L’8 ottobre 1985 il Procuratore della Repubblica Aldo Izzo, il Colonnello Nunziato Torrisi e il Maresciallo Salvatore Congiu si recano a Villacidro per incontrare Salvatore Steri, fratello di Barbarina Steri e Pierina Piscedda suocera di Salvatore Steri.

La Piscedda, la cui figlia viveva separata dal marito Salvatore a causa di ripetuti maltrattamenti, riferiva che secondo lei Salvatore Vinci e Salvatore Steri, avevano avuto un ruolo nella morte di Barbarina.

Salvatore Steri invece confermò le sue dichiarazioni del 19 gennaio 1960 e quindi confermando l’alibi di Salvatore Vinci con cui era stato in compagnia dalle 20.00 sino alle 23.45.

Venne quindi sentito Antonio Pili che oltre a confermare quanto affermato il 26 novembre 1984 aggiunge che il matrimonio di Barbarina era stato imposto dalla famiglia soprattutto dal fratello Salvatore che era molto amico di Salvatore Vinci e che Barbarina era decisa ad abbandonarlo e scappare.

Anna Maria Tibet, la madre di Barbarina, riferisce che lei ha sempre sentito dire che Barbarina fu uccisa e che Salvatore Vinci era una persona malvagia.

Usula Francesco, che era entrata nella stanza la sera della morte di Barbarina, invece che ripetere, come nella sua dichiarazione, che Barbarina era ai piedi del letto, dichiarò che era stesa sul letto, nuda con le sole mutandine, e di aver percepito un leggere odore di gas. Anche lei convinta che marito e fratello avessero avuto un ruolo in questa morte.

8 Ottobre 1985 Testimonianze di Salvatore Steri, Pierina Piscedda, Antonio Pili, Anna Maria Tibet e Usula Francesco

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