Il 13 Ottobre 1985, nel primo pomeriggio, il corpo è stato ricomposto e per una decisione della famiglia la bara non resta aperta a lungo per l’esposizione ad amici e parenti. La decisione viene anche presa su consiglio di Nazareno Morarelli che fa notare che il corpo non è un bello spettacolo.

Presso l’abitazione si presentano molte persone ed una di queste fornisce in seguito una testimonianza che stride rispetto alle altre e riguarda l’aspetto del cadavere. Si tratta della signora Maria Teresa Miriano, sorella del Procuratore Capo di Perugia Nicola Miriano. La signora Maria Teresa conosce Francesco Narducci sin da piccolo, si tratta di amici di famiglia di lunga data e quindi si recano a San Feliciano insieme all’amica Tati Altissimi per rendere omaggio al defunto. Arriva circa alle 15.30 e c’è già molta gente, sono presenti i coniugi Cancellotti, la signora Solinas, la signora Nicolini, tutti del giro di amicizie del professor Narducci.

La signora Maria Teresa Miriano è “fortunata” e capita in un’orario in cui il feretro è aperto e riconosce senza ombra di dubbio Francesco, il quale aveva “una espressione serena del viso, al punto che sembrava truccato, senza alcun segno di violenza, assolutamente non gonfio e con tutti i suoi capelli chiari e lisci, insomma perfettamente riconoscibile. Vestito con pantaloni di jeans o del colore dei jeans e una giacca di lana e pelle abbottonata sul davanti, dalla quale spunta una camicia verde. Unica cosa insolita è quel rigonfiamento all’altezza dell’addome, come se avesse po’ di pancetta, lui che era sempre così slanciato“. Questa descrizione del corpo si differenzia in maniera sostanziale da tutte le precedenti testimonianze, la signora sembra descrivere una persona diversa da quella vista fino a quel momento da tutti i precedenti testimoni. GIDES 2007 Pag. 35 da verbale del 20 febbraio 2003.

Un altro testimone che ha occasione di vedere il cadavere prima della chiusura della cassa è Prof. Antonio Morelli, questi ha anche un termine di paragone dato che è uno degli uomini che ha effettuato il riconoscimento di Francesco Narducci sul pontile di Sant’Arcangelo.  Il Morelli rimane sorpreso dalle fattezze del defunto sistemato nella bara: “Non so dire in che modo, ma quel cadavere aveva qualcosa di diverso da quello che avevo visto sul molo. Questo assomigliava di più a Francesco. Vedi verbale del 28 febbraio 2003.

Sarebbe una domanda lecita chiedere al Prof. Morelli, medico e quindi esperto, come non abbia potuto sospettare qualcosa di strano dato che la scienza non contempla un tale repentino mutamento di condizioni e proporzioni, un corpo in avanzato stato di putrefazione, gonfio e tumefatto non può regredire spontaneamente fino alle condizioni di partenza, cioè dimensioni e tratti di un corpo magro e slanciato e un volto privo di tumefazioni. I capelli scuri, ricci e radi non possono diventare castano chiaro e lisci.

Poi la bara venne chiusa.

13 Ottobre 1985 Il pomeriggio a villa Narducci

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