L’8 ottobre 1985, circa alle 19.30, Ugo Mancinelli, usando la barca di proprietà del dott. Spartaco Ghini  si unisce alla ricerca di Francesco Narducci. Insieme a lui sulla barca trova posto Alberto Ceccarelli, suocero di Pier Luca Narducci, ed insieme si dirigono verso l’isola Polvese dove costeggiano il Mucciarone. La ragione per cui si dirigono a colpo sicuro verso l’isola Polvese è perchè Ugo Mancinelli ha appena parlato con Enzo Ticchioni rientrato dalla pesca alle 19.15 circa. Mancinelli chiede a Ticchioni se ha visto uno scafetto con una persona a bordo. Ticchioni gli riferisce il suo avvistamento. Mancinelli gli rispose che l’avrebbe dovuto andare a riprendere perché aveva sicuramente finito la benzina. Aggiunse che Giuseppe Trovati gli aveva detto che era partito di gran fretta, ma che non aveva preso nemmeno la benzina.

L’imbarcazione raggiunge l’isola Polvese e qui, prima delle ore 22.00, in mezzo ai canneti, trovano la barca di Francesco Narducci, il Grifo Plaster targato PG 3304. La barca aveva il motore in acqua e la marcia disinserita, il motore risultava ancora caldo. Sul cruscotto c’erano una scatola di fiammiferi e un paio di occhiali ed su un sedile un giubbotto scamosciato. L’orario del ritrovamento viene confermato in un interrogatorio di Ugo Mancinelli il 12 gennaio 2005.

Alla motovedetta della polizia, con a bordo maresciallo Piero Bricca che si trova alla guida, il Carabiniere Paolo Gonnellini, il dottor Alberto Speroni, il questore Francesco Trio, il dott. Ugo Narducci e il professor Antonio Morelli, viene segnalato il ritrovamento della barca, sono circa le ore 24.00.

E’ impossibile non notare una discrepanza fra l’orario di ritrovamento della barca e la comunicazione dello stesso ritrovamento alla motovedetta dei CC. Una discrepanza che si annulla con un fonogramma inviato il 9 ottobre 1985 e che dice che la barca è stata ritrovata alle 00.30 del 9 ottobre da Ugo Mancinelli. Considerando che i Carabinieri sono stati avvertiti della scomparsa di Francesco Narducci circa alle 23.15 e che la barca è stata trovata alle 22.00 e la motovedetta avvertita circa alle 24.00 è evidente che esiste un lasso di tempo cieco da parte delle forze dell’ordine rispetto alle ricerche di amici e parenti. Un lasso di tempo, che considerando la latenza di attivazione delle forze dell’ordine, è di due ore piene. La domanda spontanea è: Perchè tanto ritardo nel chiamare i Carabinieri dato che le ricerche di amici e parenti erano partite almeno dalle 19.30?

 

8 Ottobre 1985 Ritrovata la barca di Francesco Narducci

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