimostrare il P.M. All’epoca non ve ne faceste voi Carabinieri, ovviamente, carico, perché non era compito vostro, è questo che…
O.D.A.: Probabilmente, secondo la mia esperienza, gli altri colpi furono esplosi dallo sportello anteriore sinistro aperto.
P.M.: Aperto, va bè. Poi vediamo nel andare avanti.
O.D.A.: Altrimenti i bossoli non li avremmo trovati all’esterno.
P.M.: Sì, sì. Vorrei farle solo…
O.D.A.: Ma d’altra parte io penso che dalla perizia balistica… io non ho avuto…
P.M.: Non l’ha fatta lei, lei si fermò…
O.D.A.: No, no, dico, non ho preso visione della perizia balistica…
P.M.: Benissimo, non li ha fatti lei.
O.D.A.: … fatta dal Zuntini, né della perizia medico legale, insomma.
P.M.: Benissimo, noi l’abbiamo e poi la valutiamo. Noi fermiamo qua. Volevo farle soltanto una domanda: lei ricorda sul sopralluogo di aver già risposto a domande fattele dalla Corte di Assise? Cioè la Corte di Assise in quel processo a carico di Stefano Mele la senti?
O.D.A.: Mah, molto sommariamente mi sembra.
P.M.: Ecco, c’è un verbale. Io vorrei vedere, perché sul punto è importante, io vorrei fornire alla Corte, Presidente, il verbale di quell’interrogatorio che ha reso il teste – atto di altro procedimento utilizzabile – e vorrei far ricordare meglio al teste se in Corte di Assise, essendo la sua deposizione del 18 marzo, se non leggo male, del ‘70, cioè era molto più vicina come fatti, se lei su questo sopralluogo di Stefano Mele con i Carabinieri, sul fatto che vi portava lui, o che voi, i Carabinieri andavano un po’ avanti, ebbe qualche ricordo più preciso. Se non ce l’ha…
O.D.A.: Se me lo fa leggere.
P.M.: Glielo leggo io. Allora, lei dice… “Prima di portarci sul posto giusto – è la domanda che viene fatta e risponde il Colonnello Dell’Amico – prima di portarci, prima che ci portasse Stefano sul posto giusto, il Mele aveva imboccato”– è scritto a mano – …
O.D.A.: Sì.
P.M.: “… altra strada che si diparte dal centro del paese, che però ci condusse ad una villa privata – dice lei, rispondendo alla Corte di Assise – la cui uscita verso la strada del cimitero era preclusa da un cancello chiuso. Tornammo indietro e il Mele ci portò poi sul posto.”
O.D.A.: Esatto.
P.M.: Cioè, allora, questo forse non l’aveva ricordato prima, sembra che il primo, questo Mele che vi portava sul posto, a dir la verità, imboccò una strada diversa e vi portò in un posto chiuso. Lo ricorda ora?
O.D.A.: Sì, sì. Mah, andammo tutti insieme lì, ho l’impressione, che ci andammo, ci arrivammo un po’ tutti assieme. Sì, comunque…
P.M.: Cioè sbagliate voi, e faceste sbagliare lui?
O.D.A.: Ricordo, no, ricordo perfettamente che ci fu questo, che ebbe questo… si, è esatto.
P.M.: Quindi lui, il giorno dopo, che sembra fosse 23…
O.D.A.: 23.
P.M.: Fu fatto fra il 21 e il 22…
O.D.A.: Il 23.
P.M.: … è talmente sicuro di quel posto, quella ricostruzione che vi porta nel posto sbagliato – lo dice lei Colonnello – addirittura in una strada che lei dice: “verso la strada del cimitero era preclusa da un cancello chiuso”. Lo dice lei alla Corte, lo ricorda questo?
O.D.A.: Sì. Ricordo praticamente che ci fu questo…
P.M.: Che allora non vi portò subito nel posto giusto.
O.D.A.: Subito no, ci fu questo…
P.M.: Ecco, è importante, mi sembra, eh?
O.D.A.: Sì.
P.M.: Allora quel fatto che dicevo… ora ricorda se dal paese c’erano due strade sole? Cioè una che portava alla villa e una che portava, come sembra dal verbale, una che portava al posto dov’era Mele, dove era avvenuto l’omicidio?
O.D.A.: Ma non so che… per andare su quel posto…
P.M.: Lo so. Le ricordo… La mia domanda è questa, cioè: “la prima la sbagliò – lei ne dà atto – la seconda la azzeccò”. Le chiedo io: perché era l’unica altra alternativa, o la scelse fra altre 10 possibilità?
O.D.A.: Non ricordo se c’erano…
P.M.: Lo vediamo subito.
O.D.A.: … altre strade traverse che portavano lì. Questo non lo so, non lo posso dire.
P.M.: Non ricorda se c’erano più d’una.
O.D.A.: Altre strade che portavano sul posto.
P.M.: Allora io le leggo la domanda successiva. A domanda: “Lo sbaglio era facile perché entrambe le strade o le piazze partivano dalla piazza”, è mal verbalizzato. Entrambe le strade partivano dalla piazza. Cioè…
O.D.A.: Dalla piazza del paese. Dalla piazza di Signa.
P.M.: Cioè, sembra di dover leggere: le strade partivano dalla piazza. Cioè la mia domanda è questa: da come lei spiegò allora, sembra che la seconda volta azzeccò perché era l’unica ulteriore alternativa che c’era. Poi se è necessario, la Corte lo andrà a vedere. Ma sembra, da questa verbalizzazione, dal suo ricordo di allora, che la prima secca la sbagliò, la seconda l’azzeccò perché c’era quell’altra e basta.
O.D.A.: Non ricordo se c’erano…
P.M.: Non lo ricorda.
O.D.A.: … se si poteva giungere sul posto anche da altre vie non lo ricordo.
P.M.: Però la seconda che lui prese era l’unica ulteriore alternativa. Così lei dice alla Corte, io chiedo se se lo ricorda meglio.
O.D.A.: No, no.
P.M.: Non ho nessun altra domanda al teste. Grazie.
Presidente: Non lo ricorda.
Presidente: Bene, allora avvocato Santoni, lei aveva giusto una domanda relativamente…
A.B.: Aspetti… Colonnello la prego.
Presidente: Colonnello, prego.
A.S.F.: Colonnello.
A.B.: Ci siamo anche noi.
Presidente: Ci sono le parti civili e poi… Prego. Allora avvocato Santoni Franchetti.
A.S.F.: Avvocato Santoni Franchetti.
Presidente: Prego.
A.S.F.: Il Mele, al momento in cui vi dava – era accanto alla macchina – vi dette dei ragguagli su una scarpa che era del Lo Bianco, che era sotto un seggiolino? Ve la indicò lui?
Presidente: Lo ricorda?
O.D.M.: Mah, mi sembra di ricordare che il Mele disse che la gamba del Lo Bianco stava sotto le gambe della donna, della moglie…
A.S.F.: Esatto.
O.D.M.: Stava messa di traverso.
A.S.F.: Quindi non si ricorda del dettaglio che la scarpa si era sfilata dal piede ed era sotto… che lui dette immediatamente prima di fare la ricostruzione…
O.D.M.: Ricordo adesso che… fra l’altro che… quando dissero che quando avevano aperto lo sportello era caduta una scarpa, dissero i militari di Signa.
A.S.F.: La ringrazio Colonnello. È proprio partendo da questa domanda che io chiedevo un momento di rivedere la fotografia del Lo Bianco perché questa difesa non ha capito una circostanza.
Presidente: Ecco, ci vuol dire esattamente quale fotografia avvocato?
A.S.F.: Quella del Lo… che mostra il sign… il Lo Bianco seduto sul seggiolino anteriore destro.
Presidente: Vogliamo riprendere questa foto per piacere? La indichi lei avvocato per piacere.
A.S.F.: Esattamente questa. Sì.
Presidente: Ecco. Al solito prego di non fotografare e di riprendere questa foto. Le altre potete farlo tranquillamente ma le foto dei corpi no. È questa avvocato?
A.S.F.: Si, era semplicemente perché prima si vedeva male, perché nel rapporto Matassino si legge. “Il sedile anteriore destro è ribaltato” esattamente è ribaltato e lui è in posizione supina. Prima non l’avevo visto il seggiolino così ribaltato, volevo una conferma della posizione, presidente. Nient’altro, èc hiarissima.
Presidente: L’ha avuta?
A.S.F.: La ringrazio, non ho domande… ah, una sola domanda ma mi sembra sia già stata fatta, quando ha detto il Mele degli otto colpi sparati. Se l’ha detto in quel momento… ma la domanda è già stata fatta, il teste ha già risposto.
O.D.M.: Ricordo che fu… che parlò di aver sparato in successione rapida, mi sembra che addirittura parlò di 7/8 colpi insomma, ecco…
A.S.F.: Allora se lo ricorda.
O.D.M.: Come?
A.S.F.: Se lo ricorda allora?
O.D.M.: Non sono sicuro però… dove fu detto se…
A.S.F.: Perché contesto che dal rapporto Matassino…
P.M.: No, mi scusi, il rapporto non si può contestare.
A.S.F.: Giustamente. Comunque mi basta la sua risposta Colonnello.
Presidente: Va bene così?
A.S.F. (Fuori micrifono): Non se ne ricorda.
Presidente: Avvocati di parte civile, altri che vogliono porre domande al teste? Prego avvocato Bevacqua.
A.B.: Grazie signor presidente. Senza Colonnello, lei ha partecipato a tutte le indagini che sono state svolte in quell’occasione? Insieme anche al Maresciallo Ferrero.
O.D.M.: 
A.B.: È una domanda non è …
O.D.M.: Tutte… a tutte le perquisizioni non presi parte, molti altri non presi parte.
A.B.: Ecco, quindi partecipò anche il maresciallo Ferrero, essendo lei l’ufficiale superiore in grado, ogni qual volta espletava una qualche attività o la chiamava o comunque la informava di quello che veniva ad accadere, volta, volta. Le domando…
O.D.M.: Informava noi.
A.B.: È una prassi.
O.D.M.: Informava praticamente… fra l’altro informava il magistrato che era presente, in quel periodo lì che stava lì, del resto, delle perquisizioni…
A.B.: Lei fu sentito dalla corte di assise e disse: “Sul posto – continuo la frase del pubblico ministero – l’imputato ricostruì fedelmente i momenti da lui compiuti quella notte, così come riportato nel verbale al quale mi riferisco.” Cioè l’imputato, da quello che risulterebbe dalla sua dichiarazione resa alla corte di assise di Firenze, avrebbe subito dopo detto a lei come si era mosso, che cosa aveva fatto…
O.D.M.: Sì, sì disse anche che aveva buttato la pistola nel fosso, nel Vingone, ma la pistola lì non l’aveva buttata. Non la trovammo la pistola. Lui disse che… questo è un argomento sul quale tornammo diverse volte anche in sede di interrogatorio, non so se fu consacrato a verbale o meno, ma se ne parlò parecchie volte perché il ritrovamento dell’arma era indispensabile, era essenziale, perché altrimenti sennò si… e quindi…
Presidente: Bisogna che lei tenga il microfono leggermente più lontano.
O.D.M.: Si, grazie. Quindi lui dette queste indicazioni sull’arma, noi facemmo… ricordo che questo… lo ricordo perché parlai io col genio civile… adesso non ricordo chi era l’ingegnere… facemmo chiudere le saracinesche del Vingone per evitare ulteriore afflusso di acqua, per poter quindi… si abbassò il livello dell’acqua, vennero i vigili del fuoco con gli stivaloni, tagliarono… ricordo che tagliarono l’erba…
A.B.: Insomma, non fu trovata.
O.D.M.: Mandarono… facemmo venire carabinieri della compagnia della brigata Friuli con i metal detector, il cerca-mine, insomma si cercò… questa pistola non c’era perché allarghiamo anche il raggio delle ricerche ben oltre il punto indicato dal coso… quindi per un fronte di lunghezza 100 m e larghezza… insomma la pistola si è cercata prima, prima ancora che lui dicesse di averla buttata lì, nel fosso, nel Vingone insomma. Quindi insomma…
A.B.: Si, si ma purtroppo la pistola voi… non fu trovata e chissà se mai si troverà. Il problema è questo… La domanda che le volevo porre era ancora questa: lei fu presente quando Mele dichiarò di avere – quindi quando confessò il delitto e comunque disse – che con lui vi era anche un’altra persona?
O.D.M.: Mah, il Mele cominciò a fare nomi, non so, diverse persone, non ricordo tutti gli amanti della moglie, insomma i Vinci, Salvatore, Francesco, Giovanni, Cannizza… insomma fu una cosa, insomma…
A.B.: Ecco gli fu contestato al Mele, chiedo scusa, che lui aveva in qualche modo premeditato il delitto perché aveva minacciato prima la moglie?
O.D.M.: 
A.B.: Cioè c’era stato qualcuno che aveva detto che il Mele aveva minacciato la moglie…
P.M.: Scusi, da quale atto lo riprendiamo? Prima di contestarlo al teste? Questo racconto che fa lei?
A.B.: È un racconto…
P.M.: Non da un rapporto.
A.B.: No, no, no, non è un rapporto.
P.M.: Noi abbiamo fornito solo il verbale di interrogatorio alla Corte…
Presidente: Va bene comunque la domanda va bene.
P.M.: Bene, come non detto.
Presidente: La domanda va bene.
A.B.: È un processo agli atti, presidente. È un processo agli atti
P.M.: Dobbiamo darglieli questi atti, questo volevo dire.
A.B.: Glieli diamo subito.
P.M.: No, no, bene, benissimo.
A.B.: È una dichiarazione che viene resa dal Mele sul punto… dal Mele, dal Mele si, sul punto, cioè viene domandato: Ma è vero che lei aveva minacciato prima dell’omicidio la moglie, cioè invitandola a non più andare a letto… o comunque in macchina… con altre persone? Si ricorda questa circostanza? Lui disse: No, io veramente non l’ho minacciata di morte, o detto che lei non doveva più andare a giro con delle persone. Ricorda questa circostanza?
O.D.M.: Ricordo, ricordo un particolare che lui disse, mi sembra che questo dovrebbe essere a verbale, che portava il caffè alla moglie al letto assieme a qualche d’un altro, adesso non ricordo chi fosse…
A.B.: Vabbè…
O.D.M.: In una circostanza… adesso non ricordo… la cosa che mi colpì, questa, insomma… all’epoca.
A.B.: Comunque il Mele disse che con lui quella sera vi era altra persona che aveva consumato il delitto?
O.D.M.: 
A.B.: Il Vinci? Ne parlò del Vinci?
O.D.M.: Se lui parlò di coso… ma lui parlò di parecchie persone…
A.B.: Vabbè ne parlò.
O.D.M.: Parecchie persone.
A.B.: Siccome lei ha fatto le indagini, lei ricorda il particolare del bambino? Del Mele?
O.D.M.: Mah, io del bambino, del Mele, ricordo il particolare, praticamente, che aveva praticamente… non poteva aver camminato, o per lo meno per lungo tratto…
A.B.: Ecco, ci vuole spiegare questo particolare?
O.D.M.: Per lungo tratto, perché la strada era, diciamo così, era piena di ciottoli, insomma, coso, era una strada in costruzione perché c’erano dei mucchi di ghiaia, addirittura, per cui in macchina non si poteva a quel punto arrivare, a Sant’Angelo a Lecore, e quindi questo ragazzo avrebbe dovuto fare 2 km, credo, a piedi, insomma…
A.B.: Ecco, chiedo scusa, no, perché sennò lei la conosce, lei conosce gli atti io pochino poco meno, molto meno di lei, però la corte di Assise, in particolare i signori giudici popolari, forse non conoscono questo particolare. Pare che quella sera nella macchina vi fosse anche il bambino della… almeno così si dice…
O.D.M.: Era uscito con la madre e con questo… con Lo Bianco.
A.B.: Era uscito con la mamma e con questo signore ed erano andati a vedere un film che si chiamava… qualcosa dell’inferno… c’era l’inferno di mezzo, va bene?
O.D.M.: Nuda… un film insomma… un film…
A.B.: Un film un poco particolare.
O.D.M.: Un po’…
A.B.: Il diavolo… qualcosa del genere… ecco, questo bambino poi pare che fosse stato – almeno secondo la vostra ricostruzione, mi dica di no se io sbaglio – fosse stato portato in collo, a cavalluccio si dice, da una persona, per lungo tratto… che era stato, questo bambino, depositato davanti ad una porta. È vero o non è vero?
O.D.M.: Mah, l’unica cosa certa è che alle ore 2:00 il bamb… bussarono alla porta di casa del De Felice e lui… se poi il bambino stava lì ad aspettare…
A.B.: No, no lo può spiegare?
O.D.M.: …Perché vide accendersi la luce e bussò non lo so.
A.B.: Colonnello, la prego. Se lei vuole spiegare chi è il De Felice, che cosa successe…
P.M.: L’abbiamo spiegato all’inizio, avvocato.
O.D.M.: Si il De Felice è quella persona che abitava sulla… era una persona che abitava lì, praticamente, su questa strada comunale, Via Sant’Angelo a Lecore, dove praticamente sbucò questo bambino, da solo o accompagnato. Praticamente a casa erano svegli perché la bambina di questo signore si era sentita poco bene e aveva chiesto da bere, insomma ecco, per cui aveva acceso la luce coso… quindi quando sentì squillare il campanello la luce era già accesa, quindi lui era già sveglio, quindi guardò… si meravigliò della sonata, guardò l’ora e vide che erano le due, insomma ecco. Alle 2:00 il bambino…
A.B.: Che erano le 2:00 di notte?
O.D.M.: Le due di notte.
A.B.: Si. E c’era che cosa? Solo questo bambino? Cosa vide il De Felice?
O.D.M.: Loro non videro altre persone.
A.B.: Videro solo questo bambino.
O.D.M.: Videro il bambino. Avessero visto altre persone…
A.B.: E cosa disse il bambino? Se lo ricorda. Cosa disse De Felice?
O.D.M.: De Felice disse praticamente… per quello che mi fu riferito… disse: che il babbo stava malato, stava male, stava a letto a casa e che la mamma e lo zio erano morti.
A.B.: Cioè il bambino dice a questi signori: mio padre è malato, a letto, sta a letto malato e mia madre e mio zio – che era il Lo Bianco – sono morti.
O.D.M.: Sì. Morti.
A.B.: La domanda che io le faccio: dal punto in cui fu trovata la macchina al De Felice, alla casa del De Felice quanto c’è? Quanti chilometri? Metri?
O.D.M.: No c’è qualche chilometro, io penso un paio di chilometri.
A.B.: Qualche chilometro.
O.D.M.: Un paio di chilometri, si.
A.B.: La strada com’è?
O.D.M.: La strada era in rifacimento, praticamente, doveva essere evidentemente asfaltata. C’erano le pietre, insomma, pietre insomma…
A.B.: Il bambino aveva le scarpe?
O.D.M.: No aveva i calzini.
A.B.: I calzini erano rotti?
O.D.M.: Questo non lo ricordo, qualcuno… non lo ricordo. Quella sera comunque… Senz’altro erano impolve…
A.B.: Risulta agli atti che i calzini erano addirittura bianchi, puliti.
O.D.M.: Puliti.
A.B.: Quindi qualcuno l’aveva portato sul luogo, se la ricorda questa circostanza?
O.D.M.: Penso, io penso che se avesse camminato per 2 chilometri forse avrebbe presentato probabilmente delle tracce, può darsi che sia stato accompagnato per un tratto, o sia stato portato sul posto con altro mezzo, non lo so.
A.B.: Da qualcuno.
O.D.M.: Comunque fa che abbia fatto… io onestamente penso che… pensammo, ritenemmo tutti quanti che non potesse aver fatto 2 chilometri a piedi e presentasse le piante dei piedi… insomma che non erano arrossate, non erano, insomma, senza ferite, insomma…
A.B.: Va be’ comunque c’è una sentenza, sia pure non passata in giudicato, del giudice Rotella che fa una certa descrizione…
P.M.: No, chiedo scusa, c’è una sentenza sul fatto prima di quella del giudice Rotella. C’è una sentenza su questo fatto…
A.B.: C’è una sentenza su questo fatto.
P.M.: Forse è meglio quella, prima di quella del giudice istruttore! Se permette… Eh?
A.B.: Per carità!
P.M.: No, no, diamo atto che c’è questa!
A.B.: Se insiste quella è quella.
P.M.: Perfetto.
A.B.: Un’altra domanda è poi veramente mi cheto se il signor pubblico ministero me lo consente…
P.M.: Certo.
A.B.: … e la corte me lo consente. Lei ricorda se in questa occasione di questa indagine furono effettuati anche degli esami col guanto di paraffina?
O.D.M.: Sì, furono fatti degli esami col guanto di paraffina.
A.B.: Ecco, ricorda se anche su Mele fu effettuato un’indagine con guanto di paraffina? E se proprio su Mele e su Cutrona – in particolare su Mele Stefano – fu trovata una colorazione azzurra – glielo dico poi lei mi dirà di sì o di no – in una zona di circa 3 mm…
O.D.M.: Mi sembra che fosse…
A.B.: … in corrispondenza della piega tra il pollice e l’indice?
O.D.M.: Mi sembra che fossero meno significative queste tracce trovate sulla mano del Mele che su quelle di un altro, adesso non ricordo…
A.B.: Ma furono trovate queste tracce?
O.D.M.: Una piccola si, un piccolo…
A.B.: Ohooo, indicative, secondo i periti, della presenza di nitrati. Non nitriti che sono altra cosa. Nitrati. Se la ricorda questa circostanza?
O.D.M.: Si ma le tracce, le cose sono… quindi può essere polvere da sparo, può essere anche qualche…
A.B.: Si ricorda…
O.D.M.: Ci fu anche un altro… furono, mi sembra, tre le persone… non lo ricordo…
A.B.: Come?
O.D.M.: Non ricordo quante persone furono sottoposte al test.
A.B.: “I soggetti indagati sul punto furono: Mele Stefano e Cutrona Carmelo nell’immediatezza…”
O.D.M.: Mi sembra che l’altro avesse invece una cosa molto più accentuata.
A.B.: Un po’ di più.
O.D.M.: Mi ricordo.
A.B.: “Aveva colorazione azzurra di tipo puntiforme estesa per quasi tutta la parte interna dei due calchi, destro e sinistro.” Lo dice…
P.M.: Avvocato, per cortesia legga anche la frase successiva, sennò la leggo io…
A.B.: Siii, “…per Vinci Francesco…”
P.M.: No, quella dopo ancora, quella dopo ancora.
A.B.: La sto leggendo.
P.M.: Grazie.
A.B.: L’ho già letto prima.
P.M.: Leggiamola.
A.B.: “La colorazione assunta non ha raggiunto tuttavia toni assai profondi per cui la prova è da ritenersi indicativa della presenza di..”
P.M.: È quello che stava dicendo il teste.
A.B.: Ma io l’ho detto prima.
Presidente: Va be’ via… lasciamo parlare il teste.
A.B.: Era indicativa della presenza di nitrati. Se la ricorda questa circostanza?
O.D.M.: Si, si, mi ricordo.
A.B.: Soltanto che Mele Stefano la colorazione, sia pure modestissima, quanto le sembra, quanto le pare, quanto è da ritenersi…
O.D.M.: Esatto, modestissima, questo…
A.B.: … era cristallizzata, fermata, fissata sulla pelle del pollice e dell’indice. Bene? Grazie.
O.D.M.: Adesso l’opposizione non ricordo… comunque…
P.M.: Chiedo scusa Presidente, io ci ho provato ma allora lo leggo io perché se al teste ovviamente la frase successiva… Lei ricorda sul punto dell’esame della presenza di nitrati, se c’è qualcosa in più che emerse di quello che ha detto fin’ora? Nel senso sulla possibilità o meno che questo esame fosse esaustivo o se c’erano degli elementi che – sulle mani di questi signori – che impedivano di essere certi?
O.D.M.: Sì, c’erano… praticamente si, potevano essere la presenza di questo… poteva essere dovuto anche ad altre cause.
P.M.: Posso leggere al teste l’esame nei dettagli? Che io avevo invitato il difensore a leggere? Lo leggo io. “Giova a questo punto evidenziare – dice il Gabinetto di Polizia scientifica che fece quegli esami – a) che la prova è stata condotta circa 16 ore dal fatto; b) che sulle mani dei prevenuti esistono ampie zone callose; c) che i soggetti possono essere venuti in contatti con prodotti nitrati come polveri esplosive, fertilizzanti ed altro.” C’è lunga possibilità di dimostrare come queste analisi, a quell’epoca…
Presidente: Va bene, va bene…
P.M.: E sono negli atti. Ecco, volevo solo cercare… una volta che cerchiamo di stimolare il teste…
Presidente: Comunque non vorrei anticipare argomenti di discussione. Avvocato Fioravanti prego.
P.M.: Bene, grazie.
A.F.: Mi potrebbe dire signor colonnello se nella macchina insieme due bossoli, dietro al sedile posteriore, furono trovate due scarpe da bambino?
Presidente: Lo ricorda?
O.D.M.: Mah io… mi dissero che c’erano delle ciabatte, io però queste ciabatte non ce le ho presenti. Mi dissero che c’erano… c’era qualche cosa, il bambino non era scalzo insomma. C’erano un paio di… io non le ricordo, visivamente non le ricordo, però mi dissero, ricordo allora mi dissero che aveva delle ciabatte che evidentemente non furono prese quando, insomma, il bambino scese, insomma…
A.F.: Va bene, sarà domanda che poi sarà fatta ad altri. Senta una cosa, l’ultima, seconda e ultima. Lei ha partecipato all’interrogatorio del Mele?
O.D.M.: Sì. Abbiamo detto prima, sì.
A.F.: Avendo partecipato all’interrogatorio di Mele, ha parlato sempre nella lingua italiana o in qualche dialetto?
O.D.M.: Se avesse parlato in dialetto sardo io non l’avrei capito, insomma… penso che la maggior parte di noi non l’avrebbe capito, insomma…
A.F.: Ma io ho chiesto non se lei lo avesse capito o meno, ha parlato, ha detto delle parole, delle frasi in lingua sarda? In dialetto sardo?
O.D.M.: Non ricordo che abbia avuto espressioni… altrimenti poi l’avremmo… se avessi avuto espressioni particolari in sardo per cui c’era bisogno di… non lo so se ha detto qualche… se qualcuno si è fatto sfuggire comunque… qualcuno, in quei giorni qualche frase in sardo… io, con me non ha parlato, io l’ho sentito. No.
A.F.: Grazie.
Presidente: Vi sono domande?
A.B.: No.
P.M.: Nessun’altra presidente.
Presidente: Volevo dire colonnello, risponda a me ora.
O.D.M.: Dica presidente.
Presidente: Voi portaste quindi il Mele sul luogo del delitto?
O.D.M.: Sì.
Presidente: E gli faceste fare, a quel che ho capito, una specie di ricostruzione?
O.D.M.: Cercammo di ricostruire, per vedere se…
Presidente: Ecco ma il Mele…
O.D.M.: Se la confessione era compatibile… cioè se la ricostruzione era compatibile con la confessione.
Presidente: Ma lui si comportò, se lo ricorda, ora mi rendo conto che sono passati decine di anni…
O.D.M.: Comunque, signor presidente, io mi ricordo questo, mi ricordo praticamente che questo Mele, insomma…
Presidente: Insomma era padrone della situazione come uno che era già stato sul luogo, aveva visto quella macchina e tutto il resto o manifestava titubanze?
O.D.M.: Volevo… no, volevo dire due cose.
Presidente: Questo è un elemento di fatto.
O.D.M.: Noi abbiamo avuto tutti, guardi, delle perplessità.
Presidente: Certo.
O.D.M.: E queste perplessità furono praticamente, furono indicate nel rapporto giudiziario, perché ad un certo punto il rapporto giudiziario, quindi, insomma, praticamente poi leggemmo prima che venisse firmato dal… che praticamente si parlava di strane cose contrastanti che erano emerse durante, diciamo così, le indagini. Nonostante tutto ciò ritenevamo, si ritenne, che fosse responsabile. Lui sembr… io… avemmo la sensazione… personalmente ebbi la sensazione e penso che l’avessero avuta anche gli altri che lui avesse visto qualcosa, avesse se… o era lui oppure… o era sul posto… o era sopraggiunto sul posto.
Presidente: Ecco, quindi diciamo – questa è come circostanza di fatto – che il comportamento di quell’uomo, del Mele, era tale che…
O.D.M.: Che sembrava che…
Presidente: … sembrava che su quel posto comunque lui ci fosse stato.
O.D.M.: Fosse stato.
Presidente: … al momento del fatto, ovviamente.
O.D.M.: Fosse stato presente, fosse sopraggiunto, insomma che avesse visto… non poteva sapere certe cose secondo me, insomma dove stava la macchina…
Presidente: Non era spaesato nel muoversi in quel contesto.
O.D.M.: No, ma veramente insomma, nel muoversi quello si muoveva con rapidità, passò davanti alla macchina come se… non lo so… una cosa…
Presidente: Va bene.
O.D.M.: Un po’ strana.
Presidente: Altre domande signori?
P.M.: Nessuna, grazie.
Presidente: Lei avvocato Bevacqua?
A.B.: No Signor presidente, proprio la conclusione del suo rapporto, chiedo scusa.
P.M.: Il rapporto, chiedo scusa, quale rapporto?
A.B.: Firmato da lui.
P.M.: No, il rapporto non é negli atti, non si può utilizzare.
Presidente: Va bene, qual è la circostanza? Via…
P.M.: Il rapporto no, avvocato. Il rapporto no, c’è solo il verbale di sopralluogo.
A.B.: Non la leggo.
O.D.M.: Il rapporto è firmato dal brigadiere Matassino. O dal Maresciallo Gelmini che comandava il nucleo investigativo.
A.B.: Era Tenente Dell’Amico Olinto.
O.D.M.: Il rapporto giudiziario è firmato da me?
A.B.: Rapporto del brigadiere Matassino Geraldo del nucleo investigativo Carabinieri del gruppo di Firenze. E poi è firmato… Hanno preso parte alle indagini…
O.D.M.: Sì, hanno preso parte alle indagini… sì però il rapporto fu firmato dal comandante del nucleo investigativo, era il maresciallo Gelmini. Dev’essere firmato Angelo Gelmini.
A.B.: Me lo ricordo Gelmini. Si me lo ricordo. Va be’ niente, non posso dire perché correttamente il pubblico ministero mi tappa la bocca e mi cheto.
Presidente: Da chi ha firmato, scusi?
A.B.: È firmato dal brigadiere Matassino e il tenente Dell’Amico… il brigadiere Matassino, il carabiniere Gelmino… poi c’è la Questura di Firenze: il Commissario Scola, Delfino, Martini, Maresciallo… brigadiere Amato.
O.D.M.: Ma queste sono le persone che hanno preso parte alle indagini!
A.B.: Si, si, certo. Firmato dal brigadiere… rapporto del brigadiere Matassino – l’ho detto prima – Geraldo del nucleo investigativo dei carabinieri del gruppo di Firenze. Hanno preso parte alle indagini… c’è un pezzettino, tanto lei non lo vede, c’è scritto qua… poi c’è nucleo investigativo del gruppo dei carabinieri, tenente Dell’Amico Olinto, brigadiere Matassino eccetera. Di questo rapporto, il pubblico ministero non vuole che lo dica…
P.M.: No, no, no, le facevo presente che la corte non ce l’ha! Perché non lo può avere. Tutto lì.
Presidente: Avvocato Bevacqua, alla Corte, qual è la circostanza su cui lei…
A.B.: No, che lui dice che in realtà… confermavo quello, il discorso che faceva il colonnello, secondo cui vi erano… vi era qualche cosa di strano, di sconcertante – “in questa sanguinosa vicenda – e che si ritiene di poter concludere…” ora non è che lo voglio dire… “… affermando che è stato solo ed unicamente il Mele a premeditare e mettere poi in atto il duplice omicidio.”
Presidente: Vabbè, questa qui… Questo è un giudizio quindi naturalmente… io gli avevo fatto una domanda che sostanzialmente verteva un po’…
A.B.: Su questo?
Presidente: Su questo. Non esclusivamente, sul fatto se costui ci fosse stato un no quella sera lì. Se poi l’aveva fatto il delitto, non lo so.
A.B.: Il Mele? Il Mele pare che sia pacifico che comunque ci fosse stato perché sennò…
Presidente: Il pubblico ministero ritiene…
A.B.: Nooo…
P.M.: Che sia pacifico io, scusate, ho cercato di dimostrare che ho forti dubbi.
Presidente: Ritiene che non sia pacifico. Signori, questa è materia di discussione.
P.M.: Bene.
Presidente: Altro al teste? No. Può andare.
P.M.: Nient’altro grazie.
Presidente: Bene, colonnello arrivederla buonasera.
Presidente: Chi chiamiamo poi?
P.M.: Io vorrei sentire il dottor Biagio Montalto che ha provveduto a fare l’autopsia sul cadavere di Barbara Locci.
Presidente: Dottor Montalto prego. Prego dottore si accomodi.
B.M.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Benissimo. Signor Pubblico Ministero… le generalità dottore.
B.M.: Biagio Montalto, nato a Ragusa il 9 aprile ’34.
P.M.: Professore, vuole spiegare alla corte qual è la sua professione?
B.M.: Qual è la mia?
Presidente: Professione.
B.M.: Sono professore universitario, titolare di un insegnamento nella facoltà di medicina.
P.M.: Professore, in questa sua attività ricorda di aver eseguito l’autopsia sulla salma di Barbara Locci?
B.M.: Bah, ho preso visione dei dati che sono stati registrati nel verbale da me fatto soltanto alcuni giorni fa e quindi ho ripreso conoscenza di quello che avevo scritto.
P.M.: Se non sbaglio, lei fino a pochi giorni fa non ricordava neppure di averlo fatto, vero?
B.M.: Non ricordavo più di averlo fatto.
Presidente: La cosa non ci meraviglia.
P.M.: No, no è solo una situazione di fatto che vogliamo solo rappresentare alla corte perché il professore, la prima cosa che ha detto quando è stato citato come teste, dice: io non ricordo di averla fatta. Quindi il suo ricordo, se ricordo c’è ancora, nella sua mente – dal momento che ne abbia fatta più d’una dal ’68, forse anche prima – può essere aiutato solo dal verbale che ha fatto allora e dalle foto.
Presidente: Possiamo autorizzarlo a consultarlo.
P.M.: L’ha già consultato, penso, no?
B.M.: Sì.
P.M.: Ha rivisto anche le foto professore?
B.M.: Le foto no.
P.M.: Le foto non le ha riviste. Allora ci vuole un attimo, innanzi tutto, raccontare quello che lei scrisse nel verbale, ovviamente a questo punto… poi le farò delle domande, si basa su quello che non è il suo ricordo genuino ma è sulla professionalità, sul fatto che l’aveva già…
(…)
P.M.: Lei ha affatto solo, dicevamo, quello di Barbara Locci, ecco ricorda, se lei ha memoria che si trattava di un cadavere che era stato rinvenuto insieme ad un altro e che lei ne ha fatto uno solo e come mai non fece l’altro? L’ha appurato ora o ha un ricordo sul perché? Come mai ne furono fatti due diversi?
B.M.: No non ho nessunissima rimembranza, nessun ricordo del perché sono stati fatti separatamente.
P.M.: Benissimo. Lei non ha fatto poi una perizia anche sulla dinamica, ha fatto solo l’autopsia?
B.M.: Soltanto il verbale di ispezione esterna e dissezione del cadavere.
P.M.: … di autopsia. Ricorda se poi in corte d’assise o durante il processo qualcuno le ha fatto domande su questo?
B.M.: Non ho ne… nessuno mi ha più interrogato, mi ha chiesto spiegazioni su questo caso.
P.M.: Al di là dell’autopsia…
B.M.: Nè ho fatto relazione peritali vere e proprie.
P.M.: Ha fatto solo quell’autopsia. Ci vuole raccontare, sommariamente, quello che lei dedusse dall’autopsia circa i colpi – più che dedusse, constatò – da cui era stata attinta, se erano colpi di arma da fuoco, in quali zone e se riuscì a dimostrare l’eventuale obliquità, la traiettoria, il tramite, la direzione, queste cose qua. Quanti, che direzione avevano, da che distanza erano probabilmente – se era possibile – stati sparati, da che parte entravano, da quale parte del corpo uscivano… queste cose qua che normalmente si scrivono nei verbali di autopsia.
B.M.: Sì, chiederei anche il permesso di leggere le conclusioni per il semplice fatto che nell’ambito delle conclusioni ogni parola ha il suo peso e quindi direi, vero, meglio seguire questo excursus per rimanere nella realtà e nella verità dei fatti. Ecco.
P.M.: Io non ho problemi, anzi poi…
B.M.: Quindi in sintesi riassumerei così: il corpo della Locci era stato raggiunto da quattro colpi d’arma da fuoco a proiettile unico. Colpi che in rapporto ad alcune caratteristiche complessive del caso dovevano essere…
P.M.: Che lei conosceva o che conosce oggi, professore? Perché lei dice complessive del caso… allora ci ha detto poco fa che ha fatto un corpo solo, che non sapeva altro, quindi complessive del caso, mi scusi ma ci mette un attimo in imbarazzo nel capire se lei ha un ricordo di allora o se ha dati spuri rispetto a… cioè successivi.
B.M.: No, no, no i dati complessivi della sezione sempre.
P.M.: Ecco, io rimarrei alla… complessivi della sezione. Bene.
B.M.: Che ho riletto da poco.
P.M.: Volevo essere sicuro.
B.M.: Quindi ecco, in rapporto a questi dati complessivi sembrerebbero colpi esplosi in rapidissima successione.
P.M.: Ci vuole spiegare perché?
B.M.: Ecco, perché sono risultati localizzati in un’area di superficie cutanea abbastanza non estesa. Non del tutto circoscritta ma abbastanza non estesa. E sono risultati poi colpi quasi tutti con un orientamento univoco, cioè dal basso verso l’alto, leggermente, e da sinistra verso destra.
P.M.: Quindi dal basso verso l’alto.
B.M.: Dal basso verso l’alto rispetto al piano terreno, diciamo.
P.M.: Quindi uno che… scusi eh… se capisco… uno che si era abbassato e sparava verso l’alto?
B.M.: No.
P.M.: Dal basso verso l’alto…
Presidente: O dall’alto verso il basso?
B.M.: Dal basso verso l’alto si intende in rapporto a quella che è il decorso del tramite per quanto attiene il foro d’ingresso e il foro di uscita.
P.M.: Cioè con una direzione obliqua dal basso verso l’alto.
B.M.: Dal basso verso l’alto rispetto a…
P.M.: Quindi chi spara… faccia capire a me professore, chi spara o alla mano molto bassa oppure si è abbassato se, in ipotesi, questa persona seduta? In ipotesi.
B.M.: Sì ma in questo caso si fa già il paragone con… si mette in campo un altro parametro che è quello dello sparatore, diciamo, di colui che agisce.
P.M.: Allora andiamo avanti, lei dice per ora: i colpi sono dal basso verso l’alto.
B.M.: Dal basso verso l’alto, facendo riferimento al tramite. Il tramite cioè quel percorso effettuato dal proiettile nell’interno dell’organismo. E quindi un percorso che poi si conclude con il forame di uscita. Un forame di uscita che viene ad essere situato in una posizione, rispetto al forame di entrata, un po’ livellata, verso l’alto. Ecco. Tutto qui.
P.M.: Ecco, come… prendiamo questo dato così com’è per ora, ci ritorniamo dopo. Lei ha detto “la rapida successione” da cosa la desume? Mi scusi non l’ho memorizzato.
B.M.: Ecco, la rapida successione la desumo – ovviamente è una considerazione a margine – dal fatto che questi colpi erano circoscritti in un’area non molto estesa e inoltre da questa univocità del tramite.
P.M.: Cioè che erano tutti dal basso verso l’alto?
B.M.: Si, ecco.
P.M.: Vogliamo allora andare…
B.M.: È una deduzione, ovviamente.
P.M.: Vabbè, vogliamo andare un attimo avanti ancora sul fatto della localizzazione – intanto dei fori di entrata – lei dice che erano tutti in una stessa zona, vediamo un attimo.
B.M.: Si è trattato di quattro colpi d’arma da fuoco a proiettile unico con forame di entrata di ogni proiettile riferito ad un’area cutanea che comprende il settore posteriore sinistro dell’emitorace, del torace diciamo, e il tratto immediatamente sottostante confinante con la regione lombare.
P.M.: Sempre a sinistra Professore?
B.M.: Sempre a sinistra.
P.M.: Cioè sulla sinistra della colonna?
B.M.: Posso entrare nel dettaglio a questo punto. Allora un colpo è penetrato in corrispondenza della spalla sinistra…
(fuori microfono): Dell’uomo o della donna?
P.M.: Stiamo parlando della donna.
B.M.: …e precisamente in corrispondenza della faccia posteriore della spalla sinistra.
P.M.: Bene.
B.M.: Questo colpo… ecco… ha dato luogo ad un tramite che si è esaurito nel contesto della cavità articolare, con proiettile ritenuto proprio nel cavo articolare.
P.M.: Che lei rinvenne in autopsia?
B.M.: Che è stato repertato. Che è stato repertato.
P.M.: Bene. Andiamo avanti.
B.M.: Un altro colpo è penetrato in corrispondenza della faccia posteriore dell’emitorace sinistro all’altezza del sesto spazio intercostale. Ecco.
P.M.: Sempre a sinistra?
B.M.: Sì. A questo colpo, diciamo, a questo forame di ingresso ha fatto seguito un tramite che nel dettaglio finale è descritto in questi termini…
P.M.: Quindi questo esce?
B.M.: Questo esce, sì.
P.M.: È sotto il precedente che non esce, alla spalla, questo esce.
B.M.: Si. È sotto ed è disposto verso l’interno, cioè verso la colonna vertebrale. Allora io lo definisco… questo è il colpo mortale ed è quello che ha dato degli effetti veramente devastanti. A questo colpo va infatti attribuita una lesione del polmone sinistro, una lesione dell’atrio di sinistra, della polmonare di sinistra e del polmone destro. Questo colpo poi è fuoriuscito in corrispondenza dell’emitorace destro.
P.M.: Cioè è più obliquo.
B.M.: Dell’emitorace destro si… dell’emitorace destro in corrispondenza… ora o dei dati… a 6 cm dal margine inferiore della clavicola, a 3 cm dalla medio sternale.
P.M.: Chiedo scusa, per i profani, sotto la mammella di destra?
B.M.: Prego?
P.M.: Sotto la mammella di destra? Grosso modo…
B.M.: … mah… può darsi… sì.
P.M.: No, poi abbiamo delle foto e vediamo…
B.M.: All’incirca si. Può darsi.
P.M.: Andiamo avanti.
B.M.: Ecco, questa quindi ha dimostrato, direi vero, la maggior parte del quadro lesivo e sicuramente il quadro lesivo più grave.
P.M.: Una maggiore obliquità sinistra/destra se non capisco male, rispetto alla precedente.
B.M.: Sì, sì, ci sarebbe una obliquità da sinistra verso destra evidente.
P.M.: Bene.
B.M.: Poi ci sarebbe un altro colpo che è penetrato in corrispondenza della base dell’emitorace sinistro, ha attraversato…
P.M.: Cioè ancora più basso, il dorso ancora più in basso…
B.M.: E questo è più basso si. Ha attraversato la decima costa e quindi con un decorso leggermente obliquo, dal basso verso l’alto e da sinistra verso destra, ha attraversato il corpo del pancreas, la piccola ala del fegato ed è fuoriuscito, direi, sulla parete anteriore nel confine fra il tratto toracico ed il tratto addominale.
P.M.: Bene.
B.M.: E precisamente… ecco… ci sono dei riferimenti descrittivi però…
P.M.: Bene, il terzo è più basso, però mi sembra di capire che l’obliquità questa volta anziché dall’alto verso il basso… anzi, scusi, anche questa è dal basso verso l’alto?
B.M.: Si. Leggermente dal basso verso l’alto. Sì.
Presidente: È entrato da dietro anche questo?
B.M.: Si. Anche questo. Si. Poi abbiamo il quarto, che sarebbe entrato in corrispondenza, ecco, sul limite fra la regione toracica – sempre nella faccia posteriore – al confine fra la regione toracica e la regione lombare sinistra.
P.M.: Quindi ancora più basso.
B.M.: Ancora più… sì. Leggermente più basso.
P.M.: Sempre con la stessa direzione basso/alto?
B.M.: Sempre con la stessa dire… in questo caso, c’è anche qui, una lieve obliquità. Il quarto è penetrato a livello… con decorso obliquo dal basso verso l’alto e da sinistra verso destra. Questo colpo, in questo caso il tramite interessa a tutto spessore il corpo della seconda vertebra lombare e qui probabilmente il proiettile viene deviato… nell’ambito della penetrazione della struttura vertebrale subisce uno spostamento; tanto è vero che subisce uno spostamento; tanto è vero che prende probabilmente una direzione più verso l’avanti e interessa l’antro dello stomaco e la grande ala del fegato. Ecco, però sono queste deduzioni del tutto… sono veramente delle deduzioni, ecco. Non possono riferirsi a dei dati molto concreti.
P.M.: Professore, abbiamo capito grosso modo il quadro generale, i proiettili lei, come repertazione, ne ha uno solo? Il primo nella spalla. O ne trova altri? O qualcuno gliene porta altri?
B.M.: E poi questo si ferma. Il quarto colpo si ferma.
P.M.: Quindi lei ne trova due.
B.M.: Si ferma in corrispondenza del sottocutaneo, al punto 3 dell’ispezione esterna, e cioè al mlivello dell’ottava costa.
P.M.: Quindi se io non ho capito male…
B.M.: Quindi questi quattro colpi: uno è incorporato, diciamo, è ritenuto nel cavo articolare della scatola omerale di sinistra, la spalla sinistra; un altro si ritrova nel sottocute in corrispondenza dell’ottava costa destra; gli altri due sono fuoriusciti.
P.M.: E lei non ne ha avuto…
B.M.: No.
P.M.: Non li ha mai visti.
B.M.: Non li ho mai visti.
P.M.: Professore, se io non ho capito male, si può anche sintetizzare così: il corpo sulla parte sinistra, così come lei ci ha descritto nei dettagli, presenta quattro fori di entrata dal dietro, due fori di uscita dal davanti.
B.M.: Si.
P.M.: Dico bene? Nelle posizioni che lei c’è descritto. Ora poi vediamo le foto così lei ci può essere ancora più dettagliato oppure si può confermare più o meno questo dato che mi sembra sia comunque pacifico. Volevo tornare un attimo, prima di passare alle foto, a vedere se è possibile dare una spiegazione a questo obliquità. Lei mi ha detto giustamente ‘dovremmo sapere qualcosa di più sullo sparo’ però posso capire io è questo obliquità presuppone perlomeno un’arma che è addirittura al di sotto di ogni singolo sparo… per andare dal… come posizione… per andare dal basso verso l’alto o comunque non al di sopra? Cioè, ci può… È possibile dare una spiegazione di questo obliquità relativa all’arma o lei non è in grado di farlo? Alla posizione dell’arma che spara.
B.M.: Mah, in questo caso l’obliquità sarebbe una discrepanza di piani fra il punto di inclinazione dell’arma, come viene impugnata, diciamo, è la posizione del corpo.
P.M.: Sì. Io voglio essere ancora più preciso, l’ultimo colpo che, se non ho capito male, è molto basso…
B.M.: Si abbastanza basso, sì.
P.M.: Abbastanza basso. Basso schiena?
B.M.: E poco sotto… sì la costa poi.
P.M.: Bene. È un colpo che presenta questa obliquità che lei c’ha detto, quindi la pistola…
B.M.: Ma anche questa è un’obliquità relativa, è una lieve obliquità…
P.M.: Bene, comunque non era sopra?
B.M.: Cioè non era perpendicolare al piano cutaneo, vuole dire? Non lo so…
P.M.: Io lo so. Mi scusi…
B.M.: Sì.
P.M.: Se questo è il foro… poi vediamo…
B.M.: Sì.
P.M.: …la pistola non era in questa posizione?
B.M.: No.
P.M.: O era così?
B.M.: Ecco, sì. Poteva essere così. Sì.
P.M.: Non certo così?
B.M.: No, no.
Presidente: Scusi professore, per capirsi…
P.M.: Se la donna era seduta, come noi dimostreremo…
Presidente: Scusate…
P.M.: Era così?
B.M.: Sì, sì.
P.M.: La distanza lei – mi sembra lì in perizia – lei lo dice, la distanza degli spari è… si può ricostruire attraverso il foro di entrata.
B.M.: Sì.
Presidente: Scusate un momento ma qui ci dobbiamo intendere. Qui, se non erro, bisogna tener presente, lei deve tener presente, che non c’è solo la posizione della pistola e di chi spara ma anche la posizione del corpo che riceve il colpo.
P.M.: Certo, certo.
B.M.: Del?
Presidente: Del corpo.
P.M.: Ora lo mostriamo. Ora lo mostriamo.
Presidente: Per dire, insomma, bisogna tenere conto anche di quello eh. Capito?
P.M.: Prego scusi?
Presidente: Prego, prego
P.M.: E l’altra domanda riguardava la distanza, la possibile… Lei ha avuto la possibilità di dimostrare che erano colpi sparati da una distanza approssimativa o non ha avuto elementi per rispondere a questa domanda?
B.M.: No io gli elementi che posso dedurre dal verbale stesso sono quelli che mi indicano una distanza sicuramente superiore a 40 cm.
P.M.: Ci vuole spiegare come mai?
B.M.: Perché in corrispondenza dei reperti referentesi ai fori di ingresso sono mancati tutti quei reperti che caratterizzano i colpi in una stretta vicinanza; cioè intanto a partire dalla più stretta vicinanza l’alone di ustione che caratterizza il, diciamo, il colpo a bruciapelo; poi spostandoci progressivamente, l’alone di contusione che caratterizza l’azione di compressione dei gas; poi ancora spostandoci, l’alone di affumicatura e infine l’alone di tatuaggio. Quindi l’alone di tatuaggio scompare a 40 cm come distanza: bocca dell’arma dalla superficie cutanea;
P.M.: Il corpo fu presentato al lei con degli abiti?
B.M.: Sì, sì.
P.M.: Quindi su questo interferisce l’abito?
B.M.: Certo.
P.M.: Ci può dire qualcosa in proposito?
B.M.: Gli abiti hanno mostrato dei reperti…
P.M.: Su questa distanza ci possono dire qualcosa? A conferma o a…
B.M.: Si, confermano perché mancano anche lì, anche sugli abiti, aloni di qualsiasi tipo. Ecco.
P.M.: Bene.
B.M.: Ci sono soltanto le soluzioni di continuo dei vestiti che riguardano semplicemente l’azione del proiettile e basta.
P.M.: Professore, le mostrerei le foto che furono fatte nell’istituto prima dell’autopsia o dopo, mi sembra di capire dalle foto che sono prima, per vedere se lei ci ha qualcosa di nuovo o di diverso da spiegarci e se sono in linea, le foto, con il suo racconto.
Presidente: Prego di non fotografare.
P.M.: Andiamo lentamente, una alla volta, bisognerebbe che qualcuno… io non ce l’ho… o insieme leggiamo prima… chiedo scusa… leggiamo la didascalia.
Presidente: Se c’è un numero.
P.M.: Ah, c’è un numero, perfetto. Vogliamo ingrandire i colpi per consentire al professore di…
B.M.: Allora, questo reperto è il forame di ingresso referentesi alla faccia posteriore della spalla sinistra.
P.M.: È il forame di entrata?
B.M.: Prego?
P.M.: Forame di entrata, ovviamente.
B.M.: Sì, forame di ingresso.
P.M.: Di ingresso, si scusi, non avevo…
B.M.: E il proiettile corrispondente rimane ritenuto nel cavo particolare.
P.M.: Vogliamo andare avanti? No, no, scusi sulla stessa foto se si riesce a vedere qualche altra cosa. Quelle due… che io ora semplicemente chiamo macchie…
B.M.: Quella è una macchia, sì. È una macchia… c’è anche il… quella più alta, quella lì, quella è una macchia.
P.M.: Quella sotto?
B.M.: Quella che viene indicata ora.
P.M.: Scusi, possiamo indicare con la penna? Quale è la macchia e quale…
B.M.: Quella.
P.M.: Quella è sicuramente una macchia.
B.M.: Quella è una macchia.
P.M.: Andiamo avanti. Quell’altra?
B.M.: questa è un…
P.M.: No, no, scusi, sono due le macchie.
B.M.: Sì.
P.M.: Quella lì?
B.M.: Questo è un forame di ingresso.
P.M.: Quindi è il secondo di cui lei dice c’è un’uscita a…
B.M.: Si questo è l’uscita sulla linea alba, è quello che attraversa il pancreas, mi pare…
P.M.: Andiamo avanti, si vedono meglio. Andiamo a un’altra foto, professore, poi vediamo.
B.M.: Ecco.
P.M.: Per ora accontentiamoci che sono a sinistra. Ecco, qui vogliamo andare un po’…
B.M.: Allora l’abbiamo… si.
P.M.: Qui ne abbiamo un altro paio.
B.M.: Allora abbiamo quasi una disposizione dei punti di un triangolo, diciamo, se si riuniscono i reperti con delle linee viene fuori una figura triangolare. Ecco, allora quella più alta è quella che corrisponde al colpo mortale. È questa. Quella più bassa all’interno è quello che corrisponde al terzo colpo descritto durante..
P.M.: Bene, bene.
B.M.: E l’ultimo è il quarto colpo ed è quello che attraversa la struttura vertebrale e poi rimane, si ferma diciamo, nel sottocutaneo in corrispondenza con l’ottava costa di destra. Ecco.
P.M.: Vogliamo andare avanti con le foto grazie? La numero tre. È di nuovo, se non sbaglio, il primo foro.
B.M.: Sì, questo è sempre il forame di ingresso relativo alla faccia posteriore della spalla.
P.M.: Ecco, mi sembra che corrisponda esattamente a quello che diceva lei in merito all’affumicamento intorno, per cui…
B.M.: Non ci sono aloni, di nessun tipo, c’è soltanto l’orletto escoriativo sui margini della ferita che è dovuta all’azione compressiva del proiettile nell’ambito della penetrazione nei tessuti stessi.
P.M.: Vogliamo andare avanti?
B.M.: Completamente privo di alone. E così anche gli altri tre forami di ingresso.
P.M.: Vogliamo andare avanti ancora? Ecco, qui è di nuovo…
B.M.: Si notano, diciamo, in questi reperti, soprattutto quello di destra, si nota una svasatura del contorno… ecco, se si può… ecco, ingrandire ancor di più, questa svasatura la potete notare con una maggiore ampiezza dell’orletto escoriato sul contorno infero-laterale-esterno, il che dà un’informazione sul tipo di angolatura che il proiettile aveva rispetto al piano cutaneo…
P.M.: E ci vuole spiegare che angolazione è?
B.M.: Ecco, il punto è questo, quando il proiettile penetra in corrispondenza della cute formando, con la sua direzione è quella del piano cutaneo, un angolo acuto, bene, in quel punto viene a verificarsi un’azione di maggiore sfregamento, diciamo, del proiettile che dà luogo a questo reperto escoriato più largo. Nello stesso tempo c’è una maggiore svasatura del contorno.
P.M.: Ci vuole ripetere cosa vuol dire… scusi, che viene da sinistra? No, non ho capito.
B.M.: Sì, che viene da sinistra e che ci ha una direzione leggermente verso l’alto.
P.M.: Come quella della penna, come quella della penna
B.M.: Che ci ha questa direzione. Ecco.
P.M.: Questa esatta della penna.
B.M.: Sì, sì, questa esatta della penna. Si, proprio.
P.M.: Bene grazie. Andiamo avanti. Vorrei che lo ricordassimo tutti questa direzione perché è importante. Sul punto…
B.M.: Anche questo permette di fare le stesse considerazioni.
P.M.: Rimettiamo la penna, se ce aiuta. Chiedo scusa.
B.M.: Le stesse considerazioni. C’è un orletto escoriato e c’è al di sopra, nella parte superiore interna del contorno un altro reperto. Ecco. Ma l’alone escoriato più importante è quello il basso. È quello in basso.
P.M.: Quindi la penna la rimettiamo come prima, da sinistra, così.
B.M.: Ecco, sì.
P.M.: Grosso modo ovviamente, non pretendiamo di dare…
B.M.: Sì, sì.
P.M.: Bene, vogliamo andare avanti? Sono di fuoriuscita?
B.M.: Sono i fori di egresso. Sono i fori di egresso.
A.B.: Di ingresso?
B.M.: Egresso.
P.M.: Egresso.
Presidente: Egresso. Uscita, chiamiamoli, via.
P.M.: Noi siamo… Professore, ci deve perdonare, siamo meno perfetti, anch’io dico uscita…
B.M.: Di uscita, sì.
P.M.: Ci intendiamo meglio tutti se lei ci può venire incontro.
B.M.: Benissimo, benissimo.
P.M.: Ecco, allora vediamo.
B.M.: Questo reperto dovrebbe corrispondere a quello collegato con il tramite al reperto di ingresso descritto come secondo; perché prima si è descritto quello della spalla, il secondo reperto sulla faccia posteriore e corrisponde alle lesioni mortali.
P.M.: Andiamo all’altro dove c’è la freccia.
B.M.: Ecco, questo dovrebbe essere quello ritenuto, probabilmente. È la macchia ecchimotica… vediamo… qui dovrei leggere un po’ il…
P.M.: No, perché, capisce, ci sono le frecce, noi deduciamo da profani che siano i fori, perché…
B.M.: Ecco, sono i fori ma qui…
P.M.: No, lo deduciamo perché poi ci sono altre macchie, volevo vedere se con lei…
B.M.: Ecco, questo non lo riconosco da cui per esempio.
P.M.: Possiamo ingrandire? Troppo difficile? Di più non riusciamo…
B.M.: C’è un’inclinazione tale che non mi permette di vedere bene i reperti.
P.M.: Possiamo vedere, chiedo all’operatore, se riusciamo a ingrandire gli altri fori? Quei due… o le altre macchie? Non sono fori per ora… Ecco, questo qui? Dove non c’è freccia, sembra più questo uno foro ma io…
B.M.: Ecco, questo probabilmente è il punto di uccisione da dove è stato e estratto il proiettile ritenuto sul piano sottocutaneo. Ecco.
P.M.: Ho capito.
B.M.: Non mi sembra. Non lo so, bisognerebbe riprendere… non so se è stato poi inciso… questo è stato inciso?
P.M.: Questo è quello che abbiamo, professore, abbiamo queste foto e abbiamo la sua relazione.
B.M.: Si e allora…
P.M.: Comunque noi ci accontentiamo di quello che ci ha già spiegato, volevo vedere se sulle foto eravamo in grado…
B.M.: Si ma allora possiamo… vediamo se si va avanti…
P.M.: Abbiamo altre foto? Chiedo scusa. Ecco, vediamo questo, professore, se…
B.M.: Questa si è già descritta, ed è il foro d’uscita.
P.M.: Questo è sicuramente il foro d’uscita.
B.M.: Il foro d’uscita, si.
P.M.: Di quello mortale. Ecco, qui forse si vedono meglio professore.
B.M.: Ecco, quella, vede, avevo ragione, è l’incisione da dove è stata estratto il proiettile che era rimasto…
P.M.: L’ha estratto lei? Cioè…
B.M.: Si è stato estratto…
P.M.: Si, si, si, insomma in sede autoptica.
B.M.: Sì, sì.
P.M.: Bene, l’altro? Dove c’è quella specie di centimetro?
B.M.: Quello sì, quello è il foro di uscita…
P.M.: Bene, bene.
B.M.: … di uno dei due colpi, probabilmente quello della regione lombare che poi…
P.M.: Bene, vogliamo andare avanti? Se ci sono… E’ l’uomo, no grazie. Ce ne sono altre della donna? Bene, professore, chiedo scusa, vorrei tornare sulla seconda foto, una panoramica sul dorso dove il professore, quando abbiamo messo la penna, gli facevamo vedere che era obliqua… Rimettiamo la penna su uno di quei colpi dove… ecco, grosso modo… no, facciamo una panoramica. Ecco professore, ora tenendo presente quello che lei ci ha detto finora, questo corpo è in posizione prona e è, per quello che ne sappiamo, nella stessa posizione – ovviamente solamente per il fatto che è prono – in cui si trovava nell’auto quando, secondo quello che c’ha detto lo sparatore, la donna era sopra l’uomo in questa posizione. Ora, colui che dice di aver sparato dice di aver sparato dal finestrino destro tenendo presente il corpo, se fosse sull’auto, ha la testa rivolta verso il vetro posteriore dell’autovettura. Se lo sparatore, come ci dice ha spara… l’auto è messa nella stessa direzione… nella direzione opposta del corpo, cioè la testa è uguale… parte posteriore dell’auto… il finestrino sinistro a questo punto si trova, lei capisce, sulla destra di quel corpo, se è messo così. Bene? Mi segue?
B.M.: Ma lei parlava di destra però, finestrino destro, forse è stato un lapsus.
P.M.: Scusi, è secondo come è messa la macchina, a questo punto è il finestrino che si trova in questo modo sulla destra della donna…
B.M.: Benissimo allora sarebbe il finestrino anteriore o posteriore sinistro.
P.M.: Posteriore sinistro.
B.M.: Posteriore sinistro. Benissimo.
P.M.: Conviene con me che la direzione che dice lei è incompatibile con uno sparo di questo genere?
B.M.: Non solo è la direzione incompatibile ma anche la sede delle ferite di ingresso.
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
A.S.F.: Signor Presidente.
A.B.: Non ho capito una cosa, perché vorrei capire…
A.S.F.: Scusami Bevacqua…
Presidente: Un momento, scusate. Prima le parti civili, allora avvocato Santoni prego.
A.S.F.: Il punto è certamente di grande importanza, professore…
A.S.F. (fuori microfono): Io non ho capito nulla, il Mele dice di aver sparato a destra, cerchiamo di capirlo.
A.S.F.: Professore.
Presidente: Prego.
A.S.F.: Prima lei ha parlato che una delle varianti dei parametri è la posizione della persona che spara e anche il Presidente ha sottolineato che l’altra variante è l’inclinazione e la posizione della persona che riceve i colpi. È evidente, questo per la giuria popolare, che se io cammino a testa bassa e un colpo mi attinge nella fronte parallelo al terreno, sul tavolo autoptico questo colpo sarà tirato dall’avanti all’indietro, dall’alto verso il basso, ovviamente. Sul tavolo sono così mentre il colpo in realtà era perfettamente parallelo. Ora lei mi dice che queste colpi certamente, ne abbiamo la descrizione dei tramiti, sono tirati dal basso verso l’alto, da sinistra verso destra. Sinceramente io non riesco… riesco a capire la posizione… che una certa posizione non è valida ma non mi è chiara la posizione della donna. Le domando, facendo ovviamente una griglia di ipotesi, perché non ci si può soffermare su una, ciascuna avrà una maggiore probabilità. È probabile o possibile, quindi con una terminologia medico-legale che va dalla certezza all’esclusione passando da ipotesi a probabilità, che la donna fosse in piedi, questa è la prima domanda, o che la donna fosse supina, spiegandolo così, sul corpo dell’uomo e quindi sarebbe, nella parte destra della macchina, l’uomo è sul seggiolino destro, quindi guardando ovviamente… bisogna intendersi, guardando dal retro la macchina, perché se la guardo da davanti l’uomo è… normalmente si dice seggiolino destro anteriore, sinistro anteriore rispetto al guidatore, il guidatore sta sul seggiolino sinistro anteriore… esattamente. Ecco, le due domande sono queste. I colpi dall’alto… dal basso… un lapsus proprio freudiano… dal basso verso l’alto sono compatibili con una persona che sta in piedi, una persona che è seduta, come nella posizione che mi sembra abbia visto la donna quando viene trovata, seduta al posto di guida dell’automobile o una persona che è sdraiata sopra il corpo dell’uomo che ha ribaltato il seggiolino destro anteriore, totalmente all’indietro, e c’è sopra. Ecco io vorrei sapere, secondo lei, la donna in piedi, la donna è seduta, la donna sdraiata, quale è più compatibile con l’inclinazione dei tramiti.
B.M.: Seduta in che posizione?
A.S.F.: Quando viene ritrovato il corpo…
B.M.: Ah, seduta quindi sul sedile anteriore sinistro.
A.S.F.: Anteriore sinistro.
B.M.: 
A.S.F.: Oppure in piedi. Partendo dalla prima posizione, quella che abbiamo ipotizzato è in piedi…
B.M.: La posizione seduta sul sedile anteriore sinistro che credo che sia la meno verosimile.
A.S.F.: Benissimo.
B.M.: Perché la posizione in questo caso dell’emitorace sinistro e precisamente del settore in cui è caduto il maggior numero di colpi troverebbe in una posizione nettamente inferiore ad una eventuale – da ricostruire – posizione dell’aggressore e la posizione dell’arma, della mano armata, ecco.
A.S.F.: Si può dire: si esclude?
B.M.: Prego?
A.S.F.: Si può escludere addirittura, usare il termine: esclusione.
B.M.: Io non l’escluderei però la riterrei la meno verosimile.
A.S.F.: La meno verosimile.
B.M.: Le altre due situazione mi lasciano un po’ interdetto, cioè non posso su due piedi dire… possono essere verosimili entrambe, verosimili e entrambe però con una certa differenziazione che ora, torno a dire, su due piedi mi riesce difficile spiegare. Direi che un margine di maggiore verosimiglianza lo attribuirei alla posizione supina sul corpo dell’altro, diciamo, ecco.
P.M.: Scusi se intervengo ma supina se so…
B.M.: Più che quella in piedi
P.M.: Professore mi scusi ma se sono po…
B.M.: O prona. Prona, scusi.
P.M.: Prona, perché supina son sparati dal didietro.
A.S.F.: Prona, prona, è un errore, supina è… Prona ovviamente.
Presidente: Prona, prona.
A.S.F.: Ci mancherebbe altro.
P.M.: Bene.
A.S.F.: Ovvio.
P.M.: Perfetto, perfetto. No, signori, in natura si può fare…
A.S.F.: No, no, io… è un errore, prono, ci mancherebbe altro. E’ sopra s’è detto, in fondo al… Certo.
A.B.: Ecco, io non ho capito una cosa.
A.S.F.: Grazie.
A.B.: Chiedo scusa, la rivolgo al Pubblico Ministero, perché sono forse un po’ stanco…
Presidente: La parola all’avvocato Bevacqua, le altre parti civili non hanno da fare altre domande? Bene. Prego avvocato Bevacqua.
A.B.: Non ho capito, il Pubblico Ministero ritiene che la pistola avrebbe sparato dalla sinistra o dalla destra?
P.M.: No, scusi, io non ritengo nulla, poi lo vediamo al momento opportuno. Io ho detto e ho chiesto al professore, i colpi tutti a sinistra, posizione prona, con colpi che Stefano Mele dice di aver sparato di qua ho chiesto sono incompatibili, lui giustamente mi ha detto sono incompatibili perché sono così. Mi sembra sia talmente chiaro…
A.B.: Che Stefano Mele dice di avere sparato dalla sinistra… dalla destra…
P.M.: Della macchina quindi rispetto alla donna… bene, sono assolutamente incompatibili con quello che dice Stefano Mele, è questa la… ma proprio completamente, come ci ha detto giustamente il professore, incompatibili al 100% anche perché, credo per la Corte sia ormai chiaro, i colpi sono in questa direzione, la donna sta così e Stefano Mele ha sparato da quest’altra parte.
A.B.: Si.
Pm: Bene? Quindi io ho solo detto questo. Volevo dire, e l’ho detto alla Corte, che in questo ci aiutano molto gli altri atti che ci sono, soprattutto la perizia balistica e altri documenti che esaminando il tutto danno delle spiegazioni un po’ diverse, poi li vediamo man mano. Ora io volevo mettere bene in evidenza come tutti i colpi sono sul dorso da sinistra e come sono incompatibili gli spari da destra. Tutto qui. Non voglio fare altro.
A.B.: No, no grazie. Lei probabilmente non sa, o forse lo sa, che questi corpi furono trovati uno in un sedile e uno nell’altro sedile.
B.M.: Prendo atto ora.
A.B.: Lo sa o non lo sa?
B.M.: Prendo atto ora.
A.B.: Ah, quindi se sono stati uno in un sedile e uno nell’altro sedile, questi corpi, sono stati spostati.
B.M.: In rapporto a questa…
P.M.: “spostati” mi scusi eh, chiedo scusa, rispetto a quello che ci dice Stefano Mele. Spostati sennò rispetto a cosa?
A.B.: Dico, se dovevano stare uno sull’altro…
P.M.: No “dovevano”, chiedo scusa, Presidente è importante, “dovevano” perché lo dice Stefano Mele, noi stiamo ricostruendo come li abbiamo trovati, il “dovevano” è se noi crediamo a quello che dice Stefano Mele, io voglio dimostrare il contrario. Quindi non infiliamo nel processo ancora un dato che è spurio. Il “dovevano” signori… l’unico… io l’ho dimostrato finora, eravamo insieme, che i corpi non sono l’uno sull’altro quindi no… Noi abbiamo solo un dato che erano uno sull’altro, lo dice Stefano Mele.
A.B.: Ohooo.
P.M.: Io ho ad ora dimostrato, sperato di dimostrare alla Corte che questa versione dell’uno sull’altro non era compatibile e non è compatibile perché la donna ha i colpi da questa parte, ora non possiamo chiedere al professore, dice: guardi erano l’uno sull’altro… No.
A.B.: Allora non erano…
P.M.: Così non si può fare.
A.B.: Va bene.
P.M.: Bene?
A.B.: Non erano l’uno sull’altro…
P.M.: Non lo sappiamo, noi li abbiamo trovati uno accanto all’altro.
Presidente: Va bene, va bene, lasciamo parlare l’avvocato.
A.B.: Non sarebbero uno sull’altro però risulterebbe che questi colpi, almeno i fori di entrata di questi colpi, sono sulla parte posteriore di questa poveretta. Giusto? Pare che questa poveretta, quando fu trovata, fu trovata distesa…
P.M.: No, scusi eh… L’abbiamo mostrate ora le foto!
Presidente: Vogliamo rimostrargliele così finisce il chiasso signori?
P.M.: Ma non è distesa avvocato, scusi. Guardiamola insieme, l’ho mostrata due minuti fa, è seduta.
A.B.: O seduta.
P.M.: Ma non è distesa. E’ seduta.
Presidente: Semmai era l’uomo, vogliamo rimostrare…
P.M.: Scusi, l’ho mostrate 10 minuti fa che era seduta.
Presidente: Al solito non fotografate nulla.
P.M.: Sennò introduciamo degli elementi che confondono il teste.
A.B.: Si, va bene era…
Presidente: Si fa prima a rivedere questa fotografia.
A.B.: Era seduta.
Presidente: Anzi ci fa comodo, visto che…
A.B.: Siamo d’accordo, era seduta, quindi i fori di entrata…
Presidente: Vogliamo vedere anche l’uomo? Allora com’era? Così si fa prima.
P.M.: Ce n’è una.
A.B.: Ma è una accanto. L’uomo è accanto.
Presidente: Ohoo, bene?
A.B.: Ohoo.
P.M.: Sdraiata, seppure con la testa reclinata, è seduta.
A.B.: Esattamente. Allora la donna è seduta, va bene?
P.M.: Sì, quindi quanto meno la foto non corrisponde a ciò che dice Stefano Mele. Almeno questo.
A.B.: Stefano Mele dice tante cose…
P.M.: Bene, io questo voglio dimostrare.
A.B.: È certo che questi fori di entrata su questa poveretta sono sulla parte tergale, in particolare uno mi pare che sia sulla parte… sopra le natiche, diciamo così, o no?
B.M.: Si, al limite fra regione toracica e regione lombare, la regione renale e più all’interno, quasi all’altezza ma più all’esterno. Si.
A.B.: Lei ha detto, professore, che queste lesioni, questi fori si caratterizzano per il fatto che la pistola, l’arma sarebbe stata superiore a 40 cm di distanza, giusto?
B.M.: La distanza fra l’estremità dell’arma e il piano cutaneo, sì.
A.B.: Quindi vedendo la fotografia di questa donna è pressoché impossibile che quest’arma abbia potuto sparare in prossimità del corpo della donna con…
P.M.: Facciamo… forse professore se la guarda la foto… l’ha già vista vero?
B.M.: L’ho già vista.
A.B.: O si apre lo sportello e si spara…
B.M.: Ma scusate, ma questo si deriva da altre considerazioni che riguardano le sedi dei forami di ingresso.
A.B.: Esattamente.
B.M.: Questa posizione qui contrasta in maniera quasi totale con la ricostruzione delle ferite di ingresso. Ecco.
A.B.: Ohooo, cioè il fatto che questa donna…
Biagi: La donna nella posizione seduta ha le spalle coperte dal sedile.
A.B.: Esattamente.
Biagi: Il quale non risulta perforato da nessuna… Ecco.
A.B.: Quindi non possiamo ricostruire assolutamente, sulla base di quello che i Carabinieri andarono a vedere sul punto, dove la donna stesse. Se a destra, se a sinistra, se dietro o davanti. No, scusi, professore, o ci capiamo o non ci capiamo.
B.M.: Non ho capito infatti, non ho capito.
A.B.: Ecco, questo è il dato obiettivo…
B.M.: Obiettivo del sopralluogo.
A.B.: Del sopralluogo.
B.M.: Benissimo.
A.B.: Poi questo povero corpo viene portato via. Viene spogliato, vengono trovati questi buchi.
B.M.: Certo.
A.B.: Giusto?
B.M.: Sì.
A.B.: Da questi fori si ricava una certa traiettoria…
B.M.: Ma, direi, da questi fori si ricava una diversa posizione rispetto a questa.
A.B.: Ohooo, che non conosciamo.
B.M.: Che non conosciamo, certo.
A.B.: Quindi è un dato assolutamente incerto.
B.M.: Ma diversa da questa sicuramente.
A.B.: Comunque incerto.
B.M.: Diversa da questa.
A.B.: Certamente che è diversa da questa!
B.M.: Si, una posizione che può essere soltanto verosimilmente ricostruita ma, direi, non con molta accortezza in questa seduta perché siamo… voglio dire… sarebbe meglio rifletterci un po’, ecco.
A.B.: Professore, la domanda che le faccio è questa…
B.M.: È soltanto l’orientamento che posso fornire qui in questa sede.
A.B.: Certo. Quello che abbia detto il Mele o che non abbia detto non mi interessa a questo punto, direi che questo cadavere, così come era stato posizionato da qualcuno evidentemente, non corrispondeva in alcun modo comunque a…
B.M.: …Alla posizione della donna nel momento in cui è stata ferita mortalmente.
A.B.: Ohooo. Quindi noi non conosciamo come la donna si trovasse quando era ancora viva e quando gli fu sparato.
B.M.: Ma infatti. Ma certo.
A.B.: Va bene? Non lo sappiamo.
B.M.: Non lo sappiamo ma l’abbiamo ricostruito con molta… ecco, si.
A.B.: Non sappiamo… o sappiamo o non lo sappiamo, perché, mi scusi, questa donna quando è stata uccisa poi è certo che è stata spostata da qualcuno…
B.M.: Sì.
A.B.: Quindi non sappiamo se è stata messa nel sedile davanti, nel sedile di dietro, se è stato spostato prima l’uomo, poi la donna, non sappiamo; sappiamo che questa donna è stata colpita dal di dietro, va bene? Quindi in una situazione topografica, se si può dire così, completamente diversa, opposta…
B.M.: Diversa da questa. No opposta, diversa.
A.B.: Diversa.
B.M.: Profondamente diversa.
A.B.: Però noi, ecco la domanda che le faccio è questa, non possiamo in alcun modo ricostruire la situazione, direi statica, in cui si trovava la donna nel momento in cui fu colpita.
B.M.: Ma perché non la possiamo ricostruire? L’abbiamo ricostruita fino ad ora.
A.B.: Dentro la macchina.
B.M.: Dentro la macchina, no con certezza ma con una ricostruzione verosimile nella misura in cui può essere ricostruita verosimilmente in questa sede, torno a dire, con l’impossibilità…
P.M.: Cioè lei dice che la può fare con calma se ha più dati? È questo che…
B.M.: Sì ma direi che non dovrebbe essee… tutto l’insieme dei dati, del sopralluogo, delle…
P.M.: Benissimo. Non lo può fare ora. Con i dati che ha…
B.M.: Però l’indirizzo è un po’ questo.
Presidente: Bene.
A.B.: Le domando un’altra cosa: dentro la macchina vi sono due bossoli, bene? Giusto? Nella parte posteriore. Ci può essere stata una carambolata, come si dice, di bossoli? Nel senso che il bossolo viene espulso dalla pistola, batte da qualche parte e poi va a finire dalla parte opposta, è possibile o no?
B.M.: Si, non lo so.
A.B.: Dico, la macchina, la vettura è fatta…
B.M.: I capricci di movimento del bossolo sono veramente…
A.B.: Quindi non sa neanche lei questi movimenti del bossolo?
B.M.: No assolutamente no.
A.B.: Ohooo, benissimo.
B.M.: Assolutamente no.
A.B.: Questo volevo sapere io. Quindi lei non sa i movimenti dei bossoli però è certo che questi colpi sono stati inferti da una pistola, da un’arma che si muoveva oltre 40 cm in prossimità del corpo.
B.M.: Che era sì posizionata a distanza di…
A.B.: Sicuramente oltre 40 cm.
B.M.: Sempre con la sicurezza che si può attribuire a questi reperti, non c’è un meccanicismo di metodo, c’è soltanto una aderenza a quelle che sono i criteri medico-legali generali…
A.B.: Perché io credo che sia stato fatto anche un esame sul vestito della donna, per vedere se c’erano tracce di bruciature eccetera…
B.M.: Sì, ma quello si vedeva macroscopicamente, non esistevano aloni di nessun tipo.
A.B.: Quindi sicuramente oltre 40 cm.
B.M.: Siamo su quella distanza, ecco.
A.B.: Grazie.
P.M.: Presidente avrei un’ultima domanda, se mi consente.
Presidente: Prego.
P.M.: È questa, professor Montalto, lei giustamente ci ha detto che le foto ultime mostrate, con la donna seduta sul sedile davanti con la testa reclinata sono incompatibili con uno sparo che sia venuto mentre lei era seduta in quella posizione perché lei dice – non lo sapeva ma è vero – ‘il sedile non era forato’, è verissimo. Ora le chiedo, le ferite erano tali da provocare una morte istantanea nella posizione in cui era o una possibilità, sia pure remota, della donna che una volta colpita da un primo colpo, in una posizione, si è poi spostata e si è da sola accasciata e è andata a morire su quel sedile? Le dico questo perché negli atti, forse non gliel’ho detto finora, c’è una perizia comparativa, che ha tenuto presente il suo verbale di autopsia e ha dato come risposta, sulla base dei dati letti nel suo verbale, una risposta comparativa la quale ipotizza, sulla base di questi dati, che la donna sia stata… quei quattro colpi sì in rapida successione ma che le abbiano consentito di spostarsi da sola mentre era seduta davanti, dice questa perizia che è già negli atti, e che i colpi sono stati più d’uno, sono stati tutti mentre la donna era sul sedile davanti prona sull’uomo sulla sua destra e poi da sola, nel cercare di schivare, si è spostata e si è riseduta perché non è morta all’istante. Addirittura la perizia balistica del Colonnello Zuntini, fatta all’epoca, ipotizza addirittura che lo sparatore abbia prima sparato in una direzione e poi, sempre con la donna sull’uomo, pur la donna seduta sul sedile davanti a sinistra, abbia addirittura – lui sparatore – aperto lo sportello e sparato in varie direzioni. Tutto questo ha dei problemi con i bossoli che sono sul sedile di dietro però alla mia domanda – dopo tutta questa ricostruzione e questa ulteriore perizia che dice queste possibilità di movimento – è questa: se la donna non è morta sul colpo è possibile che si sia spostata da sola andando ad accasciarsi su quel sedile? Oppure le sue ferite danno la certezza che è morta dove ha ricevuto il colpo?
B.M.: Bene, diciamo che dei quattro colpi che sono stati esaminati fino ad ora uno solo è risultato quello decisivo. È quello, come ho detto poc’anzi, con effetti devastanti. Quindi il problema è quello di stabilire la ricostruzione cronologica di questi quattro colpi…
P.M.: La successione.
B.M.: E cioè la successione. Se questo colpo mortale devastante è stato inferto per primo è quasi sicuro che la donna ha vissuto, se si può dire, qualche secondo. La morte è stata pressoché istantanea. (…) ha determinato la rottura del cuore e dell’arteria polmonare, cioè una lesione che provoca un’emorragia fulminante.
P.M.: Bene. Altrimenti se noi non abbiamo questa possibilità hanno ragione quei periti che dicono: potrebbe essere anche avvenuto che la donna colpita prima da una parte si è poi i accasciata da sola…
B.M.: Si, questo nel caso in cui questo colpo devastante fosse l’ultimo.
P.M.: Bene.
B.M.: Però bisogna anche tener conto in una certa misura di quella che è stata la rapidissima successione dei colpi.
P.M.: Io le dico alt… sulla base dei suoi stessi dati…
B.M.: Ma sulla base soltanto di questi reperti si può dire soltanto questo.
P.M.: Bene, grazie. Non ho altre domande.
A.B.: Scusi , sul punto credo che possa interloquire, signor Presidente.
Presidente: Prego.
A.B.: Ecco, lei ha detto, Professore, che quel colpo è stato mortale, sopravvivenza pochissimi secondi. Giusto?
B.M.: Ma nemmeno. Forse quasi istantanea.
A.B.: Questo colpo è quello che lei identifica come quello superiore, sulla parte superiore, mi pare.
B.M.: Dunque è quello localizzato all’apice del triangolo che abbiamo visto nella figura.
A.B.: Quindi sulla spalla?
B.M.: No, sulla spalla è l’esterno…
A.B.: Dove? Dove? Me lo dica.
B.M.: È al centro fra la regione della spalla e la colonna vertebrale. L’abbiamo visto! L’abbiamo visto poc’anzi.
A.B.: Professore… l’abbiamo visto… Quindi è un colpo che è sicuramente inferto mentre questa poveretta sta di spalle?
B.M.: EH sì.
A.B.: Ohooo. Quindi se sta di spalle…
B.M.: Di spalle si, questo in rapporto alla posizione… rispetto al feritore? Oppure…
A.B.: Rispetto all’arma. È tangenziale all’arma.
B.M.: C’è l’obliquità avvocato. Da sinistra verso destra.
A.B.: Siamo d’accordo.
B.M.: Quindi l’arma non sta dietro le spalle ma sta legge… spostata verso il lato sinistro della vittima.
P.M.: Al fianco della vittima.
B.M.: È!
A.B.: Fianco della vittima.
B.M.: Beh, sì.
A.B.: Fianco della vittima.
B.M.: Quasi, quasi.
A.B.: Quindi quando arriva questo colpo, sia esso il primo, sia esso l’ultimo la donna muore.
B.M.: Sì. Sì.
A.B.: Quindi non si può muovere, non si può girare? Normalmente non si gira.
B.M.: Bisogna vedere che cosa… quali sono stati movimenti dell’altro.
A.B.: Del?
B.M.: Dell’altro. Dell’uomo che stava sotto.
A.B.: Dell’altro.
B.M.: È! Anche quello va tenuto in considerazione perché eventuali residui movimenti dell’altro può far spostare la donna.
A.B.: Quindi lei mi dà atto che non sappiamo nulla dei movimenti, dell’uno e dell’altro. Noi ipotizziamo…
P.M.: Non lo sappiamo di certo
A.B.: Come?
P.M.: Non lo sappiamo di certo.
B.M.: Fino ad ora è stato detto.
A.B.: Però sappiamo per certo che questa donna, l’ultimo colpo, il primo o il secondo…
B.M.: O il quarto…
A.B.: Il mortale è stato inferto mentre questa donna volge le spalle allo sparatore.
B.M.: Le spalle e spostato verso il fianco sinistro.
A.B.: Volgerebbe lei le spalle…
B.M.: Sì, sì, certo.
A.B.: Ohooo. Quindi quando viene colpita questa donna non avrebbe comunque, dopo questo colpo, la possibilità di muoversi?
B.M.: Certo.
A.B.: Grazie.
P.M.: Non ho nessun altra domanda, grazie.
Presidente: Può andare, Professore. Buonasera. Grazie.
22 Aprile 1994 3° udienza processo Pietro Pacciani

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