Mostro, torna la mano del chirurgo
All’analisi degli esperti i reperti (3 lembi di pelle tagliati con uno strumento di precisione) che però non sono utilizzabili per l’udienza perché anonimi. Oggi al processo contro Pacciani Pietro la relazione del PM
FIRENZE. I tre lembi di pelle, poco più grandi di un centimetro ciascuno, inviati da un anonimo alla Procura e a due avvocati, potrebbero essere stati tagliati con uno strumento di precisione, simile a quelli usaci dai chirurghi plastici. E questo li ultimo mistero dell’inchiesta sul maniaco di Firenze, proprio quando stamane il processo al presunto “mostro” delle coppiette, il contadino di Mercatale Val di Pesa, Pietro Pacciani. entrerà nel vivo con la relazione del pm Paolo Canessa. Secondo quanto sostengono all’istituto di Anatomia patologica, a cui si sono rivolti gli uomini della polizia scientifica che hanno in consegna i “reperti biologici”, i tre frammenti non sono stati strappati manualmente. Il taglio, infatti, é netto e sui contorni non ci sono frastagliature. Ecco allora farsi avanti l’ipotesi che potrebbe essere stato usato uno strumento di precisione del tipo di quelli impiegati nella chirurgia plastica. Una risposta definitiva arriverà dall’esame compiuto “in sezione”. Cinque o sei giorni serviranno poi per ultimare l’esame istologico, indispensabile per accertare se i pezzettini dì pelle siano di origine umana o animale. Le analisi saranno compiute dal di partimento di Biologia animale e genetica dell’ateneo fiorentino. “Comunque anche se l’esame istologico dovesse accertare che si tratta cli pelle umana, avverte Francesco Donato, dirigente del gabinetto di polizia scientifica non é detto che siano utili per l’inchiesta. L’unico confronto possibile potrebbe esser fatto con il lembo di seno di Nadine Mauriot, uccisa a Scopeti.
