Il 14 ottobre 1985 viene redatto il certificato di morte di Francesco Narducci, ma stranamente invece che un solo documento univoco ne esistono due. I certificati sono stati rilasciati entrambi dal Servizio Necroscopico della USL del Lago Trasimeno.

Il primo certificato riporta il numero 786 (3-11-B). Questo certificato riporta vistose cancellature. In origine riportava: «9-10-1985, spiaggia di San Feliciano» come data e luogo della morte, poi questa era stata sovrascritta da: «Magione, 8.10.1985 acque Trasimeno (frazione Sant’Arcangelo), annegato Lago Trasimeno»

Il secondo certificato riporta il numero 788 – copia. A differenza del primo reca il timbro di un ufficiale giudiziario e la dicitura «copia», con i numeri di frequenza 200/1 e 17. La dicitura riportata è: «Magione, 8.10.1985, acque Trasimeno». Il certificato è firmato dalla Dott.ssa Luciana Mencuccini. Firma che meravigliò non poco la Dott.ssa Daniela Seppoloni dato che la Mencuccini non aveva assolutamente partecipato alle operazioni e a redigere il certificato di morte.

Dato che il numero progressivo era diverso fra i due certificati esistenti, 786 e 788, pur avendo entrambi la stessa data del 14 ottobre 1985, con una piccola ricerca è stato trovato il certificato 787 che riportava la data del 15 ottobre 1985. Questo faceva presupporre che il secondo certificato fosse stato redatto il 15 o il 16 ottobre 1985. Inoltre i due certificati avevano una firma diversa e quello 788 era a firma della Dott.ssa Mencucci.

Dato che nel primo certificato riportava sovrascritture che si potevano ipotizzare eseguite da mani diverse fu disposta una perizia grafologica con incarico al Prof. Francesco Donato. Il risultato periziale fu che il certificato 786 presentava almeno tre mani diverse che si erano alternate nella compilazione. La prima mano quella dell’anatomo-patologo che ha redatto la parte relativa alle cause della morte. La seconda che ha scritto parzialmente i dati di nascita e di residenza, inizialmente indicata nel luogo di abitazione dei genitori. La terza che, adoperando una penna diversa del tipo rollerball, non si è limitata a cancellare il vecchio indirizzo e a riscriverlo ma ha provveduto a cancellare con il bianchetto le indicazioni vergate con la precedente penna. La perizia tecnica ha consentito di ricostruire che dove la prima mano ha scritto come data del decesso il «9 ottobre», la terza ha corretto in «8 ottobre», laddove la prima mano ha indicato come luogo della morte la «spiaggia di San Feliciano» l’altra mano ha scritto «acque del Trasimeno, frazione di Sant’Arcangelo». Inoltre il perito segnalava che un ulteriore differenziazione della calligrafia in relazione al contenuto della parte relativa alla “descrizione lesione”. Nel certificato 786 è riportatosegni di macerazione della cute e mucose – stato edematoso” con una calligrafia apparentemente diversa dalle altre e in ogni caso del tutto differente da quella che risulta nel medesimo spazio nel certificato 788.

Davvero  inusuale questa morte, addirittura un doppio certificato di morte. A volte possono succedere dei disguidi, ma in questo caso non sono un’eccezione, ma la regola.

14 Ottobre 1985 I due certificati di morte di Francesco Narducci
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