Il 3 Maggio 1990 viene redatta una nota in comune tra Questura di Firenze S.A.M. e la Legione Carabinieri di Firenze Nucleo Operativo relativa a delle informazioni su Pietro Pacciani acquisite dal colloquio con Carlo Tozzetti e Osvaldo Nesi.
Questo il documento: 3 maggio 1990 Appunto su Pietro Pacciani
Questa la trascrizione:
OGGETTO: PACCIANI Pietro. Accertamenti
Firenze, 3 maggio 1990
Nella mattinata odierna i sottoscritti Uff.li ed Agenti di P.G.: Ispettore SIRICO Salvatore della Squadra Mobile della Questura di Firenze, M.llo Capo Pietro FRILLICI del Nucleo Operativo 1 Sezione del Gruppo Carabinieri di Firenze e Agente della P.d.S MAMOME Antonino, ci siamo portati in S. Casciano Val di Pesa, presso il negozio di macelleria di TOZZETTI Carlo, nato a Greve in Chianti il 26.12.1922, persona che per ragioni di lavoro, in anni precedenti, ha avuto rapporti con il nominato in oggetto
Avuta la presenza del TOZZETTI che al momento era intento a parlare davanti al suo negozio con l’ex Brigadiere dei CC. DI BELLA Giuseppe, abbiamo con i due intavolato vari discorsi relativi al PACCIANI.
Il TOZZETTI riferiva una molteplicita` di notizie sul conto del PACCIANI che in linea di massima sono state già acquisite nei colloqui in precedenza avute dagli scriventi con altre persone.
Anche da quanto riferito dal TOZZETTI emergeva che il PACCIANI e` persona violenta, dotata di forza fisica non comune. In relazione e ciò` il TOZZETTI ricordava un fatto che lo colpì molto.
Il PACCIANI in un attimo d’ira (spesso esordiva con tali comportamenti anche per un non nulla) colpi`con un pugno il parafango di trattore piegandolo fino a farlo aderire alla ruota nel mezzo. Escludeva di aver mai saputo che il PACCIANI avesse passione per la caccia precisando che egli era stato guardia-caccia per conto del marchese ROSSELLI del TURCO che e` anche un appassionato cacciatore.
Affermava ancora di non aver mai visto di notte il PACCIANI in giro per le campagne ne’ di esserne venuto a conoscenza tramite altre persone.
Ricordava che il PACCIANI poco prima del suo arresto era alla ricerca, per acquistarlo, di un fucile da caccia. Concludeva dicendo che il PACCIANI, dalla gente del luogo, era tenuto in disparte per il suo carattere, cosa che ha sempre fatto anche lui.
In seguito ci siamo portati in Montefiridolfi presso l`abitazione di NESI Osvaldo nato a S. Casciano Val di Pesa l’ 11.11.1920 abitante a Montefiridolfi in via dell’Olmo nr. 1 pensionato, già dipendente come salariato del marchese ROSSELLI del TURCO, il quale ha lavorato per oltre 10 anni con il PACCIANI e che quindi di quest’ultimo ha buona conoscenza. Il NESI confermava in linea di massima quanto riferito dal TOZZETTI circa la personalita` del PACCIANI. Aggiungeva che con il PACCIANI ebbe una lite durante una giornata di lavoro nelle campagne, del già citato marchese, in seguito la cosa finì con una riappacificazione. Era a conoscenza del comportamento del PACCIANI nei confronti dei familiari. Spesso il PACCIANI gli raccontava dell’omicidio che commise nel 1951. Durante i esternava il desiderio di rivedere la donna per la quale aveva ucciso. Era fortemente geloso della moglie ed era solito affrontava chiunque, che anche per sospetto, poteva intrattenere rapporti con la consorte. Ciò fece anche con tale CALOSI, ora deceduto, già dipendente del ROSSELLI del TURCO.
Il NESI concludeva dicendo di aver saputo, per “voce di popolo” che il PACCIANI deteneva un fucile (sicuramente è quello ad avancarica) ma anche egli escludeva che il PACCIANI avesse passione per la caccia, né potrebbe affermare di averlo, incontrato, specie di notte, nelle campagne del circondario. Era solito fare apprezzamenti, anche pesanti, nei confronti delle donne, che a quanto gli risulta piacevano molto al PACCIANI.
Non è stato sentito PAMPALOMI Pietro, classe 1917, altro ex dipendente del ROSSELLI del TURCO in quanto si è appreso che versa in precarie condizioni di salute.
