Il quotidiano Il Messaggero, nell’edizione umbra del 14 ottobre 1985, commentando il ritrovamento di quello che ufficialmente dovrebbe essere Francesco Narducci, scrive: “Forse il giovane e affermato medico, aveva maturato il proposito di togliersi la vita. Ma come? Forse aveva ingerito dei barbiturici prima di prendere la barca: l’unico modo per neutralizzare la resistenza fisica e il proprio istinto di sopravvivenza visto che era un esperto nuotatore. Ma come è stato possibile accertare se questo sventurato medico ha ingerito barbiturici o altre sostanze senza un accertamento autoptico? Non solo: come si fa a stabilire se il gastroenterologo è veramente deceduto per annegamento, se non è stata accertata la presenza di acqua nei polmoni? Sotto questa luce il caso sembra essere stato chiuso con una celerità inusitata. A meno che gli investigatori non siano in possesso di una prova, di un elemento di certezza che tolga forza ai dubbi.

L’insistente voce popolare unita alla “leggerezza” con cui sono state condotte le formalità per la morte di Francesco Narducci determinano, nei giorni a venire, lo scatenarsi della stampa. Il possibile coinvolgimento del medico perugino nei delitti del MdF cominciano a circolare sui giornali diventando sempre più insistenti col passare dei giorni e delle settimane.

14 Ottobre 1985 Stampa: Il Messaggero Umbria
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