Il 10 Maggio 1990 viene redatta un’annotazione, la n° 1000/2/90/S.A.M., dalla Questura di Firenze S.A.M. e, la N° 33/38-23-1985, dalla Legione Carabinieri di Firenze 1° sezione del Nucleo Operativo relativa a delle indagini sulle abitazioni che sono state in uso a Pietro Pacciani.
Questo il documento: 10 maggio 1990 indagini su Pietro Pacciani
Questa la trascrizione:
QUESTURA DI FIRENZE: Squadra Mobile S.A.M.
n° 1000/2/90/S.A.M.
LEGIONE CARABINIERI FIRENZE ?Nucleo Operativo – 1^ Sezione
N° 33/38-23-1985
Firenze, 10 maggio 1990
Oggetto: Annotazione relativa all’attività investigativa espletata di iniziativa sul conto di PACCIANI Pietro.
I sottoscritti Ufficiali ed Agente di P.G., Ispettore Sirico Salvatore ed Agente Sc. MAMONE Antonino, della Polizia di Stato, e Maresciallo Capo Pietro Frillici dell’Arma dei Carabinieri, danno atto di aver svolto una serie di accertamenti diretti a verificare se il nominato in oggetto tuttora ha la disponibilità di alcune delle case coloniche dallo stesso abitate nel comune di Vicchio.
In considerazione di quanto sopra gli scriventi nella mattinata odierna si recavano nella citata località ove venivano controllate (ed anche fotografate) le abitazioni già nella disponibilità del PACCIANI.
Dapprima, veniva eseguito un sopralluogo in loc. Badia Particchina, n° 24, ove tuttora esiste una colonica, presumibilmente data in locazione (vi sono infatti le tendine alle finestre), ove non si rilevava presenza di persone (V. fotografie contrassegnate dal n. 1, che raffigurano l’abitazione da diverse angolazioni). Accanto a detta abitazione vi è una stalla apparentemente abbandonata. (V. fotografie n. 2)
Successivamente, gli scriventi, al fine verificare quanto dichiarato in data 8 u.s. dal PETRONI Nello, riuscivano dopo accurate ricerche, a localizzare il cimitero, ormai abbandonato, nei pressi del quale il PACCIANI Pietro si sarebbe recato ad osservare le coppiette a fare l’amore.
Per raggiungere il cimitero in questione si percorre la S.P. Sagginale, provenendo da Vicchio, e si svolta a destra per una strada sterrata (che è la stessa che conduce all’abitazione in uso al PACCIANI), ove vi è il cartello segnaletico indicante la loc. S. Martino Scopeto; dopo aver preso quest’ultima direzione, si incontra una biforcazione e si prosegue a sinistra. Dopo aver immediatamente superato un ponticello si svolta ancora a sinistra e dopo pochi metri sulla destra vi è il cimitero, attualmente immerso in una lussureggiante vegetazione, dovuta per lo più allo stato di abbandono totale in cui la zona versa. (V. fotografie contrassegnate con il n° 3, raffiguranti il cimitero e le zone circostanti)
In ogni caso, il cimitero dista 900 metri, dalla casa del, percorrendo la strada sterrata (piena di curve), dalla casa del Pacciani. In realtà, attraversando i campi si può raggiungere il punto indicato dal PETRONI in pochissimi minuti.
Nel cimitero in argomento, in completo stato di abbandono (v. foto n. 3), vi sono alcune tombe appartenenti presumibilmente alla famiglia di CESERI Costantino (si legge infatti sulle stesse il nome della famiglia CESERI) che, come si ricordera, datore di lavoro del PACCIANI.
Inotre, è opportuno segnalare che davanti al cimitero in questione vi è un largo piazzale in terra, dove verosimilmente, secondo il PETRONI, le coppiette all’epoca si appartavano.
Il fatto che il piazzale era utilizzato per i momenti di intimità dalle coppie è da ritenersi molto probabile. Infatti, il cimitero, controllando sul contachilometri dell’auto servizio, dista dalla strada asfaltata (la Sagginale) circa 400 metri.
In ogni caso, al fine di determinare se all’epoca dei fatti cui si parla vi sia stata o meno nella zona del cimitero la presenza di coppiette, saranno svolti gli opportuni accertamenti.
Per completezza d’informazione, si significa che la casa del PACCIANI dista dal luogo ove si è verificato il duplice omicidio Stefanacci – Rontini circa tre chilometri.
Successivamente, gli scriventi, al fine di verificare le case colocniche abitate in passato dal PACCIANI siano tuttora nella disponibilità dello stesso, effettuavano un sopralluogo nelle sottonotate località, ove accertavano quanto segue:
- l’abitazione sita in località Paterno 17, attualmente ristrutturata, risulta nella dispononibilità di tale dottore SANDRELLI; (V. fotografia n. 4)
- la casa sita in loc. Ampinana 298 risulta anch’essa abitata (V. foto n. 5)
- L’abitazione posta in loc. Rossoio Chiesa (trattasi in realtà di una vecchia chiesa sconsacrata) è stata da alcuni anni acquistata da una famiglia di origine sarda. (V. fotografie contrassegnate con il n. 6)
Non si può escludere, infine, che le abitazioni in questione (in particolare quella di Badia Particchi), ormai nella disponibilità di altre famiglie, possano essere utilizzate, considerate le distanze delle zone stesse dai centri abitati più vicini (trattasi di luoghi completamente isolati), per occultare tracce o cose di interesse ai fini delle indagini in corso specie per chi come il PACCIANI vi ha vissuto per lungo tempo.
