L’11 Dicembre 1988 Sul La Nazione (non disponiamo della pagina) c’è un articolo di Mario Spezi dal titolo “Mostro identico coltello usato su due prostitute,i delitti di alcune prostitute vengono collegati a quelli del Mostro di Firenze.

Lo Spezi a proposito dell’omicidio di Giuliana Monciatti riferiva che in questa occasione: “l’assassino aveva preso la borsetta della vittima, ammazzata quattro mesi dopo un delitto del Mostro, ma non per rapina perché la borsetta non conteneva alcunché di valore o gioielli o denaro che furono trovati nell’appartamento. La borsetta scomparsa rimanda direttamente e in maniera inquietante ai delitti del Mostro. In quasi tutti, infatti, anche se inspiegabilmente, è stato riscontrato che l’assassino aveva preso le borsette delle sue vittime in qualche caso ritrovate aperte a qualche centinaio di metri di distanza dal luogo dell’omicidio, più spesso mai rinvenute. Come Clelia Cuscito anche Giuliana Monciatti era stata assassinata per sadismo come rilevò l’esame ancora una volta fatto dal Prof. Maurri sulle 17 ferite riscontrate sul suo cadavere. Ancora una considerazione accosta gli omicidi delle due prostitute a quelli del Mostro: furono tutti premeditati….perché se ne andrebbe a trovare una donna con un lungo coltello in tasca se non avesse già deciso di ucciderla? E quale altro movente può aver spinto l’assassino visto che non fu quello della rapina o quello occasionale scatenato da un litigio?

11 Dicembre 1988 Stampa: La Nazione
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