Il Messaggero Umbria

Il giovane medico scomparso martedì. Il corpo è riaffiorato ieri mattina davanti a Sant’Arcangelo. Gli inquirenti avallano l’ipotesi del suicidio o della disgrazia: fatto sta che il caso è stato chiuso. Narducci ritrovato cadavere

(in cima vi è la foto in cui si vede chiaramente il cadavere e, tra gli altri, Morelli che, con le mani in tasca, volta le spalle allo stesso e torna indietro).

Poco dopo le 7 della mattina di ieri, il cadavere è stato avvistato da due pescatori. E’ stato recuperato e portato a terra da una pilotina dei CC. di Castiglione del Lago. Ieri sera 13, a San Feliciano, è stata allestita una camera ardente. Che cosa ha causato il decesso?  “Il corpo dello sventurato giovane, al momento del recupero, è apparso quasi nero. Il medico legale, intervenuto poco dopo il ritrovamento, ha effettuato una ricognizione esterna del cadavere. Ma sulle risultanze non sono state fornite informazioni. E la magistratura ha ritenuto di poter concludere gli accertamenti senza dover ricorrere all’esame autoptico, segno che la relazione medico – legale, conteneva in sé il pieno convincimento sulle cause della morte. Si è trattato di una disgrazia Al momento, sembra difficile sostenerlo, anche se gli investigatori non lo escludono. Mentre viene esclusa fermamente l’ipotesi di una morte provocata da altri, un omicidio insomma. All’esterno il corpo non presentava alcun segno di violenza. Più probabile appare l’ipotesi del suicidio, anche se è stata fino ad oggi allontanata con grande fermezza dagli amici più stretti e dai familiari.” Ha ingerito barbiturici, forse, per poter neutralizzare l’istinto di sopravvivenza? Ma come si fa a stabilirlo, senza un accertamento autoptico? “E sotto questa luce il caso sembra essere stato chiuso con una celerità inusitata. A meno che gli investigatori non siano in possesso di una prova, di un elemento di certezza che tolga forza ai dubbi”.

Non ho avuto la forza di tirarlo nella barca.

Angelo Baiocco dice, tra l’altro: “Povero ragazzo, era così gonfio da fare impressione, aveva il volto nero. Chissà che cosa gli è successo”. Aristide Baldassarri che ha partecipato al recuper, dice: “Il dottore era ancora tutto vestito – racconta mestamente – aveva persino l’orologio al polso e le scarpe. Mi ha colpito una cosa al collo che lo stringeva, la cravatta credo. Era irriconoscibile”.

Il quotidiano Il Messaggero, nell’edizione umbra del 14 ottobre 1985, commentando il ritrovamento di quello che ufficialmente dovrebbe essere Francesco Narducci.

L’insistente voce popolare unita alla “leggerezza” con cui sono state condotte le formalità per la morte di Francesco Narducci determinano, nei giorni a venire, lo scatenarsi della stampa. Il possibile coinvolgimento del medico perugino nei delitti del MdF cominciano a circolare sui giornali diventando sempre più insistenti col passare dei giorni e delle settimane.

14 Ottobre 1985 Stampa: Il Messaggero Umbria

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