L’ombra di un uomo chiamato mostro. Esce un libro dedicato a questa tragica storia. Eccone alcune pagine” di Riccardo Catola.

Il libro uscirà martedì 22 ottobre 1985 e sarà intitolato: “ Identità di un mostro. Sulle tracce del mostro di Firenze” di Riccardo Catola, ed. Anthropos di Roma. Doppio volto di Firenze; carattere unico del Mostro; odia l’amore fisico; “Cittadino normale, magari eccellente per dodici mesi all’anno; furia sfrontata e sanguinaria per un breve istante. “ E’ straordinario come siano assolutamente mancanti i testimoni. I magistrati hanno schedato tutti gli uomini soli della provincia di Firenze, ma potrebbe avere moglie e figli e colleghi che lo stimano. Genio irripetibile. Forse c’è una congrega di mostri dedita a indefiniti riti satanici, come ritengono alcuni tra i magistrati. “Una setta di vampiri o un pazzo solitario ?”. Forse si tratta di un “soggetto a matrice culturale non italiana (in quanto straniero, o di origine straniera, o acculturato secondo modelli di tipo protestante nei paesi anglosassoni o di lingua tedesca”. Colonia venutasi a creare nei dintorni di Firenze di “anglo – beceri e di soggetti altrimenti cosmopoliti” (Berenson, Geoffrey Scott e Lady Sybil, Vernon Lee). Firenze era diventata, sul finire dell’Ottocento e i primi del Novecento, uno speciale porto dell’amore dove trovavano rifugio i tanti naufraghi di paesi che proibivano e punivano la pratica omosessuale persino tra adulti consenzienti. “Così i tanti innesti che a Firenze provenivano dal mondo anglosassone finirono per legare assai bene con un albero della tradizione profondamente piantato proprio sul coté della diversità”. L’Ospedale dell’Annunziata fu inaugurato negli anni a cavallo del 1980 e a cento metri c’è il casello autostradale “Firenze . sud”. Si ritorna all’ipotesi “mostro” medico o infermiere. Di notte i magistrati Fleury e Canessa hanno guidato CC. e poliziotti in una gigantesca perquisizione all’Ospedale. “Alla fine se ne vanno portandosi dietro qualcosa di interessante. Così, almeno, diranno ai cronisti il giorno dopo. In realtà, ecco che cosa trovano. Una mappa del Chianti, compreso il comune di San Casciano dove il mostro ha ucciso l’ultima volta. Su quella mappa ci sono, segnati con una biro, alcuni cerchietti che insospettiscono. Si saprà quasi subito che li ha tracciati un operatore del servizio disinfestazioni per ricordarsi dove ha lavorato. Altri elementi raccolti dagli inquirenti sembrano in effetti più curiosi. Sono nomi di persone trascritti su alcuni foglietti e block notes trovati in vari armadietti praticamente accessibili a tutti. Dunque è difficile risalire a chi, uno o più, li ha scritti e lasciati in giro. La particolarità di questi nomi è presto detta: erano inclusi in un elenco di sospettati di cui né la stampa, né altri potevano essere a conoscenza. Da qui la domanda: come mai questi nomi escono fuori in un ospedale dopo che lì vicino è stata scoperta una pallottola del mostro ? La risposta appare ovvia e la gente si affretta a trarre le conclusioni. “  Ma al Santa Maria si ribellano al gioco al massacro e rifiutano l’idea che il mostro abbia a che fare con l’ospedale. Sono stati rinvenuti anche un bisturi in una sala operatoria e divise da c chirurgo macchiate di sangue e si sospetta che il mostro si sia servito di una di esse.

Due “romanzi, e ora arriva il cinema di Mario Spezi.

Spezi aveva pubblicato “Il mostro di Firenze”e domani 20 ottobre il mostro entrerà nella celluloide. Per fare il film, lo Spezzi confessa che si sono rivolti anche a lui.

Mostro: chi parlò alla ragazza della busta col macabro messaggio? di Mario Spezi.

La studentessa è stata interrogata per oltre quattro ore dai Carabinieri. Lo sconosciuto aveva detto alla ragazza di abitare a Scandicci e di andare per lavoro a San Piero a Sieve (da dove fu spedita la busta poche ore dopo il delitto. La lettera giunse in Procura il 10 settembre ma fu deciso di non divulgare la notizia per stanare il Mostro, ma il muro di silenzio resse sino al 26 settembre quando ne fu data notizia dalla rivista “Epoca” che quel giorno fu in edicola solo a Milano. L’Ansa rilanciò alle ore 15,26 e da allora tutti lo seppero. Anche i giornali radio non ne parlarono prima di metà pomeriggio e il messaggio spedito alla Procura finì sui giornali il 27 settembre. Ma lo sconosciuto la confidò alla ragazza alle 13,15 del 26 ! La ragazza ricorda inoltre che lesse della notizia il giorno 27 in classe e fu allora che si allarmò.

19 Ottobre 1985 Stampa: La Nazione
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